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martedì 6 giugno 2023

Arte Pentra Dimenticata e Ritrovata


Arte Pentra Dimenticata e Ritrovata
Cecola, Formichelli, La Posta, Moulin, Succi, Taccola
Retrospettiva d’arte
16 giugno – 30 giugno 2023
Spazio Arte Petrecca │Corso Marcelli 180 │Isernia
Da un’idea di Alessandro Testa
A cura di Tommaso Evangelista e Alessandro Testa
Organizzazione Donato Giannini
Con il patrocinio della Provincia di Isernia e del Comune di Isernia

Il vernissage è previsto il 16 giugno 2023 alle ore 17:00. La conclusione della
mostra, invece, il 30 giugno alle ore 19:00.

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Restituire degna memoria ad alcuni artisti novecenteschi di area pentra che negli ultimi
decenni sono stati ingiustamente dimenticati o mai celebrati, a dispetto della qualità della
loro opera. È questo lo scopo della retrospettiva Arte Pentra-Dimenticata e Ritrovata,
organizzata da Donato Giannini da un’idea di Alessandro Testa (Università di Praga), e
curata dallo stesso Testa e dallo storico dell’arte Tommaso Evangelista (Università
Mercatorum).
Gli artisti in retrospettiva appartengono a generazioni, tecniche e stili diversi, così come
diverse sono le loro estetiche e poetiche. Ciò che li accomuna è non solo il fatto di esser
nati o vissuti in area pentra, ma anche di aver rappresentato o sublimato nella loro opera
alcuni tratti di questo territorio. Nell’ottica della riscoperta dei contesti territoriali si vuole
colmare una lacuna storica e riportare alla luce della critica i lavori degli artisti individuati.
Sono Carmine Cecola, Raffaele Formichelli, Erennio La Posta, Charles Moulin,
Giuseppe Succi, e Umberto Taccola i sei artisti scelti. 54 le opere, tra sculture, grafiche
e pitture, che saranno esposte nello Spazio Arte Petrecca. La totalità dei lavori proviene
da collezioni private, quindi poco noti al grande pubblico.
Si tratta di un lavoro minuzioso di recupero portato avanti con dovizia dai due curatori. Da
più di un anno i responsabili hanno lavorato alacremente per la riuscita di un evento

culturale che riporterà alla luce capolavori “dimenticati” e “ritrovati”. Sarà l’occasione per
omaggiare Carmine Cecola nell’anno del centenario dalla nascita, mostrare ai visitatori il
famoso autoritratto di Charles Moulin che nell’immaginario collettivo balza subito alla
mente quando si cita il pittore francese, eremita per parte della sua vita a Castelnuovo a
Volturno. Di quest’ultimo si attesta che l’ultima e unica retrospettiva è datata 1969, a cura
di Sabino D’Acunto. Non meno significative le sculture di Raffaele Formichelli, che con la
sua maestria ha decorato numerosi palazzi di Isernia e provincia. Le incantevoli tavole di
Umberto Taccola, il quale con i suoi disegni ha dipinto scorci affascinanti dei paesi del
Molise che raccontano di un mondo sospeso, o le straordinarie incisioni di Erennio La
Posta, cariche di echi espressionistici. Per ultimo i soggetti di Giuseppe Succi, che
nascondo le sue sofferenze e tensioni in uno stile estremamente personale.
Per questi motivi e per la bellezza dei quadri e delle sculture esposte, si potrà rivivere un
secolo di storia dell’arte pentra che merita di essere (ri)valorizzata.
Donato Giannini

Per l’inaugurazione sarà presentato il catalogo dall’omonimo titolo: una pubblicazione di
108 pagine con testi critici e note biografiche degli artisti redatti da Tommaso Evangelista
e Alessandro Testa, fotografie delle opere in alta definizione, interventi del sindaco di
Isernia Piero Castrataro e del proprietario dello spazio espositivo, Gennaro Petrecca, oltre
a un testo del compianto Giambattista Faralli su Giuseppe Succi, nonché la ristampa
anastatica dell’unico catalogo a oggi esistente dedicato a Charles Moulin. Il catalogo è
edito da Edart Comunicazione.

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INFO
Arte Pentra Dimenticata e Ritrovata
Cecola, Formichelli, La Posta, Moulin, Succi, Taccola
Inaugurazione 16 giugno 2023 ore 17.00 │Spazio Arte Petrecca - Corso Marcelli 180, Isernia
│Orari e giorni d’apertura: dal 16 giugno al 30 giugno 2023, tutti i pomeriggi dalle ore 18.00 alle
ore 20.00
Contatti Donato Giannini 338 10 81 096 - donatogiannini@gmail.com │ Alessandro Testa 338 78
18 666 – alessandro.testa@fsv.cuni.cz│Tommaso Evangelista 331 52 23 973 –
tommasoevangelista@gmail.com


 

sabato 18 agosto 2018

P.A.C.I. VI Edizione


’Associazione SM’ART – l’arte sm! è lieta di presentare
Premio Auditorium Città di Isernia 
VI Edizione
2 settembre – 30 settembre 2018 Auditorium Unità d’Italia | Isernia

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Il P.A.C.I. è la collettiva d’arte contemporanea ospitata nella galleria dell’Auditorium Unità d’Italia di Isernia. Giunto alla sua sesta edizione sempre con la formula del premio, il P.A.C.I. è oggi tra le più importanti rassegne di arte contemporanea in Molise. L’edizione 2018 è a cura di Gioia Cativa, con il patrocinio del Comune di Isernia e della Regione Molise.
Sono quattordici gli artisti italiani scelti: Emanuela Ascari, Giacomo Calaon, Cinzio Cavallarin, Marco Ercoli, Stefania Fabrizi, Irene Meniconi, Luciano Pea, Marco Randazzo, Studio Nucleo, Ivana Volpe, in concorso per i premi, mentre gli storicizzati Mattia Moreni e Franco Summa, insieme a Antonio Pallotta e Giancarlo Pavanello saranno fuori concorso.

L’evento prevede una giuria che decreterà i vincitori del premio in denaro e l’invito ad esporre presso la sala “GINO MAROTTA” presso l’Aratro dell’università degli Studi del Molise. La giuria è composta dal professore e storico dell’arte Lorenzo Canova (presidente della giuria), lo storico e critico d’arte Tommaso Evangelista e l’artista Giovanni Termini, professore presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.
La vernice di apertura è prevista il 2 settembre alle ore 19.00 presso l’Auditorium Unità d’Italia di Isernia.
La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 18 alle 20 e in orario prolungato in occasione degli incontri specifici in calendario.


Come scrive Gioia Cativa, critico d’arte di questa edizione
“(…) Al di là di essere un premio d’arte, questa manifestazione nasce, come spesso si è detto, anche come un monitoraggio dello stato dell’arte che, partendo dal Molise, cerca di espandersi il più lontano possibile. Il risultato è un panorama quanto più variegato, dove l’arte si muove in diverse direzioni ed espressioni suscitando emozioni. L’emozione, però, non ha sempre un perché preciso, non sempre scaturisce da qualcosa di chiaro ma, spesso, si manifesta in condizioni oscure, ignote, un semplice moto dell’anima che non ha necessariamente una spiegazione razionale. L’arte cerca di toccare i tasti di questa sfera emotiva, di stuzzicarli e di concretizzarli in forme di apprezzamento che non sempre riguardano l’estetica, ma che viaggiano su binari paralleli capaci ugualmente di emozionare. Gli artisti che abbiamo invitato quest’anno si muovono fra diverse tendenze, spaziano fra realtà differenti e emozionano attraverso segni, parole, oggetti, installazioni. Giocano sull’emozione e la sorpresa del momento oppure su quella scaturita dalla contemplazione continua del loro lavoro. Ogni artista va avvicinato in modo diverso, senza pregiudizi e tranquillità emotiva e sensoriale.” Inoltre aggiunge “(…) Fil rouge che caratterizza il Paci 2018 sembra essere il potere evocativo della parola, delle lettere e dei segni che viaggiano sulla tela, si nascondono tra le geometrie, danno voce alle figure o esprimono, semplicemente, ricordi. Ma non è solo la parola con il suo urlo silenzioso a smuovere gli artisti nel loro profondo; la natura, la società consumistica attuale e il segno, inteso come primo approccio all’arte, spingono gli artisti verso forme di ricerca che sfociano nei risultati più diversi. Da momenti come questi nascono le opere, piccoli gioielli che nascondono un frammento dell’artista, una singolare forma di donazione di qualcosa che li appartiene e, che decidono di condividere.”
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INFO
P.A.C.I. VI Edizione
A cura di Gioia Cativa, con il patrocinio del Comune di Isernia e la Regione Molise

Inaugurazione 2 settembre 2018 ore 19.00
Auditorium Unità d’Italia - Isernia

Organizzazione Associazione Culturale SM’ART - l’arte sm!
Dal 2 al 30 settembre 2018
Orari: dal martedì alla domenica - 18:00-20:00

Partner
ARATRO, OAPPC, SPAZIO 180, OFFICINE CROMATICHE

Info Associazione
info@artesm.com www.artesm.com | 324 811 9013

Ufficio stampa 
Donato Giannini
3381081096 

sabato 9 giugno 2018

Corrado Delfini Urban Wrecks


Corrado Delfini
Urban Wrecks
a cura di Gioia Cativa

12 giugno 2018 ore 19.00 | Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società | Isernia



12 giugno – 26 giugno 2018



Lo Spazio Arte Petrecca è lieto di presentare la mostra personale Urban Wrecks di Corrado Delfini, a cura di Gioia Cativa, con il patrocinio del Comune di Isernia.

La giovane organizzazione molisana accoglie l’artista romano nelle sale dello Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società, nel centro storico di Isernia, con una proposta articolata in due serie: Periferic e Dynamic Forms, visioni delle periferie di Roma da un osservatore privilegiato, che attraversa i passaggi e i cambiamenti storici, ambientali e industriali della società capitolina nei suoi sobborghi. Realtà, queste, nelle quali l’artista vive e lavora. Le opere, alcune di grandi dimensioni, sono state realizzate mediante l’utilizzo di colori acrilici, collanti e smalti industriali. La mostra include un contributo video dal titolo promo-psychedelic urban wrecks & red dynamic forms, di Monica Pirone. La video installazione ritrae Delfini durante la lavorazione delle opere nel suo “spazio-studio”, come lo descrive l’autrice.

L’appuntamento per la vernice d’apertura è previsto per il giorno 12 giugno 2018 alle ore 19:00, in Corso Marcelli 180, Isernia. Le opere saranno esposte dal 12 al 26 giugno 2018. L’autore sarà presente all’inaugurazione per i saluti di benvenuto insieme ai responsabili della mostra dalle ore 19:30. Per le interviste sarà a disposizione dalle ore 18:30.

“Il passaggio dalla serie Spazio Meccanico a questa, chiamata Periferic, racconta un momento di evoluzione nel pensiero e nell’arte di Corrado Delfini, un passaggio quasi obbligato, una deviazione necessaria improntata su nuove riflessioni, su un nuovo modo di vedere e percepire le cose intorno […]. Periferic parte dalla serie Spazio Meccanico e, attraverso un processo di sottrazione lento, subisce un mutamento quasi camaleontico dove la componente astratta trova un giusto spazio ed equilibrio. Viene a cambiare la visione stessa della città industriale e moderna; si percepisce un approccio più romantico e nostalgico e non così duro e deciso della serie precedente; i colori sottolineano questo cambiamento di rotta, passando da scuri e netti a più delicati, più luminosi e meno pesanti. […].” (dal testo Serie Periferic di Gioia Cativa)



“Delfini approda a un terzo step dove la componente meccanica tende a sparire pur mantenendo intatta l’idea della ricostruzione di una città ideale che, composta da segmenti, arriva a diventare un insieme di masse colorate all’interno di un perimetro. Si sperimenta il rapporto che intercorre nell’incontro sia della superficie che degli altri colori […]. Se sia Spazio Meccanico che Periferic puntavano sull’elemento visivo industriale, Dynamic Forms supera questo confine e si spoglia di ciò che ha caratterizzato, almeno a livello visivo, l’arte di Corrado Delfini; ciò che vediamo elementi informi saturi di colore, linee nere che marcano confini ma che, spesso, non sono sufficienti. Anche qui possiamo parlare di visioni dall’alto di spazi urbani e non, ma Delfini vi toglie la perfetta suddivisione di questi ultimi e “sporca” con colori e linee […]. Possiamo dunque affermare che cambia la disposizione spaziale, astratta e dinamica della composizione ma, alla fine, ciò che rappresenta è la città, nei suoi spazi urbani, agricoli, verdi o industriali. L’analisi che l’artista fa è puntuale e rispecchia una presa di coscienza della realtà attuale. Le aree verdi, ad esempio, rappresentano forse l’1% della superficie, dimostrando una particolare attenzione all’abusivismo edilizio e alle costruzioni selvagge a discapito di polmoni verdi naturali. […]” (dal testo Dynamic Form di Gioia Cativa)

Corrado Delfini è nato a Roma nel 1971, dove vive e lavora. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e poi la Scuola Libera del Nudo, Delfini, oltre a dedicarsi instancabilmente alla sua personale attività di pittore, avvia una serie di importanti collaborazioni che lo vedono parte attiva nella fondazione del movimento “La Farandola” permettendogli di entrare in contatto diretto con gli artisti tra i quali Bruno Canova, Lino Tardia, Ennio Calabria, Franco Ferrari, Nino De Luca, Reinhard Pfingst e Dario Scatola aprendo il suo studio a Palazzo Castelli, luogo di grande spessore culturale, frequentato dai maestri che hanno arricchito l’arte italiana del Novecento. Nel 2015 insieme all'artista Sergio Angeli lavora al progetto La materia dell'assenza curato da Lorenzo Canova: una serie di mostre bi-personali itineranti in diversi musei italiani (il Museo Civico Umberto Mastroianni di Marino, Aratro di Campobasso e l'Ex Gil di Roma). Sempre nel 2015, realizza Simmetrie Industriali, opera a quattro mani con Sergio Angeli che entra a far parte nella collezione permanente del MAAM a Roma. Nel novembre 2017, la mostra personale Periferic a cura di Ilaria Bandini negli spazi di Horti Lamiani, Bettivò Arte Contemporanea.





INFO

Corrado Delfini
Urban Wrecks
a cura di Gioia Cativa

Inaugurazione 12 giugno 2018 ore 19.00

Spazio Cent8anta Galleria d’arte, cultura e società

Corso Marcelli 180 - Isernia



Organizzazione Spazio Arte Petrecca con il Patrocinio del Comune di Isernia

Dal 12 al 26 giugno 2018

Orari: dal mercoledì al sabato 17:00-20:00 - domenica su prenotazione



Spazio Cent8anta Galleria d’arte, cultura e società

331 9463240 



Ufficio stampa galleria

Donato Giannini

donatogiannini@gmail.com

3381081096 



Ufficio stampa per l’artista
Melasecca PressOffice
Roberta Melasecca
roberta.melasecca@gmail.com
3494945612

www.melaseccapressoffice.it

martedì 12 dicembre 2017

Michele Peri | Valentino Robbio | Antonio Tramontano a Isernia



Collettiva di arte contemporanea
Michele Peri | Valentino Robbio | Antonio Tramontano 
A cura di Tommaso Evangelista
SCHEDA TECNICA
TITOLO: (S)Confini – Impressioni al margine
VERNISSAGE: 8 dicembre 2017- ore 18:30
ARTISTI: Michele Peri | Valentino Robbio | AntonioTramontano
ORARIO E GIORNI D’APERTURA: La mostra resterà aperta nei giorni di dicembre: 8-9-13-14-15-16-20-21-22-23-27-28-29-30; Gennaio: 3-4-5-6
FINISSAGE: 06 gennaio 2017 alle ore 18:30
LOCALITÀ: Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società, Corso Marcelli 180 Isernia

Dall’otto dicembre al 6 gennaio, l’associazione culturale Le Cose, insieme allo Spazio Arte Petrecca, con il patrocinio del Comune di Isernia, propone al pubblico un’importante collettiva di arte contemporanea di tre artisti della provincia di Isernia, già presentata a Campobasso nello spazio espositivo l’A.r.a.t.r.o. dell’Università degli studi del Molise e curata da Lorenzo Canova e Piernicola Maria di Iorio e Tommaso Evangelista.

Durante la mostra, intitolata «(S)Confini-Impressini dal margine», saranno esposte opere di Michele Peri, Valentino Robbio e Antonio Tramontano, tre personalità conosciute e affermate nel panorama dell’arte regionale e nazionale. L’esposizione, patrocinata dal Comune di Isernia, avrà luogo nello Spazio Cent8anta.
L’ingresso è gratuito.

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Le eterogenee ricerche dei tre artisti molisani, Peri, Robbio e Tramontano, tra pittura, installazione e fotografia, indagano la dimensione virtuale del margine inteso quale luogo vitale della forma. La costruzione del senso che avviene sul limite di questo confine indefinito comporta un perenne scarto tra visibile e velato, ovvero un senso precario della presenza. La chiusura (incondizionata) dei confini dell’opera d’arte subisce piccole crisi che si svolgono sui margini della rappresentazione. Se limite della forma e limite dello spazio costituiscono il limite dell’opera, ovvero il confine entro il quale si definisce l’oggetto-idea, l’opposizione al margine, inteso anche come frontiera estetica, determina una sorta di lavoro sul continuum (tempo/spazio/memoria). I concetti di transitività e riflessività sono indagati in relazione alla rappresentazione la quale, quando mostra la propria struttura e sutura, rende palese e vitale la condizione di confine. La collettiva è un invito pertanto alla contemplazione dell’inutile, dello (s)confine, della materia che si fa ricordo e corrode lo spazio dello spettacolo attraverso l’indagine scomposta della fine. Nelle opere assistiamo così ad un’interruzione, allo scorrere di ambienti fuori controllo che imitano fughe e ritorni, ad una celata tensione del creare, un cambio di prospettive, uno scioperìo.

Peri lavora con strutture instabili, nella ricerca di una memoria archetipica che diventi impressione di forma e al contempo organismo astratto e auto significante. Opera per moduli, investigando il tempo e il cosmo, impostando le fondamenta di un edificio virtuale del quale percepiamo la struttura ma mai il suo organismo. Le installazioni diventano miti di fondazione nel rapporto che crea tra ordine terrestre, spazio vitale e tempo ciclico. L’utilizzo di precisi punti cardinali, di snodi e simboli/segnali determina una dimensione interna, intima, quasi di orazione ma, se si riporta questo simbolismo statico ad una forma “dinamica”, aumentata temporalmente, si nota come il momento interno delle sue sculture diventa moto di rivoluzione, riflesso del mondo materiale attraverso forme primigenie. Allo stesso momento il blocco delle storie, il loro ancoraggio a supporti precari (mobili) e allo spazio espositivo, diviene trasmutazione della memoria di questo secolo nel “secolo futuro”. Nelle opere di Peri ogni punto di superficie può essere preso per centro del mondo, per veicolo di salvezza, nell’irraggiamento caotico di tutte le direttrici, nella ricerca modulare e compositiva, quasi naturale, di un confine che comprende un’idea aumentata dello spazio, orientato non verso un nucleo lacerato bensì verso il limite, la periferia dello sguardo, l’estremità dello spazio e dell’istante, la soglia.

Tramontano ricerca l’espansione cromatica, oltre i limiti del supporto, indagando il colore percepito come elemento ambientale e di volume. Non dimenticando che l’istante è una misura di natura spaziale la sua ricerca pittorica è studiata in modo tale da risultare in armonia con il ritmo delle pennellate (e delle velature), e quindi dell’esistenza. Le tele sono una caduta dell’energia nel tempo e formano grandi cicli (quasi stagionali) caratterizzati da atmosfera e luce, saturi di “storie”, nei quali il tentativo di riassorbire forme celate e lacerate nella dimensione immateriale del dipinto, rivestite da una manifestazione fluttuante e celeste, comporta un perenne misurarsi con la variazione e il mutamento. L’artista riscatta l’istante nel ricercare una rappresentazione che renda tangibile sequenze visive osservate dalle estremità di uno spazio in movimento, corrispondente cromatico della vita emotiva, del momento opportuno. Dal chiarore dei lumi nasce un ritmo elementare, intermittente, irregolare, una conoscenza delle cose invisibili, un’illuminazione del mondo che principia da una precisa gamma cromatica e, rarefacendo l’atmosfera dello spazio interiore, crea una luce minerale, purificata, soprannaturale. C’è questa resistenza che sparge segni vitali e ovunque ristabilisce il disordine dell’arte, c’è questa opposizione chiamata poesia che, invisibile e essenziale, vaga e vagante, esaurisce una durata assolutamente pura.

Robbio analizza il senso del reale attraverso uno sguardo ironico e sfuggente il quale si propone come naturale rispecchiamento dei fenomeni ma in realtà dimostra una visione antinaturalistica e liminare della storia. La memoria diventa forma viva mentre l’artista indaga nell’immagine un contenuto manchevole e simbolico. Il risultato è un’icona polivalente e stratificata che collega diversi ordini della realtà ed esprime, attraverso l’aforisma, la citazione, il riverbero, un’invisibile monumentalità. Il suo fine non è quello della semplice traduzione ma del trascendere il visibile attraverso un sottile gioco di influenze e inferenze il quale diventa flusso magmatico per mostrare una decadenza dei costumi e delle forme. Il forzato simbolismo non fa che materializzare una realtà nascosta: la pietra, il grasso, il buco, il conflitto tra natura organica e astrazione virtuale, il tentativo di una rivelazione primitiva. La costruzione per conflitto rivela presenza mitiche, evocate dalle fotografie allucinate, ultimi sguardi che il passato ci comunica per via abbagliata e contorta. L’ironica presa di distanza, il modello di critica sociale e di identità, il dato storico riconfigurato, ci indicano allora una dimensione complessa, legata al margine del corpo e all’eros quale istinto primario di comunicazione che eccede i vincoli.

La collettiva si vuol porre in linea di continuità con due storiche mostre organizzate nel capoluogo molisano negli anni Ottanta, curate da Massimo Bignardi: “Il perimetro del vento” e “I margini del segno”, entrambe incentrate sull’idea di una rappresentazione espansa e sulla decostruzione dello spazio. Di tali esperienze, legata fortemente al contesto molisano il quale usciva -una prima volta- fuori dai suoi confini con una proposta criticamente strutturata, rimane in collettiva, quale legame e memoria, il lavoro di Peri il quale si arricchisce delle ricerche cromatiche di Tramontano e delle tensioni vitali di Robbio. È il tentativo del territorio di ripensare all’idea di gruppo e di ricerca condivisa, ad una proposta coerente capace di dialogare fuori dai limiti regionali, è la poesia del luogo che si fa canto accorato nel raccontarci attraverso spazi e segni liminari un’idea di rifugio e di eco, con suono insistente come quello della cicala.

p.s. [Il frinio delle cicale è prodotto da due ossicini che sfregano su una membrana, tra lo sterno e l’addome. È un richiamo amoroso, lo producono i maschi, serve a comunicare la propria posizione alla femmina. Se non avviene l’accoppiamento, la cicala continua a cantare fino a frantumarsi la membrana, gli organi interni scoppiano e rimane solo l’involucro della cicala morta a seccarsi ai piedi degli alberi]

Tommaso Evangelista






Foto Massimo Palmieri

Ferm-ARTI. Collettiva all'Auditorium di Isernia




DMAKE- STUDIO INTERDISCIPLINARE DI ARCHITETTURA, ARTE E DESIGN
 

PRESENTA

Ferm-ARTI. L'arte contro il femminicidio 

Ferm-ARTI. L'arte contro il femminicidio’ è fermarsi a contemplare l’arte come gesto di purificazione o denuncia per scuotere gli animi della popolazione contro la violenza sulle donne. È l’obbiettivo dell’evento promosso a Isernia da dMake, lo studio interdisciplinare di architettura, arte e design di Roma in collaborazione con la graphic designer Michela Lombardi(graphic designer). In questa data Isernia parteciperà a ’25 Novembre - Stop Violence Against Womensesta edizione’, il progetto artistico di Street Art, fortemente voluto dall'Assessore alla Cultura Eugenio Kniahynicki, dal Consigliere Comunale Nicola Moscato e dallo studio dMake, con cui Memorie Urbane celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, unendosi alla campagna di sensibilizzazione sul tema promossa dalle Nazioni Unite. Quest’anno, il portavoce dell’impegno di Memorie Urbane, sarà Alaniz, artista argentino, che dal 16 al 26 novembre realizzerà nei comuni di Fondi, Terracina, Minturno, Isernia e Pontinia cinque splendidi murales dedicati alle donne, in un contesto mondiale inasprito dalle ultime vicende, dove il tema della violenza fisica e psicologica sulle donne è tornato a essere un fatto di strettissima attualità, forse mai come ora.

Dal 25 novembre (fino al 29 dicembre) nel padiglione espositivo dell’Auditorium Unità d’Italia, prenderà il via Ferm-ARTI L'arte contro il femminicidio’ l’esposizione di venti artisti del panorama locale e nazionale che si sono messi a disposizione al fine di lasciare un segno forte attraverso l'arte. Con un faro sempre acceso sulle donne attraverso un cartellone artistico-culturale patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Isernia, la Camera di Commercio del Molise,  l’Associazione ‘Ti amo da morire’ e l’Ordine degli Architetti di Isernia: sotto la lente di ingrandimento, il tema della violenza sulle donne sarà approfondito con due incontri a cura di ‘Ti amo da morire onlus’ e la dottoressa Maria Giuditta Lembo, rispettivamente il 17 e 22 dicembre alle ore diciotto; contributi musicali di grande spessore con Marilin and the Wilwood Flowers (25 novembre), Lino Rufo (il 17 dicembre) e Frida Neri(29 dicembre) e teatro con un monologo di Asia Franceschelli (9 dicembre). Si conclude il 29 dicembre con la presentazione del catalogo.

 “La bellezza di questo evento è stata proprio nella coalizione tra tutte le parti al fine di trasmettere un messaggio importante e diffondere cultura – spiega l’Architettto Rosamaria Faralli, referente molisana dello studio dMake promotore dell’evento - In questa occasione l’ARTE viene intesa come strumento per sviluppare una maggiore presa di coscienza nei confronti di un fenomeno così tragicamente diffuso nel nostro paese per il quale è inevitabile pretendere una risposta non solo
giudiziaria ma anche culturale ed educativa”. L’evento è in collaborazione con numerose associazioni della città: a partire dal prezioso contributo e patrocinio di “Ti amo da morire onlus,” associazione nata per perseguire finalità di solidarietà sociale nei confronti delle persone svantaggiate: attraverso uno “Sportello dʼAscolto Legale e/o Psicologico” fornisce consulenze qualificate e supporto tecnico da parte di avvocati, psicologi, sociologi e assistenti sociali (numero verde 800-642328) e promotrice, per l’occasione, di una tavola rotonda prevista domenica 17 dicembre alle ore 18:00 dal titolo ‘Contro il femminicidio e la violenza di genere’.

Hanno partecipato, con un supporto tecnico, anche le seguenti associazioni:
Molisanissimo, Spazio Cent8anta - Galleria d'arte, cultura e società, Le Cose-Associazione Culturale, Promozione Donna e Cartello Cultura Preistoris.

“Come sempre – sottolinea Rosamaria Faralli - gli artisti, capaci di recepire e soprattutto comunicare attraverso un canale privilegiato con l’anima dell’osservatore, riescono a svegliare le coscienze. Per questo motivo, nelle giornate dal 18 al 20 novembre, sempre presso l'Auditorium, sarà realizzato un murales dall'artista Argentino Alaniz, mirato a promuovere la lotta contro la violenza sulle donne che verrà dedicato dall’Amministrazione Comunale al ricordo di

Stefania Cancelliere con una targa”.

Lo staff ringrazia tutte le persone che hanno dato il loro contributo agli eventi, gli artisti, i patrocini, i partners e gli sponsor senza i quali questo evento non sarebbe stato possibile.

Un ringraziamento va anche a tutte le associazioni culturali operanti sul territorio molisano che hanno allestito la sala dell’Auditorium nel corso degli anni con il loro lavoro su progetti per la comunità.







SCHEDA TECNICA  Ferm-ARTI

TITOLO: Ferm-ARTI, L'arte contro il femminicidio
VERNISSAGE: 25 novembre 2017-
ore 17:00
ARTISTI: Gaetano Accettulli | Sara Bernabucci | Paolo Borrelli | Elio Castellana | Tiziana
Cera Rosco | Stefano Cirillo | Angelo Colagrossi | Mariagrazia Colasanto | dMake | Danilo Di
Nucci | FaRo Image | Valerio Galeone | Silvio Giordano | KICK | Mauro Magni | Francesco
Petrone | Maria Michela Pizzi | Ilaria Primerano | Sara Quida | Alberto Timossi
PERIODO: La mostra resterà aperta nei giorni di giovedì, venerdì sabato e domenica, dalle 18:00
alle 21:00, e nei giorni 26, 27, 28 e 29 dicembre (24 e 25 chiusi)
FINISSAGE: 29 dicembre 2017 alle ore 21:00
LOCALITÀ: Isernia, Auditorium Unità d’Italia, Padiglione espositivo, via Giovanni XXIII
 
CARTELLONE EVENTI
Dal 18 novembre al 29 dicembre 2017 18-19- 20 NOVEMBRE intervento artistico di qualificazione
sul muro dell’Auditorium ad opera dell’artista argentino ALANIZ NIZ (Via Giovanni XXIII).
SABATO 25 NOVEMBRE 
INAUGURAZIONE E PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA E DEL  MURALES ore 17:00.
Intervengono:
Amministratori Comune di Isernia,
Rosamaria Faralli 
(Cofondatrice dMake e promotore dell’evento),
Serenella Sestito (Presidente ‘Ti Amo Da Morire).
A seguire SPETTACOLO MUSICALE
con Marilin and the Wilwood Flowers
SABATO 9 DICEMBRE 
ore 18:00 monologo teatrale con Asia Franceschelli
DOMENICA 17 DICEMBRE 
ore 18:00 ‘Contro il femminicidio e la violenza di genere’. Incontro con l’Associazione “Ti amo da morire onlus”.
Tavola rotonda con:
Serenella Sestito (Presidente ‘Ti amo 
da morire’),
Sara Nini (Presidente A. Ig. A. Isernia),
Francesca Capozza (Psicologa e Criminologa).

In sala, l’avv. Maria Fanelli, segretaria e tesoriera dell’Ass. ‘Ti amo da morire’, fornirà delucidazioni a quanti sentiranno la necessità di approfondire l’argomento in termini legali.
A seguire SPETTACOLO MUSICALE
con Lino Rufo -Canzoni contro la violenza
VENERDÌ 22 DICEMBRE 
Ore 18:00 Conferenza “Violenza di genere”: la situazione in Molise tra normativa e interventi di prevenzione sul territorio”
a cura della Dott.ssa Maria Giuditta Lembo
 
VENERDÌ 29 DICEMBRE 
FINISSAGE E SALUTI Ore 17:00 
Intervengono:
Amministratori Comune di Isernia,
Michela Lombardi (Progetto grafico evento Ferm-ARTI)

Presentazione del catalogo 
pubblicato da Terzo Millennio editore-Sigma studio)
 
A seguire SPETTACOLO MUSICALE
con Frida Neri  “La Bellezza salverà il mondo: dove la violenza nasce dall’incapacità di esprimere, l’arte viene a liberare appassionatamente”.


Ufficio stampa Per l’occasione
Donato Giannini
(Le Cose Associazione Culturale-Spazio Cent8anta)

mercoledì 6 settembre 2017

Exhibited Frequency “Ostinati e contrari”



Frequenze Esibite
Seconda edizione della rassegna di documentari e video d’arte in Molise

Exhibited Frequency One-night video art and projection show

A cura di: Tommaso Evangelista, Donato Giannini
Isernia, Piazza Annunziata_09 settembre 2017

PROGRAMMA
L’evento è in collaborazione Comune di Isernia, il Comune di Venafro e il Comune di Rocchetta a Volturno e la Pro Loco Isernia con il settembre Isernino.

ore 19.45 Saluti: Giacomo D’Appollonio (sindaco di Isernia), Antonio Sorbo (sindaco di Venafro), Mike Di Paolo (assessore alla Cultura di Rocchetta a Volturno), Donato Giannini (presidente Le Cose Associazione Culturale) Tommaso Evangelista (critico d’arte), Enrica Orlando e Pasquale Passarelli. Presenta Enzo Di Gaetano.

/ Exhibited Frequency / One-night video art and projection show /

 “Ostinati e contrari”

PART I MOLISE art doc

Pasquale Passarelli
ARGENTO RITROVATO FRANCO DI STAZIO, FOTOGRAFO
21’ – color – stereo – 2017

Enrica Orlando
M'SSIU’ MULA’ - IL MITO DI CHARLES MOULIN
24’ – color – stereo – 2011

Telemolise
VINCENZO UCCIFERRI - IL TEATRO DELLA MEMORIA
8’ 34’’– color - VHS – stereo – 1990
VINCENZO UCCIFERRI - ESPOSIZIONE PALAZZO SAN FRANCESCO
6’ – color - VHS – stereo – 1995
VINCENZO UCCIFERRI - OPERE
14’ – color - VHS – stereo – 1995
Comunicato stampa
/ Exhibited Frequency / One-night video art and projection show /


PART II SPONZ interference


Andrea d’Amore
HOPE
8’ 03’’- color – stereo – 2016

Virginia Zanetti
I PILASTRI DELLA TERRA
1’ 15’’- color – stereo – 2015

Michele Mariano
TEATRO DEGLI ALBERI UOMO E DEGLI UOMINI CERVO
5’ 16’’- colore – stereo – 2016

Michele Giangrande
ODISSEA DANDY
26’ 03’’- color – stereo – 2015

Collettivo FX
L'EVOLUZIONE DELLA PARTENZA: IL RITORNO
2017


Exhibited Frequency è la dimensione d’una visione trasversale, esibita e nascosta, periferica come i territori di confine, celata in luoghi interrotti e velati nei quali l’arte assaggia la terra confinando lo sguardo ad uno stimolo minimo. L’immaginazione del tempo, della memoria e del frammento di Ucciferri, la grandezza del silenzio di Moulin, la sintesi fotografica di Di Stazio bloccati nei frame raccontano di linguaggi perduti, storie lievissime di vita, che sono stati e che collassano nel ricordo. Videoarte, antologia e documentario si scambiano frammenti e amplificano la dimensione virtuale e resiliente del Molise, regione capace di generare spazi di coscienza da traumi e cesure. In tale antologico disordine si collocano i video degli artisti che hanno partecipato all’ultima edizione dello SponzFest, nella sezione SponzArti, per il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela in alta Irpinia. ‘All’incontrè’ è stato il filo conduttore di questa edizione: «È, per esempio, -come scrive Vinicio- andare proprio in quei luoghi da cui la gente se ne è andata. Già questo è un rovesciamento del mondo, un piccolo atto che può generarne altri». La rivoluzione, ovvero il rovesciamento, attraverso il rito la festa la ricerca, del mondo precostituito, l’andar contro, il divenire, la persistenza della memoria, le nuove forme di visione, l’assemblaggio sono tutti spunti che gli artisti invitati hanno voluto declinare anche in specifici progetti di videoarte. D’Amore attraverso la traccia silenziosa e fosforescente lasciata sul sentiero di Ventimiglia per i migranti, Zanetti con il capovolgimento dei mondi e del controllo, Mariano utilizzando lo spazio naturale come luogo del contrario e della pausa da sé stessi, Giangrande ricercando l’ironica struttura di senso delle cose, Collettivo FX indagando la dimensione sociale e comunitaria dell’immagine-storia. Tutti questi artisti, a Calitri, hanno trasformato l’azione installativa e performativa in pratica vitale, in sentimento del contrastante che ha creato nuova comunità e relazione, riconquistando i luoghi e suggerendo diverse ipotesi di crescita. L’immagine in movimento che presentano nella seconda parte della serata fluttua nella proiezione, sopravvive e resiste, esiste adattandosi allo spazio virtuale dello schermo indagando situazioni di rischio e di perdita di controllo, quasi sforzandosi di riconquistare una dimensione razionale del contrario, cercando una cura del reale che, quale frequenza, attualmente ci appare eternamente ostentata e mai vissuta.
Lo scopo di Exhibited Frequency nella sua solitaria e unica notte di visione/i è anche quello di contrastare (salvare?) il tempo mostrando il processo, ma anche di riciclare, ricreare, rianimare, ricostruire generando senso inverso ostinato contrario.

Tommaso Evangelista

domenica 23 aprile 2017

Vincenzo Ucciferri - Retrospettiva - 2007 -2017

Il teatro della memoria - Autoritratto

Dal 15 aprile al 15 maggio, in corso Marcelli 180,  la mostra dedicata all’artista molisano. Opere degli anni ‘70, ‘80 e ‘90, insieme a lavori inediti e mai esposti, usciranno dall’atelier dell’artista per mostrarsi ancora una volta, a distanza di dieci anni dall’ultima personale, nella loro profondità e intramontabile potenza artistica.

Giorni e orari d’apertura: dal 15 aprile al 15 maggio dal martedì alla domenica - 10:00/13:00 – 17:00/21:00
Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società
Corso Marcelli 180, Isernia
Info: 329 5860586; arte@lecose.org

Comunicato stampa

Con la curatela del critico Tommaso Evangelista, il supporto de Le Cose Associazione Culturale e lo Spazio Arte Petrecca, lo Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società, ospiterà dal 15 aprile una mostra dedicata all’artista molisano per la durata di un mese, fino al prossimo 15 maggio. Opere degli anni ‘70, ‘80 e ‘90, insieme a lavori inediti e mai esposti, usciranno dall’atelier dell’artista per mostrarsi ancora una volta, a distanza di dieci anni dall’ultima personale, nella loro profondità e intramontabile potenza artistica.

ISERNIA. Simboli, paesaggi, oggetti, figure umane, maschere umanizzate e codici. L’immaginario archetipico di Vincenzo Ucciferri torna a farsi protagonista e a far parlare di sé con una retrospettiva che intende celebrare la dimensione più intima e inedita del pittore. Attraverso una lettura attenta dei suoi scritti e diari, il critico e la sua famiglia hanno rintracciato la matrice concettuale dei suoi lavori, partendo proprio da questa retrospettiva, per condurre e sviluppare una ricerca più approfondita della poetica ultima del pittore.

Nessuno come Ucciferri è riuscito a far entrare la vita nei suoi lavori, creando un incessante scambio tra la componente umana e quella artistica. “Ma c’è anche un sentimento più concreto -  scrive il critico Tommaso Evangelista - legato al reale, alla ricerca non solamente formale ma anche sociale: ‘Mi sono rimesso al lavoro. Naturalmente ora solo a livello di concetto. Mi interessa molto il bel mondo. Sto guardando delle foto, mi sembrano tutti pupazzi, manichini tutti ben colorati e sorridenti. Li voglio dipingere come se fossero una massa di pagliacci stanchi del bel vivere’ scriveva Ucciferri nei suoi diari.” Una ricerca, dunque, che travalica il moto interiore per volgere lo sguardo e scrutare il mondo che ci circonda, decifrandolo attraverso i suoi codici. Codici a barre per la precisione, che campeggiano e predominano nelle sue ultime produzioni: opere in via di evoluzione, poco conosciute, molte delle quali inedite, mai uscite dallo studio del pittore.

A disposizione del visitatore, vi sarà un itinerario intimo ma eloquente, che parte dai lavori pop, metafisici e dal vago sapore surrealista, per approdare a un’indagine più recente e matura, frutto di una riflessione sul sociale che assorbe tutta la sua ricerca. L’artista dunque si fa profeta, o semplicemente acuto lettore di una società dei consumi che tutto divora, incasellando ogni aspetto del reale in categorie fisse, sbaragliando qualsiasi possibilità di creazione e riducendo tutto a meri codici: “Verso l’ultimo periodo, così, le figure ieratiche e dolenti, sporche e imprecise, perdono i loro tratti e, ormai incomunicabili e racchiuse in sé stesse, diventano codici. L’idea che tutto debba essere formalizzato e debba avere un codice (a barre) determina la mancanza del significante, del limite, perché tutto è già disponibile per il sistema” scrive Evangelista. 

Un ultimo tributo, riservato in postfazione del catalogo, lo ritroviamo nel testo dello scrittore Giambattista Faralli, amico fraterno e figura sempre presente nel lavoro dell’artista, che attraverso una lettera indirizzata all’artista/amico, si abbandona in toni confidenziali, come se non fosse mai scomparso: “Tu hai voluto con la tua arte armonizzare le dissonanze: paradiso e inferno, cielo e letamaio, amore e sesso, pace e rivoluzione, natura e monnezza. Nobile impresa! Ti vedo incedere lungo Corso Marcelli, lento e con l’occhio assorto. Così la gente ti ricorda, e ti vuole bene. La comunità della vecchia Isernia ti abbraccia in questa ricorrenza, e ti riconosce come figlio prediletto”.

La vernice di apertura è prevista per sabato 15 aprile dalle ore 18:00 nello Spazio Cent8anta in Corso Marcelli 180 a Isernia, un luogo assai caro all’artista dove, per anni, nella piazzetta Annunziata, si è ispirato e ha dipinto decine di opere. L’evento prevede un saluto da parte degli organizzatori con uno spunto critico del curatore Evangelista. A seguire buffet offerto e intrattenimento musicale con il trio acustico di Stefano Gasperi, Loris Durante e Silvio Fiorelli.

VINCENZO UCCIFERRI è nato a Isernia nel 1953, l’artista frequenta l’istituto d’arte “Manuppella” per poi iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Successivamente, trasferitosi a Napoli, si diploma all’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Armando De Stefano. Dal 1972 espone ininterrottamente. Da allora continua ad esporre le sue opere in Italia e all’estero, in centinaia di mostre personali o collettive. Alcune sue opere sono esposte alla Pinacoteca Civica di Pianella (PE) e al Museo d’Arte Sacra di Treia (MC), al Museo MACI di Isernia e in molte collezioni private in Italia e all’estero (Boston, New York).

Dalla mostra




Dal vernissage









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