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martedì 1 maggio 2012

RETROSPETTIVA by Luca Rossi


Comunicato stampa.


Luogo: KOMA’ Gallery, Corso Umberto I° n°52, 86023 Montagano (CB)
Inaugurazione: 4 maggio 2012 ore 19,30
Periodo: 4-31 maggio 2012

KOMA’ la prima galleria d’arte contemporanea nel Molise, riapre. Confinati in una zona di confine raccontiamo una fine. Ce lo siamo chiesti più volte: cosa vuol dire operare, per caso o per volontà, in una zona di confine?

Forse vuol dire raccontare la fine di una grande narrazione, che rendeva possibile credere nell'esistenza di significati universali e condivisi. Oppure vuol dire raccontare la fine del grande centro, la fine delle gerarchie stabilite, la fine del pensiero sistematico e razionale. Un pensiero che si reputa infallibile e che non è disposto ad evolversi ed a modificarsi in base al contesto o alla situazione in cui nasce.

Il confine offre la giusta dose di isolamento. Quella dose che ti permette lunghi momenti di silenzio e di riflessione, che ti spinge all'autonomia, alla fantasia, che ti allontana dal conformismo e dalle mode passeggere.

Se, come scrisse Baudrillard qualche anno fa, viviamo in un mondo dove c'è sempre più informazione e sempre meno significato, è davvero necessario operare una messa in discussione radicale del proprio modo di fare arte e ricostruire autonomamente l'anatomia dei propri significati senza aver paura della stranezza, dell'impopolarità, o dei risvolti inediti che le proprie scelte potrebbero generare. Essere al confine consente la possibilità di percorrere strade nascoste ma inesplorate, di guardare il mondo dalla giusta distanza senza mai essere veramente dentro le cose, di assumere una prospettiva marginale,di sviluppare un pensiero laterale.

All'arte che si accontenta di fabbricare “prodotti” rispondiamo con un'arte che desidera generare esperienze. Un arte lontana dai musei ma vicina ad ogni contesto in cui opera l'uomo.

Trasformare la propria vita in un'opera d'arte, essere artefice di piccole rivoluzioni quotidiane, osservare, giorno per giorno le trasformazioni che il proprio pensiero produce.

Le nostre risposte all'affollamento di idee e di opere, alla confusione ed alla distorsione mediatica sono il silenzio e la sottrazione, la nostra arma è la pazienza. Perché è non cambiando niente che tutto è diverso.

Come Lucifero, abbiamo scelto di regnare all'inferno, piuttosto che servire in paradiso.

Come Dubuffet crediamo che “La vera arte non è mai dove ci si aspetta che sia: nel luogo dove nessuno la considera, nessuno la nomina. L'arte detesta essere riconosciuta e chiamata per nome. Scappa immediatamente. L'arte ama l'anonimato. Appena è scoperta, appena viene additata, fugge.” (ADENM3)

Al via la nuova avventura di Komà

La prima galleria d’arte contemporanea nel Molise ritorna nella formula tra pareti in muratura. Il nuovo progetto artistico si caratterizza come un contenitore di cultura e di idee, una cornice per interventi artistici di “confine”.L’inizio di questo nuovo racconto è affidato a Luca Rossi con la mostra “Retrospettiva”.

Luca Rossi, un emerito cialtrone o colui che sta mettendo con le spalle al muro il piccolo sistema dell’arte nostrano? L’ennesimo commentatore anonimo di siti e blog o un artista che fa arte attraverso riflessioni amare e preoccupanti? Il fenomeno Luca Rossi, commentatore compulsivo e blogger dissennato, divide gli animi da qualche mese a questa parte.

Fabio Cavallucci dalla sua lettura…”Non si sa chi sia realmente. In ogni caso è la personalità piu interessante del panorama italiano di questo momento. Lo è perché, insieme ai contenuti, rinnova anche il linguaggio. In prospettiva, potrebbe modificare anche il sistema”.

Retrospettiva non è solo un insieme di progetti passati, ma soprattutto una prospettiva sul "retro" rispetto l'idea di spettatore e di museo. Una visione non convenzionale verso uno spazio dato; la capacità dello spettatore di attivarsi ancor prima di incontrare la prossima opera d’arte convenzionale. Il progetto consiste in una serie di post stampati e attaccati alle pareti della galleria. Ogni post, indicato al momento opportuno, presenterà al meglio un progetto passato. 11 progetti sono divisi in tre aree tematiche: indicare, viaggiare, modificare. Questa documentazione è integrata con la possibilità di stabilire una chat in diretta con Luca Rossi attraverso Skype. Il tema della chat saranno le motivazioni dell'opera e del verbo "operare". Da queste motivazioni potrà discendere o meno un'opera inedita.

Luca Rossi ….”La maggior parte degli atti mentali e fisici degli uomini non arrivano affatto a consapevolezza, perchè non ce n'è alcun bisogno in un'ottica di conservazione della vita. Al contrario credo che possiamo conoscere veramente solo ciò di cui abbiamo coscienza e consapevolezza. Pertanto il "mi piace" di facebook può diventare una lotteria casuale capace di precluderci di conoscere e quindi di godere del piacere o del dispiacere di qualcosa. Per "conoscere" non intendo "imparare", quanto uno stato di predisposizione e apertura”.




venerdì 20 aprile 2012

Kalenarte: il disegno del tempo

Kalenarte
IL DISEGNO DEL TEMPO
opere di Stefania Fabrizi e Susanne Kessler
a cura di Lorenzo Canova
coordinamento di Massimo Palumbo e Iole Ramaglia

L’inaugurazione delle nuove opere si terrà sabato 21 Aprile 2012 ore 16.00 MUSEO all’APERTO ARTE CONTEMPORANEA DI KALENARTE
presentazione delle nuove opere di Stefania Fabrizi e di Susanne Kessler

ore 17.30 Galleria Civica D’Arte Contemporanea Franco Libertucci.
PRESENTAZIONE CATALOGO KALENARTE Il disegno del tempo

Nella linea della sua tradizione ormai ventennale, il progetto di arte contemporanea Kalenarte di questa edizione è dedicato a due artiste di provenienze e formazioni diverse: Stefania Fabrizi e Susanne Kessler che hanno concepito ciascuna un’opera site specific, due installazioni permanenti all’aperto che dialogheranno con il paesaggio e con il tessuto urbano di Casacalenda.
Il titolo di questa edizione, Il disegno del tempo, vuole alludere al disegno come elemento che unisce il lavoro delle due artiste, sia nel senso della progettualità che come forma di espressione autonoma per la creazione e la realizzazione delle opere.
L’idea del disegno del tempo vuole riferirsi anche a quell’idea di tracciato storico e antropologico e al senso di continuità tra passato e contemporaneità che stanno alla base del progetto Kalenarte: come se il tempo stesso avesse disegnato il territorio di Casacalenda e la sua memoria, la sua storia umana e sociale e come se le artiste avessero intuito le trame e gli orditi di quel disegno riscoprendole nel loro lavoro, disegnando il tempo e allacciandosi così alla storia del luogo per ritrovare frammenti della sua anima segreta.
Stefania Fabrizi, che collabora con l’Università del Molise come docente di disegno e attività espressive, ha concepito un’opera dedicata al gioco e all’infanzia di Casacalenda, un mosaico a parete con una bambina che gioca a palla, disegnata sul muro come un’ombra vibrante e chiara del ricordo e del presente che trascorre, una presenza lieve fatta di tessere di pietra chiara e d’oro in dialogo con le case e i muri, con la storia e il futuro, con la luce e il passaggio delle stagioni nell’antico centro molisano.
Per Kalenarte Susanne Kessler ha invece immaginato un’installazione vista come una sorta di affaccio che lega il territorio cittadino e la sua campagna circostante, un’opera dove una piramide leggera e quasi impalpabile vuole creare una nuova energia di sacralità che unisce il passato e il presente, una sorta di punto di raccordo tra il celeste e il terreno che si evidenzia anche nella pianta di Casacalenda impressa sulla ceramica, intreccio complesso di trame e di segni vibranti che svelano il respiro delle vite nascoste nei meandri delle vie e delle piazze in un’antica e intensa relazione con la natura del luogo.

Kalenarte, museo all’aperto di Casacalenda, costituisce dal 1990 una meta immancabile per appassionati ed artisti. Un progetto, Kalenarte, che rilegge luoghi trascurati o anonimi del paese attraverso la lente del rapporto Arte-Architettura, facendo in modo che il territorio torni in questo modo a raccontare nuove storie, sprigionando la forza poetica, insita nei luoghi. Fortemente voluto dall’architetto Massimo Palumbo , promosso e sostenuto dall’Associazione Culturale Kalenarte e dal Comune di Casacalenda, il progetto kalenarte recupera ed esalta spazi dimenticati, facendo sì che la scultura se ne riappropri e con leggerezza ed eleganza inglobi parte di essi esaltandoli ed armonizzandoli.
Artisti emergenti di qualità e artisti già affermati, si sono lasciati emozionare ed ispirare dagli scorci di questo piccolo borgo, dai suoi boschi, dai suoi abitanti e hanno contribuito con le loro opere a fare di Casacalenda un centro qualificato di ricerca d’arte nel campo del linguaggio delle arti visive. Tra gli artisti presenti a kalenarte spiccano Hidetoshi Nagasawa, Costas Varostos, Carlo Lorenzetti, Adrian Tranquilli, Romano Fabbri e molti altri. Nel 1997, grazie all’esperienza di Kalenarte, viene anche inaugurata la Galleria Civica intitolata a Franco Libertucci, artista di Casacalenda, personaggio e figura significativa del panorama artistico nazionale. La Galleria Civica, accoglie oggi le opere che provengono principalmente dalle donazioni degli artisti ospitati nel Museo all’Aperto, alle quali hanno poi fatto seguito altre provenienti da artisti che, venuti a conoscenza di questo ambiente culturale dinamico, ne desideravano far parte. Oggi a distanza di vent’anni Kalenarte e il suo progetto vanno oltre e nuove pagine, nuove storie, si vanno a scrivere.

Ufficio stampa Giovanna Raspa : giov.raspa@gmail.com 3921199296
f: AMICI DI KALENARTE MUSEO ALL’APERTO d’ARTECONTEMPORANEA
Comune di Casacalenda : 0874 841237

Per rimanere aggiornati potete seguire su FB la pagina Amici di Kalenarte

Il blog di Vincenzo Marola

Segnaliamo con piacere il nuovo blog dell'artista molisano Vincenzo Merola che, come recita il sottotitolo, ospiterà Piccoli esercizi di straniamento per una visione trasversale dell'arte e della cultura contemporanea. Il link è il seguente http://vincenzomerola.blogspot.it/ mentre abbiamo estratto un interessante post sull'odierna situazione dei musei, che vogliamo condividere.



Tira una brutta aria

Il comunicato diffuso qualche giorno fa dal MiBAC, in cui si afferma che la Direzione Generale del Ministero ha avviato le procedure per il commissariamento della Fondazione MAXXI di Roma, ha generato un clima di agitata preoccupazione. Il CdA del MAXXI ha accolto con sorpresa la notizia e ha prontamente convocato una conferenza stampa per illustrare i dati economici, difendere il proprio operato e precisare che l'impossibilità di approvare il bilancio preventivo per il 2012 sarebbe derivata da un ulteriore taglio dei fondi da parte del MiBAC. Infatti Pio Baldi, presidente della Fondazione MAXXI, ha dichiarato che per ora il Ministero ha assicurato un finanziamento pari a due milioni di euro, contro i sette milioni del 2010, decurtati a quattro milioni nel 2011. L'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani ha rimarcato il danno d'immagine subito dal museo romano e ha chiesto udienza al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti non solo sul caso MAXXI, ma anche per presentare un dettagliato rapporto sulla situazione degli altri musei d'arte contemporanea italiani. La Galleria Civica di Trento, il MAN di Nuoro e il MADRE di Napoli stanno attraversando momenti difficili e il destino di queste e altre realtà non sembra al momento basato su solide certezze. Mentre una parte della stampa assume posizioni fortemente critiche sulle scelte del MiBAC (Artribune chiede le dimissioni di Lorenzo Ornaghi, il collettivoOccupiamoci di contemporaneo rilancia con una petizione), a Casoria il direttore del CAM Antonio Manfredi brucia alcune opere della collezione del museo per protestare contro l'abbandono delle istituzioni culturali.
Al di là dei fatti e delle responsabilità politiche, l'attuale contesto socio-economico impone una seria riflessione sull'inevitabile trasformazione degli spazi museali. A tal proposito, nel numero di marzo di Flash Art è apparso l'articolo di Pierluigi Sacco intitolato "The space between": una lucida analisi sulla possibile evoluzione dell'idea di museo nel prossimo futuro. Tra l'altro la questione è affrontata abbracciando problematiche collegate inscindibilmente con le evoluzioni metamorfiche cui sono oggi costretti i musei occidentali: il ruolo sociale dell'arte e dell'artista, la necessaria trasformazione del museo da spazio di contemplazione passiva a spazio di produzione, la sua integrazione con la vita quotidiana. La crisi genera una discontinuità che costringe alla ricerca di riferimenti identitari alternativi, non solo per costruire musei più rispondenti alle esigenze del presente, ma anche per ripensare lo status dell'artista. Scrive Sacco: "Essere artisti potrebbe tornare a essere una condizione più che una professione, una scelta esistenziale che implica il legarsi a luoghi, a persone, a situazioni nelle quali si scommette il senso della propria vita".

giovedì 5 aprile 2012

Molise - Il programma della XIV Settimana della Cultura

Il MiBAC, anche quest’anno, promuove la XIV Settimana della Cultura dal 14 al 22 aprile 2012. L’iniziativa, volta a valorizzare il Patrimonio culturale italiano, prevede l’apertura gratuita di musei, aree archeologiche, monumenti, archivi e biblioteche statali su tutto il territorio nazionale. Il Molise, attraverso gli Istituti di settore afferenti al MiBAC, realizza un calendario di appuntamenti che aiuteranno a conoscere meglio la realtà culturale della nostra regione.


Il programma completo delle iniziative da scaricare.
Molise - PROGRAMMA XIV SETTIMANA DELLA CULTURA

Nell'ambito delle manifestazioni si segnala questo convegno: Pittura e rappresentazione del Paesaggio. Dalla cura nel passato ai pericoli nel presente, a cura del sopr. Daniele Ferrara e di italia Nostra. Interverranno:


I di Capua, grandi mecenati in Molise.Fioravante Vignone, Donato D'Alessandro. Soprintendenza del Molise
Paesaggio simbolico e veduta nella pittura rinascimentale: il caso del Castello di Gambatesa. Tommaso Evangelista. Storico dell'arte.
Il Territorio tra storia e tutela. Mario Ziccardi. Storico
Il restauro del Paesaggio. Massimo Bottini. Consigliere nazionale Italia Nostra



sabato 31 marzo 2012

Kalenarte


Video sulle ultime iniziative di Kalenarte  (Sussanne Kessler e Stefania Fabrizi le artiste internazionali in questi giorni alle prese con la realizzazione delle due nuove istallazioni del territorio, che andranno ad arricchire uno scenario museale) e una mia intervista all'ideatore della rassegna Massimo Palumbo.

“Con la cultura si mangia…mangiamo cultura”. Intervista a Massimo Palumbo. 

Lo scorso 14 novembre è stata inaugurata ad Ardea a cura di Marcella Cossu e Fabio D’Achille presso la Raccolta Manzù, nell’ambito delle manifestazioni promosse da MAD Rassegna d’Arte Contemporanea di Latina, l’installazione “Mangiamo cultura, con la cultura si mangia” di Massimo Palumbo. Palumbo molisano d’origine “trapiantato”, come Manzù e molti altri, nell’ Agro romano è artista versatile “figura polivalente e complessa a cavallo tra architettura e ambiente, interprete ideale della concezione contemporanea dell’ecomuseo”; è inoltre l’ideatore e direttore del museo all’aperto d’arte contemporanea Kalenarte (di Casacalenda) e della ricca galleria che vanta opere dei più significativi artisti regionali e non solo. Il 18 febbraio, in occasione del finissage dell’esposizione dedicata all’installazione, si è tenuta ad Ardea una tavola rotonda dedicata al confronto tra la Raccolta Manzù intesa come museo legato al territorio e l’esperienza territoriale, che è andata ad arricchire il patrimonio culturale del piccolo paese molisano e del territorio circostante, attraverso i sedici interventi del Museo all’Aperto e le donazioni alla Galleria d’Arte Contemporanea “Franco Libertucci”. E’ stata l’occasione per far conoscere, anche al di fuori dalla regione, questa eccellenza culturale molisana che ha reso una piccola realtà civica esempio di museo diffuso per la valorizzazione territoriale. Abbiamo fatto qualche domanda a Massimo Palumbo sia in qualità di artista che di ideatore del museo all’aperto. 

Cominciamo con l’installazione che porta un titolo forte e impegnativo e parte dal presupposto che con la cultura si “dovrebbe mangiare”. Come è nata e si è strutturata l’idea e come è stata recepita dai fruitori? 

“con la cultura si mangia…mangiamo cultura” installazione 2011, si è vero il titolo è forte, significativo, hai ragione, ma non potrebbe essere diversamente. E stato per questo lavoro, lo è per altri. Opere di genere concettuali, spunti riflessivi, affrontati a volte in modo anche ironico, sull’ attualità sociale come “eppurepesa” (2010), “l’aria è irrespirabile” (1993), “spegniamo la luce” (1993) oppure “…un naufragio ci salverà” (1995). Tutti lavori che raccontano momenti della nostra contemporaneità, alla scala del personale, ma anche riferito a quanto di vissuto è intorno a noi. A titolo forte deve corrispondere un fare... arte forte e senza dubbi…per un messaggio forte per chi vede, per chi partecipa. Non è possibile, e stiamo negli ultimi mesi del 2010, che un ministro importante, di prima fila, un ministro della Repubblica dica: .....andate a mangiare cultura!. Questo mio lavoro nasce da questo episodio volgare, generatore di tagli, di soprusi che il mondo della cultura ha dovuto subire di recente e vuole riaffermare con forza al di là dell’ironia infelice del ministro, l’invito la necessità, di nutrirci di cultura, intesa come fonte di energia spirituale e bene di prima necessità, semplice ma essenziale, come può esserlo…. il pane. Per quanto riguarda il come, se i fruitori possano aver recepito l’idea, posso dirti che a me interessa il valore etico del fare arte….e faccio mio quanto detto da Vincenzo Scozzarella, Direttore Scientifico della Galleria Civica di Latina che a proposito di questo ma anche di altri miei lavori dice: “…contiene in sé un’impresa critica che punta anche sulla crescita dell’educazione dei visitatori…” . 

L’idea base “Mangiamo cultura” si può prestare anche ad un’altra chiave di lettura che riguarda il concetto di consumo. Il trionfo dell’oggetto come esibizione del segno-merce è uno dei punti critici dell’odierno “sistema” dell’arte. Come si può superare il binomio economia-godimento? 

No, sicuramente questa è una lettura che non mi appartiene. Personalmente diffido di chi propone segni-merce, e comunque a monte del mercato, il fare arte deve essere momento “etico” sempre, poi…. il mercato, quando c'è, se c'è. Mi rendo conto che si tratta di una posizione difficile...ma è così. 

Parliamo adesso di Kalenarte. Come si è rivelato l’incontro-confronto con la Raccolta Manzù e quali spunti nuovi sono nati per Casacalenda? Ci sono elementi che accumunano queste due realtà? 

Marcella Cossu Direttrice della GNAM Raccolta Manzù ha conosciuto il mio lavoro e naturalmente le diverse anime che lo compongono. Tra queste Kalenarte e il mio ventennale lavoro dedicato a questo progetto, la somma dei tanti interessi: l'arte, l'architettura, il paesaggio. Si scopre Kalenarte, Casacalenda, le sue potenzialità e si propone all'attenzione di quanti ruotano intorno allo GNAM Raccolta Manzù, una tavola rotonda ipotizzando un gemellaggio tra due territori diversi, ricchi di potenzialità. Il confronto tra la Raccolta Manzù intesa come museo legato al territorio, quello della campagna romana che nell'estendersi da Roma fino al Circeo ed oltre ha visto presenze significative di artisti che hanno legato il proprio nome a questi luoghi, ispirandosi e lasciando anche segni e tracce significative della loro presenza: Manzù, Cambellotti, Emilio Greco... altri. Da qui, un possibile parallelismo per una lettura capace di sottolineare l’esperienza territoriale di Kalenarte, che ha arricchito il patrimonio culturale di Casacalenda e del territorio circostante, attraverso i sedici interventi del Museo all’Aperto oltre alle donazioni alla Galleria d’Arte Contemporanea “Franco Libertucci”. L’occasione di questa Tavola rotonda è stata di eccezionale importanza per far conoscere, Kalenarte. Eccellenza culturale che ha reso una piccola realtà civica esempio di museo diffuso, capace di valorizzare un territorio non solo attraverso l’arte contemporanea ma anche tramite il sottolineare l'esistenza di un patrimonio naturalistico storico-artistico ed antropologico che lo caratterizza. Mi chiedi se sono nati nuovi spunti per Casacalenda.... In genere si semina, e se sono fiori, fioriranno si dice. Di sicuro ci sentiamo onorati di portare avanti questa incredibile esperienza e di doverci confrontare con nomi e situazioni che sono stati "miti " per noi, per la nostra storia. Voglio ricordare che già lo scorso anno in occasione del ventennale, abbiamo vissuto il privilegio di presentare Kalenarte, la sua storia, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma e anche quella fu una situazione esaltante. 

“E’ quanto meno straordinario poter ammirare una raccolta d’arte moderna in un luogo così lontano dai centri d’arte e dalle capitali della cultura. Se ciò avviene, come è avvenuto, è certo un esempio di come si può progredire e affermarsi nel campo storico culturale”. Queste le parole di Achille Pace per il catalogo del ventennale. In qualità di ideatore e curatore delle rassegne di Kalenarte, tra le realtà di certo più attive nel panorama artistico molisano, quali sono le potenzialità di crescita per il futuro e quali i progetti in cantiere? 

Abbiamo apprezzato le parole del Maestro Achille Pace e gli siamo grati per la vicinanza e la condivisione al nostro progetto. Si è straordinario, per il progetto, per il suo realizzarsi, per come si è potuto evolvere nel tempo. Dobbiamo ammettere che alla qualità del fare, del proporre, c'è testardaggine, ma cosa essenziale la condivisione di intenti per quanto riguarda "un bene comune". Oggi venti anni dopo si cominciano a vedere i primi frutti. 

Un pensiero, infine, vorrei chiedertelo sulla situazione della cultura nel Molise, sulle criticità e i punti forti, e su dove partire per una seria programmazione culturale. 

Oggi lo scenario Molisano pone all'attenzione di tutti noi la presenza di un importante attore: la Fondazione Molise Cultura, motore propulsivo per idee e creatività.... crescita. Da qui deve partire una seria programmazione culturale capace di mettere a sistema quanto il territorio esprime. Il Molise per quanto riguarda l'Arte Contemporanea ha progetti nazionali, internazionali che devono solo essere messi in rete. Bisognerà salvaguardare e potenziare le eccellenze esistenti, il Premio Termoli e la sua storia, Fuoriluogo a Campobasso per i contenuti e le proposte che ben sono state rappresentate ed animate negli anni, Kalenarte a Casacalenda con il Museo all'Aperto, per la unicità del progetto, la qualità e la coerenza nel tempo. Criticità per noi è la dispersione a pioggia delle risorse e disperdere il buono che già c'è. Il Molise, la sua cultura, il suo territorio possono essere posti all'attenzione di un palcoscenico più ampio, di valenza Europea. Un respiro sicuramente adeguato alle sue potenzialità. Oggi, la politica, le istituzioni e chi le rappresenta devono al più presto, prendere posizione, fare scelte e.... i momenti migliori possono essere proprio quelli di crisi o di grandi congiunture. 

Tommaso Evangelista (su Zenit Magazine di Marzo)

venerdì 23 marzo 2012

Helena Manzan



Teaser del documentario sulla pittrice brasiliana Helena Manzan

Presentato da D-Color e Kinoview
Scritto e diretto da Gianfranco Di Silvestro
Fotografia e riprese - Francesco Colantoni
Riprese Roma - Anita Maggio
Montaggio e color correction - Sara Groppi

Helena Manzan, è nata in Brasile da padre veneto e madre brasiliana. Laureata in accademia d’arte presso l’Università Federale di Uberlandia, (MG) Brasile, con specializzazione in programmazione visuale. Dalla fine degli anni ‘90 comincia ad esporre in America ed Europa. Dalle 2002 si trasferisce definitivamente in Italia, a Castel san Vincenzo, dove vive e lavora. Manzan ha tenuto numerose mostre in Brasile e in Italia, a New York, Londra, Lisbona e Novosibirsk.


Nelle ultime tendenze comunicative la percezione del linguaggio video tende a sostituire la funzione abituale del testo scritto. Il messaggio della scrittura, per dirla in forma semantica, che ha come potenziale liberatorio la qualità dell’immaginazione del lettore diventa, con il video e l’immagine cinematografica, percezione diretta dello spettatore dei mondi segreti dell’arte. Non a caso nel sistema comunicativo delle arti e in particolare dell’arte contemporanea il documento video serve a semplificare la visione e la comprensione del valore dell’artista che vive la solitudine preziosa della ricerca del proprio linguaggio. L’artista modella mondi inapparenti rendendoli oggetti di scambio con la collettività. Questa premessa come sostiene Pereira del magnifico Tabucchi scomparso da qualche giorno e a cui va tutta la mia umile devozione per averci portato la cultura portoghese (Lisbona) di un Pessoa, sostiene la forza dell’arte di un artista brasiliana, di lingua portoghese, che come Pessoa vive mondi solitari per estrarre linguaggi silenziosi da luoghi magici del Molise e renderli anime salubri che aiutano tutti noi a vivere con grazia questa confusione sociale che ci appesantisce ogni giorno di più l’esistenza. Sostiene Pereira che in questo video la Saudade tanto cara a Pessoa assume un senso condivisibile con leggerezza e partecipazione. Helena Manzan va ascoltata e vista con attenzione e appare la bellezza della “verità biologica dell’arte” dovuta alla sapienza del regista e degli operatori professionisti dell’immagine video che hanno costruito questo video e che ci offrono alcuni minuti di pace culturale che ci aiutano a vivere meglio. Antonio Picariello.
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