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mercoledì 8 gennaio 2014

Macse - Il sacro nell'arte contemporanea


Comunicato stampa-Rete Atelier Molise. Nel silenzio del cuore, quando lasciamo che sia l’anima a parlare, ci inerpichiamo in pensieri che conducono inevitabilmente al bivio della ragione umana. Ma c’è un luogo, qui in Molise, che si pone all’avanguardia rispetto ai tempi storici che stiamo vivendo: il Macse – Museo di Arte Contemporanea di Sant’Elia a Pianisi – che offre spunti di riflessione approfondita nella continua sfida tra Psiche e Anima.

In un contesto più ampio quale quello ideato da Luigi Mastrangelo di creare una rete di musei contemporanei – appunto Rete Atelier Molise - il Macse, vuole essere un esempio di come i grandi nomi dell’arte contemporanea sulla scena internazionale, trovino la loro giusta collocazione in luoghi poco conosciuti alle masse, a volte finanche snobbati dai media. 
La virginea purezza delle nostre terre permette la massima espressività di riflessione su temi di grande attualità storico-culturale. Per la prima volta dopo decenni, la Chiesa riapre i colloqui con signora Arte riconsiderando dannose delimitazioni immaginarie.
Ed ecco che il Macse ospita presso i locali del Convento dei Cappuccini, una mostra dal titolo emblematico: Sacred. 
Il visitatore, salendo le quattro rampe di scale del convento dove soggiornò San Pio, si trova davanti un intreccio di travi portanti che rimandano alle sovrastrutture della ragione umana; ma non appena varca la soglia ha la possibilità di perdersi nella contemplazione di opere di altissimo livello artistico. E lì, in quell’atmosfera surreale dove riecheggiano le note di Bach e Brhams, Psiche e Anima si ritrovano in uno stato contemplativo che quieta il corpo e interroga lo Spirito. 
Una mostra di arte contemporanea che si lascia ammirare dal pubblico provocandolo criticamente sulla sua collocazione emotiva. E si riaprono speranze nella Luce, si quietano dolori, si contesta e critica apertamente o nel silenzio, ma di certo si andrà via dal Macse con una finestra aperta sull’eterno dibattito tra ragione e fede.
La mostra Sacred, rimarrà aperta al pubblico presso i locali del Convento dei Cappuccini fino a marzo. Un’occasione da non perdere.

venerdì 3 gennaio 2014

S.E.C. Servizio Educativo Camusac - L'offerta didattica del nuovo museo d'arte contemporanea di Cassino


Un museo al confine è come se fosse un poco anche molisano. Essendo giovane ha bisogno di tempo e lavoro per partire ma vista la qualità delle opere e dell'offerta didattica va sicuramente segnalato anche su questo blog. La brochure, scaricabile e visionabile, riunisce le varie attività proposte dal museo per diverse tipologie di pubblico.

"Un museo che nasce è come un organismo che ha bisogno di tempo e di forze per svilupparsi ed acquisire riguardo e prestigio. A questo scopo non poco concorre la qualità delle opere esposte e la coerenza della collezione, vi è però bisogno di una linea progettuale e operativa capace di presentare al meglio tutti i lavori, gli artisti e l’idea di fondo del luogo. Trattandosi di una collezione privata, che si caratterizza per gli specifici gusti del committente, il museo ha bisogno ancora di più, per essere compreso, di una mirata azione di mediazione didattica indirizzata a tutte le fasce di pubblico. Il servizio educativo del CAMUSAC, considerando gli spazi e le opere come organismi vitali da comunicare e fruire in maniera attiva, con l’ausilio di diverse tecniche di insegnamento/apprendimento, ha progettato dei laboratori specifici per ogni fascia di età per educare all’arte e comprendere i linguaggi del contemporaneo. L’arte contemporanea come progetto educativo, allora, è lo scopo principale del nostro intervento".

Per info: http://www.camusac.com/ o sui profili Fb e Twitter

Mauro Rea - Senzarteneparte - Personale all'Officina Solare

Attacco animale - polimaterico su tela

"SENZARTENEPARTE
Patafisici e integrati ovvero piccolo manuale di ipocondria fantastica"

a cura di Tommaso Evangelista
4/16 gennaio 2014

INAUGURAZIONE SABATO 4 GENNAIO 2014 ORE18.30

Apertura tutti i giorni 18.30/20.30

Officina Solare Gallery
Via Marconi, 2 Termoli


«L’Apocalisse è un’ossessione del dissenter, l’integrazione è la realtà concreta di coloro che non dissentono». La frase, ripresa dal noto saggio di Eco del 1964,Apocalittici e integrati, testo nel quale si analizza la cultura di massa e i suoi mezzi di comunicazione, apre un ponte su un argomento, quello della semiotica, nel quale si articola parte della produzione di Mauro Rea, quella più prettamente patafisica (da qui il sottotitolo). Nel sottile confine tra accettazione dello status quo e distorsione dalla linea mercantile del “gioco serio” dell’arte, spaziano molte delle forme espressive contemporanee, spesse volte abbassate dalla banalità della “piazza” e dalla riproducibilità. Le opere di Rea sono un complesso dissentire dalla logica e dalla ragione in virtù dell’accettazione eccessiva dell’espressione e dell’ingenuità visiva portate a risultati iconografici complessi e spiazzanti, sul confine di un piano pittorico irrimediabilmente riportato alla luce dalla memoria e per questo carico di “sporcizia”. I (di)segni dell’artista si configurano come grumi materici custoditi da un vortice di forze, spesse volte contrastanti, tra le quali spicca la sempiterna spirale Giduglia, simbolo patafisico per eccellenza e qui trasfigurata nel volto ossuto di un guardone in Vedo nudo. L’uso pratico di personaggi inventati, estremamente caratterizzati da elementi anti-convenzionali, o di animali-uomini, quali ermetici vasi di Pandora di tutti i mali e le angosce della società, concorre a far slittare l’irruenta e spiazzante carica surreale e satirica sul piano del perturbante che agisce sottotraccia come un’ombra risvegliata dal profondo. Rea è abilissimo nel trattare l’Interno e nel comunicarlo come superficie archeologica di visioni tanto materiali da fuoriuscire dal supporto per divenire tracce indipendenti e autonome, come sfuggite dall’integrità della pittura. Il dissentire dalla logica e dall’integrazione non è altro che razionalità alternativa ed infatti, tornando ad Eco, «la funzione degli apocalittici ha una propria validità, nel denunciare cioè che l’ideologia ottimistica degli integrati è profondamente falsa e in malafede». L’artista è un apocalittico nella misura in cui da fondo alle proprie ansie liberandole in perenne sospensione, nel nervosismo di un respiro animale fatto soprattutto di segnali e avvisi minimi che provocano reazioni ed accordi nella materia pittorica la quale per l’occasione accoglie tracce di juta, cera, acrilici, oli e combustioni. E poiché la pittura è un perenne dissotterramento delle forme, più che uno scavo alla ricerca di fantasmi nelle opere percepiamo il processo analitico dell’accumulo per aggregazione in contrasto con l’emersione simbolica autonoma di esseri costruiti da pulsioni. Contro l’integrazione di chi non vuole dissentire, tali figure dell’assenza, richiamate in vita da ossimori e contrasti, cominciano ad agire da soli liberandosi dalle leggi della scienza per progredire solo attraverso ipotetici assiomi. Il collage è il loro mondo mentre la plasticità applicata è solo un tentativo di trasferire all’esterno la spinta interna al disordine e all’eccesso, che diventa monito e richiamo e forse tentativo di un’etica. La distanza dal confine si chiama suggestione e concerne l’integrità del sogno chiamato a relazionarsi con le visioni frantumate del reale, nel tentativo di recupero del senso. Lo struggimento del negativo che attraversano come tensioni intime la collettività diventa impulso di creazione, trasfigurato dal ricorso ad una zoologia fantastica e minimale che diventa ipocondria chimerica in quanto visualizzazione spiazzante dei mali intesi come solenni e possenti allegorie. Ma se l’illusione non si oppone alla realtà e il fare poetico-artistico produce mondi, compresi come soluzioni immaginarie nell’accordo simbolico delle proprietà degli oggetti ai loro lineamenti, allora forse c’è ancora la speranza di una fortuito e grottesco lieto fine.

Tommaso Evangelista

Vedo Nudo - polimaterico su tela

domenica 22 dicembre 2013

Molise a colori



"Molise a colori", paesaggi e tradizioni a mano libera a cura di Gianluca Di Lonardo. Una selezione di disegni a mano libera raffiguranti scene del territorio molisano in mostra a Chiauci (IS), presso la Sala San Giorgio Martire dal 22 dicembre al 6 gennaio (h. 16-20), ingresso gratuito. Inaugurazione domenica 22 dicembre ore 18.30. In collaborazione con il Comune di Chiauci, l'Associazione Culturale "l'Incontro" ed il centro parrocchiale San Giorgio Martire di Chiauci.

Campana e sonus - Percussioni Ketoniche


Percussioni Ketoniche e Fonderia Marinelli presentano Campana e Sonus. Interazioni fra campane, metalli e percussioni. Domenica 22 dicembre all'auditorium Parco della Musica a Roma.

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