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lunedì 11 novembre 2013

Gino Marotta all'Ex-Gil




GINO MAROTTA
a cura di Lorenzo Canova

Palazzo EX GIL
Fondazione Molise Cultura
Via Milano 15/ Via Gorizia 86100 Campobasso

conferenza stampa sabato 16 novembre 2013 ore 11

inaugurazione sabato 16 novembre 2013 ore 18

Una grande mostra di Gino Marotta (Campobasso 1935- Roma 2012) inaugurerà sabato 16 novembre le splendide sale espositive della Fondazione Molise Cultura nel restaurato palazzo della Ex GIL di Campobasso progettato dall’architetto Domenico Filippone. 

La mostra (curata da Lorenzo Canova, docente di storia dell’arte contemporanea dell’Università del Molise e Sovrintendente della Fondazione Molise Cultura) nasce come un grande omaggio a Gino Marotta nella sua regione e nella sua città di nascita, a un anno esatto di distanza dalla sua scomparsa, e sviluppa un progetto, al quale ha lavorato fino ai suoi ultimi giorni, pensato proprio per gli spazi del palazzo della Ex GIL a cui l’artista era particolarmente legato. 

Raccolte intorno a otto grandi installazioni, saranno dunque esposte sessanta grandi opere pittoriche e scultoree di Marotta che coprono più di cinquanta anni di lavoro, dal Bandone del 1958 fino al Cronotopo virtuale del 2011, in un percorso che non rappresenta solo un dovuto tributo a un grande protagonista della cultura italiana e internazionale, ma una dimostrazione tangibile della vitalità creativa e della grande forza costruttiva di un uomo che ha sempre saputo rinnovarsi e mettersi in gioco, cercando sempre nuove soluzioni tecniche, formali e concettuali

Sarà possibile dunque ammirare una splendida selezione dei metacrilati di Marotta: palme, siepi e querce che sorgono dal pavimento, foreste di menta che inquadrano lo spazio in un modulo cubico, rinoceronti, giraffe e tigri che in un cono temporale riportano fino al paleolitico, cicloni e alberi elettrici che seguono il tracciato del laser in pulsanti vibrazioni di led luminosi. 

Il risultato di questa mostra rispecchia dunque pienamente l’idea di apertura e sconfinamento che ha sempre segnato il lavoro di Marotta, seguendo la visione di sviluppo del futurismo elaborata nel fecondo clima della Roma degli anni sessanta di cui l’artista è stato uno degli assoluti protagonisti, elaborando tra i primissimi i codici fondanti dell’environment, di quell’opera-ambiente i cui spazi immersivi devono assorbire e coinvolgere totalmente lo spettatore in modo multisensoriale, come accade nella sua Foresta di Menta del 1968. Questo capolavoro apre non a caso la mostra di Campobasso per fare entrare gli spettatori nel mondo magico dell’artista, assorbendoli nel suo avvolgente abbraccio fatto di liane artificiali, di profumi e sapori, fondendo l’elemento visivo, tattile, olfattivo e gustativo. 

L’esposizione, nei suoi spazi aperti dove le opere conversano liberamente tra loro, dimostra ancora una volta come Marotta sia stato uno dei veri artisti totali del secondo novecento, prosecutore della visione dell’artista polimorfico rinascimentale e barocco, capace di fondere pittura, scultura e architettura, di raggiungere il design e di contribuire all’apertura verso l’opera ambientale e la dimensione dello spettacolo, in una declinazione anche elettronica, con l’uso del neon prima e poi con i led delle sue ultime opere che pulsano nel buio come costellazioni artificiali nate dal suo pensiero costruttivo. 

Si potranno ammirare anche i grandi quadri degli ultimi anni in cui Marotta gioca con il suo mondo iconografico componendo opere di misteriosa sospensione dove tutto viene preso da un vento enigmatico di leggerezza che fa volare le cose nel turbine leggero e fremente di una stesura lieve e raffinatissima formata su una visione composita e impalpabile, allo stesso antica nel suo rigore e futuribile nella sua visionarietà iconica. 

Nella fusione di tutti questi elementi di questa opera unica e aperta, i diversi capitoli tracciati da Marotta si stagliano con energia nelle prospettive tese e rilucenti delle sale rinnovate della Ex GIL, dialogano con lo spazio e formano nuove relazioni tra le loro modulazioni e il loro impianto costruttivo, i colori acidi e squillanti si armonizzano con le oscure trasparenze dell’Oasi d’ombra che si distende verso la Foresta di Menta e il Corteo di dromedari, i Fenicotteri artificiali sembrano essere volati via dall’Oasi coloratissima e rispecchiata nelle vetrate dell’Hortus conclusus con il suo serpente blu e la sua giraffa rosa che mangia un fiore, lirica anticipazione della Ninfea blu che sboccia nel buio con le sue onde azzurre riflesse nelle sculture di luce, vibrazioni ininterrotte del genio elettrico di Gino Marotta che continua ancora a regalare nuove visioni e nuove splendenti rivelazioni. 

Per l’occasione sarà stampato un catalogo pubblicato da Maretti Editore dove saranno pubblicate le immagini delle opere di Marotta già installate negli spazi della Ex GIL. 

Conferenza stampa sabato 16 novembre 2013 ore 11 

Interventi: 
Paolo di Laura Frattura 
Presidente Regione Molise
Fondazione Molise Cultura
Sandro Arco
Direttore Fondazione Molise Cultura
Lorenzo Canova
Università del Molise- Sovrintendente Fondazione Molise Cultura - Curatore della mostra

Seguirà visita guidata alla mostra per la stampa 

Nel pomeriggio
Inaugurazione e apertura al pubblico sabato 16 novembre 2013 ore 18
Alle 19 cocktail dinner in collaborazione con 
Cantine D’Uva; Pastificio La Molisana; Onav sezione di Campobasso

GINO MAROTTA
Palazzo EX GIL
Fondazione Molise Cultura
Via Milano 15/ Via Gorizia 86100 Campobasso
16 Novembre 2013 – 28 febbraio 2014
Orari: Lun - Ven. 10,00/ 13,00 - Lun. e Merc. 15,30/ 18,00
Info e Prenotazioni Tel. 0874/314383 Fax 0874/437388 Cell. 3891018993 www.fondazionecultura.it
mostra organizzata con la collaborazione scientifica dell’ARATRO, Archivio delle Arti Elettroniche – Laboratorio per l’Arte Contemporanea dell’Università del Molise
Catalogo: Maretti Editore

Nicola Continelli


sabato 9 novembre 2013

Street Gallery 2 - Tag Experience - Collettiva di street art a Termoli




STREET GALLERY II – TAG EXPERIENCE
Artisti

DES - SMAKE - NORH - SMOH - MOE – MESS TOO - KUNOS - KENO -XEROX –CARTO – ICKS – POP – ZIGO – VOLPE - LUVI


9 / 21 novembre
Inaugurazione 9 novembre 18.30

Apertura
Tutti i giorni 18.30 / 20.30
Ingresso Libero

Officina Solare Gallery
Via Marconi 2, Termoli (CB)

A cura di Kunos e Tommaso Evangelista

[...] La comunicazione visiva di un messaggio avviene attraverso dei segni, delle lettere e delle immagini. La scrittura è uno dei primi sistemi di interazione, per elaborare e produrre un significato, ma è anche, se letta come semplice segno grafico, una forma espressiva indipendente dotata di una propria bellezza, regola e riproducibilità. La doppia valenza comunicativa della scrittura per il writer, estetica e nominale, permette l’intensificazione del significato attraverso la ricerca sul significante. Se è vero che tutte le scritture sono grafiche, è parimenti esatto dire che tutte le grafiche sono scritture. Un “pezzo” quindi non è mai né una semplice opera figurativa né tantomeno un testo, bensì una forma complessa e organica di comunicazione da leggere in una prospettiva diacronica. Le esperienze testimoniate nella collettiva, seconda edizione della rassegna sulla street art ospitata all’Officina Solare, sono diverse: si va dalla semplice tag a scritture più elaborate, dai disegni su supporti differenti a composizioni di lettere e parole fino ad installazioni concettuali, affrontando un discorso espositivo e visuale tutto incentrato sulla scrittura (e sull’azione dello scrivere) come elemento immediato di comunicazione e come settore fondante della street art. Tag, poesia visiva, lettering, decorazione, sono i campi di ricerca con l’idea di voler saturare l’ambiente attraverso l’ossessione della grafica e della compilazione, della vertigine della lista e dell’horror vacui. Se il segno (punto, linea e superficie), che diventerà disegno o parola, è il primo elemento grafico col quale abbiamo a che fare quando siamo bambini, la parola che diventa segno è un momento parimenti significativo, nel sistema contemporaneo dell’arte, per riflettere sulla durata e sulla fruibilità, sulla centralità del messaggio-comunicazione e sull’odierna iconoclastia. Come ci racconta Moe infatti «Sempre più spesso si apprezza l'effetto di un "murales" o di un fumetto/illustrazione fatto con gli spray, non considerando cosa c'è dietro: le basi per la diffusione del fenomeno "aerosol art" sono state poste da chi disegnava lettering. Senza i precursori che hanno generato questa fotta, oggi il 95% degli street artist non saprebbero cosa fare».

Tommaso Evangelista

lunedì 28 ottobre 2013

Camusac Cassino Museo Arte Contemporanea ai confini della regione

Ai confini della regione, esattamente a Cassino, è stato inaugurato recentemente il Camusac Cassimo Museo Arte Contemporanea che nella linea territoriale tra Napoli e Roma, e tra Tirreno e Adriatico, viene a colmare un vuoto espositivo d'arte contemporanea presentando una raccolta privata di assoluta qualità e prestigio, incentrata sulle arti e gli artisti più rappresentativi degli ultimi anni.Tra le espressioni più rappresentate l'arte povera, la minimal art, l'arte concettuale e la land art.


Di seguito un articolo di Alessandra Pinchera da Milano Arte Expo

Camusac Cassino Museo Arte Contemporanea – di Alessandra Pinchera per Milano Arte Expo – Ai piedi della millenaria Abbazia benedettina di Montecassino (vediMAPPA) apre i battenti il museo dedicato all’arte contemporanea. Passione per l’arte e condivisione della cultura: queste le ragioni della nascita del Camusac, nuovo museo dedicato alle arti figurative contemporanee, inaugurato a Cassino lo scorso 12 ottobre 2013. In barba a chi dice che l’arte è ormai un accessorio inutile. Ne dimostra il contrario la tenacia della famiglia Longo che, a dispetto della avvilente condizione culturale con la quale conviviamo, ha deciso di investire proprio in cultura. >

Un ex edificio industriale di proprietà della Longo Spa, intelligentemente adibito a “museo di riuso”, è diventato così dimora di una preziosa collezione privata, accresciuta nel tempo dalla lungimiranza di Sergio e Maria Longo, imprenditori cassinati, che nell’arco di quasi trent’anni le hanno dato corpo e che ora la svelano al pubblico con l’intento di un’illuminata condivisione culturale. Il museo, affidato alla cura di Bruno Corà, si propone come organismo museale attivo nella valorizzazione e nella divulgazione delle arti visive contemporanee in una prospettiva di ampio respiro. Oltre alla cospicua collezione permanente, per la quale è previsto un criterio espositivo ciclico che permetterà la sua totale visibilità al pubblico, la Fondazione Camusac si propone nel futuro di pensare a mostre temporanee e promuovere convegni, laboratori didattici e seminari di ricerca.

Anselmo, Boetti, Merz, Horn, Kounellis, Pistoletto, Paladino, Jodice, Poirer, Bourgeois sono solo alcuni dei nomi presenti all’appello della vasta raccolta, in parte militante e in parte già storicizzata, della famiglia Longo. Artisti che, nella convivenza delle loro singolari esperienze artistiche, sono lo specchio affascinante della grande vastità fenomenologica dell’arte contemporanea, caratterizzata da linguaggi, tecniche e modalità espressive diversissimi tra di loro.
Le opere esposte al Camusac restituiscono in maniera sorprendente questo linguaggio internazionale in continua evoluzione che oggi si esplicita con soluzioni creative libere e mezzi tra i più svariati, segnando e sottolineando una netta e decisa frattura con l’arte del passato.
Le istallazioni minimaliste costruttivo-architettoniche di Sol le Witt, le toccanti riflessioni psicologiche di Rebecca Horn, la scultura concettuale di Paolini, le sperimentazioni materiche di Peppe Penone, la fotografia di Nubuyoshi Araki, il polimaterismo oggettuale di Jannis Kounellissono solo alcune delle affascinanti testimonianze concrete del mondo creativo vivo e pulsante dei nostri giorni esposte al Camusac. Un mondo che continua ancora a creare e cercare arte come necessità atavica, a dispetto di un’evoluzione tecnologica crescente e di un selvaggio senso pratico che sembrano inevitabilmente inghiottire l’interiorità umana che è matrice dell’arte.

Camusac non è solo esposizione permanente, ma anche parco sculture allestito nel giardino adiacente al museo con un’attualissima e eterogenea collezione plastica a cielo aperto. Interventi segnici di Nunzio, Mattiacci e Pettena convivono con le strutture dal sapore ambientale di Saito, Pepper e Le Witt insieme alla figurazione di Pistoletto, Paladino e Plensa. Diversificazioni tipologiche, quindi, e libere soluzioni creative donano alla collezione un’anima poliedrica, che proprio nella sua molteplicità trova il suo prezioso collante: la coerenza decisionale della famiglia Longo stuzzicata e sollecitata –in un’ottica assolutamente avanguardistica- dalle disparate esperienze del mondo internazionale dell’arte.
Con il tradizionale taglio del nastro inaugurale, il Camusac si valorizza ulteriormente grazie alla mostra temporanea – curata anch’essa di Bruno Corà – Infinito riflesso. Opere di Enrico Castellani e Shigeru Saito che si protrarrà fino al 12 gennaio 2014. Le tele monocrome estroflesse di Castellani sono accostate alle strutture metalliche del giovanissimo scultore giapponese Saito: il maestro e l’esordiente accomunati, quindi, da un comune senso di ricerca spaziale che se in Castellani si esplicita tramite l’incidenza luminosa scaturita dalla lavorazione della tela, in Saito trova corpo nel gioco plastico delle grandi, lucenti strutture. Lo stesso scultore giapponese riconosce nelle proprie opere esposte una vera ispirazione desunta dall’arte di Enrico Castellani, erede della sensibilità di Lucio Fontana e pioniere con Piero Manzoni della irriverente corrente neodadaista milanese degli anni Sessanta. Le opere di Saito (Nodo, 2010; Torre, 2012, Fioritura, 2013; Muro, 2013; Modulo, 2012; Composito, 2012) sono accompagnate in mostra, infatti, dalle autentiche opere ispiratrici di Castellani esposte per l’occasione (Lo spartito, 1969; Stendardo di Pisa, 1998; Doppio angolare, 2009).
Camusac come propulsore di cultura, Camusac come organismo attivo sul territorio: gli obiettivi di questa neonata “macchina culturale”, a cui porgiamo un fiducioso augurio, si dimostrano numerosi e accattivanti. Certamente il coraggio non manca, che è la sua dote più esemplare.




Direzione artistica: Bruno Corà

CAMUSAC - CASSINO MUSEO ARTE CONTEMPORANEA

Via Casilina Nord, 1 – 03043 Cassino +39 3665904400 - info@camusac.com
Mostra temporanea Infinito riflesso. Opere di Enrico Castellani e Shigeru Saito: dal 12 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014.
Orario: Aperto tutti i sabati. Altri giorni su prenotazione. Ingresso libero. Possibilità per gruppi di guida su prenotazione.


Didattica al Camusac 

Laboratori

In occasione delle mostre d’arte contemporanea vengono proposti percorsi e laboratori didattico espressivi, interdisciplinari, destinati alle classi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado o a gruppi di bambini a partire dai tre anni, accompagnati dai genitori.
I percorsi prevedono attività educative e formative, realizzate attraverso un approccio di apprendimento non formale, di tipo partecipativo,
finalizzato ad avvicinare i bambini e i ragazzi alla conoscenza, alla comprensione e alla sperimentazione in forma espressiva di tematiche, codici e linguaggi della cultura visiva contemporanea.
Tali percorsi, modulati in base alle esigenze e all’età dei partecipanti, possono essere strutturati, a seguito di specifiche richieste, anche su medi e lunghi periodi con l’intento di affiancare la formazione curricolare prevista dalle programmazioni scolastiche.
Il progetto porta a confrontarsi con nuovi media e nuovi linguaggi della comunicazione, come la fotografia, la video-arte, le drammatizzazioni
corporee, le azioni grafiche, plastiche, pittoriche.

Workshop

Nell’ambito delle attività educative predisposte dalla direzione del CAMUSAC, è prevista con cadenza mensile una serie di workshop affidati alla cura di taluni artisti contemporanei la cui opera è presente nella collezione permanente del Museo.
Per partecipare a tali attività, condotte da ciascun artista mediante un calendario che verrà predisposto e reso noto, si rende necessaria l’iscrizione al workshop, fornendo così all’artista l’opportunità di valutare il gruppo dei partecipanti, il programma da svolgere e la durata del workshop.
I workshop avranno luogo a partire dal mese di dicembre 2013.

Per le modalità d’iscrizione è necessario prendere contatto con la segreteria al numero 366 5904400.


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