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venerdì 20 giugno 2014

Forme dal Fuoco - Scultura all'Officina Solare


FORME DAL FUOCO
MASSIMO ANTONELLI / NINO BARONE / MICHELE CARAFA / CLEOFINO CASOLINO

a cura di Gioia Cativa

21 GIUGNO / 3 LUGLIO 2014

Inaugurazione sabato 21 giugno 2014
Ingresso libero
Apertura tutti i giorni ore 19.00 / 21.00

Officina Solare Gallery
Via Marconi, 2 Termoli


Presentazione

“Abbiamo tutti una vita interiore.
Tutti sentiamo di far parte di un mondo e nello stesso
tempo di esserne esiliati. Bruciamo tutti nel fuoco
delle nostre esistenze. Abbiamo bisogno delle parole
per esprimere ciò che abbiamo dentro.”
(Paul Auster)


“Forme dal fuoco” è una collettiva d'arte dal duplice significato: in virtù delle opere esposte al pubblico, ovvero piccole e medie sculture in terracotta. Da un lato, possiamo intendere il titolo da un punto di vista prettamente letterale, potremmo pensare ai manufatti di terracotta come il risultato finale di un processo di lavorazione che termina con la cottura nei forni ad altissime temperature: dal fuoco si generano quelle forme che osserviamo davanti a noi e che possiamo apprezzare. È la forza primordiale del fuoco, che avvolge le stesse, le forgia, le rende indistruttibili e tangibili quanto artisticamente uniche. La fiamma è vista come una mano creatrice che plasma e dona vita alla creatività degli artisti, di coloro che ideano e si affidano al fuoco per creare.
Da un punto di vista, invece, più metafisico, empatico o filosofico, il fuoco nell'arte ha rappresentato e, forse, rappresenta tutt'ora nel contemporaneo la forza purificatrice, quel simbolo di cambiamento e rinnovamento nel segno della distruzione e della rinascita. Nel secondo dopoguerra, l'arte conosce le combustioni di Alberto Burri, il suo studio del fuoco direttamente sull'opera, le sensazioni che si scatenano da essa, accompagnata dalla convinzione che non sia simbolo di distruzione, bensì l'annuncio di qualcosa di nuovo, che diventa una vera e propria forma di purificazione, soprattutto nelle performances degli anni '70. Allo stesso tempo, il fuoco diviene una di quelle immagini simboliche sempre più ricche ed articolate della contraddizione umana: protesa verso il nuovo, alla scoperta e al progresso ma allo stesso tempo incapace di dominare realmente con la ragione e con la scienza le forze più profonde della natura. Qui nella collettiva “Forme dal fuoco” vogliamo “leggere” la creazione di queste opere attraverso una visione metafisica, osservando un sentimentalismo ed una spiritualità che si esterna, si appropria di forme nuove per emanciparsi, liberarsi e venire fuori, rendendosi, così, comprensibile all'occhio profano.

La fiamma che arde, prende forma nelle sculture di Cleofino Casolino, dove la donna diviene quasi protagonista assoluta. Assistiamo ad una spontaneità delle forme espresse, in questo caso, con una semplice manifattura , ma che possiede e sprigiona una forte emotività. Casolino rappresenta un vulcano di creatività in continua produzione, un tumulto che si racchiude in queste terracotte presentate alla mostra: sono momenti e sensazioni dell'artista catturati nella materia. In questi lavori assistiamo all'esaltazione della femminilità nelle sue molteplici e tormentate forme , dalla voluttuosità alle tensioni delle stesse: corpi che si tendono, che si piegano su sé stessi,volti carichi di pathos, dolori che lacerano l'anima. È la drammaticità dei suoi contasti interiori.

Nino Barone, con una serie di piccole sculture vivacemente colorate, pone l'accento su un tema delicato ma quanto mai attuale: la salute dell'ambiente e la salvaguardia di specie (uccelli) a rischio estinzione. Forme particolarmente accentuate, richiamano alla mente uccelli esotici, caratterizzati da una vivida gamma cromatica. La terracotta viene lavorata in queste forme piccole ma armoniche e dipinte con cura dei dettagli. Siamo di fronte alle ispirazioni di Barone che prendono forma, alla sua fiamma artistica che si materializza in questi pregiati lavori, i quali diventano la sua testimonianza, la sua presa di coscienza di una natura sempre più debole ma distruttiva allo stesso tempo, dell'operato dell'uomo che inficia su di essa ed altera un equilibrio millenario. Osserviamo le sue emozioni realizzate artisticamente e prendiamo atto della sua indubbia capacità di lavorare, con eleganza ed armoniosità, i più diversi materiali e supporti.

Anche Massimo Antonelli ci permette di entrare nel suo immaginario sociale, se cosi lo possiamo definire, attraverso una “grattugia”in terracotta: l'oggetto è una metafora dell'artista per parlare di una società vuota, che è annichilita e annichilisce l'uomo attraverso enormi difficoltà, ingiustizie e dolori. Ci troviamo davanti ad un'opera “graffiante”, sinonimo di una vita che ci graffia, ci ferisce ma allo stesso tempo ci fortifica. Lo stesso Antonelli sostiene “ (…) i buchi sono gli eventi tristi. È la vita che ti gratta dentro:” l'arte contemporanea è, dunque, quella monumentalità e quella bellezza estetica “invisibile”, racchiusa all'interno di un comune oggetto. Assistiamo ad una scultura di recupero che, da un punto di vista estetico, si avvicina molto al ready- made, in quanto osserviamo un oggetto comune prefabbricato o realizzato con un materiale diverso dalla sua natura. Isolato dal suo contesto funzionale, dunque, decontestualizzato e contestualizzato nuovamente in seguito alle scelte dell'artista. L'autore “regala”una percezione diversa ed una visione analitica dell'oggetto, in quanto, possiamo osservare la scarnificazione dello stesso attraverso i tagli, le fessure ed i fori. Attraverso questa forma, Antonelli, manifesta il suo fuoco, quel grido di disapprovazione reincarnato nelle grattugie.

Come sosteneva Dewey nel suo “Art and Experience”l'arte non è un posto dove si incontrano solamente le sensazioni, ma diventa la creazione di qualcosa di nuovo, una nuova esperienza, ed è quello che fa anche Michele Carafa con la sua scultura “mi vuoi sposare?”. Un' artista che lavora con diversi materiali, dalla terracotta al polimaterico, in una ricerca plastica continua che culmina in sculture che uniscono spiritualità e una gestione dello spazio anche da un punto di vista geometrico. Una profonda religiosità pervade attraverso le forme plasmate da Carafa, si respira serenità, un senso di pace interiore che in “Mi vuoi sposare?”è dato dalle mani raccolte al petto, gesto che indica la nostra libertà, la possibilità attraverso il libero arbitrio di scegliere il meglio, godendo, di conseguenza, di uno stato di beatitudine. L'artista lavora dando forma ad una armoniosa plasticità, le varie componenti si sublimano in una perfetta unicità: è un assemblaggio che non conosce “interruzioni”, è un continuum di linee che aderiscono fra loro e sottolineano un momento di grande emozione ed evidenziano la capacità dell'artista di cogliere stati d'animo forti, che “ardono”, “imprigionandoli” nei suoi lavori.

Gioia Cativa

lunedì 16 giugno 2014

Il fu Mattia Bazar


Invito presentazione libro:
"Il fu Mattia Bazar"
Cosmo Iannone Editore
Interverranno le autrici Antonella Presutti e Licia Vigliardi
Martedì 17 giugno, ore 18.00
Biblioteca Comunale Santa Maria delle Monache, Isernia

mercoledì 4 giugno 2014

Capistrellarte 2014



Capistrellarte 2014

Anche quest'anno la manifestazione Capistrellarte IV - Festa dell'arte in memoria dell'amico Ugo Bellucci, mostra - concerto dell'Istituto comprensivo di Capistrello, che si inaugura venerdì 6 giugno 2014 , dà seguito al progetto artistico culturale che porto ormai avanti da anni, che è inserito nel Piano dell'Offerta Formativa (Progetto Novecento) e che vede i nostri alunni come attori protagonisti, messi a confronto con artisti contemporanei per realizzare uno scambio vero, attivo e costruttivo, di colori, di forme, di segni, di esperienze individuali e collettive. Voglio sottolineare in questa breve nota come un gruppo nutrito di ragazzi riesce a rendere omaggio - attraverso elaborati, tele, manufatti - all'arte moderna e contemporanea, attraverso la propria interpretazione di opere passate alla storia dell'arte. Rende omaggio anche agli artisti invitati, italiani e stranieri, che documentano in modo significativo la loro presenza nel contesto delle ricerche messe in campo proprio a partire dal Novecento, secolo che ha visto l'Italia al centro del mondo dell'arte con il Futurismo che ancora oggi trasmette il proprio alito di cambiamento. Capistrellarte vuole riaprire con forza il dibattito del fare artistico nel nostro comprensorio, nella Marsica e nella Valle Roveto, territorio che ha vissuto in prima persona, in passato, manifestazioni artistiche che hanno lasciato il segno nella memoria della gente e della storia tutta. Capistrellarte vuole rendere partecipe tutta la cittadinanza ma soprattutto i ragazzi, per una consapevole crescita e per una completa realizzazione critica, intellettuale e culturale, per meglio approfondire la conoscenza delle cose del mondo ma soprattutto del sé. 

Scuola Media A.B.Sabin, Capistrello
Dirig. Scolastico Prof. Fabiana Iacovitti

CAPISTRELLARTE 2014
Di / Mostrando
Mostra di Arti visive
in memoria di Ugo Bellucci 
a cura di Mauro Rea

Testi di Mariella Colonna e Tommaso Evangelista


ARTISTI
Lino Alviani
Sergio Angeli
Nino Barone
Domenico Colantoni
Mario Costantini
Giovanni Giancarlo Costanzo
Giuliano Cotelessa
Fabio Scipioni De Santis
Dino De Vecchis
Rossano Maria di Cicco Morra
Donato Di Poce
Peppe Esposito
Arianna Fiore
Sergio Gabriele
Bruno La Pietra
Fausto Leonio
Luciano Lupoletti
Enrico Manera
Gian Ruggero Manzoni
Umberto Mastroianni
Cinzia Mastropaolo
Manuela Mazzini
Achille Pace
Maya Pacifico
Ciro Palladino
Mario Patriarca
Michele Peri
Mauro Rea
Leonardo Santoli
Mario Serra
Linda Smith
Marco Terroni

Catalogo © 2014 Marea servizi per L’Arte
In copertina
Immagine realizzata dagli allievi della scuola Media A. B. Sabin di Capistrello (AQ)
Referenze fotografiche degli artisti
Progettazione e impaginazione
Morra Art & Design - Pescara - www.morrarte.it

Con il Patrocinio
Comune di Capistrello
Marea Servizi per l’Arte
Pro loco di Capistrello

dal 6 al 21 giugno 2014
inaugurazione venerdì 6 giugno ore 10,30



domenica 1 giugno 2014

White Noise - Personale di Anna Di Fusco all'Auditorium di Isernia




“WHITE NOISE”
Personale di Anna Di Fusco


Comune di ISERNIA
Assessorato alla cultura

Presentano

WHITE NOISE
Opere di Anna Di Fusco

a cura di Tommaso Evangelista

dal 6 al 15 giugno 2014

Ala B Auditorium “Unità d’Italia”, Corso Risorgimento, 221, Isernia
Inaugurazione venerdì 6 giugno ore 18.00

Apertura tutti i giorni ore 17.30-20.00 

Espone per la prima volta nella sua regione la pittrice Anna Di Fusco, originaria di Sesto Campano ma residente da diversi anni a Roma. Dopo le importanti affermazioni artistiche nella capitale, su tutte la personale a Palazzo Odescalchi curata dalla critica Barbara Martusciello, presenterà negli scenari “underground” dell’ala B dell’Auditorium di Isernia una selezione di opere a monocromo, in parte inedite, a testimonianza della sua particolare ricerca sulla forma e sul colore, in quello che è stato definito per lei un “viaggio sentimentale nell’astrazione”. Partendo dal concetto di White noise (rumore di fondo) l’artista ha indagato nei lavori le potenzialità della materia in relazione all’utilizzo di limitati colori, nel tentativo di un’evidenza del segno e del gesto sulla superficie. Il colore bianco diventa un silenzioso linguaggio espressivo, dall’intima forza evocativa, come il nero suggerisce ipotesi materiche e il rosso dinamiche vitali, il tutto indagato da una lettura profonda e suggestiva della superficie. Come ha scritto di lei Bianca Attolico, tra le più importanti collezioniste romane e signora dell’arte, «Con Anna DI Fusco c’è questa leggerezza e lucentezza. Anche nei quadri neri non c’è mai malinconia, c’è luce sempre che dona ai nostri occhi serenità e preziosità. I rossi, i gialli, gli azzurri, i neri sono voli nel cielo perché i riflessi e la forza che hanno diventano guizzi». Più semplicemente l’artista scrive di sé: «Ora mi sto concentrando sul materico che è sempre stata la mia passione, il colore non mi basta più. È come se io stessa fossi fatta a strati e avessi dunque bisogno di tirarli via».


Estratto dal testo critico in catalogo White noise. Ipotesi monocromatiche di Anna Di Fusco

[…] Le opere di Di Fusco, alla luce di tante ed eterogenee influenze, sembrano vivere tra la sensualità materica e barbara di Burri e l’invisibile ricerca di spirito di Fontana, il quale aveva adottato una materialità liberata da qualsiasi atomo realista per mostrare una natura invisibile e celata oltre la superficie. Per l’artista di origini molisane, proveniente da eccellenti prove pittoriche di superamento delle tensioni costruttive, il bianco su bianco degli ultimi lavori è un significativo punto di arrivo nella riuscita rappresentazione di un silenzioso annullamento di tutte le forme adoperate finora. La materia pittorica si compenetra col supporto, compattandosi in costruzioni ritmiche e irregolari ricche di tensioni prospettiche che si percepiscono nelle ombre solide degli spessori. Emerge una spazialità nuova, sensibile al vuoto, dove il tocco della pittrice diventa fenomeno ottico complesso e la tela un tempo sospeso, come la pausa di un rumore. ”. Il bianco assoluto, come il silenzio, non esiste e tutta la pittura monocroma di Di Fusco cerca di suggerire delle impressioni ambientali ed armoniche ricavate dalla totalità del reale. I lavaggi di colori, gli accostamenti tono su tono, le spatolate e l’uso evidente della traccia, che parrebbero indirizzare verso una pittura d’azione, cercano di modulare gli ambienti in attimi e pause poiché l’intento dell’artista è quello di decorare con i gesti le misure personali, lasciando all’evocazione quella freschezza naturalistica alla quale si arriva per lenta comparazione. Una declinazione della leggerezza e il tentativo di ricomposizione del piano pittorico, ormai saturato dalla materia e per questo in perenne disvelamento attraverso i segni e le tracce lasciate dalla pittrice. L’intento è proprio quello di somministrare al fruitore frammenti sonori, ovvero quel rumore di fondo capace di colorare la vita e senza il quale tutto si perderebbe in un vuoto inquieto. Ma soprattutto c’è il colore, analizzato e sperimentato nella tridimensionalità dell’impasto cromatico, nella sua risonanza interna di sintesi […]
Tommaso Evangelista


ANNA DI FUSCO
nasce a Sesto Campano (IS) e si trasferisce a Roma dove si laurea in Lingue e letterature straniere e dove attualmente vive e lavora sperimentando la pittura.

Mostre recenti

2010
“Dalle stalle alle stelle”. Galleria Arte e pensieri, via Ostilia 3, Roma
2011
“New economy a Natale: la Borsa nera”, Galleria Arte e pensieri, via Ostilia 3, Roma
2012
“Sarà tre volte Natale (e festa tutto l’anno)”, Galleria arte e pensieri, via Ostilia 3, Roma
2013
“House show”, personale con open studio, Roma
“Urbis et Artis”, collettiva, Università del Serafico, Roma
“Exibition”, collettiva, Tusenhjemmut, Badoo, Norvegia
2014
“Anna Di Fusco Opere”, Palazzo Odescalchi, Roma

Contatti:
annadifusco@libero.it
http://annadifusco.wordpress.com/


venerdì 30 maggio 2014

Adiacenze. Lavori del liceo artistico Manuppella in dialogo con la collezione Longo



Il CAMUSAC - Cassino Museo Arte Contemporanea - nell’attuazione dei suoi programmi didattici ed educativi volti a promuovere la conoscenza della sede e della collezione attraverso laboratori integrati con le programmazioni scolastiche, ha organizzato insieme al Liceo Artistico “G. Manuppella” di Isernia, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, una serie di incontri dedicati a vari aspetti del contemporaneo. Lo scopo dei laboratori è stato quello di far familiarizzare i ragazzi con le dinamiche e le problematiche dell’arte contemporanea, stimolando un lavoro mirato sulle opere della collezione per la realizzazione di specifici elaborati in dialogo con le stesse. A conclusione di un ciclo di incontri e lezioni, e dopo un lavoro creativo autonomo e uno sviluppo in laboratorio, i ragazzi delle diverse sezioni del liceo (Moda e Costume, Architettura e Ambiente, Design, Arredamento e Metalli) esporranno al museo i propri lavori e una selezione di opere storiche della scuola.

Il Liceo Artistico di Isernia, ex Istituto d’arte, infatti, è stato tra i primi Istituti ad essere fondato in Italia e tra i più all’avanguardia, potendo vantare, soprattutto negli anni Sessanta e Settanta, l’insegnamento di grandi maestri, tra tutti Eliseo Mattiacci, Tonino Petrocelli e Bruno Munari, i quali hanno dato all’ambiente un taglio estremamente sperimentale, capace di unire l’artigianato locale alla grande lezione del design. Tale tradizione, trasmessa fino ad oggi ai ragazzi grazie al sapiente lavoro dei docenti, sarà quindi in dialogo con le opere permanenti della collezione Longo e con i lavori delle due nuove personali, di Nagasawa e Longo, dimostrando come quel sottile dialogo tra le arti si possa sviluppare anche in giovane età.

Il CAMUSAC, da par suo, attraverso il lavoro del Servizio Educativo e la curatela di Tommaso Evangelista, ha dimostrato l’apertura alla didattica e al dialogo con i giovani, ponendo le sue opere al servizio di un comprensione e di un lavoro sul linguaggio sempre più fondamentale nel contesto attuale. Il titolo Adiacenze, infatti, nel voler sottolineare l’ispirazione dei lavori dei ragazzi dalle opere del Museo, oltre a sottolineare il riuscito dialogo ci comunica anche il tentativo di prossimità che si raggiunge studiando opere di indubbio valore formale e costruttivo. L’eccellente qualità della collezione del Camusac permette allora uno stimolo costante, nel rapporto con i ragazzi, e la certezza di un riscontro positivo nelle tante sperimentazioni attuate poiché l’arte è valida se favorisce e incoraggia il dialogo e la sperimentazione. Diceva Bruno Munari parlando di Tonino Petrocelli: "L'unica costante della realtà è la mutazione".

Il museo: Cassino Museo Arte Contemporanea
Curatore artistico: Tommaso Evangelista. Servizio Educativo CAMUSAC (S.E.C.)
Partner: Liceo Artistico “G. Manuppella” di Isernia
La mostra: Adiacenze. Lavori del liceo artistico Manuppella in dialogo con la collezione Longo
Dove: Cassino, via Casilina Nord, 1
Quando: dal 10 giugno al 14 settembre 2014
Orario: aperto sabato e domenica dalle ore 16 alle 20, altri giorni su prenotazione
Info e prenotazioni: tel. +39 366 5904400
Ingresso: libero

lunedì 26 maggio 2014

Nuove soluzioni del design contemporaneo nelle arti applicate - a Venafro


Le esperienze di maestri d'arte della pittura, della lavorazione del metallo e della lavorazione del mosaico. In mostra soluzioni contemporanee alle arti applicate. Espongono Marianna Capasso Barbato, Pietro Coraggio e Simona Materi.
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