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mercoledì 7 novembre 2018

Gino Marotta – Il favoloso mondo di Gino Marotta



“Ho sempre agito sulla base di un’incontrollata curiosità, su un’idea di arte come sintesi di natura e di artificio.” 


Gino Marotta (Campobasso, 1935 – Roma, 2012) e’ uno dei protagonisti dello scenario artistico italiano e internazionale degli anni ’60, che introduce una visione dell’arte innovativa, attraverso l’uso di nuovi materiali chimici/industriali, in particolare il metacrilato che declina poeticamente, ricavandone universi lirici. 

L’artista sceglie, con questo mezzo, di esplorare ciò che caratterizza maggiormente la sua poetica: il dualismo tra natura e artificio, luce e trasparenza, opera e ambiente, che lo porta a ricreare scenari immaginari popolati da figure trasparenti, tratte dal mondo della natura ma dichiaratamente fittizie e svuotate di ogni consistenza corporea.
La galleria Erica Ravenna Fiorentini rende omaggio a Gino Marotta con una mostra personale, ripercorrendo le tappe più significative del suo percorso artistico, dai bandoni di ferro, attraverso le tele fino alle sculture in metacrilato, espressione della sua indagine sulla modernità.


giovedì 31 marzo 2016

Luciano Sozio - BACK SIDE OF THE BLIND SPOT


Luciano Sozio
BACK SIDE OF THE BLIND SPOT
Museo Nazionale di Castello Pandone - Venafro (IS)
Inaugurazione: domenica 17 Aprile 2016, ore 17
18 Aprile-22 Maggio 2016

Il Museo Nazionale del Molise/Castello Pandone di Venafro ospita dal 17 Aprile 2016 Back Side of the Blind Spot, la mostra personale di Luciano Sozio.
Back Side of the Blind Spot a cura di Tommaso Evangelista e Serena Ribaudo segna il ritorno dell’isernino Sozio alla terra molisana che ne ha informato la poetica discreta e minimale. E’ una scelta mirata quella di Castello Pandone, alla ricerca di un celato genius loci, nel tentativo di riflettere non solo sulla personale ricerca ma anche sul senso del luogo: otto opere pittoriche, due installazioni, sedici fotografie, due video dialogano con gli spazi del castello vivificandosi vicendevolmente e versandosi sul tema della possibilità e della visione.
Dopo l’acquisizione dell’opera “Diletta / Girl with Suitcase” di Valentina Bonizzi, in dialogo con la foto di Robert Capa in pinacoteca, la presenza della mostra Winterline di Elaine Shemilt, e dopo aver accolto quest’anno una tappa de L'albero della cuccagna. Nutrimenti dell'arte, progetto curatoriale di Achille Bonito Oliva, con le opere degli artisti Alessio Ancillai e Thorsten Kirchhoff, il castello di Venafro con tale evento entra di forza tra i luoghi del contemporaneo in Molise, e lo fa con un concept poetico e affascinante, un dialogo elegante tra contenitore e contenuto, e l’opera di un affermato, e ancora giovane, artista molisano
Scrive Evangelista: “Considerare l’arte di Luciano Sozio una prismatica manovella dovrebbe aiutarci ad inquadrare il percorso della mostra entro un più ampio sistema di suggestioni che creano luce improvvisa di senso, e che possiedono i propri riscontri nelle molteplici impressioni concretate: si tratta appunto di “rappresentare ciò che permette di vedere” ovvero di cercare nel reale quella qualità indistinta e magica che conduce per vie inconsce alla coscienza di un oltre, e di rappresentarla”.  Aggiunge Ribaudo: “Perché Back Side of the Blind Spot? Forse perché il desiderio di Luciano Sozio, quasi guidato da una presenza invisibile esperta del senso dell’esistenza, è quello di fare scoperte. Forse pe aumentare il numero di possibilità nella sua ricerca –umana ed artistica- dello stupore della vita. O è pur vero che questo poeta visionario che si muove per il mondo come un visitatore dall’indole capziosa e fantastica, vuole verificare l’inquieta consapevolezza che nel corso degli eventi nulla è casuale”.
La mostra, per la volontà di ricercare in maniera sottile sul tema della visione, si presta ad un discorso trasversale e più ampio tanto che l’artista ha ideato per il pubblico di ciechi ed ipovedenti una parallela proposta espositiva. Per la prima volta un artista contemporaneo ha lavorato nell’adattare le proprie opere per una fruizione in assenza di luce, in un percorso multisensoriale il quale facendo a meno della vista esalta altre componenti della sua ricerca poetica. Il percorso parallelo dedicato ai non vedenti, infatti, è parte strutturale della mostra e della ricerca artistica di Sozio e si configura come un’ulteriore e complessa opera d’arte e di senso.
Dal coinvolgimento delle classi quarte e quinte del Liceo artistico Manuppella di Isernia, infine, si è venuta a determinare un’installazione video nata dalla volontà di cogliere le differenze tra selfie e autoritratto. I risultati di questo progetto sperimentale di ricerca ideato dall’artista stesso e portato avanti nel corso dei mesi precedenti, incentrato, come le opere esposte, sul concetto di identità e presenza, sarà oggetto di uno specifico intervento site-specific.
La mostra sarà arricchita dall’allestimento dello studio +t Studio e dalla partnership con l’azienda Coesum di Pescara, leader mondiale della stampa 3D, che per l’occasione ha realizzato le sculture 3D delle opere di Sozio sulle quali si è strutturato il percorso per i non vedenti. Un’opera invece sarà realizzata in collaborazione con Artbeat, azienda molisana leader nel design d’autore legato all’arte contemporanea.
Completa la mostra il catalogo edito da Maretti Editore con testi critici di Alfredo Cramerotti, Tommaso Evangelista, Serena Ribaudo. Il catalogo sarà presentato presso il Museo Sannitico di Campobasso sabato 21 maggio.

SCHEDA TECNICA
Luciano Sozio
Titolo: Back Side of the Blind Spot
Curatela: Tommaso Evangelista e Serena Ribaudo
Catalogo: Maretti Editore con testi critici di Alfredo Cramerotti, Tommaso Evangelista, Serena Ribaudo
Progetto allestitivo: +t Studio
Didattica e visite guidate: Me.Mo Cantieri Culturali
Immagine coordinata, grafica e web design: Circle studio

INFO PUBBLICO
Museo Nazionale di Castello Pandone - Venafro (IS)
Vernissage: domenica 17 Aprile 2016 ore 17
Apertura: 18 Aprile-22 Maggio 2016
Giorni e Orari:
da Martedì a Sabato: dalle 9.00 alle 13.00.
Domenica e festivi: dalle 8.00 alle 19.00 (lunedì chiuso)
Ingresso: libero


Col patrocinio di
Polo Museale del Molise
Museo Nazionale di Castello Pandone
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ONLUS – sezione provinciale Isernia
I.RI.FO.R. Molise ONLUS


Partner tecnico
Coesum - New product development


Col contributo di
ArtBeat - Art Toy, Collezioni d'artista
Circle Studio - Web agency, Comunicazione
mainADV - Digital Advertising Agency
Papa confetti e cioccolato


INFO
tommasoevangelista@gmail.com, serenaribaudo@hotmail.it


L'intera cartella stampa con altro materiale scaricabile da questo link

mercoledì 23 marzo 2016

La collezione d'arte contemporanea dell'Università degli Studi di Cassino

Reportage fotografico della collezione d'arte contemporanea dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale istituita durante gli ultimi anni grazie al contributo della Fondazione Longo, del prof. Bruno Corà e degli incontri internazionali d'arte contemporanea (Tempo e forma nell'arte contemporanea, 1996; Spore, 1999; Inonia: quali città d'arte a venire?, 2001). Le opere sono fruibili all'interno delle sedi universitarie e formano una collezione di indubbio spessore artistico, un gioiello nascosto giusto fuori regione che andrebbe oltremodo valorizzato.

Bassiri

Gatto

Kounellis 

Lewitt

Mattiacci

Messina

Munch

Pizarro

Ranaldi

sabato 19 dicembre 2015

Andrea d'Amore - Dieci passi



Andrea d’Amore
Dieci passi dall’erosione genetica
2015, installazione

Salvare l’umanità dalla distruzione significa biodiversità agricola. 
Scambiare e condividere colture, condannare l’esclusività della produzione, 
sono un atto di resistenza, di sopravvivenza.
Andrea d’Amore

La ricerca di Andrea d’Amore, da sempre incentrata sul rapporto tra cibo, cultura e antropologia, ha trovato nel periodo di residenza a Pesche, in preparazione dell’evento I Presepi nel Presepe, un nuovo filone di esplorazione e di sperimentazione. Il punto di partenza è stato un’indagine sul territorio e sulla sua sommessa e sommersa quotidianità; da qui, dalla banalità di ciò che rimane, l’artista ha rinvenuto una traccia al tempo stesso poetica e di visione, capace di aprire diversi orizzonti di senso e di legarlo in maniera vitale con la comunità. Durante una perlustrazione in montagna, trovandosi di fronte ad un campo di patate turchesche che si evidenziava per la “creatività” col quale era allestito e curato, ha iniziato una ricerca sul tubero che lo ha portato a percorrere l’intero paese e i suoi personaggi cercando un filo comune, una traccia, che potesse configurarsi in struttura.
L’installazione presentata lungo il percorso dei Presepi si inserisce in questo discorso di Memory in progress proprio per il tentativo di crear luogo e di tradurre gli stimoli nascosti, e creativi, del paese visto come insieme e struttura. Ecco quindi, in fase di elaborazione, l’artista utilizza gli oggetti trovati sul posto per riconfigurare la personale percezione di tale micromondo.
Un tavolo rovesciato accoglie, sui suoi piedi, due botole facenti parti un tempo delle urne elettorali. La buca è aperta. Sopra, degli stecchini reggono due tuberi di patata turchesca mentre in basso due contenitori d’acqua servono a richiamare e far sviluppare i germogli. Questi, una volta usciti, passeranno col tempo attraverso la buca, che diventa quindi filtro, per trovare l’acqua e così facendo, con le loro diramazioni, si legheranno al tavolino diventando un tutt’uno col mobile.
Di fronte una panchina è poggiata, sui suoi sei piedi, su delle patate normali. La posizione centrale porta l’attenzione sul paesaggio e sulla veduta attraverso le tre porte di fronte, legando il discorso allestitivo al contesto. Sulla destra una bici donata dalla regione Molise al comune in occasione di uno dei tanti falliti progetti di promozione cicloturistica raccoglie nel suo cestello altre normali patate che lo spettatore è invitato a prendere e portare a casa per (vedi istruzioni) ricreare in proprio, su stuzzicadenti, la struttura progettata dall’artista. La bici poggia su un tavolo in radica spezzato, tenuto inclinato da alcune patate posizionate al di sotto.
Dietro la panchina in una cornice, anch’essa rinvenuta tra i magazzini, la foto del campo di patate turchesche posto sulla montagna alle spalle del paese. La foto nasce da una perlustrazione dell’artista e raffigura una composizione floreale all’ingresso del campo. E’ stata realizzata da Mario, il proprietario, il quale è stato successivamente contattato e intervistato. Da tale incontro è nato un video nel quale Mario, durante i suoi racconti e ricordi, intona l’inno d’Italia con la fisarmonica. Il commento musicale, quindi, fa da colonna sonora all’intera installazione che trova rispecchiamento nelle tre finestre ad arco che si aprono sul panorama molisano.
Il discorso di ricerca si fa ancora più complesso in quanto l’artista, sempre durante ricerche nel paese, ha contattato un birraio locale, Biagio Sannino, che realizza circa una quarantina di birre esclusivamente per la consumazione nella sua pizzeria (Bas e Co.), col quale cercherà di realizzare una birra di patata turchesca presentata nei recipienti realizzati da un ceramista locale. Il tentativo è quello di concretizzare la ricerca con la realizzazione e la produzione di un nuovo alimento, esaltato dall’ideazione di un contenitore artistico.
Discorso complesso e stratificato, certamente in divenire sotto tanti punti di vista (dalla presentazione alla configurazione alla realizzazione della birra), l’opera di Andrea è una riflessione lucida e privilegiata sullo stato delle politiche agricole locali ma anche una denuncia contro la smaterializzazzione della tradizione agricola locale e l’opportunità di salvare specie rare ma capaci, se sfruttate e coltivate opportunamente, di creare ricchezza e soprattutto comunità.
Il tentativo di mettere insieme, come in un puzzle, tutte queste anime racchiuse nel paese, catturate durante perlustrazioni, ricerche e incontri, configura l’opera come un viaggio dinamico nel cuore stesso del territorio che viene interrogato a fondo dall’artista e quindi messo a nudo nelle sue dinamiche relazionali. L’evento è “politico” nel senso che analizza e studia l’intera civitas e si pone su un binario parallelo, speculare ma maggiormente veritativo, alla vera politica che dovrebbe agire sui territori salvaguardandone le proprietà. Anche questo, in fondo, è un modo per creare un “presepe” ragionando sull’idea stessa di luogo vitale.

Tommaso Evangelista


Istruzioni
Prendi una patata dal cestino della bicicletta e portala a casa
Con degli stecchini fa una struttura alla patata che, sospesa sopra un contenitore d’acqua, svilupperà le radici
La patata esposta alla luce e con le radici in acqua germoglierà diventando una pianta ornamentale
Fotografa il processo evolutivo della patata e il suo ambiente e passo passo posta le foto sulla piattaforma www.diecipassi.tumblr.com

Testo estratto dall'evento I PRESEPI NEL PRESEPE XVI edizione “Memory in progress” Percorso Contemporaneo

Il progetto a Villa Romana - Personale di Andrea D'Amore - Giugno 2017









giovedì 15 ottobre 2015

Alessio Ancillai e Thorsten Kirchhoff a Castello Pandone per L'Albero della Cuccagna

L’albero della cuccagna
NUTRIMENTI DELL'ARTE
a cura di ACHILLE BONITO OLIVA

Una mostra diffusa in tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, tra musei e fondazioni pubbliche e private che coinvolge oltre 40 artisti, scelti dal critico d’arte per realizzare opere ispirate al tema arcaico dell'albero della cuccagna. Un simbolo di abbondanza eletto dall’arte a monito, per invitare a riflettere sui temi dell'alimentazione e sulle sue implicazioni sociali. In sintonia con EXPO 2015, partner del progetto

IL MOLISE
partecipa al progetto espositivo nazionale con le opere di

ALESSIO ANCILLAI - BALDO DIODATO - THORSTEN KIRCHHOFF

DOMENICA 18 ottobre ACHILLE BONITO OLIVA con il Segretario Regionale per i beni architettonici e paesaggistici del Molise GENNARO MICCIO visiterà a VENAFRO Il Museo nazionale del Molise - Castello Pandone che ospita le opere di Alessio Ancillai e Thorsten Kirchhoff e a CASACALENDA il MAAK Museo di arte contemporanea Kalenarte con la sua Galleria Civica Franco Libertucci con Baldo Diodato.

PROGRAMMA

VENAFRO ore 12 conferenza stampa e visita alle opere

CASACALENDA ore 17.30 Centro storico (via Rinforzi di Borea) - visita
                             ore 18.30 Galleria civica Franco Libertucci - rinfresco


Achille Bonito Oliva chiama a raccolta oltre quaranta artisti internazionali per un grande progetto espositivo dislocato su tutto il territorio italiano. Con il patrocinio di EXPO 2015; e con la collaborazione del MiBACT e del Programma sperimentale per la cultura Sensi Contemporanei dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.
L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte, è una mostra diffusa sul territorio nazionale con la collaborazione di numerose istituzioni pubbliche e private, che costruiscono una rete espositiva in progress, nel tempo e nello spazio. Ogni museo, fondazione, galleria e spazio espositivo partecipante accoglie un'opera ispirata al tema dell’albero della cuccagna: soggetto iconografico che ha alle proprie spalle una lunga tradizione e una altrettanto arcaica memoria popolare, legata all'albero sacro della fertilità di derivazione celtica. Nell’immaginario collettivo l’albero della cuccagna rappresenta il paese dell’abbondanza e il luogo del divertimento per antonomasia. Il coinvolgimento di artisti contemporanei permette di realizzare opere interattive, finalmente non vietate ai minori, che sollecitano l’intervento di un pubblico di diverse età, dando un accento partecipativo e ludico all’evento espositivo. Nello stesso tempo diventa anche il monito attraverso cui l’arte vuole sollecitare una presa di coscienza del pubblico nei confronti del tema dell’alimentazione e della fame nel mondo, in adesione dunque agli ideali perseguiti da EXPO 2015.


ALESSIO ANCILLAI
Abandoning reason generates fantasy di Alessio Ancillai è un’installazione ambientale tecnologica e interattiva, che nasconde in sé un messaggio visibile solo se lo spettatore si fa ricercatore curioso e, avvicinandosi, trova il punto dove la seta “vibra”. Solo allora egli conquista, idealmente, la cima del suo albero, accede al suo bottino proteico, al suo nutrimento della mente. Solo allora, scrive Alessio Ancillai, «Il “segreto” è scoperto. La cuccagna è riuscire a lasciare gli schemi della ragione, senza la paura di non saper immaginare e lasciarsi guidare dall’arte per trovare la propria fantasia, ossia il movimento verso una pagina bianca che verrà scritta solamente se si trova la leggerezza di bambino, che sa “giocare” con l'opera, trasformandola in un luogo inventato.» Gli alberi di Alessio Ancillai compongono una sorta di fiabesca scenografia, dove la rossa verticalità dei LED punta dritta verso una verità invisibile e gioiosa e la seta bianca si muove con la sensibilità di una pelle, che reagisce al minimo spostamento d’aria. Su di lei scivola la luce con rari bagliori, che solo sulla sommità arrivano a comporre forme e ad articolar parole. 


BALDO DIODATO
L'Albero della Cuccagna di Baldo Diodato estenderà i suoi rami a Terravecchia, Casacalenda, verso l'orizzonte, verso la dolce  campagna circostante, che da secoli nutre gli abitanti del paese con la sua bellezza e i prodotti del territorio: grano, olio, verdure. Proprio a loro è dedicata un'altra opera, realizzata anch'essa per questa occasione. Si tratta di un elogio de La Fresella con  olio e pomodoro, forse il “comfort food” più diffuso nel sud Italia. La fresella al pomodoro, uno dei cibi più poveri, è servita su un piatto d'oro, come fosse una raffinata elaborazione di un grande chef. “Signori, si prega di accomodarsi, il pranzo è servito”.


THORSTEN KIRCHHOFF
Nel suo lavoro presentato a Venafro Thorsten Kirkhhoff assembla immagini e materiali come in un montaggio cinematografico. Su un tappeto “pregiato” sono riversati con un gesto risoluto (e generoso) 1000 ombrellini da cocktail con accanto un frullatore e tutto avvolto da un fruscio audio di una radio lontana e distorta. Una gigantesca festa andata troppo male – o forse troppo bene. Si potrebbe parlare di un equilibrio a rischio di  ipertrofia. Un prima o dopo la tempesta. Una situazione drammatica e grottescamente comica. Chi si ferma è perduto.



ORARI MUSEO NAZIONALE DEL MOLISE CASTELLO PANDONE - VENAFRO
Tel.: 0865 904698
Orario di apertura (ingresso gratuito) :
Da Martedì a Sabato: dalle 9.00 alle 13.00; Domenica e festivi: dalle 8.00 alle 19.00; Lunedì: chiuso
L’accesso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura.

ORARI GALLERIA CIVICA D'ARTE CONTEMPORANEA FRANCO LIBERTUCCI - CASACALENDA
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 14.00; Il lunedì e il mercoledì dalle 16.00 alle 19.00. (ingresso  gratuito)
Contatti: comune.casacalenda@libero.it - tel: 0874841456 - fax: 0874844010

_________________________________
Coordinamento generale: Francesca Franco | francescafranco.00@gmail.com
Coordinamento comunicazione: Paola Marino | paola.manual@gmail.com

Produzione e organizzazione tecnica:
Associazione culturale MetaMorfosi  | info@associazionemetamorfosi.com
Associazione culturale Spirale d’Idee | info@spiraledidee.com
                                  

Catalogo Skira

Alessio Ancillai

Thorsten Kirchhoff



giovedì 8 maggio 2014

ArcheoMolise n.19 - Nuovo numero e nuova versione


«L’idea di un periodico finalizzato alla conoscenza dell’archeologia, della storia, dell'arte molisana […] nasce dalla necessità di sopperire ad una grave lacuna nella divulgazione e, quindi, nella successiva fruizione dell’intero patrimonio culturale molisano». Con queste parole la redazione presentava, nell'aprile 2009, il primo numero di ArcheoMolise.
L'entusiasmo e la passione profusi per questo progetto hanno dato frutti e riscosso sempre più consensi trasformando questa scommessa editoriale in una più ambiziosa, senza mai tralasciare la correttezza scientifica dei contenuti: essere il punto di riferimento per la diffusione del patrimonio culturale molisano non solo per il Molise ma per l'Italia intera, non solo per i cultori della materia ma anche per i semplici appassionati. 
Ad oggi sono stati pubblicati 20 numeri con una distribuzione totale di circa 10000 copie che hanno permesso la divulgazione di ben 130 articoli inediti. Tutto ciò grazie al lavoro della redazione, di coloro che propongono idee e articoli e soprattutto di chi ci supporta con l'entusiasmo di sempre. 
Dopo 5 anni ArcheoMolise cambia volto attraverso una vera e propria progettazione coordinata: nuova struttura, nuova veste grafica, nuove modalità di diffusione. La nuova versione verrà stampata a cadenza quadrimestrale e conterrà più articoli e più pagine.

Per abbonarsi contattare la redazione via mail, archeomolise@gmail.com, o visitare la pagina http://www.archeomolise.it/rivista

la redazione

Articoli:

La collezione preistorica molisana di Giustino Nicolucci - Ettore Rufo e Lucia Borrelli
Castel San Vincenzo. Storia di un paese di montagna - Valentina Di Meo
L'opera edificatrice degli ordini mendicanti, spirituali e cavallereschi a Isernia - Ulderico Iorillo
La Vergine Orante di Cercemaggiore - Maria Teresa Lembo
Charles Moulin. L'orso delle Mainarde - Antonia Izzi Rufo
Un inedito disegno di Guttuso a Scapoli - Tommaso Evangelista
La quarta guerra sannitica - Antonella Presutti

giovedì 17 aprile 2014

Camusac: Caos Vacilla di Nagasawa, Imusmis di Longo e Collezione 2 - Nuove mostre e allestimento

Come altre volte in questo blog ci occupiamo del CAMUSAC Cassino Museo d'Arte Contemporanea vuoi per vicinanza territoriale col Molise vuoi per la qualità e l'eccezionalità della sua collezione permanente e delle mostre curate dal direttore Corà. A riguardo segnaliamo l'articolo del molisano Vincenzo Merola Il blog di Vincenzo Merola Una passione d'acciaio e i comunicati stampa delle due prossime personali: Imusmis della fotografa Brunella Longo, incentrata sul tema del recupero degli archetipi e delle manifestazioni del perturbante, nel fitto legame tra corpo forma e paesaggio.


BRUNELLA LONGO
IMUSMIS 2

 Tra gli eventi che segnano il giovane percorso del CAMUSAC - Cassino Museo Arte Contemporanea dall'ottobre 2013 ad oggi, si situa la mostra personale di Brunella Longo con nuove opere esito di una originale elaborazione digitale da foto analogiche e stampe lambda.
Non è la prima volta che Brunella Longo esibisce un repertorio di immagini in cui una base fotografica, costituita da paesaggi esotici e di lande desertiche ove solo poche presenze naturali abitano quei luoghi in cui alcuni suoi autoritratti – in verità sotto ermetici indumenti – si coniugano con abili dissolvenze in essi.
E' un arcano non esente da esoterici richiami iconologici, dietro i quali una letteratura e una mitologia sviluppatasi dal neoplatonismo rinascimentale ad oggi non smette di inviare messaggi che richiedono di essere decifrati.
La mostra, composta da dodici delle numerose opere che negli ultimi anni Longo ha realizzato viaggiando in differenti paesi, in cui la sola contaminazione sembra essere quella suscitata dalla propria presenza e dalla individuale proiezione psico-onirica su di essi, indica e conferma un'identità operativa che, compiuta l'esperienza della fotografia, volge ora la propria ricerca in ambiti in cui la lezione di Max Ernst, quella di Ansel Adams e di altri inventori di spazi della coscienza, le consentono di trovare il proprio divenire e il proprio linguaggio. Esso, a giudicare dal nuovo repertorio di immagini, è in ulteriore fase di modificazione rispetto all'episodio generativo del nucleo di opere da Longo definito IMUSMIS (2011), sia nelle conferme dei dati iniziali, sia nelle aperture che vi si scorgono. Al visitatore che vi si troverà di fronte, si richiede una libertà di osservazione analogo a quella dell'avventuroso viaggio che ha ispirato l'ideazione di questi nuovi lavori di Brunella Longo e delle sue mise en scène dai complessi significati.

Curatore artistico: Bruno Corà
La mostra: Imusmis 2
Opere di Brunella Longo
Dove: Cassino, via Casilina Nord 1
Quando: dal 9 maggio al 28 settembre 2014
Orario: aperto sabato dalle ore 15 alle 19, altri giorni su prenotazione
Info e prenotazioni: tel. +39 366 5904400
Ingresso: libero

E la mostra Caos Vacilla del giapponese Hidetoshi Nagasawa (presente in Molise nel museo all'aperto di Casacalenda) con installazioni e sculture dalla forte carica magmatica, nell'accentuazione delle dinamiche strutturali in relazione agli ampi spazi del museo.


 Mostra personale di
Hidetoshi Nagasawa al CAMUSAC con opere inedite

Venerdì 9 maggio 2014 alle ore 18 è fissata l'apertura primaverile della stagione espositiva del CAMUSAC, che si attua all'insegna della mostra personale di Hidetoshi Nagasawa a cura di Bruno Corà, con un significativo nucleo di nuove opere che l'artista di origine giapponese ha appositamente ideato e realizzato per questa importante scadenza della giovane istituzione cassinese.
L'artista,  residente in Italia, a Milano, sin dal 1967, si presenta alla ribalta del CAMUSAC dopo la singolare ed emblematica mostra che ha visto coinvolti Enrico Castellani con masterpiecesi celebri del suo repertorio e il giovane Shigeru Saito con opere concepite in omaggio al Maestro che tra i primi lo ha accolto nel suo viaggio in Italia. Il considerevole gruppo di nuove opere realizzate da Nagasawa sarà collocato nell'area centrale del padiglione espositivo del Museo, mentre nelle pareti circostanti e nei restanti spazi troveranno ospitalità le opere della “Collezione permanente 2”, seconda edizione della dotazione museale.
Le nuove opere di Nagasawa, sculture dal forte investimento spaziale, sono di grandi dimensioni e sono state realizzate con differenti materiali: dal marmo rosso Luana con cui egli ha concepito il Paravento, al ferro di Interferenza (di dieci metri di lunghezza), alle travi in legno di rovere di Ombra di Melissa, ai blocchi di marmo con il ferro di Groviglio di quanto e infine al ferro del Pozzo nel cielo, con cui Nagasawa esordì a Cassino con una prima versione di quest'opera oltre quindici anni fa, in occasione di un convengo su “Arte e città”.
La mostra di Nagasawa, dopo le mostre al MACRO di Roma e alla Fòcara di Novoli (Lecce), lo vede nuovamente protagonista capace di sorprendere con opere che sfidano tanto l'inerzia e la gravità, quanto le tensioni interne alla materia sollecitata a esibirsi nel vuoto e nello spazio che essa stessa concorre a determinare con mirabili equilibri di cui l'artista le dota. Le opere, in mutua relazione tra loro suscitano il caratteristico spazio del Ma, soglia fisica e mentale della cultura Zen in cui si concentrano insieme all'energia delle materie quella dello sguardo e del pensiero dell'osservatore.
Per l'occasione è prevista una pubblicazione con fotografie e testi critici sulla scultura di Nagasawa.

Il museo: Cassino Museo Arte Contemporanea 
Curatore artistico: Bruno Corà
La mostra: Caos vacilla
Opere di Hidetoshi Nagasawa Dove: Cassino, via Casilina Nord 1 
Quando: dal 9 maggio al 28 settembre 2014
Orario: aperto sabato dalle ore 15 alle 19, altri giorni su prenotazione
Info e prenotazioni: tel. +39 366 5904400
Ingresso: libero

Verrà presentata anche la seconda parte della collezione permanente COLLEZIONE 2
 


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