sabato 9 giugno 2018
Arianna De Nicola - Il Giardino che non c'è
Università degli Studi del Molise
Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione
Galleria Gino Marotta / ARATRO
archivio delle arti elettroniche – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
ARIANNA DE NICOLA
IL GIARDINO CHE NON C’È
Inaugurazione giovedì 14 giugno 2018 ore 18
L’ARATRO conclude la sua stagione espositiva con la mostra Il giardino che non c’è di Arianna De Nicola, giovane artista attiva tra Italia e Spagna, che realizzerà un’installazione site specific progettata appositamente per gli spazi del museo.
Arianna De Nicola ha concepito uno spazio metaforico dove il giardino viene pensato e decostruito in una tensione dialettica tra l’elemento materico e la smaterializzazione dell’immagine, attraverso i codici formali e intellettuali di una visione dominata dalla monocromia.
La scomparsa del giardino e la s
ua riapparizione trasfigurata costruiscono così un ponte tra la percezione dello spettatore e la sua presenza fisica nello spazio dell’installazione, negli ingranaggi costruttivi di un’opera che cerca di produrre stimoli di conoscenza attraverso un meccanismo di sottrazione fondato sulle coordinate minimali di un lavoro dominato dal bianco.
Con uno sguardo spiazzante, e solo apparentemente raggelato, De Nicola, come un giardiniere paziente o come l’architetto di un paesaggio immaginario, dà forma alla sua vegetazione assente, ricomposta e presente attraverso la sua parafrasi artificiale e oggettuale, ritornando probabilmente alla memoria e alla nostalgia di un giardino perduto e possibile, forse di quel giardino edenico che resta come un archetipo del nostro profondo e che rappresenta il modello ideale di ogni giardino creato o negato.
L’artista immagina e coltiva allora la sua opera come una rappresentazione dell’altrove verso il quale si vorrebbe forse ritornare, in una sospensione concettuale e quasi metafisica che ci riporta al grado zero del rapporto dell’uomo con il mondo, uno spazio dove, nella dialettica incessante tra natura e cultura, il giardino diventa il modello di un nuovo dialogo con il paesaggio e con la storia.
ARATRO- archivio delle arti elettroniche- museo laboratorio di arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, Università del Molise, via De Sanctis 86100 Campobasso
Info: + 39 3385912482- + 39 3331530974; aratro@unimol.it
Facebook: Galleria Gino Marotta- Aratro Università del Molise
Dal 14 giugno al 16 luglio 2018; dal lunedì al venerdì per appuntamento
Arianna De Nicola ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Roma e all’UMH-Universidad Miguel Hernández, Facultad de Bellas Artes, Altea, Alicante, finendo i suoi studi di decorazione nel 2009. Attualmente vive e lavora tra la Spagna e l'Italia, in particolare Roma, dove è nata.
Mostre personali 2018 Aratro Galleria Gino Marotta | UNIMOL Università del Molise | Campobasso | Italy | Curated by Lorenzo Canova & Piernicola Maria Di Iorio 2017 Deep | Fundación Frax | Alfàs del Pi | Alicante | Spain | Texts by Esperanza Durán 2014 Linear | Play Lab | Rome | Italy 2009 I-Foot | Spazio Zip - Spazio giovani delle Scuderie Aldobrandini | Frascati | Rome | Italy
Mostre collettive 2018 Centro de Cultura Contemporánea Las Cigarreras | Alicante | Spain 2018 Centre Cultural Vicente Poveda | Petrer | Alicante | Spain 2018 XXXIX Certamen de Minicuadros | Museo del Calzado | Elda | Alicante | Spain 2018 Bellaguarda Interviene | Urban intervention | Altea | Alicante | Spain 2018 Los artistas vuelven a clase | Centro14 | Alicante | Spain 2018 NoPlace4 | Ex Ceramica Vaccari | Santo Stefano di Magra | La Spezia | Italy 2018 El Tumbao | Collage I | Alicante | Spain 2017 Xicotet Format | Casa Cultura | Altea | Alicante | Spain 2017 Bestiario | Base Galería | Altea | Alicante | Spain 2015/13 Arte & Passione | Rocca Priora | Rome | Italy 2014 Open call | SetUp Contemporary Art Fair | Autostazione di Bologna | Italy 2014 Svincolando | La Rua | Marino | Rome | Italy 2014 Il salotto di Omero | La volpe all'uva | Frascati | Rome | Italy 2013 Identità | Festival Borgo in Arte | Auditorium | Castel Gandolfo | Rome | Italy 2012 Carmina Burana in Jazz | Performance | Auditorium | San Marco in Lamis | Foggia | Italy 2011 Sala de Exposiciones Biblioteca Municipal | Salobreña | Spain 2011 Casa Condesa de Torre Isabel | Motril | Spain 2011 Le forme del bello | Scuderie Aldobrandini | Frascati | Rome | Italy 2010 Quintessenze | Neo Art Gallery | Scuderie Aldobrandini | Frascati | Rome | Italy 2009 LBA2 2ª Muestra de cine experimental y videoarte | Filmoteca de Albacete | Spain 2009 Eccesso | Studi Panama | Rome | Italy 2009 Melide Mail Art | Sala Sanoguera Fotografia Arte y Diseño | A Coruña | Spain 2008 Tra secessione e decò | 4a Biennale dell'Illustrazione | Museo della Memoria Renzo C.Ventura | Colmurano | Macerata | Italy 2008 Oltre le Mura | Accademia del Superfluo | Cappella Orsini | Rome | Italy
Residenze 2017 BoCS Art Intenational Residency | Cosenza | italy | Curated by Alberto Dambruoso & Annalisa Ferraro | I Martedì Critici
Workshop 2018 Encuentro con el artista | Casa Cultura | Altea | Alicante | Spain 2018 Centro14 | Los artistas vuelven a clase | Master class & laboratory | Instituto Jaime II- 2 ESO- E | Alicante | Spain
Premi 2012 Energitismo | Sustainable elegant solutions | Wind garden art | Fiera di Vicenza | Italy
Corrado Delfini Urban Wrecks
Corrado Delfini
Urban Wrecks
a cura di Gioia Cativa
12 giugno 2018 ore 19.00 | Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società | Isernia
12 giugno – 26 giugno 2018
Lo Spazio Arte Petrecca è lieto di presentare la mostra personale Urban Wrecks di Corrado Delfini, a cura di Gioia Cativa, con il patrocinio del Comune di Isernia.
La giovane organizzazione molisana accoglie l’artista romano nelle sale dello Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società, nel centro storico di Isernia, con una proposta articolata in due serie: Periferic e Dynamic Forms, visioni delle periferie di Roma da un osservatore privilegiato, che attraversa i passaggi e i cambiamenti storici, ambientali e industriali della società capitolina nei suoi sobborghi. Realtà, queste, nelle quali l’artista vive e lavora. Le opere, alcune di grandi dimensioni, sono state realizzate mediante l’utilizzo di colori acrilici, collanti e smalti industriali. La mostra include un contributo video dal titolo promo-psychedelic urban wrecks & red dynamic forms, di Monica Pirone. La video installazione ritrae Delfini durante la lavorazione delle opere nel suo “spazio-studio”, come lo descrive l’autrice.
L’appuntamento per la vernice d’apertura è previsto per il giorno 12 giugno 2018 alle ore 19:00, in Corso Marcelli 180, Isernia. Le opere saranno esposte dal 12 al 26 giugno 2018. L’autore sarà presente all’inaugurazione per i saluti di benvenuto insieme ai responsabili della mostra dalle ore 19:30. Per le interviste sarà a disposizione dalle ore 18:30.
“Il passaggio dalla serie Spazio Meccanico a questa, chiamata Periferic, racconta un momento di evoluzione nel pensiero e nell’arte di Corrado Delfini, un passaggio quasi obbligato, una deviazione necessaria improntata su nuove riflessioni, su un nuovo modo di vedere e percepire le cose intorno […]. Periferic parte dalla serie Spazio Meccanico e, attraverso un processo di sottrazione lento, subisce un mutamento quasi camaleontico dove la componente astratta trova un giusto spazio ed equilibrio. Viene a cambiare la visione stessa della città industriale e moderna; si percepisce un approccio più romantico e nostalgico e non così duro e deciso della serie precedente; i colori sottolineano questo cambiamento di rotta, passando da scuri e netti a più delicati, più luminosi e meno pesanti. […].” (dal testo Serie Periferic di Gioia Cativa)
“Delfini approda a un terzo step dove la componente meccanica tende a sparire pur mantenendo intatta l’idea della ricostruzione di una città ideale che, composta da segmenti, arriva a diventare un insieme di masse colorate all’interno di un perimetro. Si sperimenta il rapporto che intercorre nell’incontro sia della superficie che degli altri colori […]. Se sia Spazio Meccanico che Periferic puntavano sull’elemento visivo industriale, Dynamic Forms supera questo confine e si spoglia di ciò che ha caratterizzato, almeno a livello visivo, l’arte di Corrado Delfini; ciò che vediamo elementi informi saturi di colore, linee nere che marcano confini ma che, spesso, non sono sufficienti. Anche qui possiamo parlare di visioni dall’alto di spazi urbani e non, ma Delfini vi toglie la perfetta suddivisione di questi ultimi e “sporca” con colori e linee […]. Possiamo dunque affermare che cambia la disposizione spaziale, astratta e dinamica della composizione ma, alla fine, ciò che rappresenta è la città, nei suoi spazi urbani, agricoli, verdi o industriali. L’analisi che l’artista fa è puntuale e rispecchia una presa di coscienza della realtà attuale. Le aree verdi, ad esempio, rappresentano forse l’1% della superficie, dimostrando una particolare attenzione all’abusivismo edilizio e alle costruzioni selvagge a discapito di polmoni verdi naturali. […]” (dal testo Dynamic Form di Gioia Cativa)
Corrado Delfini è nato a Roma nel 1971, dove vive e lavora. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e poi la Scuola Libera del Nudo, Delfini, oltre a dedicarsi instancabilmente alla sua personale attività di pittore, avvia una serie di importanti collaborazioni che lo vedono parte attiva nella fondazione del movimento “La Farandola” permettendogli di entrare in contatto diretto con gli artisti tra i quali Bruno Canova, Lino Tardia, Ennio Calabria, Franco Ferrari, Nino De Luca, Reinhard Pfingst e Dario Scatola aprendo il suo studio a Palazzo Castelli, luogo di grande spessore culturale, frequentato dai maestri che hanno arricchito l’arte italiana del Novecento. Nel 2015 insieme all'artista Sergio Angeli lavora al progetto La materia dell'assenza curato da Lorenzo Canova: una serie di mostre bi-personali itineranti in diversi musei italiani (il Museo Civico Umberto Mastroianni di Marino, Aratro di Campobasso e l'Ex Gil di Roma). Sempre nel 2015, realizza Simmetrie Industriali, opera a quattro mani con Sergio Angeli che entra a far parte nella collezione permanente del MAAM a Roma. Nel novembre 2017, la mostra personale Periferic a cura di Ilaria Bandini negli spazi di Horti Lamiani, Bettivò Arte Contemporanea.
INFO
Corrado Delfini
Urban Wrecks
a cura di Gioia Cativa
Inaugurazione 12 giugno 2018 ore 19.00
Spazio Cent8anta Galleria d’arte, cultura e società
Corso Marcelli 180 - Isernia
Organizzazione Spazio Arte Petrecca con il Patrocinio del Comune di Isernia
Dal 12 al 26 giugno 2018
Orari: dal mercoledì al sabato 17:00-20:00 - domenica su prenotazione
Spazio Cent8anta Galleria d’arte, cultura e società
331 9463240
Ufficio stampa galleria
Donato Giannini
donatogiannini@gmail.com
3381081096
Ufficio stampa per l’artista
Melasecca PressOffice
Roberta Melasecca
roberta.melasecca@gmail.com
3494945612
www.melaseccapressoffice.it
mercoledì 7 febbraio 2018
mercoledì 27 dicembre 2017
martedì 19 dicembre 2017
Eroi Sanniti. La fotografia di Luigi Grassi
La mostra “Eroi Sanniti” del fotografo Luigi Grassi si inaugurerà
mercoledì 20 dicembre alle ore 10,00
presso la Sala Consiliare del Comune di Campobasso
e rimarrà aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2018.
Eroi Sanniti. La fotografia di Luigi Grassi come strumento di valorizzazione culturale.
di Silvia Valente
Il lavoro di Luigi Grassi per il Museo Sannitico di Campobasso rappresenta un’occasione irrinunciabile di riflessione su alcuni dei temi più attuali in materia di valorizzazione e tutela del patrimonio culturale. A stupire in questa operazione è la scelta degli strumenti impiegati per confezionare il prodotto finale, un condensato creativo meritevole di attenzione e riguardo per l’alto valore dei contenuti resi attraverso un linguaggio semplice e di immediata efficacia comunicativa. Sono questi, neanche a dirlo, i fondamenti dell’arte fotografica, il mezzo scelto da Grassi nel suo lavoro di rielaborazione iconografica di alcuni fra i più rappresentativi reperti archeologici conservati nel museo molisano. Fotografo affermato nel panorama artistico contemporaneo, Luigi Grassi mostra una naturale tensione alla ricerca, alla verifica intesa nella sua accezione scientifica. L’artista si muove con disinvoltura fra l’analogico e il digitale mostrando padronanza e conoscenza degli strumenti, misurando con attenzione le opportunità che i diversi mezzi suggeriscono e offrendo al suo pubblico i risultati dell’empatia mentale instaurata con la realtà oggetto d’indagine. La costruzione semantica dell’immagine è un processo che Grassi sviluppa lentamente, analizzando i dettagli, valutando le singole componenti che, in una buona fotografia, devono aver senso da sole e in relazione con il contesto. L’impatto estetico gioca un ruolo decisivo ed ogni elemento – tecnico o artistico che sia – è asservito alla forma che declina il contenuto.
“Eroi Sanniti” rappresenta esattamente questo: l’impegno di un uomo che mette a servizio la propria creatività quale canale interpretativo di un passato risorto a nuova vita (artistica). L’installazione fotografica presenta, infatti, una serie di scatti dedicati agli elmi sanniti conservati nel museo archeologico di Campobasso che rappresenta indiscutibilmente una significativa testimonianza di vita trascorsa, quella stessa vita che Grassi ama definire “eroica”. In questo caso specifico la correlazione fra i termini “eroe” e “guerriero” – trattandosi evidentemente di elmi da guerra – passa in secondo piano in quanto all’artista non interessa nel modo più assoluto esaltare le qualità belliche dei paladini che furono; al contrario la visione di Grassi ricalca una linea interpretativa diversa che l’artista sta portando avanti da qualche tempo nella sua personale indagine. Si fa riferimento alla figura dell’eroe intesa nella sua duplice accezione tragica e romantica, lontana dunque dall’epica, dalla tradizione più squisitamente leggendaria. Luigi Grassi attualizza il concetto di eroe, parte dalla storia e dalle sue testimonianze più pregevoli per innescare una riflessione intima, profonda sul senso vero dell’appartenenza, seguendo romanticamente quel filo che agli avi ci lega, che a essi ci accomuna nel nostro moderno essere guerrieri. L’artista guarda con ammirazione al passato, ne esalta - attraverso la fotografia – bellezza e merito e guarda all’oggi costruendo un “ponte emotivo” che metta in relazione gli uomini d’un tempo con quelli di oggi, con i “suoi” eroi moderni. Sono gli uomini e le donne che vivono la sua contemporaneità, sono i protagonisti di una battaglia silenziosa e caparbia che si consuma ai margini del mondo, in una terra così tante volte dimenticata, maltrattata e svalutata. Gli eroi di Luigi combattono una condizione di cui non si sentono responsabili e, nel silenzio dilagante, ne accettano il conseguente e inconsapevole dolore.
Gli scatti proposti in questa mostra vogliono sottolineare anche questo e lo fanno “usando” la bellezza in un contesto – quello della fotografia archeologica – che presta (ragionevolmente) più attenzione al dato scientifico e/o documentale. L’artista parte dalla fotografia archeologica, trae beneficio dai suoi assiomi ( rigore dell’inquadratura, attenzione al soggetto, nitidezza dei particolari, uniformità nell’illuminazione, etc.) nel tentativo di documentare l’indagine ma, al contempo, non cade nella “trappola” della sterile riproduzione. Grassi non dimentica il suo pubblico, il potere della suggestione che solo da una rappresentazione “imperfetta” può scaturire. L’incompletezza tipica del reperto si fa incompiutezza narrativa, precisa volontà evocativa e non ermetica enunciazione. Il desiderio di esaltare le qualità estetiche degli elmi è evidente: gli scatti sembrano suggerirne la scomoda aderenza, l’ambizione di gloria, la celebra audacia che la storia riferisce; le raffinate cesellature e i rilievi catturati dalla luce lasciano emergere dettagli inconfondibili che stupiscono nella loro semplicità senza sacrificarne gli intenti autocelebrativi. C’è un’eco neoclassica nel lavoro di Grassi, intesa nel condivisibile desiderio di scoperta, nella pretesa identitaria e patriottica che attraverso il bianco e nero e fra le righe di un’infranta simmetria, dirompe nella vita dell’artista e negli occhi dei suoi spettatori. Grassi fotografa gli “eroi sanniti” e, facendolo, se ne impadronisce; non li tiene per sé ma, al contrario, li condivide, ne incrementa la conoscenza contribuendo – senza dubbio alcuno – alla promozione di un luogo e dei suoi beni.
Biografia
Luigi Grassi, nato a Campobasso nel 1985, si è specializzato in fotografia come linguaggio d’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 2008 collabora con PrimoPiano Napoli, Galleria dedicata alla fotografia, al design e alla video arte. Nel 2012 comincia a frequentare Lab, il laboratorio irregolare di Antonio Biasiucci, dove s’impegna ad approfondire il proprio metodo di ricerca personale. Ha pubblicato la sua prima raccolta di poesia nel 2017, Nella brevità poggia meglio il cuore (edizioni Il Bene Comune) ISBN-978-8896068380. Attualmente è docente di grafica pubblicitaria, fotografia e discipline multimediali.
La mostra si potrà visitare:
Dal Lunedì al Venerdì 8,30-14 / 15,30-18,30
Sabato 8,30-14
Ingresso libero.
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