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giovedì 29 dicembre 2016
Oratino, la mostra documentaria al comune
Nel Municipio di Oratino è stata inaugurata la mostra documentaria "Oratino. Una storia di creatività tra XVII e XXI secolo". Esposizione permanente visitabile negli orari di apertura al pubblico del Comune.
lunedì 22 agosto 2016
Tre domande a Luigi Grassi
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| Nell'inconsueta ombra al M3TE |
Una prima domanda riguarda la tua ricerca fotografica, da sempre attenta alle micro-dinamiche della regione, nel tentativo di catturare attraverso la fotografia i ricordi e i volti dei luoghi. Tale narrazione, vedi il caso della tua ultima mostra ospitata al METE di San Giuliano di Puglia, da singolare diventa complessa e pertanto le tue singole campagne si sommano presentando un unico e sfaccettato ritratto del nostro contesto socio-culturale. Ci vuoi parlare di questa tua indagine sul territorio?
Ho iniziato a fotografare ai tempi dell’Università, solo perché la fotografia faceva parte del mio programma di studi, da allora la fotografia è diventata una vera passione, nel senso antico del termine, un’azione che agiva sull'animo, sul mio, e da allora non ho più smesso. Il mio primo lavoro è stato sul paesaggio urbano (Sudari), in seguito ho maturato la consapevolezza che un soggetto per me troppo poco intimo, o forse troppo vasto e sconosciuto, come la città, non rientrava nella mia poetica, non riusciva a scuotere la mia sensibilità e la mia curiosità. Così ho deciso di costruire il mio percorso personale partendo da ciò che mi apparteneva di più, ogni volta che ritornavo nei miei luoghi, tra le mie cose, sulla terra e sotto il cielo che mi ha visto nascere sentivo una motivazione forte al fotografare, questo mi ha fatto capire che dovevo partire con ciò che meglio conoscevo e che più sentivo come mio. Da qui ho cominciato a lavorare in luoghi fortemente circoscritti del mio paese, generando alcune serie fotografiche specifiche come Nell’inconsueta Ombra (Limosano), Oratino e un lavoro sugli elmi dei Sanniti dal titolo Eroi Sanniti, che sarà in mostra in autunno, scoprendo che nella realtà racchiusa era nascosto il mondo intero. Ho imparato a fotografare seguendo il Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci, questa esperienza oltre a darmi gli strumenti necessari per diventare un autore, mi ha messo in discussione rispetto alla fotografia e a quello che sentivo di dover indagare con questo mezzo espressivo, è stata una delle esperienze umane e artistiche più profonde e formative che ho fatto. I miei lavori sono diventati specifici, ogni realtà che ho affrontato attraverso la fotografia, è diventata per me una narrazione, del mio percorso e della mia terra. Ogni serie fotografica racconta una storia, e insieme queste immagini vanno a comporre un storia più grande che è la narrazione delle mie radici, dei volti delle persone che abitano ancora i piccoli paesi intorno a Campobasso, degli animali e della natura magnifica che circonda questa terra. Lentamente, senza volere, mi sono reso conto che la storia della mia Regione che stavo raccontando si stava trasformando nella Storia di uomini e donne, di luoghi che proprio grazie alla fotografia si spogliavano del contesto e acquistavano universalità. Nell'installazione Nell'inconsueta ombra presentata al Museo M3TE ho potuto coniugare la mia indagine interiore, con quella propria di ogni uomo, l'indagine del territorio molisano e delle sue radici è diventata specchio delle meraviglie e delle solitudini umane, cercando di imprimere nelle mie fotografie emozioni, tradizioni e solitudini. Il mio percorso fotografico è adesso una commistione di luoghi familiari e particolari che rappresentano però luoghi più ampi e universali, che permettono di conciliare la passione per la mia terra con un messaggio fotografico e narrativo più universale, questo mi ha portato ad esporre non solo nella mia Regione, che rimane per me il luogo di partenza e anche di ritorno, ma anche nell'ambito di manifestazioni nazionali e internazionali, tra cui i Rencontres d’Arles (Circuito Off), Biennale dei giovani fotografi al CIFA di Biebbiena, Premio Nazionale delle Arti, Festival Internazionale di fotografia a Roma, SI Fest di Savignano e a pubblicazioni importanti come un contributo per il volume “Doni” della Collezione Imagomundi di Luciano Benetton a cura di Chiara Pirozzi.
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| Oratino |
Nel tuo lavoro conta molto la tecnica, la ricerca sull’analogico, lo studio degli effetti e delle emulsioni. È un’investigazione per molti versi anche pittorica. Qual è il rapporto tra tecnica, effetto e composizione quando scatti una foto?
Prima ancora di interessarmi alla fotografia, intesa come relazione fra me e il circostante e di fare delle vere fotografie, la mia prima passione è stata il laboratorio fotografico, la camera oscura e la possibilità di sperimentare le immagini e le sostanze fotosensibili. Ho iniziato a stampare fotografie in bianco e nero e mi sono appassionato alle tecniche alternative, un revival delle tecniche di stampa ottocentesca. Inizialmente le fotografie erano appesantite da questa ricerca sui materiali per la stampa, perché ritenevo più importante il passaggio della camera oscura, credendo di aggiungere un ulteriore valore, solo successivamente ho capito l’importanza dello sguardo oltre a quello della tecnica. Crescendo ho realizzato che la poesia della fotografia sta principalmente in quello che si racconta, in ciò che trasmette e suscita l’immagine, lo sguardo è il punto di partenza e di arrivo, è il contenuto che si fa forma e non l’inverso. Ora questa passione per la stampa fotografica l’ho messa a disposizione dell’insegnamento al Centro per la fotografia Vivian Maier, la scuola di fotografia che insieme a due amici abbiamo aperto a Campobasso, organizzando prevalentemente corsi di tecniche di stampa per i principianti, il passaggio in camera oscura può essere un’esperienza molto formativa, un punto di partenza per entrare nel mondo della fotografia. Adesso riesco a conciliare l’elemento della stampa senza che questo prevarichi sul concetto dell’immagine, la forma diventa compendio del contenuto, lo completa senza alterarne l’essenza, un esempio sono le stampe, 40X50 cm, che ho fatto per il lavoro sugli elmi dei Sanniti interamente realizzate con la tecnica della stampa bruna. Un’altra esperienza importante è stata quella avuta con i miei studenti nell’area archeologica di Sepino, dove hanno fotografato gli scavi e stampato manualmente le loro immagini, la mostra è ancora visibile fino a settembre.
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| Centro per la fotografia Vivian Maier |
“Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare”. Daniel Pennac. L’esercitazione dello sguardo, nella nostra regione “che non esiste” è un tentativo di preservare il senso, attuare quasi un’azione di resistenza dello sguardo. Come vedi e concepisci in generale la fotografia in rapporto a tali dinamiche?
La fotografia è un grande mezzo di indagine e narrazione. Lo sguardo fotografico diventa memoria, ma non solo, solleva le immagini dal tempo e dallo spazio contingente e le rende eterne. La narrazione di uno diventa la narrazione di tutti, il senso e il sentimento colti in un preciso momento diventano universali, gli oggetti si trasformano in emozioni, le persone in monumenti e la luce disegna e mostra armonie che sono proprie della scrittura, della musica, dei sogni. Bisogna sempre raccontare e raccontarsi, perché il racconto è mezzo di conoscenza e di indagine per se e per gli altri che leggono la nostra storia. Quando i miei lavori sui paesi molisani sono segnalati come esempio, nei festival di fotografia, come nel caso del lavoro su Oratino, oppure sono menzionati in qualche rivista specializzata, sono felice, sono felice perché sento di compiere un’azione importante a livello sociale e culturale per il mio paese. Per me fotografare il Molise con insistenza crea sicuramente una memoria, una nuova fonte dalla quale attingere in futuro per altre operazioni culturali, ma allo stesso tempo integra il mio paese con il mondo, regalandogli una fratellanza umana propria di ognuno, in ogni luogo. Il mio è un atto d’amore verso la nostra storia, le nostre case, la nostra terra. In questo momento sto lavorando ad una ricognizione sul paesaggio molisano e spero presto di poterne riparlare con te, grazie mille.
Tommaso Evangelista
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| Eroi Sanniti |
Luigi Grassi - Nato a Campobasso nel 1985, Grassi si è specializzato in Fotografia come linguaggio d’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 2008 collabora con PrimoPiano Napoli, una galleria dedicata alla fotografia, al design e alla video arte. Nel 2012 comincia a frequentare Lab, il laboratorio irregolare di Antonio Biasiucci, dove s’impegna ad approfondire il proprio metodo di ricerca personale. Le sue opere sono state esposte nell'ambito di diverse manifestazioni, nazionali e internazionali, tra cui i Rencontres d’Arles (Circuito Off), Biennale dei giovani fotografi, Arezzo Arte Expo, KunStart, The Darkroom Project, Premio Nazionale delle Arti, FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma, SI Fest Savignano Immagini, Photissima, Affordable Art Fair, Marche EXPO 2015, NAF - Napoli Arte Fiera.
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| Luigi Grassi |
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| Nell'inconsueta ombra |
domenica 25 ottobre 2015
Una stele a Oratino per il Museo nelle cave
Installazione della "Stele" in una cava di pietra calcarea di Oratino, opera realizzata da Renato Chiocchio e Ugo Tarasco. La Stele riprende un dettaglio dello stipite destro del portale centrale della chiesa di Santa Maria Assunta di Oratino datato 1526. La prima testimonianza del Museo nelle cave.
(Foto Dante Gentile Lorusso)
“Riportiamo dignità alle cave”. E’ stato questo lo slogan scelto per l’iniziativa promossa ieri dalla Fondazione “NONSALAPIETRA”, col patrocinio dell’amministrazione comunale di Oratino e della Regione Molise. Un evento al quale ha preso parte l’intera comunità in segno di gratitudine alla natura e alle cave che rappresentano la storia, l’identità e sono parte preziosa del patrimonio culturale e civile di Oratino. L’evento ha preso il via nel primo pomeriggio dove, da Piazza Chiesa è partita il corteo di cittadini con la Stele giunto fino alla cava di pietra in località Costa Santa Maria. Sulla sommità della cava è avvenuta l’installazione del manufatto, realizzato dal maestro scalpellino Renato Chiocchio e da Ugo Tarasco.
La Stele riprende un dettaglio dello stipite destro del portale centrale della chiesa di Santa Maria Assunta datato 1526. E’ stato scelto un luogo suggestivo, con l’incantevole Morgia a fare da sfondo, per la posa della prima pietra di quello che diventerà il Museo all’aperto di Oratino. Un progetto importante, unitamente alla creazione della scuola degli scalpellini, a cui stanno lavorando con impegno e dedizione la fondazione e l’amministrazione comunale. L’obiettivo è quello di non disperdere il sapere che deriva dalla ricca storia del borgo, una storia fatta di bellezza, maestria, dinamismo culturale; elementi questi ultimi che hanno fatto conoscere Oratino ben oltre i confini nazionali e su cui oggi la comunità intende puntare per valorizzare il borgo in ambito turistico.
Nella seconda parte del pomeriggio si è tenuto un interessante convegno all’Auditorium Altobello, cui hanno preso parte l’architetto Nicola D’Addio in rappresentanza della fondazione NONSALAPIETRA e i docenti Agostino Catalano ed Ernesto Di Renzo: il primo professore dell’Università degli Studi del Molise e Presidente CICOP Italia Unesco, il secondo docente di storia delle tradizioni popolari all’Università Tor Vergata di Roma. “Una giornata carica di emozioni – ha affermato Dante Gentile Lorusso, tra i promotori dell’evento - che entrerà nella storia di una comunità caratterizzata da una forte vocazione creativa”. Sul valore della creatività e sull’indissolubile legame tra natura e sapere umano sono stati incentrati gli interventi dei due docenti universitari, che con il loro contributo scientifico hanno arricchito una giornata salutata con grande gioia dal Sindaco Luca Fatica. Oratino si conferma avanguardia di un possibile rilancio del Molise sotto l’aspetto culturale e turistico. Si spiega così anche l’adesione convinta dell’amministrazione comunale al Parco delle Morge Cenozoiche. Ciò che di straordinario si è ereditato dalla natura, costituisce un oggi un valore aggiunto per la riscoperta, in chiave turistica, dei luoghi simbolo della storia e dell’identità stessa della comunità. (Fonte Moliseweb)
giovedì 17 luglio 2014
Vis à Vis - Fuoriluogo 17
Vis à Vis - Fuoriluogo 17
Artists in Residence Project
Limosano - Oratino
1 - 20 agosto 2014
E’ fissata per il 1 agosto 2014 la data di partenza della terza edizione del progetto artistico “Vis à Vis - Fuoriluogo 17” ideato dall’Associazione culturale “Limiti inchiusi arte contemporanea”.
Vis à Vis è un progetto di residenza per artisti che ormai da tre anni si svolge in Molise e che, a partire dal 2013, si è affiancato all’ormai noto Fuoriluogo, evento che da diciassette anni promuove lo sviluppo delle arti contemporanee nella regione.
Le passate edizioni delle residenze d’artista hanno favorito l’accoglienza di artisti provenienti dall’Italia e dall’estero, vedendo protagonisti nel 2012 i comuni abruzzesi di Carpineto Sinello (CH) e Guilmi (CH), unitamente ai molisani Acquaviva Collecroce (CB) e Montemitro (CB); nel 2013 è la volta di Oratino (CB), che quest’anno è al secondo appuntamento.
Dal 2013 gli sforzi dell’associazione promotrice del progetto si sono concentrati prevalentemente sulla promozione del territorio molisano nel tentativo di ampliare, anno dopo anno, i confini dei comuni coinvolti al fine di rendere l’operazione artistica una esperienza in grado di coinvolgere il maggior numero di abitanti molisani.
La residenza d’artista è una pratica largamente consolidata e ha dimostrato di essere un efficace modus operandi specie se attuato in contesti territoriali di modeste dimensioni. L’artista ospitato dalla comunità è invitato allo studio e alla riflessione sul contesto di riferimento, analizzando aspetti di variegata natura attraverso un’azione diretta e partecipata, priva di filtri e caratterizzata da una reale presenza fisica sul territorio. Gli aspetti analizzati possono spaziare dal dato paesaggistico a quello storico, dallo studio delle tradizioni alla sfera del sociale. A seguito della residenza l’artista dovrà realizzare un’opera d’arte che resterà di proprietà del comune ospitante ed essa sarà il risultato, la sintesi e la rielaborazione delle analisi condotte durante il periodo di permanenza sul territorio. L’arte contemporanea diventa, dunque, la chiave di accesso alla riscoperta del patrimonio locale, favorendo una continuità creativa in linea con la tradizione ma, al contempo, caratterizzata dai tratti propri del linguaggio contemporaneo. L’obiettivo è inserire l'artista contemporaneo e suoi lavori in un contesto organico, non autoreferenziale, ma capace di innescare una serie di sinergie con il territorio e i fruitori, auspicando alla costruzione, nel tempo, di una vera e propria “rete” di opere d’arte contemporanea collocate sul territorio molisano.
L’idea, in sostanza, è quella di utilizzare la consolidata pratica della residenza d’artista come procedimento in grado di apportare nuove formule creative, incentrate sul dialogo con il contesto, fortemente caratterizzato da una tradizione artistica di indiscutibile livello e cospicua produzione. Tale formula permetterà di costruire, nel tempo, un circuito di interesse turistico che possa fungere da volano per lo sviluppo dei comuni coinvolti grazie alla presenza delle opere realizzate da artisti nazionali e internazionali.
Durante la residenza saranno programmati open studio, laboratori didattici e incontri con il pubblico.
Il progetto, a cura di Silvia Valente, coinvolgerà per questa edizione i comuni di Limosano (CB) e Oratino (CB) e vedrà la presenza di due artisti molto diversi fra loro per formazione e poetica: Maria Chiara Calvani (Perugia, 1975) e David Fagioli (Roma, 1968).
Il progetto è ideato dall’Associazione culturale Limiti inchiusi arte contemporanea, sostenuto dall’Assessorato alla Cultura - Regione Molise, dal Comune di Limosano (CB) in collaborazione con l’Associazione Turistica e culturale “Pro-Limosano” e dalComune di Oratino (CB).
domenica 23 febbraio 2014
Vis a Vis Fuoriluogo 16
Vis a Vis Fuoriluogo 16
Oratino: artisti in residenza
Auditorium "Libero Altobello", Oratino / sabato 1 Marzo 2014 - ore 17,30
Presentazione del catalogo - Residenze / Museo Domestico;
Proiezione dell'opera video "Oratino-Ohio" realizzata dagli artisti Morwenna Kearsley e Martin Elden;
Proiezione del video-documentario sulla residenza a cura di Fausto Colavecchia;
Incontro con l'artista Barbara Esposito che consegnerà agli abitanti di Oratino la cartolina d'artista "Cavea / Piazza Raffaele Rogati".
lunedì 9 dicembre 2013
martedì 26 novembre 2013
domenica 20 ottobre 2013
Vis a Vis - Fuoriluogo 16
VIS a VIS
fuoriluogo 16
Oratino, residenze d’artista
Patrocinio:
Provincia di Campobasso
Soggetto proponente e partner tecnico-scientifico:
Associazione culturale “Limiti inchiusi arte contemporanea”
Comune ospite delle residenze:
Oratino (CB)
Presentazione progetto e artisti
venerdi 25 ottobre 2013
Auditorium “L. Altobello”, Oratino (CB) – ore 10:30
Interverranno:
Rosario De Matteis – Presidente della Provincia di Campobasso
Nico Ioffredi – Consigliere Regionale con Delega alla Cultura
Domenico Di Nunzio – Consigliere Regionale con Delega al Turismo
Luca Fatica – Sindaco del Comune di Oratino
Fausto Colavecchia – Presidente dell’Associazione culturale Limiti inchiusi
Silvia Valente – Curatrice del progetto
Artisti selezionati:
Barbara Esposito (Italia) - Martin Elden (Sudafrica) - Morwenna Kearsley (Scozia)
“Vis a Vis – artists in residence project” è un programma di residenza per artisti che ha come obiettivo principale la promozione dell’arte contemporanea unitamente alla valorizzazione del contesto territoriale di riferimento. L’Associazione culturale Limiti inchiusi arte contemporanea – ideatrice del progetto e partner tecnico/scientifico – ha immaginato di fondere la decennale esperienza della mostra internazionale “Fuoriluogo” (appuntamento a cadenza annuale dal 1996) a “Via a Vis” giunto, quest’anno, alla sua seconda edizione, con l’intento di dare continuità e sviluppo a due importanti progetti di ricerca nell’ambito dei nuovi linguaggi del contemporaneo.
Il progetto avrà durata triennale e, per l’anno 2013, la location individuata per ospitare le residenze sarà il comune diOratino (CB), un vero e proprio “caso” nella geografia culturale molisana. In questi ultimi anni, infatti, la ricerca storico-artistica ha ricostruito un mosaico complesso e articolato di personalità che dalla fine del Cinquecento ai nostri giorni testimoniano una spiccata vocazione degli abitanti del piccolo borgo verso attività legate alla creatività, all’ingegno e alla fantasia. Nessun altro centro del Molise può vantare una simile schiera di professionisti nelle arti applicate.
La residenza d’artista è una pratica largamente consolidata e ha dimostrato di essere un efficace modus operandi specie se attuato in contesti territoriali di modeste dimensioni. L’artista ospitato dalla comunità è invitato allo studio e alla riflessione sul contesto di riferimento, analizzando aspetti di variegata natura attraverso un’azione diretta e partecipata, priva di filtri e caratterizzata da una reale presenza fisica sul territorio. Gli aspetti analizzati possono spaziare dal dato paesaggistico a quello storico, dallo studio delle tradizioni alla sfera del sociale. A seguito della residenza, l’artista dovrà realizzare un’opera d’arte che resterà di proprietà del comune ospitante ed essa sarà il risultato, la sintesi e la rielaborazione delle analisi condotte durante il periodo di permanenza sul territorio. L’arte contemporanea diventa, dunque, la chiave di accesso alla riscoperta del patrimonio locale, favorendo una continuità creativa in linea con la tradizione ma, al contempo, caratterizzata dai tratti propri del linguaggio contemporaneo. L’obiettivo è inserire l'artista contemporaneo e suoi lavori in un contesto organico, non autoreferenziale, ma capace di innescare una serie di sinergie con il territorio e i fruitori, auspicando alla costruzione, nel tempo, di una vera e propria “rete” di opere d’arte contemporanea collocate sul territorio.
Gli artisti selezionati per questa edizione sono la molisana Barbara Esposito la cui residenza avrà inizio il giorno 5 novembre, a seguire la scozzese Morwenna Kearsley e il sudafricano Martin Elden per la durata di un mese circa. A conclusione del periodo di residenza gli artisti presenteranno al pubblico i lavori prodotti che saranno realizzati con l’ausilio tecnico e strumentale (se richiesto dall’idea progettuale) di artigiani e imprese locali, al fine di incentivare relazioni sinergiche con il territorio. Durante la residenza saranno organizzati laboratori didattici d’arte contemporanea con le scuole, open studio, incontri, dibattiti e conferenze i cui contenuti saranno resi noti in una pubblicazione a conclusione del progetto.
Con Vis a Vis – Fuoriluogo 16 s’intende creare un collegamento tra i luoghi periferici interessati dal progetto e le realtà artistiche già evolute e operanti in tali contesti, oltre a determinare la possibilità di inserire questo comune nel circuito delle residenze d’arte contemporanea con l’opportunità di essere per questo visitato, dandogli una maggiore visibilità nel circuito artistico nazionale.
Il Museo Domestico
Con questa edizione del Fuoriluogo s’inaugura anche un progetto parallelo, quello del Museo Domestico, l’idea prevede l’acquisto di opere d’arte da destinare alle famiglie del comune di Oratino, i cittadini che si candideranno a custodire negli anni i lavori parteciperanno alla collezione permanente. Le abitazioni che ospiteranno i lavori saranno inserite in un itinerario percorribile in determinati periodi dell’anno o su appuntamento. Nasce, dunque, un nuovo modo di fare Museo, un contenitore partecipato e sollecitato dai cittadini fruitori a disposizione di chiunque voglia visitarlo.
mercoledì 3 luglio 2013
Pittura in Molise: luoghi e personaggi - Il nuovo numero di Archeomolise
Il numero 16 di Archeomolise, presto in distribuzione per gli abbonati, sarà un numero monografico, imperdibile, dedicato alla pittura in Molise. Curato da Dora Catalano e Roberta Venditto presenta una serie di articoli che ripercorrono la storia artistica molisana dal medioevo fino al contemporaneo.Come è scritto nella prefazione: "Si è scelto di offrire una rappresentazione della storia della pittura in Molise attraverso alcuni quadri scenici, di indagare alcuni momenti che abbiamo ritenuto esemplificativi. Ne è scaturita una rappresentazione in più atti, ognuno con il suo luogo ed il suo tempo".
Indice:
La pittura "in frammenti" a S. Vincenzo al Volturno, di Serena La Mantia e Pasquale Raimo
Donato a Gambatesa: uno speculum principis di maniera romana, di Roberta Venditto
Ciriaco Brunetti di Oratino, di Valentina Marino
Pietro Saja, di Dante Gentile Lorusso
Charles Moulin. Un'impressione critica, di Tommaso Evangelista
Intervista ad Achille Pace, di Vincenzo Merola
domenica 12 maggio 2013
Il cielo sopra Oratino
Telesforo Altobello (Oratino 1823 - Campobasso 1884), "Poche parole dette dal Canonico Telesforo Altobello per l'apertura di un'accademia tenuta nel comune di Oratino nel giorno 12 gennaio 1850 genetliaco di S. M. (D. G.) Ferdinando II Re del Regno delle Due Sicilie", Campobasso, Dalla Tipografia del Sannio, 1850. (dettaglio della p. 7). Altobello, che per circa 29 anni fu docente di italiano e latino presso il Liceo Ginnasio "Mario Pagano" di Campobasso, nella conferenza che tiene a Oratino il 12 gennaio 1850, esprime apprezzamenti per il buon livello culturale presente tra i giovani del paese, questo grazie al lavoro che svolge l'Arciprete D. Felice Imperore, il quale ha aperto una scuola privata, e all'azione del Sindaco Federico Giordano Duca di Oratino, che "segue le orme dei suoi avi".
Il mecenatismo di Gennaro e Giuseppe Giordano fu fondamentale per lo sviluppo delle arti a Oratino. Un caso unico nel Molise, in cui gli altri feudatari pensavano solamente a sfruttare e succhiare il sangue della povera gente
Piccolo asterisco per ricordare la pagina facebook Il cielo sopra Oratino portata avanti dall'artista e studioso Dante Gentile Lorusso che, in quasi un anno, ha pubblicato qualcosa come più di mille immagini che testimoniano l'incredibile vitalità artistica del piccolo centro molisano, caso più unico che raro nel meridione.
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