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martedì 2 maggio 2017

Numero monografico di ArcheoMolise su Carpinone




Comunicato stampa
Numero monografico su Carpinone di ArcheoMolise

Il comune di Carpinone è lieto di segnalare la pubblicazione e la distribuzione del numero 28 maggio/agosto di ArcheoMolise interamente dedicata al paese: Carpinone tra arte, storia e archeologia. Si tratta di un numero monografico, a cura della prof.ssa Gabriella Di Rocco e del prof. Tommaso Evangelista, voluto e sostenuto dall’amministrazione la quale, attraverso l’autorevole redazione della rivista, il coordinamento dei curatori e i contributi scientifici dei diversi studiosi di settore, ha voluto realizzare uno strumento al tempo stesso di approfondimento e divulgazione. Si tratta della prima pubblicazione a carattere monografico, di stampo storico-artistico, realizzata su Carpinone. L’idea della monografia, che segue un ordine cronologico, è quella di creare focus su determinati periodi o specifiche evidenze, organizzando e raccogliendo ciò che già era emerso nel corso del tempo e proponendo, al contempo, inediti dati. Il suo scopo, quindi, è quello di creare un nuovo punto di partenza per gli studi sul paese, presentando contemporaneamente un’agile lettura di approfondimento. Per il sindaco Pasquale Colitti: “L’idea, sottesa alla realizzazione della pubblicazione è quella di valorizzare e far apprezzare e conoscere a quante più persone possibile, compresi noi cittadini che lo abitiamo, la storia ed il patrimonio artistico e culturale del paese”. 
I diversi contributi sono: Carpinone. Appunti di topografia e archeologia di Biagio Giuliani e Bruno Sardella; Carpinone e il suo castello di Gabriella Di Rocco; Antonio Caldora, il castello di Carpinone e la battaglia di Sessano del 1442 di Franco Valente; La scultura lignea devozionale a Carpinone tra XVII e XIX secolo di Francesco De Nicolo; Il 1860 a Carpinone di Gabriele Venditti; La linea ferroviaria Carpinone-Sulmona di Carmine Mastropaolo; Il Novecento molisano a Carpinone e i capolavori di Leo Paglione di Tommaso Evangelista; Il gruppo folk Ru Maccature di Monica Castrilli. 
La rivista ArcheoMolise, nata nel 2009, è una delle pochissime riviste dedicate al patrimonio culturale della regione. È interamente gestita da studiosi molisani specializzati nei seguenti settori: archeologia, storia, storia e critica dell’arte, cultura letteraria, discipline demoetnoantropologiche. Il suo principale scopo è la divulgazione di studi scientifici rivolti tanto agli specialisti che al grande pubblico. Ad oggi sono stati pubblicati 27 numeri grazie al contributo di più di 100 autori, non solo molisani e non solo italiani, e alla supervisione di un comitato scientifico di chiara fama internazionale. La rivista è quadrimestrale. In questi anni di attività sono state distribuite più di 15.000 copie che hanno dato rinomanza anche ai siti, ai borghi, ai musei meno conosciuti della nostra regione. Attraverso tale operazione culturale, con il prestigio della pubblicazione, l’amministrazione comunale vuole rilanciare l’immagine del paese, stimolando interesse, nuove ricerche e rinnovato senso di appartenenza; a tal fine sarà distribuita una copia per ogni famiglia, mentre altre copie saranno distribuite dal comune e si potranno richiedere in municipio. Nel mese di agosto, nell’ambito delle iniziative legate all’estate carpinonese, verrà organizzato un convegno di presentazione del numero monografico con il coinvolgimento dei diversi studiosi che hanno contribuito alla sua realizzazione.

L’amministrazione comunale

Il castello Caldora

mercoledì 4 gennaio 2017

Sostieni ArcheoMolise


Il Molise che esiste è anche questo: una delle pochissime riviste dedicate al patrimonio culturale della regione.
Con una donazione puoi sostenere ArcheoMolise, la rivista che dal 2009 ha fatto conoscere le bellezze della nostra regione, anche quelle meno note.
28 numeri finora pubblicati e 15000 copie distribuite, che hanno dato voce a più di 100 autori non solo molisani.
Tutto questo è ancora poco e per questo ti chiediamo un piccolo aiuto per continuare in questa opera di divulgazione e - ancora meglio - per ampliarla, considerando inoltre che la rivista vive solo del lavoro della redazione (tutta molisana) e senza aiuti pubblici.

Il link per donare è: http://kapipal.com/projects/archeomolise/
La donazione, dopo aver cliccato su "Support Now", può essere libera scrivendo l'importo desiderato (da € 1 a € 100.000) oppure riscattando dei premi (abbonamaneto omaggio, numeri arretrati, ecc...) con donazioni che variano dai10 ai 100 euro.
Donare 10 euro (meno di 1 euro al mese) significa aiutare a far conoscere la nostra regione perché il Molise esiste (ed è vivo e vegeto).

P.S.: il crowdfunding termina il 31 marzo 2017

giovedì 17 dicembre 2015

Brown Print ad Altilia





La mostra Brown Print prosegue un percorso di studi sulle tecniche alternative di stampa fotografica ideato e condotto dal fotografo Luigi Grassi (www.luigigrassi.com), organizzato dal Centro per la Fotografia Vivian Maier di Campobasso, con la collaborazione di Arte Studio e Me.MO Cantieri Culturali a.p.s.. Durante il corso gli studenti si sono confrontati fotograficamente con il paesaggio archeologico di Altilia e hanno avuto modo di sperimentare una tecnica di stampa artigianale.  

La stampa bruna si colloca indietro nel tempo - precisamente a partire dal 1889 grazie agli studi del chimico inglese W.J. Nichols - e l'obiettivo del corso e di questa mostra è quello di stabilire un legame tra antico e moderno, tra antichi metodi di stampa e tecnologia digitale. La semplicità, intesa come genuinità, insieme a una buona dose di precisione, tempo e concentrazione, della stampa bruna è il presupposto fondamentale per la creazione di immagini fotografiche di rara originalità. Oltre al procedimento tecnico, la bellezza delle immagini è il risultato anche della scelta del soggetto: il sito archeologico di Altilia. La rappresentazione fotografica dell'antico nucleo abitativo romano contribuisce a rendere ancora più singolare l'immagine prodotta attraverso la stampa bruna. Iscrizioni sparse ovunque, colonne che si innalzano verso il cielo, pietre che ancora definiscono i sentieri percorsi, le porte e le mura che invitano a entrare in città: tutti questi elementi sono stati catturati dalle immagini in mostra con lo scopo di rendere visibile agli occhi di chiunque quel valore antico ed eterno che rende unica e autentica anche la stampa bruna.

Per l’occasione Alessandra Capocefalo, archeologa, socia fondatrice dell’Associazione Me.MO Cantieri Culturali, guiderà gli ospiti in un tour virtuale dell’area archeologica di Saepinum - Altilia attraverso le immagini realizzate da Rosso Albino, Chiara Brunetti, Paolo Cardone, Rossana Centracchio, Simone Di Niro, Alexandra R. Ionescu, Lello Muzio.
Il percorso si snoderà tra le immagini sottolineando i particolari più significativi di una città antica scomparsa per secoli e riemersa, in parte, negli anni ’50 del Novecento. Il municipio romano, sorto a cavallo del tratturo Pescasseroli – Candela nel tratto che attraversa la Valle del Tammaro in corrispondenza della montagna di Sepino, ha una lunga storia da raccontare a partire dalla sua prima organizzazione urbana, racchiusa all’interno delle possenti mura, che furono fatte edificare dai figli adottivi di Augusto, Tiberio e Druso. Diversi secoli di transumanza e opere pubbliche, finanziate dai membri illustri di famiglie locali che raggiunsero le più alte cariche dell’Impero, la resero uno dei municipia più importanti del Sannio molisano fino al suo progressivo decadimento che raggiunse il culmine in epoca altomedievale. Da questo momento in poi l’area sarà occupata da piccoli nuclei organizzati intorno alle aree coltivabili che conserveranno la loro fisionomia fino alla seconda metà del ‘900.
Questo percorso storico, umano e sociale, si rivelerà attraverso gli straordinari scatti della mostra Brown Print – Altilia, organizzata dal Centro per la Fotografia Vivian Maier di Campobasso che sarà aperta al pubblico domenica 20 dicembre, dalle ore 18:30, presso Arte Studio, in via Zurlo 22 a Campobasso.

Per informazioni sulla mostra
https://www.facebook.com/events/1156875314339788/
cfcvivianmaier@gmail.com
tel. 349 68 78 280

Per informazioni sui corsi e sulle attività
https://www.facebook.com/centrofotografiavivianmaier/
cfcvivianmaier@gmail.com
tel. 349 68 78 280


giovedì 16 aprile 2015

Museo Civico Virtuale di Bojano

Il Museo Civico Virtuale di Bojano è un gruppo su Facebook che vuole creare una raccolta di immagini relative a reperti archeologici ed oggetti di interesse storico, artistico e culturale da collocare nel museo civico di Bojano (una sorta di museo virtuale fruibile da tutti i visitatori). Tra le immagini postate, che testimoniano la ricchezza e, purtroppo, l'abbandono, della città transitata attraverso il periodo sannita, romana, medievale e moderna, sono inclusi anche elementi attualmente conservati in altri musei, in collezioni private ed eventuali donazioni. Di seguito alcune immagini della raccolta.





lunedì 13 gennaio 2014

Gli Etruschi del lago al museo archeologico di Venafro


Mercoledì 15 gennaio 2014 alle ore 11 inaugurazione al museo archeologico nazionale di Venafro della mostra dal titolo "Gli Etruschi del lago". Un'iniziativa organizzata dalla Soprintendenza del Molise in collaborazione con il Comune di Venafro.

martedì 24 settembre 2013

Nuovo allestimento per il Museo Archeologico di Venafro


Sabato 28 settembre si inaugura il nuovo suggestivo allestimento del Museo di Santa Chiara, il Museo archeologico di Venafro. Per l'occasione nel chiostro saranno organizzati,  dal Comune di Venafro e dal Ministero per i Beni culturali, un concerto di musica popolare, laboratori didattici ed altri eventi. Il Museo archeologico di Venafro è ospitato all'interno del monastero seicentesco di Santa Chiara, in cui aveva trovato sede il piccolo museo civico istituito nel 1931 in seguito ai ritrovamenti archeologici del 1919 in località Terme di S. Aniello. Oltre all'antica raccolta il museo conserva anche i ritrovamenti provenienti dai recenti scavi archeologici che hanno permesso di conoscere meglio l'insediamento sannitico e la Venafro di età imperiale. L'esposizione museale si articola in due piani (piano terra e primo piano) secondo criteri cronologici e tematici, e mostra i diversi aspetti e le diverse realtà della vita quotidiana, pubblica e privata.

sabato 20 ottobre 2012

Tra Mito e Storia al Mario Pagano

Il prossimo giovedì 25 ottobre alle ore 18.00 presso l'Aula Magna del Convitto 'Mario Pagano' di Campobasso la dott.ssa e archeologa Gabriella Di Rocco relazionerà su Mito e Storia. Immagini e suggestioni dalla pittura vascolare greca, in una interessante lezione tra mito, storia e attualità.


venerdì 5 agosto 2011

Sepino, ovvero l'Italia

Tomaso Montanari
Il Fatto quotidiano 15/7/2011
Solo Galan può fermare il cantiere


Immaginatevi Piazza San Pietro con sedici pale eoliche piantate nel Colonnato berniniano: sedici pale alte centotrenta metri, cioè esattamente quanto la Cupola. O immaginatevi questi mostri sulla collina di Fiesole, sopra Firenze. O torreggianti sull'isola di San Giorgio, di fronte a Piazza San Marco, a Venezia. Bene, grazie a una sentenza del Consiglio di Stato di pochi giorni fa qualcosa del genere sta davvero per accadere: quelle sedici, gigantesche pale eoliche stanno per essere installate sulla città romana di Sepino, in Molise. E qui immagino le alzate di sopracciglio: «Ma non vorrai paragonare questa Sepino con Piazza San Pietro, o col Bacino di San Marco?». E invece è proprio quello che voglio fare. Sepino è uno dei luoghi più belli ed emozionanti che abbia visto nella mia vita. Una città romana non meno commovente di Pompei: una città vera, non uno scavo leggibile solo dagli specialisti. Una città con le mura in piedi, con il teatro agibile, con le strade, le botteghe, gli archi, le iscrizioni. Una città in cui le piccole basiliche si sono trasformate in masserie settecentesche, in parte ancora abitate e circondate da animali. Una città che, a differenza di Pompei, è ancora immersa in una natura intatta: la meravigliosa valle del Tammaro, chiusa da colline dolcissime su cui corrono i tratturi nati sui tracciati, e a volte sui selciati, delle strade romane. Camminando per Sepino hai la sensazione di camminare nel tempo, sembra di essere nel Campo Vaccino, cioè nel Foro Romano quand'era un pascolo: fino all'età di Goethe. Ma, soprattutto, a Sepino capisci cos'è, davvero, l'Italia: o meglio cos'era, e cosa potrebbe continuare a essere. Un paese irriducibile al campionario di pochi luoghi simbolo, e che consiste invece nella capillare diffusione di siti meravigliosi, nel tessuto continuo di storia e natura ormai fuse in un paesaggio culturale unico al mondo. Qualcosa di incompatibile con la dimensione "televisiva" della comunicazione contemporanea, che ha bisogno di nomi celeberrimi e di continua, alienante celebrazione dell'ovvio. Né aiutano i giornali, maniacalmente interessati al singolo "capolavoro" inedito: solo nelle ultime settimane, quanto spazio è stato dedicato allo pseudo-Caravaggio spagnolo, all'improbabile Leonardo americano, e ora all'ennesimo finto-Michelangelo dell'instancabile Antonio Forcellino! Come se, dimentichi del mare e della sua salvezza, ci lanciassimo in una inutile, frivola e per giunta fallace ricerca delle conchiglie rare, riducendo la storia dell'arte a un'enigmistica da ombrellone. Se l'opinione pubblica nazionale, almeno quella più colta e avvertita, sapesse cos'è Sepino, devastarla con le torri eoliche sarebbe impensabile come lo è per Piazza San Pietro, o per Venezia. E invece sta succedendo. Il tratturo-strada romana è stato trasformato in una strada di cantiere (!), e i mezzi meccanici hanno cominciato ad agire. A quel punto è scoppiata una battaglia: per ora solo legale, anche se non è difficile immaginare un esito tipo "No Tav". Essa riguarda tutto il Molise: su una regione di 4000 chilometri quadrati si vorrebbero installare 3500 pale, per un business (con molti lati oscuri) calcolato in 60 miliardi di euro. Contro questo Golia, lotta un coraggioso, ammirevole David composto da 136 associazioni culturali, comitati spontanei e organizzazioni varie. E lo Stato, da che parte sta? II nuovo direttore regionale del Ministero dei Beni culturali, Gino Famiglietti, ha invertito la linea lassista dei predecessori (quella che è all'origine dell'attuale sentenza del Consiglio di Stato), ed è ora il più forte difensore di Sepino. Il presidente della Regione sta invece con le pale, anche se la pressione crescente della cittadinanza attiva molisana sta cominciando a fare breccia. Ora la palla è a Roma, nelle mani del ministro Galan. C'è infatti solo un modo per salvare Sepino: approvare, e in fretta, una legge speciale che scavalchi tutti i cavilli e vada al cuore del problema. In attesa che una seria manutenzione del recente Codice Urbani renda efficace una rete di protezione che salvi l'Italia. Che non è "Roma più Firenze più Venezia": quella è Las Vegas.

sabato 30 luglio 2011

Castropignano: storia, arte, archeologia



Gabriella DI ROCCO, archeologa:
“Castropignano ed il suo castello: vicende storiche ed evidenze archeologiche.”


Franco VALENTE, architetto e storico dell’arte:
“Le croci stazionarie e le chiese antiche di Castropignano.”


Tommaso EVANGELISTA, storico dell’arte:
“Autentica artista. L’esperienza pittorica di Gilda Pansiotti.”


A seguire (ore 19.00) sarà inaugurata la mostra:
“L’ARTE COLORA LA VITA. L’OPERA PITTORICA DI GILDA PANSIOTTI 1891-1986” (convento di Santa Maria delle Grazie).

Castropignano 6-13 Agosto (orario: 17,00-20,30)
Duronia 14-21 Agosto.
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