pagine

lunedì 5 novembre 2018




Sabato 10 novembre 2018 ore 18:30, presso  la Galleria Spazio Immagine di Campobasso, inaugura la mostra fotografica “14-18 LA GUERRA A COLORI” a cura del Centro per la Fotografia Campobasso “Vivian Maier” in collaborazione con Europe Direct Molise e Galleria Spazio Immagine. 

L’evento si inserisce tra le iniziative di interesse storico-culturale patrocinate dalla Commissione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 e collabora con un’analoga iniziativa promossa dal MiBAC – Polo Museale del Molise. 

Organizzato in occasione dei cento anni dalla firma dell’armistizio di Compiègne (11 novembre 1918), la mostra, intende offrire al pubblico un aggiornamento visivo sulla Grande Guerra combattuta dal 1914 al 1918 in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia orientale durante la quale persero la vita circa dieci milioni di persone. In quei teatri di guerra, alcuni fotografi tra cui Jules Gervais-Courtellemont, Hans Hildebrand, Hubert Wilkins, Frank Hurley, Leon Gimpel, Fernand Cuville, Prokudin-Gorski ed altri la cui documentazione risulta incompleta, raccontarono dal fronte con l’utilizzo di nuove tecniche fotografiche “una guerra a colori”. 

Siamo abituati a vedere rappresentati momenti storici, più lontani, in bianco e nero. Eppure la genialità dell’uomo sa sorprenderci con gioielli artistici e documenti inimmaginabili. Protagoniste assolute della mostra sono alcune delle fotografie a colori della prima guerra mondiale realizzate con la tecnica dell’autochrome sviluppata dai fratelli Lumiere nel 1903. L’autocromia o autochrome è un procedimento di fotografia a colori basato sulla sintesi additiva. Pur avendo rivoluzionato la fotografia a colori le lastre in vetro autochrome, mantenevano forti limitazioni: 
• delicatezza delle operazioni di caricamento nell’apparecchio fotografico; 
• impossibilità di fare istantanee per via della bassa sensibilità; 
• la granulosità del reticolo formato dai granelli di fecola era visibile ed influiva negativamente sulla nitidezza dell’immagine; 
• la lastra sviluppata poteva essere solo osservata in trasparenza o proiettata ma non stampata con metodi fotografici, ogni immagine era unica non poteva essere duplicata. 
I costi elevati limitarono il successo di questa tecnica, tuttavia alcuni stati inviarono sul fronte dei fotografi muniti di placche autochrome per realizzare immagini a scopo di propaganda. Ed è proprio il colore che ci avvicina, con maggiore forza, a quei momenti, a quei volti e a quelle atmosfere. 

Le lastre, per via di questo carattere di unicità, diventarono dei pezzi pregiati per i collezionisti ed indubbiamente hanno fornito un significativo contributo alla storia della fotografia. 

L’allestimento della mostra è caratterizzato da una cinquantina di lightbox (supporti per fotografie retroilluminate) arricchito da materiale multimediale e da documentazione di vario tipo per favorirne la comprensione e la lettura. 

Il contributo cromatico che caratterizza questa narrazione storica permette di attivare un processo di “umanizzazione del ricordo”, di vivificarlo, per cui l’intervento culturale diventa portatore di valore all’interno della società contemporanea.

Tra il 1914 ed il 1918 il mondo fu scosso dal più grande conflitto mai prodotto nella storia dell’umanità. Prese avvio, in quegli anni, quella che alcuni storici hanno definito come una lunga guerra civile europea, destinata a dividere non solo gli eserciti ma i popoli e le nazioni per oltre un trentennio, lasciando un’impronta indelebile su tutto il XX secolo. 

Oggi a 100 anni di distanza dalla fine di quel conflitto, abbiamo la fortuna di vivere in un’Europa profondamente diversa, in cui non solo la collaborazione pacifica e democratica tra gli stati è diventata lo strumento ordinario e naturale delle relazioni internazionali, ma la stessa identità dei singoli paesi è sempre più legata alla consapevolezza di una più ampia cittadinanza e coscienza europea. 
Ma quegli eventi drammatici, oggi sembrano lontani quasi da non lasciare traccia nella memoria collettiva, tanto che rinascono sentimenti nazionalistici pericolosi. 

Proprio per mantenere viva una memoria sul tema, l’associazione Centro per la Fotografia Campobasso intende celebrare l’anniversario dei cento anni dell’armistizio con una mostra fotografica di alto valore storico e fotografico. Testimonianze rare fatte di immagini che ci riportano nelle trincee e nelle atmosfere di quei luoghi e, cosa ancora più rara considerato il periodo storico, immagini a colori.

Il Segno e Il Colore - Amedeo Trivisonno


Dal 9 novembre al 6 gennaio 2019 avrà luogo nel Palazzo Gil di Campobasso la mostra dedicata ad Amedeo Trivisonno (Campobasso, 1904 - Firenze, 1995) intitolata “Amedeo Trivisonno. Il Segno e il Colore” per portare all’attenzione del pubblico la figura e le opere di un artista noto e amato dai suoi corregionali. Con l’esposizione di disegni, bozzetti e cartoni preparatori della collezione regionale, si intende ricostruire il suo fare arte attraverso il linguaggio formale, la tecnica e la materia, a vent’anni circa dall’ultima mostra a lui dedicata a Campobasso e dopo la scelta da parte della Regione Molise di acquisire nel 2008 la collezione proveniente dallo studio del Maestro e di proprietà della famiglia.
La mostra  punta l’attenzione su quello che è unanimemente considerato il tratto caratteristico del suo percorso artistico: l’essere un freschista di mestiere, attivo per committenze in buona parte ecclesiastica, pienamente consapevole del suo operare controcorrente in un secolo che ha visto i grandi artisti smontare e sradicare il linguaggio tecnico e formale tradizionale alla ricerca di nuove frontiere dell’espressione dell’arte. Lui invece parte dalla forma e dalla tecnica dell’arte classica per ricoprire le pareti e i soffitti delle chiese di grandi figure e storie tratte dalle Sacre Scritture e dalle Vite dei Santi.

domenica 4 novembre 2018

La storia del Paesaggio, mostra antologica di Franco Mulas



Mercoledì 14 novembre 2018 verrà inaugurata presso la Galleria Gino Marotta - Aratro Università del Molise la nuova stagione espositiva con la mostra antologica del Maestro Franco Mulas a cura di Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio.



sabato 18 agosto 2018

Sensazioni Itineranti - Mostra d'arte contemporanea a Guglionesi













VIS à VIS - Fuoriluogo 21



VIS à VIS - Fuoriluogo 21
Artists in Residence Project

18 Agosto 2018 _ 9 Settembre 2018

MAFALDA (CB) _ ROBERTO MEMOLI
a cura di Matteo Innocenti e Silvia Valente

L’edizione Vis à Vis 2018 inizia il 18 agosto, un po in ritardo, ma sempre con lo sguardo rivolto alla ricerca artistica più attuale, per di più in una cornice splendida come quella del Comune di Mafalda che, per il secondo anno consecutivo, ospita in residenza l’artista selezionato dall’organizzazione.


Si tratta di Roberto Memoli, sound e visual artist.
Dal 2011 al 2013 è membro e coordinatore del progetto “Ur.L.O. – Urbino Laptop Orchestra” e collabora a progetti basati sull’improvvisazione. Nel 2013 fonda con il visual artist Luca Moroni il progetto di audiovideo performance dal nome “k-sine”, ospitato dal 2013 al 2016 in diversi festival tra cui: Robot Festival di Bologna (IT), Transient Festival di Parigi (FR). Nel frattempo ha lavorato a diversi progetti con lo pseudonimo di “nero.txt”. Nel 2017 ha iniziato a lavorare ad una nuova produzione solista in ambito musicale; il lavoro ha in uenze noise/lo, cercando di esplorare la componente del rumore e ragionando sul concetto di limite, di economia dei sistemi e attenzione al dettaglio. Porta avanti progetti di natura grafica, fotografica e video con un’attitudine verso i linguaggi contemporanei. Il processo è il risultato.
Tra i suoi ultimi lavori: SCARTI – sonorizzazione live su archivio di video dell’artista Alberta Pellacani; IMMERSIVA – live-set quadrifonico; Desport – audio; Far Awai Places – installazione. E’ stato di recente selezionato dall’associazione Ramdom nel progetto “Sino alla fine del mare” a Gagliano del Capo (LE). Attualmente vive e lavora a Roma.

Il progetto è realizzato da Limiti inchiusi arte contemporanea ed ha il sostegno della Regione Molise, Assessorato alla Cultura, nell’ambito del Progetto “Molise è Cultura” – “Molise che incanta”, del Comune di Mafalda ed è il primo progetto realizzato con la collaborazione del MuMContemporary – Museo d’Arte Contemporanea di Mafalda, una piccola realtà museale che muove i suoi primi passi in Molise. 

L'inizio della residenza è previsto per il 18 agosto 2018 e si protrarrà fino al 9 settembre 2018.  

P.A.C.I. VI Edizione


’Associazione SM’ART – l’arte sm! è lieta di presentare
Premio Auditorium Città di Isernia 
VI Edizione
2 settembre – 30 settembre 2018 Auditorium Unità d’Italia | Isernia

__________________________________________________________

Il P.A.C.I. è la collettiva d’arte contemporanea ospitata nella galleria dell’Auditorium Unità d’Italia di Isernia. Giunto alla sua sesta edizione sempre con la formula del premio, il P.A.C.I. è oggi tra le più importanti rassegne di arte contemporanea in Molise. L’edizione 2018 è a cura di Gioia Cativa, con il patrocinio del Comune di Isernia e della Regione Molise.
Sono quattordici gli artisti italiani scelti: Emanuela Ascari, Giacomo Calaon, Cinzio Cavallarin, Marco Ercoli, Stefania Fabrizi, Irene Meniconi, Luciano Pea, Marco Randazzo, Studio Nucleo, Ivana Volpe, in concorso per i premi, mentre gli storicizzati Mattia Moreni e Franco Summa, insieme a Antonio Pallotta e Giancarlo Pavanello saranno fuori concorso.

L’evento prevede una giuria che decreterà i vincitori del premio in denaro e l’invito ad esporre presso la sala “GINO MAROTTA” presso l’Aratro dell’università degli Studi del Molise. La giuria è composta dal professore e storico dell’arte Lorenzo Canova (presidente della giuria), lo storico e critico d’arte Tommaso Evangelista e l’artista Giovanni Termini, professore presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.
La vernice di apertura è prevista il 2 settembre alle ore 19.00 presso l’Auditorium Unità d’Italia di Isernia.
La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 18 alle 20 e in orario prolungato in occasione degli incontri specifici in calendario.


Come scrive Gioia Cativa, critico d’arte di questa edizione
“(…) Al di là di essere un premio d’arte, questa manifestazione nasce, come spesso si è detto, anche come un monitoraggio dello stato dell’arte che, partendo dal Molise, cerca di espandersi il più lontano possibile. Il risultato è un panorama quanto più variegato, dove l’arte si muove in diverse direzioni ed espressioni suscitando emozioni. L’emozione, però, non ha sempre un perché preciso, non sempre scaturisce da qualcosa di chiaro ma, spesso, si manifesta in condizioni oscure, ignote, un semplice moto dell’anima che non ha necessariamente una spiegazione razionale. L’arte cerca di toccare i tasti di questa sfera emotiva, di stuzzicarli e di concretizzarli in forme di apprezzamento che non sempre riguardano l’estetica, ma che viaggiano su binari paralleli capaci ugualmente di emozionare. Gli artisti che abbiamo invitato quest’anno si muovono fra diverse tendenze, spaziano fra realtà differenti e emozionano attraverso segni, parole, oggetti, installazioni. Giocano sull’emozione e la sorpresa del momento oppure su quella scaturita dalla contemplazione continua del loro lavoro. Ogni artista va avvicinato in modo diverso, senza pregiudizi e tranquillità emotiva e sensoriale.” Inoltre aggiunge “(…) Fil rouge che caratterizza il Paci 2018 sembra essere il potere evocativo della parola, delle lettere e dei segni che viaggiano sulla tela, si nascondono tra le geometrie, danno voce alle figure o esprimono, semplicemente, ricordi. Ma non è solo la parola con il suo urlo silenzioso a smuovere gli artisti nel loro profondo; la natura, la società consumistica attuale e il segno, inteso come primo approccio all’arte, spingono gli artisti verso forme di ricerca che sfociano nei risultati più diversi. Da momenti come questi nascono le opere, piccoli gioielli che nascondono un frammento dell’artista, una singolare forma di donazione di qualcosa che li appartiene e, che decidono di condividere.”
__________________________________________________________

INFO
P.A.C.I. VI Edizione
A cura di Gioia Cativa, con il patrocinio del Comune di Isernia e la Regione Molise

Inaugurazione 2 settembre 2018 ore 19.00
Auditorium Unità d’Italia - Isernia

Organizzazione Associazione Culturale SM’ART - l’arte sm!
Dal 2 al 30 settembre 2018
Orari: dal martedì alla domenica - 18:00-20:00

Partner
ARATRO, OAPPC, SPAZIO 180, OFFICINE CROMATICHE

Info Associazione
info@artesm.com www.artesm.com | 324 811 9013

Ufficio stampa 
Donato Giannini
3381081096 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...