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martedì 6 agosto 2013

Aperture serali estive - musica, arte e teatro nei luoghi della cultura in Molise



La Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Molise d’intesa con le Soprintendenze dei beni archeologici e dei beni storici, artistici ed etnoantropologici del Molise comunica che nel periodo estivo, fuori dai consueti orari di visita e con interessanti e piacevoli eventi, resteranno aperti i seguenti luoghi della cultura:


SEPINO (CB) Area Archeologica ALTILIA

Rappresentazioni teatrali, ore 21,00
29 Luglio "Oreste" di V. Alfieri 
01 Agosto "Anfitrione" di Plauto 
07 Agosto "Miles Gloriosus"di Plauto

PIETRABBONDANTE (IS) Area Archeologica loc. Calcatello 

Rappresentazioni spettacoli, ore 19,00
06 Agosto "A ciascuno il suo " di L. Sciascia 
09 Agosto Concerto scuola "Molise Altissimo" inizio alle ore 16,30 
10 Agosto "Uno è picca ma due sò troppe" Assoc. teatro Comico Abbruzzi 
12 Agosto "Teresa Battista stanca di guerra" a seguire "Una nessuna centomila" 
14 Agosto "Pulcinella Colombina e le tre prove del cuore" (Teatro per ragazzi) 
16 Agosto "Liolà" Assoc. Amici del Teatro di Pietrabbondante

GAMBATESA (CB), Castello di Capua

Concerti, ore 19.00
28 Luglio Concerto di musica classica a cura del duo stabile evoL duo:
Loredana Venditti, pianoforte – Antonio Iannetta, violoncello.
Saranno eseguite musiche di L. V. BEETHOVEN – J. BRAHMS.
4 Agosto Concerto “Viaggio nei Folksong: dalla Spagna all’Inghilterra, alla musica napoletana d’autore”:
Costanza Simonetti, pianoforte – Marianna Petrecca, mezzosoprano.
18 Agosto Concerto pianistico a cura di Gianluigi Daniele, pianoforte.
Saranno eseguite musiche di D. SCARLATTI - L. V. BEETHOVEN - L. JANACEK - P. I. TCHAIKOVSKY - F. CHOPIN - F. LISZT.


VENAFRO (IS), Castello Pandone

Incontro: Il Rinascimento e la fede negli astri, ore 22,00
11 Agosto Laboratorio di storia dell’arte e osservazione astronomica a cura di G.A.I.A. Business System e dell’Osservatorio Astronomico di San Pietro Avellana;
Visite guidate gratuite al Castello Pandone e al Museo Nazionale del Molise a cura di G.A.I.A. Business System.


CAMPOBASSO, Museo SANNITICO e Museo PISTILLI

14 Settembre “Notte Bianca”
Visite guidate

martedì 30 luglio 2013

Sentieri Emozionali


Dal 5 al 20 agosto 2013
Caffè letterario - Corso Santa Lucia - Montemitro (CB)
"Sentieri emozionali"
A cura di Silvia Valente
Inaugurazione e convegno lunedì 5 agosto - ore 18.00
Artisti in mostra:
Paolo Borrelli, Cristiana Califano, Fausto Colavecchia, Barbara Esposito, Dante Gentile Lorusso, Luigi Grandillo, Cinzia Laurelli, Vincenzo Merola.


Comune di Montemitro
Limiti inchiusi arte contemporanea

"Sentieri Emozionali" è una mostra provocatoria al contrario, perché ha il coraggio di essere, appunto, fraintesa, è lo strumento dialettico per innescare il dibattito prima tra gli artisti e poi con il pubblico. Il tentativo è quello di raggiungere immediatamente il cuore del problema. Parlare dei lavori esposti/allestiti e del perché e del "come" li si è immaginati/realizzati. Il "manufatto" di un'opera non è esclusivamente il materiale che lo compone ma la struttura del pensiero, dove pensiero non è solo "gesto" intellettuale ma anche percorso emotivo e esperienza poetica. Queste le tracce che un evento, per quanto periferico, deve lasciare in vista o almeno deve tentare di far diventare "discutibili".

lunedì 15 luglio 2013

E.T. Enfants Terribles


Limiti Inchiusi arte contemporanea (Campobasso)
StudioventunoTattoo& Art Gallery (Salerno)
SoupyRecords (Campobasso)

presentano

E. T.enfants terribles

un progetto dedicato ai "Bambini terribili",

Pop Surrealism, Magic Realism, Tattoo Art per la prima volta a Campobasso, ospiti di Limiti Inchiusi arte contemporanea. La collettiva, in collaborazione con Mondo Bizzarro (Roma) e Mondo Pop (Roma), sarà ospitata da Limiti Inchiusidal 19 al 29 luglio 2013. 

Vernissage venerdì 19 luglio ore 18:00 – via Muricchio 1 (ex Onmi) - Campobasso. 

L'infanzia è un tema universale, un'età che tutti noi abbiamo attraversato, un passaggio fondamentale che ha segnato le nostre vite. Per molti adulti l'infanzia è quasi uno stato mentale ostentato: vi si resta aggrappati ad ogni costo, per non far scivolare via la naturalezza, per sfuggire alle sovrastrutture che l'età adulta spesso impone. L'infanzia è un tema ricorrente nell'ambito del Pop Surrealism, tanto che potrebbe esserne l'emblema. È esaltata, accolta. Bambini terribili, temibili, quasi extraterrestri. Osservano il mondo da un altro tempo, da un altro spazio, con sguardo enigmatico o sperduto. Accusatorio o polemico. Spesso disincantato. Al loro cospetto, ci interroghiamo, muti, come dinanzi a uno specchio. Cosa provoca la visione nello spettatore? Il riflesso di un'infanzia perduta, sognata, ricreata è un invito a riflettere. Una possibile riflessione viene da una selezione di artisti internazionali:


ALBERTO CORRADI (courtesy of Mondo Pop)

ANIA TOMICKA

DIAVU' (courtesy of Mondo Pop)

ERICA CALARDO

FABIO MORO (MOROF)

GERLANDA DI FRANCIA

GROZDANA TILOTTA

LUISA MONTALTO

MATTEW PRICE (courtesy of Mondo Pop)

MARK RYDEN (courtesy of Mondo Bizzarro)

MERY SINATRA

OHMYDOLLS

PELIN SANTILLI

RON ENGLISH (courtesy of Mondo Bizzarro)

SASHA PROSPERI

VALENTINA ZUMMO

YARI DG

Un evento in collaborazione con (AL)LAGO Festival:
(AL)LAGO Festival
19 e 20 Luglio 2013
Arte e musica live per il primo festival organizzato interamente dalla SoupyRecords!

sabato 13 luglio 2013

Rivista20 - luglio-agosto

Sul nuovo numero della Rivista20, rivista online di arte che si occupa di tutte le regioni italiane, si parla anche dell'Officina Solare, di Renato Marini e Vincenzo Mascia

La processione di Carletto Attraversare l'Italia a piedi dal Molise al Friuli


Un detto africano recita "Ciò che non hai mai visto lo trovi dove non sei mai stato". Niente meglio di questo aforisma per descrivere la performance che gli artisti Michele Mariano e Simona Bramati inizieranno il prossimo 15 luglio: attraversare l'Italia a piedi dal Molise al Friuli con due asine. Una processione che è un perenne inizio e un tentativo estremo di cercare nella condizione precaria del viaggio e del cammino quell'esperienza che non si ritrova restando fermi. Viaggio simbolico e reale, surreale e spiazzante, vuol riscoprire prima di tutto la Lentezza e con essa la forma interiore del percorso. L'asino come animale simbolico, ormai dimenticato dalla società contemporanea, e due artisti come garanti dell'inviolabilità dell'azione.

Come si trova scritto sul sito laprocessionedicarletto.blogspot.it

PROCESSIO-ONIS
Un'impresa di "Disertori in avanti"
Un ciclo dell'arte contemporanea si è chiuso. E' ora di mettersi in movimento!
Un po’ "Armata Brancaleone", un po’ "Don Chisciotte", un po’ "Spedizione dei Mille" e un po' "Marcia su Fiume", la processione di Carletto risalirà la penisola per denotare l’”infimo inizio”.
“L’infimo è l’impercettibile inizio del movimento, il primo segno visibile di ciò che è fausto. L’uomo di valore non appena vede l’infimo passa all’azione, senza attendere la fine della giornata” (Confucio, Classico dei Mutamenti)

Il blog oltre a condividere e appoggiare questa interessante performance cercherà di seguire le tappe di questo lungo viaggio. Per sostenere il viaggio si rimanda a questo link mentre qui è possibile vedere l'intero itinerario.

Il Quotidiano del Molise invece seguirà l'intero evento con uno speciale sul giornale e sul sito.


LA PROCESSIONE DI CARLETTO
DUE ASINI DUE ARTISTI UN CANE E L’INFIMO INIZIO
ATTRAVERSARE L’ITALIA A PIEDI DAL MOLISE AL FRIULI
DAL 15 LUGLIO AL 13 SETTEMBRE
Partenza alle ore 8 da FAIFOLI(Montagano (CB))
Arrivo a Polcenigo (Pordenone)

PROCESSIO-ONIS

Un’impresa di “Disertori in avanti”

Un ciclo dell’arte contemporanea si è chiuso. E’ ora di mettersi in movimento!

Un po’ “Armata Brancaleone”, un po’ “Don Chisciotte”, un po’ “Spedizione dei Mille” e un po’ “Marcia su Fiume”, la processione di Carletto risalirà la penisola per denotare l’”infimo inizio”.

Due artisti, due asini e un cane dal 15 luglio daranno vita ad una performance lunga 1000 kilometri.

Non un Viaggio ma una processione, perché nella processione la meta è il viaggio stesso. Storicamente ma ancor più culturalmente la processione è un atto di avvio, di partenza verso un altrove ed ha sempre uno scopo che parte da una forte determinazione e convinzione. La processione culturalmente però non è mai un semplice viaggio da un luogo ad un altro, ma è una esperienza ed una testimonianza: da una esperienza ad un’altra, in cui chi vi partecipa raccoglie di tappa in tappa le esperienze che porta e raccoglie le esperienze che trova, in uno scambio continuo con i luoghi che attraversa. Le processioni sono atti di cultura, di incontro e di ricerca per portare una voce e raccoglierne, sono quindi al tempo stesso momenti di festa e di fede.

Oggi, al tempo della crisi, come comunemente viene definito, annunciamo al mondo la nostra presenza (quella degli artisti), e affermiamo che in realtà viviamo nell’infimo Inizio.

La comunicazione, l’economia ed un certo modello culturale hanno vinto, sono diventate egemoniche. Ma proprio perchè un modello è diventato egemonico si apre la possibilità di un movimento che va in direzione opposta e contraria, il quale si presenta sotto l’aspetto dell’infimo inizio.

Come è noto, gli opposti dello Yin e dello Yang stanno tra loro in un rapporto di alternanza, per cui quando uno dei due ha raggiunto la massima espansione al suo interno si manifesta sotto forma germinale il principio opposto che comincia a crescere. Per Confucio: “L’infimo è l’impercettibile inizio del movimento, il primo segno visibile di ciò che è fausto. L’uomo di valore non appena vede l’infimo passa all’azione, senza attendere la fine della giornata”

Gli artisti e l’arte incarnano quell’”Uomo di Valore” e senza attendere che la “giornata finisca” si mettono in cammino un cammino in direzione opposta e contraria ai metodi e pratiche egemoni.

E la cultura? Oramai comodamente “seduta”, non deve forse essere l’innesco di un percorso verso un altrove?

Ed ecco quindi quale è l’idea di fondo della Processione di Carletto: due artisti si incamminano a piedi, attraversando l’Italia, incontrando genti e luoghi portando con se le genti e i luoghi che hanno incontrato, portando la voce dell’arte come momento di crescita, di uscita, per liberare le idee, i sogni e le speranze e per fare questo, come in ogni processione che si rispetti si usano mezzi semplici, essenziali, senza artifici, il camminare a piedi con l’aiuto di due asini, simbolo di sacrificio ed impegno, un cane simbolo di fedeltà e vicinanza e due artisti, simbolo di idee e di futuro.

Noi siamo pienamente consapevoli che un ciclo si sia esaurito, sia giunto alla fine. E quando la fine è sopraggiunta allora si può dare un nuovo inizio.

Un rapporto complesso e problematico lega l’idea della fine a quella del senso. Ne La fine di tutte le cose (1794) Kant, vi è l’idea che non si possa cogliere il senso di checchessia se non pensando alla sua fine: il momento diacronico e storico risulterebbe inseparabile da quello estetico e teleologico. In un’altra opera Kant scrive: “Infine deve pur cadere il sipario. Perché alla lunga diverrebbe una farsa; e se gli attori non se ne stancano perché sono pazzi se ne stanca lo spettatore, che a un atto o all’altro finisce per averne abbastanza se ha ragione di presumere che l’opera, non giungendo mai alla fine, sia eternamente la stessa”.

Per il filosofo americano John Dewey, ogni esperienza può diventare estetica se essa, invece di essere interrotta e abbandonata (come continuamente accade), viene proseguita e portata a compimento. Ciò che caratterizza l’esperienza estetica è dunque il compimento: l’ azione diviene “bella” nella misura in cui io mi impegno in essa, mi dedico ad essa, combatto per la sua piena estrinsecazione. Il contrario di una esistenza estetica è una vita che va alla deriva, che non ha né capo né coda, né inizio né termine; oppure è un’esperienza che ha un cominciamento, ma che viene abbandonata per ignavia, viltà, inclinazione al compromesso, desiderio di “quieto vivere”, ossequio alle convenzioni. L’importante è sottolineare che per Dewey si può cominciare una nuova esperienza solo a condizione che quella precedente sia conclusa. La fine dunque costituisce la premessa indispensabile dell’inizio di qualcosa di differente. Cosa avviene se non si ha il coraggio di porre fine ad un’esperienza, ad una fase della vita privata o collettiva, ad una istituzione che non ha più ragione di esistere? È probabile che essa ad un certo punto da un giorno all’altro collassi. Diceva Edward Gibbon, il famoso storico inglese autore di Il declino e la caduta dell’Impero Romano “Ci vuole molto tempo perché un mondo perisca – ma niente di più”.

Simona Bramati e Michele Mariano con Carletto e Agalma

"La Processione di Carletto”, ovvero due artisti, due asine e un cane. E comincia un "viaggio”, che porta dal Sud verso il Nord della penisola, dal Molise al Friuli, in un "infimo inizio”. Un'impresa di "Disertori in avanti", per raccontare un ciclo dell'arte contemporanea che si è chiuso. E per spiegare che è di nuovo ora di mettersi in movimento. Sono Michele Mariano e Simona Bramati i due "temerari” che percorreranno mille chilometri, da Montagano, in provincia di Campobasso, sede della Koma Gallery, con l'arrivo dopo due mesi a Polcenigo, in provincia di Pordenone. Ci raccontano di questa avventura "d'altri tempi, di tutti i tempi” proprio i due artisti.

La processione di Carletto". Sembra un progetto d'altri tempi, un film quasi pasoliniano, una scrittura da "Uccellacci e Uccellini". Com'è nato, e perché, il progetto di questo "pellegrinaggio-processione"?
«Si in effetti molte cose accomunano la nostra processione a Uccellacci Uccellini, in questo risulta un progetto d‘altri tempi e aggiungiamo di tutti i tempi! Il corvo che viene zittito alla fine del film, nella nostra processione invece viene zittito all’inizio: non si può dare il via ad un qualcosa se prima non si è conclusa la precedente tappa. L’idea è stata suggerita direttamente da Carletto, l’asina mamma che è la protagonista della scultura postuma di Michele www.trigger.es. Insieme con Simona si è iniziato a lavorare sulla reale fattibilità dell’impresa. La motivazione: viviamo in un periodo storico di mutamento; siamo nell’"infimo inizio", non si può stare alla finestra a guardare, bisogna mettersi in movimento e a chi se non agli artisti spetta il compito di fare il primo passo?
Mettersi in movimento non significa spostarsi da un luogo ad un altro, mettersi in movimento significa rivedere totalmente se stessi, ripensarsi, e senza legami col passato predisporsi al futuro senza timori. Ecco perché si chiama processione e non viaggio, nella processione la meta è il viaggio stesso».

C'è qualcosa che volete "dimostrare" con questo "Infimo Inizio"? Un ritorno e una ripartenza che interrompa il "normale" svolgimento velocizzato delle azioni contemporanee, anche dell'arte?
«Stiamo vivendo uno dei periodi più belli e interessanti, quello del cambiamento, siamo nell’infimo inizio. L’infimo è l’impercettibile inizio del movimento del principio opposto e contrario all’egemonia che ha raggiunto la sua massima espansione. Pochi vedono questo impercettibile movimento, questo segno visibile di ciò che è fausto. Meno che meno lo vede l’ArtWorld, troppo impegnato a trovare l’ultimo affare prima dell’ora di chiusura. Invece l’Uomo di valore non appena vede l’infimo passa all’azione, senza attendere la fine della giornata.
L’artista è quell’uomo di valore? Noi pensiamo di sì, a patto che riprenda quel cammino dove l’arte è pensata come percorso evolutivo del pensiero umano e il cui obiettivo sia quello di aprire un nuovo livello superiore, cominciando dalla ridefinizione della parola artista e del suo ruolo.
In realtà l’artworld non è veloce, ma completamente fermo, da più di 20 anni, e anche qui si continua a pronunciare la parola crisi invece di salutare un fallimento e una fine. Per noi non si tratta quindi di crisi ma di "fine naturale”, che va salutata con un Finalmente!! 
Mettersi in movimento quindi non per interrompere, ma per sancire la fine di una cosa che come dice Kant ne "La fine di tutte le cose" «infine deve pur cadere il sipario. Perché alla lunga diverrebbe una farsa; e se gli attori non se ne stancano perché sono pazzi, se ne stanca lo spettatore, che a un atto o all’altro finisce per averne abbastanza se ha ragione di presumere che l’opera, non giungendo mai alla fine, sia eternamente la stessa».
La fine dunque costituisce la premessa indispensabile dell’inizio di qualcosa di differente. Cosa avviene se non si ha il coraggio di porre fine ad un’esperienza, ad una fase della vita privata o collettiva, ad una istituzione che non ha più ragione di esistere? È probabile che essa ad un certo punto da un giorno all’altro collassi.
Ciò che caratterizza l’esperienza estetica è dunque il compimento: l’azione diviene "bella” nella misura in cui io mi impegno in essa, mi dedico ad essa, combatto per la sua piena estrinsecazione. Il contrario di un’esistenza estetica è una vita che va alla deriva, che non ha né capo né coda, né inizio né termine; oppure è un’esperienza che ha un cominciamento, ma che viene abbandonata per ignavia, viltà, inclinazione al compromesso, desiderio di "quieto vivere”, ossequio alle convenzioni»

Come sarà organizzato il viaggio? Vi saranno tappe simboliche e soste programmate? Che spazio sarà dato al caso?
«La Processione è organizzata per l’incontro di genti e luoghi, portando la voce dell'arte come momento di crescita, per liberare le idee, i sogni e le speranze. Come in ogni processione che si rispetti si usano mezzi semplici, essenziali, senza artifici: il camminare a piedi con l'aiuto di due asini, simbolo di sacrificio ed impegno, un cane simbolo di fedeltà e vicinanza e due artisti, simbolo di idee e di futuro.
La processione è strutturata in "stazioni” così come nella Via Crucis, le tappe assumono valore per il fatto di viverle, quindi saranno tutte simboliche. Per ora possiamo segnalare la prima stazione ovvero la partenza, quella del 15 luglio, come dicevamo prima, non si può dare inizio a un qualcosa se prima non si è conclusa quella precedente. Partiremo da Faifoli, un’abazzia nei pressi di Montagano in Molise, dove studiò e prese i voti Papa Celestino V, il Papa del Gran rifiuto, uno di quelli che ha saputo mettere finire ad una cosa. Per noi quel luogo è un luogo del no, da cui tutto può nascere. Lungo il tragitto abbiamo stabilito degli incontri, ma il resto sarà dettato dal caso, che non è mai un caso essendo noi convinti di vivere la condizione di Amletizzazione dell’eroe, cioè quella condizione per cui la tragedia non dipende da un’azione compiuta ma da un’azione da compiere».

giovedì 11 luglio 2013

PlusUltra - Premio Termoli 2013


PlusUltra 
A cura di Francesco Gallo Mazzeo

Il confronto dell’arte con la luce assume un carattere del tutto speciale, in quanto entrambe sono imprescindibili nel creare una spettacolarità che altro non è, se non il trionfo dei colori e delle forme, che nella trasparenza e nella chiarezza trovano la loro vitalità e la loro essenza.
Proprio nell’orizzonte avviene un incontro che dal punto di vista della profondità, rappresenta il limite necessario perché le forme possano nascere e non perdersi in un infinito buio e tetro, che è tutto il contrario di quanto noi immaginiamo, l’essere delle lontananze spropositate. Come nel limite sta quel quid per recuperare la bellezza che viene sottratta alla voracità del sublime che sembra volere inghiottire le stesse radici di questa nostra età post moderna in cui tutto è grande e tende a divenire sempre più grande, ma per specularità il piccolo tende a diventare sempre più piccolo, invisibile, quasi impercettibile.
Guardare l’ultra rappresenta, nella storia di una metafora individuale e collettiva, del tendersi e del ritrovarsi, un modo di guardare in un grande specchio, a volte calmo e piatto a volte adirato e spigoloso, come lo è ogni umore umano che in esso si riflette. Si tratta del grande agguato teso al nostro narcisismo, ma ad esso non possiamo né vogliamo sottrarci, forse perché ci ricorda la nostra origine liquida ancestrale, proprio come il nostro presente futuro.
Posto tra prendibile e imprendibile, dunque come limite, come confusione dell’azzurro con il blu, dell’acqua con l’aria, ma anche come antico e nuovo schermo mediatico in cui proiettiamo noi stessi, travestiti da altri, come se nel mischiamento delle identità potesse avvenire, con più forza e con più freschezza, un inno alla gioia, tra la forza irresistibile del mito, tutto sirene e nettuni e il solcare inesorabile delle grandi arche, nel cui cuore batte un cuore di diesel, dall’alito acre del petrolio.

Artisti 

Paolo Baratella Fabrizio Plessi Alessandro Bazan
Piero Guccione Mimmo Germanà Luca Pace
Marco Tirelli Claudio Bianchi Nora Lux
Felice Levini Giovanni Frangi Teresa Coratella
Maurizio Mochetti Claudio Abate Giovanni Iudice
Carlo Bertocci Giancarlino Corcos Vasco Bendini 
Cesare Galluzzo Tommaso Cascella Matteo Basilè
Vincenzo Marsiglia Giacomo Rizzo Michele Welke
Santolo De Luca Bruno Ceccobelli Franco Politano
Gianfranco Notargiacomo Baldo Diodato Andrea Lanzafame
Thorsten Kirchoff Giuseppe Modica Antonio Taschini
Dino Pedriali Mark Kostaby

Achille Pace Anteprima di 20 grandi opere della grande antologica che si terrà il prossimo anno.

Inaugurazione 1 agosto 2013
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