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mercoledì 4 gennaio 2017

Sostieni ArcheoMolise


Il Molise che esiste è anche questo: una delle pochissime riviste dedicate al patrimonio culturale della regione.
Con una donazione puoi sostenere ArcheoMolise, la rivista che dal 2009 ha fatto conoscere le bellezze della nostra regione, anche quelle meno note.
28 numeri finora pubblicati e 15000 copie distribuite, che hanno dato voce a più di 100 autori non solo molisani.
Tutto questo è ancora poco e per questo ti chiediamo un piccolo aiuto per continuare in questa opera di divulgazione e - ancora meglio - per ampliarla, considerando inoltre che la rivista vive solo del lavoro della redazione (tutta molisana) e senza aiuti pubblici.

Il link per donare è: http://kapipal.com/projects/archeomolise/
La donazione, dopo aver cliccato su "Support Now", può essere libera scrivendo l'importo desiderato (da € 1 a € 100.000) oppure riscattando dei premi (abbonamaneto omaggio, numeri arretrati, ecc...) con donazioni che variano dai10 ai 100 euro.
Donare 10 euro (meno di 1 euro al mese) significa aiutare a far conoscere la nostra regione perché il Molise esiste (ed è vivo e vegeto).

P.S.: il crowdfunding termina il 31 marzo 2017

mercoledì 14 settembre 2016

UNESCO Giovani Molise cerca quattro nuove figure


Il Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO seleziona nuovi soci in tutte le regioni d’Italia. Si cercano figure con diversi profili professionali presenti e attivi sul territorio della regione di riferimento, giovani motivati e pronti a sostenere e veicolare i valori e i principi dell’UNESCO.

Per inviare la propria candidatura c’è tempo fino al 10 ottobre 2016 ore 12.00.

Requisiti di partecipazione: età compresa fra i 20 e i 35 anni, in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o universitario; essersi distinti per merito in ambito scolastico, accademico o professionale, nei campi dell’educazione, della scienza e della cultura. Costituirà ulteriore titolo preferenziale la conoscenza di base del mandato dell’UNESCO ed esperienze pregresse nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite (attività di ricerca e di studio, volontariato, tirocini, stage). Completano il profilo affidabilità, senso di responsabilità, forte motivazione, ottima predisposizione a lavorare in gruppo, buona conoscenza di una o più lingue straniere (inglese/francese), buona conoscenza del proprio territorio sotto il profilo storico-artistico-culturale.

I soci regionali selezionati per ciascuna delle 20 regioni italiane, andranno ad affiancare il Rappresentante Regionale dell’Associazione ed i soci già presenti nel processo di strutturazione dell’organizzazione a livello locale, nella pianificazione e nella programmazione delle attività ad essa connesse e negli obiettivi del Comitato.

Anche in Molise si cercano soci. Per completare il gruppo i profili individuati sono i seguenti:
AMBITO - BENI CULTURALI - 4 posizioni
- esperti nell’ambito della cultura immateriale;
- professionisti in ambito archeologico;
- professionisti in ambito artistico/musicale.
AMBITO – COMUNICAZIONE - 1 posizione
- videomaker / fotografo

Qui il BANDO mentre la candidatura può essere inviata a molise@unescogiovani.it

sabato 22 dicembre 2012

Natale e Capodanno con l’Arte e il Paesaggio

Francesco Solimena, Madonna con bambino, Museo Nazionale di Castello Pandone


Il 25 Dicembre e il 1° Gennaio nella sede di Palazzo Iapoce il pubblico potrà visitare l’esposizione dei dipinti del XVI e del XIX secolo, appena donati allo Stato in nome di Giovanni Eliseo, nonché di disegni settecenteschi della Collezione Giuliani. “Qual buon vento “, è il titolo della mostra dedicata alla difesa del paesaggio dall’”eolico selvaggio”. Oltre alle proiezioni di foto, sono esposte planimetrie del territorio molisano illustranti la concentrazione degli impianti eolici. In aggiunta alle mostre nella sala conferenze di Palazzo Iapoce saranno proiettati filmati sui beni culturali molisani (ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00). 


Nell’adiacente Palazzo Pistilli prosegue la mostra “I Colori delle Emozioni. Il Collezionismo di Giuseppe Ottavio Eliseo e Michele Praitano per Campobasso e il Molise”(ore 8.00-14.00). 

Aperto anche il Museo Sannitico dalle ore 15.00 alle ore 19.00. 

Il Museo Nazionale di Castello Pandone resterà aperto anche nei giorni 24 e 31 dicembre (ore 9.00-13.00) e il 26 dicembre (ore 9.00-13.00/15.00-19.00). 

Aperto anche il Castello di Capua il 26 dicembre (ore 9.00-13.00 e 15.00-19.00). 


Segue il prospetto con gli orari di apertura dei luoghi della cultura:




Museo Sannitico
Campobasso
ore 15.00 - 21.00
ore 15.00 - 21.00
Palazzo Pistilli
Campobasso
ore 8.00 - 14.00
ore 8.00 - 14.00
Palazzo Iapoce
Campobasso
ore 10.00 - 13.00 /   16.00 - 19.00
ore 10.00 - 13.00 / 16.00 - 19.00
Castello
Civitacampomarano
ore 8.00 - 14.00
ore 8.00 - 14.00
Castello di Capua
Gambatesa
ore 8.00 - 14.00
ore 8.00 - 14.00
Anfiteatro
Larino
ore 8.00 - 14.00
ore 8.00 - 14.00
Museo e Area Archeologica di Altilia
Sepino
ore 8.00 - 14.00
ore 8.00 - 14.00
Area Archeologica di S. Vincenzo a Volturno
Castel S. Vincenzo
ore 8.00 - 14.00
ore 8.00 - 14.00
Museo Archeologico - Santa Maria delle Monache a Isernia
Isernia
ore 15.00 - 21.00
ore 15.00 - 21.00
Padiglione del Museo Paleolitico
Isernia
ore 15.00 - 21.00
ore 15.00 - 21.00
Area Archeologica
Pietrabbondante
ore 8.00 - 14.00
ore 8.00 - 14.00
Museo di S. Chiara
Venafro
ore 15.00 - 21.00
ore 15.00 - 21.00
Castello Pandone
Venafro
ore 7.30 - 14.00
ore 7.30 - 14.00

mercoledì 17 ottobre 2012

Molise cultura?

Mozione dell'8 ottobre 2012 del consigliere regionale Michele Petraroia sulla cultura in Molise, il ruolo di Molise Cultura e l'apertura degli spazi dell'Ex-Gil: "Se uniremo in rete le energie e le potenzialità dei Comuni, delle Province, del Ministero dei Beni Culturali, delle Associazioni, dell’Università, delle Diocesi, dei Musei, degli Archivi Storici, delle Biblioteche Pubbliche e Private, dei Laboratori Artistici e degli esperti del settore, riusciremo a tutelare, valorizzare e rendere fruibile un patrimonio considerevole con ricadute sociali, occupazionali ed economiche in favore di giovani laureati, artisti, tecnici, guide, bibliotecari, storici, archivisti, pittori, registi, scultori, scenografi, catalogatori, rilegatori, allestitori di mostre, scrittori ed esperti informatici".


M O Z I O N E

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE 

Premesso che la legge n. 135 approvata il 7 agosto 2012 preclude la possibilità alle Province di continuare ad occuparsi delle materie culturali con connesso rischio che a decorrere dal 01.01.2013 resteranno inattive e prive di finanziamenti biblioteche, musei, teatri, archivi storici, mostre d’arte, premi letterari ed ogni altro intervento promosso dalle amministrazioni provinciali in ambito culturale;

Preso atto che tra le attività menzionate rientra la Fondazione Savoia che allestisce il cartellone per gli spettacoli del Teatro Savoia e la Biblioteca Provinciale di Campobasso “ Pasquale Albino “ che ha una ricca raccolta di testi, volumi e materiali d’archivio sulla storia del Molise, ed una specifica sessione dedicata all’emigrazione e ai Molisani nel Mondo;

Tenuto Presente che presumibilmente per il 1.11.2012 sarà reso disponibile e fruibile lo spazio risistemato dell’ex-GIL in Via Milano, destinandolo a sede della Fondazione “ Molise Cultura” e con possibilità di destinare aree permanenti a laboratori artistici, musei, mostre, eventi, esposizioni, seminari, convegni o ad altre iniziative finalizzate allo studio e alla valorizzazione del patrimonio culturale regionale;

Vista la legge regionale n. 10 del 26 aprile 2004 che prevede l’istituzione del Museo dell’Emigrazione  intitolato alla straordinaria figura del poeta – sindacalista Arturo Giovannitti di cui ricorre quest’anno, il centenario della sua condanna a morte, del processo e della sua assoluzione, negli Stati Uniti d’America;

Visto inoltre che nella stessa legge n.10/2004 si persegue la valorizzazione del patrimonio storico, della memoria, dei fatti e delle persone che hanno lasciato il Molise per raggiungere ogni angolo del Mondo in cerca di prosperità e di benessere;

Considerato che gli enormi e moderni spazi dell’ex-GIL andranno intitolati ad una figura di spicco della nostra regione e nello specifico potrebbe trattarsi di Vincenzo Cuoco, insigne studioso, intellettuale, giornalista e storico, che seppe distinguersi ed affermarsi sul piano nazionale con un’intensa attività scientifica e letteraria;

Acquisito che nei diversi piani e per le molteplici sale che sono state allestite presso l’ex-GIL di Via Milano, si potrebbero ricordare molisani illustri quali Iovine, Longano, Giovannitti, Andrea d’Isernia, Celestino V, Pepe, Serafini, Tedeschi, Gamba, Gaetano Scardocchia e altri;



I M P E G N A

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE CON DELEGA ALLA CULTURA , L’ASSESSORE CON DELEGA AI MOLISANI NEL MONDO E AGLI ENTI LOCALI, L’ASSESSORE AL BILANCIO PER GLI ASPETTI FINANZIARI E L’INTERA GIUNTA REGIONALE A :

1)      Proporre l’assorbimento della “Fondazione Savoia” della Provincia di Campobasso nella Fondazione “Molise Cultura” con specifica Intesa che valorizza e rilancia l’attività svolta garantendo un prosieguo lavorativo ai tecnici e manutentori impegnati presso il Teatro Savoia;
2)      Stipulare un Accordo con la Provincia di Campobasso teso a garantire la Biblioteca “ Pasquale ALBINO “ nella continuità di tutte le sue attività culturali,  potenziandone la missione e verificando anche forme di cooperazione e raccordo nella gestione degli spazi e degli archivi con l’ex-GIL;
3)      Accelerare la disponibilità e la piena entrata in funzione dei nuovi locali di Via Milano intitolandoli allo storico molisano Vincenzo CUOCO così che si superi una definizione del ventennio fascista inappropriata e lesiva dei principi costituzionali;
4)      Prevedere nella medesima sede del Palazzo della Cultura uno spazio adeguato per il Museo dei Molisani nel Mondo  “ Arturo Giovannitti “ ai sensi della legge n. 10 del 26.04.2012 stimolando il raccordo con i materiali raccolti e catalogati su queste materie dalle nostre associazioni in Italia e all’estero, dai comuni, dai patronati sindacali, dalle province, dalle parrocchie e da privati;
5)      Allestire presso l’ex-GIL spazi da dedicare a mostre, esposizioni, laboratori artistici, musei, biblioteche, mediateche, archivi storici, catalogazioni bibliografiche, seminari scientifici in raccordo con l’Università del Molise, le associazioni locali, le amministrazioni comunali, e con i musei e le biblioteche operanti in diversi centri della regione;
6)      Stipulare un Accordo Quadro col Ministero dei Beni Culturali per creare una rete virtuale unica del nostro patrimonio artistico, archeologico, museale, archivistico, letterario, religioso, bibliotecario e storico, con scambi e raccordi operativi tesi a investire in questo settore per creare nuovi e più moderni giacimenti d’impiego.

Campobasso, 8 ottobre 2012

                                                                                  Michele Petraroia


venerdì 5 agosto 2011

Sepino, ovvero l'Italia

Tomaso Montanari
Il Fatto quotidiano 15/7/2011
Solo Galan può fermare il cantiere


Immaginatevi Piazza San Pietro con sedici pale eoliche piantate nel Colonnato berniniano: sedici pale alte centotrenta metri, cioè esattamente quanto la Cupola. O immaginatevi questi mostri sulla collina di Fiesole, sopra Firenze. O torreggianti sull'isola di San Giorgio, di fronte a Piazza San Marco, a Venezia. Bene, grazie a una sentenza del Consiglio di Stato di pochi giorni fa qualcosa del genere sta davvero per accadere: quelle sedici, gigantesche pale eoliche stanno per essere installate sulla città romana di Sepino, in Molise. E qui immagino le alzate di sopracciglio: «Ma non vorrai paragonare questa Sepino con Piazza San Pietro, o col Bacino di San Marco?». E invece è proprio quello che voglio fare. Sepino è uno dei luoghi più belli ed emozionanti che abbia visto nella mia vita. Una città romana non meno commovente di Pompei: una città vera, non uno scavo leggibile solo dagli specialisti. Una città con le mura in piedi, con il teatro agibile, con le strade, le botteghe, gli archi, le iscrizioni. Una città in cui le piccole basiliche si sono trasformate in masserie settecentesche, in parte ancora abitate e circondate da animali. Una città che, a differenza di Pompei, è ancora immersa in una natura intatta: la meravigliosa valle del Tammaro, chiusa da colline dolcissime su cui corrono i tratturi nati sui tracciati, e a volte sui selciati, delle strade romane. Camminando per Sepino hai la sensazione di camminare nel tempo, sembra di essere nel Campo Vaccino, cioè nel Foro Romano quand'era un pascolo: fino all'età di Goethe. Ma, soprattutto, a Sepino capisci cos'è, davvero, l'Italia: o meglio cos'era, e cosa potrebbe continuare a essere. Un paese irriducibile al campionario di pochi luoghi simbolo, e che consiste invece nella capillare diffusione di siti meravigliosi, nel tessuto continuo di storia e natura ormai fuse in un paesaggio culturale unico al mondo. Qualcosa di incompatibile con la dimensione "televisiva" della comunicazione contemporanea, che ha bisogno di nomi celeberrimi e di continua, alienante celebrazione dell'ovvio. Né aiutano i giornali, maniacalmente interessati al singolo "capolavoro" inedito: solo nelle ultime settimane, quanto spazio è stato dedicato allo pseudo-Caravaggio spagnolo, all'improbabile Leonardo americano, e ora all'ennesimo finto-Michelangelo dell'instancabile Antonio Forcellino! Come se, dimentichi del mare e della sua salvezza, ci lanciassimo in una inutile, frivola e per giunta fallace ricerca delle conchiglie rare, riducendo la storia dell'arte a un'enigmistica da ombrellone. Se l'opinione pubblica nazionale, almeno quella più colta e avvertita, sapesse cos'è Sepino, devastarla con le torri eoliche sarebbe impensabile come lo è per Piazza San Pietro, o per Venezia. E invece sta succedendo. Il tratturo-strada romana è stato trasformato in una strada di cantiere (!), e i mezzi meccanici hanno cominciato ad agire. A quel punto è scoppiata una battaglia: per ora solo legale, anche se non è difficile immaginare un esito tipo "No Tav". Essa riguarda tutto il Molise: su una regione di 4000 chilometri quadrati si vorrebbero installare 3500 pale, per un business (con molti lati oscuri) calcolato in 60 miliardi di euro. Contro questo Golia, lotta un coraggioso, ammirevole David composto da 136 associazioni culturali, comitati spontanei e organizzazioni varie. E lo Stato, da che parte sta? II nuovo direttore regionale del Ministero dei Beni culturali, Gino Famiglietti, ha invertito la linea lassista dei predecessori (quella che è all'origine dell'attuale sentenza del Consiglio di Stato), ed è ora il più forte difensore di Sepino. Il presidente della Regione sta invece con le pale, anche se la pressione crescente della cittadinanza attiva molisana sta cominciando a fare breccia. Ora la palla è a Roma, nelle mani del ministro Galan. C'è infatti solo un modo per salvare Sepino: approvare, e in fretta, una legge speciale che scavalchi tutti i cavilli e vada al cuore del problema. In attesa che una seria manutenzione del recente Codice Urbani renda efficace una rete di protezione che salvi l'Italia. Che non è "Roma più Firenze più Venezia": quella è Las Vegas.
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