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sabato 9 maggio 2015

Dipingere con la Luce


CAMPOBASSO. Il 21 maggio dalle ore 17.00 nell’atrio del Palazzo Magno, via Roma 47, verrà inaugurata la mostra fotografica “Dipingere con la luce”, a cura del critico d’arte Tommaso Evangelista e del fotografo Luigi Grassi (conferenza stampa ore 10). L’evento nasce da un percorso didattico legato al mondo della cultura delle immagini tenuto dallo stesso Luigi Grassi. Gli allievi, Chiara Brunetti, Carmine Cefaratti, Rossana Centracchio, Cristiano Civerra, Carmen Giancola e Lello Muzio, hanno avuto modo non solo di conoscere e sperimentare le proprietà dei materiali sensibili alla luce e di approcciarsi allo sviluppo fotografico, ma soprattutto di scoprire i molteplici lineamenti e cromie del linguaggio fotografico. Ognuno degli allievi ha fatto della propria esperienza in camera oscura un percorso interpretativo della forma degli oggetti che si rivelano nelle opere in eterogenee tonalità. La creatività e la fantasia sono gli unici comuni denominatori di queste opere, che verranno esposte dal 21 maggio sino al 7 giugno, orari per le visite: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 19.00

Cellula, ombre e luci_Carmine Cefaratti

Orizzonti_Carmen Giancola

UN LABORATORIO NECESSARIO
di Luigi Grassi

Un laboratorio in cui abbandonare la macchina fotografica e lavorare direttamente sulla carta fotosensibile con la luce. Lavorare con le forme astratte, geometriche, primarie significa entrare in contatto con la propria soggettività. A volte lo strumento fotografico, per il principiante assoluto, può inibire o bloccare l’acquisizione di un personale linguaggio fotografico e assopire le capacità critiche rispetto al mondo delle immagini e a quelle che si vanno producendo. Credo fortemente che la camera oscura e un percorso di fotografia sperimentale siano una disciplina efficace per acquisire una consapevolezza superiore o semplicemente diversa riguardo alle idee della fotografia e ai progetti che si vogliono sviluppare attraverso questa materia. In questo primo esperimento didattico gli studenti hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con il mondo della fotografia attraverso la manipolazione diretta dei materiali fotografici, hanno compreso i rudimenti che sono alla base dell’uso della macchina fotografica e hanno applicato una metodologia progettuale legata alle immagini da realizzare. Sono felice e orgoglioso di poter presentare in questa occasione i risultati del corso di fotografia “Dipingere con la luce”.

Genesi_Lello Muzio

Primavera di Fiori Chimici_Chiara Brunetti

IMMAGINI PER PASSAGGI
di Rossana Centracchio

“Dipingere con la luce”: una definizione semplice ed essenziale, ma che racchiude in sé le molteplici interpretazioni dell’arte fotografica. Dipingere non è altro che rappresentare, con intenzione, un oggetto reale o immaginario su una qualsiasi superficie per mezzo di colori. Noi, al posto dei colori, abbiamo utilizzato la luce, giocando con essa fino a creare contorni e ombre sulla carta che hanno dato vita a forme e a immagini, a “organismi viventi”. Non si tratta però di mostrare la mera struttura interna degli oggetti, ma di ricercare una natura “altra”, non sempre governabile dalla nostra razionalità. Ed è questo l’aspetto più interessante del nostro laboratorio: la scoperta inattesa, l’improvvisa rivelazione di immagini e figure. Sia l’intenzione, ovvero l’atto, con cui tendiamo verso un oggetto, sia l’immagine o forma dell’oggetto da noi conosciuto non corrispondono così all’idea inizialmente elaborata. Il laboratorio è anche ricerca essenziale dei costituenti fondamentali di un oggetto e della loro interazione.In questo modo la fotografia diventa strumento di indagine dei materiali e sui materiali, in grado di allontanarci dalle presunte analogie con l’esperienza quotidiana. Impressionare sulla carta, dunque, la materialità per considerare le modalità di creazione, ma anche di alterazione, del significato di una immagine. Ed è qui che entra in gioco il ruolo fondamentale del tempo, il quale diventa la rappresentazione concreta dei singoli momenti che costituiscono il processo di elaborazione dell’immagine fotografica. “Dipingere con la luce” non è altro che una esperienza spontanea e ricca di entusiasmo di fronte al tentativo di conoscere ciò che si pone al di là della nostra visione fotografica.

Taenia_Cristiano Civerra

Trame di Storie Brevi_Rossana Centracchio

IMPRESSIONI PER CONTATTO
di Tommaso Evangelista

Edouard Isidore Buguet, fotografo francese dell’Ottocento appartenente al movimento spiritualista, era famoso a Montmartre per la sua abilità nel far apparire in una fotografia lo spettro o il fantasma della persona cara al cliente che si recava da lui per una sorta di ritratto post-mortem. Arrestato nel 1875, la polizia scoprì che introduceva nella macchina fotografica delle lastre già impressionate con forme, figure e scritte che dovevano apparire sulla fotografia finale. Il fotografo però si poneva come medium cercando di evocare l’immagine. In fondo dipingeva con la luce, o meglio la richiamava nei filtri, dato che i suoi scatti, oggi, ci appaiono delle singolari invenzioni surrealiste, prive di quel fascino macabro che aveva colpito ingenuamente i parigini. La fotografia è un medium, anch’essa, oscuro ed enigmatico, tanto più ermetico e suggestivo quanto più torna indietro alle tecniche e ai processi antichi di stampa, nelle quali il gioco individuale sulla matericità delle forme si confonde con la tensione della scoperta. Ma la distanza con queste ricerche sta nella luce che crea contorni e distrugge le forme. Se le cronofotografie di Muybridge rivelavano chiaramente, come disse Degas, gli errori in cui sono incorsi tutti gli scultori e i pittori mostrando, all’occhio umano che confonde, l’autenticità del movimento, l’impressione della luce per ottenere l’impronta chimica di una immagine va esattamente nella ricerca opposta che individua nella rappresentazione personale e manuale l’interazione con il soggetto. Si fotografa non per oggettivare ma per vedere che aspetto avrà l’oggetto fotografato come se la realtà della lastra fosse altra dalla realtà fenomenica. La luce è, in fondo, un oggetto malinconico che smaterializza il corpo trasfigurando la visione che diventa, veramente, processo di evocazione “spiritica” delle forme. Forse l’attività “esoterica” di Buguet ci comunica molto più dell’impressione fotosensibile delle idee che della possibilità di evocare, in foto, i morti. Una lastra, del resto, rimane pur sempre il tentativo di impossessarsi dell’anima delle cose.

informazioni: cfcvivianmaier@gmail.com

lunedì 27 aprile 2015

Guerra e pace - Una mostra sulla resistenza a Campobasso


Il Comune di Campobasso e l'Associazione INCAS, in collaborazione con le associazioni thisPLAY e Razor, il Centro Culturale ex ONMI, il Centro Studi Storici e Sociali “V. Fusco” e la Gump edizioni, organizzano presso il Centro Culturale ex ONMI di Campobasso nei giorni 23, 24 e 25 aprile 2015 la manifestazione “1945 - 2015: 70 anni dalla Liberazione”.

Nella tre giorni dedicata al settantesimo anniversario si terranno varie iniziative: due repliche del monologo storico “Il Duce ha sempre ragione!”, la presentazione del libro relativo allo spettacolo, la mostra di arti visive "guerra e pace: resistere oggi", letture sceniche a tema, la mostra "spaziolibEro" dedicato ai testi che raccontano la storia del Ventennio e della Resistenza, proiezioni di documentari e cortometraggi.

giovedì 23 aprile 2015

Palumbo - Utopia

PROGRAMMA

ore 16:30
Vis a Vis - Fuoriluogo 17
Artists in Residence Project
un progetto realizzato da Limiti inchiusi arte contemporanea a cura di Silvia Valente
artisti: Maria Chiara Calvani, David Fagioli
Presentazione catalogo e proiezione del video documentario del progetto di residenza per artisti Vis a Vis - Fuoriluogo 17

ore 17:30
degustazione con la partecipazione delle aziende dell'eccellenza enogastronomina molisana:
CANTINE D'UVA - Larino (CB)
OLIO PIGNATELLI - Monteroduni (IS)
CASEIFICIO BIFERNO di PULSONE FRANCO - Bojano (CB)

ore 18:00

Massimo Palumbo
UTOPIA
A cura di Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio

Massimo Palumbo, artista visivo e architetto attivo tra Latina e il Molise, ideatore del grande progetto MAACK-Kalenarte, il Museo a cielo aperto di arte contemporanea di Casacalenda (Cb).
In questa mostra Massimo Palumbo fonde i suoi diversi campi espressivi in una grande installazione dove i linguaggi delle arti visive e dell’architettura si legano per mettere in scena una riflessione sul tema dell’Utopia come luogo dell’irrealizzato, del possibile e del progetto.
L’Utopia rappresenta, infatti, da secoli uno dei motivi portanti di una certa visione dell’architettura vista non solo come arte ma come strumento di innovazione e di sviluppo, di intervento sul mondo e sulla società.
In questo contesto, si colloca l’azione stessa di Palumbo in Molise, la sua visione dell’arte contemporanea proprio come Utopia (molto spesso realizzata) di una nuova visione del del reale, come sistema di azione per dare un nuovo impulso sociale e culturale al suo territorio di origine.
La scrittura, l’oggetto, il disegno e la luce sono i fili conduttori che ci accompagnano in questa nuova costruzione dell’Utopia, in un allestimento allo stesso tempo lineare e complesso che rappresenta bene il mosaico di interessi e creazioni composto da Palumbo, il suo metodo dove prassi e teoria, progetto, esecuzione e idealità si coniugano in un solo e articolato discorso teso costantemente verso un’azione destinata a dare forma concreta al sogno, non solo estetico, dell’Utopia.

martedì 21 aprile 2015

Invasioni Digitali a Rocchetta a Volturno

Invasioni Digitali è un progetto  rivolto a diffondere la cultura digitale e l’utilizzo degli open data, formare e sensibilizzare le istituzioni all’utilizzo del web e dei social media per la realizzazione di progetti innovativi rivolti alla co-creazione di valore culturale oltre che alla promozione e diffusione della cultura e del territorio. 

Per l'evento 2015 -24 aprile > 3 maggio- per il Molise aderirà il comune di Rocchetta a Volturno con un'invasione programmata per il giorno 24 presso il Museo del Secondo Risorgimento d'Italia.

L'Hashtag per tutti i contributi è #INVASIONIDIGITALI


giovedì 16 aprile 2015

Museo Civico Virtuale di Bojano

Il Museo Civico Virtuale di Bojano è un gruppo su Facebook che vuole creare una raccolta di immagini relative a reperti archeologici ed oggetti di interesse storico, artistico e culturale da collocare nel museo civico di Bojano (una sorta di museo virtuale fruibile da tutti i visitatori). Tra le immagini postate, che testimoniano la ricchezza e, purtroppo, l'abbandono, della città transitata attraverso il periodo sannita, romana, medievale e moderna, sono inclusi anche elementi attualmente conservati in altri musei, in collezioni private ed eventuali donazioni. Di seguito alcune immagini della raccolta.





Cassandra. Le idee del 2001 e i fatti del decennio


Dal 23 aprile al 7 giugno, il mercato coperto di Campobasso ospita “Cassandra. Le idee del 2001e i fatti del decennio”, una mostra sul primo decennio del nuovo millennio, raccontata attraverso immagini di grandi fotografi, installazioni, video, interventi di giornalisti e scrittori. 

L’esposizione, organizzata dall’associazione MuSE in collaborazione con Vivian Maier e promossa dall’assessorato alla cultura della Regione Molise e curata dall’associazione Progetto Comunicazione con la direzione artistica di Federico Mininni, è frutto di un vasto lavoro collettivo e presenta oltre 250 opere tra fotografie, disegni, vignette, video.

Hanno collaborato a Cassandra decine di fotoreporter, compresi grandi nomi della fotografia insigniti di importanti premi internazionali, come Francesco Cito, Massimo Di Nonno, Justin Jin, Fernando Moleres, Samuele Pellecchia, Ivo Saglietti. Hanno scritto per Cassandra giornalisti ed esperti fra i quali: Vittorio Agnoletto, Erri De Luca, Alessandra Fava, Mario Portanova, Gino Strada, Alex Zanotelli.

Il nome della mostra, Cassandra, rende merito alla capacità di visione del movimento che nel luglio 2001 si radunò a Genova contrapponendo al vertice dei potenti un’agenda alternativa, basata sui diritti, la giustizia sociale, la pace. Il contro-vertice di Genova fu brutalmente represso, in una delle pagine peggiori della nostra democrazia, ma le sue analisi economiche, etiche e geopolitiche sono risultate straordinariamente lucide e le sue previsioni si sono rivelate esatte negli anni recenti, quando le conseguenze delle politiche neoliberiste - crisi, guerre, dissesti climatici, fame, ingiustizia - sono apparse nella loro evidenza.

Nel suggestivo spazio del mercato coperto di Campobasso la cronologia del decennio è raccontata da 11 grandi pannelli illustrati con le notizie da non dimenticare, e da 99 vignette di Ellekappa e Vauro. Attorno alla cronologia, si svolge il racconto tematico di Cassandra, articolato in quattro sezioni: economia e lavoro, guerra e repressione, beni comuni, società e diritti.
La sezione dedicata a economia e lavoro ospita i reportage fotografici di Francesco Cito, sui lavoratori della pastorizia e della pesca in Sardegna, e di Justin Jin, sulle condizioni degli operai in Cina.
La sezione dedicata a guerra e repressione comprende i disegni di Fernando Botero sugli orrori di Abu Ghraib e tre reportage fotografici: di Fernando Moleres sul carcere minorile in Sierra Leone, di Samuele Pellecchia su piazza Tahir al Cairo e di Ivo Saglietti sull’identificazione delle vittime di Srebrenica. In questa sezione, Cassandra dedica anche un approfondimento ai fatti di Napoli e Genova 2001, con fotografie, fumetti, video e testi.
La sezione dedicata ai beni comuni offre due grandi affreschi collettivi dei fotografi dell’agenzia Prospekt, il primo sull’acqua e la vita dei grandi fiumi, il secondo sui disastri climatici e ambientali, con immagini provenienti da ogni angolo del pianeta. In video, il concerto in presa diretta di Fred Frith e Tony Rusconi Tempo della musica, tempo dell’acqua. In questa sezione, Cassandra racconta anche le iniziative dei tanti “luoghi resistenti” che in Italia si sono opposti alla speculazione delle grandi opere e hanno difeso la salute dei cittadini e dei territori.
L’ultima sezione, società e diritti, si occupa dei diritti fondamentali, con testi su casa e salute, e con un racconto fotografico collettivo sui bambini nelle scuole del mondo. Massimo Di Nonno racconta con le sue immagini l’arrivo dei migranti a Lampedusa, Eros Mauroner la battaglia di Brescia per il diritto di cittadinanza.
Un album di fotografie e filmati racconta i dieci anni del World Social Forum, da Genova a Porto Alegre, da Mumbai a Dakar, e tutto il percorso della mostra è scandito da brevi citazioni di pensatori vicini al World Social Forum, come Noam Chomsky, Susan George, Vandana Shiva.

La mostra “Cassandra. Le idee del 2001 e i fatti del decennio”, è stata allestita per un mese al Palazzo Ducale di Genova in occasione del decennale dei fatti di luglio 2001; al Palazzo delle Arti di Napoli, dal 27 ottobre all’11 dicembre 2011; a Venezia, a Forte Marghera, dal 25 aprile al 10 giugno 2012; al Palazzo della Ragione di Milano dal 4 ottobre al 18 novembre 2012.

orari per le visite: dal lunedì al sabato ore 9.00-14.00 e 16.30-19.00 • domenica ore 16.30-19.00

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