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giovedì 12 dicembre 2013

Isernia in punta d'inconscio - P.A.C.I

comunicato stampa

Il critico d’estetica contemporanea Paolo Meneghetti parlerà, chiudendo l’Esposizione Collettiva d’Arte Contemporanea “P.A.C.I. 2013”. Ospitata presso l’Auditorium d’Isernia, in questa hanno partecipato i poeti, i pittori, i fotografi, gli scultori del Molise... e non (essendo il suo bando aperto a tutto il territorio nazionale). Precisamente, nella serata conclusiva, l’’Associazione Culturale “SM’ART”, organizzatrice dell’esposizione, procederà alle singole premiazioni. Paolo Meneghetti, assieme alla storica dell’arte Gioia Cativa, ha curato la selezione sulla pittura, la scultura e e la fotografia. Alla serata conclusiva, parlerà anche il Prof. Luigi Alfiero Medea, critico letterario. Egli ha curato la selezione delle poesie. Paolo Meneghetti, nella sua prolusione d’estetica, ci ricorda che la città d’Isernia è circondata dai monti, nella loro conca. Essa ha un borgo antico, lungo il “cuneo” d’un pendio. Gli artisti in mostra (in tutto, una trentina) quasi riconfigurerebbero la conca fra i monti, nell’abbraccio con le opere, così da elevarle sentimentalmente. Paolo Meneghetti citerà la poesia di Rainer Maria Rilke e di Fernando Pessoa, interpretandole però in via psicanalitica. Per il primo, esisterà la “conca” dei fiori, dove il nostro sguardo “dormirebbe” profondamente. Per il secondo, la poesia dovrà “abbracciare” la mente, portando con la sua universalità “all’abdicazione” d’ogni senso. Nella serata conclusiva del 15 Dicembre, l’Organizzazione conferirà quattro premi: uno per sezione (per la pittura, la scultura, la fotografia e la poesia).

Ha scritto Paolo Meneghetti, nel catalogo ufficiale dell’Esposizione:
< ...L’inconscio degli artisti si percepirebbe come una “conca”, della mente che pensi. Allora, loro ricercheranno la “punta”… della Verità. Qualcosa che “sgonfi” l’empasse della mente, nel suo inconscio (quando i pensieri sarebbero tortuosi). In effetti, gli artisti ci mostrano una via ascensionale sia più tratti sia varie forme (specie per quelle circolari). Sarebbe il “cuneo” della Verità, mosso spiritualmente tramite “l’abbraccio” del nostro sguardo... >

giovedì 5 dicembre 2013

Ri-Letture - Personale di Salvatore Amedei


SALVATORE AMEDEI
"Ri-Letture"
A cura di Tommaso Evangelista
7 / 23 dicembre 2013
Inaugurazione sabato 7 dicembre 2013 ore 18.30
Apertura tutti i girni 18.30 / 20.30
Officina Solare Gallery
Via Marconi, 2 Termoli




Ri-Letture
Opere di Salvatore Amedei


Le parodie e le caricature sono le critiche più acute
Aldous Huxley

La storia dell’arte, soprattutto negli ultimi anni, è ricca di riletture e rimandi, riflessioni su opere del passato e interpretazioni dei lavori di grandi artisti. Il concetto di citazione, sdoganato dal significato etico ed operativo che poteva avere nell’arte moderna dove la copia era omaggio ai grandi maestri, acquisizione dello stile e rimodulazione delle forme, vive oggi nella tensione tra anacronismo e postmoderno poiché spesse volte la lettura non è altro che un meccanismo per destrutturare il messaggio. La Pietà di Michelangelo di Jan Fabre, vista come scheletro, o le infinite variazioni sul Cenacolo di Leonardo, o ancora le insufficienti attualizzazioni fotografiche di opere celeberrime, con l’eccesso della visione conducono tutte alla perdita dell’aura dell’opera originale e di quella riprodotta. C’è sottotraccia un’estetica della decadenza che legge i capolavori come vanitas, producendo estreme valutazioni sulla morte (dell’arte), perché essa stessa è incapace di generare bellezza. Ci si appella alla storia, all’arte sacra figurativa, come se solo nella ricerca della verità si potesse sopravvivere alla mancanza di senso, ed ecco allora che ritornano, negate, le categorie assolute di universalità, figuratività, bellezza e narratività. In tali infiniti, e inutili, tentativi di significato ci sono a volte delle piacevoli eccezioni e l’opera di Amedei si colloca proprio in questa categoria. Classe 1985, dopo un corso triennale alla Scuola Internazionale di Comics inizia a lavorare come disegnatore di fumetti maturando un’espressione personale e perfettamente riconoscibile che coniuga la caricatura alla riduzione dei tratti, attraverso una grafia che semplifica le forme e addolcisce i colori, e uno stile cartoon genericamente anti-naturalistico. Negli ultimi anni, sperimentando il bianco e nero come colori esclusivi di campitura, è arrivato ad effetti calligrafici di grande suggestione con le figure che emergono da un intelligente lavoro di inchiostrazione. Il segno semplice ma curatissimo e pulito, rotondeggiante e dinamico, senza tratteggi, campiture, modulazioni o mezzi toni, costruisce le forme attraverso contrasti monocromi, giocando sui contorni e la composizione che si avvale quasi sempre di un punto di vista frontale. L’ispirazione giunge dalle opere d’arte del passato, in particolare del Novecento, che non diventano mai aridi anacronismi o mancati tentativi di aggiornamento bensì genuine attualizzazioni rese divertenti dalla grafica fumettistica e dalla semplificazione dei soggetti. In assenza di vignette Amedei è capace di raccontare una storia, anche con una sola immagine, inserendo nella scena elementi contemporanei, richiamando il presente e il contesto territoriale, suggerendo sviluppi e dinamiche, e richiamando quasi un racconto unitario come se i personaggi delle diverse tele facessero parte di un unico affresco corale. LaPietà di Michelangelo o la Madre morta di Schiele, le donne di Modigliani o gli inquietanti personaggi di Gotico americano di Wood, figure semplici e immediate, vagamente picassiane in alcune scomposizioni formali e anatomiche, appaiono uscite tutte da un surreale museo immaginario. L’assenza dei colori esalta gesti ed espressioni e fissa, nell’immobilità spiazzante del monocromo, un rumore di fondo capace di legare tele e personaggi in un racconto che attinge dal più banale vissuto forme, oggetti e situazioni per trasfigurare il tutto in immagine segnica e onirica, grottesca e ironica, spiazzante e dolce. Solo con questa visione del mondo (e dell’arte), innocente e sognante, è possibile accostarsi ai capolavori del passato senza disintegrarne l’aura, attingendo formule e idee nuove nel tentativo diacronico dell’omaggio. Del resto la parodia è lo sguardo disincantato del mondo.

Tommaso Evangelista

martedì 3 dicembre 2013

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)”. Arte pubblica a Pesche

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta 
(ma pochi di essi se ne ricordano)” 

Bambini e artisti leggono il Presepe
Intervento d’arte pubblica nel centro storico di Pesche

A cura di
Tommaso Evangelista

In collaborazione 
con la scuola primaria di Pesche-Pettoranello

7 dicembre 2013 / 6 gennaio 2014

Inaugurazione 7 dicembre ore 17.00

Col patrocinio di
Comune di Pesche
Pro Pesche
I Presepi nel Presepe

Artisti partecipanti
Salvatore Amedei, Nino Barone, Giancarlo Civerra, Mariagrazia Colasanto, Lucia Di Miceli, Laura Luvi Fratangelo, Sara Iafigliola, Kunos, Manuel Malatesta, Cinzia Mastropaolo, Pop, Mauro Rea, Antonio Tramontano, Cristina Valerio, Veruska Ileana, Ivana Volpe

Con le installazioni di
Valentino Robbio

Luoghi
Le riproduzioni delle opere degli artisti saranno allestite lungo via di arciprete biondi, nel centro storico di Pesche. Nella sede della Pro-Loco, lungo le scalinate, invece, saranno allestiti i 16 disegni originali dei bambini oltre a tutti i disegni realizzati dalla scuola elementare di Pesche. Lo spazio accoglierà inoltre le installazioni di Valentino Robbio.


Presentazione

Nell’ambito della XIV edizione del concorso nazionale I Presepi nel Presepe organizzato dal comune di Pesche durante il periodo natalizio, e che vede il centro storico del paese trasformato in un museo a cielo aperto per l’installazione di presepi artistici e per la presenza di molte altre iniziative culturali, anche quest’anno si è voluta programmare una collettiva d’arte contemporanea. La formula, sperimentata con successo già nei precedenti anni, è quella di selezionare un tema specifico sul quale far lavorare gli artisti ed esporre l’opera realizzata, stampata su supporto da esterno, nel paese, per allestire una sorta di galleria urbana. L’intervento, che segue le dinamiche dell’arte pubblica, mira a riqualificare specifici spazi del centro storico e ad arricchire l’offerta “visiva” della manifestazione con uno sguardo al contemporaneo. Nelle precedenti edizioni si è lavorato sul concetto di famiglia (“La famiglia in vetrina. Ipotesi contemporanee sul concetto di unione”) e sull’idea del viaggio (“Quelli che vanno”), in riferimento a tematiche desunte dall’iconografia del presepe. Quest’anno, in collaborazione con la scuola primaria di Pesche-Pettoranello, si è scelto di lavorare con i bambini, come ricorda anche il titolo dell’evento che riprende una celebre frase di Antoine de Saint-Exupéry. Ai bambini di tutte le classi è stato chiesto di lavorare sull’immagine del Presepe, realizzando ognuno un singolo disegno legato ad un particolare personaggio o a un dettaglio della storia sacra. Di questi disegni sono stati successivamente selezionati 16 che a loro volta sono stati inviati ad altrettanti artisti. Gli artisti, in digitale o in “analogico”, hanno rielaborato il disegno del bambino offrendo una visione parallela e trasversale dell’opera, filtrata dal personale sentire. E’ emerso un mondo contemporaneamente onirico e vitale, corrispondente alle idee e ai segni dei piccoli ma capace di andare oltre, spingendosi per i sentieri delicati della forma, alla ricerca delle origini e di un senso intimo e interno che i disegni sembrano trattenere in maniera tanto immediata. La difficoltà degli artisti nel lavorare sulle opere dei bambini deriva appunto dal filtro che la società fa scendere sulla visione e sull’immaginazione, con conseguente smarrimento della purezza dell’idea, perché come riferiva giustamente Picasso «Tutti i bambini sono artisti nati, il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi». Nell’incontro (scontro) tra queste due modalità di osservare l’arte e il mondo, quella dei bambini e quella degli artisti, spesse volte si nasconde il segreto della grandezza espressiva di una poetica. Se il pensiero creativo infantile, infatti, è libero da sovrastrutture, legato esclusivamente all’immediatezza dell’osservazione, quello degli adulti, plasmato dall’esperienza e dalle convenzioni, può correre il rischio di smarrire la bellezza dell’innocenza e la grandezza dello stupore. Lo scopo della collettiva, quindi, seguendo la traccia iconografica del presepe, è stato quello di ripercorrere in senso inverso tale strada alla ricerca di archetipi e concetti che fossero quanto più possibili universali, alla scoperta di quel realismo naturale, frutto di schemi innati, e di quell’abilità visiva astratta che caratterizza tutta l’arte infantile e molte poetiche contemporanee. Anche la modalità espositiva, ovvero l’installazione delle riproduzioni delle opere tra i vicoli del borgo antico di Pesche, del resto, non fa che rimarcare la funzione itinerante dell’arte chiamata oggi più che mai a confrontarsi con gli spazi e con i luoghi dell’agire collettivo, nel tentativo disperato di salvarne il senso. Camminare è parlare, parlare è memoria, memoria è azione che permette all’individuo “teleoggettivo” e accecato di riterritorializzarsi, di riscoprire la propria tradizione e storia. Come scriveva De Certeau «ciò che spinge a camminare sono le reliquie del senso». E’ da queste reliquie, resti di tutte le finzioni del mondo salvate dalla purezza dei più piccoli, prendono origine le interpretazioni degli artisti. Opere alla ricerca di un senso nel singolare cammino nel mondo.

Tommaso Evangelista


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lunedì 18 novembre 2013

Molise - Un'altra storia - Settimana di eventi a Roma

Dal 22 novembre al 1 dicembre
oltre una ventina di iniziative in Garbatella

ROMA - Una settimana di eventi disseminati in diversi luoghi della Capitale – concentrati soprattutto nel quartiere Garbatella - per avvicinarsi alla più sconosciuta regione del Mezzogiorno. Oggi un po’ più conosciuta grazie alle location dell’ultimo film di Checco Zalone, “Sole a catinelle”.

E’ la missione di “Molise, un’altra Storia”, 26 iniziative riunite in un unico evento, che avranno luogo tra venerdì 22 novembre e domenica 1 dicembre con la regia del Formez PA, ente che attua progetti delle pubbliche amministrazioni, e il supporto di Regioni Lazio e Molise, Comune di Roma, VIII Municipio, Cna, Camera di Commercio, Millepiani (spazio condiviso di professionisti orientati all’innovazione) e associazione Forche Caudine (storico circolo dei molisani a Roma). L'evento gode del patrocinio di Expo 2015.

Ricco il programma che comprende otto mostre distribuite in altrettanti siti (dall’omaggio al disegnatore molisano Jacovitti a quelle su musei, castelli, folklore, agricoltura, emigrazione e memoria storica), spettacoli tradizionali, presentazioni librarie, esposizioni enogastronomiche ed artigianali (originale l’incontro tra gli artigiani molisani – creatori di zampogne, campane, coltelli e oggetti in pietra e rame - con il movimento romano dei makers, cioè gli artigiani digitali globalizzati).

“Molise, un’altra Storia”, con un logo in caratteri oschi che ne rimarca la prevalenza culturale, include anche un seminario sul Molise rivolto agli studenti delle scuole “creative” della Capitale (Accademia di belle arti, Istituto europeo di design, Istituto Rossellini cinetv, Quasar, Magica e Rufa), appuntamenti sulla mobilità sostenibile (con associazioni di trekking, biciclette e treni) e sull’integrazione degli immigrati (a cura di Arci Solidarietà ed Opera Nomadi), un incontro sull’apporto dei circa cinquemila operatori commerciali d’origine molisana che lavorano nella Capitale, per lo più ristoratori, profumieri. sarti e tassisti. 

Molta attesa per lo sbarco delle tante prelibatezze molisane presso il Mercato Garbatella di via Passino. Il periodo è quello del tartufo bianco, di cui il Molise è il maggior produttore europeo. Ma spazio anche ai celebri formaggi (tra cui la “stracciata”, prodotto a metà strada tra ricotta e mozzarella), al salume “ventricina”, allo straordinario vitigno autoctono Tintilia. Previsti laboratori del gusto e abbinamenti tra prodotto e territorio.

Nel corso della manifestazione l’VIII Municipio metterà a disposizione guide turistiche per visite guidate della Garbatella e animazione per i bambini.

Programma: www.moliseunaltrastoria.it - Informazioni: info@forchecaudine.it.

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