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martedì 3 maggio 2011

Volturnart - foto dal vernissage

Il museo
Si allestisce
L'Italia in preparazione
L'Italia capovolta

Presentazione con il sindaco Antonio Izzi, Michele Peri e Tommaso Evangelista
Momento di commozione di Peri











L'Italia è desta? da sinistra Nazzareno Serricchio, Antonio Tramontano, Walter Giancola, Nino Barone, Lucia di Miceli

Cinzia Mastropaolo all'AxA

Dopo il successo della mostra Made in Italy lo splendido open space AxA Azienda per le arti (via Colle delle Api 170, Campobasso), che la Palladino Company offre ad artisti e critici per promuovere l’arte e la cultura, ospita la personale di Cinzia Mastropaolo. La mostra dal titolo Emersione simbolica + vacanze romane, curata dal critico molisano Antonio Picariello e inaugurata il 28 aprile, resterà fruibile fino al 16 maggio. Cinzia Mastropaolo, campobassana, ha svolto a Roma un corso di moda, partecipando a diversi eventi capitolini di moda con proprie collezioni, e ha frequentato in seguito la Scuola libera del nudo. Sempre attenta al disegno quale mezzo essenziale di espressione, ha realizzato schizzi, bozzetti, ritratti e paesaggi, partecipando anche a numerosi progetti di MailArt nel mondo. Si è cimentata altresì in installazioni dove ha unito fantasia, ricerca della forma e indagine della composizione: la sua “Madonna Rock”, realizzata a Rovere, in Abruzzo, fonde entro schemi barocchi tutta la sua abilità creativa e progettuale. Oltre a dipingere ha pubblicato anche un libro, “Disobbedire al clan”, edito da Filopoli. Nella personale all’AxA sono presenti diverse serie di opere che offrono una visione completa della sua poetica e ricerca personale; l’artista, in generale, partendo da impressioni visive, attraverso un personale studio sulla composizione e una riduzione del segno, in virtù di un uso libero ed emozionale del colore, arriva a configurare brani pittorici estremamente suggestivi dove il mondo e i suoi personaggi, ridotti a tracce e contorni (o silhouette, per restare nel campo della moda), diventano reminiscenze e simboli, tracce della ricerca e svelamento del suo spirito. Analizzando singolarmente i diversi lavori troviamo la serie dedicata ai politici italiani, dall’emblematico titolo "gli evaporati, gli evaporandi e coloro che non vogliono evaporare"; in questi ritratti dai colori pastello e dalle forme sintetiche non è difficile cogliere l’ironia con la quale sono stati raffigurati personaggi pubblici, inconsistenti come vapori e pertanto svelati nella loro insignificanza. Grottesche maschere moderne dell’arte dal perenne atteggiarsi, come l’enigmatico “M.B.”. Se i “Ritratti” si giovano di un’equilibrata sintesi dei volti ridotti a schemi e a smorfie, la serie “Dedicata alle donne” colpisce per le atmosfere oniriche e intime, non prive di elementi simbolici (lo scudo, i dischi) intesi quali armi e qualità allo stesso tempo. Il lavoro dedicato al sisma in Abruzzo, terra cara all’artista, “Il battito veloce del cuore”, si caratterizza per l’abbandono dell’aria trasognata e minimale e per la resa di una violenza reale (cromatica e materica sulla tela) che cerca di rendere la brutalità del sisma sulle cose e sulle persone. I colori si scuriscono, la linea diventa groviglio di movimenti e gesti, le figure spariscono e si nascondono tra le pieghe di una trama pittorica serrata che lascia poco spazio al godimento. Negli ultimi lavori, infine, il segno si piega alla scrittura e alla narrazione capace di trasfigurare anche la nostra Italia. In conclusione segnalo la serie delle “Osvaldine”, singolari figure uscite dalla matita della pittrice e suoi alterego; memore degli studi di moda l’artista realizza questi personaggi dalle linee esili e scattanti e con pochi tocchi grafici ce ne restituisce quasi la personalità spigolosa e controcorrente. Eroine di carta vivono attraverso essa per dissacrare e dissacrarci; in loro tutta la grafica pubblicitaria del Ventennio (penso a Dudreville) e un che di felliniano e da “Dolce vita”. E proprio riguardo alle “Osvaldine” mi piace concludere con le parole della stessa Mastropaolo, tratte dal suo sito: “Mi chiamo Cinzia Mastropaolo, ma molti mi conoscono col nome di Osvalda, altri ancora con quello di Pow-how. Osvalda è il personaggio del mio libro “Disobbedire al clan” di cui ho anche disegnato la copertina. Ed è lo pseudonimo che ho usato per pubblicare il libro, con l’aggiunta del cognome “De Pauau” (esatta pronuncia di Pow-how). Tutto questo che apparentemente sembra un caos, in realtà ha un significato molto lineare e profondo: appartiene al mondo dei simboli e dei significati. “La Osvalda” è una donna contemporanea, informale, che sorride alla vita e che leggera, ironica e libera vola verso orizzonti più ampi ogni qual volta la vita e gli avvenimenti, gli accidenti e le vicissitudini la vorrebbero invece immobile e prigioniera dei dolori, dei capricci, degli intoppi, di tutto quanto insomma la vita riserva a tutti noi esseri umani. E’ un simbolo appunto, e come tale si colloca anche su un piano che appartiene all’immaginario… ed è così che “La Osvalda” può trasformarsi e imbellettarsi di porporina..."

Tommaso Evangelista su Zenit Magazine di Maggio 2011

Ma fin est mon commencement


4 maggio al 10 giugno 2011 

Inaugurazione: 

mercoledì alle 17.30 


a cura di Lorenzo Canova


Paolo Borrelli
Fausto Colavecchia
Dante Gentile Lorusso
Luigi Grandillo


L’Aratro inaugura un nuovo progetto dedicato all’arte contemporanea in Molise con una mostra collettiva di Paolo Borrelli, Fausto Colavecchia, Dante Gentile Lorusso, Luigi Grandillo, artisti attivi a Campobasso, recentemente coinvolti in una serie di mostre internazionali e che come collettivo “Limiti Inchiusi” sono stati inclusi tra le quattro presenze artistiche molisane della mostra che celebra i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia al Vittoriano di Roma, dove tra l’altro hanno esposto l’unica opera video dell’intero percorso espositivo. La nuova mostra dell’ARATRO intende presentare in questo modo il multiforme e del tutto attuale metodo di lavoro dei quattro artisti che operano con la pittura e l’installazione, con la fotografia, il collage e la scultura senza trascurare però l’uso delle tecnologie video e digitali. Lo stesso allestimento, dalle caratteristiche composite, propone così la qualità e la vitalità di un cantiere creativo nato come dialogo e come scambio di esperienze che però non trascurano le peculiarità delle singole personalità e la loro volontà di dedicarsi a sempre nuove soluzioni e a nuovi strumenti e sistemi di ricerca. 
In questo senso lo stesso titolo della mostra allude dunque sia a un incessante fermento creativo, che trova una sorta di circolarità nel cammino attraverso il tempo, che alla possibilità offerta agli artisti di chiudere un percorso e di farne nascere altri attraverso la costruzione di un polimorfico metodo di interpretazione del reale e una visione aperta e in movimento dell’azione artistica. 

Dal 4 maggio al 10 giugno 2011
ARATRO- archivio delle arti elettroniche -laboratorio per l’arte contemporanea
Secondo edificio polifunzionale - Università degli Studi del Molise
Via De Sanctis 86100 Campobasso- Info: +39 338 5912482 – e-mail: aratro@unimol.it

martedì 26 aprile 2011

Lily Sverner Una città per viverci

Sabato 30 aprile alle ore 18.00 presso la Galleria Limiti inchiusi di Campobasso sarà inaugurata la mostra Una città per viverci della nota fotografa brasiliana di origine belga Lily Sverner. 

Le foto presenti in mostra fanno parte di un saggio realizzato tra maggio e settembre del 2010, commissionato dal Comune di Itatiba per i festeggiamenti dei 153 anni della fondazione di Itatiba. Un libro sul tema verrà pubblicato nell’ottobre del 2011 e sarà presentato in occasione della commemorazione dell’anniversario della città. 

Lily Sverner è nata a Antuerpia (Belgio) nel 1934, emigra in Brasile con la famiglia nel 1941. Si laurea all’Instituto Nacional de Artes” a Rio de Janeiro nel 1954. Nel 1973 e 1974, a São Paulo, segue un corso presso la scuola “Enfoco Escola de Fotografia”. Insieme al fotografo Andrè Boccato fonda la casa editrice Editora Sver&Boccato, specializzata in libri di fotografia (dal 1987 al 1991) e il “Gabinete da Imagem” dal 1991. 

Oggi sviluppa progetti autorali di fotografia. Dal 2006 dirige a Itatiba il “Centro Mandala de Estudos e Meditação” dove peraltro vive. 

Sue opere, tra tante altre, sono nella collezione del Museu de Arte de São Paulo, Fundação Armando Álvares Penteado, Banco do Brasil, Fototeca de Cuba, Kusthaus Zurich, Maison Française NY University e Instituto Moreira Salles,. 

Ha pubblica i libri Fragmentos de uma Paisagem Urbana,1988; Virtudes da Realidade, 1996; Recortes do Olhar, 2009. 

Itatiba:Gli sguardi continui, ogni dettaglio dei frammenti-città si espone e si nasconde al desiderio del fotografo curioso e quasi sempre giocano come con lo sfogliare dei petali della margherita. Chiede Tempo, per essere scoperta man mano con tenerezza. 
Sarà proprio azzurro il cielo di Itatiba? 
Saranno magici i tramonti fino al punto di competere con i colori vivaci delle sue case e della sua gente? 
Ho posato lo sguardo su infinite possibilità di presentare allo spettatore una mia visione che non fosse un ritratto della totalità (esiste?,) ma un omaggio a Itatiba, una città per viverla. (Lily Sverner)

30 aprile/22 maggio 2011
Galleria Limiti Inchiusi, Via Muricchio 1, Campobasso

martedì 19 aprile 2011

Nominato il comitato scientifico della Fondazione Molise Cultura

Nominato il comitato scientifico della Fondazione Molise Cultura composto da Gino Marotta, Mogol, Chiara Gamberale, Pino Mese e Dante Gentile Lorusso. Venerdì 15 aprile 2011 si è riunito il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Molise Cultura. Durante la seduta il Consiglio, costituito dal Presidente Iorio e dai Consiglieri Cufari e Messere, ha provveduto alla nomina del Comitato Scientifico che risulta così composto: GINO MAROTTA, GIULIO RAPETTI (MOGOL), CHIARA GAMBERALE, PINO NESE, DANTE GENTILE LORUSSO. Il Consiglio, inoltre, ha provveduto nella stessa occasione a nominare il Maestro Gino Marotta Sovrintendente della Fondazione Molise Cultura. Con tale adempimento, nel pieno rispetto dei tempi dettati dallo Statuto, si è conclusa la fase organizzativa relativa agli organi sociali della Fondazione. (...il resto dell'articolo).

Speriamo bene!!!

Volturnart - 150 artisti per l'unità d'Italia

Luogo: Spazio Cultura – Museo civico del secondo risorgimento d’Italia. Rocchetta al Volturno (IS).
Periodo: 25 Aprile/25 Maggio 2011
Inaugurazione: 25 aprile ore 16:30
Organizzazione: Comune di Rocchetta al Volturno
Progettazione: Cooperativa sociale Ambiente e Natura
Ideazione: Michele Peri
Orario di Apertura: Mercoledì 15:30-19; Venerdì 15:30-19; Sabato e Domenica 10-12/15:30-19
Info e appuntamenti: 347/6983633

“La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”. Così recita l’art. 12 della nostra Costituzione e nulla più di questa perentoria definizione può sintetizzare quel drappo di stoffa (banda significa appunto striscia dipinta) usato simbolicamente per identificare una nazione. La forza dei simboli sta appunto nella loro sintesi e pertanto sarebbe inutile una disquisizione sui significati dei colori. Tradizionalmente, e forse ingenuamente, si vuol vedere il verde dei prati, il bianco delle nevi, e il rosso del sangue versato ma, seguendo i versi di insigni poeti, da Dall’Ongaro a Carducci, non mancano altre interpretazioni. Il leitmotiv della mostra è appunto la bandiera italiana, o meglio i suoi tre colori intesi come spunti di partenza, o tema di fondo, per il lavoro degli artisti; non quindi una mera raccolta di emblemi visivi ma la realizzazione di un palinsesto che, pur nell’unità dei colori e delle dimensioni delle singole opere, presenti un racconto articolato che descriva la storia, il significato e soprattutto i mali e le distorsioni di un simbolo antico come la bandiera (e per traslato della nazione), con tecniche e materiali diversi. Nell’anno del 150 anniversario dell’Unità d’Italia si intende ripercorrere questa tappa fondamentale della storia nazionale con una mostra d’arte contemporanea internazionale. VOLTURNART intende essere un viaggio che, partendo dal fiume Volturno - che grande importanza rivestì nelle vicende che portarono all’unificazione, e poi alla liberazione dal nazifascismo- fornisca uno spunto di riflessione per osservare , attraverso le suggestioni di artisti e critici, l’Italia presente e quella che vorremmo. 

La mostra prevede l’esposizione delle opere di 150 artisti (sette artisti per ogni regione e 10 artisti internazionali che vivono ed operano in Italia) che rappresenteranno una aggiornata meditazione sul concetto di unità attraverso i colori della bandiera italiana. Grazie alla presenza di artisti stranieri il concetto di Unità si fonderà in una globalità d’intenti artistici in cui l’Unità d’Italia sarà il punto di partenza e l’Unità Globale quello di arrivo. 

Inoltre nell’ambito della mostra è prevista la presenza di venti artisti molisani chiamati a lavorare sul tema della bandiera messo in relazione alle 20 regioni italiane che, sagomate, diventeranno i supporti di altrettante opere al fine di realizzare un’installazione globale. 
A Rocchetta l’arte celebra un numero (150), un’entità di misura temporale (anni), un concetto (l’unità) e un luogo geografico (l’Italia) e lo fa con i colori, il verde, il bianco, il rosso della bandiera nazionale, che diventano il verde, il bianco, il rosso di opere realizzate con tecniche diverse, che vanno dalla fotografia al disegno, dalla pittura all’immagine digitale, intrecciando saperi alti e linguaggi pop, storia e cronaca, fantasia e poesia, critica e celebrazione, in una fitta trama di rimandi e citazioni da apprezzare nell’allestimento inteso come muro continuo e ininterrotto di impressioni. La mostra, tra le più complete della regione e dell’intero meridione sul tema dell’arte contemporanea in relazione alla ricorrenza dell’Unità d’Italia, resterà per circa un mese a Rocchetta per poi essere spostata in altri centri della penisola. 

Tommaso EVANGELISTA 
Critico e storico dell’arte


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