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Visualizzazione post con etichetta street art. Mostra tutti i post
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giovedì 2 agosto 2018

L’Abbandono, rassegna di arte contemporanea e street art



L’associazione culturale AMoCE (Amore per Cerro-Arte Moderna Cerro)

con il patrocinio del Comune di Cerro a Volturno e la Pro Loco Cerrese 1982

presenta la prima edizione di “L’Abbandono”, rassegna di arte contemporanea e street art





Cerro a Volturno ha il suo primo murale. L’opera dal titolo La Niña è stata realizzata dall’artista colombiano Michael Al Capone Hernandez su iniziativa dell’Associazione culturale AMOCE  all’interno della manifestazione “L’Abbandono”. La seconda opera, invece, è di Giacinto Ruo di Tufara. Il piccolo paese in provincia di Isernia, quindi, si inserisce nel movimento di street art che da diversi anni ha preso piede in Molise.

Per il giorno 3 agosto è prevista una giornata nella quale la street art farà luce sullo stato di abbandono del borgo molisano, uno tra i tanti paesi molisani che sta subendo lo spopolamento.

Il programma della giornata prevede il coinvolgimento di numerosi artisti che esporranno le opere a partire dalle ore 18.00. Street art, musica, street food e tanto altro ai piedi del castello Pandone di Cerro a Volturno.

ARTISTI. Vincenzo Ucciferri, Michele Fattore Rocco Alonzi (pittura), Lorenzo Albanese, Salvatore Costa (fotografia), Michele Peri, Albino Fattore (installazioni, sculture), Ivana Volpe, Giacinto Ruo, Tancredi Fornaseti, Brigolo, Michael Al Capone Hernandez (street art).

venerdì 5 maggio 2017

Crowdfunding per il premio Antonio Giordano



LA QUARTA EDIZIONE DEL PAG VI CHIAMA!!

3 anni, 14 artisti, 17 opere su strada visitabili gratuitamente giorno e notte, 2 workshop, decine di articoli su riviste di settore ed un nuovo modo di vivere e far conoscere la nostra cittadina ed il mondo dell’arte,interagendo con gli artisti ed assistendo dal vivo alla nascita di un’opera! L’arte per noi è “utile”, è linfa vitale di un popolo, suscita interrogativi, interesse, genera bellezza, è veicolo di conoscenza e soprattutto è in grado di far uscire dall’isolamento fisico e culturale …. Tutto questo è il PAG!.

"L’ARTE È UN MESTIERE FATTO A REGOLA D’ARTE”(B.MUNARI), ha bisogno di studio, capacità e risorse economiche; il PAG, quindi, è diventato una realtà grazie all’azione corale di più individui.... DAL PIÙ PICCOLO AL PIÙ GRANDE, OGNI TIPO DI CONTRIBUTO HA FATTO LA DIFFERENZA!

Quest’anno, la possibilità di contribuire economicamente alla realizzazione della quarta edizione del festival è rivolta a tutti!! In che modo?....Semplicemente regalandovi un’opera d’arte! Basta acquistare qui una delle ricompense (visibili tra le immagini in alto) ideate per il PAG grazie al contributo degli artisti Camilla Falsini e Guerrilla Spam.

Grazie al vostro contributo compreremo i materiali necessari alla realizzazione delle opere (vernici, pennelli, scale) e saremo in grado di fornire il compenso per l'importante lavoro degli artisti e delle imprese edili che ci affiancheranno.

Noi contiamo sul vostro aiuto e vogliamo che entriate a far parte della comunità di questo festival perché tutti possano dire: QUEST'OPERA D'ARTE E' STATA REALIZZATA GRAZIE AL MIO CONTRIBUTO!

La quarta edizione è alle porte…vi aspettiamo numerosi!!!

https://www.facebook.com/profile.php?id=100008207836841
https://www.instagram.com/premiogiordanoforstreetart/

Per il crowdfunding LINK



giovedì 4 agosto 2016

Draw The Line 2016


Street art in Molise. Ci credi?

Il Molise esiste, lo sapevi? E Campobasso pure. Pazzesco, vero?
E non è solo una piccola città del centro Italia, ma è diventata anche una delle città più dipinte della nazione! È stato ilDraw the line festival a portarle colore e valore. Grandi artisti di fama internazionale non ci sono capitati di passaggio, ma hanno viaggiato per aiutarci a riqualificare i quartieri degradati e spesso dimenticati. Come il Molise stesso.
Quell'anno abbiamo vinto i fondi di un concorso per la rivalutazione urbana. Quest'estate, ci autofinanzieremo. E abbiamo bisogno di te.
A proposito, sai cosa c'è dietro un'opera di 20 metri? Ci sono vernici, pennelli, elevatori, impalcature; tanto materiale che, messo insieme e nelle mani giuste, può creare opere magnifiche e durature, in poco tempo.
Interventi come questo trasformano un luogo abbandonato in una galleria d’arte a cielo aperto! La riappropriazione di questi luoghi non si limita solo ai giorni dell'evento ma dura negli anni e costituisce un punto di forza della città, di QUESTA città, che ne ha bisogno più di tante altre. Si tratta di luoghi da far visitare, luoghi da vivere quotidianamente, luoghi dove l’arte diventa cibo per l’anima di tutti.
Alcuni degli spazi previsti per il progetto di quest'anno, che avrà luogo fra Agosto e Settembre 2016, saranno: edifici popolari, scuole, carceri, luoghi di promozione culturale, come cinema, teatri, spazi espositivi, associazioni che hanno bisogno di essere valorizzati. Quale modo migliore di un biglietto da visita grande come una casa!
Noi siamo gli Associati Malatesta e miriamo ad educare i cittadini alla bellezza del muro e al corretto utilizzo delle pareti, in una realtà in discesa. Noi vogliamo risalire, vogliamo far parlare di noi, senza aver bisogno di venderci. Vogliamo portare Campobasso all'attenzione di tutti perché, se qualche volta ci siete passati di sfuggita, vi sareste anche chiesti che cosa nasconde.
Ed è proprio questo il punto: Campobasso non si nasconde, ma spesso neanche si cerca.
E allora mostriamo al mondo che abbiamo tanto da offrire, tanto già fatto e tanto da fare!
• Noi ci mettiamo disponibilità, passione e tempo senza chiedere nulla in cambio.
• Artisti amati come Blu, Ericailcane, Roa, Dado, Etnik, Hitnes, Alice, Mr.Thoms, Pixel Pancho, Sten Lex e tanti altri hanno partecipato senza pretendere nulla, anzi, caricandoci di entusiasmo.
• Tu puoi dare un minimo contributo ad un progetto dai massimi obiettivi.
DON'T DRAW APART, SHARE THE ART!

lunedì 27 giugno 2016

Premio Antonio Giordano - Al via la terza edizione



Il PAG (Premio Antonio Giordano) è un festival d’arte urbana che nasce con l’obiettivo di promuovere e divulgare le arti visive in ogni sua forma (pittura, scultura, fotografia, architettura) con particolare attenzione ai linguaggi contemporanei, proseguendo il lavoro di conoscenza e sperimentazione dell’artista molisano Antonio Giordano, esponente poliedrico della Transavanguardia (scultore, pittore e fotografo) scomparso nel 2013. Il PAG è promozione e divulgazione delle arti visive partendo rigorosamente dalla strada, eletto come luogo privilegiato per il confronto e lo scambio delle conoscenze.

Il PAG (Premio Antonio Giordano), alla sua terza edizione, seleziona artisti che gravitano nel panorama dell’arte urbana in ambito nazionale ed internazionale; l’evento è organizzato dall’"ACAG" (Associazione Culturale Antonio Giordano) con il patrocinio del Comune di Santa Croce di Magliano (CB); la scelta degli spazi urbani più adatti, ma anche più carichi di significato (edifici dismessi, luoghi rappresentativi del centro urbano) e la direzione artistica dell’evento sono gestiti dall’Acag; particolare attenzione è riservata alla scelta degli artisti ovvero al loro linguaggio, diverso per cultura e formazione ma anche per tecnica utilizzata; la scelta ricade su ciascun artista proprio in funzione del linguaggio che si ritiene essere più adatto al carattere dei luoghi su cui poi si andrà ad intervenire.

L’edizione di quest’anno ospiterà cinque artisti (Francisco Bosoletti, Camilla Falsini, Giulio Vesprini, Guerrilla Spam e Zed1) che realizzeranno opere su pareti di edifici pubblici e privati; cinque artisti che si avvicenderanno di settimana in settimana. Cinque pareti per cinque artisti, ma anche spot su piccole pareti, portoni e un workshop di poster art, aperto a studenti, artisti ed illustratori.

Cinque settimane che culmineranno nella realizzazione di opere che andranno ad aggiungersi a quelle realizzate nei due anni precedenti, arricchendo la galleria d'arte all'aperto in formazione.

Bosoletti

giovedì 21 aprile 2016

Al via oggi CVTà


Al via oggi CVTà – Street Fest. Sotto un articolo uscito su Exibart

Quando si parla di street art la mente rimanda immediatamente al contesto urbano, dove l’arte di strada è nata e si è sviluppata. La città è l’habitat naturale di questa disciplina artistica che nasce come anticonvenzionale, fuori dai circuiti tradizionali, e che sostituisce musei e gallerie con muri, vicoli e treni metropolitani.
La street art ha però fatto molta strada dalla sua nascita e si è evoluta e adattata alle circostanze del momento, spesso istituzionalizzandosi ma anche cercando nuove sfide per i suoi esponenti. È con questo spirito che oggi inaugura "CVTà – Street Fest”, nel piccolo e suggestivo paesino di Civitacampomarano, in provincia di Campobasso.
Dalla grande città al piccolo borgo, questa la scommessa di una cittadina che conta poco più di 500 abitanti e il cui centro storico si è svuotato progressivamente nel tempo, ma che ha visto nella street un’occasione per ridare linfa vitale al suo tessuto sociale.
L’avventura inizia nel 2014 con l’intraprendenza di una civitese lungimirante, Ylenia Carelli, presidente della Pro Loco "Vincenzo Cuoco”, che ha contattato Alice Pasquini per chiederle di abbellire il vecchio borgo dipingendone alcuni muri (nelle foto un paio di interventi ripresi da Jessica Stewart).
Prendendo spunto da foto d’epoca Pasquini, nome d’arte AliCè, ha realizzato una serie di interventi che gli abitanti del posto hanno subito accolto con entusiasmo. Il rapporto tra l’artista e il paese molisano non è però solo artistico: gli abitanti non sapevano che Civitacampomarano è anche il paese di origine del nonno dell’artista, una coincidenza tanto incredibile quanto fortemente simbolica, soprattutto per Pasquini. Inizia così un sodalizio che sfocia nell’organizzazione della rassegna di questo weekend, che vedrà street artist di fama internazionale mettere la loro arte a disposizione degli abitanti del borgo.
Biancoshock (Italia), David de la Mano (Uruguay), Pablo S. Herrero (Spagna), Hitnes (Italia), ICKS (Italia) e UNO (Italia), lavoreranno per valorizzare il centro storico, mentre il paese festeggerà con visite guidate, musica e l’immancabile gastronomia locale. La direzione artistica dell’iniziativa è affidata alla stessa Pasquini, che ha lavorato a stretto contatto con gli abitanti per trovare le location più interessanti e suggestive. (gt)

mercoledì 20 aprile 2016

Sei pittori sei anni dopo - Casalciprano


COMUNE DI CASALCIPRANO

ARATRO archivio delle arti elettroniche -Laboratorio per l’arte contemporanea
Università degli Studi del Molise


Inaugurazione della

GALLERIA CIVICA D'ARTE CONTEMPORANEA PALAZZO MONTALBO'
Con la mostra

SEI PITTORI SEI ANNI DOPO
Francesco Cervelli Marco Colazzo Mauro Di Silvestre
Stefania Fabrizi Adriano Nardi. Marco Verrelli

a cura di Lorenzo Canova e di Gianrico Battista, Piernicola Maria Di Iorio 

Inaugurazione sabato 23 aprile 2016 ore 18

Il comune di Casalciprano (CB), inaugura la sua nuova Galleria Civica d’arte Contemporanea nei suggestivi spazi, da poco restaurati, di Palazzo Montalbò, con una mostra collettiva che dopo sei anni presenta Francesco Cervelli, Marco Colazzo, Mauro Di Silvestre, Stefania Fabrizi, Adriano Nardi, Marco Verrelli, i sei pittori di area romana che nel 2010 hanno realizzato le grandi opere murali del Museo della Tradizione Contadina sulle facciate di diversi edifici cittadini del borgo molisano.
L’esposizione inaugurale raccoglie dunque i bozzetti e i cartoni preparatori per i grandi murali dei sei artisti, insieme a opere della loro recente produzione, per collegare questo nuovo progetto a quello del 2010 e per mettere in evidenza la vocazione per l’arte contemporanea di Casalciprano che con la nuova galleria intende presentare periodicamente artisti italiani e internazionali, anche con progetti site specific realizzati appositamente per gli spazi di Palazzo Montalbò.
La mostra apre tra l’altro una nuova collaborazione tra il Comune di Casalciprano e l’ARATRO, il centro d’arte contemporanea dell’Università del Molise per la realizzazione di progetti congiunti e intende rappresentare il completamento del grande intervento che ha contribuito a valorizzare il bellissimo centro storico di Casalciprano con un imponente lavoro di recupero di molte facciate dei palazzi all’interno del quale si sono inseriti i lavori pittorici murali dei sei artisti.
Il titolo Sei pittori sei anni dopo vuole così sottolineare questa continuità, con una mostra che, con gli stessi sei artisti, riprende proprio sei anni dopo il grande intervento di arte urbana del 2010, in una continuità tra gli spazi esterni del centro civico, che rappresentano un vero e proprio museo all’aperto, e i nuovi spazi interni della galleria civica che ne costituiscono una prosecuzione fisica e concettuale.
Le opere dei sei artisti che, in chiave assolutamente contemporanea, dialogavano con le tradizioni rurali e religiose, con il lavoro dei campi, con le memorie familiari e con la natura di Casalciprano si rapportano dunque con opere più recenti in un allestimento dove ogni artista avrà a disposizione una sala della nuova galleria creando un percorso serrato e affascinante tra le opere d’arte e i suggestivi spazi di Palazzo Montalbò.

lunedì 29 febbraio 2016

CVTà – Street Fest

Per la prima volta i linguaggi della street art conquistano e ridisegnano il paesaggio urbano di un suggestivo angolo di Molise, il borgo di Civitacampomarano in provincia di Campobasso. Le strade del paese fanno da fondale per la prima edizione del Festival “CVTà – Street Fest”. La manifestazione si terrà da giovedì 21 a domenica 24 aprile 2016 e vede protagonisti sette artisti che hanno lasciato tracce del loro passaggio in diverse città del mondo: Alice Pasquini's Art (Italia), Biancoshock (Italia), David de la Mano (Uruguay), Pablo S. Herrero (Spagna), ICKS (Italia), Hitnes (Italia), UNO (Italia).




COME NASCE IL FESTIVAL – Tutto nasce da un’email inviata ad Alice nel 2014 da Ylenia Carelli, Presidente della Pro Loco “Vincenzo Cuoco” di Civitacampomarano: un invito a fare tappa nel borgo molisano per dipingere i muri del centro storico ormai quasi completamente disabitato. Quando Alice arriva a Civitacampomarano, i suggestivi scorci del paese restano impressi nella sua memoria. E il passaggio di Alice, a sua volta, si imprime sulle superfici del centro storico, segnate dal tempo. L’artista realizza una serie di interventi pittorici, prendendo spunto da fotografie d’epoca della vita del paese, per rendere omaggio al passato di Civitacampomarano. “Ho dipinto su vecchie porte, per ricordare quello che ora non c’è più – spiega Alice – molte case bellissime ora sono vuote, lo spopolamento è stato enorme e Civitacampomarano oggi conta poco più di quattrocento abitanti”. Il legame fra il borgo e questa artista cosmopolita, ambasciatrice della street art italiana in tutto il mondo, non è solo artistico, ma anche biografico: “Per me non è un paese qualsiasi – racconta – è il paese natale di mio nonno, ma questo l’autrice della mail non lo sapeva”. Il viaggio di Alice diventa così non solo un viaggio alla scoperta delle bellezze di un’Italia minore, ma anche un percorso nella sua memoria familiare.  Nato da una coincidenza, il progetto artistico arriva a coinvolgere un paese intero. Gli abitanti del borgo adottano l’artista e i suoi lavori diventano motivo di orgoglio e punto di partenza per una riscoperta e una valorizzazione del centro antico. La street art a Civitacampomarano non passa inosservata e attira l’interesse della stampa e della televisione nazionale, consolidando un legame che nel tempo si è trasformato nell’idea di questo Festival.
 
PERCHÉ CVTà? – Civitacampomarano nel dialetto dei suoi abitanti si chiama Cvtà e, nell’ideale abbraccio che unisce passato e futuro, origini e riscoperte, è stata scelta proprio questa espressione per intitolare il festival. Con l’auspicio che rendere l’arte viva e colorare con essa i muri e gli spazi condivisi possa essere una strategia vincente per contrastare l’abbandono e il degrado di un’Italia troppo spesso dimenticata e svilita.
  
GLI INTERVENTI ARTISTICI – Un Festival di street art può nascere solo attraverso la partecipazione e la condivisione del progetto da parte di un’intera comunità. In quest’ottica, sono stati gli stessi abitanti di Civitacampomarano a fare a gara per mettere a disposizione degli artisti il muro più bello, lo scorcio più ammaliante, il panorama più prezioso. Ciascuno dei sei artisti è invitato a eseguire il proprio intervento sulla pelle dell’antico borgo nell’arco dei quattro giorni in cui si svolgerà la manifestazione, lavorando a stretto contatto con gli abitanti del luogo. Il risultato sarà una proposta corale capace di offrire, sia a chi passa quotidianamente per quelle strade che ai visitatori, la possibilità di guardare i vecchi muri logorati dal tempo con uno sguardo tutto nuovo, che nasce dalla cooperazione della comunità con i sei artisti ospiti.
 
NON SOLO MURI – Oltre all’intervento artistico permanente realizzato sui muri del paese, il programma di “CVTà - Street Fest” prevede una serie di iniziative ed eventi collaterali, che vanno dalle visite guidate, al dialogo con i bambini delle scuole, dalla gastronomia alla musica, animando il borgo per i quattro giorni della manifestazione con un clima di festa permanente.
 
GLI ARTISTI – Italiani che hanno lungamente lavorato all’estero e artisti stranieri alla scoperta dell’Italia si incontrano per le strade e sui muri di Civitacampomarano. Street artist e pittrice, ma anche illustratrice e scenografa, la romana AliCè (www.alicepasquini.com) è la direttrice artistica del Festival. Ha portato nelle più importanti città del mondo la sua arte che mescola narrazione della vitalità femminile, fruizione tridimensionale delle opere e installazioni con l’uso di materiali inconsueti. Il milanese Biancoshock (www.biancoshock.com) definisce i suoi interventi urbani temporanei, amplificati attraverso la fotografia, i video e i media, con il termine Effimerismo, da lui stesso coniato. Arriva da Montevideo in Uruguay David de la Mano(daviddelamano.blogspot.it), che approda alle pitture murali e all’arte pubblica a partire dagli studi in Spagna dedicati alla scultura e dai progetti installativi e di land-art. Il linguaggio pittorico dello spagnolo Pablo S. Herrero (www.lasogaalcielo.blogspot.it) è legato al codice degli alberi e delle foreste. La sua attività come muralista si concentra soprattutto fuori dai centri urbani, abitando periferie, aree marginali e zone rurali. In primis disegnatore e poi pittore su parete, con una predilezione tematica per il mondo animale e vegetale,Hitnes (www.hitnes.org) da Roma gira il mondo disseminando al suo passaggio figure di un bestiario e di un erbario in continua evoluzione. Unico artista molisano di quelli invitati alla prima edizione di “CVTà - Street Fest”, ICKS (www.facebook.com/ICKS.stencil) lavora con la tecnica dello stencil e attinge a un immaginario pop, riletto con ironia e una critica costante agli stereotipi consolidati, affrontando spesso anche tematiche sociali. Attualizzando la lezione di Warhol, di Debord e di Rotella, UNO gioca con la tecnica pubblicitaria, cambiandola di segno, attraverso la ripetizione all’infinito e l’uso di spray e pitture fluorescenti in abbinamento alle tecniche del poster, del collage, del decoupage e in generale della manipolazione della carta. Il volto simbolo della famosa pubblicità di una cioccolata viene reso da UNO un’icona della possibile rivoluzione del singolo nei confronti della società di massa.

INFORMAZIONI TECNICHE:
 
“CVTà – Street Fest”
DOVE: Civitacampomarano (Campobasso), sedi varie
QUANDO: dal 21 al 24 aprile 2016
ARTISTI:  Biancoshock, David de la Mano, Pablo S. Herrero, Hitnes, ICKS, UNO
DIREZIONE ARTISTICA: Alice Pasquini
COORDINAMENTO EVENTI: Jessica Stewart
UFFICIO STAMPA: Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo
ORGANIZZAZIONE: Pro Loco “Vincenzo Cuoco”
PATROCINI: Comune di Civitacampomarano, Regione Molise, MiBACT-Polo Museale del Molise, Borghi Autentici d’Italia, Conservatorio di Musica “Lorenzo Perosi” di Campobasso
CON IL CONTRIBUTO DI: Pro Loco “Vincenzo Cuoco”, Comune di Civitacampomarano
PARTNER: La Molisana
SPONSOR: Free Energia, Life SRL, Energy Mix
SPONSOR TECNICI: Clash Paint, IPD Sistemi Edili, Corto Factory Image
BIGLIETTI: ingresso gratuito
PER INFORMAZIONI: www.cvtastreetfest.com - www.facebook.com/cvtastreetfest - cvtastreetfest@gmail.com
HASHTAG: #cvt #cvtastreetfest

venerdì 12 febbraio 2016

LUVI - Sogni di Chemio

Su La Stampa dell'11 febbraio un bellissimo articolo di Luca Bergamin sulla ricerca dell'artista molisana LUVI

"I miei Sogni di chemio graffiti contro il cancro"

Laura Fratangelo: la bellezza antidoto al male

Datemi un muro di ospedale e ne farò un giardino, una foresta, un mare per far sorridere i malati di tumore». Laura Fratangelo, in arte Luvi, 28 anni, street artist emergente, conosce bene sia i reparti di chemioterapia che la malattia. «Vivo a due passi dall'Ospedale fiorentino di Careggi e ho avuto tanti famigliari che hanno dovuto affrontare quel calvario, tra cui una zia che accompagnavo sempre nei cicli di cura. Parlando con lei, gli altri pazienti, i loro familiari e anche con chi ha perso una persona amata per colpa del cancro, ho scoperto che molti di essi sognano spesso durante la chemioterapia che il male sia simboleggiato da un animale. Mi hanno parlato di pescecani, grossi pellicani, fenicotteri giganteschi, balene che spalancano fauci e becchi. A questa immagine di paura che prende forma nel loro subconscio, si accompagna quella di prati pieni di fiori di campi, giardini di piante rigogliose, paradisi subacquei abitati da pesci colorati , luoghi mentali in cui i malati trovano un po' di pace. Così ho cominciato la serie di pitture murali intitolata Sogni di Chemio, sperando che possa contribuire un poco ad alleviare la sofferenza». Il Primo art work «curativo» si trova nei pressi di Certaldo, nella campagna toscana, sotto un viadotto e rappresenta una ragazza che abbraccia una grande oca, porta sul capo la cuffietta che si indossa durante la chemioterapia, dalla quale spuntano pesci bianchi e rossi. Nel murales realizzato da Luvi alla Polveriera di Firenze fa la sua comparsa quel pellicano che l'artista molisana è solita ingrandire a dismisura e accostare a figure femminili rinascimentali. «Il mio scopo è rappresentare la bellezza anche in una situazione di dolore perché penso che possa aiutare. Dai dialoghi coi malati – prosegue Laura, che è una dei pochissimi street artist diplomata in pittura, nel suo caso all'Accademia di Belle Arti di Firenze - ho capito che un'iconografia meno tragica non sminuisce la gravità della malattia. Dà loro speranza vedere che il tumore è un fenicottero candido o un pappagallo esotico perché così immaginano che la bellezza del vivere, anche in un momento così duro, non li ha abbandonati del tutto, ma li sta aspettando, è presente anche in quella fase». Per questo Luvi vorrebbe «che gli ospedali mi dessero la possibilità di rappresentare le mie opere sui muri esterni e le pareti interne. Potrei farlo illegalmente, ma il messaggio sarebbe più forte se potessi lavorare alla luce dei sole, davanti a tutti, specie ai malati e ai loro familiari . L'opera di street art, infatti, è una grande responsabilità perché ti sbatte addosso la sua verità, sta lì davanti agli occhi di tutti, appartiene alla collettività, quindi non puoi mentire. E poi c'è il contatto con la gente che ti osserva mentre lavori trasmettendoti entusiasmo».





Festival della street-art CVTA'

La street art è arrivata nel nostro borgo grazie ad uno strano caso.

Dopo aver visto un documentario in tv, ho inviato una mail che, secondo me, non avrebbe mai avuto risposta e invece ha aperto la strada a una serie di strane e imprevedibili coincidenze. La mail era destinata a una delle più grandi artiste italiane di street art: Alice Pasquini.

Alice Pasquini (inaspettatamente di origini civitesi da parte di nonno materno) ha accettato con entusiasmo il mio invito ed ha realizzato alcune meravigliose opere in giro per il paese. Tale evento ha avuto una grande popolarità e numerosi siti web specializzati, giornali e televisioni si sono occupati dei murales di Civitacampomarano. Il progetto ha riscosso talmente tanto successo che anche il TG1 nell’edizione delle 20:00 del giorno 14.07.2015 ha dedicato un servizio alle opere di Alice nel piccolo borgo molisano.

 Ciò ha innescato ulteriori iniziative che hanno permesso la realizzazione di nuovi dipinti da parte di Luna Buschi, un’artista emergente brasiliana, e Marco Di Vito, un artista molisano.

 Il successo ottenuto dai murales, sia in termini di apprezzamento da parte della popolazione civitese che di interessamento dai parte dei media, mi ha convito di ideare un festival nel nostro paese, in accordo con Alice, che si occuperà della direzione artistica dell’evento.

I motivi di tale scelta sono semplici ed evidenti: in primo luogo, l’idea è frutto di una intuizione di Alice Pasquini nel corso della realizzazione dei dipinti nei vicoli del paese; il secondo motivo è intrinseco nel know how di Alice Pasquini che, essendo una delle principali interpreti della street art, rappresenta la figura artistica più indicata per organizzare, valorizzare, far crescere, decollare e consolidare un progetto ambizioso come quello di un festival del murales; infine, ma non per ordine di importanza, Alice si è legata sentimentalmente a Civitacampomarano, tanto da riscoprire una passione ed un forte attaccamento al paese di origine del nonno.

La manifestazione prenderà il nome di “CVTà”, acronimo che rimanda in qualche modo al nome di Civitacampomarano pronunciato in dialetto.

 L’evento avrà lo scopo di portare l’arte più moderna e immediata, la street-art appunto, in un borgo già ricco di storia grazie alla presenza del maestoso castello Angioino ed alle sue innumerevoli stradine strette e caratteristiche.

Allo stato attuale dei lavori, gli artisti che prenderanno parte all’evento saranno cinque e sono stati scelti e invitati a partecipare con la loro inventiva e capacità artistica da Alice Pasquini

I muri sui quali verranno realizzate le opere saranno soprattutto pareti di privati cittadini di Civitacampomarano, selezionati attraverso l’adesione a un bando pubblico, mediante la sottoscrizione di una domanda per la concessione del muro in questione. In aggiunta, l’amministrazione comunale individuerà degli spazi pubblici capaci di accogliere le opere che gli artisti doneranno alla comunità civitese.

 La Pro-Loco Vincenzo Cuoco sarà l’organizzatrice e promotrice dell’evento e si avvarrà del Patrocinio e del contributo del Comune di Civitacampomarano e del patrocinio della Regione Molise.

Molto presto ci saranno notizie più dettagliata.

Ylenia Carelli






venerdì 18 dicembre 2015

LUVI - Natività - I presepi nel presepe



LUVI 
Natività
2015, pittura su parete

Il murales di LUVI è il primo intervento di arte pubblica del comune di Pesche, e dell’intera provincia di Isernia, ed è legato alla manifestazione de I Presepi nel Presepe. Per l’occasione è stata commissionata la classica iconografia della natività ed è stato individuato nell’opera di un artista molisano il modello che è servito come base di partenza per una interpretazione e trasfigurazione. L’opera in questione è la Natività di Amedeo Trivisonno nella cappella del Convitto Mario Pagano di Campobasso, del 1936, un’opera celeberrima che si configura, probabilmente, come il maggior esempio del periodo classicista e novecentista del pittore. Luvi (questa la sua tag) rimane fedele alla struttura del dipinto ma lo riconfigura in chiave estremamente personale e poetica, con interessanti innesti surreali che lungi dal dissacrare l’opera le infondono un diverso, e quasi parallelo, orizzonte di senso. I canoni della sacra rappresentazione sono rispettati, cambia solo lo sfondo, lo spazio scenico e alcuni elementi tratti dal mondo naturale. L’apporto più originale è nella trasfigurazione dei doni dei re magi, a loro volta posti sopra una balena, in uccelli. Ciò comporta una visione intima e sensibile dell’evento, una visione che rispetta la rappresentazione simbolica dato che gli uccelli raffigurano, secondo la loro tradizione simbolica, proprio ciò che dovrebbero significare i doni. Il pappagallo secondo una leggenda, infatti, grazie alle sue capacità di parlare, saprebbe dire Ave ed è stato legato sia all’Annunciazione sia al riconoscimento della regalità di Cristo, regalità simboleggiata dall’oro. L’oro è inteso come un tributo alla regalità di Gesù, l’incenso è simbolo di devozione, preghiera e sacerdozio; la mirra, un’erba medicinale usata nell’imbalsamazione, simboleggia l’umanità fisica e corporea di Cristo destinato a morire ed essere sepolto. Al posto della mirra l’artista ha raffigurato un corvo, simbolo di morte, mentre la devozione e il sacerdozio è raffigurato da un altro tipo di pappagallo. Sopra la Vergine, che muta il volto dalla Dama con l’ermellino di Leonardo, un enorme pellicano sembra proteggere la scena. Il pellicano simboleggia Cristo che dona il proprio corpo come cibo e il proprio sangue come bevanda durante l’ultima cena. La ragione è legata ad una antica leggenda secondo la quale questo uccello nutriva i suoi piccoli con la propria carne ed il proprio sangue. Pertanto ritorna, in una iconografia della Natività e come spesso avveniva nelle pale d’altare, anche il riferimento alla sofferenza della Passione e al mistero della Morte e Resurrezione, Resurrezione richiamata anche dalla figura della balena. Il riferimento in questo caso è al profeta Giona il quale fuggito dinanzi all'ordine divino di andare a predicare a Ninive, viene scoperto come causa della tempesta che mette a repentaglio la nave e gettato in mare. La sua scomparsa per tre giorni nel ventre di una balena e la sua riapparizione lo hanno fatto assimilare a Gesù Cristo: si è voluto vedere in lui e nell’animale un simbolo della resurrezione, dogma fondamentale della religione cristiana.

Il murales, destinato col tempo ad ampliarsi per rendere l’intera scalinata un presepe dipinto, è certamente un’operazione di riqualificazione degli spazi e un forte riferimento all’evento più significativo del paese. La pittura di LUVI, precisa ma al tempo stesso evanescente, capace di suggerire e raggelare le forme attraverso una colorazione liquida e filamentosa, non si pone come rottura nel contesto urbanistico ma, adattandosi alle superfici, evitando eccessi cromatici e iconografici, sembra un intimo atto d’amore verso il paese e la sua storia.

Tommaso Evangelista

Testo estratto dall'evento I PRESEPI NEL PRESEPE XVI edizione “Memory in progress” Percorso Contemporaneo








giovedì 10 dicembre 2015

I Presepi nel Presepe - XVI edizione "Memory in progress"



I PRESEPI NEL PRESEPE
XVI edizione “Memory in progress”
Centro storico di Pesche (IS)
12 dicembre 2015 – 6 gennaio 2016
Apertura percorso tutti i giorni dalle ore 17.00

L’evento di Pesche, giunto alla sedicesima edizione, si può definire unico nel suo genere e ciò dipende dalle caratteristiche architettoniche e urbanistiche del paese che viene a configurarsi, nell’immaginario collettivo, come una sorta di enorme presepe. Qui lo spazio virtuale del presepe trova rispecchiamento nei luoghi reali in uno scambio osmotico di senso e di impressioni. Il percorso strutturato quest’anno ruota intorno al tema della memoria, da qui il titolo Memory in progress, ovvero memoria/rappresentazione in evoluzione appunto per marcare le peculiarità dell’evento culturale intimamente legato alla bellezza dei luoghi. Un evento che non deve morire ma evolvere per comprendere, nel suo percorso, la tradizione e l’innovazione, con uno sguardo parallelamente all’arte del passato e al contemporaneo. Da tale idea deriva una scelta ricapitolativa, nel voler mostrare cosa è stato realizzato in questi ultimi anni nel paese nel campo della ricerca visiva, una visione antologica nel presentare diversi linguaggi (poesia, artigianato, street art, installazione, scultura, musica) interrelati tra di loro, e una ricerca più prettamente sperimentale la quale, partendo dalla tradizione, svolge uno sguardo interattivo e relazionale sul tema di fondo. Preservando il sacro e la tradizione iconografica della Natività si è voluto realizzare un percorso strutturato, multidisciplinare e multisensoriale sull’idea stessa di “Presepe”.

Tommaso Evangelista, direttore artistico

Percorsi

- Percorso poetico
- Percorso contemporaneo: Michele Peri, Ivana Volpe, Laura LUVI, Andrea d’Amore
- Percorso tradizionale: presepisti Barricella (CB), Cardiero (NA), Fratini (IS), Maddonni (RM), Prudenzano (TA), presepi amatoriali e presepi dalla collezione del Comune
- Percorso musicale: da Hildegard von Bingen ad Arvo Part
- Percorso storico-visivo: banner da “La famiglia in vetrina” 2010, “Quelli che vanno” 2011, “Gloria in excelsis” 2012, “Artisti e bambini” 2013

Itinerario:

Inizio Piazza S. Giovanni, Via S. Maria, Via S. Angelo Vecchio, Via S. Angelo Nuovo, Via Arciprete Biondi, scalinata Proloco, Piazza Roveto, Via S. Michele e di nuovo Via Arciprete Biondi

Col patrocinio di comune di Pesche, Regione Molise, Diocesi Isernia-Venafro
Col contributo di Associati Malatesta, ATOM Onlus
Sponsor: AXA Assicurazioni, Bper Banca, Allianz Assicurazioni Giannini Isernia, B@ricentro Bar, Cadillac Ranch, Eco Green, L.M. Painter Luca Manuppella, Rock Music Shop

Foto di Massimo Palmieri


giovedì 30 luglio 2015

Write Da Future - Premio Antonio Giordano


LIVE PAINTING
FREESTYLE CONTEST
SHOWCASE
READING
BEERS

31 luglio, 1 e 2 agosto
Via della Stazione, Campomarino


"Premio Antonio Giordano per il Writing e la Street Art" è un evento dedicato alla memoria dell'artista santacrocese Antonio Giordano, scomparso nel 2013.

Antonio Giordano, esponente della Transavanguardia, ha incarnato la figura dell'artista a tutto tondo. Egli ha dedicato la sua vita all'arte e all'insegnamento dell'arte, affrontando tutte le discipline, dalla pittura alla scultura, dall'opera realizzata su strada al cinema d'animazione, dalla ceramica al mosaico, dall'incisione su metallo alle vetrate istoriate, dalla grafica alla fotografia.

Il premio nasce con l'obiettivo di tenere vivo il suo ricordo e continuare a divulgare i risultati delle sue ricerche in campo artistico. A partire da questo presupposto, il premio si propone di riscoprire uno dei suoi campi d'azione e cioè quello dell'opera d'arte realizzata nel contesto urbano, sia essa opera di street art o monumento.

La manifestazione è rivolta ad artisti nel campo del Writing e della Street Art, selezionati nel panorama nazionale. L'iniziativa vuole inserirsi, inoltre, nel filone delle attività lanciate in Europa per la promozione dell'arte e la riqualificazione degli spazi urbani.

Nel 2014, la manifestazione si è svolta nell'arco di due giorni. Gli interventi hanno interessato l'edificio e il muro di contenimento del piazzale del Liceo Scientifico Statale "Raffaele Capriglione". La superficie messa a disposizione (circa 160 mq) è stata completamente ricoperta dalle opere realizzate dai writers e dagli street artists. L'area d'intervento, posta alla periferia del centro urbano, è stata completamente riqualificata, diventando un punto d'attrazione per il passante e gli abitanti della zona.

Quest'anno, la seconda edizione del "Premio Antonio Giordano" si arricchisce con due eventi collaterali: "Write da future", grazie al segretario ACAG Gaetano Piermarino, allo street artist Domee, al delegato alla cultura Cristina Fortunato, al Comune e l'Istituzione Centro Servizi Turistici e Culturali della città di Campomarino; e "Art needs school for urban space", in collaborazione con il Comune di S.Croce di Magliano e il Liceo Scientifico Statale "R.Capriglione" di Santa Croce di Magliano.

"Write da future" (Campomarino (CB), 31 luglio-2 agosto 2015) si propone come prima graffiti jam della città: undici artisti (Bronko, Zhanco, Domee, Smyle, Nohr, Smoh, Sabote, Cheone, Jab, Imack, Emeid) daranno vita ad un' imponente opera su una superficie pari a 147 mq, in pieno centro abitato.

A seguire "Art needs school for urban space" (Santa Croce di Magliano (CB)) progetto dedicato al mondo della scuola, che si propone come opportunità formativa volta alla realizzazione di un intervento di riqualificazione dell'arredo urbano esistente.

E per concludere, dalla prima settimana d'agosto, la seconda edizione del "Premio Antonio Giordano", manifestazione patrocinata dal Comune di Santa Croce di Magliano (CB).

Un gruppo di street artist daranno vita all'evento, realizzando le loro opere su facciate di edifici pubblici e privati. Due settimane che culmineranno nella realizzazione di opere che andranno ad aggiungersi a quelle realizzate l'anno precedente, arricchendo la galleria d'arte all'aperto in formazione.

Il presidente ACAG
Marianna Giordano

www.premioantoniogiordano.tk

giovedì 2 aprile 2015

Draw the line - Terza edizione


- THE SOPA WALL -

LIVE PAINTING - FREE YARD - FREE BARBEQUE

Artisti:
Smake - Korvo - Desk - Gelo - Icks
Bonzo - Xerox - La gatta - Duel
Giaw - Some - Nos - Daew - 2neko - Kami
Dome dee - Keno - Zhanco - Kunos
Onem - Zofa - Dusa - Balu' - Argo - Norh
Chiara V. - Sway - 2acro - Redrum - Rasma

PROGRAMMA

Sab 4 Apr
. h 10 Apertura Sopa Wall – Live Painting
. Dj Set
. h 16 Sulle Vie del Draw The Line - Trekking urbano - Partenza dallo Stand Malatesta.

Dom 5 Apr
. h 10 Apertura Sopa Wall – Live Painting
. Dj Set
. h 21.30 One Year, One Night, one Love - Blow Up Cafè

Lun 6 Apr
. h 10 Apertura Sopa Wall – Live Painting
. Dj Set
. h 12 oppure h 17.30 Sulle Vie del Draw The Line – BiciTour - Partenza dallo Stand Malatesta.

In loving memory of SOPA!

lunedì 24 marzo 2014

Freedom of the Spirit


A desert night
in a sleepy town
between brick walls, history..
..and nowadays absolutely nothing to do
young people expressing their souls
their feeling
their thoughts
and the discontents of the modern civilization
with drawings
photographies
in a somewhat subversive action
that leads to the freedom of the spirit.

martedì 3 dicembre 2013

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)”. Arte pubblica a Pesche

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta 
(ma pochi di essi se ne ricordano)” 

Bambini e artisti leggono il Presepe
Intervento d’arte pubblica nel centro storico di Pesche

A cura di
Tommaso Evangelista

In collaborazione 
con la scuola primaria di Pesche-Pettoranello

7 dicembre 2013 / 6 gennaio 2014

Inaugurazione 7 dicembre ore 17.00

Col patrocinio di
Comune di Pesche
Pro Pesche
I Presepi nel Presepe

Artisti partecipanti
Salvatore Amedei, Nino Barone, Giancarlo Civerra, Mariagrazia Colasanto, Lucia Di Miceli, Laura Luvi Fratangelo, Sara Iafigliola, Kunos, Manuel Malatesta, Cinzia Mastropaolo, Pop, Mauro Rea, Antonio Tramontano, Cristina Valerio, Veruska Ileana, Ivana Volpe

Con le installazioni di
Valentino Robbio

Luoghi
Le riproduzioni delle opere degli artisti saranno allestite lungo via di arciprete biondi, nel centro storico di Pesche. Nella sede della Pro-Loco, lungo le scalinate, invece, saranno allestiti i 16 disegni originali dei bambini oltre a tutti i disegni realizzati dalla scuola elementare di Pesche. Lo spazio accoglierà inoltre le installazioni di Valentino Robbio.


Presentazione

Nell’ambito della XIV edizione del concorso nazionale I Presepi nel Presepe organizzato dal comune di Pesche durante il periodo natalizio, e che vede il centro storico del paese trasformato in un museo a cielo aperto per l’installazione di presepi artistici e per la presenza di molte altre iniziative culturali, anche quest’anno si è voluta programmare una collettiva d’arte contemporanea. La formula, sperimentata con successo già nei precedenti anni, è quella di selezionare un tema specifico sul quale far lavorare gli artisti ed esporre l’opera realizzata, stampata su supporto da esterno, nel paese, per allestire una sorta di galleria urbana. L’intervento, che segue le dinamiche dell’arte pubblica, mira a riqualificare specifici spazi del centro storico e ad arricchire l’offerta “visiva” della manifestazione con uno sguardo al contemporaneo. Nelle precedenti edizioni si è lavorato sul concetto di famiglia (“La famiglia in vetrina. Ipotesi contemporanee sul concetto di unione”) e sull’idea del viaggio (“Quelli che vanno”), in riferimento a tematiche desunte dall’iconografia del presepe. Quest’anno, in collaborazione con la scuola primaria di Pesche-Pettoranello, si è scelto di lavorare con i bambini, come ricorda anche il titolo dell’evento che riprende una celebre frase di Antoine de Saint-Exupéry. Ai bambini di tutte le classi è stato chiesto di lavorare sull’immagine del Presepe, realizzando ognuno un singolo disegno legato ad un particolare personaggio o a un dettaglio della storia sacra. Di questi disegni sono stati successivamente selezionati 16 che a loro volta sono stati inviati ad altrettanti artisti. Gli artisti, in digitale o in “analogico”, hanno rielaborato il disegno del bambino offrendo una visione parallela e trasversale dell’opera, filtrata dal personale sentire. E’ emerso un mondo contemporaneamente onirico e vitale, corrispondente alle idee e ai segni dei piccoli ma capace di andare oltre, spingendosi per i sentieri delicati della forma, alla ricerca delle origini e di un senso intimo e interno che i disegni sembrano trattenere in maniera tanto immediata. La difficoltà degli artisti nel lavorare sulle opere dei bambini deriva appunto dal filtro che la società fa scendere sulla visione e sull’immaginazione, con conseguente smarrimento della purezza dell’idea, perché come riferiva giustamente Picasso «Tutti i bambini sono artisti nati, il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi». Nell’incontro (scontro) tra queste due modalità di osservare l’arte e il mondo, quella dei bambini e quella degli artisti, spesse volte si nasconde il segreto della grandezza espressiva di una poetica. Se il pensiero creativo infantile, infatti, è libero da sovrastrutture, legato esclusivamente all’immediatezza dell’osservazione, quello degli adulti, plasmato dall’esperienza e dalle convenzioni, può correre il rischio di smarrire la bellezza dell’innocenza e la grandezza dello stupore. Lo scopo della collettiva, quindi, seguendo la traccia iconografica del presepe, è stato quello di ripercorrere in senso inverso tale strada alla ricerca di archetipi e concetti che fossero quanto più possibili universali, alla scoperta di quel realismo naturale, frutto di schemi innati, e di quell’abilità visiva astratta che caratterizza tutta l’arte infantile e molte poetiche contemporanee. Anche la modalità espositiva, ovvero l’installazione delle riproduzioni delle opere tra i vicoli del borgo antico di Pesche, del resto, non fa che rimarcare la funzione itinerante dell’arte chiamata oggi più che mai a confrontarsi con gli spazi e con i luoghi dell’agire collettivo, nel tentativo disperato di salvarne il senso. Camminare è parlare, parlare è memoria, memoria è azione che permette all’individuo “teleoggettivo” e accecato di riterritorializzarsi, di riscoprire la propria tradizione e storia. Come scriveva De Certeau «ciò che spinge a camminare sono le reliquie del senso». E’ da queste reliquie, resti di tutte le finzioni del mondo salvate dalla purezza dei più piccoli, prendono origine le interpretazioni degli artisti. Opere alla ricerca di un senso nel singolare cammino nel mondo.

Tommaso Evangelista


dettagli





sabato 9 novembre 2013

Street Gallery 2 - Tag Experience - Collettiva di street art a Termoli




STREET GALLERY II – TAG EXPERIENCE
Artisti

DES - SMAKE - NORH - SMOH - MOE – MESS TOO - KUNOS - KENO -XEROX –CARTO – ICKS – POP – ZIGO – VOLPE - LUVI


9 / 21 novembre
Inaugurazione 9 novembre 18.30

Apertura
Tutti i giorni 18.30 / 20.30
Ingresso Libero

Officina Solare Gallery
Via Marconi 2, Termoli (CB)

A cura di Kunos e Tommaso Evangelista

[...] La comunicazione visiva di un messaggio avviene attraverso dei segni, delle lettere e delle immagini. La scrittura è uno dei primi sistemi di interazione, per elaborare e produrre un significato, ma è anche, se letta come semplice segno grafico, una forma espressiva indipendente dotata di una propria bellezza, regola e riproducibilità. La doppia valenza comunicativa della scrittura per il writer, estetica e nominale, permette l’intensificazione del significato attraverso la ricerca sul significante. Se è vero che tutte le scritture sono grafiche, è parimenti esatto dire che tutte le grafiche sono scritture. Un “pezzo” quindi non è mai né una semplice opera figurativa né tantomeno un testo, bensì una forma complessa e organica di comunicazione da leggere in una prospettiva diacronica. Le esperienze testimoniate nella collettiva, seconda edizione della rassegna sulla street art ospitata all’Officina Solare, sono diverse: si va dalla semplice tag a scritture più elaborate, dai disegni su supporti differenti a composizioni di lettere e parole fino ad installazioni concettuali, affrontando un discorso espositivo e visuale tutto incentrato sulla scrittura (e sull’azione dello scrivere) come elemento immediato di comunicazione e come settore fondante della street art. Tag, poesia visiva, lettering, decorazione, sono i campi di ricerca con l’idea di voler saturare l’ambiente attraverso l’ossessione della grafica e della compilazione, della vertigine della lista e dell’horror vacui. Se il segno (punto, linea e superficie), che diventerà disegno o parola, è il primo elemento grafico col quale abbiamo a che fare quando siamo bambini, la parola che diventa segno è un momento parimenti significativo, nel sistema contemporaneo dell’arte, per riflettere sulla durata e sulla fruibilità, sulla centralità del messaggio-comunicazione e sull’odierna iconoclastia. Come ci racconta Moe infatti «Sempre più spesso si apprezza l'effetto di un "murales" o di un fumetto/illustrazione fatto con gli spray, non considerando cosa c'è dietro: le basi per la diffusione del fenomeno "aerosol art" sono state poste da chi disegnava lettering. Senza i precursori che hanno generato questa fotta, oggi il 95% degli street artist non saprebbero cosa fare».

Tommaso Evangelista

mercoledì 28 agosto 2013

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