pagine

martedì 24 maggio 2011

Distruttori della bellezza

Riporto la lettera aperta scritta dallo scultore termolese Michele Carafa, che si interroga sul ruolo della Bellezza e della tutela delle immagini nella società contemporanea, con riferimento all'ambiente di Termoli

"Il termine Iconoclastia deriva dalle parole greche Eikon =immagine e Klastes= rompitore Distruzione delle immagini. 

Per l’ennesima volta, rispondendo volentieri all’atteso invito dell’assessore alla Cultura Michele Cocomazzi, ho restaurato la mia scultura “La moglie del pescatore” opera del 2000, realizzata durante la settimana del II (ed ultimo) Simposio di scultura Città di Termoli, manifestazione artistica che, seppur dalla vita breve, ha saputo donare alla città numerose opere scultoree di grandi dimensioni, collocate in spazi pubblici, alla libera fruibilità della popolazione cittadina. L’opera stavolta è stata bersaglio di un aspirante iconoclasta che, in preda a deliri carnevaleschi, si è accanito sul viso, oscurandone i lineamenti con del colore scuro. 

Riflettendo sul significato del termine pensavo quanto le furie iconoclaste abbiano segnato la storia e come siano sempre state i prodomi di scissioni, repressioni culturali e sociali, di guerre e di terrore. 
Iconoclasti erano quei bizantini che nell’ VIII secolo si accanirono contro le icone per timore di idolatria; iconoclasti erano i Conquistadores che in sudamerica cancellarono (fondendole in lingotti d’oro) le immagini degli Idoli locali; iconoclasti furono tutti i regimi totalitari, il nazismo fece falò di opere d’arte definite “degenerate”, perché frutto di un pensiero libero ed indipendente, da annientare di li a poco, anche fisicamente, (per fortuna molto più tollerante fu il fascismo, ma solo per le arti);iconoclasti furono i talebani che prima delle due torri buttarono giù col tritolo le due millenarie immagini dei Buddha di Bamyan, segno scomodo di un passato preislamico dell’Afghanistan. 

In una strategia consolidata si colpiscono quindi prima le immagini, per annientare, poi, la libertà di un popolo. Ovvero la negazione della Bellezza quale preannuncio della negazione della Libertà. 
Un popolo oppresso non può fare Arte, ce lo ricordo Quasimodo (“e come potevamo noi cantare…”) ed un popolo senza Arte può solo morire! 

I nuovi iconoclasti metropolitani di casa nostra aspirano a cancellare con una “azione distruttiva” una “azione creativa”. Per inciso, le azioni possono essere o creative o distruttive, non esistono azioni neutre. 
Il gesto dissacratorio, di chi imbratta un’opera, è un gesto che denota l’impotenza creativa derivante dalla propria stupidità, impotenza che spinge ad affermare la propria identità potendo fare l’unica cosa possibile: Distruggere . Sia chiaro, ben diverso dall’azione, solo apparentemente distruttiva e dissacratoria, ma frutto di un pensiero artistico lucidissimo e nobile, di Marchel Duchamp, che mette i baffi alla riproduzione della Gioconda per contestare una classe borghese indegna dell’arte, o del fendente sulla la tela di Lucio Fontana, che apre una nuova spazialità nella bidimensionalità del dipinto. 
I nostri dissacrano per incapacità e null’altro possono fare che sostituire i segni manifesti di una cultura con il vuoto esistenziale che li pervade. 

Riflettevo ancora di come complice dell’iconoclasta possa diventarlo chiunque sia custode di una opera o di un tempio e non faccia nulla per difenderlo dall’attacco dei nuovi barbari. 
Riflettevo dello stato di abbandono del nostro borgo, dalle telecamere promesse ma ancora spente e della dissacrante e ridicola, se non fosse tristemente vera, decisione di collocare nel Tempio dell’arte contemporanea cittadino, la Galleria Civica, una associazione che nulla ha a che vedere con la cultura artistica contemporanea e con la storia di quel luogo. Una profanazione di quel Tempio dell’arte contemporanea dal passato così illustre, e dal presente incerto. 
La Galleria Civica, ed il patrimonio artistico termolese, hanno bisogno di ben altri interventi, in ben altra direzione,c’è bisogno urgente di gesti corretti, concreti e costruttivi per dare segnali inequivocabili ed esemplari: c’è bisogno di Azioni Creative per invertire il prosieguo di un declino inesorabile avviato da troppi anni, quale ad esempio la definitiva sistemazione in una sede espositiva delle oltre 500 opere occultate ancora nei magazzini. 
L’immagine della Galleria Civica va tutelata da fendenti che ne aggraverebbero ulteriormente la dignità conquistata da oltre cinquant’anni di lavoro metodico e costante da pochi amanti dell’arte, primo fra tutti il Maestro Achille Pace. 
I custodi della Bellezza sono in primis gli amministratori locali, dai quali attendo un fattivo ripensamento su questa scelta scellerata, ma contro l’iconoclastia culturale nessun amante della Libertà può non sentirsi coinvolto perché la difesa della cultura di un popolo ne difende la sua vita". 

Michele Carafa su Primonumero

sabato 21 maggio 2011

Tracce di cercatori

Di Tracker art, appena concluso, rimangono molte impressioni e frammenti di parole, frasi, pensieri. Come in un piccolo atlante ecco un montaggio di materiale vario preso da internet che ricorda alcuni interventi dei "cercatori".

Chi sono? Una donna che si è lasciata attrarre dall'arte come fosse il canto delle sirene.
Mi dicono che l'arte, la cultura, la possibilità di declinare il tempo secondo piacere e passione, è roba da ricchi.
Io ci sono riuscita. Almeno per dieci lunghi anni. Certo è che l'avventura si è dipanata in maniera rocambolesca, se vogliamo, per almeno tre motivi: sono siciliana, provengo da un ambiente piccolo borghese, le mie risorse finanziarie sono tutt'altro che illimitate.
Uso Facebook come finestra sul mondo delle arti e come mezzo di promozione caldo.
Perché scrivo? Non posso farne a meno.
Si tuona, da almeno un biennio, sui tagli alla cultura, sul "tetto di vetro" contro il quale le donne ambiziose battono il capo; si sacramenta e poi si torna a un pianto greco sommesso.
Ma io voglio strigere "l'occhio di bue" sul cascame più grave dei tempi presenti: l'insofferenza. Ogni giorno studio un modo per far convergere le mie personali iniziative - culturali, poetiche, artistiche - e il mondo degli altri. Ho circa 4.400 contatti, spalmati in più parti del mondo. Abito in Sicilia, ma fingo di vivere altrove. Ogni giorno ho l'obbligo di domandarmi se produco contenuti accessibili a quei tanti che conducono una vita diversa dalla mia. Ogni giorno sono costretta a chiedermi se il mio decennale investimento in cultura non sia stata una frode.
Inutile, nonché dannoso, che io citi l'assenza di meritocrazia, piuttosto vorrei alzare la voce sulla lobotomizzazione della sensibilità.
Da più di un anno porto avanti una personale battaglia per un iter universitario che inizialmente mi ha sorretto permettendomi, grazie a una borsa di studio per un Dottorato di ricerca, di continuare a dedicarmi alla punta più sperimentale dell'arte contemporanea, oltre che di foraggiare una minima mobilità; avendo, però, contravvenuto alla cieca ubbidienza nei confronti del mio tutor, dopo lunga malattia, mi son trovata sotto procedimento di esclusione dallo stesso Dottorato (procedimento a tutt'oggi in corso).
Lei pensa abbia avuto solidarietà?
Pochissimi amici e ancor meno, nel novero dei colleghi, hanno teso una mano o hanno speso una parola. Al contrario molti fra i miei "contatti" alzano la voce se invece dei loro "contenuti" promuovo le mie piccole lotte di periferia. Vorrei consigliare a quanti si sperticano in critiche e giudizi verso lo status quo di farsi un bell'esame di coscienza e osservare i "cadaveri" che scavalcano prima di dirsi ecumenicamente impegnati nella lotta contro i soprusi della società civile.
Contro la purezza, come dice Isabella Bordoni citando Hannah Arendt, ma verso una più reale sensibilità

Una scalza che brucia

Anita T. Giuga





Eugenio Giannì http://www.inismo.it/painted/HTML/gian.html + Grieg (il mattino)

da Aaron - di Harold Cohen




Giuseppe Siano


giovedì 12 maggio 2011

ED (IPOVISIONE)

ABRAXAS LAB
Scuola interculturale di pratiche teatrali
COMUNE DI SANTA CROCE DI MAGLIANO
Assessorato alla cultura

ED(IPOVISIONE)
da "Edipo Re" di Sofocle
Spettacolo Teatrale con gli allievi della Scuola di Teatro ABRAXAS LAB
20-21 maggio 2011

orario spettacoli:
20 maggio ore 10.45 (per le scuole) - ore 21.30 serale
21 maggio ore 21.30

Coordinazione Lab e drammaturgia: Azzurra De Gregorio
Costumi: Marina Miozza
Regia, scene e luci: Nicola Macolino

AZIONI: Antonio Iantomasi, Renzo Iantomasi, Antonella Macolino, Olga Petrucci, Gennaro Santarelli, Camilla Santelia, Giovanni Sebastiano, Domenica Simone, Kelly Visconti, Emanuela Vitulli.

Posti limitati per spettacoli serali. Per info e prenotazioni: 329/6290465
338/3183197

venerdì 6 maggio 2011

Gli artisti molisani per la Biennale delle regioni

E' uscita ieri, dopo molte polemiche, rimandi, rinvii, promesse di abbandono e ricerca di fondi, la famosa lista degli artisti invitati alla biennale per il Padiglione Italia e per le altre iniziative da Vittorio Sgarbi. Quest'anno la Biennale si celebra anche a livello regionale, per il 150 anni della nazione, e questi sono gli artisti selezionati per l'evento che sarà allestito presso l'Officina della Cultura a Isernia. Per la lista completa si rimanda a questo link: elenchi artisti 54° Biennale di Venezia. A parte qualche nome, per me una bella selezione (non so però da chi fatta) con molti giovani e idee fresche in linea con le ultime tendenze. Si è persa però l'opportunità di dar un riconoscimento a tanti artisti storici che veramente, lottando con i denti, hanno cercato di far arte in questa regione. La selezione, infatti, pur aprendosi al nuovo, tralascia molte peculiarità dell'arte contemporanea molisana, un'arte "di stomaco", caratterizzata dalle forti emozioni e rotture e da un rapporto, direi quasi ossessivo, con la terra e gli oggetti e le esperienze del vissuto. Ma il numero era troppo limitato per includere anche questi artisti quindi ben venga l'apertura al nuovo e ai giovani. E a quell'isernino-newyorkese di Elio Franceschelli che reputo tra gli artisti più interessanti della regione.

Giuseppe Capitani
Cleto Di Giustino
Elio Franceschelli
Ettore Frani
Ernesto Liccardo
Vincenzo Mascia
Manovella
Helena Manzan
Michele Mariano
Andrea Nicodemo
Caterina Notte
Giacinto Occhionero
Igor Verrilli

giovedì 5 maggio 2011

Auditorium d'Isernia lettera aperta alla politica dagli artisti molisani

Gentili lettori, ma soprattutto GENTILI POLITICI:invio la presente lettera aperta facendomi portavoce dei MUSICISTI e degli ARTISTI molisani, inerentemente alla feroce polemica sul tanto dibattuto "AUDITORIUM" di Isernia, che e' da mesi protagonista degli attacchi e delle difese di chi e' pro e contro la super struttura, che sara' inaugurata ad Isernia il prossimo Dicembre.


Confrontandomi con i miei colleghi, mi sono reso conto che il mio pensiero e' totalmente condiviso dalla stragrande maggioranza degli operatori culturali e piu' in generale degli Artisti di questa regione, per cui mi sono quindi sentito in "dovere" di scrivere la seguente missiva a proposite dell' opera succitata, che ricordiamo e' una delle 11 costruite in Italia per il centocinquantenario, il che potrebbe e dovrebbe gia' bastare a smuovere le coscienze e l'interesse generale, per un momento in cui il Molise, incredibile a dirsi, non e' il solito "fanalino di coda" dell'Italia.

Avevamo assolutamente bisogno di un infrastruttura, di una sede vera, funzionale, e di grande respiro, che possa finalmente accogliere e artisti di medio e grande calibro, offrendo finalmente l'occasione a questa terra di rilanciare la propria immagine all'interno di quello che e' il business dell'arte e dello spettacolo. 

Stando a quello che le carte dicono, il Comune d'Isernia ha incassato piu' di 30 milioni di euro da parte dello Stato per mettere in opera l'Auditorium, la qual cosa mi sembra gia' una notevole vittoria per una provincia che merita visibilita' e che vuole essere l'elemento di traino, l'esempio da seguire, citta' capofila di un progetto culturale che in un momento storico in cui il decadimento dell'arte e' palesato dalla difficolta' stessa con cui gli operatori del settore si trovano ad operare.

Ed e' in un momento come questo che un opera come l'Auditorium diventa un vero e proprio gancio che permettera' a questa regione di rimanere ancorata al movimento culturale italiano, entrando finalmente a far parte di quella schiera di gestioni e locations che ospitano gli eventi ed i protagonisti principali del panorama musicale ed artistico internazionale. 

E mi meraviglio davvero della bieca cecita' di alcuni politici, che strumentalizzando la questione per i loro fini, sono arrivati a dire che un Auditorium di 700 poltroncine e' una struttura enorme la cui presenza non e' giustificata in una citta' con poche decine di migliaia di abitanti come Isernia. 

Vorrei dire a costoro che mi sembra ovvio, scontato, e di facile intuizione, il fatto che una location del genere e' destinata ad ospitare eventi che interesseranno non solo gli isernini, ma anche tutti i molisani ed ancora gli abitanti delle regioni limitrofe.

Oppure pensano che il Parco della Musica a Roma sia un Auditorium per i Romani?? Ma dico, stiamo scherzando?

L'altra questione e' quella inerente alla spesa per l'auditorium. Non capisco perche' tanta ferocia contro il Sindaco Melogli, meritevole di una grande intuizione e colpevole solo di aver pensato che per una volta, Isernia ed al Molise, potevano diventare protagoniste delle dinamiche italiane, anziche' relegare a questa terra il primato di "eterna esclusa".

Ed allora quello che vorrei dire a tutti i miei amministratori, locali, regionali, e provinciali e' : perche' non proviamo a fare squadra per individuare le risorse di cui ha bisogno la regione ed il comune per completare l'opera? 

Parliamo di 10 milioni di euro, somma considerevole indubbiamente, che pero' sono sicuro, puo' essere raggiunta con un diligente lavoro di squadra, scevro dai colori politici e dalle polemiche (soprattutto quelle pre-elettorali!) in un momento in cui, una volta in piu' la Cultura dovrebbe essere l'anello di congiunzione, il terreno comune su cui confrontarsi, per lavorare insieme e permettere a questa Regione di esprimersi in tutte le sue potenzialita. Inutile aggiungere che l'Arte e la Cutlura NON HANNO E NON DEVONO AVERE COLORE POLITICO, ma continuare ad essere la massima espressione dell'anima di un popolo.

Nel salutare tutti i lettori, tengo a precisare che non sono tesserato con nessun partito, non sono in politica, e non sono residente ad Isernia dove quindi non ho diritto di voto, ma come tutti gli artisti sono interessato alla diffusione ed alla qualita' delle produzioni artistiche di questa terra dove ho scelto di tornare a vivere e ad operare. 

Simone Sala - Pianista da PrimaPaginaMolise
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...