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venerdì 18 aprile 2014

Kalenarte 2014 - L'arte del paesaggio



L’ARTE DEL PAESAGGIO OVVERO DEL CONNUBIO TRA CULTURA E NATURA 


BALDO DIODATOPOKER DI STELL
NÉLIDA MENDOZASTRACULATORE/SC_TRECUELÉTÓRE 

DUE NUOVE OPERE PER KALENARTE 

a cura di Cristina Costanzo 

MAACK MUSEO ALL’APERTO DI ARTE CONTEMPORANEA KALENARTE 
CASACALENDA (CB), MOLISE 
3 MAGGIO 2014 


La Regione Molise, il Comune di Casacalenda, l’Associazione Culturale Kalenarte e il MAACK Museo all’Aperto di Arte Contemporanea Kalenarte sono lieti di presentare L’arte del Paesaggio ovvero del connubio tra Cultura e Natura, a cura di Cristina Costanzo. Il 3 maggio 2014 nella sede della Galleria Civica Franco Libertucci di Casacalenda si terrà la presentazione delle opere ideate e realizzate per il MAACK dagli artisti Baldo Diodato e Nélida Mendoza, protagonisti della nuova edizione di Kalenarte e personalità artistiche differenti e complementari. 

Il MAACK Museo all’Aperto di Arte Contemporanea Kalenarte, con sede a Casacalenda (CB), oggi si impone all’attenzione nazionale ed internazionale come una delle eccellenze territoriali della Regione Molise e pregevole esempio di Museo a cielo aperto dedicato all’arte contemporanea. Nel corso della sua attività più che ventennale il MAACK - nato nel 1990 da un’idea dell’artista e architetto Massimo Palumbo – ha coinvolto artisti di alto profilo invitandoli ad agire nel paesaggio e a dialogare con esso progettando opere ad hoc per la specificità territoriale molisana. Il MAACK, dunque, non è soltanto una prestigiosa sede espositiva ma si afferma anche come luogo capace di suscitare suggestioni e di innescare un processo creativo che tenga conto tanto delle specificità culturali e del genius loci quanto della ricerca personale degli artisti invitati. 

Dopo aver soggiornato a Casacalenda, Baldo Diodato e Nélida Mendoza hanno elaborato due interessanti interventi artistici, accomunati dall’indagine sul rapporto tra cultura e natura, straordinariamente rappresentato da Kalenarte. Baldo Diodato presenta Poker di Stelle, opera particolarmente intensa e suggestiva che attraverso un intervento di riqualificazione urbana invita a scorgere la natura anche quando essa viene negata. Nélida Mendoza, mediante l’opera Straculatore/Sc_trecuelétóre, offre un’inedita e avvincente interpretazione della memoria collettiva dei luoghi, capaci di ispirare un dialogo costante di cui l’artista è depositario oltre i limiti territoriali e geopolitici. 

In occasione della presentazione degli interventi di Baldo Diodato e Nélida Mendoza per il MAACK verrà presentato anche il catalogo Le Donazioni 2013, con testo critico e schede a cura di Beatrice Mastrorilli e Federica Rigillo, dedicato al cospicuo gruppo di opere d’arte contemporanea donate da trentotto artisti alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea “Franco Libertucci” di Casacalenda. 

Nel corso dell’evento saranno presentati anche Due video per il MAACK, a cura di Pasquale D’Imperio/Gruppo Kerem. 

Con L’arte del Paesaggio ovvero del connubio tra Cultura e Natura Kalenarte ribadisce la propria vocazione all’arte contemporanea in nome del connubio tra cultura e natura e dimostra che l’apertura verso le istituzioni e l’università, l’inserimento nel circuito artistico e turistico nazionale ed internazionale e un sempre maggiore coinvolgimento della comunità cittadina sono soltanto alcune delle sfide vinte. 

L’arte del Paesaggio ovvero del connubio tra Cultura e Natura si avvale dell’omonimo catalogo, edito da Palladino Editore, quale prezioso strumento scientifico di interpretazione critica del progetto. Il catalogo, a cura di Cristina Costanzo, si avvale dei contributi di Marco Gagliardi, sindaco di Casacalenda; Paolo Di Laura Frattura, Presidente della Regione Molise; Maria Luisa Tozzi, Associazione Culturale Kalenarte; Massimo Palumbo, direttore scientifico del MAACK; Cristina Costanzo, storico dell’arte e curatore del progetto; Baldo Diodato, artista; Nélida Mendoza, artista; Claudia Di Bello, architetto.

giovedì 17 aprile 2014

Camusac: Caos Vacilla di Nagasawa, Imusmis di Longo e Collezione 2 - Nuove mostre e allestimento

Come altre volte in questo blog ci occupiamo del CAMUSAC Cassino Museo d'Arte Contemporanea vuoi per vicinanza territoriale col Molise vuoi per la qualità e l'eccezionalità della sua collezione permanente e delle mostre curate dal direttore Corà. A riguardo segnaliamo l'articolo del molisano Vincenzo Merola Il blog di Vincenzo Merola Una passione d'acciaio e i comunicati stampa delle due prossime personali: Imusmis della fotografa Brunella Longo, incentrata sul tema del recupero degli archetipi e delle manifestazioni del perturbante, nel fitto legame tra corpo forma e paesaggio.


BRUNELLA LONGO
IMUSMIS 2

 Tra gli eventi che segnano il giovane percorso del CAMUSAC - Cassino Museo Arte Contemporanea dall'ottobre 2013 ad oggi, si situa la mostra personale di Brunella Longo con nuove opere esito di una originale elaborazione digitale da foto analogiche e stampe lambda.
Non è la prima volta che Brunella Longo esibisce un repertorio di immagini in cui una base fotografica, costituita da paesaggi esotici e di lande desertiche ove solo poche presenze naturali abitano quei luoghi in cui alcuni suoi autoritratti – in verità sotto ermetici indumenti – si coniugano con abili dissolvenze in essi.
E' un arcano non esente da esoterici richiami iconologici, dietro i quali una letteratura e una mitologia sviluppatasi dal neoplatonismo rinascimentale ad oggi non smette di inviare messaggi che richiedono di essere decifrati.
La mostra, composta da dodici delle numerose opere che negli ultimi anni Longo ha realizzato viaggiando in differenti paesi, in cui la sola contaminazione sembra essere quella suscitata dalla propria presenza e dalla individuale proiezione psico-onirica su di essi, indica e conferma un'identità operativa che, compiuta l'esperienza della fotografia, volge ora la propria ricerca in ambiti in cui la lezione di Max Ernst, quella di Ansel Adams e di altri inventori di spazi della coscienza, le consentono di trovare il proprio divenire e il proprio linguaggio. Esso, a giudicare dal nuovo repertorio di immagini, è in ulteriore fase di modificazione rispetto all'episodio generativo del nucleo di opere da Longo definito IMUSMIS (2011), sia nelle conferme dei dati iniziali, sia nelle aperture che vi si scorgono. Al visitatore che vi si troverà di fronte, si richiede una libertà di osservazione analogo a quella dell'avventuroso viaggio che ha ispirato l'ideazione di questi nuovi lavori di Brunella Longo e delle sue mise en scène dai complessi significati.

Curatore artistico: Bruno Corà
La mostra: Imusmis 2
Opere di Brunella Longo
Dove: Cassino, via Casilina Nord 1
Quando: dal 9 maggio al 28 settembre 2014
Orario: aperto sabato dalle ore 15 alle 19, altri giorni su prenotazione
Info e prenotazioni: tel. +39 366 5904400
Ingresso: libero

E la mostra Caos Vacilla del giapponese Hidetoshi Nagasawa (presente in Molise nel museo all'aperto di Casacalenda) con installazioni e sculture dalla forte carica magmatica, nell'accentuazione delle dinamiche strutturali in relazione agli ampi spazi del museo.


 Mostra personale di
Hidetoshi Nagasawa al CAMUSAC con opere inedite

Venerdì 9 maggio 2014 alle ore 18 è fissata l'apertura primaverile della stagione espositiva del CAMUSAC, che si attua all'insegna della mostra personale di Hidetoshi Nagasawa a cura di Bruno Corà, con un significativo nucleo di nuove opere che l'artista di origine giapponese ha appositamente ideato e realizzato per questa importante scadenza della giovane istituzione cassinese.
L'artista,  residente in Italia, a Milano, sin dal 1967, si presenta alla ribalta del CAMUSAC dopo la singolare ed emblematica mostra che ha visto coinvolti Enrico Castellani con masterpiecesi celebri del suo repertorio e il giovane Shigeru Saito con opere concepite in omaggio al Maestro che tra i primi lo ha accolto nel suo viaggio in Italia. Il considerevole gruppo di nuove opere realizzate da Nagasawa sarà collocato nell'area centrale del padiglione espositivo del Museo, mentre nelle pareti circostanti e nei restanti spazi troveranno ospitalità le opere della “Collezione permanente 2”, seconda edizione della dotazione museale.
Le nuove opere di Nagasawa, sculture dal forte investimento spaziale, sono di grandi dimensioni e sono state realizzate con differenti materiali: dal marmo rosso Luana con cui egli ha concepito il Paravento, al ferro di Interferenza (di dieci metri di lunghezza), alle travi in legno di rovere di Ombra di Melissa, ai blocchi di marmo con il ferro di Groviglio di quanto e infine al ferro del Pozzo nel cielo, con cui Nagasawa esordì a Cassino con una prima versione di quest'opera oltre quindici anni fa, in occasione di un convengo su “Arte e città”.
La mostra di Nagasawa, dopo le mostre al MACRO di Roma e alla Fòcara di Novoli (Lecce), lo vede nuovamente protagonista capace di sorprendere con opere che sfidano tanto l'inerzia e la gravità, quanto le tensioni interne alla materia sollecitata a esibirsi nel vuoto e nello spazio che essa stessa concorre a determinare con mirabili equilibri di cui l'artista le dota. Le opere, in mutua relazione tra loro suscitano il caratteristico spazio del Ma, soglia fisica e mentale della cultura Zen in cui si concentrano insieme all'energia delle materie quella dello sguardo e del pensiero dell'osservatore.
Per l'occasione è prevista una pubblicazione con fotografie e testi critici sulla scultura di Nagasawa.

Il museo: Cassino Museo Arte Contemporanea 
Curatore artistico: Bruno Corà
La mostra: Caos vacilla
Opere di Hidetoshi Nagasawa Dove: Cassino, via Casilina Nord 1 
Quando: dal 9 maggio al 28 settembre 2014
Orario: aperto sabato dalle ore 15 alle 19, altri giorni su prenotazione
Info e prenotazioni: tel. +39 366 5904400
Ingresso: libero

Verrà presentata anche la seconda parte della collezione permanente COLLEZIONE 2
 


Mauro Rea al Museo Michetti (MuMi) - Senzarteneparte

Dopo la personale alla Galleria Officina Solare di Termoli Mauro Rea espone nei prestigiosi spazi del Museo Michetti di Francavilla al Mare.

MAURO REA. SENZARTENEPARTE

MOSTRA: Mauro Rea. Senzarteneparte
LUOGO ESPOSITIVO: Museo Michetti - MUMI – Francavilla al Mare/CH
A CURA DI: Maria Cristina Ricciardi
COORDINAMENTO DI: Tonino Bosica, Manuela Mazzini
DURATA: 19 aprile- 08 maggio 2014
Inaugurazione sabato 19 aprile 2014 ore 18:00

Catalogo con testi di Maria Cristina Ricciardi, Stefano Colonna, Tommaso Evangelista, Alessandro Masi, Sandro Montalto.

La mostra, alla presenza dell’artista, avrà un’introduzione critica del critico Maria Cristina Ricciardi dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Nel realizzare le mie opere io ho sempre guardato in profondità, mirando all’essenza delle cose grazie ad un continuo processo di astrazione e interiorizzazione che connota il mio modo di “fare arte”. Ma ho usato con piena libertà anche il figurativo, alternando “essenza” e “apparenza”: questo rispetto per “ciò che appare” nasce in me dall’amore per il mondo della natura, in cui la Materia rappresenta l’ancoraggio dell’umanità al pianeta terra... La mia pittura è arma da guerra iginiecamente modificata, ostacolo visivo e mentale su cui sbatterci la testa anche (Mauro Rea)

Scrive M. Cristina Ricciardi:
Senza arte né parte significa essere senza identità e l’identità è la qualità di tutto ciò che ci circonda, quello che compone la nostra storia. Mauro Rea, con i suoi lavori carichi di energia materica e di grande forza evocativa, ci offre un serbatoio di immagini di intensa sensibilità, capace di stabilire, con lucida attenzione, una intelligente correlazione tra la dimensione antropologica delle origini, che è anche origine della creazione e del fare artistico, e quella del mutamento, consapevole o meno, imposto all’individuo dalla cultura di massa all’interno di quello che si individua come il grande universo sociale della comunicazione. L’assenza di identità coincide per Rea con ciò che Pasolini definiva “impoverimento dello spazio umano” che è fatto fisico e culturale all’interno di una “mutazione antropologica” che riguarda tutti noi.

Mauro Rea (Sora/FR 1960). Vive e lavora tra Avezzano, Capistrello e Roma.

Si diploma al liceo Artistico di Cassino e all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Inizia ad esporre alla metà degli anni Settanta guardando sempre a grandi spazi pubblici e privati in cui non venisse meno il confronto con il pubblico e con gli artisti con cui condividere lo spazio espositivo. Alla fine degli anni Ottanta espone al XIII, XIV e XV Premio Sulmona; alla Pinacoteca Tadini di Lovere; al Castello S. Pelagio, a Padova e al Complesso Monumentale San Michele a Ripa, a Roma. Negli anni Novanta espone all’Università di Cosenza e in spazi pubblici e privati di Brescia, Milano, Bergamo, a Villa Lippi e a Palazzo Vittoria a Montecatini, a Palazzo Racani Arroni, Galleria d'Arte Moderna di Spoleto, a Palazzo Falcione a Campobasso, partecipando al XX Premio Valle Roveto.; al Centro Luigi Di Sarro, Roma. Fra le mostre più recenti si segnala la sua partecipazione alle collettive Futurismo e astrazione, Banca Toscana, ad Avezzano (2002), Rassegna d’arte contemporanea; Di ferite, di segni, di cose sparse, alla Galleria Parioli Arte, Roma (2003), Oltrepassare la pace, Scuderie Aldobrandini, Frascati (2003, 2004). Nel 2007 è nuovamente invitato al XXXIV Premio Sulmona e nel 2009 al Complesso Monumentale del Quirinale, a Roma. Nel 2010, partecipa a Omaggio a Umberto Mastroianni, Museo Vittoria Colonna, Pescara ed è presente alla rassegna La materia e lo spazio urbano, al Mediamuseum, Pescara. Nel 2011 espone al chiostro di San Domenico a Cosenza, al Domus Talenti a Roma, alla Palazzina Danelli a Pescara; presenta il libro Arravutamm o'munno a cura di Gian Ruggero Manzoni nell'ambito di Capistrellarte. Fra le mostre del 2012 si ricorda la sua partecipazione al Premio Biennale Nazionale di Pittura Murale Casoli Pinta; Alfabeto Morso, En Plein Air, Pinerolo; UBU sotto tutti gli aspetti, Palazzina Azzurra di S.Benedetto del Tronto; al MUMI a Francavilla al Mare. Nel 2013 dopo aver esposto al Palazzo delle Arti a Napoli, espone al Museo Archeologico della Sibaride a Sibari. Si segnala l’antologica del 2010 Le matrici creative e le forme dell’incompiuto, Museo della Valle del Liri, Sora (Fr), a cura di Donato Di Poce e la personale del 2012, Mauro Rea: Un pittore antimoderno, AxA, Campobasso. a cura di Alessandro Masi.
Nel 2014 all'Officina Solare Gallery Senzarteneparte 


Personale all'Officina Solare 
Personale all'Officina Solare


Venafro - La "Passione" nell'Arte - Aperture straordinarie

La Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Molise, in virtù di un accordo tra la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Molise e la società di Spin Off dell'Università degli Studi del Molise "G.A.I.A. Business System s.r.l., propone presso il Museo Nazionale in Castello Pandone a Venafro (IS) - sabato, 19 aprile alle ore 11,30 - "La Passione nell'Arte" - Itinerario Tematico e Riflessioni Poetiche a cura di Pasquale Marino.


PASQUA e PASQUETTA 2014 
APERTURE STRAORDINARIE 

La Soprintendenza per i beni storici, artistici ed 
etnoantropologici del Molise comunica che, in occasione 
delle Festività Pasquali, saranno aperti: 

Museo Nazionale del Molise in Castello Pandone 
Venafro (IS) - ore 8.00 – 19.00 

Museo di Palazzo Pistilli 
Campobasso - ore 8,30 – 13,30 

Castello di Capua 
Gambatesa (CB) – ore 8,30 -13,30

giovedì 10 aprile 2014

Vincenzo Ucciferri - Le tessere dell'introspezione

Il prossimo 15 aprile, nella mostra Contemporanea all'Auditorium di Isernia, verranno presentate quattro opere inedite del maestro isernino Vincenzo Ucciferri, artista viscerale e introspettivo, dalla forte carica onirica, prematuramente scomparso. Grande disegnatore, allievo di Armando De Stefano, ha saputo sommare la tradizione figurativa di ascendenza partenopea ad una visione magmatica e stratificata della realtà. Per l'occasione segnalo questo interessante testo di Leo Strozzieri.

Le tessere dell’introspezione

di Leo Strozzieri

Ad un’attenta lettura dell’opera di Vincenzo Ucciferri, artista tra i più qualificati della nuova generazione molisana, non sfugge la conflittualità, intesa come enunciazione di correnti opposte, gestuali, dirompenti linguisticamente, con pause talvolta che preludono alla drammaticità piena. Un pittura fortemente  delineata, come materia pittorica anche, e di contestazione nei confronti di ogni fideismo ottimistico: è la risultanza critica vuoi nei dipinti del grafismo ossessivo e labirintico ove le stesure lìvide del colore vengono solcate da guizzi luministici spaesanti e provocatori, vuoi in certe composizioni interamente originate dal dialogo tra la figura e la spazialità pura, ma in preda all’antropofagia, quasi innata avesse una capacità di divorare con dirompenza progressiva la presenza umana. Ma la spazialità nel momento stesso in cui si prolunga, delineando appunto palcoscenici con un solo personaggio, enuncia la riproposizione dell’analisi interiore, introspettiva, non certo mortificatoria di quel dinamismo che è - come si diceva - a fondamento di tutta la ricerca pittorica del maestro molisano. Nel suo corso, il potere della volontà ha bisogno anche e soprattutto del pensiero, perché possa, fuori d’ogni routine declamatoria, strutturarsi in chiave umanistica. Che se Ucciferri si fosse posto in linea ad esempio con il pensiero nicciano, non avremmo avuto, in quelle composizioni soprattutto orizzontali a cui si faceva cenno, il dominio dello spazio, inteso ovviamente quale riflessione critica, sul personaggio, ma viceversa. Ad una modalità lirica, quindi, preferendo l’artista un cromatismo epico, si sostituisce l’intenzione di intercettare certe componenti d’impronta espressionista, tipologia estetica consona all’autore affascinato certo dal neorealismo guttusiano ed anche dal realismo sociale che ebbe in Mucchi un insigne esponente, ma ancor più della Nuova Figurazione brindisiana dei grandi cicli pittorici sulla “Storia del Fascismo”, sulla “Tragedia di Via Fani” , “L’abbattimento del mito di Stalin”, percorsi da un gestualismo prorompente alle soglie dell’informale. Ucciferri elimina la contestualità metamorfica, ovvero, il passaggio quasi definitivo dalla figura all’astrazione, rimanendo invece saldamente ancorato all’immagine, però il tessuto interiore del discorso è lo stesso, sicché gli attori spesso non offrono la narrazione, ma l’incubo che, per rilevanza partecipativa, non riguarda solo eventi storici, ma eventi della persona in quanto tale. Si vuol dire che nella pittura di Ucciferri la contestualità sociale interessa relativamente, così come i riporti di vicende del nostro secolo; al contrario egli incentra sull’uomo il sentimento del tragico, patrocinato persino nelle composizioni paesaggistiche dalla cocente forza segnica, allegoria di una acuta analisi della nostra epoca, ave s’impone il groviglio sulla logica. E’ una vera e propria immersione su un nucleo oggettivo di ricerca, quale quello esistenziale, di indubbia modernità, al di fuori di neomanierismi popartistici o informali, che purtroppo irretiscono tanti suoi giovani colleghi. E per analisi completa delle sue immersioni entro il perimetro dell’io, dirò anche di alcuni attimi magici di spaesamento metafisico, di forza immaginativa allegorica e persino di vaga tensione surreale (talvolta), non per esaurimento di indagine antropologica, ma come necessità di uscire dal chiuso per un impegno archetipo universale del suo messaggio etico.
 
Pescara, marzo 1999

Nello studio

Racconto

Salomè

Sul filo spinato

martedì 8 aprile 2014

Almanacco del Molise 2014


Siamo quest’anno particolarmente lieti di presentare l’Almanacco del Molise 2014, perché si tratta di un irrinunciabile e atteso appuntamento editoriale della Nostra Regione a cui da diversi anni questa casa editrice non senza difficoltà, ma con grande determinazione e tenacia, sta dando continuità. Non potevamo, infatti, tralasciare l’occasione offerta dalla ricorrenza, appena conclusa, del cinquantesimo anniversario dell’istituzione della Regione Molise (1963-2013). 

Pur mantenendoci in linea con le passate edizioni dell’Almanacco, quest’anno abbiamo voluto dare un segno di discontinuità e di rinnovamento tutto al femminile affidandone la curatela a Isabella Astorri e Gabriella Di Rocco.

Il volume si compone di otto corposi saggi, ciascuno corredato da un ampio apparato iconografico, redatti da studiosi e specialisti delle diverse discipline, la storia politica ed economica, l’urbanistica, l’architettura, l’archeologia, l’arte, l’etnografia, la letteratura, proposte in chiave analitica e critica, talvolta provocatoria, e al contempo propositiva per quanti vorranno trarne spunti ed elementi di riflessione per il futuro. Nostro intento vuol essere infatti quello di dotare la comunità molisana, che ha appena celebrato i suoi primi cinquant’anni, di un prodotto scientifico che sia, allo stesso tempo, utile mezzo di crescita collettiva, perché punto di partenza per ridare nuovo slancio e nuovo vigore al ‘progetto Molise’ al quale pure crediamo fortemente, ma che sembra provato e messo in discussione su più fronti.

Al volume, come di consueto, si affianca il Diario del Molise, dedicato al 2013 e redatto da Valentina di Toro e Mauro Di Iorio.

Alle curatrici, agli autori, alle Istituzioni regionali e provinciali, a quanti a vario titolo hanno collaborato alla realizzazione di questo nuovo progetto editoriale e, soprattutto, ai lettori che avranno il piacere e la bontà di leggere le dense pagine di questo volume, rivolgiamo il nostro più sentito e doveroso ringraziamento.

L’Editore

I saggi sono di:
Antonietta Caccia
Tommaso Evangelista
Adriano La Regina
Giuseppe Lembo
Norberto Lombardi
Brunella Muttillo
Emilio Natarelli
Stefania Natarelli
Carlo Peretto
Antonella Presutti

In copertina Walter Genua e Gino Marotta




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