lunedì 13 maggio 2013
Un ricordo del fotografo Lefra
Leonardo Remo Tartaglia, noto come Lefra, era nato a Ripalimosani il 27 ottobre 1933, è deceduto ieri dopo una carriera durata circa quarant’anni. Anni durante i quali ha fotoraccontato il Molise, facendo della fotografia la sua maniera di vivere. Come affermava Nadar: “Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare”. Lefra vedeva lontano. Capisce che la società molisana si sta avviando verso una fase di transizione, c’è la necessita di informare e c’è la necessita di fissare sulla pellicola un mondo che potrebbe scomparire da un momento all’altro. Appesantito dalle sue macchine fotografiche, in motoretta, in macchina o con altri mezzi di trasporto, percorre in lungo e in largo la regione. Racconta gli avvenimenti e i fatti di cronaca attraverso il suo obiettivo: dalla politica alla giudiziaria, dallo sport agli eventi festivi. Già dal 1960 inizia a collaborare con i quotidiani “Momento Sera” e il “Messaggero”, una collaborazione che con gli anni si accresce e si estende alle agenzie giornalistiche (l’ANSA tra le più importanti) e ad altri giornali: “Il Tempo”, “Molise Oggi” e “Nuovo Molise”.
All’attività di fotoreporter e di fotografo di cerimonie unisce quella di ricercatore cominciando a raccogliere ed acquisire centinaia di immagini storiche del Molise conservate in archivi privati o nei cassetti domestici delle famiglie dei paesi che instancabilmente visita. Da questa raccolta in costruzione nascerà l’idea delle Mostre itineranti denominate: “Ieri, Oggi e Domani”. Partecipa a concorsi fotografici in Italia e all'estero, ottenendo numerosi riconoscimenti e inizia a viaggiare nei paesi stranieri nei quali è forte la presenza di molisani, chiamato da Associazioni di emigrati che gli chiedono di allestire mostre il cui unico denominatore è il Molise.
Alla fine degli anni Settanta pubblica quattro concise monografie sui comuni di Castropignano, Ripalimosani, Torella e Vinchiaturo, il cui sottotitolo, “storia, arte, turismo, notizie di ieri e di oggi”, è esplicativo del contenuto ma la parte più consistente è rappresentata dalla originale documentazione fotografica.
Della sua attività fotografica e di ricercatore oggi rimane il consistente Archivio fotografico e documentario acquistato dalla Provincia di Campobasso nel 2004.
dalla NEWSLETTER MENSILE DELLA BIBLIOTECA PROVINCIALE PASQUALE ALBINO
L'archivio fotografico Lefra
L'archivio fotografico LEFRA comprende una vasta rassegna di negativi, positivi e diapositive. Nel vasto archivio troviamo di tutto: dal paesaggio all'archeologia, Cattedrali, Parrocchiali, Chiese, Conventi, Arte Sacra, sculture, affreschi, dipinti su tela, su tavola, feste popolari, tradizioni popolari processioni.
Vi è il reparto per l'agricoltura, l'industria, i castelli, i fiumi molisani, le case rustiche, la gastronomia, la politica, la sanità, lo sport e la paleontologia.
Esso è dotato anche di una grande collezione di circa 5.000 fotografie dell'Ottocento ed inizio Novecento, di fotografi molisani.
Tutta questa ricchezza fotografica è il frutto di 35 anni di esperienza professionale. Si può constatare che studenti prossimi alla laurea, ricercatori, studiosi, editori, ricorrono all'archivio LEFRA, come valido aiuto nei loro lavori intellettuali.
Ad oggi l'intero archivio, oggetto di desiderio di alcune società a livello nazionale, è riuscito a rimanere nel Molise con l'acquisto da parte della Provincia di Campobasso.
domenica 12 maggio 2013
Il cielo sopra Oratino
Telesforo Altobello (Oratino 1823 - Campobasso 1884), "Poche parole dette dal Canonico Telesforo Altobello per l'apertura di un'accademia tenuta nel comune di Oratino nel giorno 12 gennaio 1850 genetliaco di S. M. (D. G.) Ferdinando II Re del Regno delle Due Sicilie", Campobasso, Dalla Tipografia del Sannio, 1850. (dettaglio della p. 7). Altobello, che per circa 29 anni fu docente di italiano e latino presso il Liceo Ginnasio "Mario Pagano" di Campobasso, nella conferenza che tiene a Oratino il 12 gennaio 1850, esprime apprezzamenti per il buon livello culturale presente tra i giovani del paese, questo grazie al lavoro che svolge l'Arciprete D. Felice Imperore, il quale ha aperto una scuola privata, e all'azione del Sindaco Federico Giordano Duca di Oratino, che "segue le orme dei suoi avi".
Il mecenatismo di Gennaro e Giuseppe Giordano fu fondamentale per lo sviluppo delle arti a Oratino. Un caso unico nel Molise, in cui gli altri feudatari pensavano solamente a sfruttare e succhiare il sangue della povera gente
Piccolo asterisco per ricordare la pagina facebook Il cielo sopra Oratino portata avanti dall'artista e studioso Dante Gentile Lorusso che, in quasi un anno, ha pubblicato qualcosa come più di mille immagini che testimoniano l'incredibile vitalità artistica del piccolo centro molisano, caso più unico che raro nel meridione.
Itinerari - Volturnia Edizioni
È in distribuzione nelle edicole e librerie della regione Molise il numero 23 del trimestrale altri Itinerari che in questo numero prosegue con la serie di inserti monografici che tanto consenso hanno riscosso presso i nostri affezionati lettori. La rivista, già caratterizzata come prodotto editoriale che viveva oltre la sua naturale uscita periodica nelle edicole, va dunque qualificandosi come vero e proprio strumento di conoscenza antropologica del territorio, pertanto i suoi contenuti sono sempre di più ad uso e consumo di studiosi e di quanti siano alla ricerca di notizie inedite e di particolari inusuali della nostra Regione.
Merito di questa evoluzione va attribuito in primo luogo alla capacità divulgativa che il “nostro” Edilio Petrocelli, esimio ricercatore e studioso di provata valenza, ha saputo conferire alle sue indagini storiche e antropologiche.
Passiamo dunque a descrivere brevemente gli articoli presenti in questo numero.
L’architetto Davide Monaco, sulla base di disegni appartenuti alla famiglia nobiliare dei d’Alessandro di Pescolanciano, ha restituito - nella loro ipotesi ricostruttiva - i palazzi baronali che tale famiglia possedeva a Carovilli così che, per la prima volta, aiutati dalla computer grafica, è possibile “goderli” nella struttura originale.
I disegni tridimensionali sono a corredo del testo di E. Petrocelli, che rappresenta un vero e proprio excursus delle vicissitudini occorse agli immobili e alla Casata che per prima li abitò e che, col trascorrere dei secoli e per alterne vicende, sono passati ad altre famiglie della borghesia benestante del paese alto-molisano e che ne hanno per sempre mutato l’aspetto.
Da Carovilli, lungo una virtuale direttrice tratturale, scavalcando la Montagna di Frosolone, ci spostiamo a Sant’Angelo in Grotte, dove la studiosa Valentina Marino indaga l’ interessante ciclo pittorico della Cripta grazie ad un saggio intitolato “Sant’Angelo in Grotte e la carità cristiana: Gli affreschi della chiesa di San Pietro in Vincoli”. Qui gli stessi affreschi sono messi a confronto con altri cicli pittorici che si possono ammirare nella nostra Regione o in quelle limitrofe.
Precedono questi due corposi saggi l’articolo di Ida Di Ianni sul Cenacolo Culturale della Baronessa OIimpia Frangipane a Castelbottaccio e quello sui Calanchi di Montenero di Bisaccia. Nel primo articolo sono descritte la vita e la vicenda aggregativa-culturale della Frangipane, oltre alle odierne vicissitudini di questo minuscolo e grazioso paese molisano, mentre si apre con i Calanchi un suggestivo percorso attraverso i fenomeni geomorfologici originati dall’azione combinata dell’acqua e della gravità. Quelli di Montenero di Bisaccia sono infatti tra i meglio conservati del Molise, anche perché da alcuni anni il luogo è stato proclamato “S.I.C.”, ovvero Sito di Interesse Comunitario, ed è tutelato da apposita legge della Comunità Europea, così come riportato dall’autore dell’articolo, lo studioso Marcello Di Stefano.
Quattro buone ragioni, sono sembrate queste, per percorrere ancora i nostri “altri ITINERARI”, che continuano a conoscere e a far conoscere “pezzi” inediti di Molise.
Volturnia Edizioni
Max Papeschi all'AxA - Learning to cheat/Sound true
LEARNING TO CHEAT / SOUND TRUE (imparare a barare / sembrare veri)
a cura di Roberta D'Intinosante
17-30 maggio 2013 presso AxA Palladino Company
Max Papeschi arriva alla Digital-Art dopo l’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Come artista figurativo il suo approccio con l’Art-World è stato subito d’immediato successo sia di pubblico che di critica. Il suo lavoro Politically-Scorrect, mostra una società globalizzata e consumista ironica e realista. Dal Topolino Nazista al Ronald McDonald Macellaio le icone cult perdono il loro effetto tranquillizzante per trasformarsi in un incubo collettivo. Ha esposto i suoi lavori in molte gallerie in giro per il mondo.
www.maxpapeschi.com
Artisti molisani negli USA
Elio Franceschelli espone alla collettiva Flow Follow Flow presso Rupert Ravens Nexxt
Inaugural Exhibition
May 25 - July 28, 2013
Opening reception: Saturday May 25 | 7PM - 9PM
Si inaugura venerdì 3 maggio alle ore 17.30 presso il Museum of Geometric and MADI Art di Dallas (USA), una selezione curata di opere MADI della collezione permanente del Museo.
La selezione comprende opere degli anni ’40 degli artisti storici del MADI e opere più recenti degli artisti più giovani aderenti al Movimento fondato nel 1946 da Carmelo Arden Quin.
La mostra si conclude il 14 luglio 2013. Nella rassegna presente anche il molisano Vincenzo Mascia, tra i massimi esponenti in Italia del MADI.
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