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mercoledì 30 novembre 2011

Kessler vs Pace



Due foto, le opere di Susanne Kessler da una parte e le tele di Achille Pace dall'altra, tratte dalla mostra Autumn Contamination. Altre foto, con tutte le opere in rassegna, sono visionabili da questo link.

martedì 29 novembre 2011

Scatti da Autumn Contamination

Solo alcuni scatti, brevi impressioni di questi primi giorni del festival di arte contemporanea che si sta svolgendo presso l'AxA della Palladino Company a Campobasso. Festival che sta riscontrando un ottimo successo di pubblico e di critica e che ogni giorno si arricchisce di nuovi eventi (scarica il programma). Per chi non lo avesse ancora fatto consiglio vivamente una visita. Gli scatti sono della fotografa Miriam Di Domenico, mentre tutti gli album si possono vedere sul profilo FB dell'evento.


Achille Pace tra i suoi quadri
Tavola Rotonda con, da sinistra il critico Antonio Picariello, il sovrintendente Daniele Ferrara, il professore Lorenzo Canova, Sandro Arco e il maestro Achille Pace

Michele Mariano
Barbara Esposito

Helena Manzan

Achille Pace











AcquaForte Blues - Stefano Mancini




Io li odio i nazisti dell’Illinois (cit.)

“Spesso, di notte, mi capita di restare a lungo affacciato alla finestra ad osservare il ponte ferroviario che collega la mia città al resto del mondo e che appare, nel buio, come una lunga linea luminosa sospesa sull’acqua. Tra quelle luci, vicino ad una curava che fa sparire inesorabilmente l’ultimo vagone dei treni che se ne vanno verso la terraferma, posso affermare con sicurezza di aver intravisto, almeno un paio di volte, aggirarsi lo spirito del Blues…”. Suggestiva questa frase di Paolo Ganz, uno dei primi maestri di armonica blues in Italia, per il tentativo di materializzare, attraverso immagini e sensazioni, il soffio vitale di un genere musicale che è molto più di un semplice modo di suonare. Volendo realizzare quindi una sinestesia che colori avrebbe il Blues? Di certo ha il blu poiché il nome deriva dall’espressione “to have the blue devils”, letteralmente: avere i diavoli blu, col significato di “essere triste” (per questo motivo, nella lingua inglese il colore blu viene comunemente associato alla tristezza e all’infelicità); le blue note, le dissonanze, inoltre sono stilemi inconfondibili. Probabilmente ha colori contrastanti e in disaccordo per quelle stonature tipiche, deviazioni dalla scala diatonica occidentale, che caratterizzano la struttura musicale. Sicuramente ha il nero per le sue radici, visto che è nato dai canti delle comunità di schiavi afroamericani nelle piantagioni di cotone negli stati meridionali degli U.S.A. Stefano Mancini tra tutti i colori ha scelto il nero spingendosi oltre la classica ritrattistica di musicisti blues. Il nero di Mancini, infatti, non è ottenuto per addizione, col classico pennello su tela, ma per sottrazione avendo trovato come mezzo espressivo l’acquaforte. Tra le pratiche calcografiche l’acquaforte è tra le più difficili ma anche tra le più suggestive. L’immagine emerge infatti dallo scavo dell’acido sulla lastra preparata, dove sono stati segnati i solchi da far incidere alla morsura. E’ uno scavo in profondità nella materia, quasi un processo alchemico, che ha come risultato, una volta stampato il rame, delle gradazioni di nero più o meno intense a seconda del tempo di azione dei liquidi. I neri che emergono, quindi, sono maggiormente carichi a seconda del lavoro dell’incisore il quale, materialmente, è come se componesse una melodia nel dosare gli acidi e scegliere i tempi; e naturalmente la lastra può avere più stadi e l’immagine sommare più morsure quasi fosse uno spartito con le note che si aggiungono pian piano. Giocare sul bianco e nero è un processo difficile che Mancini domina con grandissima maestria tecnica; e proprio grazie a questa abilità riesce a rendere espressivi i fogli per la grande varietà di effetti (materici, cromatici, pittorici) che riesce a conferire alle immagini. Un’acquaforte intensa, fatta di ombre violente e potenti accordi luminosi e che deve molto alla lezione di Rembrandt e Piranesi. Le opere raffigurano musicisti che hanno fatto la storia del blues; i loro volti emergono dall’oscurità di alcune sezioni e sono scavati come i solchi della lastra che li accoglie; affiorano da un palinsesto materico carico di segni densi e scuri con luminosità inattese ma studiate. Colti nell’atto di cantare o suonare o semplicemente vivere nel tormento creativo della musica, raccontano con le loro espressioni e i loro gesti una miriade di episodi o semplicemente un’unica grande storia segnata da melodie che scorrono così dense sotto pelle da lasciare sintomi visibili. Questi segni e l’intera atmosfera carica di pensierosa tristezza o malinconica gioia è resa magistralmente dall’artista nelle crettature, nella grafia spigolosa, nei giochi di luce e nei contrasti, nei orme minime quasi suonate, nell’assenza di prospettiva dove le immagini (mentali?) si accavallano come su un unico piano. L’intima emozione della musica che si fa disegno quando le righe del pentagramma di sciolgono dalla loro struttura e, vagando libere, formano contorni che le note riempiono di nero.

Tommaso EVANGELISTA

lunedì 14 novembre 2011

Autumn Contamination #2



Michele Greco da Valona a Termoli

Conclusasi la mostra “Rinascimento danzante. Michele Greco da Valona e gli artisti dell’Adriatico tra Abruzzo e Molise”, nel Castello Piccolomini di Celano, seguirà unworkshop di indagini diagnostiche sulle opere di Michele Greco, aperto al pubblico presso l’Episcopio di Termoli, dal 7 novembre fino al 3 dicembre (ore 9.30-12.30; 17.30-19.30), preliminare al rientro in Guglionesi. Progredisce così il complicato e affascinante ‘puzzle’ di questo intricato contesto storico-artistico e si spalancano nuovi scenari di ricerca, soprattutto per quanto concerne la produzione pittorica in Albania (o meglio, in Epiro) all’inizio del Cinquecento.

Attraverso la collaborazione fra le Soprintendenze per i beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Abruzzo e del Molise, l’Arcidiocesi di Chieti-Vasto e la Diocesi di Termoli-Larino, i Comuni di Vasto e Guglionesi, si propongono all’attenzione dei visitatori, degli appassionati e degli studiosi i risultati delle
ricerche su una meravigliosa ‘Babele’ figurativa, che, nonostante crisi e conflitti, non venne mai meno, in quanto intrecciata a quella umana esigenza di comunicare, trattare, produrre benefici reciproci. È il primo passo di una ricerca che si concretizzerà in futuri appuntamenti di studio e di divulgazione, che vedranno
cooperare fra loro studiosi e tecnici di diverse nazionalità.

Promossa dalla Diocesi di Termoli-Larino e dal MiBAC Molise, l’esposizione d’arte presenta 4 opere del patrimonio artistico della Collegiata Santa Maria Maggiore di Guglionesi, tre delle quali firmate da Michele Greco da Valona e datate al 1505.

(da un Comunicato del Ministero dei Beni Culturali)



Di seguito gli appuntamenti per approfondire lo studio delle opere di Michele Greco da Valona, la cui partecipazione è aperta a tutti, con ingresso gratuito:
Sabato 12 novembre, ore 11:00 "Michele Greco, fronte e retro: tecnica pittorica e costruttiva dei trittici di Guglionesi" a cura di Francesca Di Giandomenico, restauratrice.
Su Rai 3 ,domenica 13 novembre, ore 10:50, nella trasmissione televisiva "EstOvest" andrà in onda un servizio dedicato alla inaugurazione della mostra Rinascimento Adriatico, e molto risalto verrà dato alle opere di Michele Greco da Valona.
Venerdì 18 novembre alle 10:00 "Sotto il colore di Michele Greco: indagini in corso - prima parte"a cura di Michelangelo Carozza e Liana Pasquale, Diagnosticart, con la collaborazione di Mario Ziccardi. 
Giovedì 23 novembre alle 16:30 "Michele e i pittori albanesi al di qua e al di là del mare" con Luciana Arbace, Soprintendente Bsae Abruzzo, Daniele Ferrara, Soprintendente Bsae Molise e Ilir Shaholli, storico e restauratore, Roma-Korca. 
Venerdì 25 novembre alle 10:00 con "Sotto il colore di Michele Greco: indagini in corso - seconda parte" a cura di Michelangelo Carozza e Liana Pasquale, Diagnosticart, con la collaborazione di Mario Ziccardi. 
Venerdì 2 dicembre alle 10:00 con "Sotto il colore di Michele Greco: indagini in corso - Terza parte" a cura di Michelangelo Carozza e Liana Pasquale, Diagnosticart, sempre con la collaborazione di Mario Ziccardi.

lunedì 31 ottobre 2011

Autumn Contamination ... arte e contaminazioni a Campobasso




Dal 24 novembre al 4 dicembre l’AxA, l’open space della Palladino Company, ospiterà la rassegna Autumn Contamination, ideata e organizzata da Luca Basilico. Il progetto, innovativo e al tempo stesso quasi utopico per la realtà campobassana, attraverso la strada della contaminazione cerca di offrire ai visitatori una serie di proposte artistiche che spaziano dall’arte alla musica, dalla moda al cinema, dalla fotografia alle arti sceniche. In quanto piattaforma aperta all’interazione e alla sperimentazione l’evento si strutturerà su più livelli in modo da parlare contemporaneamente alle istituzioni, agli addetti ai lavori e al semplice pubblico chiamato a vivere la manifestazione che, ogni giorno, offrirà spunti diversi. Non solo quindi la semplice esposizione ma anche performance, rassegne di videoarte, dibattiti e incontri, workshop, presentazione di idee e proposte dove l’arte, in senso più esteso, è intesa come realtà liquida che pervade la società contemporanea e che, appunto perché sfuggente e spesse volte non classificabile, è da rinvenire in tutta una serie di fenomeni “di massa” e non. Il secondo principio della termodinamica recita che non si crea dal nulla; assodato questo tutto sta allora nel saper manipolare il materiale offertoci dalla natura e dalla nostra condizione presente irrimediabilmente interrelata con una moltitudine di dinamiche “basse” o “alte”, ovvero saper contaminare. La parola contaminazione è diventata oggi simbolo di creatività, di nuove modalità di produzione di esperienze e il suo inserimento nel titolo della rassegna deriva appunto dal fatto che le differenti espressioni artistiche, muovendosi attraverso vari tipi di media, contribuiscono ad ogni passaggio con nuove e inconsuete informazioni all’esperienza dell’utente. Negli anni Novanta il panorama dell’arte cambia radicalmente in relazione con il mutato clima culturale, sociale, politico. Il rinnovato interesse per le microstorie, per il quotidiano, per ciò che è immediatamente vicino, la riscoperta della dimensione intima e la necessità di tenerne conto parlando del sociale, sono alcuni degli atteggiamenti che, in questi anni, riemergono diffusamente. La pratica artistica contemporanea pertanto è sempre più segnata dal desiderio di lavorare sulla realtà, con strumenti considerati tradizionalmente secondari come fotografia, video e performance. Poiché raccontare l’immaginario e la realtà quotidiana comporta un costante rapportarsi col mondo nella sua interezza, la tendenza a sommare e decostruire è sempre più forte grazie anche alle inedite possibilità offerte dalla tecnologia che, rilanciando l’interazione creativa tra le diverse arti cercata da molte utopie estetiche moderne (dalle performance intermediali alle varie declinazioni dell’arte elettronica), permettono un allargamento della visione con relativo emergere del dettaglio e del particolare decontestualizzato e alterato. Contaminare, dall’accezione negativa, è diventato oggi un termine cardine per decifrare l’arte e l’idea di una “contaminazione estetica”, incentrata sui concetti di pluralità e relazione, può fornire alcune direzioni di senso ad un evento, Autumn Contamination, che si pone quale “avvenimento” di rottura e di confine. Un evento che cerca di superare la rigida dicotomizzazione tra “noi” e gli “altri”, ovvero tra gli addetti, tra virgolette, del settore e il resto della collettività che percepisce l’arte in maniera distratta o se ne sente così distante da evitare qualsiasi confronto. Come scrive infatti lo stesso Luca Basilico, organizzatore della rassegna, “Autumn Contamination è sinonimo di Cultura Contaminata… Esso si propone come un nuovo modo di concepire l’offerta non più radicata a preconcetti schematici con i quali si arriva a categorizzare e delle volte separare drasticamente le discipline, ma al contrario, vuole fare un’operazione che porta ad una totale contaminazione, abbassando tutte le barriere e lasciando che la creatività, la ricerca e la sperimentazione facciano da linee guida per la realizzazione di tale prodotto. Non è solo un’esposizione di opere artistiche ma è anche un momento di crescita, di svago e di socializzazione, grazie alle sue numerose attività collaterali.

Data la molteplicità degli eventi, andando nel dettaglio, cercherò di elencare le proposte più interessanti. Riguardo alla mostra vera e propria nella rassegna troveranno posto le installazioni di Susanne Kessler, artista di livello internazionale che per l’occasione allestirà un lavoro in tema con la condizione “autunnale”, i minimali lavori Andrea Martinucci, i grandi pannelli Giacinto Occhionero, figurativi eppur visionari nel loro sconfinamento nell’onirico, le installazioni di Mariagrazia Colasanto, le ipotesi cromatiche dell’artista americano Joe Bussell, le tele di Luca Pop dall’esuberante grafica desunta dalla street art. Due le performance durante i dieci giorni: due project interattivi di Michele Mariano (Me Myselfi I e Trigger) e l’esibizione di Stefano Cirillo che si cimenterà in un’operazione di live painting con le musiche del duo sound-B color. Il live di Mess too e l’esibizione dell’orchestra Tartini in un Vivaldi project si strutturano come vere e proprie performance audiovisive.

Uno spazio è riservato alla fotografia con Marla Lombardo e gli scatti degli artisti dell’OcchiRossi di Roma, progetto collettivo, declinato anche in festival, che promuove cultura fotografica indipendente.

Tra i fotografi: Baldi e Baciarlini, Gianluca Distante, Federico Cau, Giorgia Pecci, Flavia Culcasi, Daniele Baldi, Alessandra Dinatolo, Miriam Di Domenico. Interessante anche il settore dedicato alla videoarte con un’apposita sezione allestita con i video di Igor Imhoff, Riccardo Arena, Lino Strangis (che per l’occasione proietterà un’opera prima e realizzerà lo spot dell’evento), già direttore del C.A.R.M.A. (centro di arti multimediali di Roma), e altri in via di conferma in quanto selezionati da un’importante festival (Arte Video Roma Festival). Tutti i video durante una serata saranno ricomposti in una vera e propria installazione collettiva che coinvolgerà l’intero spazio espositivo. L’offerta è arricchita dalla presentazione dei progetti Cineama di Roma che per l’occasione in anteprima farà proiettare il film “Una separazione” premiato a Berlino e MoliseCinema con i suoi cortometraggi, ai quali sarà dedicata una serata out door al cinema Alphaville.

Anche la moda non potrà mancare in questo ricco cartellone e una serata sarà dedicata alla presentazione della collezione THESIGN di Luciano Parisi, direttamente dallo IED di Milano.

Altro punto forte della manifestazione sono gli incontri e i workshop, vere e proprie tavole rotonde dove parleranno e si confronteranno gli operatori del settore. Tra le varie tavole rotonde una, sul tema dei nuovi linguaggi dell’arte, metterà di fronte il prof. Lorenzo Canova, docente di arte contemporanea dell’università del Molise, Daniele Ferrara, sovrintendente per i beni Storico-Artistici del Molise, e l’artista molisano Achille Pace.

Molto interessante la serata con l’incontro di diverse realtà molisane che operano nell’arte contemporanea e moderna: la galleria Officina Solare di Termoli, la galleria Limiti Inchiusi di Campobasso, la rassegna Matriceart, la rivista Archeomolise.

La sezione work shop/presenta il progetto mira invece a dar spazio e visibilità a tanti progetti innovativi che si sono realizzati in regione, facendo parlare direttamente gli organizzatori e gli ideatori.

Ecco allora la presentazione al pubblico del riuscito Draw the line, festival di street art messo in piedi dell’Associazione Malatesta, o del mensile free press Zenit Magazine.

Tutto l’evento prodotto da Palladino Company vedrà tra gli sponsor tecnici il pastificio LaMolisana, che si occuperà della gastronomia durante il vernissage, Acqua Sepinia, Caffè Camardo, Centro del Molise, vini Colle Sereno, UniCredit.

Tra gli sponsor istituzionali la provincia di Campobasso e il Comune di Campobasso.

Sponsor tecnico Trenitalia.

Media Partner: Zenit Magazine, Movoloco ed EQUIPèCO.

Il progetto, complesso nel suo insieme ma incredibilmente dinamico, è in realtà un’unica entità organica che mira a crescere e radicarsi sul territorio. La stagione autunnale, spesse volte priva di eventi in quanto mesto periodo di passaggio, si presta a farsi contaminare da questa ricca proposta d’arte e cultura.

GET CONTAMINED!!!

Tommaso Evangelista

p.s. presto il programma definitivo

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