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mercoledì 2 agosto 2017

terravecchiaventiquattro


terravecchiaventiquattro

installazione

2017

Massimo Palumbo & Michele Porsia

CASACALENDA_MOLISE   3 AGOSTO 2017   VIA TERRA VECCHIA


Pietro Corsi, uno degli scrittori italo-americani più noti nel panorama internazionale è di recente scomparso lasciando un vuoto incolmabile a Casacalenda, il paese delle radici, sradicate e ripiantate ogni estate, quando, “seguendo il sole”, trascorreva quattro mesi nella sua casa in “terravecchia” , la parte più antica del paese, forse la più bella.

Il 3 agosto 2017 lo scrittore avrebbe compiuto ottanta anni.

Massimo Palumbo e Michele Porsia,  hanno pensato di celebrare alle ore 21.30, al crepuscolo, questo compleanno mancato con un happening, un atto poetico, un'istallazione effimera che coinvolgerà la popolazione locale e gli amici d'oltremare. L’evento terminerà con un aperitivo offerto da Biosapori.

 “Via terravecchia è una via stretta, le macchine non possono passare: appartiene ai gatti e ai bambini che giocano tracciando talvolta dei segni con il gesso sull'acciottolato o traiettorie d'aria, tirando una palla da una parte all'altra. Appartiene a chi ama passeggiare nel pensiero. La porta di terravecchia è aperta, viene varcata dal vento di terra e più di rado dagli abitanti che preferiscono la parte ottocentesca del paese.

Questo homage a Pietro Corsi tenta di ricucire le smagliature di questa area con un atto di disperata vitalità. Le persone presenti potranno liberamente  citare stralci tratti dalle opere di Pietro Corsi, mentre da via terravecchia ventiquattro, cercheremo di ricostruire i percorsi, i discorsi, le tracce invisibili lasciate nei vicoli del borgo, le parole forse raccontate alle pietre, la narrativa degli sguardi delle finestre, i legami tra il trauma, l'abbandono e la cura. Prenderà una forma quella necessità di andare via e il bisogno di ritornare. La vita.”

Massimo Palumbo & Michele Porsia

Questi percorsi partiranno da via terravecchia 24

L’amministrazione Comunale di Casacalenda ha colto l'occasione per presentare alle ore 18.00 nella Galleria Libertucci, presso la sala “il filo di Achille Pace”, un concorso letterario dedicato a Pietro Corsi.

Iconico - Aniconico


Sabato 5 agosto alle 18, nella sede di Palazzo Maucieri a Bonefro sarà inaugurata la mostra di arte contemporanea "Iconico Aniconico Luigi Mastrangelo e Vincenzo Mascia". L’esposizione sarà aperta fino al 24 agosto e rientra nel calendario dell’estate di Bonefro.

LUIGI MASTRANGELO
Nasce nel 1958 a Santa Croce di Magliano. Si trasferisce a Bologna nel 1984. Numerose le mostre e le esperienze di ricerca dell’artista, costantemente legate ad una visione del tutto moderna di temi culturali classici e contemporanei e realizzate nelle tecniche più diverse, dalla pittura al mosaico al vetro. Mastrangelo è inserito fra le figure di spicco del movimento della pittura mediale di Gabriele Perretta. I suoi soggetti sono principalmente autoritratti edonistici, in forme e colori surreali, inseriti in contesti naturalistici o decorativi, che attingono spesso al mito ricreandolo modernamente. Fra le fonti d’ispirazione della sua originale ricerca la pittura preraffaellita e simbolista, ma anche l’immaginario New Age degli anni ottanta e l’estetica più attuale. Tra le mostre più significative a cui ha partecipato, ricordiamo ‘Il cangiante’ al Pac di Milano nel 1986, ‘Spunti di giovane arte italiana’ a cura di Corrado Levi a Milano e Madrid nel 1987, la personale alla Galleria Massari di Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 1988, ‘Icastica’ alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna nel 1994, nella stessa sede ‘Officina Italia’ a cura di Renato Barilli nel 1997 e ‘Arte italiana, ultimi quarant’anni – Pittura iconica’ a cura di Danilo Eccher e Dede Auregli nel 1997, ‘Codici virtuali’ a cura di Peter Weiermair e Alice Rubbini alla Salara di Bologna nel 2000.

VINCENZO MASCIA
Nasce nel 1957 a Santa Croce di Magliano, ove attualmente vive e lavora.
Artista e architetto si è formato negli anni Ottanta a Roma, allievo, nel corso di istituzioni di storia dell’arte della facoltà di Architettura di Valle Giulia, di Filiberto Menna, attento indagatore dei sistemi linguistici dell’arte contemporanea e teorico della pittura analitica. Fin dagli esordi la ricerca di Mascia si è indirizzata verso l’arte non figurativa, sulla scia di una naturale inclinazione per gli esiti del neoplasticismo olandese, delle Avanguardie russe, dell’arte concettuale e del Concretismo.
Il contatto con l’ambiente milanese, soprattutto con la Galleria Arte Struktura diretta da Anna Canali, ha favorito l’adesione al movimento Madì nel 1996, ed è proprio all’interno della galleria milanese, sede espositiva italiana del Madì, che nelle sue opere si è realizzata quella sintesi complessa tra istanza culturale del movimento, nato a Buenos Aires nel 1946 e la personale aspirazione a un’arte in grado di produrre oggetti con un’identità propria e indipendente dall’interpretazione mimetica o simbolica della realtà, oggetti estroflessi, articolati con incastri e geometrie insolite.
“Non mi sento pittore, designer piuttosto. I miei lavori li concepisco come prototipi di una produzione seriale.
Un oggetto di design è tanto più vero quanto più esso entra nella nostra quotidianità senza stravolgerla.
Nei miei lavori allo stesso modo ricerco la banalità.
L’oggetto accompagna la nostra vita con la sua anonima, muta e rassicurante presenza”.
Vincenzo Mascia, 1995

mercoledì 21 giugno 2017

Dieci Passi dall'erosione genetica - Andrea D'Amore a Villa Romana


Comunicato stampa

Nel corso della sua storia, il nostro pianeta non è mai stato altrettanto plasmato dagli esseri umani come negli ultimi cinquanta o sessanta anni della nuova era, detta antropocene. Mai l’umanità ha avuto altrettanta influenza sui processi biologici, geologici e atmosferici della terra. L’uomo stesso è divenuto un fattore geologico mentre lo sfruttamento selvaggio della varietà delle specie minaccia la sua stessa esistenza. L’anno scorso il WWF ha appurato che delle oltre 14.000 popolazioni di vertebrati registrate, negli ultimi anni è avvenuta una riduzione dei patrimoni genetici pari quasi al 60%: una vera erosione genetica. 

Da Andrea d’Amore, artista che vive in Toscana, ci giunge un ammonimento: salvare l’umanità dall’estinzione significa biodiversità agricola. Condannare la privativa della produzione, scambiare colture, sono un atto di resistenza, di sopravvivenza.  

I suoi lavori plastici scaturiscono da processi di scambio tra corpi naturali che si nutrono. Il loro fondamento è la terra. L’artista ha collocato umidi blocchi d’argilla nel territorio casentinese, dai quali animali selvatici scavano e mordono in cerca di nutrimento. In Molise si è fatto carico di custodire la patata Turchesca, minacciata di estinzione e ha collaborato con il mastro birraio Biagio Sannino per ricavarne una birra conservata in cubi di terra. Ha riprodotto con le sue mani  l’orma del vuoto di cadaveri di animali e ha segretamente raccolto le tracce grafiche dei suoi ospiti durante le cene e in vari contesti sociali. Ha creato un salume che richiama simbolicamente la portata rituale del cibo. In Abruzzo insegue l’odore del brigantaggio.

"Camminare con senso verso di sè nell’intento di reperire argilla in campagna. Scavare, trovare, setacciare, disidratare, esporre al sole, impastare con acqua, bere e spalmare. Defecare. Riproporre il ciclo su carcasse di animali. Sacrificare la propria caccia, il proprio lavoro, la propria ricchezza, per restituire un’anima, per rientrare in un ciclo naturale fatto di prede predatori di equilibri tesi e simbiosi, per assicurarsi una cura". 

In occasione della mostra verrà pubblicata un’edizione con testi critici sulla biodiversità che, dopo la lettura, si trasformerà in compost. È serigrafata con inchiostro di estratto di acacia e di robbia su carta prodotta in Sri Lanka, ricavata per l’80% da sterco di elefante e per il 20% da risone.


Tutto è partito da qui: 




venerdì 5 maggio 2017

Catalogo Vis a Vis - Fuoriluogo 19


Vis à Vis - Fuoriluogo 19
Artists in Residence Project

PRESENTAZIONE DEL CATALOGO E DEL VIDEO-DOCUMENTARIO

progetto di residenza per artisti
San Giuliano del Sannio / Castelbottaccio.

Martedì 9 maggio 2017 - ore 17.00
SAN GIULIANO DEL SANNIO (CB)
Palazzo Marchesale - Piazza Libertà, 21

Il catalogo edito dalle Edizioni Limiti inchiusi ed il video-documentario del progetto di residenza per artisti dell’edizione 2016, realizzato nei comuni di San Giuliano del Sannio e Castelbottaccio, sarà presentato martedì 9 maggio alle ore 17.00 nel Palazzo Marchesale di Piazza Libertà n. 21 a San Giuliano del Sannio.
Saranno presenti all’evento il Sindaco Angelo Codagnone, il Consigliere Regionale con delega alla Cultura Domenico Ioffredi, l’artista che ha realizzato la residenza Anna Maria Tina, la curatrice Silvia Valente ed i rappresentanti dell’Associazione Culturale Limiti inchiusi Paolo Borrelli e Fausto Colavecchia.
Il progetto, giunto alla sua quinta edizione, è finanziato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Molise ed è realizzato dall’associazione culturale Limiti inchiusi arte contemporanea. 
Hanno partecipato alle residenze 2016 le artiste Anna Maria Tina nel comune di San Giuliano del Sannio e Federica Gonnelli nel comune di Castelbottaccio. Le opere realizzate dagli artisti durante le residenze, come di consueto, sono di proprietà dei comuni ospiti e sono allestite in spazi visitabili. 

Le altre opere realizzate nelle precedenti edizioni sono visitabili presso i comuni di Acquaviva Collecroce (CB), Carpineto Sinello (CH), Guilmi (CH), Montemitro (CB), Limosano (CB), Oratino (CB).
Si segnala inoltre la possibilità di visitare presso la Fondazione Molise Cultura in via Milano 15 a Campobasso l’opera dell’artista giapponese Satoshi Hirose, realizzata nell’ambito del progetto di residenza Vis à Vis – Flâneur a cura di Matteo Innocenti e Silvia Valente.

*A tutti i partecipanti sarà consegnata gratuitamente una copia del catalogo.

info:
www.limitinchiusi.jimdo.com / limitinchiusi@gmail.com / 328.1413929 / 392.9999001

Crowdfunding per il premio Antonio Giordano



LA QUARTA EDIZIONE DEL PAG VI CHIAMA!!

3 anni, 14 artisti, 17 opere su strada visitabili gratuitamente giorno e notte, 2 workshop, decine di articoli su riviste di settore ed un nuovo modo di vivere e far conoscere la nostra cittadina ed il mondo dell’arte,interagendo con gli artisti ed assistendo dal vivo alla nascita di un’opera! L’arte per noi è “utile”, è linfa vitale di un popolo, suscita interrogativi, interesse, genera bellezza, è veicolo di conoscenza e soprattutto è in grado di far uscire dall’isolamento fisico e culturale …. Tutto questo è il PAG!.

"L’ARTE È UN MESTIERE FATTO A REGOLA D’ARTE”(B.MUNARI), ha bisogno di studio, capacità e risorse economiche; il PAG, quindi, è diventato una realtà grazie all’azione corale di più individui.... DAL PIÙ PICCOLO AL PIÙ GRANDE, OGNI TIPO DI CONTRIBUTO HA FATTO LA DIFFERENZA!

Quest’anno, la possibilità di contribuire economicamente alla realizzazione della quarta edizione del festival è rivolta a tutti!! In che modo?....Semplicemente regalandovi un’opera d’arte! Basta acquistare qui una delle ricompense (visibili tra le immagini in alto) ideate per il PAG grazie al contributo degli artisti Camilla Falsini e Guerrilla Spam.

Grazie al vostro contributo compreremo i materiali necessari alla realizzazione delle opere (vernici, pennelli, scale) e saremo in grado di fornire il compenso per l'importante lavoro degli artisti e delle imprese edili che ci affiancheranno.

Noi contiamo sul vostro aiuto e vogliamo che entriate a far parte della comunità di questo festival perché tutti possano dire: QUEST'OPERA D'ARTE E' STATA REALIZZATA GRAZIE AL MIO CONTRIBUTO!

La quarta edizione è alle porte…vi aspettiamo numerosi!!!

https://www.facebook.com/profile.php?id=100008207836841
https://www.instagram.com/premiogiordanoforstreetart/

Per il crowdfunding LINK



martedì 2 maggio 2017

Numero monografico di ArcheoMolise su Carpinone




Comunicato stampa
Numero monografico su Carpinone di ArcheoMolise

Il comune di Carpinone è lieto di segnalare la pubblicazione e la distribuzione del numero 28 maggio/agosto di ArcheoMolise interamente dedicata al paese: Carpinone tra arte, storia e archeologia. Si tratta di un numero monografico, a cura della prof.ssa Gabriella Di Rocco e del prof. Tommaso Evangelista, voluto e sostenuto dall’amministrazione la quale, attraverso l’autorevole redazione della rivista, il coordinamento dei curatori e i contributi scientifici dei diversi studiosi di settore, ha voluto realizzare uno strumento al tempo stesso di approfondimento e divulgazione. Si tratta della prima pubblicazione a carattere monografico, di stampo storico-artistico, realizzata su Carpinone. L’idea della monografia, che segue un ordine cronologico, è quella di creare focus su determinati periodi o specifiche evidenze, organizzando e raccogliendo ciò che già era emerso nel corso del tempo e proponendo, al contempo, inediti dati. Il suo scopo, quindi, è quello di creare un nuovo punto di partenza per gli studi sul paese, presentando contemporaneamente un’agile lettura di approfondimento. Per il sindaco Pasquale Colitti: “L’idea, sottesa alla realizzazione della pubblicazione è quella di valorizzare e far apprezzare e conoscere a quante più persone possibile, compresi noi cittadini che lo abitiamo, la storia ed il patrimonio artistico e culturale del paese”. 
I diversi contributi sono: Carpinone. Appunti di topografia e archeologia di Biagio Giuliani e Bruno Sardella; Carpinone e il suo castello di Gabriella Di Rocco; Antonio Caldora, il castello di Carpinone e la battaglia di Sessano del 1442 di Franco Valente; La scultura lignea devozionale a Carpinone tra XVII e XIX secolo di Francesco De Nicolo; Il 1860 a Carpinone di Gabriele Venditti; La linea ferroviaria Carpinone-Sulmona di Carmine Mastropaolo; Il Novecento molisano a Carpinone e i capolavori di Leo Paglione di Tommaso Evangelista; Il gruppo folk Ru Maccature di Monica Castrilli. 
La rivista ArcheoMolise, nata nel 2009, è una delle pochissime riviste dedicate al patrimonio culturale della regione. È interamente gestita da studiosi molisani specializzati nei seguenti settori: archeologia, storia, storia e critica dell’arte, cultura letteraria, discipline demoetnoantropologiche. Il suo principale scopo è la divulgazione di studi scientifici rivolti tanto agli specialisti che al grande pubblico. Ad oggi sono stati pubblicati 27 numeri grazie al contributo di più di 100 autori, non solo molisani e non solo italiani, e alla supervisione di un comitato scientifico di chiara fama internazionale. La rivista è quadrimestrale. In questi anni di attività sono state distribuite più di 15.000 copie che hanno dato rinomanza anche ai siti, ai borghi, ai musei meno conosciuti della nostra regione. Attraverso tale operazione culturale, con il prestigio della pubblicazione, l’amministrazione comunale vuole rilanciare l’immagine del paese, stimolando interesse, nuove ricerche e rinnovato senso di appartenenza; a tal fine sarà distribuita una copia per ogni famiglia, mentre altre copie saranno distribuite dal comune e si potranno richiedere in municipio. Nel mese di agosto, nell’ambito delle iniziative legate all’estate carpinonese, verrà organizzato un convegno di presentazione del numero monografico con il coinvolgimento dei diversi studiosi che hanno contribuito alla sua realizzazione.

L’amministrazione comunale

Il castello Caldora

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