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Visualizzazione post con etichetta Vincenzo Merola. Mostra tutti i post
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venerdì 15 dicembre 2017

Diapason. Vincenzo Merola e Alighiero Boetti a Bologna


Domenica 17 Dicembre 2017 alle ore 17.00, presso la Galleria Stefano Forni di Piazza Cavour 2 si inaugura la mostra Diapason. Vincenzo Merola e Alighiero Boetti a cura di Valerio Dehò. Una mostra personale del giovane artista molisano Vincenzo Merola in dialogo con alcune opere del maestro Boetti.

Il lavoro di Vincenzo Merola – scrive Valerio Dehò nel testo in catalogo - si articola lungo due direttrici ben delineate: il rapporto parola e immagine e una ricerca che porta l’arte a relazionarsi con l’universo delle regole atematiche e delle permutazioni, con l’aleatorietà e la ricerca di quella “casualità intelligente” che ha operato lungo tutto il corso del secolo scorso. Quando lavora con le parole segue il flusso della ricerca legata alla Poesia concreta da un lato, mentre dall’altro guarda al concettuale americano ma filtrato dall’ironia di Alighiero Boetti. La ricerca verbo-visiva esiste da troppi anni perché si possa esaurire in qualche generazione, anzi appare sempre di più un fenomeno strutturale della cultura, anche e soprattutto oggi in cui il linguaggio iconico e verbale sono fusi nell’idioletto digitale.
Merola ha presente le leggi del concretismo rendendole ancora più cariche di grafismi da una parte e di concettualità dall’altra. Cioè il testo non è tutto ma la sua scansione, l’articolazione delle singole lettere e la specularità che spesso raddoppia e moltiplica il sintagma verbale, fanno parte di un processo di codifica. Vi è la forza della sentence e la grazia di un’impostazione grafica che condivide con il mondo della comunicazione. Alighiero Boetti certamente è stato una dei grandi protagonisti della parola nell’arte anche nel recupero della scrittura e dei grafemi. La penna a biro usata come uno strumento per dipingere e disegnare probabilmente è una sua invenzione, tra le tante che ci ha regalato. E aveva capito, si pensi agli arazzi, che le parole formano un tappeto steso ai nostri occhi che invita a viaggiare e a muoversi con la mente. Merola riprende questa filosofia e la porta dentro una contemporaneità che è fatta di decorazione controllata dal linguaggio, il concettuale nudo e crudo ha smesso di mandare segnali di vita. Con lui si avverte da parte di un giovane artista l’esigenza di confrontarsi con la tradizione ma anche quella di andare avanti. La manualità diventa fondamentale, come la precisione dei segni e delle righe che gareggiano con i barcode e che rivelano la loro anima ossessiva di un vero e proprio esercizio di stile. Solo quando usa i timbri inchiostrati deroga alla fattualità del segno per approdare alla ripetitività del gesto. Ma anche qui ritornano gli addensamenti e le rarefazioni, il vuoto e il pieno in un ritmo di dissonanze e consonanze che è tutto visivo e coinvolgente. Merola gestisce le sue opere come partiture, le controlla e le affida al Caso come se non accettasse fino in fondo il proprio ruolo di artista-demiurgo. Si ferma prima, sulla soglia della decidibilità. Prima di entrare in conflitto con il suo ruolo creativo, ma accettandone le aporie.

lunedì 8 giugno 2015

CAMUSAC -Nuove opere della Collezione tra acquisizioni e proposte - Omaggio ad Achille Pace


Nuove opere della collezione tra acquisizioni e proposte
Omaggio ad Achille Pace
a cura di Bruno Corà e Tommaso Evangelista 


Artisti in collettiva:
Carlo Colli, Lindo Fiore, Raffaella Formenti, Abel Herrero, Umit Inatci, Karpuseeler, Luigi Magli, Giulia Marchi, Bruno Marcucci, Nevio Mengacci, Vincenzo Merola, Klaus Munch, Gianfranco Notargiacomo, Achille Pace, Carlo Rea, Mario Sughi


Inaugurazione lunedì 15 giugno 2015 ore 18

Dal 15 giugno al 28 ottobre 2015 aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 15 alle 19  
Ingresso LIBERO



Comunicato Stampa

Nuove proposte e acquisizioni
Una mostra al CAMUSAC di opere che accrescono la collezione permanente del Cassino Museo di Arte Contemporanea e un omaggio ad Achille Pace

Dopo l’imponente mostra di sculture di Pino Spagnulo e la calibrata mostra di rilievi di Turi Simeti, il Museo di Arte Contemporanea di Cassino offre un’opportunità di osservazione delle sue nuove acquisizioni e di alcune giovani proposte che rivelano l’interesse dell’istituzione ad articolare le dotazioni già ampie di scultura con nuovi pronunciamenti di carattere pittorico plastico. 
La rosa di nomi comprende gli artisti Carlo Colli, Lindo Fiore, Raffaella Formenti,  Abel Herrero, Karpüseeler, Ümit İnatçı, Luigi Magli, Giulia Marchi, Bruno Marcucci, Nevio Mengacci, Vincenzo Merola, Klaus Münch, Gianfranco Notargiacomo, Carlo Rea, Mario Sughi, di ciascuno dei quali sono presentate tre opere, soprattutto degli ultimi anni. Nella compagine ordinata secondo un criterio di poetica individuale a confronto, senza che si pretenda di indicare alcuna tendenza, si riconoscono artisti dai percorsi già consolidati come quelli di Notargiacomo, di Fiore, di Marcucci, di Münch, di Mengacci e Magli, mentre di altri come Rea, Herrero, Formenti, Marchi, Karpüseeler,  İnatçı, Colli, Merola e Sughi si prendono in considerazione i risultati di percorsi più recenti, lungi dal rappresentare linee di lavoro quanto piuttosto tracce di ricerca e di innovazione strumentale e tecnica.
La mostra, che si inaugura il 15 giugno 2015 alle ore 18, resterà aperta sino ad ottobre, consentendo in tal modo al pubblico giovanile e studentesco di poterla visitare alla ripresa dell’anno di studi, sia delle medie superiori, sia dei corsi universitari. 
Un’enclave dedicata all’opera di Achille Pace, protagonista del dibattito artistico sin dalla fine degli anni Sessanta, nonché pioniere della prima aggregazione del Gruppo Uno con Uncini, Carrino, Biggi, Frascà e altri sarà altresì allestita una mostra ‘omaggio’. Un nucleo rappresentativo di lavori di Pace verranno esposti con l’obiettivo di gettare nuova luce sull’artista molisano, grande inventore e promotore del Premio Termoli di cui è stato l’anima.
Per la circostanza saranno editi i relativi cataloghi con brevi saggi e contributi critici di Bruno Corà e Tommaso Evangelista, con un corredo di immagini e di apparati relativi alle opere in mostra.


Comunicato stampa n. 2

È in atto la preparazione della mostra “Nuove acquisizioni e proposte” a cura di Bruno Corà e Tommaso Evangelista presso il Cassino museo d’arte contemporanea che aprirà al pubblico lunedì 15 giugno 2015 con 45 opere di artisti contemporanei.
Tra gli artisti invitati si segnalano le opere di Gianfranco Notargiacomo, un nucleo di tre significativi lavori che l’artista ha reso disponibile per la mostra sottolineando sia la sua produzione storica delle opere “takete”, sia un recente dipinto tondo dal diametro di due metri.
Esponente della generazione affermatasi negli anni Settanta a Roma Notargiacomo è in procinto di preparare un’importante mostra personale al museo diocesano di Milano, dopo aver già realizzato negli anni scorsi una grande mostra al Palazzo reale della stessa città.
Contemporaneamente alla partecipazione di Notargiacomo alla nuova tornata di acquisizioni del museo di Cassino, una non meno significativa mostra di dipinti di Achille Pace avrà luogo negli stessi giorni nell’omaggio al pittore che la direzione del museo cassinate ha istruito a riconoscimento della pittura di questo maestro e della sua assidua azione nella preparazione e nella direzione artistica del premio Termoli a respiro nazionale.
Numerose iniziative collaterali e attività didattiche sono previste nel corso dell’apertura delle nuove mostre del museo di cui verrà fornita informazione in successivi comunicati.

La direzione del Museo

Per eventuali informazioni rivolgersi a info@camusac.com
Cassino 06/06/2015






lunedì 26 gennaio 2015

Vincenzo Merola vince il Prima Pagina Art Prize

Con la proclamazione dei vincitori, giovedì 22 gennaio alle ore 18.00, si è conclusa la seconda edizione del Premio "Prima Pagina Art Prize", curato dal critico d'arte Valerio Dehò e promosso da QN Il Resto del Carlino e QN Quotidiano.net in collaborazione con BPER Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Tra i diciotto lavori inediti presentati dai giovani artisti, la giuria di qualità ha assegnato il primo premio a Vincenzo Merola, con l'opera "Apostasia del tempo ciclico". Secondo e terzo classificato sono rispettivamente Simone Fazio e Federico Lanaro. A Nebojša Despotovic è stato assegnato il Premio speciale della BPER Banca popolare dell'Emilia Romagna.

http://www.ilrestodelcarlino.it/speciali/130/prima-pagina-art-prize-carlino-vincenzo-merola-1.599030#1


domenica 20 luglio 2014

Coscienza Anestetica, al Museo Sannitico le opere degli artisti eventualisti


Inaugurazione mostra. Da sinistra Sergio Lombardo, Miriam Mirolla, Tommaso Evangelista, Dionigi Mattia Gagliardi



MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA “COSCIENZA ANESTETICA”, IPOTESI SOTTRATTIVA PER UN’ARTE RELAZIONALE.
Nel museo Sannitico di Campobasso, dal 22 giugno al 1 agosto, opere di Artisti Eventualisti e Molisani interagiscono con il pubblico in un contesto storico di rilievo.

Grande successo per la Collettiva d’Arte Contemporanea “ Coscienza Anestetica, ipotesi sottrattiva per un’arte relazionale”, che domenica 22 giugno ha aperto i battenti nello splendido palazzo Mazzarotta di Campobasso, sede del prestigioso Museo Sannitico Provinciale. La mostra, promossa  dal curatore e critico d’arte Tommaso Evangelista, presenterà  fino al 20 luglio, le opere di artisti eventualisti: Paola Ferraris, Dionigi Mattia Gagliardi, Roberto Galeotti, Claudio Greco, Giuliano Lombardo, Sergio Lombardo, Miriam Mirolla, Piero Mottola, Luigi Pagliarini e Carlo Santoro  e di giovani artisti molisani: Michele Boccamazzo, Giammaria De Lisio, Vincenzo Merola, Salvo Nostrato e Ivana Volpe di cui condividono i principi teorici. 
Tra di loro Sergio Lombardo rappresenta il fondatore del Movimento,   considerato da molti l’ultima vera Avanguardia in Italia. L’Eventualismo affonda le radici nella Pop Art Storica e nella Scuola Romana di Piazza Del Popolo dei primi anni 60 di cui Lombardo era membro e dalla quale si è progressivamente distinto  continuando la sua attività su di un piano più concettuale e scientifico. Nel 1979 ne traccia le basi teoriche  ponendo, a fondamento della ricerca teorica, l’evento , inteso come contenuto mentale o vissuto psicologico originale e spontaneo che scaturisce da stimoli opportunamente predisposti dall’artista. Così concepito, l’Eventualismo si pone in antitesi alla Società dello Spettacolo Globale figlia del Consumismo ed alimentata da interessi di  mercato;  vuole usare nell’arte il rigore e la sperimentazione e proporsi come stimolo atto ad indirizzare l’individuo  verso scelte sempre più consapevoli in grado di concepire ideali culturali nuovi, più complessi e raffinati. 
Progetto ambizioso perseguito per anni attraverso il Centro Studi Jartrakor che svolge attività di ricerca sperimentale sulla Psicologia dell’Arte e produce un’intensa attività editoriale, espositiva e di organizzazione anche internazionale di eventi artistici e scientifici. 
In tale prospettiva i giovani artisti molisani accolgono una pesante eredità ponendosi sulla scia di un’Avanguardia difficile che pone sfide nuove in tempi altrettanto difficili. Le loro opere, come quelle degli artisti che operano da anni in tale direzione, attraverso questa mostra, sembrano trarre linfa vitale dall’esposizione in spazi nuovi, le tre sale del Museo Sannitico sistemate e inaugurate per l’occasione in un contesto di notevole importanza storica, dimostrando, attraverso nuovi linguaggi e performance, che la ricerca estetica contemporanea non si esaurisce nel passato ma dal passato trae fondamento e validità. D’altra parte il titolo stesso della collettiva “Coscienza Anestetica“, ipotesi sottrattiva per un’arte relazionale, apre nuovi orizzonti a una ricerca estetica che si caratterizza in maniera sempre più interdisciplinare, superando le vecchie dicotomie tra arte e scienza e ponendo sempre più il fruitore al centro dell’opera laddove lo stimolo , determinato in maniera automatica ma strutturato con rigorose procedure scientifiche, diventa occasione d’interazione sociale.

Concetta Russo su Primo Piano Molise del 19 luglio 2014. (Foto Concetta Russo)

Segnalo anche questo reportage fotografico dal blog dell'artista Carlo Colli

Coscienza Anestetica - Sala eventualista

Carlo Colli e Vincenzo Merola

Sala eventualista

Gianmaria De Lisio

Cortile Museo Sannitico

Centro storico di Campobasso visto dal museo


venerdì 20 giugno 2014

Coscienza Anestetica. Ipotesi sottrattiva per un'arte relazionale


“COSCIENZA ANESTETICA”
Ipotesi sottrattiva per un’arte relazionale


Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Molise
Direzione generale Paesaggio Belle Arti Architettura e Arti Contemporanee
Soprintendenza per i beni archeologici del Molise

Presentano

Coscienza anestetica
Ipotesi sottrattiva per un’arte relazionale

A cura di Tommaso Evangelista

21 giugno – 20 luglio 2014

Museo Sannitico, Campobasso
Palazzo Mazzarotta, Via A. Chiarizia n. 10

Tutti i giorni 09:00-13:30, 14:00-17:30

Inaugurazione domenica 22 giugno ore 16.00

Artisti
Michele Boccamazzo, Carlo Colli, Gianmaria De Lisio, Paola Ferraris, Dionigi Mattia Gagliardi, Roberto Galeotti, Claudio Greco, Giuliano Lombardo, Sergio Lombardo, Salvo Nostrato, Vincenzo Merola, Miriam Mirolla, Piero Mottola, Luigi Pagliarini, Angelo Ricciardi, Gian Maria Tosatti, Carlo Santoro, Ivana Volpe

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Il Museo Provinciale Sannitico di Campobasso ospita la collettiva d’arte contemporanea dal titolo Coscienza anestetica. Ipotesi sottrattiva per un’arte relazionale. L’esposizione, curata dal critico Tommaso Evangelista, inaugurerà domenica 22 giugno nelle tre nuove sale del Museo sistemate ed inaugurate per l’occasione e segna per la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Molise, dopo il restauro delle opere storiche del Premio Termoli, una significativa e rilevante apertura al contemporaneo con un progetto curatoriale dal preciso taglio teorico e sperimentale. Archeologia e ricerca sono pertanto chiamate a relazionarsi negli splendidi spazi di Palazzo Mazzarotta, sottolineando come un dialogo, anche per contrasto, possa essere attuato. Pertanto va dato merito alla Soprintendenza di aver voluto affrontare, con coraggio, un’esposizione complessa e ricca di implicazioni. Boccamazzo, Colli, De Lisio, Ferraris, Galeotti, Greco, G. Lombardo, S. Lombardo, Nostrato, Merola, Mirolla, Mottola, Pagliarini, Ricciardi, Tosatti, Santoro, Volpe gli artisti invitati. Tra di loro cinque, Michele Boccamazzo, Gianmaria De Lisio, Vincenzo Merola, Salvo Nostrato e Ivana Volpe, sono molisani con diverse significative esperienze fuori regione. Di particolare rilevanza la presenza di Sergio Lombardo con una Mappa di Heawood e due disegni di pavimenti stocastici. Psicologo e artista, Lombardo dirige dal 1977 il Centro Studi Jartrakor di Roma e dal 1979 la Rivista di Psicologia dell’Arte. Il suo percorso artistico ha avuto avvio nei primi anni Sessanta con l’esperienza della Nuova Scuola Romana di Piazza del Popolo, mentre alla fine degli anni Sessanta ha partecipato al gruppo che gravitava intorno alla galleria La Salita, dove ha esposto con Burri, Fontana e Manzoni. Nei primi anni Settanta ha fondato a Roma il Centro Studi Jatrakor, dando avvio al movimento artistico eventualista e dedicandosi per tutto il decennio a sperimentazioni nel campo della psicologia percettiva applicata all’arte. Dal 1980 lavora a una serie pittorica, incentrata su algoritmi matematici e programmi di randomizzazione, definita “pittura stocastica”. Una sala del percorso espositivo, quindi, sarà dedicata proprio all’esperienza del gruppo eventualista (attualmente formato da Paola Ferraris, Roberto Galeotti, Claudio Greco, Giuliano Lombardo, Sergio Lombardo, Miriam Mirolla, Piero Mottola, Luigi Pagliarini e Carlo Santoro), che per l’occasione presenterà un’unica installazione inedita di taglio documentario, con progetti, testi e fotografie, nella quale ogni artista ha sintetizzato, in due tavole, la propria personale ricerca nel solco della Teoria Eventualista. Carlo Colli, Angelo Ricciardi e Gian Maria Tosatti chiudono l’elenco degli artisti invitati con tre opere dalla forte carica relazionale e sperimentale. Dopo una preview per la stampa prevista per la mattina di venerdì 20 giugno, la collettiva inaugurerà domenica 22 giugno e sarà arricchita nel cortile del museo dall’installazione sonora di Ivana Volpe, la quale mapperà con dei registratori il centro storico di Campobasso, e dall’esperimento di Kinect Art di Salvo Nostrato, il quale analizzerà un preciso spazio del Museo Sannitico trasformandolo in un luogo praticabile e sonoro e presenterà, insieme all’installazione, una performance di danza contemporanea.

La condizione anestetica del titolo si configura come percorso praticabile, nel campo della sperimentazione sui nuovi linguaggi, per uscire dall’impasse del postmoderno, in cui la livellazione delle manifestazioni creative ha comportato lo sdoganamento e il riutilizzo, fino alla saturazione, di molte pratiche storiche desunte dalle avanguardie e accettate come meri formalismi. La dimensione aleatoria dell’opera d’arte “aperta” deve superare l’estetica del flusso: non deve cercare il caos della materia e delle sensazioni, né tantomeno deve porsi come liberazione degli istinti, bensì, proprio per il perenne rapporto/scambio con il fruitore, deve ricercare un’etica interna. Il rapporto con il pubblico pensato per la collettiva, quindi, non va inteso come commercio anarchico di sensazioni, ma va guidato attraverso determinati stimoli. L’importanza dello stimolo diventa fondamentale nella creazione di un’opera. I lavori presentati in mostra sono stati scelti per la loro portata teorica e narrativa, per lo studio e la ricerca, per la tendenza alla documentalità come atto linguistico e per il tentativo di affermazione di una visione costruttiva, quasi scientifica. Quella che emerge è una riflessione sull’interazione, nel senso più ampio e immateriale, tra le intenzioni dell’autore e le possibilità determinate dal pubblico e dagli eventi. Il racconto interno, interpretato come svolgimento strutturato di un orizzonte di senso, deve evitare la banalità della soglia per privilegiare l’analisi. Alla fantasia e al sublime si sostituisce, pertanto, un incontro con la specificità di ogni fenomeno. Il richiamo alla dimensione (an)estetica comporterà anche un’incursione nel solco provocatorio del rifiuto, riducendo al minimo l’invadenza della componente puramente visiva dell’opera per un recupero del segno e dello spazio, della vertigine della lista e del flusso dell’informazione.

Il concept della collettiva è sostanzialmente un dialogo generazionale tra gli artisti del gruppo eventualista, oggi l’ultima vera avanguardia in Italia, e giovani nel cui lavoro siano rintracciabili concetti estetici derivati dall’avanguardia storica e poi ripresi e sistematizzati in un’ottica che intende l’eventualismo come movimento operante e produttivo: minimalità, astinenza espressiva, strutturalità, spontaneità, interattività. Si cercherà di attivare una riflessione sulla crisi dei criteri estetici tradizionali in un luogo periferico, il territorio molisano, per segnare attraverso una forte impronta curatoriale lo spazio già fortemente storicizzato del Museo Sannitico.

Tommaso Evangelista
curatore

Carlo Colli


Gianmaria De Lisio

Ivana Volpe

Gian Maria Tosatti

Vincenzo Merola




venerdì 4 aprile 2014

Il blog di Vincenzo Merola

A due anni dall'apertura evidenziamo il comunicato stampa di Merola che ci spiega il lavoro e la coerente ricerca critica ed estetica portata avanti nel suo blog.

"Piccoli esercizi di straniamento per una visione trasversale dell'arte e della cultura contemporanea", il blog di Vincenzo Merola, festeggia il suo secondo compleanno. Il primo sito di arte contemporanea senza immagini, ospita nelle sue pagine soltanto parole: nient'altro che nero su bianco. La rinuncia all'utilizzo delle immagini vuole rappresentare un invito a non considerare il web semplice strumento per una fruizione visiva mediata e passiva, ma spazio aperto per la critica e per l'approfondimento. La speranza è che si torni con maggiore entusiasmo a cercare immagini nei musei, nelle gallerie e negli studi degli artisti. Una civiltà che non si misuri quotidianamente con le tradizionali modalità di condivisione culturale, basate su concreti processi di socializzazione, su complete esperienze sensoriali e sulla diretta conoscenza del mondo naturale e dei prodotti dell'ingegno umano, non sarà mai in grado di apprezzare e sfruttare pienamente le potenzialità delle nuove tecnologie e della multimedialità.

Nei primi due anni di attività, attraverso la rubrica "Tre domande", il blog ha ospitato conversazioni con artisti, critici e curatori, tra i quali: Graziano Folata, Martina Cavallarin, Gian Maria Tosatti, Francesco Arena, Andrea Bruciati, Maurizio Spatola, Achille Pace, Sergio Lombardo, Angelo Ricciardi, Gian Paolo Guerini, Sarenco, Michele Dantini, Luc Fierens, Lamberto Pignotti, Davide W. Pairone, Carlo D'Orta, Luigi Paolo Finizio, Eloise Ghioni, Marcello Faletra, Giulia Brivio, Carlo Colli. Ogni post cerca di suggerire inediti percorsi di senso commentando mostre, analizzando opere, approfondendo tematiche di carattere interdisciplinare, mettendo in luce le connessioni tra comunicazione visiva e comunicazione verbale, spaziando tra arte, letteratura, filosofia, antropologia, architettura, musica e cinema.

sabato 15 giugno 2013

SeeKing You - Personale di Vincenzo Merola



Testo critico di Silvia Valente per la mostra personale "SeeKingYou".

La parola è la traccia, il percorso di questa esperienza, è il reperto da cui partire e fondare il senso di una ricerca; di essa avvertiamo necessità, è rassicurante la sua veste di custode sincera e il desiderio di consapevolezza ci spinge all'analisi del suo valore, esaminato e scomposto in ogni dettaglio, costantemente rapportato a qualcosa di familiare e, senza sforzo, riconoscibile. Il potere dell'immagine, la sua violenta incidenza sulle coscienze, l'incessante immolarsi quotidiano in nome di inconsistenti e deboli cause violentano gli sguardi attoniti di pseudo-inconsapevoli spettatori e lo sterile sacrificio si rivela in tutta la sua pochezza. Quale, dunque, l'esigenza? Esiste un bisogno? A cosa si vuole tendere nello sforzo di salvaguardare ciò che, coralmente e senza obiezioni, ci vede d'accordo nel definirlo un bene di inestimabile valore? La sobrietà della parola, la sua essenza pura e semplice, la limpidezza della sua funzione: è questa la ricerca di Vincenzo Merola. "Mentre parole liquide e volatili (verba) svaniscono nel flusso ininterrotto di vaniloqui televisivi o dei testi digitati in fretta sulle tastiere di computer e telefoni, parole meditate e solide (scripta) solcano il reale come epigrafi faticosamente incise nella pietra", scrive l'artista.

L'automatismo logico-semiotico è alla radice di un ragionamento che questa mostra ci invita a compiere, attraverso una ricerca verbo-visiva che dall'autore si trasferisce, per vie naturali, ai fruitori. L'immagine esula dallo stereotipo consolidato di matrice occidentale quale mera rappresentazione mimetica (di derivazione platonica) del reale, accostandosi – per tangenza e mai appartenenza – alla sfera letteraria, indagando gli aspetti di quei fenomeni linguistici tesi allo sdoppiamento del senso segnico. Lavori come "SCR170513" seguono le linee proprie di quella "ambiguità semantica" di wunenburgeriana memoria, in cui la funzione stessa dell'immagine è ribaltata e re-indagata in relazione ai concetti di conoscenza e azione, accostando coraggiosamente ad un'idea di "figura" la più concreta immagine di "concetto". I livelli di significazione si moltiplicano annullando, in via definitiva, ogni costipazione, forzatura o dicotomia. Immagine e pensiero si fondono armoniosamente e la comprensione reale è dettata dalla capacità dell'osservatore/lettore di porsi nel mezzo delle due definizioni, valutando ogni possibile sovrapposizione e mescolanza. L'interpretazione è libera perché spontanea è l'indagine dell'artista sul mondo. Parole e forme, solo apparentemente lontane, sconfinano e si invadono concedendosi a trasformazioni e metamorfosi estetiche sorprendenti quanto convincenti; alle icone mass-mediatiche si sostituiscono figurazioni invitanti e lo spirito d'intelletto accoglie serenamente l'offerta ad una riflessione più intima sulla natura del sé.

Tutto è ridotto all'essenza come gli impianti modulari della serie "Travestimenti" ci dimostrano efficacemente: l'accettazione dei nuovi "oggetti" nasce dalla volontà ferma di spogliarsi definitivamente degli abiti contemporanei che, come schemi compositivi rigidi e dalle forme standardizzate, ci sono cuciti addosso impedendoci un libero accoglimento del disturbo, valvola inequivocabile di apertura al significato vero delle cose. Merola rompe ogni schema lasciando coincidere espressione e visione, forma e contenuto; spazia dalla grafica al segno identitario tenendo sempre ben salda la barra della traduzione, il vero leitmotiv della sua ricerca. Le opere non sono, infatti, mere trasposizioni visuali, trascrizioni asettiche di pensieri beccheggianti, ma il contatto si commisura all'espressione artistica nel tentativo di cogliere e stimolare le potenzialità di ogni singolo osservatore. In questo senso la traduzione non ha mai fine e l'"uso pubblico" della ragione enunciato da Kant dimostra la sua efficacia nella definizione di rapporto intellettuale-lettore. L'equilibrio è precario perché il segno, si sa, è per sua natura debole: la forza risiede altrove, in quel limbo ormai noto fra opera e fruitore, nella relazione osmotica che solo un lavoro creativo, se valevole, può innescare; in questo senso non vi è sacrificio estetico perché le opere di Merola sono sempre congiunte alla visualità che diviene, per certi versi, fotografica e si lascia scoprire e riesaminare dallo spettatore alla luce delle personali attitudini.

Esiste perfezione formale come esiste lotta poetica.

Dal 21 giugno al 7 luglio 2013
Museo Dinamico - Palazzo Pietromarchi - Piazzetta San Giovanni - Marsciano (PG)
"SeeKingYou"
Mostra personale di Vincenzo Merola
A cura di Silvia Valente
Inaugurazione venerdì 21 giugno - ore 18.30
Orari:
Dal 21 al 23 giugno, 18.30 / 23.00
24 giugno, 10.30 / 13.00
Dopo il 24 giugno gli orari di apertura saranno quelli del Museo
Per info: +39 075 8741152

mercoledì 3 aprile 2013

Il blog di Vincenzo Merola

Compie un anno il blog dell'artista Vincenzo Merola, blog volutamente aniconico pur affrontando argomenti spinosi come possono essere quelli legati all'arte contemporanea, blog incredibilmente ricco di spunti e riflessioni di qualità, grazie anche alla rubrica "Tre domande". E' raro trovare oggi un sito personale che possa vantare la coerenza e l'autorevolezza di una rivista specialistica, pertanto è oltremodo consigliato.

Un blog senza immagini per immaginare l'arte

"Piccoli esercizi di straniamento per una visione trasversale dell'arte e della cultura contemporanea", il blog di Vincenzo Merola, festeggia il suo primo compleanno. Il primo sito di arte contemporanea senza immagini, ospita nelle sue pagine soltanto parole: nient'altro che nero su bianco. La rinuncia all'utilizzo delle immagini vuole rappresentare un invito a non considerare il web semplice strumento per una fruizione visiva mediata e passiva, ma spazio aperto per la critica e per l'approfondimento. La speranza è che si torni con maggiore entusiasmo a cercare immagini nei musei, nelle gallerie e negli studi degli artisti. Una civiltà che non si misuri quotidianamente con le tradizionali modalità di condivisione culturale, basate su concreti processi di socializzazione, su complete esperienze sensoriali e sulla diretta conoscenza del mondo naturale e dei prodotti dell'ingegno umano, non sarà mai in grado di apprezzare e sfruttare pienamente le potenzialità delle nuove tecnologie e della multimedialità.
Nel primo anno di attività, attraverso la rubrica "Tre domande", il blog ha ospitato conversazioni con artisti, critici e curatori, tra i quali: Lamberto Pignotti, Sarenco, Michele Dantini, Luc Fierens, Gian Paolo Guerini, Marcello Faletra, Davide W. Pairone, Carlo D'Orta, Luigi Paolo Finizio, Giulia Brivio, Carlo Colli, Eloise Ghioni. Ogni post cerca di suggerire inediti percorsi di senso commentando mostre, analizzando opere, approfondendo tematiche di carattere interdisciplinare, mettendo in luce le connessioni tra comunicazione visiva e comunicazione verbale, spaziando tra arte, letteratura, filosofia, antropologia, architettura, musica e cinema. Si è discusso (e si continuerà a discutere), fra l'altro, di: Achille Bonito Oliva, Adriano Spatola, Andy Warhol, Arte povera, Arthur Coleman Danto, Biennale di Berlino, Biennale di Venezia, Boîte, Bruce Nauman, centro/periferia, Damien Hirst, decrescita, Documenta, Eternal Network, Ettore Spalletti, Eventualismo, Filippo Tommaso Marinetti, Fiona Tan, Fluxus, Friedrich Wilhelm Nietzsche, Fuoriuso, Germano Celant, Giacinto Di Pietrantonio, Gino Marotta, Giovanni Battista Piranesi, Giuseppe Chiari, Gnam, Gruppo 70, Gutai, Hennessy Youngman, identità, Istituto nazionale per la grafica, Italo Calvino, Jackson Pollock, Jean Tinguely, John Cage, Julian Spalding, Kazimir Malevič, Le Stelle di Mario Schifano, Lorenzo Ornaghi, Lotta poetica, Luca Rossi, Ludovico Pratesi, Lynda Benglis, MACRO, Mail Art, Marco Tirelli, Marino Auriti, Mario Airò, Mario Schifano, Massimiliano Gioni, Maurizio Cattelan, Maurzio Ferraris, MAXXI, MiBAC, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino, Moderna Museet, Monia Trombetta, Morgan Fisher, Museo Carlo Bilotti, Nadir Afonso, New Realism, Niki de Saint Phalle, Paul De Vree, Pierluigi Sacco, pittura, poesia visiva, politica, postmodernità, pubblico, Roberto Ago, Roland Barthes, Sal Randolph, Serge Latouche, Shay Frisch, Situazionismo, Stefano Taccone, Tate, The Family Business, Transavanguardia, Umberto Eco, valore, Vistamare, Yoko Ono, Yves Klein, Zaha Hadid.

Vincenzo Merola

lunedì 29 ottobre 2012

RestArt - Foto dal vernissage
















L’apertura di un nuovo spazio espositivo rappresenta un momento delicato di confronto con la città perché viene a porsi, contemporaneamente, come azione di continuità e gesto di rottura, ma anche configurazione di nuove prospettive di senso e riflessione sull’autenticità dei luoghi e delle espressioni. L’idea, quindi, del nuovo inizio (restart) - unitamente al concetto di ripresa - non va nella direzione del semplice rapporto con un passato da far riemergere, nel segno di un fin troppo abusato archetipo di genius loci, ma volge nella prospettiva del rinnovamento del gusto attraverso un più recente sguardo critico.

Ciò ha condotto, pur con tutte le cautele del caso e nel rispetto della continuità storica e della tradizione, a immaginare una mostra che fosse rappresentativa - nella selezione degli artisti - di tali problematiche, proponendo anche differenti contrasti. La scelta di artisti operanti sul territorio da lungo tempo, unitamente al coinvolgimento delle nuove generazioni creative, lontana da velleità ricapitolative ed esaustive, offre un momento di confronto/scontro tra l’idea di una permanenza dell’ “attuale” ed una veterana evoluzione. Il legame con la storia dell’arte locale si fronteggia con l’ipotesi della verifica attraverso un libero dialogo tra le opere, svincolato da logiche retrospettive e/o invadenze del nuovo. I lavori, pertanto, si pongono come impressioni, mutevoli e disuguali, sul confine della critica, svolgendo un’azione “terapeutica” orientata alle recenti ipotesi di visione. Ne deriva un’esposizione ambigua e mutevole, dove rinascenze figurative si scontrano con svolgimenti concettuali e materici e ipotesi minimali, dove artisti storicizzati incontrano e dialogano con i nuovi sviluppi che inevitabilmente si scollegano dalla terra d’origine per prospettare aperture simultanee. Tre generazioni a confronto per una visione trasversale e progettuale dell’arte molisana nel tentativo di porre dei confini e delle relazioni.

Dalle poetiche e mistiche visioni spaziali e formali di Tito, autentico decano della scultura italiana del Novecento, alle rigorose strutture progettuali di Serricchio si arriva fino alle configurazioni materialistiche-dialettiche di Mascia. Partendo dalla riflessione su segni e segmenti minimi di Esposito e dalle valutazioni architettonico minimali di Faralli giungiamo alla serialità viscerale e “oliografica” di Franceschelli. Dall’irrompere di una materia grezza e in divenire di Pellegrini si attraversano i ritrovamenti, nella forma, di relitti archetipici di Dusi fino ai segmenti simbolici di Janigro. Gli “amorosi” segni primigeni e significanti di Gentile Lorusso dialogano con i palinsesti facciali di memorie e immagini di Borrelli fino alle reminiscenze patafisiche di Colavecchia. Dalla tradizione chiarificata e figurata da De Notariis all’emersione dell’anatomia asettica nel bianco di Micatrotta fino al perdersi della forma nella luce di Grandillo. Dalla morbida linea materna di Napoli al drastico irrompere di materie caotiche di Palumbo fino alla lirica presentazione/invocazione intro(retro)spettiva di Peri per terminare con i travestimenti sinestetico-geometrici di Merola. In questo senso il ruolo della galleria vuol essere quello del semplice spazio d’incontro e di scontro tra istanze dissimili.

Per evitare la singola evidenza, inoltre, è stato chiesto agli artisti di fornire anche uno o più disegni o un elaborato grafico che mostrasse le dinamiche dell’evoluzione creativa e al tempo stesso fosse ulteriore testimonianza di progettualità e di azione. Una sezione apposita, adibita a quadreria, mostra nell’invadenza dell’insieme le idee costruttive di fondo.

Tommaso Evangelista 

Silvia Valente

mercoledì 6 giugno 2012

Travestimenti - Personale di Vincenzo Merola


Limiti inchiusi arte contemporanea
Via Muricchio, 1 – Campobasso
Orari: 17.30 / 20.00 (Tutti i giorni escluso il martedì e il mercoledì)
Ingresso libero


VINCENZO MEROLA
Travestimenti
a cura di Tommaso Evangelista

Dal 16 giugno al 7 luglio 2012
Inaugurazione: Sabato 16 giugno 2012 – ore 18.00






L'uomo a una dimensione 2010 Acrilico e legno su tela (40×40 cm)
Abstract 

Nella sua prima mostra personale presso la galleria Limiti inchiusi di Campobasso, Vincenzo Merola presenta la serie di lavori dal titolo Travestimenti. Surrogato d'identità, il travestimento è il comodo espediente attraverso cui l'uomo può rendersi riconoscibile o irriconoscibile nell'affrontare la vita quotidiana. Quando si traveste per farsi riconoscere, l'individuo si cuce addosso un'identità semplice e stereotipata grazie alla quale può mimetizzarsi nel vuoto che lo circonda e accettare il proprio vuoto interiore. Quando si traveste per non farsi riconoscere, l'individuo cerca di riappropriarsi di un'identità complessa che lo distingua dal vuoto dilagante, isolandosi e esponendosi al pubblico ludibrio. Le combinazioni di individui-contenuto e di travestimenti-forme sono infinite e mutevoli. Da ogni incontro, irripetibile, nasce l'amalgama di universale e particolare che è alla base dell'essere surmoderno.


venerdì 20 aprile 2012

Il blog di Vincenzo Marola

Segnaliamo con piacere il nuovo blog dell'artista molisano Vincenzo Merola che, come recita il sottotitolo, ospiterà Piccoli esercizi di straniamento per una visione trasversale dell'arte e della cultura contemporanea. Il link è il seguente http://vincenzomerola.blogspot.it/ mentre abbiamo estratto un interessante post sull'odierna situazione dei musei, che vogliamo condividere.



Tira una brutta aria

Il comunicato diffuso qualche giorno fa dal MiBAC, in cui si afferma che la Direzione Generale del Ministero ha avviato le procedure per il commissariamento della Fondazione MAXXI di Roma, ha generato un clima di agitata preoccupazione. Il CdA del MAXXI ha accolto con sorpresa la notizia e ha prontamente convocato una conferenza stampa per illustrare i dati economici, difendere il proprio operato e precisare che l'impossibilità di approvare il bilancio preventivo per il 2012 sarebbe derivata da un ulteriore taglio dei fondi da parte del MiBAC. Infatti Pio Baldi, presidente della Fondazione MAXXI, ha dichiarato che per ora il Ministero ha assicurato un finanziamento pari a due milioni di euro, contro i sette milioni del 2010, decurtati a quattro milioni nel 2011. L'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani ha rimarcato il danno d'immagine subito dal museo romano e ha chiesto udienza al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti non solo sul caso MAXXI, ma anche per presentare un dettagliato rapporto sulla situazione degli altri musei d'arte contemporanea italiani. La Galleria Civica di Trento, il MAN di Nuoro e il MADRE di Napoli stanno attraversando momenti difficili e il destino di queste e altre realtà non sembra al momento basato su solide certezze. Mentre una parte della stampa assume posizioni fortemente critiche sulle scelte del MiBAC (Artribune chiede le dimissioni di Lorenzo Ornaghi, il collettivoOccupiamoci di contemporaneo rilancia con una petizione), a Casoria il direttore del CAM Antonio Manfredi brucia alcune opere della collezione del museo per protestare contro l'abbandono delle istituzioni culturali.
Al di là dei fatti e delle responsabilità politiche, l'attuale contesto socio-economico impone una seria riflessione sull'inevitabile trasformazione degli spazi museali. A tal proposito, nel numero di marzo di Flash Art è apparso l'articolo di Pierluigi Sacco intitolato "The space between": una lucida analisi sulla possibile evoluzione dell'idea di museo nel prossimo futuro. Tra l'altro la questione è affrontata abbracciando problematiche collegate inscindibilmente con le evoluzioni metamorfiche cui sono oggi costretti i musei occidentali: il ruolo sociale dell'arte e dell'artista, la necessaria trasformazione del museo da spazio di contemplazione passiva a spazio di produzione, la sua integrazione con la vita quotidiana. La crisi genera una discontinuità che costringe alla ricerca di riferimenti identitari alternativi, non solo per costruire musei più rispondenti alle esigenze del presente, ma anche per ripensare lo status dell'artista. Scrive Sacco: "Essere artisti potrebbe tornare a essere una condizione più che una professione, una scelta esistenziale che implica il legarsi a luoghi, a persone, a situazioni nelle quali si scommette il senso della propria vita".

mercoledì 4 gennaio 2012

iGALLERY


Artisti partecipanti: Nino BARONE, Michele BOCCAMAZZO, Alberto BURGO, Fabio CANOSA, Angela CAPOSIENA, Gianmaria DE LISIO, Lucia DI MICELI, Vincenzo MEROLA, Antonio PALLOTTA, Luca POP

Luogo: Officina Solare Gallery Via Marconi, 2 Termoli (CB)

Data: 7/25 Gennaio 2012

Apertura: tutti i giorni compreso i festivi dalle ore 18:30 alle ore 20:00

A cura di: Tommaso Evangelista

Inaugurazione: sabato 7 gennaio 2011, ore 19:00

Info: 329.4217383

Collettiva d’arte partecipativa che si pone come linea guida quella dell’interazione del fruitore con le opere presentate. Partendo dall’idea, archetipica, del toccare (touch) ormai comune a molti strumenti tecnologici comunicativi si è cercato, evitando il virtuale, di proporre dei lavori “aperti” da completare con il coinvolgimento del pubblico inteso come una sorta di artista capace, con la sua azione, di dar nuova vitalità alle opere. Una mostra dove è vietato non toccare poiché il senso è in divenire. Gli artisti invitati hanno realizzato opere ed installazioni appositamente per l’evento che si pone come innovativa esperienza estetica e percettiva.


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