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mercoledì 21 agosto 2013

Bianco come il silenzio - Personale di Angela Laudato

In occasione della settimana della cultura di Termoli le sale dello spazio espositivo del Castello Svevo da Mercoledì 28 agosto alle ore 20.30 al Lunedì 2 settembre alle ore 23.30 accoglieranno l’artista Angela Laudato in una mostra dal titolo “Bianco come il silenzio” a cura di Rezarta Zaloshnja.

Il titolo della mostra “Bianco come il silenzio” trae ispirazione dall’incontro tra la sensibilità artistica come tecnica e come espressione con l’intensità del mondo interiore e contemporaneo dell’artista. Al contempo le opere in mostra spaziano tra la pittura, scultura e installazioni le quali innescano ed attivano in forma provocatoria riflessioni ed emozioni nei fruitori delle opere. Lo spettatore si immerge in una dimensione con radici antiche come la storia del Castello Svevo che si contempla nel silenzio dei volti e delle forme essenziali che invadono lo spazio diventando così materia liquida di narrazione dell’intimità, dei frammenti e delle storie personali dell’artista attraverso l’immagine. 

Volti con bocche cucite, figure appoggiate su se stesse, alcune nell’ eterna ricerca dell’equilibrio, altre in meditazione melanconica, altre ancora origliano il silenzio e si rivestono di foglie di alberi. Capigliature che si avvolgono o si sciolgono nello spazio di tarlatana delle tele bianche. Ed infine i libri, personificazione dell’eterna comunicazione che viene tramandata in silenzio. 

Angela Laudato nasce a Termoli nel 1984, sin da piccola si appassiona all’arte. In seguito frequenta il Liceo Artistico B. Jacovitti di Termoli e nel 2003 si trasferisce a Roma per svolgere l’Accademia di Belle Arti, diplomandosi in Scultura. Nel suo percorso lavorativo collabora con Enzo Cucchi e contemporaneamente svolge molteplici mostre collettive tra Milano e Roma. In quest’ultime si presenta nella sua multiforme espressività spaziando tra scultura, pittura, incisione, fotografia, installazione e video - art. Attualmente vive e lavora a Roma. Le opere di Angela Laudato si possono consultare: http://angelalaudato.tumblr.com/

Ingresso LIBERO
Orario di visita: 20.30 – 23.30
28 agosto 2 settembre

Ci vediamo da Moulin?


24 Agosto

ore 17.00  ex asilo nido di Castelnuovo al Volturno: ricordando Moulin – prof. Cosimo Savastano.
ore 18.30 viaggio itinerante nel borgo di Castelnuovo ricordando Moulin – musiche e interventi poetici.
ore 21.00 buffet nel borgo – assaggi prodotti tipici.

25 Agosto

ore 9.00 appuntamento monumento ai caduti presso le Salere monte Marrone – percorso di educazione ambientale con accompagnamento per adulti e bambini.
ore 11.30 incontro alla capanna di Moulin – narrazione di brani.
ore 12.30 buffet.
ore 15.00 concerto a casa di Moulin.

venerdì 16 agosto 2013

Termoli - cultura in bancarella


PROGRAMMA

Sabato 17 agosto ore 20.00
Antonio Pastorini
Il coraggio degli italiani
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Antonio Picariello
Portali e palazzi storici di Larino


Domenica 18 agosto ore 20.00
Roberto Colella
Cronache di un reporter
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Domenico Cosentino
Le città invivibili
Discorsi filosofici con il mio
gatto domestico


Mercoledì 21 agosto ore 20.00
Luigi Pizzuto
Memoria in corso
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Giampaolo Colavita - Ettore Teutonico
Grani di saggezza popolare


Giovedì 22 agosto ore 20.00
Marianna Cicoira
Ricordi in libertà


Venerdì 23 agosto ore 20.00
Antonio D’Ambrosio
Rosso Triglia
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Gianfranco De Benedittis
I castelli di Colletorto


Martedì 27 agosto ore 20.00
Ruggero Ruggiero
Riflessi
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Marcello Pastorini
In uno sguardo
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Giuseppe Mammarella
San Basso
San Pardo


Venerdì 30 agosto ore 20.00
Vincenzo Lombardi
Le bande musicali dell’800
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Vittorio Mancini
Forte e gentile.
La tradizione dell’acciaio traforato
a Campobasso

Di Lonardo - Disegni di viaggio

Disegni di viaggio
CAROVILLI 17-20 AGOSTO 2013
Società operaia e di Mutuo Soccorso
Orario 16-20
Inaugurazione sabato 17 agosto ore 16


lunedì 12 agosto 2013

Disegnare nel cielo

In mostra a Campolieto DISEGNARE NEL CIELO, l'abilità e la maestria di antichi artigiani del fuoco. 
Utensili, fotografie, articoli di quotidiani, medaglie, tessere, appunti, formule chimiche e molto altro ancora per conoscere l'arte di chi disegna nel cielo.




giovedì 8 agosto 2013

Cleofino Casolino - personale di scultura all'Officina Solare


CLEOFINO CASOLINO
"Dall'incanto del Cuore l'Argilla Racconta"

a cura di GIUSEPPE SIANO

10 / 22 agosto 2013
Inaugurazione sabato 10 agosto 2013 ore 19.30
apertura tutti i giorni ore 22.00 / 23.30

OFFICINA SOLARE GALLERY
Via Marconi, 2 Termoli (Italy)

L’universo femminile di Casolino

Le opere in terracotta di Cleofino Casolino, presenti nel suo atelier, raccontano dell’universo femminile.Da ogni donna emerge un racconto, a cui è possibile attribuire un’esperienza, e classificarla con una tipologia psicologica, per risalire a un modello di vita e del rappresentare l’esistenza; come del resto è emerso in molti autori delle post-avanguardie storiche, che hanno scelto come finalità del proprio fare il «sentire», lo «sperimentare», l’«organizzare», la narrazione partendo dall’esperienza personale. Con meraviglia, visitando poi la chiesa di san Timoteo di Termoli, incontro un altro tipo di suoi lavori con la terracotta; per lo più sono opere appena sbozzate, che evocano esperimenti di altri autori d’avanguardia, riutilizzati in modo originale dall’artista termolese.

Il fare (poiein) rappresentativo di Cleofino Casolino è attento a raccontare sia le varie forme di coinvolgimento dell’animo e della mente nel quotidiano, che in effetti caratterizzano il lato sensibile — o femminile — degli uomini in generale, sia quella contemplazione che porta alla perdita del proprio genere.

Sembra che Cleofino nelle rappresentazioni del mistero del sacro predilige porre, però, l’accento sull’esperienza di un corpo mistico che ha subito gravi colpi dalla nostra attuale organizzazione sociale. Dalle sue rappresentazioni traspare, infatti, una probabile doppia soluzione; e il racconto si sospende nel vago, perché non rivela all’osservatore se la fede (rappresentata come una barca sconquassata e senza governo — o timone —) sta dirigendosi verso un naufragio sicuro in alto mare, oppure nonostante le distrazioni che seducono oggi il nostro universo fisico-e percettivo e che agitano così i marosi (pensieri) della mente, essa (fede) ora si sta dirigendo verso un approdo sicuro, in un porto. Nell’atelier trovo un altro tipo di rappresentazioni.

Sembra che l’altra natura dell’autore, attenta alla vita di tutti i giorni, lo induca a rappresentare nella terracotta anche i cambiamenti delle relazioni umane, cioè di quella materia tranquilla e sottomessa che prima veniva tenuta a freno dalle leggi spirito; fino a mostrarne altresì le tensioni che si producono nel fisico e nell’animo. In questo modo, quelle sue opere acquisiscono un significato sottile, che trattano di stati psicologici. Le sue rappresentazioni sono caratterizzate a partire proprio da quei vorticismi attrattori di movimenti che possono provocare instabilità, inquietudine, turbamento e angoscia nell’animo umano in generale, e femminile in particolare. Quei movimenti trascinano l’intera struttura fisica in una tensione, fino a segnarne l’aspetto interiore ed esteriore. La materia sembra sia diventata compartecipe degli umori e del coinvolgimento dell’animo umano, assumendo la forma del “genere” femminile.

Lo sviluppo del tema delle terrecotte di Casolino, infatti, oscilla proprio tra il tema delle “donne” di San Timoteo, che furono ligie nell’educare il giovane santo in vita, alla probità, alla bontà e alla santità, a quello che emerge da un volto femminile adagiato e ancora trasognante e senza espressione, su una barca sventrata e senza poppa e timone, fino alla rappresentazione di volti e corpi di donne prese dalle tensioni generate dalla vita.

Casolino sente tutto il coinvolgimento dell’umano in queste due estreme forme di organizzazione; da una parte quella che spinge l’uomo ad assumere un modello di elevazione e di distacco dagli accidenti della vita, dall’altra quella che percepisce l’inarrestabile coinvolgimento del proprio universo fisico e mentale nelle tante tensioni e disequilibri, che spesso s’introducono inarrestabili nel quotidiano, dove è impegnata questa nostraesistenza che, però, si vorrebbe armonica e pacificata come in un film.

Il racconto di Casolino pone anche una inevitabile analogia tra la Chiesa, nave o vascello salvifico dell’unità dei fedeli, e il corpo e la sua cura. Nonostante il sacro è da lui rappresentato come una barca sventrata, senza poppa e timone, come se fosse alla deriva, è per alcuni ancora un’ancora di salvataggio, che può tenere lontano l’agitarsi del mare mentale. La spiritualità dei fedeli, comunque, è anch’essa sconquassata e messa in dubbio dalle tensioni e dal desiderio di apparire, in una socialità in cui l’unico valore instabile e fluttuante sembra sia il consumo e l’acquisizione di beni materiali.

L’universo dell’artista è rappresentato in successione tra il proiettare nella quotidianità i propri sogni e cercare di realizzarne i desideri nascosti nel proprio animo (come nelle opere Sinuosità, Sogno,); o la ricerca del cambiamento di personalità che avviene attraverso segnali esteriori (Metamorfosi); o di rappresentare a tutti di essere una madre-Madonna; o del gruppo di suore che, in preghiera e in opere, hanno scelto di uniformarsi alla vita di santa Giovanna Antita Touret; o “l’abbraccio” di una madre al proprio piccolo figliolo; o l’altero gusto di una donna che si adorna per uscire (senza titolo); e, infine, la superficialità di qualche altra la cui unica occupazione è mantenere un bel profilo (senza titolo) — e non importa se l’altra parte del volto non c’è, quasi a sottolineare che un’esistenza può essere solo cura minuziosa di se stessi…, del corpo, o del proprio benessere, senza preoccuparsi del rapporto con gli altri, insomma.

Casolino nei volti femminili trova la possibilità di narrare dei caratteri e mettere in scena fantasiosi racconti di donne. Oggi la maschera è rilevatrice del messaggio sensitivo e percettivo che si vuole rappresentare e trasmettere a tutti quelli che sono coinvolti nello stesso ambiente vitale.

La forma, o apparenza, o verosimile, ha preso il sopravvento, sull’anima e la verità. Questo ha prodotto una consapevolezza, ulteriore, però; ognuno interpreta e dà valore alla maschera secondo una propria — o singolare — scala di valori, e attraverso i propri modelli culturali, che non sono ormai più “oggettivi”, cioè validi per tutti. Chiunque si trova a fare una scelta, e vive le proprie tensioni, direzioni, naufragi o approdi. Cleofino Casolino, dal proprio punto di vista, accentua ed esagera nei suoi racconti di terracotta l’universo femminile, e in questo modo eccede i due mondi separati del maschile e del femminile. Egli porta a estreme conseguenze i caratteri umani, ma si sa che, come ogni artista, egli come fine ha l’arte intesa quale narrazione di un’esperienza, e simula la vita col suo rappresentare.

Giuseppe Siano


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