Intervista fattami dalla giornalista Sandra Fiore inerente la trasferta berlinese della mostra sui 150 anni realizzata a Rocchetta, e uscita su La Voce del Molise sabato 31 dicembre.
1) Da Rocchetta al Volturno a Berlino, com'è andata innanzitutto?
E’ stata un’esperienza significativa ed intensa. Il Palazzo Italia, dove era ospitata la mostra, è un bellissimo spazio nel cuore di Berlino, a pochi passi dalla porta di Brandeburgo, e per l’occasione dell’evento Cibo e…dintorni, evento nel quale era compresa anche l’esposizione, ha richiamato moltissimi visitatori catturati dal made in Italy. Con me c’era il sindaco di Rocchetta, Antonio Izzi, al quale va dato il merito di aver creduto fino dall’inizio nel progetto, e Michele Peri, artista nonché ideatore della rassegna. Vedere in una così importante realtà anche un “pezzo” di Molise è stata una grande soddisfazione e lo stesso sindaco ha sottolineato l’importanza dell’evento, una vera e propria vetrina internazionale, per una piccola realtà come il comune di Rocchetta; a sottolineare come le idee anche se nascono in realtà periferiche possono avere poi la forza per imporsi.
2) Che emozione lascia sulla pelle ad un giovane critico d'arte come te curare una mostre oltre i confini nazionali e che cosa porterai sempre nel tuo bagaglio professionale?
E’ sempre una sfida confrontarsi con realtà nuove. Da questo punto di vista l’ambiente di Palazzo Italia è stato molto stimolante in quanto ospitava anche altre due interessanti esposizioni, una riguardante il design del cibo e un’altra le trasformazioni del paesaggio italiano. E’ la prova che i progetti giusti prima o poi trovano i loro spazi. Riporto a casa, forse, una maggior consapevolezza dell’importanza dell’umiltà in questo mestiere. Dopo aver visitato a Berlino quel capolavoro che è l’altare di Pergamo ti accorgi di quanto l’arte possa essere fondamentale per la crescita morale di un popolo e quindi della responsabilità del critico nella società contemporanea.
3)Come queste 150 opere hanno raccontato l'Unità d'Italia ai visitatori tedeschi?
Sin dall’inizio ho pensato che queste opere potessero offrire al fruitore una visione diversa sullo stato della Nazione. Il tema del tricolore, infatti, è stato preso molto alla larga e tanti artisti si sono focalizzati maggiormente sulla condizione (sociale, politica, culturale) dell’Italia. In questo senso diversi lavori, realizzati verso il mese di aprile, sono stati profetici sull’attuale situazione di crisi (economica e morale). Questa è del resto la particolare natura dell’Arte che, attraverso la sensibilità degli artisti, è capace di offrire una lettura diversa del mondo in cui viviamo, anticipandone anche i fenomeni.
4)La Germania ha accolto moltissimi emigranti italiani: quanti di loro hanno visitato l'esposizione che sensazione hanno esternato nel vedere la storia della loro unità cristallizzata in diverse forme artistiche?
La mostra, e l’intera manifestazione, ha attratto moltissimi visitatori tedeschi ma anche italiani. Sono convinto che molti di loro si siano rivisti nei messaggi contenuti nelle opere proprio per il fatto che l’esposizione, sin dall’inizio, non è voluta essere un evento retorico e celebrativo bensì ha tentato la strada della critica offrendo una visione “problematica” dell’idea di Italia.
5) Volendo mettere a confronto le due esperienze- quella nella nostra regione e quella in trasferta- che differenza c'è nell'approccio con l'arte? E che ruolo ha in entrambe le culture?
L’arte che si realizza in regione è un’arte di “confine” essendo il Molise completamente fuori dai circuiti nazionali ed internazionali per diversi motivi: assenza di gallerie e di musei (o fondazioni) permanenti, scarsità di investimenti, mancanza di strutture adeguate e scarsa ricezione turistica. Ogni evento artistico, che ha la pretesa di essere anche progetto culturale, deve scontrarsi con mille difficoltà e pertanto si ha sempre la sensazione di ricominciare ogni volta da zero. Nell’assenza di certezze la perenne percezione di precarietà non favorisce di certo il lavoro anche quando le idee sono buone. Basta spostarsi un poco fuori dai confini regionali e la situazione cambia. Questa mostra, per esempio, è arrivata a Berlino grazie alla mediazione della Tamarin Art Gallery di Caserta la quale ha creduto molto nel progetto. La prossima tappa della mostra sarà proprio in questa galleria. A Berlino, per quel poco che ho potuto notare, c’è più consapevolezza del valore dell’arte percepita come elemento normale in un contesto urbano. Le opere arricchiscono veramente la quotidianità e il fruitore, pertanto, è molto più predisposto ad accogliere e comprendere il dato artistico. Ma questa diversa mentalità ha le proprie radici nella cultura: mentre l’Italia è sempre stata legata, giustamente, al concetto di tutela dell’opera, in Germania si è sempre cercato di problematizzare l’approccio estetico.
6) L'arte in Molise fatica a ritagliarsi i giusti spazi e la giusta attenzione. Su cosa si dovrebbe puntare per rompere questa "superficialità"?
Parlavo prima della difficoltà in regione ma c’è anche da aggiungere che proprio tale isolamento permette un agire svincolato da logiche “mercantili” e quindi autentiche sperimentazioni curatoriali. Gli esempi sono molti: dal museo all’aperto di Casacalenda ai programmi di Limiti Inchiusi, dalle mostre dell’Officina Solare alle tante esperienze di collettive che nascono e arricchiscono i paesi, esperienze che spesso si traducono anche in collezioni permanenti e piccoli musei. Quello che manca è il coordinamento tra i vari operatori culturali che dovrebbero far sentire il loro peso sulla politica, sempre pronta a riempirsi la bocca con la parola “cultura” ma poi inadeguata nel proporre programmi culturali di un certo respiro. Si dovrebbe puntare sui giovani (critici ed artisti) e lavorare affinché si realizzi una galleria regionale d’arte moderna e contemporanea, un luogo stabile dove esporre finalmente il nostro ricchissimo patrimonio e coinvolgere, attraverso la didattica, ragazzi e scolaresche. Si parla da troppo tempo dell’ex GIL a Campobasso come sede adatta, sono maturi ormai i tempi per lavorarci e per investire in cultura. Giustamente l’amico Paolo Giordano mi scriveva “sono scarsi mecenatismo e lungimiranza nella classe politica, che non comprende la risorsa rappresentata dalla Conoscenza….O peggio teme che un popolo “evoluto”, ed educato al Bello, possa pretendere una migliore gestione della cosa pubblica”.
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mercoledì 4 gennaio 2012
lunedì 19 dicembre 2011
150 artisti a Berlino
Si chiude oggi a Palazzo Italia a Berlino la rassegna Cibo e…dintorni, una manifestazione che parte dal cibo ma va oltre volendo presentare al meglio le eccellenze e le “novità” del Made in Italy. Grazie all’interessamento del Gruppo Tamarin (che per l’occasione ha ristampato anche il catalogo), in collaborazione con Fiera Milano e Confimprese e col patrocinio del comune diRocchetta a Volturno, è stata presentata nella capitale tedesca anche l’esposizione internazionale collettiva “150 Artisti per l’Unità d’Italia”.
Si tratta di una mostra caleidoscopica sul tema dell’unità nazionale che festeggia nel 2011 il suo 150esimo anniversario. Nata da un’idea di Michele Peri la collezione è di proprietà del comune di Rocchetta ed è arrivata in Germania, presso al prestigiosa sede di Palazzo Italia, proprio a ridosso delle festività natalizie e in un’occasione di indubbio prestigio. Le opere sono lavori grafici, spesso astratti, raccolti intorno al comune denominatore dei tre colori della bandiera italiana. Un viaggio nella memoria passata e nelle speranze future per riflettere sul rapporto tra l’uomo e la terra in questo ultimo secolo e mezzo di grandi trasformazioni.
All’inaugurazione era presenti il sindaco di Rocchetta, Antonio Izzi, l’artista e ideatore della mostra, Michele Peri, e il curatore Tommaso Evangelista. Latrasferta berlinese è stata un’occasione di proficui scambi culturali e un momento significativo per una piccola realtà come il comune di Rocchetta a Volturno che, credendo fortemente in un’idea all’inizio quasi utopica, è riuscito a realizzare un evento di indubbio spessore culturale coinvolgendo ben 150 artisti (7 per ogni regione e 10 stranieri) in un lavoro di rielaborazione cromatica sul tricolore e, per traslato, di riflessione sullo stato attuale della società italiana.
“L’Unità d’Italia come punto di partenza per una più completa unità globale. E’ stata questa idea, alla base della Mostra voluta dal comune di Rocchetta a Volturno, ad attrarre la nostra attenzione come galleristi. Pertanto- dichiaraValentina Tortora, responsabile di Tamarin Arte Gallery- abbiamo inteso condividere il messaggio e promuovere l’iniziativa artistica presentando le 150 opere in due momenti strettamente legati: la vetrina internazionale di “Palazzo Italia”a Berlino e la successiva esposizione presso la nostra Tamarin Arte Gallery”.
La mostra infatti, dopo la trasferta berlinese, tornerà in Italia per essere esposta dal 12 gennaio prossimo presso la sede di Tamarin Arte Gallery dove resterà aperta al pubblico (orari 9-13 e 14-19) fino al 27. Tornando all’evento tutto è cominciato l’11 dicembre quando la delegazione arrivata da Rocchetta si è recata presso la sede di Palazzo Italia per allestire la mostra. Il palazzo, nel cuore della storica città tedesca lungo il corso principale, a metà strada tra la porta di Brandeburgo e Alexanderplatz, è articolato in una serie di spazi multifunzionali di grande fascino e raffinatezza e l’esposizione ha trovato così posto in un luminoso spazio vetrato al piano terra, vicino l’ingresso, insieme ad un’altra interessante esposizione riguardante il design del cibo.
Le opere sono così state collocate su appositi pannelli ed allestite guardando più all’effetto di insieme, in un breve ma intenso percorso visivo che chiedeva allo spettatore lunghi tempi di lettura per decifrare i significati di ogni singolo lavoro. L’evento è stato inaugurato invece il pomeriggio del 12 da un’interessante convegno sui cosiddetti "foodies", consumatori consapevoli che amano mangiare bene ma anche comprare prodotti belli e non necessariamente lussuosi (design, (neo)-artigianato e artigianato artistico), “consumare cultura” (patrimonio culturale, musica e teatro, arte contemporanea, ….) e viaggiare in maniera consapevole. In seguito ci sono stati i saluti del direttore di Palazzo Italia e del console italiano a Berlino i quali hanno sottolineato l’importanza dell’evento che ha portato in terra tedesca il meglio delle eccellenze italiane.
Tantissimi i visitatori italiani e tedeschi che hanno apprezzato i prodotti degli stand allestiti al piano superiore e hanno ammirato le opere esposte, incuriositi da tante prove d’autore sul concetto di nazione italiana: la mostra, infatti, è tra le più complete realizzate in Italia sul tema dell’arte contemporanea in relazione alla ricorrenza dell’Unità. Soddisfazione anche da parte del sindaco Antonio Izzi nel sottolineare l’unicità dell’evento che ha visto presente, in una realtà tanto prestigiosa, anche il piccolo comune molisano forte per aver sviluppato un’idea che è soprattutto idea di cultura e patrimonio di conoscenze. Non quindi una mera raccolta di emblemi visivi ma la realizzazione di un palinsesto che, pur nell’unità dei colori e delle dimensioni delle singole opere (tutte di formato uguale), è stata capace di presentare un racconto articolato per descrivere la storia, il significato e soprattutto i mali e le distorsioni di un simbolo antico come la bandiera (e per traslato della nazione).
La mostra che ha riscosso già tanto successo, dopo essere passata per il MAT di Sansevero e Palazzo Italia di Berlino, continua il suo “tour” in altri prestigiosi spazi. Abbiamo accennato all’inaugurazione presso la Tamarin Arte Gallery di Caserta ma si prevedono anche altre trasferte in giro per l’Italia. La soddisfazione è nel constatare come da una semplice idea si sia riusciti a realizzare un evento di spessore culturale ed artistico che ha coinvolto tutte le regioni Italiane ed ha prodotto una galleria permanente, un piccolo museo di grande qualità. Ed essere rappresentati all’estero attraverso la cultura non può che essere un significativo risultato.
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