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Visualizzazione post con etichetta Artes Contemporanea. Mostra tutti i post
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lunedì 9 marzo 2015

Dante Gentile Lorusso - Appunti Eclettici


Dante Gentile Lorusso "APPUNTI ECLETTICI"
14 marzo - 23 aprile 2015
Campobasso, Galleria Artes Contemporanea, Via Elena, 60.
Inaugurazione: sabato 14 marzo ore 18.30

"Appunti eclettici/Appunti partigiani"

Gli “Appunti” di Dante Gentile Lorusso più che eclettici somigliano a dei veri e propri appunti partigiani per il tentativo, austero, di catturare nella forza del segno uno spazio della memoria e dell’assenza, come se il tempo si fosse infilato tra le pieghe dei tratti per comporre e scomporre forme dal sapore metafisico. Si tratta di piccole opere, veloci testimonianze di vita, realizzate nel corso del 2014 su cartoncini e inviti, e quindi nate in forma di frammento, o meglio di scrittura “politica” poiché è il racconto, in conformazione metaforica e trasfigurata, a guidare il tentativo di lettura del contesto. Un attraversamento nel limite del segno e che caratterizza anche il suo ritorno all’espressione pittorica e alla gioia del colore che aveva abbandonato da anni. Tentativi per indagare nuove possibilità espressive e recuperare al contempo remote impressioni. L’ambientazione di partenza, naturalmente, è quella molisana che l’artista cerca di ricreare nella distanza della traccia e dell’impressione che diventano l’una simbolo e l’altra figura. Ne nascono profili densi come “tipi” di carattere che Dante, memore della Commedia, cerca di stigmatizzare nei limitati spazi dei fogli nei quali prevale un colore rosso vivo, il colore della politica e dell’attivismo ma anche e soprattutto del sangue e dell’azione. Le forme/forze scultoree ricavate dalle matite sono trasformazioni di manie e di esempi che trovano spiegazione nell’attinenza all’oggi e nella contemporanea sottrazione all’appartenenza, per cui diventano categorie generali di vizi contro i quali il pittore sembra combattere una silenziosa battaglia fino a rimanerne scomunicato. Il tratto è denso, quasi chiuso nella devozione, e ricorda alcuni disegni di Tito, il segno primitivo e “mediterraneo” come quello di Licata diventa incisivo e simbolico mentre la definizione delle forme acquista un’aria trascendente e surreale, prima di perdersi in un poetico minimalismo (si veda “Rosso”) quasi stregonesco, frutto di un’evocazione interna più che di una sintesi del reale. Le invettive segnate nella scomposizione, invece, vengono dall’amore per Pettinicchi e da quel Generale che tanto aveva impressionato il pittore da giovane e dall’orrore sacro di Bacon. Appaiono delle ombre, energiche nei chiaroscuri solcati, e delle lettere reali e immaginarie; compaiono delle tracce semplici e sciolte, raffinate nel tentativo corsivo di una grafica personale, che si smarriscono nello spazio e trovano forze nascoste nei titoli che sono il vero fulcro del racconto. Ritorna in tal modo l’idea iniziale della scrittura e dell’appunto. Si legge allora il rientro raffinato nella composizione e nella sperimentazione quasi letteraria per sondare lo spazio trasversale delle immagini, cupe e ossute come le sagome delle miniature tanto che, nell’insistenza nei tratti e nel colore puro e acceso, sembra quasi di vedere, in chiave attuale, le esili illustrazioni del "Chronicon Vulturnense", tanto per rimanere nel contesto del Molise. Vi è di certo il racconto, e l’intimo desiderio di un distacco e di una difesa, e così è l’io narrante del Cavaliere Inesistente di Calvino a confidarci cosa sia per il pittore-guerriero, protetto dalla sua corazza, la scrittura e l’arte: «Ogni tanto mi accorgo che la penna ha preso a correre sul foglio come da sola, e io a correrle dietro. È verso la verità che corriamo, la penna e io, la verità che aspetto sempre che mi venga incontro, dal fondo d'una pagina bianca, e che potrò raggiungere soltanto quando a colpi di penna sarò riuscita a seppellire tutte le accidie, le insoddisfazioni, l'astio che sono qui chiusa a scontare».
Tommaso Evangelista

Aspirante gerarca del mio paese

Oct 2014

Portatore sano di spocchia


martedì 8 aprile 2014

Almanacco del Molise 2014


Siamo quest’anno particolarmente lieti di presentare l’Almanacco del Molise 2014, perché si tratta di un irrinunciabile e atteso appuntamento editoriale della Nostra Regione a cui da diversi anni questa casa editrice non senza difficoltà, ma con grande determinazione e tenacia, sta dando continuità. Non potevamo, infatti, tralasciare l’occasione offerta dalla ricorrenza, appena conclusa, del cinquantesimo anniversario dell’istituzione della Regione Molise (1963-2013). 

Pur mantenendoci in linea con le passate edizioni dell’Almanacco, quest’anno abbiamo voluto dare un segno di discontinuità e di rinnovamento tutto al femminile affidandone la curatela a Isabella Astorri e Gabriella Di Rocco.

Il volume si compone di otto corposi saggi, ciascuno corredato da un ampio apparato iconografico, redatti da studiosi e specialisti delle diverse discipline, la storia politica ed economica, l’urbanistica, l’architettura, l’archeologia, l’arte, l’etnografia, la letteratura, proposte in chiave analitica e critica, talvolta provocatoria, e al contempo propositiva per quanti vorranno trarne spunti ed elementi di riflessione per il futuro. Nostro intento vuol essere infatti quello di dotare la comunità molisana, che ha appena celebrato i suoi primi cinquant’anni, di un prodotto scientifico che sia, allo stesso tempo, utile mezzo di crescita collettiva, perché punto di partenza per ridare nuovo slancio e nuovo vigore al ‘progetto Molise’ al quale pure crediamo fortemente, ma che sembra provato e messo in discussione su più fronti.

Al volume, come di consueto, si affianca il Diario del Molise, dedicato al 2013 e redatto da Valentina di Toro e Mauro Di Iorio.

Alle curatrici, agli autori, alle Istituzioni regionali e provinciali, a quanti a vario titolo hanno collaborato alla realizzazione di questo nuovo progetto editoriale e, soprattutto, ai lettori che avranno il piacere e la bontà di leggere le dense pagine di questo volume, rivolgiamo il nostro più sentito e doveroso ringraziamento.

L’Editore

I saggi sono di:
Antonietta Caccia
Tommaso Evangelista
Adriano La Regina
Giuseppe Lembo
Norberto Lombardi
Brunella Muttillo
Emilio Natarelli
Stefania Natarelli
Carlo Peretto
Antonella Presutti

In copertina Walter Genua e Gino Marotta




venerdì 14 marzo 2014

REVOLUTION - La mostra - Extralab a Campobasso





REVOLUTION _MOSTRA
15 Marzo - 5 Aprile

Galleria Artes contemporanea
Via Elena, 60 Campobasso
Tel. 0874 443377

Aperta dal lunedì al sabato 9:00 13:00 - 15:30 20:00
Chiusa sabato pomeriggio 

A cura di
Rosa Catalano
Sara Iafigliola

Testo critico
Tommaso Evangelista

Presentazione di
Aurora Spinosa
Rino Squillante

in collaborazione con
Corsi di Pittura e Tecniche Extramediali dell’ Accademia di Belle Arti di Napoli
Prof. Rino Squillante


La mostra REVOLUTION presenta per la prima volta, presso la galleria Artes Contemporanea a Campobasso , i lavori degli studenti dei corsi di Pittura e Tecniche Extramediali dell'Accademia di Belle Arti di Napoli condotti da Rino Squillante, con la collaborazione di Rosa Catalano e Sara Iafigliola. Il fatto che la ricerca e la sperimentazione, frutto della formazione che si realizza nell’Accademia di Belle Arti di Napoli, venga esportata in contesti e territori “altri” rispetto alle aule e i laboratori dello storico edificio di Via Costantinopoli è il segnale che il lavoro dei nostri studenti, giovani artisti, trova un viatico che indica speranze e passioni da alimentare.

“Questa mostra, testimonia un legame che unisce il Molise alla nostra Accademia che nel tempo è stata ed è di riferimento per i tanti giovani che scelgono di formarsi a Napoli”, dice la Direttrice Aurora Spinosa. Gli artisti sono parte di questo mondo e subiscono nello stesso modo onore ed oneri di un sistema completamente votato al funzionamento delle economie, ecologie, ecomafie. Per anni abbiamo costruito il mondo intorno a noi come se fosse un bozzolo, per proteggerci senza allontanarsi, sentire ovattato e vedere appannato. I giovani hanno ricevuto in eredità i debiti della politica e i rifiuti tossici. Traditi e arrabbiati. I lavori presenti in questa mostra sono la conseguenza di una consapevolezza, il lavoro per un artista è sempre un tentativo, è l’articolazione di un codice che forma un linguaggio. Questi lavori raccontano in maniera sensibile, questo è il grande risultato, un sentire personale che diventa patrimonio comune. L’arte che parla a tutti. Questi giovani non sono come gli artisti di cento anni fa, non sono le avanguardie, non si radunano per scrivere manifesti, non fanno i saloni di protesta. Escono, vanno al supermercato, si fidanzano e vanno al mare, usano il loro presente in maniera più o meno consapevole e quando creano lo fanno usando le cose che tutti conoscono e usano , telecamere, macchine fotografiche, oggetti, banconote, il corpo. Parlano alla gente perché loro sono la gente, utilizzano le tecnologie e i pennelli, vanno in autobus e in bicicletta, mangiano tonno in scatola e pomodori biologici.

In mostra sono presenti anche una serie di fotografie e di testi esplicativi del progetto ORGH…!, un progetto artistico nato all’interno del corso di Pittura e Tecniche Extramediali tenuto dal professore Rino Squillante e realizzato da Rosa Catalano con Public/Zone, che ha come obiettivo il prendersi cura della propria terra attraverso azioni artistiche mirate. Gli studenti, infatti, hanno mostrato una particolare attenzione verso una tematica sociale quanto mai viva e sentita quale la violenza che hanno subito i nostri territori sia ‘fisici’ che ‘interiori’. Il progetto, attraverso nuovi processi creativi e comunicativi, mette in luce, in questo momento storico, caratterizzato da un profondo senso di smarrimento, il valore e la grande forza che l’arte nella sua pratica può dare nel rifondare principi e modelli di riferimento, affrontando con coraggio la delicata questione della cosiddetta “terra dei fuochi” .

Artisti
Bistesti Veronica, Capozzi Greta, Cui Junjie, D’Addario Fabio,Della Guardia Antonio,Fizzarotti Marco, Fusco Nunzio, Gallo Marco,Hoaran Zhou, Scherma Maria,Spinelli Michela Claudia

lunedì 24 febbraio 2014

Alla riscoperta di una cultura globale tra arte e scienza - Il liceo Manzù ad Artes

In una società tutta proiettata verso la frammentazione, verso la parcellizzazione del sapere, dove chi vuole “contare” non può che essere uno specialista, è ancora possibile riscoprire l’autentico valore formativo di quella che presso gli antichi era l’enkýklios paidéia, ovvero l’educazione globale? Un obiettivo ambizioso che trovò concreta espressione nel progetto realizzato dall’erudito Plinio il Vecchio nella monumentale Naturalis Historia: conservare integralmente lo scibile umano.
E non fa meraviglia che la stessa parola greca téchne nella sua accezione più ampia di arte – quale disciplina governata da un complesso di leggi – potesse includere persino la medicina. L’idea che la scienza moderna sia inevitabilmente chiamata a rimodulare le sue rigide e “chiuse” basi metodologiche per ampliare i propri orizzonti conoscitivi – se è vero che «una buona scienza è un’arte, non una scienza» – è stata rilanciata del resto in tempi più recenti dal filosofo Paul K. Feyerabend.
Nell’ottica di sensibilizzare le nuove generazioni di adolescenti sulle possibili interazioni tra campi del sapere apparentemente distanti, l’associazione “Esplica no-profit”, impegnata nella divulgazione di contenuti culturali e scientifici nell’era digitale, ha indetto il concorso nazionale “Adotta scienza e arte nella tua classe“: studenti di scuole secondarie, medie e superiori, selezionando, all’interno di una rosa di 100 citazioni famose attribuite a scienziati e filosofi inerenti a tematiche scientifiche e al rapporto tra arte e scienza, quella che ritengono più congeniale alla propria sensibilità, sono invitati a realizzare un’opera artistica originale, reinterpretando in modo personale il significato dell’aforisma prescelto. Un commento esplicativo dovrà accompagnare l’opera per permettere allo spettatore di comprendere la ratio del lavoro creativo prodotto. Lo studente può impiegare tecniche grafico-pittoriche e plastiche differenti: da quelle più tradizionali (inclusa la modellazione dell’argilla) a quelle digitali. Le opere, pubblicate in rete, sono valutate e votate da una giuria “popolare” di web-nauti e da una di esperti (scienziati, artisti e docenti) per decretare i vincitori delle diverse categorie.
L’edizione 2012-2013, la cui cerimonia conclusiva si è svolta a Grosseto l’8 febbraio 2014, ha visto la netta affermazione del Liceo Artistico “G. Manzù” di Campobasso che ha infatti collezionato tre premi da podio (un primo posto e due secondi posti), sette attestati speciali di merito nonché uno di eccellenza.
Tra gli strumenti creativi utilizzati dagli studenti molisani si segnala edMondo, l’ambiente virtuale di Indire, che consente di costruire oggetti didattici in 3D mediante tecniche di progettazione e registrazione per grafica, audio e video. La piattaforma ministeriale favorisce l’interazione tra ambiti disciplinari diversi nella prospettiva di promuovere l’innovazione didattica nelle scuole.
Gli studenti dell’istituto, al fine di far conoscere al pubblico gli elaborati che hanno concorso alla competizione nazionale, sotto il coordinamento della prof.ssa Francesca Ferrauto e di altri docenti, hanno allestito una mostra intitolata “Alla ricerca della bellezza: la scienza, l’arte e l’emozione” presso la Galleria Artes Contemporanea di Campobasso. All’inaugurazione, avvenuta il 18 febbraio scorso, sono intervenuti tra gli altri la dott.ssa Giuliana Petta, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, e il critico d’arte Tommaso Evangelista, il quale, dopo una puntuale disamina storica del problema relativo al rapporto tra arte e scienza – un connubio rintracciabile, ad esempio, oltreché nell’opera di Leonardo Da Vinci, anche nell’architettura medievale e persino in Galileo – ha sottolineato come il completo livellamento dei valori estetici a cui oggi si assiste possa essere arginato proprio attraverso il ritorno dell’arte allo studio scientifico. Ed è altresì fondamentale per rilanciare il ruolo dell’arte contemporanea far ricorso alle tecniche multimediali, le cui potenzialità sul piano artistico non sono state ancora del tutto valorizzate.
La mostra, di cui riproduciamo alcuni significativi esemplari, è aperta al pubblico fino a sabato 1 marzo. Un’occasione interessante per riscoprire il senso “globale” della cultura, rivisitando il pensiero di celebri scienziati nella veste probabilmente più affascinante, quella dell’espressione artistica.





domenica 16 febbraio 2014

Arte e scienza da Artes col liceo Manzu



Gli studenti del Liceo Artistico “G. Manzu’ “ di Campobasso “trionfano” nel concorso nazionale indetto da Esplica no profit

Su oltre trecento partecipanti delle scuole superiori sono stati selezionati sette finalisti del nostro Liceo con opere multimediali, grafiche, pittoriche e plastiche. Le premiazioni sono avvenute a Grosseto l’8 febbraio 2014; questi gli esiti del meeting nazionale: 7 attestati speciali di merito, un 1° premio, due 2° premi, un attestato di merito d’eccellenza per l’Istituto.

Il concorso “Adotta Scienza e Arte nella tua classe”, indetto da Esplica no profit ( laboratorio per la divulgazione culturale e scientifica nell’era digitale), si proponeva di sensibilizzare gli studenti sui temi della scienza e dell'arte proponendo loro una sfida: realizzare un'opera grafica originale, sulla base di uno spunto costituito da una citazione di un celebre scienziato. Gli studenti hanno potuto scegliere tra 100 frasi, le opere realizzate sono state esposte e condivise in web, scelte dai webnauti utilizzando il "mi piace" e selezionate da una commissione di esperti (artisti, docenti, scienziati). 

Un grido gioioso ha rotto il vociare sommesso degli studenti nell’ennesimo giorno tra i banchi di scuola, quando la professoressa ha letto la comunicazione dei sette studenti ammessi alla fase finale. 

I ragazzi sono partecipi di una realtà e di un sistema sociale che spesso dimentica il merito, perché soverchiato da preconcetti e pregiudizi intesi a confinare i giovani al tipico “dinoccolamento” tra volontà soporifera e depauperamento progressivo di desideri ed ideali. 

Gli studenti del Liceo Artistico hanno fatto appello al loro talento creativo, a quella particolare sensibilità che li contraddistingue, ed hanno trasferito il loro pensiero analogicamente, nelle forme artistiche più svariate, facendo parlare l’argilla, i colori, il disegno, la fantasia. La scienza, si sa, ha sempre permesso e promosso il miglioramento dell’esistenza dell’uomo preparando il mondo ad un domani più certo e vivibile. L’arte, dal suo canto, in modo incandescente, in tutte le sue espressioni concorre a creare il patrimonio culturale di ciascun individuo e lo rende immortale. Gli studenti non hanno scisso i due modi di creare, ma adottando entrambi, li hanno forgiati, hanno dato corpo all’idea, alla frase alla citazione, ed ecco venir fuori ”l’occhio che scruta il mistero della natura e della vita” , oppure i cubi rotanti che simboleggiano la ricerca scientifica, e ancora un feto che nella sua microdimensione si confronta con l’immensità dell’Universo, per non escludere il connubio tra poesia e fantasia che da origine ad un’immagine simbolica e significativa, allo stesso tempo, come quella di Einstein che oltrepassa i confini della scienza per valicare quelli della poesia. 

I ragazzi hanno provato, sul campo, che scienza e arte basano la propria creatività nella scoperta, nel sapere e nella necessità che ogni società esprime, che sono ambiti culturali legati l’uno all’altro in maniera indissolubile. 

Gli elaborati dei finalisti, insieme a quelli degli altri studenti che hanno partecipato al concorso, saranno esposti nella mostra “Alla ricerca della bellezza: la scienza, l’arte, l’emozione” presso la Galleria ARTES CONTEMPORANEA, in Campobasso, dal 18 febbraio al 1 marzo 2014.

Inaugurazione martedì 18 febbraio ore 18.00.



martedì 11 febbraio 2014

Il Novecento molisano in mostra alla Galleria Artes di Campobasso: “Ritorno alla forma – la linea figurativa e realistica nell’arte molisana del novecento” - Paolo Giordano


Nella Galleria Artes di Campobasso, quasi a volerne festeggiare nel migliore dei modi il primo anno di vita, è stata allestita la mostra “Ritorno alla forma – la linea figurativa e realistica nell’arte molisana del novecento”. 
L’importante evento, curato da Francesca Della Ventura e Tommaso Evangelista, analizza quella che potrebbe essere ritenuta l’unica autentica linea artistica molisana, riunendo –per la prima volta– tutti i grandi pittori figurativi che hanno operato in Molise.
Tale “corrente” è generalmente ritenuta anacronistica, eppure la mancanza di legame con le “avanguardie” (che ben tardi arriveranno in Regione grazie al Premio Termoli) ha caratterizzato la cultura locale, non tagliando fuori il Molise dal panorama nazionale, bensì consentendo la nascita di una vera e propria Scuola, quella di Campobasso.
Fu il compianto Lino Mastropaolo a coniare tale definizione riferendosi al gruppo di artisti che si ispira a Trivisonno, o che ne sono stati allievi, o che, comunque, ne hanno subito influenza.
Unitamente al Maestro Amedeo, un talento “fuori dal tempo”, ma pienamente inserito nella Storia dell’Arte Italiana, è stata parimenti determinante un’altra personalità totalmente diversa: il bohemien Marcello Scarano.
Insomma, è offerta al visitatore (dal 21/12/13 al 12/02/14), in un ambiente di forte spessore tecnico e qualitativo, una rassegna completa ed esplicativa dei figurativi molisani. 
Le opere sono atemporali e con una valenza universale. In esse si riscontra l’attenta ricerca formale e la cura di quei valori che sono alla base della buona pittura.

Aprono la mostra i quadri di D’Attellis tra i quali la “discarica” in cui la Venere di Urbino del Tiziano viene deposta (all’ombra del Monforte) su un camion della nettezza urbana: inquietante ed inconfutabile icona della furia iconoclasta della nostra epoca.
Un autentico scoop le opere dell’isernino Ucciferri, cariche di sensualità ed analisi dell’identità della persona, che da oltre 5 anni non erano ammirate da un pubblico. 
Particolare l’accostamento di due “crocifissioni”: quella di Pettinicchi, con la sua struggente distorsione dei corpi, e quella di Oriente che, memore dei toni espressionistici del Pettinicchi, caratterizza la scena con una variegata e grottesca umanità.
Fresche e vitali le sculture di Manocchio, d’effetto il neorealismo di Genua, di grande qualità la pregevole produzione di Paglione, còlto negli aspetti più intimi e nascosti del suo religiosissimo animo.
L’unica presenza femminile è la milanese Gilda Pansiotti, molisana d’adozione, che dopo aver esposto nella Berlino degli anni ‘30 ed in diverse biennali organizzate durante il “ventennio”, si innamorò della XX piccola regione. Sua una serie di costumi popolari: nei locali di Artes la “donna col costume di Frosolone”.
Affascinate, infine, il dialogo tra i due Maestri i cui capolavori sono collocati nello stesso spazio gli uni di fronte agli altri.
Scarano sia con la sua pennellata densa, che si rifà alla Scuola Romana, e sia con l’inconfondibile tratto quasi impressionista.
Trivisonno (anche) con un autoritratto che richiama proprio la tecnica di Marcello Scarano e con un sorprendente bozzetto “barocco” (Natività), in cui le figure emergono, estratte dall’ombra, grazie ad un sapiente uso del pennello.
Nell’ultima sala due autori in cui si concretizza una sorta di epilogo. Di Toro che, ispirandosi a Guttuso, incarna l’ultima propaggine di realismo sociale ed il romano Papa che, avendo affrescato la Cattedrale di Bojano, rappresenta la continuità dell’Arte Sacra in Molise, di cui Trivisonno e “l’allievo” Paglione sono gli indiscussi capiscuola. 
Parrebbe, quindi, che la Mostra si concluda con un interrogativo sulle incertezze del “domani”: quale sarà il prosieguo della linea figurativa e realistica nell’arte molisana?


Paolo Giordano su il Quotidiano del Molise




lunedì 28 ottobre 2013

Reportage dall'inaugurazione Oltre la realtà - Personale di Walter Genua


La conferenza alla galleria Artes contemporanea 
Walter Genua, Lucia Lagioia, Augusto Massa, Francesca Della Ventura




Giuseppe Pittà, Dante Gentule Lorusso, Walter Genua









Oltre la realtà su Artibune

Oltre la realtà su Undo

mercoledì 23 ottobre 2013

Oltre la realtà - Personale di Walter Genua


"OLTRE LA REALTA’"
Personale di
WALTER GENUA
a cura di Francesca Della Ventura e Tommaso Evangelista
25 ottobre / 23 novembre 2013
Inaugurazione venerdì 25 ottobre 2013 ore 18.00
Apertura tutti i giorni 10.00-13.000/15.00-19.00
Ingresso libero
Galleria Artes Contemporanea
Viale Elena, 60 – Campobasso


Torna ad esporre a Campobasso, dopo due anni dall’ultima mostra, da venerdì 26 ottobre il maestro Walter Genua in una personale alla galleria Artes Contemporanea di Vincenzo Manocchio. Il pittore molisano, storico esponente del gruppo di artisti campobassani, sempre in prima linea in lotte e scontri per l’affermazione di un’arte libera da dilettantismi e stereotipi, per l’occasione presenterà un ciclo con le nuove pitture di carattere metafisico. Contemporaneamente sarà allestita anche una piccola retrospettiva di lavori storici che farà vedere inedite opere scultoree e del periodo pop. Il rapporto di Genua con la metafisica inizia negli anni Novanta e si sviluppa secondo indirizzi di originalità e individualità, con un’attenzione all’analisi e allo studio degli elementi della storia artistica locale. Affascinanti ed evocative le tele del maestro aprono a nascosti orizzonti di senso, in sospesi equilibri di tempo e di spazio. La mostra, curata dai critici e storici dell’arte Francesca Della Ventura e Tommaso Evangelista, sarà inaugurata da un convegno dove diverse personalità del mondo dell’arte e della cultura indagheranno la vicenda artistica e umana del pittore. Interverranno il prof. Augusto Massa, l’arch. Emilio Natarelli, il dott. Giuseppe Pittà, la prof.ssa Lucia Lagioia, la dott.ssa Francesca Della Ventura.






lunedì 16 settembre 2013

Ipotesi di unione - Opere scultoree di Antonio Natale di Maria


Ipotesi di Unione 
Personale di Antonio Natale di Maria 


21 settembre - 20 ottobre 2013

Inaugurazione sabato 21 settembre ore 18.30

Viale Elena 60, Campobasso

Tentativi di unione
(estratto dal testo critico di Tommaso Evangelista)

"Le sculture di Antonio Di Maria vivono sul sottile equilibrio della forma, nel tentativo di dare consistenza (tattile) a visioni frammentarie che vengono a fondersi nella materia viva della struttura. Il tentativo di unione sottolineato nel titolo è proprio questo sforzo dell’artista da una parte di mettere ordine nella concezione di opera e dall’altra di sommare le idee per presentarle come intimamente combinate e armonizzate. Lo stile, pur influenzato da certe tendenze primitiviste e naif, non rompe mai con i canoni classici tradizionali preservando figuratività e narratività pertanto ogni lavoro è di per se una storia da leggere in divenire, nella somma dei tempi che solo la statuaria riesce a presentare in simultanea. Il linguaggio, invece, spaziando dalla figurazione oggettiva alla rappresentazione simbolica all’astrazione, somma l’organico e il materico producendo un effetto piacevolmente distonico, ovvero per nulla dissonante (Eco). Il centro dell’intervento di Di Maria è l’immaginario archetipico delle forme mai chiuse in se stesse, nell’incomunicabilità dell’emblema e del sintomo, bensì sempre capaci di rivelare un racconto e pertanto di aprirsi al senso e alla lettura. Le virtù mitopoietiche del materiale plastico permettono un sottile scavo nell’inconscio per cui la materia oltre ad avere una forma, plasmata abilmente e con grande perizia tecnica, si costituisce anche in una storia...."
Eros

Guardiani del tempo
primavera

mercoledì 19 giugno 2013

Aldo Impallomeni - I luoghi dell'anima




ALDO IMPALLOMENI

“I LUOGHI DELL’ANIMA”

a cura di

Silvia Valente

22 giugno 2013



Il 22 giugno 2013 alle ore 18:30 negli spazi della galleria Artes contemporanea di Campobasso sarà presentato il libro sulla vita dell’artista molisano Aldo Impallomeni (1904-1999) dal titolo “I luoghi dell’anima”. La pubblicazione, a firma di Silvia Valente e edita dalla casa editrice Regia Edizioni, nasce dalla ferma volontà della famiglia Impallomeni di voler ricostruire alcune delle tappe fondamentali della carriera artistica di Aldo, pittore e noto operatore culturale in regione, fortemente legato alla sua terra e alle sue radici, elementi caratterizzanti l’intera produzione di lavori ad olio. 

Ad illustrare la pubblicazione saranno, oltre all’autrice Silvia Valente (critico d’arte e curatore museale), l’editore Vincenzo Manocchio, il Presidente SIPBC Onlus Isabella Astorri, la Professoressa Carmela Di Soccio e lo storico e critico d’arte Tommaso Evangelista.

La presentazione del volume “I luoghi dell’anima” sarà corredata da una mostra personale delle opere dell’artista Aldo Impallomeni dall’omonimo titolo -a cura della stessa Silvia Valente- e troverà collocazione nei medesimi spazi della galleria Artes contemporanea di viale Elena, 60 a Campobasso. La mostra raccoglierà una selezione di lavori a partire dagli inizi degli anni Cinquanta fino all’ultima fase di attività artistica del suo autore. 

Aldo Impallomeni è stato un noto paesaggista molisano ma anche impegnato operatore culturale (numerose le sue collaborazioni con l’ENAL nell’organizzazione di mostre d’arte in occasione delle festività del Corpus Domini negli anni Sessanta e Settanta). La sua pittura, principalmente ad olio, si è largamente ispirata alla produzione del maestro Marcello Scarano, amico dell’artista, con il quale amava intrattenersi e spesso si accompagnava in escursioni finalizzate all’esercizio en plein air. Molte opere di Aldo Impallomeni sono, ad oggi, conservate in collezioni private e pubbliche fra cui il Comune e la Provincia di Campobasso.

Il libro è il risultato di una ricerca condotta, unitamente alla famiglia, dall’autrice e muove una ricostruzione storica dai primi decenni del Novecento alle soglie del Duemila; l’indagine è stata condotta alla luce del copioso materiale messo a disposizione dall’archivio Impallomeni e permette una presa visione degli accadimenti culturali dell’epoca, seguendo punti di vista inconsueti e poco noti. Scrive l’autrice: « Alla sterile biografia volta ad immortalare gli eventi della vita di Aldo, si sostituisce il tentativo di raccontare la storia di un uomo nella sua interezza, una vita che ho imparato a conoscere attraverso gli occhi di chi lo ha amato molto: è il racconto di un’esistenza, carnale e pittorica, che insegue le tracce lasciate nel tempo dalle opere e dalla persona, osservando con attenzione e ammirazione una vita creativa in tutti i sensi, perché vissuta costantemente al limite della sensibilità».

L’apertura è prevista il giorno 22 giugno 2013 alle ore 18:30 alla presenza di amici, colleghi ed estimatori dell’artista presso la galleria Artes contemporanea, viale Elena, 60 – Campobasso. La mostra terminerà il 6 luglio 2013.

Info:
Artes Contemporanea
Viale Elena n. 60 – Campobasso
Tel. 0874 443377 

venerdì 17 maggio 2013

I segni innocenti



Leonardo PAPPONE, in arte “LEOPAPP”

Nasce nel 1958 a Montefalcone Val Fortore, piccolo paese di montagna in provincia di Benevento. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli nel 1983, avvocato, revisore dei conti e giornalista pubblicista, si avvicina alla pittura in gioventù partecipando a mostre estemporanee e concorsi nei paesi limitrofi, in modo del tutto istintivo, spontaneo e con una formazione autodidatta.

Usa in particolare modo i colori acrilici unitamente ad altre misture come mezzo, propaggine espressiva di stati d’animo, immagini interiori, rappresentazioni fantastiche, ricostruzioni cromatiche e plastiche allo stesso modo. Dalla fantasia creativa all’immaginazione e alla trasparenza nel tentativo di riempire ogni spazio vuoto, attraversando pianeti, cavalcando frammenti e meteoriti espressivi superando la divisione tra corporeo e psichico .

Svolge, nella vita reale, una professione distante dai concetti artistici e forse questa “assenza”, l’estraneità dalla vita pittorica, lo induce sempre più ad inventarsi pittore per caso, con funzione terapeutica, alla continua ricerca di piacere espressivo, cogliendo tracce di vita reale o fantastica che sia.

Artes contemporanea, viale Elena n. 60 - Campobasso
Sabato 18 maggio a partire dalle 18:00. Ingresso libero.

martedì 14 maggio 2013

Antonio Pettinicchi, lui è il Molise. Omaggio all'artista

A conclusione della personale di Pettinicchi alla galleria Artes di Campobasso un interessante articolo del giornalista Paolo Giordano.

E’ oramai prossima alla conclusione (11/05/2013) la mostra “Antonio Pettinicchi – lui è il Molise” allestita nella Galleria Artes di Campobasso; curatori Silvia Valente e Tommaso Evangelista.
L’evento, che ha riscosso notevole successo di pubblico e critica, è un doveroso omaggio ad un indiscusso genio creativo rivelatosi fondamentale per la città di Campobasso, avendo tracciato una strada maestra percorsa dalla maggior parte delle successive generazioni di artisti. Come insegnate, poi, ha coinvolto ed appassionato centinaia di studenti e discepoli. Infine (con Marotta e Pace) ha per lungo tempo assolto il compito di accreditare “all’esterno” l’esistenza di una cultura artistica regionale.
Negli spazi di viale Elena sono state esposte sia incisioni (in un’affascinante retrospettiva) che dipinti (gli ultimi anni fino al “conclusivo” 2009). Le prime, selezionate da una produzione incisoria tra le più prolifiche della seconda metà del novecento (circa 600 lastre), abbracciano il vasto periodo dal 1949, anno dell’esordio, al 1995.
Pettinicchi, allievo di Lino Bianchi Barriviera, uno dei più grandi maestri del secolo, con questa tecnica ha ottenuto le maggiori soddisfazioni professionali, partecipando ad importanti manifestazioni sia nazionali che europee.
Temi ricorrenti sono la sua terra, quindi il mondo dei contadini contraddistinto dal proprio bagaglio di miseria, sofferenza, fatica… e dignità. Anche nella produzione pittorica si ritrovano gli stessi argomenti a lui tanto cari, ma è possibile ammirare addirittura una “crocifissione”.
Autentica rarità essendo pochissime le opere di arte sacra, di cui è estremamente geloso e tutt’altro che incline a condividere con il pubblico.
La sua complessa formazione di pittore cominciò quale allievo di Amedeo Trivisonno che, avendolo alunno al Magistrale, ne scoprì le doti incoraggiandolo: “tu in questa scuola non ci devi stare, devi fare l’artista!”Dopo l’esordio come “figurativo” sviluppò in maniera precisa e marcata il suo “segno” per merito di Emilio Notte (di formazione futurista), il più importante artista napoletano del dopoguerra). In seguito pur rimanendo nell’ambito della figurazione, con il tempo, riuscì a “trasformare la figura umana”. E’ questa la sua caratteristica principale: grazie al pennello ed ai colori mostrare contemporaneamente l’esterno (sembianze fisiche) e l’interno (realtà interiore) dei soggetti raffigurati. Necessarie ovviamente una valida conoscenza dell’anatomia nonché una sconvolgente capacità di scavare nel profondo dell’Animo.
La storia artistica ed umana di Antonio Pettinicchi, che sarà possibile “indagare” con una monografia di prossima pubblicazione (Regia Edizioni), permette di scoprire un Molise culturalmente vivo, attraversato e scosso da accesi dibattiti artistici, oggi impensabili nel guardare l’attuale sonnacchiosa realtà. All’epoca si era al passo con l’andamento dell’Arte in quegli anni: sperimentazione e ricerca erano le stesse sia in provincia che nel resto della nazione. Non emulazione, bensì un’empatia che permise alla nostra Terra di essere “trasportata” sulle tele con uno stile inconfutabilmente “contemporaneo”. A testimonianza di quei fermenti, all’interno della mostra, un asterisco dedicato al celebre “Gruppo 70” (Pettinicchi, Massa, Mastropaolo e Genua).
Vasta ed incontenibile, insomma, risulta la personalità del Maestro. L’unico ad essere riuscito nell’impossibile sintesi della sua Arte è stato Armando De Stefano, compagno d’accademia ed amico personale: “Pettinicchi ha la sua terra nel sangue, nel pennello, nel colore e, cosa più vera, esprime il dolore del suo popolo con un disegno forte e netto, da pittore autentico che si identifica col prossimo. Lui è una natura via, lui è il Molise”.

venerdì 29 marzo 2013

Antonio Pettinicchi

Il video proiettato all'inaugurazione della mostra Lui è il Molise. Personale di dipinti e incisioni di Antonio Pettinicchi presso Artes Contemporanea.


venerdì 22 marzo 2013

Antonio Pettinicchi - Lui è il Molise - Personale a Campobasso



ANTONIO PETTINICCHI
“LUI È IL MOLISE”
a cura di
Tommaso Evangelista e Silvia Valente

28 marzo-11 maggio 2013
Galleria Artes, viale Elena n. 60 - Campobasso

COMUNICATO STAMPA



A sei anni di distanza dall’ultima personale, torna nel capoluogo molisano il maestro Antonio Pettinicchi. La mostra, a cura dei critici d’arte Tommaso Evangelista e Silvia Valente, sarà ospitata nei prestigiosi spazi della galleria Artes in viale Elena n. 60 a Campobasso dal 28 marzo all’11 maggio 2013 e presenterà una selezione di lavori su tela unitamente ad una retrospettiva sulla produzione grafica. 

I dipinti testimoniano vari aspetti della sua poetica e spaziano dai celebri autoritratti al mondo contadino con uno sconfinamento nelle tematiche del sacro (Crocifissione). La maggior parte dei lavori risale all’ultimo decennio di produzione - inedite le opere del 2008 e del 2009 - e si caratterizza per una forte accentuazione delle valenze espressioniste, per un segno tagliente, per una sapienza costruttiva dettata da pennellate energiche e vigorose che conferiscono alla figura struttura e, allo stesso tempo, indeterminatezza. 

La produzione incisoria riguarda, invece, un lasso di tempo più ampio e mostra l’evoluzione della tecnica, dello stile e dei soggetti. Dai primi lavori realizzati durante la formazione accademica - che vedono come soggetti le figure del mondo contadino – si attraversano i paesaggi molisani caratterizzati dalla forte componente geometrica di stampo post-cubista per giungere, sul finale, a un dissolvimento delle forme e delle strutture grazie al sapiente uso dell’acquaforte, del quale è stato maestro indiscusso del Novecento italiano. 

Un piccolo asterisco sarà dedicato alla documentazione del celebre Gruppo 70 formato, appunto, da Antonio Pettinicchi, Walter Genua, Augusto Massa e Lino Mastropaolo, dei quali verranno presentati lavori a carattere esplicativo, utili a fornire una ricostruzione del percorso dell’artista. 

Antonio Pettinicchi nasce a Lucito (Campobasso) nel 1925. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida severa ed attenta di Lino Bianchi Barriviera e Emilio Notte. La sua attività incisoria e pittorica è testimoniata dalla partecipazione a numerose mostre e rassegne di carattere nazionale e internazionale, fra cui: quattro edizioni della Quadriennale Nazionale di Roma (tra il 1952 e il 1965), la XXVIII Biennale Internazionale di Venezia, sette edizioni della Biennale Nazionale della Grafica Contemporanea di Venezia (dal 1955 al 1967), numerose mostre in collaborazione con ilgruppo degli Incisori Veneti oltre alle cinque edizioni del Premio Termoli, per citarne solo alcune. Sue opere sono presenti in importantissime collezioni pubbliche e private, fra le quali citiamo: Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Modena, Venezia; Civica raccolta delle stampe Achille Bernarelli, Castello Sforzesco, Milano; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Raccolta disegni e stampe, Galleria Uffizi. 

Proprio da un ricordo del maestro e compagno di studi accademici Armando De Stefano è tratto il titolo della mostra cui seguirà l’uscita della monografia, a cura di Tommaso Evangelista e Silvia Valente, edita dalla Regia edizioni e che verrà presentata in occasione del finissage (11 maggio 2013).

Info:
Artes Contemporanea
Viale Elena n. 60 – Campobasso
Tel. 0874 443377


venerdì 8 marzo 2013

Una mostra sulla donna ad Artes


MoliStArt celebra la donna attraverso una mostra presso la galleria Artes a Campobasso proprio nel giorno convenzionalmente dedicato ad essa che si estenderà poi a tutto il fine settimana (8-9-10 marzo 2013).
La riflessione è profonda, intima e culturale su un tema affrontato dai nostri artisti in maniera contemporanea con entusiasmo e partecipazione.
La figura femminile oggi è giunta ad un punto cruciale nella storia, sono ancora fresche nella nostra memoria le lotte per le conquiste sociali ottenute nei diritti umani e civili, ma in alcuni casi e soprattutto in alcuni paesi ci sono ancora molti passi da compiere. Le discriminazioni e le violenze sono ancora attuali e l'arte ha il compito di proporre questi temi, di esaltare la figura femminile e di darle spazio, per far sì che tutti ne prendano coscienza e facciano una riflessione a partire proprio dalla sensibilità della donna, su come opera, su quale sia la sua visione della vita e su come sia rappresentata nel ventunesimo secolo.
Vogliamo mostrare le interpretazioni che gli artisti molisani hanno dato e vogliono proporre al pubblico. Il percorso affronterà "La sensibilità della donna tra soggetto e autore" proprio offrendo opere che rappresentino la donna stessa o che siano realizzate da artiste che hanno espresso il loro inconscio per analizzare e interpretare la vita e il mondo.
La mostra esporrà i lavori di artisti molisani e l'inaugurazione sarà accompagnata dalla degustazione di un vino locale per insaporire una piacevole serata dedicata alla straordinaria figura femminile alla quale tutti quanti dobbiamo essere grati ogni giorno della nostra vita, non solo l'8 marzo.


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