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lunedì 23 gennaio 2012

Dictators di Michele Boccamazzo

Fino al 4 febbraio la galleria Articks di Amsterdam presenta i lavori dell'artista isernino Michele Boccamazzo dalla serie Dictators. La mostra, dal titolo Dictators - Golpe guys, spoilt boys and revolutionaries, riflette sulle dinamiche dell'immagine e sul ruolo dell'icona nella civiltà contemporanea e, attraverso la riproducibilità dei ritratti e l'alterazione cromatica dei volti, tende a trasfigurare le figure controverse dei dittatori per presentarli come mute figure del quotidiano perse nell'assurdità del mondo.



"L’artista isernino Michele Boccamazzo espone in Olanda con la mostra intitolata ‘I dittatori’. Nelle suo opere vengono immortalati, come se si trattasse di un quadro del passato, dittatori emergenti, di lungo corso e altri che, di recente, hanno passato la mano. Tra loro ci sono quello libico, quello della Corea del Nord, quello dello Yemen, quello dello Zimbawe, e altri ventidue, per un totale di ventisei dipinti. I quadri sono stati realizzati con una serie di tecniche miste penna-inchiostro e acquerello. Boccamazzo esplora il fascino della dittatura che viene fuori dal culto della personalità, dalla mitologia e dal rispetto da parte dei paesi democratici. Alcuni di questi dittatori sono appena nati, alcuni credono nella loro visione di un mondo migliore, altri sono solo degli arrampicatori sociali e altri sperano di crearsi una carriera politica che possa apparire ‘intelligente’. Nei dipinti di Boccamazzo le facce dei dittatori appaiono ‘normali’. Normali come il ragazzo della porta accanto o il dipendente dell’ufficio postale che incontriamo ogni giorno. È possibile visitare la mostra presso la galleria ‘Articks Gallery’, in via Singel 88, ad Amsterdam dal 22 gennaio al 4 febbraio dalle ore 17 alle 21. Michele Boccamazzo, 28enne di Isernia, ha studiato arte presso l’Università di Firenze e ha conseguito un master in produzione video presso l’Università Cattolica di Milano. Ha lavorato come direttore creativo di pubblicità e agenzie di media in Olanda". (Isernianews)

mercoledì 4 gennaio 2012

iGALLERY


Artisti partecipanti: Nino BARONE, Michele BOCCAMAZZO, Alberto BURGO, Fabio CANOSA, Angela CAPOSIENA, Gianmaria DE LISIO, Lucia DI MICELI, Vincenzo MEROLA, Antonio PALLOTTA, Luca POP

Luogo: Officina Solare Gallery Via Marconi, 2 Termoli (CB)

Data: 7/25 Gennaio 2012

Apertura: tutti i giorni compreso i festivi dalle ore 18:30 alle ore 20:00

A cura di: Tommaso Evangelista

Inaugurazione: sabato 7 gennaio 2011, ore 19:00

Info: 329.4217383

Collettiva d’arte partecipativa che si pone come linea guida quella dell’interazione del fruitore con le opere presentate. Partendo dall’idea, archetipica, del toccare (touch) ormai comune a molti strumenti tecnologici comunicativi si è cercato, evitando il virtuale, di proporre dei lavori “aperti” da completare con il coinvolgimento del pubblico inteso come una sorta di artista capace, con la sua azione, di dar nuova vitalità alle opere. Una mostra dove è vietato non toccare poiché il senso è in divenire. Gli artisti invitati hanno realizzato opere ed installazioni appositamente per l’evento che si pone come innovativa esperienza estetica e percettiva.


Intervista mostra Berlino

Intervista fattami dalla giornalista Sandra Fiore inerente la trasferta berlinese della mostra sui 150 anni realizzata a Rocchetta, e uscita su La Voce del Molise sabato 31 dicembre.

1) Da Rocchetta al Volturno a Berlino, com'è andata innanzitutto?

E’ stata un’esperienza significativa ed intensa. Il Palazzo Italia, dove era ospitata la mostra, è un bellissimo spazio nel cuore di Berlino, a pochi passi dalla porta di Brandeburgo, e per l’occasione dell’evento Cibo e…dintorni, evento nel quale era compresa anche l’esposizione, ha richiamato moltissimi visitatori catturati dal made in Italy. Con me c’era il sindaco di Rocchetta, Antonio Izzi, al quale va dato il merito di aver creduto fino dall’inizio nel progetto, e Michele Peri, artista nonché ideatore della rassegna. Vedere in una così importante realtà anche un “pezzo” di Molise è stata una grande soddisfazione e lo stesso sindaco ha sottolineato l’importanza dell’evento, una vera e propria vetrina internazionale, per una piccola realtà come il comune di Rocchetta; a sottolineare come le idee anche se nascono in realtà periferiche possono avere poi la forza per imporsi.


2) Che emozione lascia sulla pelle ad un giovane critico d'arte come te curare una mostre oltre i confini nazionali e che cosa porterai sempre nel tuo bagaglio professionale?

E’ sempre una sfida confrontarsi con realtà nuove. Da questo punto di vista l’ambiente di Palazzo Italia è stato molto stimolante in quanto ospitava anche altre due interessanti esposizioni, una riguardante il design del cibo e un’altra le trasformazioni del paesaggio italiano. E’ la prova che i progetti giusti prima o poi trovano i loro spazi. Riporto a casa, forse, una maggior consapevolezza dell’importanza dell’umiltà in questo mestiere. Dopo aver visitato a Berlino quel capolavoro che è l’altare di Pergamo ti accorgi di quanto l’arte possa essere fondamentale per la crescita morale di un popolo e quindi della responsabilità del critico nella società contemporanea.


3)Come queste 150 opere hanno raccontato l'Unità d'Italia ai visitatori tedeschi?

Sin dall’inizio ho pensato che queste opere potessero offrire al fruitore una visione diversa sullo stato della Nazione. Il tema del tricolore, infatti, è stato preso molto alla larga e tanti artisti si sono focalizzati maggiormente sulla condizione (sociale, politica, culturale) dell’Italia. In questo senso diversi lavori, realizzati verso il mese di aprile, sono stati profetici sull’attuale situazione di crisi (economica e morale). Questa è del resto la particolare natura dell’Arte che, attraverso la sensibilità degli artisti, è capace di offrire una lettura diversa del mondo in cui viviamo, anticipandone anche i fenomeni.


4)La Germania ha accolto moltissimi emigranti italiani: quanti di loro hanno visitato l'esposizione che sensazione hanno esternato nel vedere la storia della loro unità cristallizzata in diverse forme artistiche?

La mostra, e l’intera manifestazione, ha attratto moltissimi visitatori tedeschi ma anche italiani. Sono convinto che molti di loro si siano rivisti nei messaggi contenuti nelle opere proprio per il fatto che l’esposizione, sin dall’inizio, non è voluta essere un evento retorico e celebrativo bensì ha tentato la strada della critica offrendo una visione “problematica” dell’idea di Italia.


5) Volendo mettere a confronto le due esperienze- quella nella nostra regione e quella in trasferta- che differenza c'è nell'approccio con l'arte? E che ruolo ha in entrambe le culture?

L’arte che si realizza in regione è un’arte di “confine” essendo il Molise completamente fuori dai circuiti nazionali ed internazionali per diversi motivi: assenza di gallerie e di musei (o fondazioni) permanenti, scarsità di investimenti, mancanza di strutture adeguate e scarsa ricezione turistica. Ogni evento artistico, che ha la pretesa di essere anche progetto culturale, deve scontrarsi con mille difficoltà e pertanto si ha sempre la sensazione di ricominciare ogni volta da zero. Nell’assenza di certezze la perenne percezione di precarietà non favorisce di certo il lavoro anche quando le idee sono buone. Basta spostarsi un poco fuori dai confini regionali e la situazione cambia. Questa mostra, per esempio, è arrivata a Berlino grazie alla mediazione della Tamarin Art Gallery di Caserta la quale ha creduto molto nel progetto. La prossima tappa della mostra sarà proprio in questa galleria. A Berlino, per quel poco che ho potuto notare, c’è più consapevolezza del valore dell’arte percepita come elemento normale in un contesto urbano. Le opere arricchiscono veramente la quotidianità e il fruitore, pertanto, è molto più predisposto ad accogliere e comprendere il dato artistico. Ma questa diversa mentalità ha le proprie radici nella cultura: mentre l’Italia è sempre stata legata, giustamente, al concetto di tutela dell’opera, in Germania si è sempre cercato di problematizzare l’approccio estetico.


6) L'arte in Molise fatica a ritagliarsi i giusti spazi e la giusta attenzione. Su cosa si dovrebbe puntare per rompere questa "superficialità"?

Parlavo prima della difficoltà in regione ma c’è anche da aggiungere che proprio tale isolamento permette un agire svincolato da logiche “mercantili” e quindi autentiche sperimentazioni curatoriali. Gli esempi sono molti: dal museo all’aperto di Casacalenda ai programmi di Limiti Inchiusi, dalle mostre dell’Officina Solare alle tante esperienze di collettive che nascono e arricchiscono i paesi, esperienze che spesso si traducono anche in collezioni permanenti e piccoli musei. Quello che manca è il coordinamento tra i vari operatori culturali che dovrebbero far sentire il loro peso sulla politica, sempre pronta a riempirsi la bocca con la parola “cultura” ma poi inadeguata nel proporre programmi culturali di un certo respiro. Si dovrebbe puntare sui giovani (critici ed artisti) e lavorare affinché si realizzi una galleria regionale d’arte moderna e contemporanea, un luogo stabile dove esporre finalmente il nostro ricchissimo patrimonio e coinvolgere, attraverso la didattica, ragazzi e scolaresche. Si parla da troppo tempo dell’ex GIL a Campobasso come sede adatta, sono maturi ormai i tempi per lavorarci e per investire in cultura. Giustamente l’amico Paolo Giordano mi scriveva “sono scarsi mecenatismo e lungimiranza nella classe politica, che non comprende la risorsa rappresentata dalla Conoscenza….O peggio teme che un popolo “evoluto”, ed educato al Bello, possa pretendere una migliore gestione della cosa pubblica”.

sabato 24 dicembre 2011

Papiroflexia - interviste agli artisti

Gli artisti parlano delle opere che hanno deciso di esporre alla mostra "Papiroflexia" che si sta svolgendo
all'ARATRO. 

giovedì 22 dicembre 2011

Rete Atelier Molise

RETE ATELIER MOLISE

21 – 22 – 23
DICEMBRE 2011

21 COLLETORTO: SACRED
Chiesa del Purgatorio (Corso Vittorio Emanuele)
ore 19.00
Programmi e prospettive dell’arte in Molise (conferenza stampa)

22 BONEFRO: MADE IN MOLISE
Palazzo Maucieri Museum (Via Roma)

23 SANTA CROCE DI MAGLIANO: INVERNO
SACROCAM
(ex Municipio)

..

a cura di Luigi Mastrangelo

Apre in Molise la prima rete di musei d’arte contemporanea presente in Italia.
Mercoledì 21 dicembre alle ore 19:00 a Colletorto (CB), in una conferenza stampa con alcuni dei principali rappresentanti istituzionali locali e regionali, verrà presentata Rete Atelier Molise.

L’idea è quella di creare tanti piccoli musei d’arte interconnessi e coordinati tra loro. Un’idea capace di adattarsi ad un territorio frammentato come il Molise e in grado di creare prodotti espositivi di grande qualità. “Da diversi anni, stiamo lavorando ad un’idea molto innovativa, che ha ricevuto consensi a livello nazionale. Prendendo spunto dalla rete – afferma il responsabile del progetto Luigi Mastrangelo: Vogliamo creare tanti piccoli centri espositivi a carattere monografico, capaci di incidere positivamente sul territorio, diffondendo la cultura dell’arte visiva contemporanea con un occhio di riguardo alle caratteristiche dei luoghi, alla loro cultura e via dicendo..”
Oltre che creare dei centri in grado di utilizzare proficuamente strutture pubbliche di difficile collocazione, creando delle collezioni d’arte in grado di dialogare con le dinamiche del territorio in maniera proficua.
Durante il periodo natalizio verrà inaugurato il primo abbozzo della rete: le prime 3 strutture espositive che ci si augura diverranno volano di una più capillare rete di musei in grado di far veicolare l’arte contemporanea.

La Rete ha in sé la caratteristica di essere inclusiva e trasversale, e questo messaggio di fondo sembra coinvolgere tutti: gli organi istituzionali a tutti i livelli e le persone“ .

Il 21 dicembre, a Colletorto verrà presentato il nuovo centro Co.Co.Co (colletorto contemporary collection), che si unisce ai già inaugurati centri Sacrocam di Santa Croce di Magliano e Pm2 di Bonefro.
“Ho incontrato grande sensibilità da parte delle istituzioni – continua Mastrangelo – la nostra visione di creare un museo funzionale, economico, vicino alle persone, ma anche innovativo nella formula e di alta qualità, ha incontrato il consenso di tante persone, ma anche degli organi istituzionali come la Provincia, la Fondazione Molise Cultura, le amministrazioni comunali“.

Nella nuova sede di Colletorto vi sarà la collezione permanente legata al sacro “è stato chiesto ad artisti contemporanei di interpretare il senso della spiritualità – afferma Mastrangelo – questo perché la sede espositiva è una vecchia chiesa sconsacrata di grande bellezza e grande fascino (la chiesa del Purgatorio). Vedere come l’arte d’oggi interpreti i temi della religione è veramente interessante. Si passa dal sublime al provocatorio. L’energia e la capacità di Michelina Spina, ci hanno permesso di creare un allestimento molto innovativo, che sospende le opere, e che permettono una fruizione dei quadri inedita”.

Il 22 dicembre la Rete Atelier Molise, con il supporto dell’assessore alla cultura Claudia Lalli, apre il PM2 di Bonefro, sede già inaugurata l’estate scorsa, insieme alla mostra permanente Cover, vi sarà una ricognizione della produzione dei più promettentiartisti molisani.

Il 23 a Santa Croce di Magliano: Collezione permanente del SacroCam Museum (Santa Croce Contemporary art Museum). Un tuffo nella cultura tradizionale e nella nostalgia del passato attraverso il tributo a Pietro Mastrangelo. Una raccolta di opere legate all’Inverno come veniva vissuto attraverso gli scenari, le tradizioni di una volta. Un modo per ripercorrere la storia del territorio attraverso gli occhi poetici di un grande artista santacrocese, che è stato in grado di interpretare la bellezza della cultura contadina. Alle 21;00 ad accompagnare l’evento di apertura della mostra ci sarà l’interpretazione di poesie tradizionali da parte della compagnia di teatro tradizionale Sceme Sembe Nuije.

..

informazioni utili:
www.santacroceonline.com/2010/news/mar/1_15/sacrocam/index.htm
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=24447&IDCategoria=204

Fonte: Movoloco

martedì 20 dicembre 2011

Interviste

Tre interessanti interviste su Movoloco a tre artisti molisani che recentemente hanno partecipato alla collettiva Autumn Contamination.

Intervista a Giacinto Occhionero

“Esistono solo tre esseri rispettabili:
il prete, il guerriero, il poeta.
Sapere, uccidere e creare”
(Baudelaire)








"Quella condizione dell’eroe la cui tragedia
non dipende da un’azione compiuta
ma da un’azione da compiere”









"Tu vivi di superfici. Quando sembri profondo è perché ne incastri molte, e combini l’apparenza di un solido – un solido che se fosse solido non potrebbe stare in piedi (…) – quello che gli altri chiamano profondità è solo un tesseract, un cubo tetradimensionale. Entri da un lato esci dall’altro, e ti trovi in un universo che non può coesitere col tuo”

                                                                                     (Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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