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giovedì 13 giugno 2019

Transiti - Borgese, Cecola e Godi a Castello Pandone


La mostra Transiti allestita a Castello Pandone, nelle sale nobili del primo piano, ripercorre il sodalizio umano e creativo di tre artisti legati da profonde affinità di visione e di ricerca artistica: Ugo Borgese, Carmine Cecola e Goffredo Godi. I tre, pittori Borgese e Godi, scultore Cecola, legati al contesto romano, sono stati molto amici negli anni e sono stati tutti attivi sul versante figurativo, conservando un solido legame con la tradizione interpretata però attraverso personali e aggiornate soluzioni formali. L’esposizione vuol mettere parimenti in evidenza il costante e intenso rapporto dei tre con il paesaggio, la natura e il corpo umano, perennemente in bilico tra forma e astrazione, e riportare alla luce, nell’ambito della storia dell’arte molisana del Novecento, la figura di Carmine Cecola, scultore originario di Monteroduni del quale saranno esposte inedite opere monumentali. La mostra presenta quindi un’ampia selezione di opere dei tre artisti, tra pitture e sculture, a loro volta in dialogo con gli spazi e gli affreschi del Museo. L'evento è organizzato dal Polo Museale del Molise insieme al Museo Nazionale di Castello Pandone e vuol essere la prima tappa di una rinnovata programmazione espositiva pensata specificatamente per il castello. L’esposizione inoltre è una nuovo tappa del progetto itinerante che i figli dei tre artisti hanno chiamato “Amici d’arte” e che vuol essere un momento di riflessione e studio sulle singole ricerche e sull’idea di gruppo. La curatela è stata affidata allo storico e critico d’arte Tommaso Evangelista.

CONCEPT

Le ricerche plastiche dei tre artisti, sviluppanti un alfabeto visivo incentrato su un naturalismo sintetico e primitivo, si contraddistinguono per un’indagine lirica del paesaggio e della figura umana. Parallelamente, all’interno dei tre corpus si possono individuare nuclei che si caratterizzano per rigore costruttivo e forza dinamica. Nell’ottica di una retrospettiva che proponga chiavi di letture nuove sui percorsi artistici, osservati sia singolarmente sia in una dimensione collettiva e corporativa, emerge la sottile differenza tra una pittura/scultura maggiormente incentrata sulla lettura del paesaggio e del corpo, con spirito realistico e analitico, seppur riassuntivo e condensato, e alcune sperimentazioni formali fondate sulla scomposizione e sulla decostruzione degli spazi e delle figure, in chiave artificiale e astratta. Da un lato abbiamo vibrazione della luce, pennellate veloci, anatomie calibrate, sublimazione della natura e della veduta, e dall’altro dinamismo, oscillazione, ricerca cromatica. Il “transito” della mostra è questa duplice lettura che mette a confronto la produzione di impronta analitica, nata dalla visione e dallo studio del vero, e le creazioni di stampo strutturale, maggiormente eclettiche e sperimentali, lineari e geometriche. Dallo “scontro” stilistico e contenutistico di queste due dimensioni (naturale/artificiale – forma/struttura – natura/ambiente) nasce una positiva impressione di vitalità e ricerca.


ARTISTI

Ugo Borgese
Polistena (RC) 1931 – Roma 1984

Ugo Borgese ha iniziato a dipingere all’età di 13 anni sotto la guida del pittore Antonio Cannata. A 14 anni è partito per Roma dove si è iscritto all’Accademia di Belle Arti nel corso tenuto da Amerigo Bartoli. Dopo il diploma ha iniziato a insegnare come assistente di anatomia con il professor Barreca per poi diventare titolare di cattedra dopo pochi anni. Nel 1966 ha iniziato ad insegnare Figura Disegnata in vari licei artistici fino ad arrivare a quello di via Ripetta presso il quale è rimasto fino alla morte. Parallelamente all’attività didattica ancora studente ha decorato l’abside della Chiesa Matrice di Polistena. Durante la propria carriera ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati: Palazzo Barberini, Mostra delle Forze Armate, dove la sua opera “Il guado” ha vinto la medaglia d’oro; Castello di Murcia, I Mostra di Pittura “Valle Murcia”; XV Mostra Nazionale d’Arte Sacra a Perugia; Quadriennale Nazionale d’Arte di Perugia; Concorso Nazionale di Pittura Premio Ramazzotti, nel quale è risultato vincitore del I premio. Sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private a Roma, Napoli, Torino, Pinerolo, Reggio Emilia, Messina, Palermo, Milano, Catania, Reggio Calabria, Parigi, Londra, Guadalajara (Messico), New York, Boston. E’ stato nominato socio dell’Accademia Tiberina di Roma. I suoi lavori, con il tempo, si sono sempre più essenzializzati, esprimendo con pochi tratti e pennellate il concetto puro della forma e del paesaggio. Continuando a fare ricerca iniziò ad usare tempere “a barattolo”, grandi pennellate e colori ad olio, arrivando a spremere il colore direttamente sul compensato, ottenendo risultati di assoluta sinteticità. Nel 1978 espone assieme ai pittori Carmine Cecola, Goffredo Godi e Gennaro Cuocolo presso la Galleria “Il Canovaccio” di Roma inaugurando un sodalizio artistico che è stato portato avanti negli anni anche dopo la sua prematura morte.

Borgese - Pandone


Carmine Cecola
Monteroduni (IS) 1923 – Roma 2001

Carmine Cecola ha studiato all’Istituto d’Arte (sezione scultura) e all’Accademia di Belle Arti di Napoli (sezione scultura), allievo di Alessandro Monteleone e di Giovanni Amoroso al quale fu legato da una lunga e profonda amicizia. E’ stato vincitore delle borse di studio accademiche negli anni 1947-48, 1948-49, 1949-1950. Ha ottenuto il Premio Scultura alla Mostra dell’Accademia nell’anno 1949-1950 ed è stato assistente alla Cattedra di Scultura del suo Maestro Monteleone. Costanza Lorenzetti scrisse di lui “mostra sincerità e una rude forza di espressione ispirate forse da antiche forme romaniche”. Nel 1955 ha iniziato ad insegnare Plastica all’Istituto d’Arte di Napoli, dove è rimasto fino al 1962 quando ha vinto il concorso per la Cattedra di Figura Modellata al Liceo Artistico della medesima città. In seguito ha insegnato al Liceo Artistico di Massa Carrara, dove ha avuto la Cattedra di Figura Modellata. Nel 1967 è stato inviato dal Ministero della Pubblica Istruzione ad istituire l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, dove ha insegnato scultura. Successivamente ha vissuto a Roma, insegnando Figura Modellata al I Liceo Artistico di Via Ripetta fino al 1989. Autore di sculture in legno, gesso, marmo, cera, bronzo, il suo repertorio spazia dal figurativo all’astratto. Valide ricerche si segnalano anche in campo pittorico. L’artista ha partecipato a numerose esposizioni collettive e personali ed è stato più volte premiato in concorsi artistici. Le sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private in Italia ed all’estero.

Cecola - Pandone



Goffredo Godi
Omignano (SA) 1920 – Roma 2013

Formatosi nell’orizzonte vesuviano tra Ercolano e Napoli, Goffredo Godi ha avuto per maestro Giuseppe Palomba, uno degli allievi prediletti di Michele Cammarano. Si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, seguendo i corsi di Emilio notte e stringendo amicizia soprattutto con Armando De Stefano. E’ stato assistente di Domenico Spinosa. Ha insegnato discipline pittoriche nei Licei Artistici di Napoli e di Roma. Ha fatto parte dell’Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno. Nel corso della sua carriera ha allestito una ventina di mostre personali in numerose città e ha esposto in importanti rassegne nazionali, tra le quali la Quadriennale di Roma. Nella sua pittura rinveniamo un giovanile entusiasmo per gli esponenti del Secondo Futurismo seguito da una calibrata sperimentazione astratta nella metà degli anni Settanta. In realtà l’artista non si distaccò mai dall’indagine del reale e della natura, privilegiando la pittura en plein air e maturando uno stile analitico e sintetico, di grande lirismo e forza visiva.

Godi - Pandone


Transiti
Borgese – Cecola – Godi
“Amici d’arte”

Venafro, Museo Nazionale di Castello Pandone
24 maggio 2019 – 24 agosto 2019


Con il patrocinio di:
Regione Molise
Comune di Venafro
Aratro. Galleria Gino Marotta. Università degli Studi del Molise

Promossa da
Prof. Leandro Ventura
Segretario regionale MIBAC per il Molise
e Direttore del Polo Museale del Molise

A cura di
Tommaso Evangelista

Con la collaborazione di
Adelina Cecola
Filippo Godi
Leonardo Borgese

Coordinamento organizzativo
Irene Spada, Direttrice del Museo nazionale di Castello Pandone
Lia Montereale, Funzionaria per la promozione e valorizzazione
Giovanni Iacovone, Funzionario per le tecnologie
Pierangelo Izzo, Funzionario architetto
Francesca Dal Maschio, Funzionaria restauratrice

Si ringrazia il personale del Museo Nazione di Castello Pandone
Benedetto Zullo, Funzionario per le tecnologie
Lello Golluccio, Funzionario per le tecnologie
Nicandro Brusello, Funzionario per le tecnologie
Antonio Iannacone, Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza
Albertina Bagaglia, Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza

e il personale di assistenza al pubblico e vigilanza Ales - Arte Lavoro e Servizi Spa
Lidia Falcone
Valentina Serpe

Un ringraziamento sentito va inoltre all’attività dei volontari dell’Associazione nazionale Carabinieri – Sezione di Venafro

Didattica
Me.Mo Cantieri Culturali a.p.s.

Orari di apertura: martedì - domenica 8:00-19:00
Via Tre Cappelle s.n.c., 86079 Venafro (IS)
Tel. 0865-904698
pm-mol@beniculturali.it



martedì 26 settembre 2017

Sconfini - Impressioni dal margine - Peri Robbio Tramontano all'Aratro


niversità degli Studi del Molise
Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione
Galleria Gino Marotta / ARATRO
archivio delle arti elettroniche – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea

invito e comunicato stampa mostra

(S)CONFINI
IMPRESSIONI DAL MARGINE
Michele Peri- Valentino Robbio- Antonio Tramontano
a cura di
Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio, Tommaso Evangelista

Inaugurazione 28 settembre 2017 ore 18.00
Con un intervento musicale di Nicola Graziano

L’ARATRO presenta una mostra collettiva dove sono raccolte le eterogenee ricerche pittoriche, installative e fotografiche dei tre artisti molisani Michele Peri, Valentino Robbio e Antonio Tramontano. La mostra, come scrive Tommaso Evangelista, intende indagare “la dimensione virtuale del margine inteso quale luogo vitale della forma. La costruzione del senso che avviene sul limite di questo confine indefinito comporta un perenne scarto tra visibile e velato, ovvero un senso precario della presenza. La chiusura (incondizionata) dei confini dell’opera d’arte subisce piccole crisi che si svolgono sui margini della rappresentazione. Se limite della forma e limite dello spazio costituiscono il limite dell’opera, ovvero il confine entro il quale si definisce l’oggetto-idea, l’opposizione al margine, inteso anche come frontiera estetica, determina una sorta di lavoro sul continuum (tempo/spazio/memoria). I concetti di transitività e riflessività sono indagati in relazione alla rappresentazione la quale, quando mostra la propria struttura e sutura, rende palese e vitale la condizione di confine. La collettiva è un invito pertanto alla contemplazione dell’inutile, dello (s)confine, della materia che si fa ricordo e corrode lo spazio dello spettacolo attraverso l’indagine scomposta della fine. La collettiva si vuol porre in linea di continuità con due storiche mostre organizzate nel capoluogo molisano negli anni Ottanta, curate da Massimo Bignardi: Il perimetro del vento e I margini del segno entrambe incentrate sull’idea di una rappresentazione espansa e sulla decostruzione dello spazio. Di tali esperienze, legata fortemente al contesto molisano il quale usciva -una prima volta- fuori dai suoi confini con una proposta criticamente strutturata, rimane in collettiva, quale legame e memoria, il lavoro di Peri il quale si arricchisce delle ricerche cromatiche di Tramontano e delle tensioni vitali di Robbio. È il tentativo del territorio di ripensare all’idea di gruppo e di ricerca condivisa, ad una proposta coerente capace di dialogare fuori dai limiti regionali”.

Michele Peri (1947) è nato a Rocchetta a Volturno. Vive e lavora a Rocchetta a Volturno (IS)
Valentino Robbio (1958) è nato a Pietrabairano (CS). Vive e lavora a Isernia
Antonio Tramontano (1965) è nato a Pesche. Vive e lavora a Pesche (IS)

ARATRO- archivio delle arti elettroniche- museo laboratorio di arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, Università del Molise, via De Sanctis 86100 Campobasso
Facebook: Galleria Gino Marotta- Aratro Università del Molise
Dal 28 settembre al 18 ottobre 2017

mercoledì 28 dicembre 2016

Exhibited Frequency / Winter Edition /


Festival del libro e della scrittura creativa TERZA EDIZIONE 
+ Exhibited Frequency Winter Edition
28 dicembre 2016, dalle 18:30 alle 23:00 - SPAZIO CENT8ANTA
-Presentazione libro ‘Atto di dolore’ di Tommaso Nelli, insieme a Paolo De Chiara e Francesco Giampietri. "Un’opera che ripercorre, con minuzia e lucidità, una delle vicende più oscure e controverse degli anni Ottanta in Italia, il rapimento di Emanuela Orlandi"
-Concerto a cura della Isernia Music School - Lorenzo Iavagnilio (voce e chitarra)
-Aperitivo-Food/Wine
-EXHIBITED FREQUENCY - One night video art and projection show–Winter Edition - Video art/ opere di Katja Smerdu, Paride e Nelida Di Stefano a cura di Tommaso Evangelista
-SPECTRUM
SPAZIO CENT8ANTA-Galleria d'arte, cultura e società
Corso Marcelli 180, Isernia


Exhibited Frequency / Winter Edition /

L’idea di una rassegna di videoarte, la prima in Molise con caratteristiche di indagine e ricezione del territorio, nata in sinergia con la galleria Cent8anta durante l’estate, continua la sua evoluzione in questa tappa invernale, andandosi a legare con l’ultima mostra presentata negli spazi isernini: Imago. I tre artisti, Nelida Di Stefano, Paride Di Stefano e Katja Smerdu, proiettando le loro ricerche nel campo dell’immagine in movimento arricchiscono la fruizione della collettiva che si apre a nuovi linguaggi. In particolare Paride Di Stefano, in prima assoluta, propone un’antologia della sua produzione video che si dimostra intimamente legata alla ricerca pittorica, arricchendo di spunti e di impressioni la fruizione delle tele. Atomomundi, del 2007, realizzato insieme con Katja Smerdu, è la storia del pianeta Terra, inteso quale “atomo nell'immensità di una cellula”, ma anche la storia del nostro abitare il mondo, con le immagini del fluire dell’acqua che si contaminano con frammenti di costruzione-distruzione. Questo senso di perenne conflitto e di scontro attuale si percepisce nella dicotomia di V Anthropos I -The Match, del 2010, con la contrapposizione di una silente e inerme montagna a simboleggiare la staticità del tempo e lo scorrere violento e veloce di immagini catturate dal bordo di una macchina. L’idea di opposizione-confronto torna in V Atlante VI Good and bad world con l’artista a reggere contemporaneamente il mondo e un cassonetto dell’immondizia -che infine lo schiaccerà- cassonetto che viene ripresentato in Atlante VIII Caos, del 2012, con lo schermo tripartito a marcare la precarietà della presenza, il rapporto dell'uomo con il mondo e la difficoltà di raggiungere il giusto equilibrio nel rispetto della natura. V PagusMundi III si basa su un montaggio serrato, distorto, al limite della paranoia visiva, nel quale ritorna la contrapposizione tra l’immagine della bici e del lento percorso e una serie di frame tratti dal mondo naturale e artificiale, quasi in lotta violenta come se fossero un’estensione della capacità immaginativa e compositiva dell’artista. In Anthropos III “Melamangio”, del 2010, ricompare l’idea della finitezza del mondo, dei disastri ambientali e consumistici che divengono disastri “artistici” nella misura in cui annullano la finitezza dell’armonia, evidenziando un caos quasi primordiale il quale emerge in maniera evidente nella recente serie IMAGO basata sull’evidenza ravvicinata del colore e degli effetti di luci e fluidi. Nelle opere di Paride l’immagine distorta e opposta, quasi contraddetta, il cui senso sembra scomparire con la ripetizione, non fa che evidenziare come lo schermo non contenga le immagini ma ne sia un semplice “proiettore”, ovvero un mezzo per mostrare la processualità del vissuto e dell’ambiente nel quale ci si relaziona. Di Dada, premessa di molte pratiche Fluxus, vi è una certa visione del tempo-spazio presente, una visione contratta e scorrevole, rimontata e rimodulata attraverso i personali eventi-avvenimenti a cui l’artista attinge come ad un magazzino (o ad una discarica). La struttura urbana diviene un’icona fluttuante e la trasformazione ambientale una forma di potere e di dominio. L’artista, a conclusione della rassegna, ritorna al centro della strutturazione delle forme-frame in SPECTRUM, una performance audiovisiva dal vivo che si basa sull’interazione di video e suoni. Attraverso la proiezione contemporanea su schermo e su televisori di forme o interferenze Di Stefano traduce le onde in immagini, colori e suoni metaforici, indagando in profondità lo spettro elettromagnetico che lo circonda e producendo strutture nuove come fossero scritture automatiche. L’ossessiva presenza del disturbo video, la performatività, la ricerca di una continuità spazio-temporale e l’insistenza sul suono per destrutturare la “formafantasma” della visione analogica, rendono quest’azione estremamente complessa e suggestiva, un raro momento di ricerca estetica all’interno di una situazione visiva che appare quasi un esperimento o un test.

Tommaso Evangelista



mercoledì 3 agosto 2016

Luigi Grassi - Nell'inconsueta ombra


Luigi Grassi - Nellinconsueta ombra
A cura di Tommaso Evangelista

Inaugurazione sabato 6 agosto 2016 h 17
San Giuliano di Puglia, Museo M3TE
Organizzata da Comune di San Giuliano di Puglia, Museo M3TE e Centro per la fotografia  Vivian Maier


COMUNICATO STAMPA

Nell’ambito della programmazione degli eventi artistici offerti dal “M3TE” di San Giuliano di Puglia (Museo Multimediale della Memoria del Terremoto e della Mail Art) il 6 agosto 2016 si inaugura la prima mostra d’arte dedicata alla fotografia. Alle ore 17.00, il critico d’arte Tommaso Evangelista, curatore dell’evento, discorrerà con il pubblico dell’opera fotografica di Luigi Grassi intitolata “Nell’Inconsueta Ombra”. Verrà data rilevanza oltre alla visone delle opere e della conoscenza dei contenuti delle immagini e del linguaggio espressivo tipico e esclusivo dell’artista Luigi Grassi, anche alle correlazioni implicite che hanno collegamento con la linea culturale organizzata dal “M3TE”. Il Museo promuove percorsi della “conoscenza” con lo scopo di diffondere cultura attiva e viva per educare alla prevenzione delle catastrofi naturali, come il terremoto, tramite l’uso di una cultura protettiva offerta dalla professionalità didattica e scientifica, la diffusione dei valori di qualità dell’architettura e del sapere artistico quali discipline simbioticamente collegate tra loro.
Sono le “Piattaforme multimediali” del Museo che raccontano la vita, le tradizioni, i prodotti e le risorse del Territorio. Le Piattaforme che simulano avvenimenti sismici che con Maestro Terremoto insegna a non avere paura. Ai convegni di Geologia, di Architettura, agli spettacoli teatrali in omaggio a Rino Gaetano, ai seminari tecnici e alle edizioni dei concorsi ‘’Fiabe Angeli di San Giuliano’’ ora l’ouverture della prima mostra fotografica dell’artista Luigi Grassi. “La fotografia è un medium, anch’essa”, scrive il critico Evangelista per un precedente evento, “oscuro ed enigmatico, tanto più ermetico e suggestivo quanto più torna indietro alle tecniche e ai processi antichi di stampa, nelle quali il gioco individuale sulla matericità delle forme si confonde con la tensione della scoperta. Ma la distanza con queste ricerche sta nella luce che crea contorni e distrugge le forme” La Fotografia così riesce a dare senso ad un principio di unione tra ciò che il museo esprime con la sua forza di immagini pedagogiche e multimediali, e la soggettività di ricerca dell’arte fotografica di Luigi Grassi.

Luigi Grassi

Nato a Campobasso nel 1985, si è specializzato in Fotografia come linguaggio d’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 2008 collabora con PrimoPiano Napoli, galleria dedicata alla fotografia, al design e alla video arte. Nel 2012 comincia a frequentare Lab, il laboratorio irregolare di Antonio Biasiucci, dove s’impegna ad approfondire il proprio metodo di ricerca personale. Ha fondato nel 2014 il Centro per la Fotografia di Campobasso dedicato alla figura della fotografa Vivian Maier. Le sue opere sono state esposte nell'ambito di diverse manifestazioni, nazionali e internazionali, ha ricevuto per il suo lavoro menzioni speciali all’interno di festival di fotografia, gli sono state commissionate opere artistiche e installazioni permanenti per musei e comuni italiani. Le sue opere sono state esposte nell'ambito di diverse manifestazioni, nazionali e internazionali, tra cui i Rencontres d’Arles (Circuito Off), Biennale dei giovani fotografi, Arezzo Arte Expo, KunStart, The Darkroom Project, Premio Nazionale delle Arti, FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma, SI Fest Savignano Immagini, Photissima, Affordable Art Fair, Marche EXPO 2015, NAF - Napoli Arte Fiera.


Informazioni

Orari di aperta M3TE Museo: 
Sabato e domenica 
Mattino: ore 10:00_12:30
Pomeriggio: ore 15:00_18:30
Infrasettimanale su prenotazione

per info e prenotazioni
3494105689
3292631268
3298605567

Museo M3TE



lunedì 25 luglio 2016

Exhibited Frequency - One-night video art and projection show - Isernia


Exhibited Frequency One-night video art and projection show

L’Associazione Culturale Le Cose e lo Spazio Cent8anta – Galleria d’ arte, cultura e società, presentano la prima rassegna di videoarte “Exhibited Frequency One-night video art and projection show”.
Per la prima volta in Molise sarà dato spazio ai linguaggi video con un ricco programma di proiezioni ed eventi live. La rassegna è curata dal critico Tommaso Evangelista che per l’occasione ha selezionato ventuno artisti e diciotto opere video. Cinque di queste sono inedite e saranno proiettate in prima assoluta, altre, invece, presentate per la prima volta sul territorio pentro.
Gli artisti individuati sono tutti molisani o legati al Molise e abbracciano diversi generi: dal cortometraggio al documentario, e diversi linguaggi dall’animazione al glitch, offrendo una rassegna quanto più completa e aggiornata sulle attuali dinamiche del genere.
Le opere vertono sull’intreccio tra memoria e quotidianità, a volte sviluppato con ironia e immaginazione altre con dovizia da reporter, mentre emergono temi cari alla società contemporanea quali il ruolo dell’individuo all’interno del gruppo sociale e le relazioni di potere e di conflitto. Altre volte l’indagine si fa maggiormente intima e poetica, attratta dai dettagli e dalle piccole dinamiche esistenziali e relazionali, o da indagini particolareggiate sulla forma. Tutti gli artisti, di diverse generazioni, comunque, pongono domande al fruitore facendo spesso riferimento al lato psicologico e lo situano su una soglia metaforica d’osservazione.
Nato negli anni Sessanta tale linguaggio artistico basato sull’utilizzo -performativo, ambientale, strutturale- di strumentazioni video in Italia si sviluppa in seno ai centri sperimentali di cinematografia e ai collettivi artistici. Fu addirittura Fontana, nel 1952, insieme ai firmatari del Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione il regista di un programma televisivo sperimentale, girato in pellicola, in cui vengono riprese negli studi RAI di Milano alcune opere illuminate dalla luce di Wood. Da allora la tecnica e i linguaggi si sono evoluti, entrando nelle Accademie e diventando oggetto di studio e di analisi. L’idea principale è il tentativo di “dematerializzazione” dell’oggetto artistico e la possibilità di lavorare su un’arte fondata sul tempo anziché sullo spazio. Tale ribaltamento d’azione permette all’artista di ricercare l’istante, il frammento, il dettaglio ma di unire tutto, attraverso il montaggio e la manipolazione, in una sorta di palinsesto emotivo. L’immagine elettronica, intermediale, diventa un oggetto che fluttua per trasformare sullo schermo la realtà comune.
La rassegna si svolgerà presso la Piazzetta Annunziata, lungo Corso Marcelli, nel centro storico di Isernia e sarà seguita da una performance live dall’ acquerellista Stefano Cirillo il quale manipolerà pigmenti per ottenere sullo schermo effetti cromatici e generativi, insieme alla selezione musicale di DJ Al.

Info tecniche

Titolo: Exibithed Frequency
Curatela: Tommaso Evangelista
Organizzazione: Associazione Le Cose

Artisti: Michele Boccamazzo, Cristiana Califano e La.bassa risoluzione, Stefano Cirillo, Giancarlo Civerra, Mariagrazia Colasanto, Azzurra de Gregorio, Paride Di Stefano, Angela Di Tomaso, Barbara Esposito, Alessia Finori, Sara Iafigliola, Cinzia Laurelli, Gabriele Macchi e Lucia Magnifico, Manuel Malatesta, Helena Manzan, Simona Materi, Mario Pompei, Luca Pop, Chiara Vitale, Ivana Volpe.

Luogo: Corso V. Marcelli - Piazzetta Annunziata ISERNIA
Data: 28 luglio 2016

Programma:
Ore 19.30 Selezione musicale DJ Al
Ore 20.30 Exhibited Frequency
ARTE E CIBO
Ore 22.30 Performance live watercolor Stefano Cirillo e DJ Al

Info: 388/6361705
info@lecose.org

Di Tomaso

Esposito

Vitale

Di Stefano

Laurelli


martedì 19 aprile 2016

Back Side Of The Blind Spot - Reportage fotografico

Reportage fotografico dal vernissage della mostra Back Side Of The Blind Spot di Luciano Sozio con gli scatti di Paolo Cardone e Gianna Piano (all rights reserved - per qualsiasi utilizzo si prega di citare la fonte - le opere in 3D sono state realizzate dall'azienda Coesum di Pescara)













mercoledì 13 aprile 2016

Back Side Of The Blind Spot - Percorso al buio

INVISIBIL MAN  2015   acrilic on canvas  Cm 140x120

BACK SIDE OF THE BLIND SPOT
Percorso al buio

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ONLUS, sede provinciale di Isernia, e l'I.Ri.Fo.R. ONLUS (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione), sezione Molise, appoggiano e patrocinano il progetto espositivo BACK SIDE OF THE BLIND SPOT dell’artista isernino Luciano Sozio, a cura di Tommaso Evangelista e Serena Ribaudo, col patrocinio del Polo Museale del Molise.

Riflettere sull’aspetto avvertito e non visto delle cose significa indagare anche il tema della percezione, dell’immaginazione e degli angoli nascosti. La personale di Sozio a Museo Nazionale di CastelloPandone – Venafro (IS)-, per la volontà di ricercare tali tematiche, si presta ad un discorso trasversale che coinvolge i luoghi e le persone. In particolare si presta a svolgere una didattica specifica anche per il pubblico di ciechi e di ipovedenti, chiamato a relazionarsi con le opere in mostra.

Per la prima volta nella regione Molise, e in generale per la prima volta in Italia nell’ambito di una personale d’arte contemporanea, sarà coinvolto un pubblico di non vedenti per il quale viene predisposto un parallelo itinerario di visita. La mostra pertanto, viaggerà su due binari paralleli acquisendo senso e completezza dal discorso attuato in dialogo con tale disabilità. L’artista e i curatori, nel predisporre un particolare taglio espositivo e critico specifico ad essere percepito dal tatto e dall’udito, adottano una strada innovativa e, fino ad ora, ancora non pienamente attuata nell’ambito di un evento legato all’arte contemporanea.

Il percorso parallelo dedicato ai non vedenti è parte strutturale della mostra e della ricerca artistica di Sozio e si configura come un’ulteriore e complessa opera d’arte e di senso. È impostato sulla resa 3D delle tele in mostra su apposite lastre, le stesse sono arricchite da una descrizione verbale del soggetto e da un apposito commento musicale ispirato allo stesso. Attraverso l’uso del tatto e dell’udito, il fruitore non vedente accanto a quello vedente “forma il flusso di pubblico integrato ed unito al tempo stesso, senza alcuna distinzione discriminate”, come più volte suggerito dall’esperto in Scienze Tiflologiche Marco Condidorio il quale ha guidato e sostenuto l’intero progetto al fine di includere artisticamente e socialmente anche le persone non vedenti in un’idea curatoriale e culturale nuova. Si viene a determinare pertanto una nuova formula partecipativa che segue la mission dell’esposizione, ovvero l’angolo cieco.

Il progetto, quale mostra innovativa, inoltre, consente anche ai ciechi e agli ipovedenti la fruizione di immagini attraverso l’esplorazione aptica delle opere riprodotte in rilievo, corredate di descrizione audio, e pertanto risulta estremamente stimolante, formativa ed inclusiva. L’evento avrà una valenza didattica anche per alunni in situazione di minorazione visiva, nei processi di apprendimento e di strutturazione dei contenuti mentali, nella verifica e nella restituzione degli stessi.



© Back Side Of The Blind Spot – Percorso al buio
Da un’idea di Luciano Sozio, in collaborazione con Tommaso Evangelista, Serena Ribaudo
Lastre 3 D: Coesum
Descrizioni delle opere: Tommaso Evangelista, Serena Ribaudo
Musiche: Federico Manuppella
Voce: Simone Alberto Grifone

Col patrocinio di
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ONLUS – Sezione Provinciale Isernia
I.RI.FO.R. Molise ONLUS

Partner tecnico

giovedì 31 marzo 2016

Luciano Sozio - BACK SIDE OF THE BLIND SPOT


Luciano Sozio
BACK SIDE OF THE BLIND SPOT
Museo Nazionale di Castello Pandone - Venafro (IS)
Inaugurazione: domenica 17 Aprile 2016, ore 17
18 Aprile-22 Maggio 2016

Il Museo Nazionale del Molise/Castello Pandone di Venafro ospita dal 17 Aprile 2016 Back Side of the Blind Spot, la mostra personale di Luciano Sozio.
Back Side of the Blind Spot a cura di Tommaso Evangelista e Serena Ribaudo segna il ritorno dell’isernino Sozio alla terra molisana che ne ha informato la poetica discreta e minimale. E’ una scelta mirata quella di Castello Pandone, alla ricerca di un celato genius loci, nel tentativo di riflettere non solo sulla personale ricerca ma anche sul senso del luogo: otto opere pittoriche, due installazioni, sedici fotografie, due video dialogano con gli spazi del castello vivificandosi vicendevolmente e versandosi sul tema della possibilità e della visione.
Dopo l’acquisizione dell’opera “Diletta / Girl with Suitcase” di Valentina Bonizzi, in dialogo con la foto di Robert Capa in pinacoteca, la presenza della mostra Winterline di Elaine Shemilt, e dopo aver accolto quest’anno una tappa de L'albero della cuccagna. Nutrimenti dell'arte, progetto curatoriale di Achille Bonito Oliva, con le opere degli artisti Alessio Ancillai e Thorsten Kirchhoff, il castello di Venafro con tale evento entra di forza tra i luoghi del contemporaneo in Molise, e lo fa con un concept poetico e affascinante, un dialogo elegante tra contenitore e contenuto, e l’opera di un affermato, e ancora giovane, artista molisano
Scrive Evangelista: “Considerare l’arte di Luciano Sozio una prismatica manovella dovrebbe aiutarci ad inquadrare il percorso della mostra entro un più ampio sistema di suggestioni che creano luce improvvisa di senso, e che possiedono i propri riscontri nelle molteplici impressioni concretate: si tratta appunto di “rappresentare ciò che permette di vedere” ovvero di cercare nel reale quella qualità indistinta e magica che conduce per vie inconsce alla coscienza di un oltre, e di rappresentarla”.  Aggiunge Ribaudo: “Perché Back Side of the Blind Spot? Forse perché il desiderio di Luciano Sozio, quasi guidato da una presenza invisibile esperta del senso dell’esistenza, è quello di fare scoperte. Forse pe aumentare il numero di possibilità nella sua ricerca –umana ed artistica- dello stupore della vita. O è pur vero che questo poeta visionario che si muove per il mondo come un visitatore dall’indole capziosa e fantastica, vuole verificare l’inquieta consapevolezza che nel corso degli eventi nulla è casuale”.
La mostra, per la volontà di ricercare in maniera sottile sul tema della visione, si presta ad un discorso trasversale e più ampio tanto che l’artista ha ideato per il pubblico di ciechi ed ipovedenti una parallela proposta espositiva. Per la prima volta un artista contemporaneo ha lavorato nell’adattare le proprie opere per una fruizione in assenza di luce, in un percorso multisensoriale il quale facendo a meno della vista esalta altre componenti della sua ricerca poetica. Il percorso parallelo dedicato ai non vedenti, infatti, è parte strutturale della mostra e della ricerca artistica di Sozio e si configura come un’ulteriore e complessa opera d’arte e di senso.
Dal coinvolgimento delle classi quarte e quinte del Liceo artistico Manuppella di Isernia, infine, si è venuta a determinare un’installazione video nata dalla volontà di cogliere le differenze tra selfie e autoritratto. I risultati di questo progetto sperimentale di ricerca ideato dall’artista stesso e portato avanti nel corso dei mesi precedenti, incentrato, come le opere esposte, sul concetto di identità e presenza, sarà oggetto di uno specifico intervento site-specific.
La mostra sarà arricchita dall’allestimento dello studio +t Studio e dalla partnership con l’azienda Coesum di Pescara, leader mondiale della stampa 3D, che per l’occasione ha realizzato le sculture 3D delle opere di Sozio sulle quali si è strutturato il percorso per i non vedenti. Un’opera invece sarà realizzata in collaborazione con Artbeat, azienda molisana leader nel design d’autore legato all’arte contemporanea.
Completa la mostra il catalogo edito da Maretti Editore con testi critici di Alfredo Cramerotti, Tommaso Evangelista, Serena Ribaudo. Il catalogo sarà presentato presso il Museo Sannitico di Campobasso sabato 21 maggio.

SCHEDA TECNICA
Luciano Sozio
Titolo: Back Side of the Blind Spot
Curatela: Tommaso Evangelista e Serena Ribaudo
Catalogo: Maretti Editore con testi critici di Alfredo Cramerotti, Tommaso Evangelista, Serena Ribaudo
Progetto allestitivo: +t Studio
Didattica e visite guidate: Me.Mo Cantieri Culturali
Immagine coordinata, grafica e web design: Circle studio

INFO PUBBLICO
Museo Nazionale di Castello Pandone - Venafro (IS)
Vernissage: domenica 17 Aprile 2016 ore 17
Apertura: 18 Aprile-22 Maggio 2016
Giorni e Orari:
da Martedì a Sabato: dalle 9.00 alle 13.00.
Domenica e festivi: dalle 8.00 alle 19.00 (lunedì chiuso)
Ingresso: libero


Col patrocinio di
Polo Museale del Molise
Museo Nazionale di Castello Pandone
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ONLUS – sezione provinciale Isernia
I.RI.FO.R. Molise ONLUS


Partner tecnico
Coesum - New product development


Col contributo di
ArtBeat - Art Toy, Collezioni d'artista
Circle Studio - Web agency, Comunicazione
mainADV - Digital Advertising Agency
Papa confetti e cioccolato


INFO
tommasoevangelista@gmail.com, serenaribaudo@hotmail.it


L'intera cartella stampa con altro materiale scaricabile da questo link

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