lunedì 11 novembre 2013
sabato 9 novembre 2013
Street Gallery 2 - Tag Experience - Collettiva di street art a Termoli
STREET GALLERY II – TAG EXPERIENCE
Artisti
DES - SMAKE - NORH - SMOH - MOE – MESS TOO - KUNOS - KENO -XEROX –CARTO – ICKS – POP – ZIGO – VOLPE - LUVI
9 / 21 novembre
Inaugurazione 9 novembre 18.30
Apertura
Tutti i giorni 18.30 / 20.30
Ingresso Libero
Officina Solare Gallery
Via Marconi 2, Termoli (CB)
A cura di Kunos e Tommaso Evangelista
[...] La comunicazione visiva di un messaggio avviene attraverso dei segni, delle lettere e delle immagini. La scrittura è uno dei primi sistemi di interazione, per elaborare e produrre un significato, ma è anche, se letta come semplice segno grafico, una forma espressiva indipendente dotata di una propria bellezza, regola e riproducibilità. La doppia valenza comunicativa della scrittura per il writer, estetica e nominale, permette l’intensificazione del significato attraverso la ricerca sul significante. Se è vero che tutte le scritture sono grafiche, è parimenti esatto dire che tutte le grafiche sono scritture. Un “pezzo” quindi non è mai né una semplice opera figurativa né tantomeno un testo, bensì una forma complessa e organica di comunicazione da leggere in una prospettiva diacronica. Le esperienze testimoniate nella collettiva, seconda edizione della rassegna sulla street art ospitata all’Officina Solare, sono diverse: si va dalla semplice tag a scritture più elaborate, dai disegni su supporti differenti a composizioni di lettere e parole fino ad installazioni concettuali, affrontando un discorso espositivo e visuale tutto incentrato sulla scrittura (e sull’azione dello scrivere) come elemento immediato di comunicazione e come settore fondante della street art. Tag, poesia visiva, lettering, decorazione, sono i campi di ricerca con l’idea di voler saturare l’ambiente attraverso l’ossessione della grafica e della compilazione, della vertigine della lista e dell’horror vacui. Se il segno (punto, linea e superficie), che diventerà disegno o parola, è il primo elemento grafico col quale abbiamo a che fare quando siamo bambini, la parola che diventa segno è un momento parimenti significativo, nel sistema contemporaneo dell’arte, per riflettere sulla durata e sulla fruibilità, sulla centralità del messaggio-comunicazione e sull’odierna iconoclastia. Come ci racconta Moe infatti «Sempre più spesso si apprezza l'effetto di un "murales" o di un fumetto/illustrazione fatto con gli spray, non considerando cosa c'è dietro: le basi per la diffusione del fenomeno "aerosol art" sono state poste da chi disegnava lettering. Senza i precursori che hanno generato questa fotta, oggi il 95% degli street artist non saprebbero cosa fare».
Inaugurazione 9 novembre 18.30
Apertura
Tutti i giorni 18.30 / 20.30
Ingresso Libero
Officina Solare Gallery
Via Marconi 2, Termoli (CB)
A cura di Kunos e Tommaso Evangelista
[...] La comunicazione visiva di un messaggio avviene attraverso dei segni, delle lettere e delle immagini. La scrittura è uno dei primi sistemi di interazione, per elaborare e produrre un significato, ma è anche, se letta come semplice segno grafico, una forma espressiva indipendente dotata di una propria bellezza, regola e riproducibilità. La doppia valenza comunicativa della scrittura per il writer, estetica e nominale, permette l’intensificazione del significato attraverso la ricerca sul significante. Se è vero che tutte le scritture sono grafiche, è parimenti esatto dire che tutte le grafiche sono scritture. Un “pezzo” quindi non è mai né una semplice opera figurativa né tantomeno un testo, bensì una forma complessa e organica di comunicazione da leggere in una prospettiva diacronica. Le esperienze testimoniate nella collettiva, seconda edizione della rassegna sulla street art ospitata all’Officina Solare, sono diverse: si va dalla semplice tag a scritture più elaborate, dai disegni su supporti differenti a composizioni di lettere e parole fino ad installazioni concettuali, affrontando un discorso espositivo e visuale tutto incentrato sulla scrittura (e sull’azione dello scrivere) come elemento immediato di comunicazione e come settore fondante della street art. Tag, poesia visiva, lettering, decorazione, sono i campi di ricerca con l’idea di voler saturare l’ambiente attraverso l’ossessione della grafica e della compilazione, della vertigine della lista e dell’horror vacui. Se il segno (punto, linea e superficie), che diventerà disegno o parola, è il primo elemento grafico col quale abbiamo a che fare quando siamo bambini, la parola che diventa segno è un momento parimenti significativo, nel sistema contemporaneo dell’arte, per riflettere sulla durata e sulla fruibilità, sulla centralità del messaggio-comunicazione e sull’odierna iconoclastia. Come ci racconta Moe infatti «Sempre più spesso si apprezza l'effetto di un "murales" o di un fumetto/illustrazione fatto con gli spray, non considerando cosa c'è dietro: le basi per la diffusione del fenomeno "aerosol art" sono state poste da chi disegnava lettering. Senza i precursori che hanno generato questa fotta, oggi il 95% degli street artist non saprebbero cosa fare».
Tommaso Evangelista
lunedì 4 novembre 2013
lunedì 28 ottobre 2013
Camusac Cassino Museo Arte Contemporanea ai confini della regione
Ai confini della regione, esattamente a Cassino, è stato inaugurato recentemente il Camusac Cassimo Museo Arte Contemporanea che nella linea territoriale tra Napoli e Roma, e tra Tirreno e Adriatico, viene a colmare un vuoto espositivo d'arte contemporanea presentando una raccolta privata di assoluta qualità e prestigio, incentrata sulle arti e gli artisti più rappresentativi degli ultimi anni.Tra le espressioni più rappresentate l'arte povera, la minimal art, l'arte concettuale e la land art.
Di seguito un articolo di Alessandra Pinchera da Milano Arte Expo
Camusac Cassino Museo Arte Contemporanea – di Alessandra Pinchera per Milano Arte Expo – Ai piedi della millenaria Abbazia benedettina di Montecassino (vediMAPPA) apre i battenti il museo dedicato all’arte contemporanea. Passione per l’arte e condivisione della cultura: queste le ragioni della nascita del Camusac, nuovo museo dedicato alle arti figurative contemporanee, inaugurato a Cassino lo scorso 12 ottobre 2013. In barba a chi dice che l’arte è ormai un accessorio inutile. Ne dimostra il contrario la tenacia della famiglia Longo che, a dispetto della avvilente condizione culturale con la quale conviviamo, ha deciso di investire proprio in cultura. >
Un ex edificio industriale di proprietà della Longo Spa, intelligentemente adibito a “museo di riuso”, è diventato così dimora di una preziosa collezione privata, accresciuta nel tempo dalla lungimiranza di Sergio e Maria Longo, imprenditori cassinati, che nell’arco di quasi trent’anni le hanno dato corpo e che ora la svelano al pubblico con l’intento di un’illuminata condivisione culturale. Il museo, affidato alla cura di Bruno Corà, si propone come organismo museale attivo nella valorizzazione e nella divulgazione delle arti visive contemporanee in una prospettiva di ampio respiro. Oltre alla cospicua collezione permanente, per la quale è previsto un criterio espositivo ciclico che permetterà la sua totale visibilità al pubblico, la Fondazione Camusac si propone nel futuro di pensare a mostre temporanee e promuovere convegni, laboratori didattici e seminari di ricerca.
Anselmo, Boetti, Merz, Horn, Kounellis, Pistoletto, Paladino, Jodice, Poirer, Bourgeois sono solo alcuni dei nomi presenti all’appello della vasta raccolta, in parte militante e in parte già storicizzata, della famiglia Longo. Artisti che, nella convivenza delle loro singolari esperienze artistiche, sono lo specchio affascinante della grande vastità fenomenologica dell’arte contemporanea, caratterizzata da linguaggi, tecniche e modalità espressive diversissimi tra di loro.
Le opere esposte al Camusac restituiscono in maniera sorprendente questo linguaggio internazionale in continua evoluzione che oggi si esplicita con soluzioni creative libere e mezzi tra i più svariati, segnando e sottolineando una netta e decisa frattura con l’arte del passato.
Le istallazioni minimaliste costruttivo-architettoniche di Sol le Witt, le toccanti riflessioni psicologiche di Rebecca Horn, la scultura concettuale di Paolini, le sperimentazioni materiche di Peppe Penone, la fotografia di Nubuyoshi Araki, il polimaterismo oggettuale di Jannis Kounellissono solo alcune delle affascinanti testimonianze concrete del mondo creativo vivo e pulsante dei nostri giorni esposte al Camusac. Un mondo che continua ancora a creare e cercare arte come necessità atavica, a dispetto di un’evoluzione tecnologica crescente e di un selvaggio senso pratico che sembrano inevitabilmente inghiottire l’interiorità umana che è matrice dell’arte.
Camusac non è solo esposizione permanente, ma anche parco sculture allestito nel giardino adiacente al museo con un’attualissima e eterogenea collezione plastica a cielo aperto. Interventi segnici di Nunzio, Mattiacci e Pettena convivono con le strutture dal sapore ambientale di Saito, Pepper e Le Witt insieme alla figurazione di Pistoletto, Paladino e Plensa. Diversificazioni tipologiche, quindi, e libere soluzioni creative donano alla collezione un’anima poliedrica, che proprio nella sua molteplicità trova il suo prezioso collante: la coerenza decisionale della famiglia Longo stuzzicata e sollecitata –in un’ottica assolutamente avanguardistica- dalle disparate esperienze del mondo internazionale dell’arte.
Con il tradizionale taglio del nastro inaugurale, il Camusac si valorizza ulteriormente grazie alla mostra temporanea – curata anch’essa di Bruno Corà – Infinito riflesso. Opere di Enrico Castellani e Shigeru Saito che si protrarrà fino al 12 gennaio 2014. Le tele monocrome estroflesse di Castellani sono accostate alle strutture metalliche del giovanissimo scultore giapponese Saito: il maestro e l’esordiente accomunati, quindi, da un comune senso di ricerca spaziale che se in Castellani si esplicita tramite l’incidenza luminosa scaturita dalla lavorazione della tela, in Saito trova corpo nel gioco plastico delle grandi, lucenti strutture. Lo stesso scultore giapponese riconosce nelle proprie opere esposte una vera ispirazione desunta dall’arte di Enrico Castellani, erede della sensibilità di Lucio Fontana e pioniere con Piero Manzoni della irriverente corrente neodadaista milanese degli anni Sessanta. Le opere di Saito (Nodo, 2010; Torre, 2012, Fioritura, 2013; Muro, 2013; Modulo, 2012; Composito, 2012) sono accompagnate in mostra, infatti, dalle autentiche opere ispiratrici di Castellani esposte per l’occasione (Lo spartito, 1969; Stendardo di Pisa, 1998; Doppio angolare, 2009).
Camusac come propulsore di cultura, Camusac come organismo attivo sul territorio: gli obiettivi di questa neonata “macchina culturale”, a cui porgiamo un fiducioso augurio, si dimostrano numerosi e accattivanti. Certamente il coraggio non manca, che è la sua dote più esemplare.
Direzione artistica: Bruno Corà
CAMUSAC - CASSINO MUSEO ARTE CONTEMPORANEA
Via Casilina Nord, 1 – 03043 Cassino +39 3665904400 - info@camusac.com
Mostra temporanea Infinito riflesso. Opere di Enrico Castellani e Shigeru Saito: dal 12 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014.
Orario: Aperto tutti i sabati. Altri giorni su prenotazione. Ingresso libero. Possibilità per gruppi di guida su prenotazione.
Didattica al Camusac
Laboratori
In occasione delle mostre d’arte contemporanea vengono proposti percorsi e laboratori didattico espressivi, interdisciplinari, destinati alle classi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado o a gruppi di bambini a partire dai tre anni, accompagnati dai genitori.
I percorsi prevedono attività educative e formative, realizzate attraverso un approccio di apprendimento non formale, di tipo partecipativo,
finalizzato ad avvicinare i bambini e i ragazzi alla conoscenza, alla comprensione e alla sperimentazione in forma espressiva di tematiche, codici e linguaggi della cultura visiva contemporanea.
Tali percorsi, modulati in base alle esigenze e all’età dei partecipanti, possono essere strutturati, a seguito di specifiche richieste, anche su medi e lunghi periodi con l’intento di affiancare la formazione curricolare prevista dalle programmazioni scolastiche.
Il progetto porta a confrontarsi con nuovi media e nuovi linguaggi della comunicazione, come la fotografia, la video-arte, le drammatizzazioni
corporee, le azioni grafiche, plastiche, pittoriche.
Workshop
Nell’ambito delle attività educative predisposte dalla direzione del CAMUSAC, è prevista con cadenza mensile una serie di workshop affidati alla cura di taluni artisti contemporanei la cui opera è presente nella collezione permanente del Museo.
Per partecipare a tali attività, condotte da ciascun artista mediante un calendario che verrà predisposto e reso noto, si rende necessaria l’iscrizione al workshop, fornendo così all’artista l’opportunità di valutare il gruppo dei partecipanti, il programma da svolgere e la durata del workshop.
I workshop avranno luogo a partire dal mese di dicembre 2013.
Per le modalità d’iscrizione è necessario prendere contatto con la segreteria al numero 366 5904400.
Patini - Il ritorno
Con questo articolo inauguriamo l'etichetta Ai confini che riporta notizie di mostre ed eventi artistici sui confini della nostra regione.
Torna in Alto Sangro un altro pezzo dello storia artistica e pittorica di Teofilo Patini. Nove tele firmate dal maestro di Castel di Sangro, e una di scuola patiniana, da sabato 26 ottobre saranno esposte nella pinacoteca civica. Andranno ad unirsi alla trentina in mostra permanente a palazzo De Petra. Non a caso l’organizzatore, nonché direttore della pinacoteca patiniana, Lino Alviani, ha scelto di intitolare la mostra, che sarà inaugurata sabato alle 17, “Teofilo Patini, il ritorno”: una rassegna, che è poi un percorso tematico e cronologico tra le opere del maestro Patini, che proprio nella cruda indigenza della sua gente, dagli anni Settanta dell’Ottocento, trovò la vena ispiratrice più profonda della sua arte.
Le nuove opere, che saranno esposte nella pinacoteca sangrina fino al 6 gennaio, provengono dalla raccolta d’arte della Banca Intesa Sanpaolo (“Il buon samaritano“, “Cristo nell’orto“, “La famiglia patrizia del mio paese“, “Ai piedi della croce“, “Interno con culla”, “Il ciabattino“) e dalla Provincia dell’Aquila (la seconda edizione di “Pulsazioni e palpiti“, datata 1881, e “Pancia e cuore”, lavoro di scuola patiniana). A queste si aggiungono due nuove acquisizioni dell'amministrazione di Castel di Sangro che andranno ad arricchire la collezione permanente: “L’oratorio“ e “La rivolta di Masaniello“. La mostra, coordinata da Alviani, sarà presentata da Isabella Valente (storica dell’arte dell’università Federico II di Napoli), ed è curata dal sindaco di Pescocostanzo, Pasquale Del Cimmuto. «L’iniziativa, così come rappresentata», scrive il curatore, «vuole rimarcare con pervicacia, nella odierna affannata provvisorietà culturale e promozionale accampata da parte di Istituzioni pubbliche e private, il motivo ed il valore di un progetto culturale capace di catalizzare una serie ulteriore di rimandi virtuosi che comprendono tra l’altro, in assoluto ordine di importanza decrescente, il valore affettivo ed identitario della Comunità, il concorso ad una ambiziosa e continua ricerca storico-critica sull’Autore, oltre che una intelligente e prestigiosa, integrativa forma di offerta turistica». Saranno presenti all’inaugurazione, oltre al sindaco dei Castel di Sangro, Umberto Murolo, l’assessore alla Cultura della Regione, Luigi de Fanis, il vice presidente del consiglio provinciale, Salvatore Orsini, e la soprintente Bsae Abruzzo Lucia Arbace. La pinacoteca Patiniana è aperta tutti i giorni dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 17 alle 19, biglietto 2 euro.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)











