Questo scatto del fotografo molisano Franco Cappellari, "Lake Bogoria", ha vinto il primo premio della Giuria al concorso internazionale di fotografia " World Water Day". Le prime sei foto classificate, saranno esposte all'International Artexpo New York 2013, una delle più importanti rassegne mondiali di Arti Visive.
lunedì 21 maggio 2012
Animaliuomini
Aperta la bipersonale alla sala AxA di Campobasso
Interesse e spunti di riflessione, cultura e senso estetico: la bipersonale di Cinzia Mastropaolo e Mario Serra ha suscitato tutto questo. E solo nel giorno inaugurale. La mostra è stata aperta sabato sera nella sala AxA della Palladino Company dove a parlare, attraverso le intuizioni di relatori, appassionati e operatori culturali di qualità, sono stati i venti quadri esposti, dieci per artista.
Buona l’affluenza, magistrale la presentazione di Antonio Picariello, sempre più efficace nel dare un senso universale alle opere esposte e ben lieto di presentare in anteprima nazionale una mostra che accende gli spot su due artisti campobassani. ‘Serra – ha detto il critico larinese che nelle scorse settimane ha vissuto per la prima volta il passaggio da interprete dell’arte a vero e proprio apostolo divulgatore – è un grande maestro, capace di estrarre dall’inconscio collettivo il lato migliore della luce, attraverso il segno cromatico con l’altro sguardo del sentire, quello solitario e prezioso che si muove silenzioso tra le ombre e le sue magiche figure”. Una degna introduzione per un evento che, come attesta il titolo ‘Animaluomini’, ha un tema ben preciso, che tuttavia gli artisti hanno sviluppato liberamente attingendo dal loro estro sempre avvolgente e, per il visitatore, accattivante. Di Cinzia Mastropaolo hanno parlato sia Picariello sia Fabio Mastropietro, direttore editoriale di AltroVerso. “La contemplazione della doppia, simulata e apparente equivalenza dei ritratti ‘elaborati’ e degli ultimi lavori più allegorici di Cinzia – ha detto Mastropietro – conduce chi guarda in una dimensione onirica, allucinata, fantasmagorica. Nella sua ‘donnanimale’ il corpo è sparito, inghiottito dalla sua rappresentazione, dal suo stesso doppio iconico”. Le parole dei due relatori sono state supportate dalle letture teatrali a cura dello stesso Mastropietro, di Mari Correa e del poeta, nonché direttore responsabile di AltroVerso, Valentino Campo. Ben riuscito l’esperimento, utile per illuminare un’altra sfaccettatura di una mostra che va capita e apprezzata nel suo complesso. (da Movoloco)
venerdì 18 maggio 2012
La collezione del Premio Termoli in restauro
La collezione che vale una fortuna in restauro: "Ora i quadri si potranno ammirare"
Ventuno opere del Premio Termoli della sezione storica degli anni ’50 e ’60 in restauro da circa 10 giorni. Equilibrarte, ditta appaltatrice dell’incarico, sta operando nei locali alle spalle della chiesa di San Timoteo per rimettere a nuovo una parte della preziosissima collezione termolese che confluirà nell’esposizione permanente di via Fratelli Brigida. Visitabili le opere durante le fasi di restauro. Lunedì 14 maggio la conferenza stampa a cui hanno preso parte, oltre all’assessore Cocomazzi, anche il soprintendente Daniele Ferrara, l’architetto Biondi e il restauratore Carlo Serino.
Termoli. La collezione ne annovera quasi cinquecento. Di queste, una piccola parte, 21 per la precisione, da una decina di giorni è entrata in restauro. Sono le opere del Premio Termoli, patrimonio artistico di grande pregio, nonché valore inestimabile, che edizione dopo edizione sono andate ad accrescere in modo straordinario la collezione cittadina. Colori, tecniche, strutture, forme che raccontano 57 anni di storia dell’arte contemporanea, vantando le firme più note del panorama nazionale e internazionale dell’arte.Fontana, Burri, Capogrossi e lo stesso Achille Pace, padre e fondatore della prestigiosa rassegna, la più importante in Italia dopo la biennale di Venezia e la quadriennale di Roma. Una manifestazione che in oltre mezzo secolo ha attirato critici di fama internazionali, docenti ed esperti di critica, come Palma Bucarelli, Achille Bonito Oliva, Maurizio Calvesi, Filiberto Menna.
«Le collezioni con più di 50 anni sono ope legis, cioè bene culturale», ha spiegato il Soprintendente Daniele Ferrara nella conferenza stampa svoltasi questa mattina (14 maggio) in municipio. «Dobbiamo quindi occuparci della tutela e della conservazione di questo patrimonio - ha continuato - ma bisogna anche valorizzarlo». L’intervento di restauro, programmato dalla Soprintendenza nell’agosto del 2009, riguarda solamente una minima parte della collezione. E’ di circa 39mila euro l’importo con cui la ditta Equilibrarte ha appaltato il lavoro a fondo Statale. «Si tratta di diversi autori - ha spiegato Carlo Serino, restauratore - che offrono opportunità di studio e restauro interessanti. Le opere sono realizzate con materiali diversi, senza una tradizione consolidata alle spalle».
Le attività di restauro sono in corso di svolgimento nella sala espositiva alle spalle della chiesa di San Timoteo. L’intento è quello di fare in modo che, nei locali individuati su corso Fratelli Brigida (sopra al mercato del pesce) possa essere allestita una mostra permanente caratterizzata da una rotazione delle opere afferenti al Premio Termoli. «Le opere saranno visitabili già dalla fase di restauro - ha spiegato l’assessore Michele Cocomazzi - in questo modo le scuole potranno prendere visione attiva. Il Premio Termoli, a causa di una mancanza espositiva, è stato caratterizzato da una scarsa interazione». Un piccolo passo per avvicinare la cittadinanza a uno tra gli eventi locali più importante a livello culturale. «Il tutto per dar vita a un’esposizione permanente che prenderà il vivo soprattutto questa estate», ha aggiunto Cocomazzi.
«Poter esporre queste opere - ha aggiunto il dottor Ferrara - vuol dire anche alleggerire il deposito attuale, migliorando le condizioni delle opere che rimarranno».
Si tratta inoltre di un modo per dare un senso ulteriore anche al altre iniziative artistiche presenti sul territorio, «come Kalenarte: entrambe, vale a dire assieme al Premio Termoli, si alimentano e si supportano». Il prossimo 19 maggio, inoltre, verrà inaugurata a Campobasso uno spazio museale permanente a palazzo Pistilli con una mostra intitolata "il colore delle emozioni" e contenente opere di grande valore collocate tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Appartengono invece agli anni ’50, ’60 i ’pezzi’ della collezione termolese sottoposte a restauro:«data la limitatezza dei fondi - ha spiegato Ferrara - abbiamo fatto una cernita di opere, cercando di allargare il più possibile il numero di quelle da poter restaurare». E in occasione della "notte dei musei" anche a Termoli terrà aperti i suoi spazi museali. Dalle 20 alle 2 del mattino sarà possibile infatti visitare le opere del premio Termoli nella Galleria di corso Fratelli Brigida. Sarà aperta inoltre, sempre a partire dalle 20, la rassegna su San Timoteo. Al Castello, a cura dell’Archeoclub, e nella galleria civica di piazza Sant’Antonio, a cura della pro loco, la proiezione di filmati.
(Fonte: Primopiano)
Molise - Notte dei Musei 2012
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| Notte dei Musei - Termoli |
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| Notte dei Musei - Venafro |
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| Notte dei Musei - Gambatesa |
La decorazione pittorica del Castello di capua. Aspetti tecnici e conservativi. Michelangelo Carozza
Mito e Allegoria nel Cinquecento. Il caso del Castello di Gambatesa. Tommaso Evangelista
mercoledì 16 maggio 2012
I Colori delle Emozioni. Il collezionismo di Giuseppe Ottavio Eliseo e Michele Praitano per Campobasso e il Molise
La prima pinacoteca d'arte antica in Molise aprirà le nuove sale espositive il 19 maggio
Comunicato:
Apertura ore 17.00 Palazzo Pistilli, Salita San Bartolomeo 18 – Campobasso.
Comunicato:
La Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Campobasso, è lieta di comunicare l’apertura di uno spazio museale ubicato in Palazzo Pistilli nel centro storico di Campobasso, con la mostra I Colori delle Emozioni. Il collezionismo di Giuseppe Ottavio Eliseo e Michele Praitano per Campobasso e il Molise. Nelle rispettive ricerche collezionistiche Eliseo e Praitano manifestano attenzione verso la pittura napoletana e italiana a partire dal Sei-Settecento. La mostra vuole essere testimonianza della sensibilità culturale dei due collezionisti, del loro amore per l’arte e della loro generosità verso la propria terra: è giunto dunque il momento di ammirare ciò che Eliseo e Praitano hanno voluto dedicare al Molise.
Apertura ore 17.00 Palazzo Pistilli, Salita San Bartolomeo 18 – Campobasso.
lunedì 14 maggio 2012
Elio Franceschelli - Minimal-Animal al liceo Romita
E' la seconda delle mostre minimalanimal : " leggera retrospettiva - studio out " durante le quali l'artista incontra giovani e studenti per un confronto sulle tematiche dell'arte contemporanea. In particolare "il bisogno di acqua" (olio di motore usato che galleggia su acqua in plexiglass) affronta la tematica sociale dell'utilizzo sostenibile delle risorse in rapporto ai cambiamenti climatici.
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Minimalanimal. La
personale di Elio Franceschelli a Palazzo Orlando
Si è inaugurata il 5 marzo presso
la prestigiosa sede di Palazzo Orlando la mostra Minimalanimal del’artista
isernino Elio Franceschelli. L’esposizione, che ha come sottotitolo “studio out
leggera retrospettiva 1990-2010”, è l’omaggio dell’artista alla sua città e
momento di riflessione, e di ricapitolazione, sugli ultimi suoi vent’anni di
carriera. In questo senso va recepito un allestimento che non punta tanto allo
schematismo tematico, ma cerca la sorpresa, lo stupore che deriva
dall’abbondanza di opere esposte sui tre piani del palazzo. Un vero e proprio
“studio fuori”, con quella sensazione di work in progress che solo i famosi
loft newyorkesi sanno trasmettere ma che Elio, che tra l’altro in un loft a New
York ha vissuto e lavorato, è riuscito a restituire. Effetto spaesante, dunque,
ma anche tanta concretezza poiché, di parete in parete, riusciamo a renderci
conto del lavoro dell’artista e della sua evoluzione attraverso l’ultimo ventennio.
Il risultato è un’autentica sorpresa, o una scoperta per chi non conoscesse
ancora le sue opere. Elio è, probabilmente, tra i più innovativi artisti della
regione e le sue ricerche nel campo dell’arte contemporanea non hanno nulla da
invidiare al panorama internazionale.
Tra i primissimi studi segnalo la serie
“estensioni”, riflessione sul concetto di spazio e di luogo, con le opere che
diventano filtro tra reale e percepito. L’uso di molle, diversamente tese,
permette infatti giochi ottici ed effetti di luci ed ombre dalla spiccata
valenza pittorica, nonché simbolica in quanto le tensioni possono essere intese
come reali o metaforiche. Seguono i lavori sui sacchi e sulle tele che, oltre a
richiamare naturalmente le ricerche di Burri, sono originali in quanto indagano
la “mediterraneità” della materia e del supporto che, essendo materiale umile e
legato al lavoro e alla fatica, si presta a rendere, per analogia, l’immagine
di un sud vitale e caldo. Anche quando sui sacchi compaiono delle scritte,
lontanamente pop, il gesto e la parola sono sempre in relazione con l’uomo e il
suo vissuto. Nei sacchi l’artista lavora con coscienza critica elaborando la
propria esperienza in una povertà materica che non si traduce mai in povertà
spirituale, anzi l’idea viene esaltata proprio dalla precarietà del supporto
che diventa palinsesto di memorie. Si arriva così alla sua ricerca può
originale e personale, quella sui cosiddetti olii combusti, intrapresa a
partire dal 1994. Oil on water, ovvero l’unione-scontro tra tecnologia e
natura, nord e sud del mondo, freddo-caldo. In queste vere e proprie
installazioni, a volte serializzate altre volte isolate, in recipienti di
plexiglass viene inserito dell’olio di motore usato e dell’acqua colorata;
l’olio tende a salire creando di fatto una divisione netta con l’elemento
dell’acqua. Abbiamo così dei neri profondissimi e dei colori “acquatici” e
caldi che vi si contrappongono, poiché ciò che tenta l’artista è la ricerca di
quell’equilibrio che l’uomo tecnologico ha interrotto. L’olio, inteso come
prodotto di utilizzo, è sottratto alla polluzione e adoperato come materiale
artistico di un discorso minimale e sentito. Anche qui ritorna il concetto di
resistenza, in quanto l’acqua resiste, col suo diverso peso specifico,
all’invadenza del liquido nero e, così facendo, preserva, colorata, la
dimensione umana della gioia, tipicamente meridionale. Il linguaggio dell’olio,
però, non è così serializzato come potrebbe apparire.
Nelle teche di
plexiglass, infatti, assistiamo a diverse modalità di unione tra i due elementi
che diventano differenti rese grafiche: c’è la netta e speculare separazione
tra nero e colore, oppure il nero prende il sopravvento (o viceversa); a volte
si formano delle linee quasi ad evocare forme sensuali di paesaggi collinari;
altre volte, infine, l’olio macchia il colore, penetra dentro sporcandone la
purezza e creando striature e venature dense e materiche. In questa linea di
ricerca vanno collocati anche gli “Oblò”, i “Collettori” e le “Mask” che di
fatto è la sua ultima ricerca in perfetta continuità con il discorso sull’olio,
in quanto le mascherine sono intese come ultima forma di resistenza alla sua combustione.
Intere pareti in mostra, colorate esplicitamente per l’occasione, accolgono teorie di mascherine che da un lato
guardano al design e dall’altro all’attualità. Icone di una civiltà
tecnocratica che annulla l’individuo relegandolo al ruolo di passivo “fruitore”
di veleni con pochi mezzi da opporre. In antitesi a tali opere, però, troviamo
il mondo del colore, quello che Elio chiama il “Festival del Sud”, dove non è
più la linea, minima, a farla da padrone, ma la superficie. Campiture
cromatiche che nascondono lo spazio ma ci parlano di un ottimismo di fondo che,
pur nella fine, non viene mai a mancare. Serie quasi ininterrotte di riquadri
colorati ci fanno dimenticare la pratica della bruciatura che ha come effetto
esclusivamente il nero e, anche nel rigore dell’impaginazione, ci riportano ad
una passionalità che vuole superare il presente e l’incapacità dell’uomo di
guardare oltre il profitto. Arte sociale, quindi, in un discorso concettuale ed
elegantissimo, dove per una volta il rapporto squilibrato dell’essere umano con
il mondo sembra essere invertito a favore di un’unità di fondo e di una
speranza. La bruciatura e combustione dell’olio permette il progresso ma genera
scompenso e danno in quanto il progresso punta sempre in una direzione,
marginalizzando il resto del mondo; l’olio è metafora di tutto ciò ma, nelle
mani dell’artista, diventa elemento di ri-equilibrio, denso di significati. Minimale
e immediata la mostra, ricchissima di opere, presenta tanti altri spunti: il
tema del riuso e del riciclaggio degli scarti, il tentativo dell’artista contro
l’annichilimento tecnocratico, la ricerca della meditterraneità e del colore
del sud, l’analisi quasi scientifica della materia, il prodotto-merce-scarto
inserito in un’ottica estetica, la ricerca di un equilibrio di fondo che sa
tanto di design ma che si esprime con un’arte pura e autentica.
La mostra,
patrocinata dal comune di Isernia e dall’assessorato alla cultura, vista
l’affluenza di pubblico e il successo, è stata prolungata anche per il mese di
arile e resterà aperta tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20. Sono
previsti inoltre convegni e incontri-visite con le scolaresche che avranno modo
di fruire, per una volta, di una mostra dal respiro internazionale e con tanti
contenuti sui quali riflettere. Minimalanimal non è, pertanto, solo il
soprannome, curioso, che l’artista ha ricevuto negli Stati Uniti, ma anche il
tentativo di un legame tra arte e istinto, occasione per una relazione non
banale tra la creatività e il presente nel segno di un ottimismo di fondo.
Tommaso Evangelista su Il Bene Comune Aprile 2011
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