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mercoledì 12 ottobre 2016

XII Giornata del Contemporaneo in Molise - MAACK


Sabato 15 ottobre e domenica 16 ottobre 2016ore 18.00 Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Franco Libertucci” Palazzo comunale, Casacalenda_Molise.
Il MAACK Museo all’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte, partecipa alla XII Giornata del Contemporaneo, evento nazionale che vede tutti i musei associati all’AMACI - Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani aprire gratuitamente le loro porte per un’iniziativa ricca di eventi, mostre, conferenze e laboratori. Sabato 15 e domenica 16 ottobre sarà infatti possibile visitare gratuitamente la Galleria Civica e prenotare le visite guidate al Museo all’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte.
Il 15 ottobre presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Franco Libertucci” appuntamento con  “...STALKER al MAACK” - Una proposta per il territorio: CALENDE I TEMPI DELLA CONDIVISIONE.
Per la prima volta nel Molise gli architetti/artisti del collettivo Stalker/Osservatorio Nomade, impegnati in ricerche e azioni sul territorio con particolare attenzione alle aree di margine e ai vuoti urbani in via di trasformazione, coniugando in un'unica modalità di azione ed intervento la pratica artistica e l'osservazione dello spazio urbano.
A partire dalle ore 18 interverranno Massimo Palumbo, Direttore del MAACK, Luciano De Bonis, docente dell’Università degli Studi del Molise, Michele Porsia, curatore e Vicepresidente dell'A.C. Kalenarte_MAACK e per STALKER Giulia Fiocca e Lorenzo Romito.
Il 16 Ottobre sarà un’occasione speciale per la storia del MAACK e per il Progetto Kalenarte. Alle ore 18.00 alcune stanze della Galleria Civica d’Arte Contemporanea verranno intitolate ad artisti che hanno arricchito, collaborato e sostenuto il progetto Kalenarte sin dalla nascita: Achille Pace, Teresa Zambrotta e Franco Libertucci.
La grande sala detta “Auditorium” o “Sala Convegni” finalmente avrà il suo nome: Il filo di Achille PaceAchille Pace, che sarà presente durante la serata, è nato a Termoli nel 1923, vive e lavora a Roma ed è un artista operante nell’ambito dell’astrattismo storico e dell’arte informale. L’arte di Pace ha come premessa l’autonomia cromatica degli espressionisti tedeschi e i problemi segnici di Paul Klee espressi dapprima attraverso la “gettata di colore” e poi attraverso l’elaborazione di un personale linguaggio incentrato sull’utilizzazione, entro spazi per lo più neutri, di un filo di cotone che, come un guizzo di luce, definisce e circoscrive lo spazio percettivo della visione. Il filo di Achille Pace ha da sempre ispirato il progetto d’arte contemporanea di Casacalenda che nel 1991 aprì al pubblico proprio con una mostra dal titolo “Il Filo”.
La piccola saletta adibita per ospitare mostre temporanee, che si trova accanto alla grande sala appena descritta, sarà intitolata a Teresa Zambrotta con il nome: i delfini di TERESA ZAMBROTTA. La storica e critica d’arte, nonché artista scomparsa nel 2015, ha sempre sostenuto il progetto Kalenarte. Ella ha identificato nell'arte la forza creativa che permette di convogliare energie verso un rapporto di conoscenza profonda con l'universo. Ad aiutarla in questo viaggio i suoi amici delfini con i quali si sentiva intimamente connessa e che hanno guidato la sua mano nel processo di trasformazione della materia che l'arte sottende.
Strettamente legata alla storia del MAACK la figura di Franco Libertucci: figura complessa ed enigmatica della storia dell’arte del secolo scorso, nonché figlio illustre di Casacalenda, scomparso nel 2002. Nel 2007, in seguito alla ristrutturazione dei nuovi spazi della Galleria, si concretizzò la volontà di intitolare la stessa all’artista casacalendese. Domenica 16 ottobre a Franco Libertucci verrà intitolata, con il nome le sculture abitabili di FRANCO LIBERTUCCI, anche la stanza al piano superiore in cui sono presenti le sei litografie dell’artista. Le opere sono state donate dall’artista al Sindaco di Casacalenda in occasione  dell’esposizione a lui dedicata nel 1988 in concomitanza con l’inaugurazione del ristrutturato Palazzo Comunale.

Arte e città - Incontro al Camusac


ARTE E CITTA’

INCONTRI AL CAMUSAC in collaborazione con l’Università di Cassino e del Lazio meridionale

13 ottobre 2016
CaMusAC, ore 11.00

L'incontro organizzato dal CaMusAC-Museo d'arte contemporanea di Cassino in collaborazione con l'Università di Cassino e del Lazio Meridionale sarà centrato sul tema Arte e città.
Nicola Carrino terrà una Lectio Magistralis in occasione della chiusura della mostra antologica a lui dedicata Reconstructing City. Progetto Camusac 2016. Costruttivi. Decostruttivi. Ricostruttivi. 1959. 2013. Artista tarantino, tra i fondatori del Gruppo 1 di Roma, dagli anni Sessanta Carrino indaga la relazione tra forma plastica e contesto urbano, con un'attenzione al processo artistico fondato sulla forma geometrica primaria.
Il titolo dell’intervento: “Arte e città. Scultura e progetto urbano”.
Seguirà la presentazione di Bruno Corà, Direttore del Museo, del catalogo della mostra e della ricerca dell’artista.
Caterina Toschi, docente di Storia dell'arte contemporanea dell'Università di Cassino e del Lazio meridionale, presenterà il progetto, realizzato in collaborazione con il CaMusAC, di una cronologia delle opere della collezione del museo e della raccolta universitaria, commentata e georeferenziata tramite Google.
Gli studenti Christian Carnevale e Cinzia Rizza racconteranno il lavoro di schedatura svolto per realizzare la cronologia.
Da quest'anno il progetto vedrà anche il coinvolgimento delle scuole, nel quadro della legge 107/15 sull'alternanza scuola lavoro; Alessandra Anichini, dell'Area per la Ricerca sull'Innovazione dell'Istituto Indire del Miur, chiuderà gli interventi della mattinata illustrando i principali programmi ministeriali di valorizzazione dei progetti di collaborazione università-scuole-istituzioni, tra cui l'iniziativa Avanguardie educative.
L’evento è inserito nell’ambito della XII Giornata del Contemporaneo organizzata dall’Amaci.



XII Giornata del Contemporaneo in Molise - Dalla collezione del Museo Pistilli alle esperienze intermediali in Italia e nel Molise Palazzo Pistilli – Museo Sannitico


Autumn Contamination
Dalla collezione del Museo Pistilli alle esperienze intermediali in Italia e nel Molise
Palazzo Pistilli – Museo Sannitico
15/10/2016  |  09:00 – 17:30
MIBACT – POLO MUSEALE DEL MOLISE

Programma in sintesi della 12* GdC in Molise:

Apertura straordinaria del Palazzo Pistilli dalle 09.00 – 13.00.
Visita alla collezione “Praitano” e screening didattico di opere video con le scuole presso le due sedi del Polo Museale del Molise (Pistilli – Sannitico). Orario 09.00 – 13.00. A cura di Luca Basilico. Opere selezionate dal critico Tommaso Evangelista tratte dall’ultima rassegna “Exhibited Frequency” frutto di una ricerca in Molise nel campo dell’intermediale.

Opere di Paride Di Stefano, Cinzia Laurelli e Alessia Finori.

Attività pomeridiana presso il Museo Sannitico:
Dalle 15.30 – 16.00 Screening di operevideo selezionate dai direttori artistici M.M. Tozzi e Lino Strangis del Festival Internazionale di Videoarte “Over The Real” di Viareggio – Forte dei Marmi.

Artisti in mostra: Lino Strangis, Eleonora Manca, Alessandro Amaducci, Igor Imhoff, Marcantonio Lunardi, Tian Xiaolei, Francesca Fini, Alain Escalle, Ida Gerosa, Maria Korporal e Vijayaraghavan Srinivasan.

16.00 Presentazione del libro con l’autore ” La Videoarte italiana – dagli anni ’70 ad oggi” di Maurizio Marco Tozzi ( Danilo Montanari Editore). A cura di Luca Basilico.

http://www.danilomontanari.com/pubblicazioni/la-videoarte-italiana/

Info:
Palazzo Pistilli. Salita S. Bartolomeo, 10, Campobasso.
Museo Sannitico. Via Anselmo Chiarizia,12, Campobasso.
Ingresso gratuito per la Gdc
Attività collaterali
Dalle 20.00 alle 24.00 ” Cucinare ad arte: le Visioni del gusto” c/o Monticelli Saperi e Sapori. Info e prenotazioni: 334 8621703 ; 0874 418460
Per informazioni
Telefono: 3386571359
Email: basilico_luca@yahoo.it

http://arteinmolise.blogspot.it/2016/07/exhibited-frequency-one-night-video-art.html

http://arteinmolise.blogspot.it/2016/09/arte-al-cubo-il-solido-che-fa-la.html

sabato 5 ottobre 2013

100 x 100=900 a Termoli



In occasione della 9° Giornata del Contemporaneo promossa dall'AMACI (Associazione Musei d'Arte Contemporanea Italiani) Autumn Contamination presenta al pubblico il progetto di Magmart | video under volcano: 100x100=900 Project un progetto per celebrare i 50 anni della videoarte. E lo fa relazionandosi con la struttura, la quale ospita la prestigiosa collezione del Premio Termoli. La collezione termolese costituisce un caso forse unico in Italia per la documentazione di tutto quell'ambito di ricerca che va dal postinformale, all'astrattismo, alla nuova figurazione, all'arte cinetica e programmata. Attualmente la collezione è costituita da più di 470 opere d‘Arte Contemporanea, in gran parte dipinti su tela, ma anche opere scultoree, realizzate con varie tecniche e materiali. Tra le opere di maggior rilievo spiccano autori eccellenti come Carla Accardi, Luigi Boille, Antonio Calderara, Aldo Calò, Franco Cannilla, Cosimo Carlucci, Nicola Carrino, Edgardo Mannucci, Achille Pace, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato, Giuseppe Uncini, Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Luca Patella, Gino Marotta e molti altri. 

100x100=900 (100 videoartists to tell a century)
L’idea base del progetto è che per evolvere bisogna comprendere cosa del passato va archiviato definitivamente. In questo senso, chiamare 100 videoartisti ad interpretare ciascuno un anno del secolo scorso, oltre a costituire una vera e propria narrazione complessiva del ‘900, rappresenta un tentativo di elaborazione del passato, non a caso affidato ad artisti, e non a caso videoartisti - in quantol’immagine in movimento (cinema, televisione, web) è uno degli elementi
caratterizzanti del ‘900.
Mai forse come la videoarte, un’arte è stata così intimamente prossima ai linguaggi della contemporaneità, alla loro grammatica e sintassi. Ed il progressivo passaggio al digitale di ogni forma espressiva per immagini, rende sempre più sottile il diaframma che separa l’utilizzo artistico del medium da tutti gli altri usi.
In questo senso, la videoarte può ragionevolmente considerarsi come la forma d’arte più interna al XXI secolo, ed in ciò - quindi - dotata degli strumenti comunicativi più atti al confronto su questo crinale tra i primi due millenni. E per ciò stesso, è anche - potenzialmente - quella che in prospettiva può esercitare un più significativo influsso sulle forme della comunicazione.
Affrontare, attraverso uno sguardo artistico e plurale, la storia del ‘900, vuole quindi essere - ad un tempo - una narrazione corale e visionaria del secolo, la sua rilettura in chiave artistica, la sua interpretazione ed elaborazione. Rifuggendo da uno sguardo storiografico o politico, per sua natura di parte, e facendo invece ricorso allo sguardo degli artisti, soggettivo e parziale ma non di parte, il progetto vuole stimolare una riflessione collettiva sulle radici prossime del nostro presente.
E l’assoluta libertà di ciascun artista, il cui unico vincolo sarà di focalizzare il proprio lavoro su un determinato anno, porterà presumibilmente con sé una capacità di scompaginamento, ed al tempo stesso di ri-allineamento, della nostra visione del
secolo breve.

Network 
Il progetto prevede una prima presentazione ufficiale a Napoli, nel corso del Forum Universale delle Culture 2013, a cui farà poi seguito un tour internazionale, realizzato attraverso la partnership con altre organizzazioni, facenti parte del
summenzionato network o meno.
Un primo invito è stato quindi rivolto a quanti fanno parte di questa rete.
ACTIVA, AllArtNow, Art Video Exchange, Athens Videoart Festival, Cairo Video
Festival, Conflito Estetico, Crosstalk Video Art festival, danubeVIDEOARTfestival,
elmur.net, Experimenta India, FIVA Festival, Fonlad, Gaza’s International Festival for
Video Art, InstantsVideo, Kurye Video Festival, La Tostadora, Loop Barcelona, Miden
festival, Optica Festival, Orebro Art Video Screening, Oslo Screen Festival, OK Video
Festival, Saisonvideo, Simultan Video Festival, Videoarte en Movimiento, Video Art &
Experimental Film Festival, Videobrasil, VideoFormes, Videoholica.
Ulteriori contatti saranno successivamente avviati con altre organizzazioni e
con singoli curatori, per assicurare la più ampia presentazione possibile del progetto,
nei cinque continenti e nell’arco del 2013.
Sul sito del progetto, alla pagina www.9hundred.org/partners.php è possibile
visionare in tempo reale l’elenco degli organismi che hanno già aderito 

Il progetto 100 x 100=900 sarà presentato sabato 5 ottobre nella formula preview per anticipare la mostra, prevista in Molise. Successivamente vi forniremo dettagli in merito. 


giovedì 26 settembre 2013

Vincenzo e Angiolino Palombo - Una famiglia di pittori del Novecento termolese



Vincenzo e Angiolino Palombo
Una famiglia di pittori nel Novecento termolese

A cura di Tommaso Evangelista

28 settembre / 10 ottobre 2013
Evento inserito nella Nona Giornata Nazionale del Contemporaneo organizzata dall'AMACI

Inaugurazione sabato 28 settembre 2013 ore 18.30
Officina Solare Gallery
Via Marconi, 2 Termoli (Italy)


L’esposizione dei lavori di Vincenzo e Angiolino Palombo segna per la galleria Officina Solare un’apertura verso la città di Termoli e la sua storia artistica poiché va ad indagare le opere di due pittori, padre e figlio, che hanno segnato quasi un secolo di storia locale. In assenza di approfonditi studi specifici, se si escludono gli atti del convegno Vincenzo Palombo, pittore svoltosi a San Martino in Pensilis il 19 Agosto 2004 e la “traccia di presenza” riportata dallo studioso Dante Gentile Lorusso nel suo fondamentale testo Attraversamenti. Sulla cultura artistica nell’Ottocento molisano[1], l’analisi non può che vertere su dati stilistici e formali, ovvero su una lettura puntuale delle opere in relazione alle limitate note biografiche. 

Vincenzo Arturo Palombo nasce a Campobasso il 18 agosto 1883 da Francesco, di professione calzolaio, e Rosa Troilo. Dopo una prima formazione artistica, probabilmente in botteghe artigiane della città, si stabilisce a San Martino in Pensilis dove il 21 settembre 1903 sposa Rosina Zuppone. Giovanissimo emigra negli Stati Uniti e si stabilisce a New York rimanendovi per ben sette anni e lavorando nella carpenteria delle case di legno; in tale periodo entra in contatto con maestri artigiani, provenienti in particolare da Catania (sue sculture sono presenti nel giardino botanico della città), dai quali apprende uno spiccato gusto per la decorazione di ascendenza post-rococò e per certe raffinatezze compositive. Tornato nel paese bassomolisano, in quel periodo tra i centri più ricchi e fiorenti della zona, comincia a ricevere una serie di commissioni pubbliche e private che lo porteranno a decorare diverse chiese e abitazioni borghesi. La prima grande prova artistica la porta a termine nel 1913 per la chiesa di San Giuseppe di San Martino in Pensilis; nella navata centrale realizza quattro episodi della vita di Gesù: l’Ultima Cena, il Bacio di Giuda, l’Ecce Homo, la Deposizione. Compie diversi viaggi a Roma, Napoli e Milano che accrescono le sue capacità artistiche e il bagaglio figurativo. Sono documentati in tali anni lavori nelle chiese di Guglionesi, Rotello, Colletorto e Monaciglioni e dipinti affrescati in diverse dimore gentilizie di San Martino e Termoli, dove si legge uno spiccato gusto per l’ornamento e l’utilizzo di soggetti tratti da un eterogeneo repertorio iconografico (putti, scene allegoriche, episodi di genere, vedute, festoni). Nel 1945 Vincenzo si trasferisce con la moglie e i suoi quattro figli, Domenico, Angiolino, Arturo e Aldo, a Termoli dove continua il lavoro di decoratore e intagliatore. La sua opera pubblica più significativa è di certo la decorazione nel 1947 della cupola di San Pietro Apostolo, a San Martino in Pensilis, la quale accoglie quattro storie della vita di San Pietro ripartite da una splendida cornice polilobata che reca al centro la colomba dello Spirito Santo. Le scene, la Chiamata, la Confessione, la Tempesta sedata, il Primato, si caratterizzano per le riuscite ambientazioni storiche, che ricordano certe sperimentazioni di stampo storicista di Amedeo Trivisonno, la salda padronanza della composizione, che rivela un artista estremamente maturo dal punto di vista dell’impostazione e costruzione dell’episodio, e un suggestivo uso del colore con una varietà di effetti atmosferici di grande suggestione (si veda la scena con la Tempesta sedata). Interessanti anche le decorazioni allegoriche per alcuni soffitti della sede della Società Operaia di San Martino in Pensilis, fondata nel 1879 da Nicola Ringoli. Vincenzo Palombo si è inoltre cimentato in altri campi artistici, dimostrando una maestria e una capacità realizzativa di certo rare per un artista che non aveva seguito corsi accademici ma che doveva la sua abilità esclusivamente a conoscenze personali. Il raffinato talento lo ritroviamo nella scultura (magistrale la tomba della figlia Rosina nel cimitero di San Martino in Pensilis) e soprattutto nell’intaglio e nella realizzazione dei mobili e cornici, campo dove rivela maggiormente l’influsso dell’intaglio siciliano. Riguardo alla produzione pittorica, “da cavalletto”, si segnala una predisposizione per scene con animali e per le vedute nelle quali la componente cromatica sembra prevalere sul disegno conferendo all’ambiente un sapore decisamente post-impressionista. Muore a San Martino in Pensilis nel 1957. Pregevole, in mostra, una veduta del Vesuvio in eruzione, dalla splendida cornice lignea intagliata con motivi geometrici e vegetali (ciliegie e ghiande), che sembra richiamare per l’impostazione scenografica e l’uso acceso del colore e delle luci alcune tarde vedute di Armando De Lisio con il medesimo soggetto. Il dipinto raffigurante la Carrese tenta di rendere il movimento in corsa degli animali, con la scena che viene quasi bloccata, nei gesti misurati degli uomini, dalla luce diffusa del cielo, mentre la scena con i cavalli, maestosa e austera, pare richiamare alcuni soggetti con animali e praterie tanto cari al mondo figurativo americano. Autentico brano di bravura, che dimostra tutte le capacità tecniche dell’artista, è il frammento di disegno con testa di bovino colto nell’atto di muggire, probabilmente uno studio per una tela con animali. 

Dei quattro figli, tutti educati alla nobile arte della pittura, Angiolino è stato quello che più di altri ha portato avanti la pratica artistica del padre. Angelo Palumbo, nato a San Martino nel 1915 e morto a Termoli nel 2002, si è distinto nella pittura di genere con alcuni sconfinamenti anche nell’arte sacra: l’enorme affresco sulla parete di fronte al battistero, nella chiesa di San Pietro Apostolo di San Martino in Pensilis, raffigurante il Battesimo di Cristo, del 1965, oltre a dialogare con le scene di Vincenzo si qualifica per uno stile semplice e spontaneo, quasi naif nella semplificazione delle figure, ma suggestivo nell’ambientazione e nella costruzione dell’evento. Le tele presentate in mostra declinano tutti i diversi sviluppi dei generi per cui si passa dalle vedute pittoresche alle marine, dalle nature morte ai soggetti floreali alle scene con animali, mentre si fanno apprezzare per un uso emozionale del colore, per la naturalezza delle composizioni, per una certa atmosfera senza tempo e priva di turbamenti. Notevole la veduta del borgo antico di Termoli per l’impiego di una pennellata dissolta in frammenti e tessere di colore, e la natura morta con insalata per una perfetta messa in posa degli oggetti in relazione alla luce. Rimane molto forte l’impronta del padre sia nella scelta dei soggetti che nell’uso del colore, mentre il disegno appare maggiormente messo in evidenza e fatto trasparire sulla tela. Di certo però Vincenzo Palombo è stato un grande maestro la cui figura dovrebbe essere oltremodo riscoperta sia perché si tratta di un pittore quasi del tutto autodidatta, e che raggiunge in breve tempo un ottimo livello esecutivo, sia perché è l’unico artista molisano, operante per importanti commissioni pubbliche, attestato nel basso Molise nella prima metà del Novecento e che porta avanti la linea figurativa difesa in quegli anni da Trivisonno, e caratterizzante la cosiddetta “scuola di Campobasso”. Dante Gentile Lorusso così descrive i suoi lavori: «opere caratterizzate per le buone capacità di ripresa della realtà, nella sua dimensione più immediata e spesso aneddotica, ma per questo più intima. I suoi soggetti sono tratti soprattutto dal vissuto, con uno stile giocato su tonalità chiare, teso a una vivace luminosa rappresentazione della realtà»[2], mentre a tratteggiare la sua singolare figura valgono le parole di Domenico Lanese, riprese dagli atti del convegno del 2004: «Il suo talento raffinato ed espressivo, frutto di una genialità intrinseca di indiscusso valore oggettivo, in assoluto emerge autorevolmente e si impone con suggestiva e incantevole attrazione, in un’ampia dimensione di capacità, di pregio, di competenza, nelle sue numerose opere di pittura, di scultura e di intaglio che si trovano sparse in diversi luoghi di culto e, maggiormente, nelle case private e nelle collezioni private di appassionati ed estimatori d’arte. Ha lasciato le tracce della sua autorevole presenza umana con umiltà, quasi con riservata timidezza e discrezione, mentre le sue opere sono, in effetti, gigantesche, indimenticabili e imperiture». 


[1] Cfr. D. G. Lorusso, Attraversamenti. Sulla cultura artistica nell’Ottocento molisano, Campobasso 2010, p. 341. Il convegno su Vincenzo Palombo, pittore, svoltosi a San Martino in Pensilis, presso la Società Operaia, il 19 Agosto 2004 ha visto gli interventi di Domenico Lanese, Michele Mancini e Giuseppe Zio. 
[2] D. G. Lorusso, op. cit., p. 341.


giovedì 4 ottobre 2012

Amaci - Eventi in Molise

La Giornata del Contemporaneo è il grande evento che, dal 2005, AMACI dedica all’arte contemporanea e al suo pubblico. Il primo o il secondo sabato di ottobre i musei associati ad AMACI, accanto a tutte le istituzioni del nostro Paese che liberamente decidono di aderire all’iniziativa, aprono gratuitamente le loro porte per un’iniziativa ricca di eventi, mostre, conferenze e laboratori. Un programma multiforme che regala l’imperdibile occasione di vivere da vicino la vivacità e la ricchezza dell’arte di oggi. 

Anche il Molise partecipa a questa giornata con tre interessanti eventi:

Videosincracy è una rassegna che nasce dall’intenzione di diffondere e promuovere la produzione artistica particolarmente legata all’impiego dei new media in ambito creativo. Nello specifico l’attenzione verrà rivolta alle opere di video arte, una forma espressiva che negli ultimi anni ha vissuto una eccezionale evoluzione tecnologica e di contenuto. All’utilizzo passivo del mezzo a supporto della sua realizzazione, si sostituisce uno specifico intento comunicativo in grado di andare oltre la mera azione documentativa, intervenendo sull’indagine della realtà e sul grado di percezione da parte del fruitore. Collocato nell’ambito del circuito nazionale dell’A.M.A.C.I, l’evento intende rinvigorire l’interesse rivolto a questa forma d’arte così fortemente caratterizzata da contaminazioni creative di diversa estrazione; l’obiettivo è, dunque, quello di fornire una chiave di lettura in relazione alla sfera della temporalità che, più di altre, caratterizza la narrazione video. In questa direzione lo strumento tecnologico assume valore nodale perché in grado di produrre costruzioni temporali sempre nuove arricchendo di variabili le interpretazioni post-visione. Per l’occasione Limiti inchiusi ed il festival delle arti contemporanee Autumn Contamination collaboreranno nel tentativo di presentare al pubblico un’unica operazione contenente opere video di artisti nazionali e internazionali di differente e variegata derivazione. Accanto agli artisti proposti e selezionati da Lino Strangis e Veronica D'Auria - direttore e curatore del C.A.R.M.A. (Centro d’Arte e Ricerche Multimediali Applicate)-, figureranno i lavori di artisti molisani che, negli anni, hanno avuto modo di partecipare alle numerose manifestazioni artistiche dell’Associazione Limiti inchiusi relative all’ambito del contemporaneo.

a cura di 
Silvia Valente e Luca Basilico

Artisti C.A.R.M.A:
Rebecca Agnes, Alessandro Amaducci, Alessandro Bavari, , Rita Casdia, Piero Chiariello, Nhieu Do, Guglielmo Emmolo, Harvey Goldman, Mattias Harenstam, Igor Imhoff, Gabriele Pesci, Petri Paselli, Arash Radpour, Mario Raoli, Ingeborg Stana, Lino Strangis.

Artisti Limiti inchiusi:
Paolo Borrelli, Fausto Colavecchia, Luigi Grandillo, Julia Kessel, Limiti Inchiusi, Luca Manes.



“Se si eccettuano alcuni casi aberranti, l’uomo non è propenso al bene: quale dio ve lo spingerebbe? È costretto a vincersi a farsi violenza, per poter compiere il sia pur minimo atto non inquinato dal male. Quando vi riesce, ogni volta egli provoca, umilia il suo creatore. E se gli succede d’essere buono non più per calcolo o sforzo, bensì per natura, lo deve a una inavvertenza dall’alto: va a situarsi fuori dall’ordine universale, nessun progetto divino lo aveva previsto. Non si capisce che posto occupi fra gli esseri, e nemmeno se ne sia uno. Sarà un fantasma? E.M.Cioran KOMA’ contenitore di cultura contemporanea, apre la stagione 2012/13 con “IL FUNESTO DEMIURGO”. Una serie di ravvicinati incontri con la ricerca di alcuni degli artisti operanti in quella terra di con-fine, nella quale anche il senso etico lavora per una risemantizzazione dell’arte, del suo sistema e dei ruoli in esso operanti. Komà come micro struttura comunitaria progetta il proprio ruolo di galleria non più come luogo/spazio ma come una “condizione”… quella dell’essere in agguato!! AGGUATO “IL FUNESTO DEMIURGO” Tutti i giorni dalle ore 20.00 alle 02.00 Free ejournals, Proiezioni video, art Set, CALENDARIO INCONTRI Sabato 6 ottobre 2012 MARC GILOUX Sabato 13 ottobre 2012 LUCA ROSSI Sabato 20 ottobre 2012 ELISA BOLLAZZI “MUSEO MICROCOLLECTION) Venerdì 26 ottobre 2012 MARCO BERNACCHIA



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