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mercoledì 2 agosto 2017

terravecchiaventiquattro


terravecchiaventiquattro

installazione

2017

Massimo Palumbo & Michele Porsia

CASACALENDA_MOLISE   3 AGOSTO 2017   VIA TERRA VECCHIA


Pietro Corsi, uno degli scrittori italo-americani più noti nel panorama internazionale è di recente scomparso lasciando un vuoto incolmabile a Casacalenda, il paese delle radici, sradicate e ripiantate ogni estate, quando, “seguendo il sole”, trascorreva quattro mesi nella sua casa in “terravecchia” , la parte più antica del paese, forse la più bella.

Il 3 agosto 2017 lo scrittore avrebbe compiuto ottanta anni.

Massimo Palumbo e Michele Porsia,  hanno pensato di celebrare alle ore 21.30, al crepuscolo, questo compleanno mancato con un happening, un atto poetico, un'istallazione effimera che coinvolgerà la popolazione locale e gli amici d'oltremare. L’evento terminerà con un aperitivo offerto da Biosapori.

 “Via terravecchia è una via stretta, le macchine non possono passare: appartiene ai gatti e ai bambini che giocano tracciando talvolta dei segni con il gesso sull'acciottolato o traiettorie d'aria, tirando una palla da una parte all'altra. Appartiene a chi ama passeggiare nel pensiero. La porta di terravecchia è aperta, viene varcata dal vento di terra e più di rado dagli abitanti che preferiscono la parte ottocentesca del paese.

Questo homage a Pietro Corsi tenta di ricucire le smagliature di questa area con un atto di disperata vitalità. Le persone presenti potranno liberamente  citare stralci tratti dalle opere di Pietro Corsi, mentre da via terravecchia ventiquattro, cercheremo di ricostruire i percorsi, i discorsi, le tracce invisibili lasciate nei vicoli del borgo, le parole forse raccontate alle pietre, la narrativa degli sguardi delle finestre, i legami tra il trauma, l'abbandono e la cura. Prenderà una forma quella necessità di andare via e il bisogno di ritornare. La vita.”

Massimo Palumbo & Michele Porsia

Questi percorsi partiranno da via terravecchia 24

L’amministrazione Comunale di Casacalenda ha colto l'occasione per presentare alle ore 18.00 nella Galleria Libertucci, presso la sala “il filo di Achille Pace”, un concorso letterario dedicato a Pietro Corsi.

mercoledì 12 ottobre 2016

XII Giornata del Contemporaneo in Molise - MAACK


Sabato 15 ottobre e domenica 16 ottobre 2016ore 18.00 Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Franco Libertucci” Palazzo comunale, Casacalenda_Molise.
Il MAACK Museo all’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte, partecipa alla XII Giornata del Contemporaneo, evento nazionale che vede tutti i musei associati all’AMACI - Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani aprire gratuitamente le loro porte per un’iniziativa ricca di eventi, mostre, conferenze e laboratori. Sabato 15 e domenica 16 ottobre sarà infatti possibile visitare gratuitamente la Galleria Civica e prenotare le visite guidate al Museo all’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte.
Il 15 ottobre presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Franco Libertucci” appuntamento con  “...STALKER al MAACK” - Una proposta per il territorio: CALENDE I TEMPI DELLA CONDIVISIONE.
Per la prima volta nel Molise gli architetti/artisti del collettivo Stalker/Osservatorio Nomade, impegnati in ricerche e azioni sul territorio con particolare attenzione alle aree di margine e ai vuoti urbani in via di trasformazione, coniugando in un'unica modalità di azione ed intervento la pratica artistica e l'osservazione dello spazio urbano.
A partire dalle ore 18 interverranno Massimo Palumbo, Direttore del MAACK, Luciano De Bonis, docente dell’Università degli Studi del Molise, Michele Porsia, curatore e Vicepresidente dell'A.C. Kalenarte_MAACK e per STALKER Giulia Fiocca e Lorenzo Romito.
Il 16 Ottobre sarà un’occasione speciale per la storia del MAACK e per il Progetto Kalenarte. Alle ore 18.00 alcune stanze della Galleria Civica d’Arte Contemporanea verranno intitolate ad artisti che hanno arricchito, collaborato e sostenuto il progetto Kalenarte sin dalla nascita: Achille Pace, Teresa Zambrotta e Franco Libertucci.
La grande sala detta “Auditorium” o “Sala Convegni” finalmente avrà il suo nome: Il filo di Achille PaceAchille Pace, che sarà presente durante la serata, è nato a Termoli nel 1923, vive e lavora a Roma ed è un artista operante nell’ambito dell’astrattismo storico e dell’arte informale. L’arte di Pace ha come premessa l’autonomia cromatica degli espressionisti tedeschi e i problemi segnici di Paul Klee espressi dapprima attraverso la “gettata di colore” e poi attraverso l’elaborazione di un personale linguaggio incentrato sull’utilizzazione, entro spazi per lo più neutri, di un filo di cotone che, come un guizzo di luce, definisce e circoscrive lo spazio percettivo della visione. Il filo di Achille Pace ha da sempre ispirato il progetto d’arte contemporanea di Casacalenda che nel 1991 aprì al pubblico proprio con una mostra dal titolo “Il Filo”.
La piccola saletta adibita per ospitare mostre temporanee, che si trova accanto alla grande sala appena descritta, sarà intitolata a Teresa Zambrotta con il nome: i delfini di TERESA ZAMBROTTA. La storica e critica d’arte, nonché artista scomparsa nel 2015, ha sempre sostenuto il progetto Kalenarte. Ella ha identificato nell'arte la forza creativa che permette di convogliare energie verso un rapporto di conoscenza profonda con l'universo. Ad aiutarla in questo viaggio i suoi amici delfini con i quali si sentiva intimamente connessa e che hanno guidato la sua mano nel processo di trasformazione della materia che l'arte sottende.
Strettamente legata alla storia del MAACK la figura di Franco Libertucci: figura complessa ed enigmatica della storia dell’arte del secolo scorso, nonché figlio illustre di Casacalenda, scomparso nel 2002. Nel 2007, in seguito alla ristrutturazione dei nuovi spazi della Galleria, si concretizzò la volontà di intitolare la stessa all’artista casacalendese. Domenica 16 ottobre a Franco Libertucci verrà intitolata, con il nome le sculture abitabili di FRANCO LIBERTUCCI, anche la stanza al piano superiore in cui sono presenti le sei litografie dell’artista. Le opere sono state donate dall’artista al Sindaco di Casacalenda in occasione  dell’esposizione a lui dedicata nel 1988 in concomitanza con l’inaugurazione del ristrutturato Palazzo Comunale.

mercoledì 20 luglio 2016

Aut-Out - Contaminazioni al MAACK



AUT- OUT / EVEN IN
                        CONTAMINAZIONI AL MAACK


INAUGURAZIONE venerdì 22 Luglio 2016, ore 18.00

SEDE  MAACK Museo all’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte;
Galleria Civica Franco Libertucci – Casacalenda_ Molise


L’Associazione Culturale Kalenarte_MAACK a Casacalenda_Molise, da oltre vent'anni porta avanti la valorizzazione del  patrimonio artistico contemporaneo presente sul territorio, formato dalle ventuno opere site specific del MAACK, il museo all'aperto,  e dalla Galleria Civica intitolata all’artista casacalendese Franco Libertucci, sita nei luoghi del sottotetto del palazzo comunale.

L’obiettivo principale che l’Associazione ha sempre voluto conseguire è la coesione territoriale e sociale.
A tal proposito, per l’estate 2016, l’Associazione Culturale Kalenarte_MAACK propone una serie di eventi culturali volti a rafforzare il legame tra la cittadinanza e lo spazio urbano, utilizzando i luoghi del MAACK e della Galleria Franco Libertucci come scenario stabile e come laboratorio di creatività.

La Galleria Franco Libertucci resterà aperta al pubblico per i fine settimana presenti in calendario, la stessa può essere raggiunta tramite l’ingresso autonomo in Via Emilio De Gennaro 83, dall’entrata principale del palazzo municipale su Corso Roma, o dall’ingresso di Piazza Sandro Pertini (adiacente la Scacchiera).
La Scacchiera e gli spazi interni verranno utilizzati rispettivamente come open-stage e open-lab: alcuni eventi sono in programma, ma ci sarà la possibilità da parte della cittadinanza l’utilizzo spontaneo, ma ordinato dello spazio per performance e attività di vario tipo. Il programma ha dunque la virtù della scalability. Gli altri luoghi esterni del MAACK verranno utilizzati per eventi caratterizzati dal legame forte con il luogo stesso.

Gli eventi in programma saranno ripartiti in cinque fine settimana dal 22 Luglio al 21 Agosto.

Venerdì 22 Luglio, unico giorno impegnato per il primo weekend, sarà di avvio per l’intera programmazione estiva. Avrà luogo la presentazione dell’evento AUT – OUT / EVEN IN _ CONTAMINAZIONI AL MAACK e di alcune novità che andranno ad arricchire la fruibilità del museo all’aperto: la GUIDA al MAACK e  l’APP per il MAACK.

Dal 29 Luglio entreranno nel vivo le attività previste dall’Associazione. Sino al 21 Agosto ogni weekend la galleria Franco Libertucci sarà aperta dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.  Su prenotazione sono previste visite guidate alle ore 11.00 e alle ore 16.00 al Museo all’aperto e alla Galleria contattando l’Associazione. È inoltre possibile prenotare suggestive visite notturne guidate.

In tutti i weekend sono in programma contaminazioni culturali tra arte contemporanea, letteratura e musica, insieme ai tanti ospiti che interverranno, tutto accompagnato da buon cibo offerto dagli sponsor che sostengono l’A. C. Kalenarte_MAACK.

Domenica 21 Agosto alle ore 11.00 ci sarà la chiusura di tutti gli eventi con una TAVOLA ROTONDA in Galleria.

martedì 12 luglio 2016

Il Madì di Mascia a Casacalenda



10.30-13.00/17.00-20.00
apertura
Galleria Civica d'Arte Contemporanea Franco Libertucci Palazzo Comunale Via Emilio De Gennaro 83 Casacalenda
a cura dell'Associazione Culturale Kalenarte_Maack

11.00 visita guidata su prenotazione
16.00 visita guidata su prenotazione

18.00
DARE IL NOME ALLE STANZE
a cura di Massimo Palumbo

19.00
Vernissage
Cristina Costanzo presenta il MADI
di
VINCENZO MASCIA

mercoledì 13 gennaio 2016

Non aprire che all'oscuro


Un ritrovamento incredibile e una storia commovente. Dal 13 gennaio al 28 febbraio 2016 presso gli spazi espositivi GIL a Campobasso, saranno in mostra oltre 90 fotografie che raccontano la realtà del Mezzogiorno (in particolare di Casacalenda, Molise) tra il XIX e XX secolo. La mostra è curata da Flavio Brunetti e organizzata dalla Fondazione Molise Cultura. 







J'ai numéroté les lignes du texte de 1 à 37
J'ai indiqué les renvois au texte, par exemple ligne 1 → l. 1
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Il testo Madre  apre il racconto (circa 80p.) di Flavio Brunetti, intitolato Non aprire che all'oscuro, dedicato alla funzione essenziale della fotografia per l'autore,  essendo lui stesso fotografo. Questa prima pagina è collocata al preciso momento in cui all'obitorio dell'ospedale l'autore va a fare visita per l'ultima volta a sua madre prima che la salma sia composta nella bara. È quindi un testo autobiografico nel quale l'autore descrive quello che vede in questo luogo di morte e evoca nello stesso tempo i ricordi che lo assalgono. Ci dà anche da sentire le parole che rivolge alla madre, un discorso  rivelatore della loro relazione filiale profonda. Si tratta di evidenziare perché il testo coinvolga violentemente il lettore e perché, celebrando sua madre, l'autore riesca in qualche modo a superare la morte. 
La prima parte sottolineerà il modo in cui la morte e la vita vengono descritte. La seconda sarà un' analisi delle immagini della madre che ci propone l'autore. Infine vedremo se scrivendo, l'autore non riusce a immortalare l'immagine di sua madre e l'amore che nutre per lei.


I rappresentazioni  della morte e della vita sono notevoli, contrastano e alternano fra di loro. Sin dall'inizio il lettore viene immediatamente colpito dalle prime due parole importantissime che introducono la pagina. La parola Madre è la prima, è il titolo della pagina, e la seconda è gli obitori. Quest'ultima è anche messa in rilievo perché inizia il testo stesso. Con queste due parole che si urtano il lettore comprende subito la situazione ed è per di più invitato al raccoglimento. Difatti ha appena letto il titolo polisemico del racconto Non aprire che all'oscuro, e sa dunque che sta per passare dalla luce all'oscuro. Anche il significato etimologico di obitorio,  dal latino obire 'andare verso', 'obire mortem', rimanda al passaggio dalla vita alla morte. Il termine usato al plurale provoca una  generalizzazione prolungata per l'intero primo paragrafo e permette di insistere su un fatto tipico delle nostre società moderne che evacuano la morte dalla vita sociale. La morte diventa  anonima, anzi vergognosa, come lo conferma la costruzione impersonale [il corpo] prima che se lo portino via (l.6). L'autore rafforza la durezza di questa relegazione usando diversi procedimenti sintattici o lessicali: utilizza antonimi semplici, in basso/di sopra (l.1;2), frasi corte (soggetto-verbo essere-attributo), frasi ellittiche (soggetto-attributo) o anche ridotte a una sola parola. Questi procedimenti per descrivere gli obitori equivalgono a un atto di accusa contro questo costume sociale di fronte alla morte. La prima volta quando evoca la madre (l.8) e ogni volta in seguito( l.25-26; l.27) l'autore utilizza solamente frasi nominali che, con le loro ellissi, accentuano l'emozione trattenuta o anzi il dolore (l.29-30).
La ricchezza delle percezioni sensoriali esprime acutamente l'opposizione tra le immagini della morte e quelle della vita di cui l'autore si ricorda. Le sensazioni olfattive in riferimento alla morte sono  di un realismo crudo e di una violenza estrema (l.5-6), quelle visive del mondo in bianco e nero della morte contrastano con lo scaturire variopinto dei colori della vita, simboleggiati attraverso la luce del sole, i frutti e i fiori (l.11-12). Però il termine nero non si legge in quanto stesso, è sostituito con una perifrasi che aggiunge al colore nero connotazioni più infauste: l'uomo corvo. La perifrasi è ripresa cinque volte e sottolinea l'anonimato del artigiano della morte, suggerendo che è di cattivo augurio e lascia incombere una minaccia malefica. Non si legge neanche il termine bianco, è solamente indicata la lastra di marmo, ripresa sei volte, anch' esse ricca di connotazioni. Suggerisce associazioni con il senso del tatto, il freddo, con l'immobilità, la rigidità della pietra: è già una lastra tombale. La vita invece è rappresentata mediante verbi di movimento, camminava, saltare (l.13;14) e con i colori vivi della natura. In questo contesto il bianco che si vede è un bianco vivo, quello della neve luccicante.
Abbiamo segnato sopra l'uso di numerosi frasi dalla costruzione apparamente  semplice, la struttura narrativa del testo però si rivela più complessa. Passaggi descrittivi si alternano con passaggi di dialoghi e producono un' alternanza di tempi verbali significativa. L'imperfetto è legato ai ricordi della vita (l. 11-14; l.20-21; l.26-27.l.34-35) mentre il passato prossimo è riservato al discorso diretto e familiare che l'autore rivolge a sua madre. In quanto riguarda il futuro, appartiene esclusivamente a l'uomo corvo, è quello della separazione imminente, ineluttabile, è un futuro talmente prossimo che si trova pure due volte accostato all' avverbio ora: ora verrà (l.14), ora sarà (l.36).

La parola Madre echeggia sull' intera pagina, le sue quindici occorrenze dicono palesemente la sua importanza. Quale immagini di sua madre, della Madre, l'autore riusce quindi a darci?
Dapprima la madre, fonte della vita, è la madre dell'autore. Apparve come una madre tutelare, garante della sua educazione, che ha soprattutto saputo trasmettergli calore e tenerezza. Un esempio: l'enumerazione dei verbi al imperfetto in seconda persona (l.34-35) provoca una serie di assonanze significative, si sente la voce della madre rimproverando il bambino, il vocale i ne riproduce gli accenti d'ira. Poi, alla fine della frase, viene il verbo dormire, l'unico che si chiuda con un vocale meno acuto, la e, esprimendo la quiete ritrovata. 
Alla madre vengono inoltre attribuite multiplice qualità seducenti che dimostrano di volta in volta la sua grazia sorridente, la sua sensualità (l.11-12), la sua modestia (l.22), la sua tenerezza (l.35). Sono degli immagini forte che ci la fanno vedere come la madre nutrice, l'alma mater che fa tutt' uno con la natura nella quale si fonde. Entra in contatto diretto con gli elementi: con la terra, cammina scalza (l.13); con l'aria, saltando; con l'acqua sotto forma di neve; con il fuoco rappresentato dal sole. È anche un'incarnazione della bellezza (l. 32) e l'aggettivo bello ricorre cinque volte. Ma su questo punto torneremo sotto.
Si potrebbe andare più avanti, è come se l'autore procedesse a una specie di deificazione. La madre si metamorfosa in una figura di dea-Madre. In effetti la parola Madre apre e chiude la pagina e ricorre spesso con la maiuscola laudativa. Risalta particolarmente perché è collocata in principio di proposizione, Madre è un' anafora che scandisce l'intera pagina, che le dà una musicalità innegabile.
Il vocativo ha dunque il valore di un' incantazione, di un invocazione. È come se l'autore si rivolgesse a un nume, a una divinità. Non sappiamo se si tratta di una preghiera alla dea-Madre o piuttosto alla Madonna della religione cattolica. Diverse interpretazioni sono senz'altra possibili secondo le connotazioni, ma la venerazione dell'autore non lascia nessun dubbio e la madre prende una dimensione  universale. 

 Anafore, assonanze, immagini forti sono procedimenti tipici della scrittura poetica. Permettono di risentire e di leggere la pagina come si legge una pagina di prosa lirica.
Così si spiega perché la primissima immagine concreta che l'autore ci dà di sua madre coinvolga talmente il lettore. Due frasi nominali conseguenti, della stessa lunghezza, come se si trattasse delle due emistichi di un falso alessandrino, restituiscono la fragilità di questo essere oramai senza difesa:
Madre sulla lastra di marmo. Madre non ancora vestita..
Da questo momento in poi abbiamo l'impressione che i ruoli sono invertiti. È il figlio che diventa materno, che rassicura la madre. Si esprime in discorso diretto (l. 8;16) usa due volte la congiunzione di causa perché (l.10;11) per spiegarle i propri gesti come si fa con un bambino, utilizza allora il tono familiare della tenerezza affettuosa. Peraltro l'espressione l'uomo corvo non è solamente una   metafora della morte, potrebbe rappresentare nello stesso tempo una figura che spaventa i bambini. È ripresa cinque volte come se l'autore volesse scongiurare questa presenza malefica. L'autore precisa due volte è venuto con me, perché la madre non si spaventi. L'atteggiamento affettuoso e materno culmina ancora nell' ultimissima domanda che le rivolge e che potrebbe anch' esse rivolgersi a un bambino:
Madre, hai freddo sulla lastra di marmo?
Anche se il contesto non è lo stesso ci si ricorda la metrica e il tono materno adoperato da Rimbaud al verso 11 del sonetto Le Dormeur du val:
Nature, berce-le chaudement: il a froid.
Si vede dunque che mediante incantazioni ripetute, nel preciso momento in cui dice la morte di sua madre, l'autore entra un ultima volta in contatto diretto con lei. Verso la fine (l. 29) si trova l'unica occorrenza della parola madre scritta senza maiuscola e con il possessivo personale, traducendo il suo turbamento la sua tenerezza, il suo dolore, con estrema decenza. La morte non impedisce loro di rimanere tutte e due nella stessa comunità spirituale. Il suo elogio gli permette di rivolgersi a lei malgrado la morte, di comunicare con lei aldilà della morte, di oltrepassare la morte, di trascenderla.
Un altro legame intimo e privilegiato sopravviverà tra loro aldilà della morte, si tratta della bellezza. Già scegliendo i vestiti per agghindarla è sollecito di portarle i più belli (l. 9;16). È preoccupato di piaciarle, di farla bella. Poi alla fine pronuncia un' affermazione veemente, rifiutando di vedere nel impiegato dell'obitorio altro che un funzionario secondario: 
Solo io conosco la tua bellezza, l'uomo corvo, no!
L'officiante anonimo, quindi la morte, non avrà ragione della bellezza. A lui, al figlio, al fotografo, allo scrittore spetterà il ruolo di dire, di risuscitare, di rivelare la bellezza di sua madre, se ne fa garante. Anche grazie alla bellezza potrà trascendere la morte.

Questo testo autobiografico dagli accenti lirici, dipingendo la morte con emozioni e immagini forti si presenta come l' ultima offerta del figlio a sua madre. Lo scrittore, lodando la madre, le rende omaggio con una pagina di prosa poetica che perenna il suo ricordo e immortalizza la sua bellezza come verrà confermato nel testo che segue quest' esordio. 

professeur Françoise Lamblin
francoise.lamblin@ennamane.net



giovedì 8 ottobre 2015

L'albero della Cuccagna al MAACK

Baldo Diodato-Cielo e mare-2013


Sabato 10 ottobre 2015

XI Giornata del Contemporaneo
Il MAACK partecipa quest’anno
al grande evento dedicato all’arte contemporanea
Promossa da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte
Contemporanea Italiani, la Giornata del Contemporaneo giunge all’undicesima edizione.

 .....poi  l'albero della cuccagna passò per il Molise fermandosi al MAACK a Casacalenda.

Lo storico dell'arte Achille Bonito Oliva ha invitato Baldo Diodato a partecipare con altri artisti ad un progetto nazionale che si svolgerà in diversi siti Italiani, musei o gallerie di riconosciuta fama ed importanza sul piano culturale.

La presenza di Baldo Diodato in questo progetto si concretizzerà in una location straordinaria come quella del MAACK di Casacalenda_Molise.

 " l'albero della cuccagna: nutrimenti dell'Arte, mostra diffusa sul territorio nazionale" . Gli artisti internazionali chiamati sono trenta e si partirà dal 25 settembre sino alla fine di ottobre nella inaugurazione dei singoli interventi. Il tutto avverrà con la collaborazione e con la presenza di numerose istituzioni pubbliche e /o private che costituiscono una rete espositiva in progress nel tempo e nello spazio ed ogni fondazione, museo o galleria accoglierà un'opera ispirata all'albero della cuccagna. Albero come soggetto iconografico che ha alle proprie spalle una lunga tradizione e una altrettanto arcaica memoria popolare, legata all'albero sacro della fertilità.

Il progetto è realizzato con il patrocinio dell'EXPO2015 e la collaborazione del programma sperimentale per la cultura SENSICONTEMPORANEI e dell'agenzia territoriale del MiBACT.

Gli artisti che partecipano a “L’Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’arte” sono: Giovanni Albanese, Alessio Ancillai, Marco Bagnoli, Per Barclay, Gianfranco Baruchello, Bertozzi & Casoni, Tomaso De Luca, Baldo Diodato, Giuseppe Ducrot, Lara Favaretto, goldiechiari, Innocente, Alfredo Jaar, Thorsten Kirchhoff, Grazia La Padula, Alfonso Leto, Felice Levini, H.H. Lim, Sebastian Lloyd Rees, Franco Losvizzero, Emiliano Maggi, Marzia Migliora, Masbedo, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Shay Frish Peri, Michelangelo Pistoletto, Pedro Cabrita Reis, Paul Renner, Remo Salvadori, Lorenzo Scotto di Luzio, Marinella Senatore, Pascale Marthine Tayou, Patrick Tuttofuoco, Oliviero Toscani, Costas Varotsos, Ben Vautier, Jonida Xherri, Sislej Xhafa.

Baldo Diodato interverrà con una installazione da realizzare tra le pieghe del Museo all'Aperto di Kalenarte e in una delle sale della Galleria Franco Libertucci​

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BALDO DIODATO

L'albero della cuccagna: nutrimenti dell'Arte, mostra diffusa sul territorio nazionale

sabato10 ottobre 2015

Casacalenda_Molise

Curatore Achille Bonito Oliva Critico d'Arte Contemporanea

Coordinatrice Francesca Franco

per il MAACK  Massimo Palumbo

  MAACK Casacalenda_Molise/ Galleria d'ArteContemporanea Franco Libertucci

COMUNE DI CASACALENDA
REGIONE MOLISE

venerdì 18 aprile 2014

Kalenarte 2014 - L'arte del paesaggio



L’ARTE DEL PAESAGGIO OVVERO DEL CONNUBIO TRA CULTURA E NATURA 


BALDO DIODATOPOKER DI STELL
NÉLIDA MENDOZASTRACULATORE/SC_TRECUELÉTÓRE 

DUE NUOVE OPERE PER KALENARTE 

a cura di Cristina Costanzo 

MAACK MUSEO ALL’APERTO DI ARTE CONTEMPORANEA KALENARTE 
CASACALENDA (CB), MOLISE 
3 MAGGIO 2014 


La Regione Molise, il Comune di Casacalenda, l’Associazione Culturale Kalenarte e il MAACK Museo all’Aperto di Arte Contemporanea Kalenarte sono lieti di presentare L’arte del Paesaggio ovvero del connubio tra Cultura e Natura, a cura di Cristina Costanzo. Il 3 maggio 2014 nella sede della Galleria Civica Franco Libertucci di Casacalenda si terrà la presentazione delle opere ideate e realizzate per il MAACK dagli artisti Baldo Diodato e Nélida Mendoza, protagonisti della nuova edizione di Kalenarte e personalità artistiche differenti e complementari. 

Il MAACK Museo all’Aperto di Arte Contemporanea Kalenarte, con sede a Casacalenda (CB), oggi si impone all’attenzione nazionale ed internazionale come una delle eccellenze territoriali della Regione Molise e pregevole esempio di Museo a cielo aperto dedicato all’arte contemporanea. Nel corso della sua attività più che ventennale il MAACK - nato nel 1990 da un’idea dell’artista e architetto Massimo Palumbo – ha coinvolto artisti di alto profilo invitandoli ad agire nel paesaggio e a dialogare con esso progettando opere ad hoc per la specificità territoriale molisana. Il MAACK, dunque, non è soltanto una prestigiosa sede espositiva ma si afferma anche come luogo capace di suscitare suggestioni e di innescare un processo creativo che tenga conto tanto delle specificità culturali e del genius loci quanto della ricerca personale degli artisti invitati. 

Dopo aver soggiornato a Casacalenda, Baldo Diodato e Nélida Mendoza hanno elaborato due interessanti interventi artistici, accomunati dall’indagine sul rapporto tra cultura e natura, straordinariamente rappresentato da Kalenarte. Baldo Diodato presenta Poker di Stelle, opera particolarmente intensa e suggestiva che attraverso un intervento di riqualificazione urbana invita a scorgere la natura anche quando essa viene negata. Nélida Mendoza, mediante l’opera Straculatore/Sc_trecuelétóre, offre un’inedita e avvincente interpretazione della memoria collettiva dei luoghi, capaci di ispirare un dialogo costante di cui l’artista è depositario oltre i limiti territoriali e geopolitici. 

In occasione della presentazione degli interventi di Baldo Diodato e Nélida Mendoza per il MAACK verrà presentato anche il catalogo Le Donazioni 2013, con testo critico e schede a cura di Beatrice Mastrorilli e Federica Rigillo, dedicato al cospicuo gruppo di opere d’arte contemporanea donate da trentotto artisti alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Franco Libertucci” di Casacalenda. 

Nel corso dell’evento saranno presentati anche Due video per il MAACK, a cura di Pasquale D’Imperio/Gruppo Kerem. 

Con L’arte del Paesaggio ovvero del connubio tra Cultura e Natura Kalenarte ribadisce la propria vocazione all’arte contemporanea in nome del connubio tra cultura e natura e dimostra che l’apertura verso le istituzioni e l’università, l’inserimento nel circuito artistico e turistico nazionale ed internazionale e un sempre maggiore coinvolgimento della comunità cittadina sono soltanto alcune delle sfide vinte. 

L’arte del Paesaggio ovvero del connubio tra Cultura e Natura si avvale dell’omonimo catalogo, edito da Palladino Editore, quale prezioso strumento scientifico di interpretazione critica del progetto. Il catalogo, a cura di Cristina Costanzo, si avvale dei contributi di Marco Gagliardi, sindaco di Casacalenda; Paolo Di Laura Frattura, Presidente della Regione Molise; Maria Luisa Tozzi, Associazione Culturale Kalenarte; Massimo Palumbo, direttore scientifico del MAACK; Cristina Costanzo, storico dell’arte e curatore del progetto; Baldo Diodato, artista; Nélida Mendoza, artista; Claudia Di Bello, architetto.

martedì 9 ottobre 2012

Giornata del contemporaneo al Maack

In occasione della giornata del contemporaneo, l’Associazione Culturale Kalenarte, vuole organizzare alcuni appuntamenti con l’arte. Casacalenda Molise 13 Ottobre 2012

• visite guidate al MAACK Museo all’ Aperto d’Arte Contemporanea di Kalenarte,

• visita alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea Franco Libertucci,

• tavola rotonda, dibattito

• laboratorio, rivolto alla partecipazione di ragazzi e bambini.

Le visite guidate al Museo all’Aperto, avranno inizio alle ore 10.00 con appuntamento presso il parcheggio Fonte Pompa. Tre saranno i percorsi diversi che ci porteranno alla scoperta del Museo all’Aperto. Natura, paesaggio, storia ed arte faranno compagnia a quanti avranno deciso di aderire a queste passeggiate in cui l’arte contemporanea e la natura si integrano in un tutt’uno. Sui siti delle opere saranno presenti alcuni artisti, che spiegheranno il significato delle loro creazioni, in modo tale da rendere possibile oltre che la semplice osservazione e fruizione dell’opera, anche la comprensione di essa. Alle ore 10.30 avrà inizio il laboratorio per i bambini, in via Leone XIII contrada Il Monte presso l’opera dell’artista Stefania Fabrizi. “Il gioco del sole” è un’opera che è appunto un omaggio all’infanzia e al gioco. Il laboratorio verrà svolto da Dajanna Boffa e ai ragazzi verrà spiegato cos’è l’arte, l’importanza del disegno e l’uso dei colori. Durante questo workshop i bambini realizzeranno delle loro piccole opere attraverso lo strumento del disegno, nelle quali potranno dare spazio alla loro immaginazione e fantasia. Il dibattito-tavola rotonda “Arte, paesaggio , ambiente... il caso Kalenarte” avrà luogo nel pomeriggio alle ore 16.00, presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea Franco Libertucci. Saranno invitati a partecipare oltre che i visitatori, anche gli artisti, i curatori e i promotori di Kalenarte, i quali interverranno e spiegheranno il progetto che ha vita da oltre vent’anni. Si discuterà sulla situazione dell’arte contemporanea e sicuramente del “caso Kalenarte”. Si coglie l’occasione per la presentazione del volume “I luoghi del Contemporaneo”, edito da Gangemi. La pubblicazione è il risultato di un lavoro di ricerca promosso dal MiBAC e realizzato dalla società IZI spa che si è occupata d’individuare i luoghi più rilevanti d’Italia che operano nel settore dell’arte contemporanea. Il Museo All’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte, il MAACK è stato inserito nella pubblicazione a rappresentare la regione Molise.

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