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lunedì 6 maggio 2013

Carlo Parente - Appunti per l'ascesa di nuova crudeltà

"LOVE SHIT-ART piccolo shit-artist col suo piccolo muro. (bank-me da bimbo)" olio e acrilico su mdf,33x23cm, 2013



CARLO PARENTE APPUNTI PER L’ASCESA DI NUOVA CRUDELTA’ 


A cura di: Helena Rusikova
Dal 7/ 5/ 2013 al 31/ 05 / 2013

Inaugurazione: Martedì 7 MaggioOre 19,30
KOMA’ ArtGallery Corso Umberto I° n°52 86023 Montagano (CB) 


Uno dei motti che meglio riassume e mantiene (per l'appunto) viva la memoria del Punk, è "Punk'snot dead", ovvero il punk non è morto. 

A dirla tutta il punk non è morto semplicemente perchè non è in grado di farlo, trattandosi, al di là della omonima moda, musica, periodo storico, innanzitutto di un'attitudine. 

Infatti gli atteggiamenti "punk" esistevano da quando si abbattevano bisonti a clavate fino ai giorni nostri in cui succede che un piccolo paese montano del Molise - Montagano nella fattispecie - decide di ospitare questa piccola mostra di Carlo Parente. 

Bisognava aspettare che l'iniziativa arrivasse da un luogo ignorato dal mondo e che orgogliosamente ricambia il mondo ignorandolo a sua volta. 

Il Punk non tradisce la sua vocazione, anzi ne esce ulteriormente arricchito proprio attraverso l'ignorare, l'ignoranza, l'essere ignorante. 

L'artista in questione, non di meno, si disinteressa del tutto alla possibilità che il suo lavoro possa non essere originale o possa non rispondere ai recenti approdi dell'arte, e disinteressarsi è una forma più o meno volontaria di ignoranza. In ogni caso anche questo è Punk. 

Dare dell'ignorante ad un Punk è forse il più bel complimento che gli si possa fare, se non altro il più coerente. 

Dopo mesi ed anni e decenni di smartellamento testicolare con questo rognosissimo "Pop Surrealismo" che i grandi canali artistici e giornalistici, in grandi centri urbani e con grandi flussi economici, hanno deciso di propinare senza tregua, ecco che emerge in un luogo a malapena registrato sulle mappe, all'interno di un piccolo circuito artistico, scrupolosamente evitando i giornalisti e con un budget che supera di poco la decina di euro, il primo ed ufficiale caso di PUNK REALISTA, espressione coniata dalla sottoscritta (con la complicità del coraggioso Michele Mariano), per impartire la seguente lezione: la libertà è nell'ignorare, non per ignoranza ma per volontà, ciò che vuole essere a tutti i costi conosciuto, riconosciuto e discusso. 

Il Pop Surrealismo a cui il PUNK REALISTA si oppone, non è chiaramente il nemico numero uno, ma è solo un esempio abbastanza calzante di come lì fuori si agita il mondo dell'arte, che però qui ci fa la figura dell'esercito romano che non riesce a piegare il piccolo villaggio di Asterix. 

D'altronde la vicenda storica del Molise è la medesima: il Sacro Romano Impero ricacciato a calci nel didietro da qualche centinaio di Sanniti. 

I Sanniti erano e sono dei veri Punk, realisti per giunta, poichè questo spirito si applica e manifesta giorno per giorno, nelle piccole e grandi cose, nella vita vera ("Reale" quindi) e in come uno decide di viverla e, in caso, di trasformarla in un'opera d'arte. 

Per poter farlo e o anche solo per capirlo, però, bisogna essere davvero un bel po' ignoranti. 

Helena Rusikova 


KomA’Corso Umberto I° n°52 86023 Montagano (CB) 
Aperta dal martedì al sabato dalle 19 alle 01 
tel: 347 5624436 mail: komagallery@gmail.com

venerdì 29 marzo 2013

Simona Bramati a Koma' ArtGallery


SIMONA BRAMATI
I PENSIERI REGOLARI MI DISTRUGGONO

A cura di: Togaci
Dal 4 / 4/ 2013 al 27 / 04 / 2013
Inaugurazione: Giovedì 4 Aprile Ore 19,30
KOMA’ ArtGallery Corso Umberto I° n°52 86023 Montagano (CB)

I pensieri regolari mi distruggono

Immagini di donne abbozzate ed esili su cui il tempo si ferma e rivela come l’anima sia fatta di pensieri, di domande come: “Perché in tutte le cose c'è un inizio e una fine?” I tratti delicati dei disegni della Bramati sembrano chiedere questo allo spettatore. Domande sulla morte, e sulla vita, su come le si affronta. Il tema della morte è alla base di molti topoi (immagini ricorrenti in più opere artistiche e letterarie). Ogni uomo - ed ogni artista - si misura inevitabilmente con questo concetto, il momento estremo di ogni esperienza umana. Diverse sono le prospettive e gli ambiti in rapporto ai quali tale concetto può assumere significato. In questi disegni la morte non è però vissuta non come una prova estrema da affrontare con coraggio e con spirito di sacrificio, come un ‘pensiero regolare’, insomma, bensì come la fine di un ciclo e l'inizio di uno nuovo le cui condizioni sono tutte da scoprire, da sperimentare. Se la morte di un essere umano fosse qualcosa di assolutamente sconvolgente le sue conseguenze sarebbero irreparabili. Invece la vita continua. Ma "La vita continua" è un'espressione metafisica, che va al di là dell'apparenza. La vita “continua per tutto" - così andrebbe interpretata. La vita diventa cioè un concetto che include la morte e che caratterizza l'intero universo. La morte, dunque, è solo trasformazione necessaria per un universo che deve rinnovarsi e continuare a esistere attimo dopo attimo nell’immane processo di trasformazione di cui noi non vediamo né l'inizio né la fine.
La consapevolezza di questo dovrebbe portarci a relativizzare le questioni personali, i limiti soggettivi, la stessa paura della morte. Dovrebbe aiutarci a uscire dal “pensiero regolare” e suggerirci che l’unica cosa di cui aver paura è proprio l’incapacità a vivere con naturalezza i limiti della propria umanità.

Togaci

immagine: "Della vita a cedere" olio e matita su tela, 70x100cm, 2013


KomA’ Corso Umberto I° n°52 86023 Montagano (CB) 
Aperta dal martedì al sabato dalle 19 alle 01 
tel: 347 5624436 mail: komagallery@gmail.com 

Si segnala anche dalla stessa galleria

Workshop pratico: dall'arte contemporanea fino fuori la galleria.
L'esperienza di Sandy Warhol a New York.
A cura di Enrico Morsiani e Luca Rossi
Data: sabato 6 aprile 2013
Info: https://www.facebook.com/events/129012517268351/

lunedì 25 febbraio 2013

Sergio Padovani alla Koma' ArtGallery


SERGIO PADOVANI
DEL MAGNIFICENTISSIMO ESILIO DALL'"ORBE CAINA"

A cura di: Michele Mariano
Dal 5 / 3/ 2013 al 28 / 03 / 2013
Inaugurazione: Martedì 5 Marzo Ore 19,30
KOMA’ ArtGallery Corso Umberto I° n°52 86023 Montagano (CB)

One of us! One of us!
Strano posto, il Circo. La gente ci va per divertirsi, passare il tempo, sorridere delle acrobazie di clown e comici vari. Poi ci sono i prestigiatori, i domatori di bestie feroci, ogni tipo di animale. I bambini e le famiglie intere sono da sempre attratte da questo piccolo universo fatto di stranezze e abilità particolari. Ma nello stesso circo, fino agli anni 40 del secolo scorso, c'era anche un'altra attrazione: e il pubblico pagava per vedere anche questo. I freak, gli uomini dall'aspetto "inusuale", si facevano ammirare in tutta la loro unicità. Erano ragazzi senza gambe, donne barbute, acrobate a due teste, vecchi-scheletro. E, fra di loro, anche i nani.
Il circo non barava: la realtà veniva messa in scena così com’era senza nessun bisogno di filtri o traduzioni e soprattutto nessun attore professionista a scimmiottare finte menomazioni.
Questa idea di circo della realtà senza filtri la ritrovo nei palcoscenici/patiboli di Sergio Padovani, e come nel circo l’esibizione di corpi malformi segnava di netto una separazione tra il pubblico e la “diversità” così qui i personaggi buttati in palcoscenico “senza pietà”, esibiscono una separazione consapevole tra loro e gli altri, chi li osserva e quelli che si considerano in via esclusiva esseri umani.
La “parentela” può avvenire solo con chi si pone senza filtri e soprattutto con chi è portatore sano di lacerazioni non finte.
In un crescendo emotivo “DEL MAGNIFICENTISSIMO ESILIO DALL'ORBE CAINA” fotografa la fobia di un'intera comunità. Perché costringe lo spettatore a un ruolo attivo d’immedesimazione per poi sbattergli in faccia le proprie insicurezze, ipocrisie e contraddizioni. Un viaggio interiore non senza conseguenze, ma che non ci si può esimere dal fare, per amore della pittura e della vita. In tutte le sue manifestazioni.


Michele Mariano


KomA’ Corso Umberto I° n°52 86023 Montagano (CB) 

Aperta dal martedì al sabato dalle 19 alle 01 

tel: 347 5624436 mail: komagallery@gmail.com

giovedì 4 ottobre 2012

Amaci - Eventi in Molise

La Giornata del Contemporaneo è il grande evento che, dal 2005, AMACI dedica all’arte contemporanea e al suo pubblico. Il primo o il secondo sabato di ottobre i musei associati ad AMACI, accanto a tutte le istituzioni del nostro Paese che liberamente decidono di aderire all’iniziativa, aprono gratuitamente le loro porte per un’iniziativa ricca di eventi, mostre, conferenze e laboratori. Un programma multiforme che regala l’imperdibile occasione di vivere da vicino la vivacità e la ricchezza dell’arte di oggi. 

Anche il Molise partecipa a questa giornata con tre interessanti eventi:

Videosincracy è una rassegna che nasce dall’intenzione di diffondere e promuovere la produzione artistica particolarmente legata all’impiego dei new media in ambito creativo. Nello specifico l’attenzione verrà rivolta alle opere di video arte, una forma espressiva che negli ultimi anni ha vissuto una eccezionale evoluzione tecnologica e di contenuto. All’utilizzo passivo del mezzo a supporto della sua realizzazione, si sostituisce uno specifico intento comunicativo in grado di andare oltre la mera azione documentativa, intervenendo sull’indagine della realtà e sul grado di percezione da parte del fruitore. Collocato nell’ambito del circuito nazionale dell’A.M.A.C.I, l’evento intende rinvigorire l’interesse rivolto a questa forma d’arte così fortemente caratterizzata da contaminazioni creative di diversa estrazione; l’obiettivo è, dunque, quello di fornire una chiave di lettura in relazione alla sfera della temporalità che, più di altre, caratterizza la narrazione video. In questa direzione lo strumento tecnologico assume valore nodale perché in grado di produrre costruzioni temporali sempre nuove arricchendo di variabili le interpretazioni post-visione. Per l’occasione Limiti inchiusi ed il festival delle arti contemporanee Autumn Contamination collaboreranno nel tentativo di presentare al pubblico un’unica operazione contenente opere video di artisti nazionali e internazionali di differente e variegata derivazione. Accanto agli artisti proposti e selezionati da Lino Strangis e Veronica D'Auria - direttore e curatore del C.A.R.M.A. (Centro d’Arte e Ricerche Multimediali Applicate)-, figureranno i lavori di artisti molisani che, negli anni, hanno avuto modo di partecipare alle numerose manifestazioni artistiche dell’Associazione Limiti inchiusi relative all’ambito del contemporaneo.

a cura di 
Silvia Valente e Luca Basilico

Artisti C.A.R.M.A:
Rebecca Agnes, Alessandro Amaducci, Alessandro Bavari, , Rita Casdia, Piero Chiariello, Nhieu Do, Guglielmo Emmolo, Harvey Goldman, Mattias Harenstam, Igor Imhoff, Gabriele Pesci, Petri Paselli, Arash Radpour, Mario Raoli, Ingeborg Stana, Lino Strangis.

Artisti Limiti inchiusi:
Paolo Borrelli, Fausto Colavecchia, Luigi Grandillo, Julia Kessel, Limiti Inchiusi, Luca Manes.



“Se si eccettuano alcuni casi aberranti, l’uomo non è propenso al bene: quale dio ve lo spingerebbe? È costretto a vincersi a farsi violenza, per poter compiere il sia pur minimo atto non inquinato dal male. Quando vi riesce, ogni volta egli provoca, umilia il suo creatore. E se gli succede d’essere buono non più per calcolo o sforzo, bensì per natura, lo deve a una inavvertenza dall’alto: va a situarsi fuori dall’ordine universale, nessun progetto divino lo aveva previsto. Non si capisce che posto occupi fra gli esseri, e nemmeno se ne sia uno. Sarà un fantasma? E.M.Cioran KOMA’ contenitore di cultura contemporanea, apre la stagione 2012/13 con “IL FUNESTO DEMIURGO”. Una serie di ravvicinati incontri con la ricerca di alcuni degli artisti operanti in quella terra di con-fine, nella quale anche il senso etico lavora per una risemantizzazione dell’arte, del suo sistema e dei ruoli in esso operanti. Komà come micro struttura comunitaria progetta il proprio ruolo di galleria non più come luogo/spazio ma come una “condizione”… quella dell’essere in agguato!! AGGUATO “IL FUNESTO DEMIURGO” Tutti i giorni dalle ore 20.00 alle 02.00 Free ejournals, Proiezioni video, art Set, CALENDARIO INCONTRI Sabato 6 ottobre 2012 MARC GILOUX Sabato 13 ottobre 2012 LUCA ROSSI Sabato 20 ottobre 2012 ELISA BOLLAZZI “MUSEO MICROCOLLECTION) Venerdì 26 ottobre 2012 MARCO BERNACCHIA



martedì 1 maggio 2012

RETROSPETTIVA by Luca Rossi


Comunicato stampa.


Luogo: KOMA’ Gallery, Corso Umberto I° n°52, 86023 Montagano (CB)
Inaugurazione: 4 maggio 2012 ore 19,30
Periodo: 4-31 maggio 2012

KOMA’ la prima galleria d’arte contemporanea nel Molise, riapre. Confinati in una zona di confine raccontiamo una fine. Ce lo siamo chiesti più volte: cosa vuol dire operare, per caso o per volontà, in una zona di confine?

Forse vuol dire raccontare la fine di una grande narrazione, che rendeva possibile credere nell'esistenza di significati universali e condivisi. Oppure vuol dire raccontare la fine del grande centro, la fine delle gerarchie stabilite, la fine del pensiero sistematico e razionale. Un pensiero che si reputa infallibile e che non è disposto ad evolversi ed a modificarsi in base al contesto o alla situazione in cui nasce.

Il confine offre la giusta dose di isolamento. Quella dose che ti permette lunghi momenti di silenzio e di riflessione, che ti spinge all'autonomia, alla fantasia, che ti allontana dal conformismo e dalle mode passeggere.

Se, come scrisse Baudrillard qualche anno fa, viviamo in un mondo dove c'è sempre più informazione e sempre meno significato, è davvero necessario operare una messa in discussione radicale del proprio modo di fare arte e ricostruire autonomamente l'anatomia dei propri significati senza aver paura della stranezza, dell'impopolarità, o dei risvolti inediti che le proprie scelte potrebbero generare. Essere al confine consente la possibilità di percorrere strade nascoste ma inesplorate, di guardare il mondo dalla giusta distanza senza mai essere veramente dentro le cose, di assumere una prospettiva marginale,di sviluppare un pensiero laterale.

All'arte che si accontenta di fabbricare “prodotti” rispondiamo con un'arte che desidera generare esperienze. Un arte lontana dai musei ma vicina ad ogni contesto in cui opera l'uomo.

Trasformare la propria vita in un'opera d'arte, essere artefice di piccole rivoluzioni quotidiane, osservare, giorno per giorno le trasformazioni che il proprio pensiero produce.

Le nostre risposte all'affollamento di idee e di opere, alla confusione ed alla distorsione mediatica sono il silenzio e la sottrazione, la nostra arma è la pazienza. Perché è non cambiando niente che tutto è diverso.

Come Lucifero, abbiamo scelto di regnare all'inferno, piuttosto che servire in paradiso.

Come Dubuffet crediamo che “La vera arte non è mai dove ci si aspetta che sia: nel luogo dove nessuno la considera, nessuno la nomina. L'arte detesta essere riconosciuta e chiamata per nome. Scappa immediatamente. L'arte ama l'anonimato. Appena è scoperta, appena viene additata, fugge.” (ADENM3)

Al via la nuova avventura di Komà

La prima galleria d’arte contemporanea nel Molise ritorna nella formula tra pareti in muratura. Il nuovo progetto artistico si caratterizza come un contenitore di cultura e di idee, una cornice per interventi artistici di “confine”.L’inizio di questo nuovo racconto è affidato a Luca Rossi con la mostra “Retrospettiva”.

Luca Rossi, un emerito cialtrone o colui che sta mettendo con le spalle al muro il piccolo sistema dell’arte nostrano? L’ennesimo commentatore anonimo di siti e blog o un artista che fa arte attraverso riflessioni amare e preoccupanti? Il fenomeno Luca Rossi, commentatore compulsivo e blogger dissennato, divide gli animi da qualche mese a questa parte.

Fabio Cavallucci dalla sua lettura…”Non si sa chi sia realmente. In ogni caso è la personalità piu interessante del panorama italiano di questo momento. Lo è perché, insieme ai contenuti, rinnova anche il linguaggio. In prospettiva, potrebbe modificare anche il sistema”.

Retrospettiva non è solo un insieme di progetti passati, ma soprattutto una prospettiva sul "retro" rispetto l'idea di spettatore e di museo. Una visione non convenzionale verso uno spazio dato; la capacità dello spettatore di attivarsi ancor prima di incontrare la prossima opera d’arte convenzionale. Il progetto consiste in una serie di post stampati e attaccati alle pareti della galleria. Ogni post, indicato al momento opportuno, presenterà al meglio un progetto passato. 11 progetti sono divisi in tre aree tematiche: indicare, viaggiare, modificare. Questa documentazione è integrata con la possibilità di stabilire una chat in diretta con Luca Rossi attraverso Skype. Il tema della chat saranno le motivazioni dell'opera e del verbo "operare". Da queste motivazioni potrà discendere o meno un'opera inedita.

Luca Rossi ….”La maggior parte degli atti mentali e fisici degli uomini non arrivano affatto a consapevolezza, perchè non ce n'è alcun bisogno in un'ottica di conservazione della vita. Al contrario credo che possiamo conoscere veramente solo ciò di cui abbiamo coscienza e consapevolezza. Pertanto il "mi piace" di facebook può diventare una lotteria casuale capace di precluderci di conoscere e quindi di godere del piacere o del dispiacere di qualcosa. Per "conoscere" non intendo "imparare", quanto uno stato di predisposizione e apertura”.




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