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giovedì 29 dicembre 2016

Imago - Paride Di Stefano, Nelida Di Stefano e Katja Smerdu a Isernia


Tre artisti per lo Spazio Cent8anta-Galleria d’arte cultura e società nel cuore di Isernia, durante tutto il periodo natalizio. Tra le esposizioni finora offerte dalla giovane galleria la collettiva è di certo tra le più interessanti sotto il profilo artistico: Katja Smerdu, Paride e Nelida Di Stefano nella loro IMAGO. Paride e Nelida sono cresciuti a Sant’Agapito, in provincia di Isernia. Katja è la compagna di Paride, slovena. I due vivono in Slovenia dove producono opere, insegnano e gestiscono la loro galleria Aperion. Nelida si divide tra il Molise e il resto d’Italia, tra collaborazioni, insegnamento e ricerca.
A distanza di ben otto anni tornano nella loro provincia con un’esposizione collettiva di pittura, scultura e video art. E' l’occasione per i tre autori di presentare il nuovo ciclo pittorico: quello di Nelida che si affaccia a un paesaggio diverso, cosmopolita, fatto di sguardi urbani, Apeiron la serie di Paride mai esibita nella sua interezza. Il ‘filo d’acciaio’ di Katja, invece,  sarà l’elemento essenziale che delinea il tempo.

Di seguito alcuni scatti della mostra.

Nelida Di Stefano

Katja Smerdu

Paride Di Stefano - Serie Aperion

Paride Di Stefano 

Fernando Battista - Lo sguardo altrove


Dal 22 dicembre 2016 fino al 7 gennaio 2017 presso la sede di Pentacromo in via Bellini 7 Cassino, sarà allestita la mostra di pittura di Fernando Battista, antologia dell’artista tra i più importanti del Molise. L'evento è a cura di Rocco Zani ed è promosso dall’associazione Pentacromo, in cui membri sono in buona parte ex allievi del maestro. Fernando Battista, nato ad Isernia nel 1941, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli. È presente nella Storia dell’arte italiana per generazioni di Giorgio di Genova (Edizioni Bora), sul Tomo II de La pittura in Italia – Il Novecento/2, a cura di Carlo Pirovano (Edizioni Electa) ed in diverse pubblicazioni, cataloghi e riviste di rilevanza nazionale. Dal 1962 al 1967 ha insegnato all’Istituto d’Arte di Corato, in provincia di Bari. Successivamente all’Istituto d’Arte di Isernia e dal 1970 al Liceo Artistico di Cassino. Battista è stato allievo ed amico di Renato Guttuso. Il pittore di Bagheria, a sua volta amico di Pablo Picasso, diceva di volersi comportare con Fernando Battista come l’artista spagnolo si era comportato con lui. Questo fa comprendere la grande considerazione che Guttuso aveva per il nostro conterraneo e quindi l’importanza ed il rilievo artistico che Battista possiede. Egli ha sempre considerato l’attività artistica come espressione d’impegno sociale, come morale esigenza di partecipazione alla vita del popolo, degli umili operai che col sudore della fronte contribuiscono allo sviluppo della società. negli ultimi anni, la pittura di Battista ha abbandonato la figurazione per farsi materica ed informale, la forza della verità e della realtà rimane imprescindibile, anzi ne viene esaltata.

"L'uccello aveva ragione" - Ciclo autobiografico - 1983. Olio su tela. 129x183



Inaugurazione


mercoledì 28 dicembre 2016

Exhibited Frequency / Winter Edition /


Festival del libro e della scrittura creativa TERZA EDIZIONE 
+ Exhibited Frequency Winter Edition
28 dicembre 2016, dalle 18:30 alle 23:00 - SPAZIO CENT8ANTA
-Presentazione libro ‘Atto di dolore’ di Tommaso Nelli, insieme a Paolo De Chiara e Francesco Giampietri. "Un’opera che ripercorre, con minuzia e lucidità, una delle vicende più oscure e controverse degli anni Ottanta in Italia, il rapimento di Emanuela Orlandi"
-Concerto a cura della Isernia Music School - Lorenzo Iavagnilio (voce e chitarra)
-Aperitivo-Food/Wine
-EXHIBITED FREQUENCY - One night video art and projection show–Winter Edition - Video art/ opere di Katja Smerdu, Paride e Nelida Di Stefano a cura di Tommaso Evangelista
-SPECTRUM
SPAZIO CENT8ANTA-Galleria d'arte, cultura e società
Corso Marcelli 180, Isernia


Exhibited Frequency / Winter Edition /

L’idea di una rassegna di videoarte, la prima in Molise con caratteristiche di indagine e ricezione del territorio, nata in sinergia con la galleria Cent8anta durante l’estate, continua la sua evoluzione in questa tappa invernale, andandosi a legare con l’ultima mostra presentata negli spazi isernini: Imago. I tre artisti, Nelida Di Stefano, Paride Di Stefano e Katja Smerdu, proiettando le loro ricerche nel campo dell’immagine in movimento arricchiscono la fruizione della collettiva che si apre a nuovi linguaggi. In particolare Paride Di Stefano, in prima assoluta, propone un’antologia della sua produzione video che si dimostra intimamente legata alla ricerca pittorica, arricchendo di spunti e di impressioni la fruizione delle tele. Atomomundi, del 2007, realizzato insieme con Katja Smerdu, è la storia del pianeta Terra, inteso quale “atomo nell'immensità di una cellula”, ma anche la storia del nostro abitare il mondo, con le immagini del fluire dell’acqua che si contaminano con frammenti di costruzione-distruzione. Questo senso di perenne conflitto e di scontro attuale si percepisce nella dicotomia di V Anthropos I -The Match, del 2010, con la contrapposizione di una silente e inerme montagna a simboleggiare la staticità del tempo e lo scorrere violento e veloce di immagini catturate dal bordo di una macchina. L’idea di opposizione-confronto torna in V Atlante VI Good and bad world con l’artista a reggere contemporaneamente il mondo e un cassonetto dell’immondizia -che infine lo schiaccerà- cassonetto che viene ripresentato in Atlante VIII Caos, del 2012, con lo schermo tripartito a marcare la precarietà della presenza, il rapporto dell'uomo con il mondo e la difficoltà di raggiungere il giusto equilibrio nel rispetto della natura. V PagusMundi III si basa su un montaggio serrato, distorto, al limite della paranoia visiva, nel quale ritorna la contrapposizione tra l’immagine della bici e del lento percorso e una serie di frame tratti dal mondo naturale e artificiale, quasi in lotta violenta come se fossero un’estensione della capacità immaginativa e compositiva dell’artista. In Anthropos III “Melamangio”, del 2010, ricompare l’idea della finitezza del mondo, dei disastri ambientali e consumistici che divengono disastri “artistici” nella misura in cui annullano la finitezza dell’armonia, evidenziando un caos quasi primordiale il quale emerge in maniera evidente nella recente serie IMAGO basata sull’evidenza ravvicinata del colore e degli effetti di luci e fluidi. Nelle opere di Paride l’immagine distorta e opposta, quasi contraddetta, il cui senso sembra scomparire con la ripetizione, non fa che evidenziare come lo schermo non contenga le immagini ma ne sia un semplice “proiettore”, ovvero un mezzo per mostrare la processualità del vissuto e dell’ambiente nel quale ci si relaziona. Di Dada, premessa di molte pratiche Fluxus, vi è una certa visione del tempo-spazio presente, una visione contratta e scorrevole, rimontata e rimodulata attraverso i personali eventi-avvenimenti a cui l’artista attinge come ad un magazzino (o ad una discarica). La struttura urbana diviene un’icona fluttuante e la trasformazione ambientale una forma di potere e di dominio. L’artista, a conclusione della rassegna, ritorna al centro della strutturazione delle forme-frame in SPECTRUM, una performance audiovisiva dal vivo che si basa sull’interazione di video e suoni. Attraverso la proiezione contemporanea su schermo e su televisori di forme o interferenze Di Stefano traduce le onde in immagini, colori e suoni metaforici, indagando in profondità lo spettro elettromagnetico che lo circonda e producendo strutture nuove come fossero scritture automatiche. L’ossessiva presenza del disturbo video, la performatività, la ricerca di una continuità spazio-temporale e l’insistenza sul suono per destrutturare la “formafantasma” della visione analogica, rendono quest’azione estremamente complessa e suggestiva, un raro momento di ricerca estetica all’interno di una situazione visiva che appare quasi un esperimento o un test.

Tommaso Evangelista



mercoledì 30 novembre 2016

Rilevamenti #1 - Nuova collettiva al CAMUSAC


Dopo il significativo evento dedicato all'opera di Nicola Carrino, uno dei protagonisti di spicco dello storico Gruppo Uno di Roma, venerdì 9 dicembre 2016, a partire dalle ore 15,30 e fino alle 20,00, è in programma presso il CAMUSAC l'apertura della mostra “Rilevamenti # 1”, ideata e progettata da Bruno Corà in collaborazione con Daniela Bigi, Tommaso Evangelista, Aldo Iori, Federico Sardella e Marco Tonelli che hanno individuato, ognuno con proprie indicazioni critiche, i primi cinque nuclei di artisti invitati in questa rassegna.

L'evento “Rilevamenti # 1” si configura pertanto come il primo di una vasta ricognizione critica a respiro italiano, rivolto a segnalare artisti emergenti o di cui si vanno definendo le cifre linguistiche distintive che li impongono sulla scena artistica nella seconda decade di questo inizio di millennio.

L'iniziativa ha parimenti la volontà di sottolineare le personalità critiche che negli ultimi anni si sono rivelate e impegnate con maggiore determinazione mediante una produzione curatoriale, saggistica e di ricerca che ha indotto la direzione del Museo a considerarne gli esiti con motivato interesse.

Gli artisti invitati a “Rilevamenti # 1” sono: Gianfranco Maranto, Campostabile, Genuardi/Ruta, Davide Mineo (a cura di Daniela Bigi), Riccardo Ajossa, Alessio Ancillai, Michele Giangrande, Roberto Pugliese (a cura di Tommaso Evangelista), Luca Pozzi, Michele Guido, Giovanni Termini, Michele Ciribifera (a cura di Aldo Iori), Claudio Citterio, Yari Miele, Maria Elisabetta Novello, Antonella Zazzera (a cura di Federico Sardella), Jacopo Cardillo, Nebojsa Bogdanovic, Chiara Sorgato, Marco Ulivieri (a cura di Marco Tonelli).

La mostra annovera 2 opere per ogni artista, per un totale di 40 lavori. Ogni curatore ha provveduto alla scelta delle opere insieme alla stesura di un breve profilo critico che insieme a una sintetica bio-bibliografia comparirà nel catalogo previsto per l'evento, comprensivo di testi critici introduttivi e immagini delle opere per i tipi della casa editrice Magonza di Arezzo.

Nel corso dell'apertura della mostra saranno previste conferenze e tavole rotonde che forniranno spunti di osservazione e riflessione sul nuovo panorama artistico di cui “Rilevamenti # 1” intende essere espressione.

Per ogni eventuale informazione sulla mostra o sulla logistica inerente l'iniziativa rivolgersi al n. +39 335 52 59 956 - o per mail all'indirizzo info@camusac.com.

venerdì 4 novembre 2016

Ionta al Circolo Sannitico



Dal 4 al 12 novembre gli splendidi spazi del Circolo Sannitico di Campobasso ospitano la prima personale di Angelo Ionta, dal titolo unicamente IONTA. La mostra, che presenta circa una ventina di opere su tela e su carta, vuole essere un inizio di ricerca pittorica e il tentativo di cominciare un dialogo con il pubblico. Soggetti marini nei quali si percepisce una indagine sulla materia e sul colore dialogano con vedute sintetiche e naif o visioni dai tagli surreali e in prima persona. Emerge un mondo ingenuo e spontaneo, a tratti delicato e spoglio, fortemente influenzato dal tentativo di catturare la luce e l’impressione e di giocare con la semplificazione assoluta del piano. È solamente una prova nata dal desiderio di mettersi in gioco e misurarsi con un linguaggio, quello artistico, che ha precise regole da ricercare e indagare: “L'arte mi cattura -scrive Ionta- perché è una grande sfida, infatti da autodidatta la pittura è per me come una nave in un mare in tempesta sulla quale navigo alla continua ricerca di acque amiche e tranquille, insomma una lotta che cerco di vincere”. Una lotta che si declina intorno a ciò che genera emozioni e fa nascere il desiderio della rappresentazione.

IONTA
4-12 novembre 2016
Circolo Sannitico, C.so Vittorio Emanuele II, Campobasso
Inaugurazione ore 18


Federico Lombardo alla Galleria Gino Marotta


Università degli Studi del Molise
Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione
Galleria Gino Marotta / ARATRO
archivio delle arti elettroniche laboratorio per l’arte contemporanea


FEDERICO LOMBARDO
SL PROJECT

a cura di
Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio

Inaugurazione 3 novembre 2016 ore 17.30


L’ARATRO inaugura la sua nuova stagione espositiva con una nuova mostra personale di Federico Lombardo dove saranno presentati due nuovi recenti cicli di opere digitali e disegnative esposte per la prima volta, insieme ad alcune opere pittoriche. Lombardo lavora sul limite incerto che separa la pittura tradizionale dalla sua ricreazione mediante i programmi informatici, costruendo una sorta di Second Life della pittura stessa, sospesa tra materialità e immaterialità.
Nelle opere in mostra l’artista riflette così sui temi del ritratto e della copia dai grandi maestri della pittura antica, in opere completamente ricostruite dalla sua mano attraverso pennelli reali o digitali. Lombardo scopre quindi un sistema metodologico posto al limite tra passato e futuro, nello snodo tra la storia, la sua ricostruzione e la sua trasformazione attraverso una visione contemporanea.
Nella sua proiezione futuribile, l’artista cerca tuttavia di tornare costantemente a un nucleo originario e psichico, alla necessità umana di fare pittura anche attraverso media nuovi ma che conservano radici archetipe.
In questo viaggio parallelo, Lombardo dialoga così con il Rinascimento, e con il Barocco, insegue Guido Reni, Caravaggio, Giorgione e Ribera, ricostruisce volti facendoli emergere dalle tenebre del nulla, ridà senso al flusso ininterrotto di un fare pittorico che, nonostante oblii e negazioni, rinasce e fiorisce perennemente dal profondo dell’anima umana.

Federico Lombardo- Nato a Castellammare di Stabia nel 1970, vive e lavora a Ciampino (Roma). Diplomato in scultura col maestro Augusto Perez. Tra le numerose esposizioni si ricordano: 1998 Immagini di donna, Galleria Marazzani Visconti Terzi, Piacenza; 1999 Il nuovo ritratto in Italia , spazio Consolo, Milano; Tre modi di essere donna, Galleria In Arco, Torino; 2000 Sui Generis, PAC, Milano; 2001 V Biennale del Sharajah, Dubai, Emirati Arabi; 2002 Acquerelli, Galleria Alessandro de March, Legnano; D'Italia, Galleria d'arte e moderna e contemporanea Repubblica di S. Marino; 2003 Federico Lombardo, Bonelli arte contemporanea Beel, Guida ,Lombardo, d'AC Ciampino, Roma; Mito Contemporaneo Futurismo ed oltre. Basilica Palladiana, Vicenza. La nuova Scena artistica italiana, nell'ambito della 50° Biennale di Venezia; Parlamento europeo Strasburgo; Promotrice delle Belle Arti, Torino. 2005 The 2Nd Contemporary painting Awards, Frissiras Museum, Atene; 2007 Point of departure, Dean Project, New York; 2008 XV Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni; Sconfinamenti , museo Castel Sant'Angelo, Roma; 2009 Experimenta, Collezione Farnesina, Ministero Affari Esteri, Roma; 2011 54° Biennale di Venezia, L o Stato dell'arte Campania; 2° Biennale di Video fotografia, Alessandria; 2012 Nina, Nuova immagine napoletana, PAN, Napoli; Il corpo trascendente Galleria Ninapì Ravenna; 2013 Il corpo trascendente, personale- MaC museo arte conteporanea Caserta; 2015 48 Premio Vasto, Vasto; Bocs, residenza artistica,Cosenza; 2015 Galleria Nazionale di Parma, digital drawing performance, omaggio a Nattini; 2016 Biennale del disegno di Rimini; BQB Gallery, Federico Lombardo “Ai confini della pittura”.

ARATRO- archivio delle arti elettroniche - laboratorio per l’arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, Università del Molise, via De Sanctis 86100 Campobasso Info: + 39 3385912482; aratrounimol@gmail.com
Facebook: Galleria Gino Marotta- Aratro Università del Molise
Dal 3 novembre al 5 dicembre 2016.



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