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giovedì 31 luglio 2014

Petra: le suggestioni della materia. Sculture di Di Maria


ANTONIO DI MARIA
PETRA: LE SUGGESTIONI DELLA MATERIA
a cura di Gioia Cativa

2 / 14 agosto 2014

Inaugurazione sabato 2 agosto 2014 ore 19.00 / 21.00
Performance di musica moderna di
ILEANA DE SANTIS
flautista


OFFICINA SOLARE GALLERY
Via MArconi, 2 Termoli

Aperto tutti i giorni ore 21.30 / 24.00
INGRESSO LIBERO


Presentazione

 “Una piuma può tornire una pietra se a muoverla è la mano dell'amore” (Hugo Von Hofmannsthal)

La personale di Di Maria “manifesta” attraverso una materia dura come la pietra l'idea del mondo e di come viene visto, vissuto ed interpretato. Grazie all'utilizzo di pietra locale molisana e della breccia, lo scultore dà voce alla materia stessa, si pone come mezzo di comunicazione tra la natura e l'uomo e “parla” attraverso quelle forme che sono la trasposizione del suo “Io”, il fine ultimo e concreto di un processo emozionale che vede origine, come sostiene Di Maria stesso “dalla terra e si innalza nella ricchezza delle forme”. È un'arte viva quella che viene presentata attraverso le sculture selezionate ed esposte in galleria. Lo scultore è fortemente legato alla sua terra natìa ed è da questa che prende inizio la creazione; egli stesso si definisce “un uomo legato alle origini della sua esistenza ed un canale attraverso cui la natura si esterna al mondo”.Quelle di Di Maria sono forme in divenire, non sono chiuse in loro stesse, ma si aprono a qualcosa che va oltre il tangibile ed “incarnano”la poetica dello scultore. Questi lavori non nascono da un'idea primigenia dell'artista per poi essere concretizzate nel manufatto in pietra, ma si generano in un processo inverso: è come se la pietra scegliesse il suo destino. L'artista, infatti, racconta la sua ricerca della materia prima e di come sia essa stessa ad indirizzarlo verso la creazione. Ne nascono dei soggetti che sono determinati dal suggerimento della pietra: sono la concretizzazione dei sentimenti che la pietra stessa fa scaturire nell'animo dello scultore e il rapporto di forte empatia che ne deriva e che vive nelle forme che possiamo ammirare. Nelle sculture di Di Maria assistiamo ad un lavoro che unisce rigore e creatività non solo nelle forme e che sono parte di un racconto dalla molteplice trama. La storia delle nostre origini culturali, quell'aspetto demo-etno-antropologico che racconta le nostre tradizioni popolari è rappresentato attraverso un trittico di statuine che rimandano alle serenate popolari: il suonatore di bufù (tipico strumento molisano), il tamburo e il fisarmonicista. È un ritorno alle origini, è un viaggio melanconico nel passato, un tentativo di imprimere sulla pietra quello che siamo e quella ricchezza popolare e culturale di cui siamo portatori contemporanei. È l'occasione per rimembrare tradizioni, se non perdute nell'oblio del tempo, quantomeno poco conosciute dalle nuove generazioni, come la “maitunata”, stornellata tipica di Gambatesa, in provincia di Campobasso. Siamo davanti a figure armoniche, linee che danzano fra loro: c'è una classicità in questi lavori, un ordine ed una tranquillità emotiva.

La stessa delicatezza , l'occhio che “accarezza” le linee e la liscia pietra levigata ad arte, la ritroviamo in una serie di gruppi scultorei raffiguranti la Natività, intesa come esaltazione del valore della famiglia. Lineamenti morbidi definiscono le forme, non c'è disomogeneità fra le varie parti ma, anzi, assistiamo a dei lavori che fanno dell'unicità un valore incontestabile. Sono lavori che “sprigionano”amore, un calore che li avvolge come un'aurea e che si arricchiscono nella loro stessa forma. Cosi come accade, ad esempio, nel “Volto di donna” , un viso senza tempo che sembra guardare imperturbabile il mondo circostante; è qui che possiamo osservare la reale qualità del lavoro dell'artista: soffermandoci sul profilo della donna notiamo che dietro è stata lasciata la corteccia naturale,la pietra grezza e ciò rende ancor più apprezzabile il lavoro, sottolineando un alto valore qualitativo e l'indubbia capacità dell'artista di lavorare la materia.

Come sosteneva Lucrezio “la goccia scava la pietra” e le mani e gli attrezzi dell'artista sono come quelle gocce che trasformano il blocco di pietra in qualcosa che possiede vita propria, una propria identità ed un proprio valore.

Gioia Cativa

martedì 29 luglio 2014

Il nuovo sito di Dusi


"È online il nuovo sito dell'artista Nicola Dusi Gobbetti con una sezione dedicata all'acquisto online. Intendiamo, in questo modo, abbattere la barriera logistica fra i collezionisti e le opere, fra la passione per l’arte e le regole del suo mercato. Sul nuovo sito è possibile acquistare online opere di Gobbetti di piccolo e grande formato, con spedizione internazionale e pagamento anche in contrassegno". Nicola Dusi

Potete visitarlo all'indirizzo www.dusigobbetti.com

lunedì 28 luglio 2014

Ananche - Ernesto Saquella a Campodipietra

Quest’anno JazzinCampus proporrà un’allestimento di Opere pittoriche dell’artista molisano, prematuramente scomparso, Ernesto Saquella, dal titolo ANANCHE, a cura di Antonio Porpora Anastasio. L’allestimento riguarda due serie di opere: Griglie e Alberi musicali. 
GRIGLIE
Occorre che mi presenti. Gli esordi risalgono al settantaquattro, tempere e disegni della campagna molisana; quindi il caparbio impegno per mesi e mesi nel disegnare teste di imperatori romani, copie da bronzi greci ed arti di gesso bianco. Tuttavia non ho mai amato la linea, i miei inizi sono con la spatola: larghe campiture di colore dai forti valori cromatici. Astrattista? No! Tengo a precisarlo con vigore: dipingo esclusivamente ciò che vedo, rappresento la realtà della commedia quotidiana di uomini e cose senza l’illusorio velo di una beltà desueta ed idilliaca. Le griglie non organizzano spazi equilibrati, superfici gradevoli che s’offrono all’occhio distratto dell’osservatore. Sono il resoconto d’una battaglia che si combatte tra spirito e Leviatano. Le griglie non segnano né dividono lo spazio bidimensionale, semplicemente lo occupano come l’orma d’un felino in corsa. Attraverso l’orma, fissata in uno spazio bidimensionale, l’osservatore può immaginare quale animale l’abbia lasciata. È un processo mentale, di pre-comprensione appunto, che rimanda ad una tridimensionalità virtuale (virtuale non nel significato che oggi assume tale termine). La griglia è lo scontro con le strutture, con tutte le strutture che uno spirito giovane e battagliero si trova a dover affrontare.
ALBERI MUSICALI
Le pagine musicali provengono dal Fondo della famiglia Contino di Napoli. Si tratta di partiture ricopiate a mano con inchiostro blu su carta oleata e, in seguito, riprodotte con procedimento fotografico. La datazione dei fogli è tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. L’utilizzo della musica ricopiata sui fogli di carta oleata era specifico per gli ambienti bui delle sale cinematografiche e dei teatri di quartiere: le partiture erano poggiate su un vetro debolmente illuminato dal retro e si leggevano in controluce. Il repertorio riprodotto indica il gusto musicale dell’epoca: melodie e fantasie strumentali tratte da Opere di successo, canzoni sentimentali in voga, canzoni napoletane di vario genere, danze strumentali autonome o tratte da Operette, brani vocali e strumentali di grandi autori classici. La famiglia Contino, di origine siciliana, giunse a Napoli con Zenobio (medico) nella seconda metà dell’Ottocento. I suoi discendenti coltivarono le arti e la musica in particolare: Eugenio (oboista solista e nell’Orchestra del Teatro San Carlo, massone), Paolo (violoncellista e contrabbassista), Nora, Maria, Eraclide, Ionio (mandolinista), Elena (pianista). Le pagine musicali fatte oggi rivivere da Ernesto Saquella, hanno sempre “servito” l’immagine e i suoi linguaggi. È più che giusto che continuino a farlo, anche se, questa volta, in “silenzio”…

Antonio Porpora Anastasio

sabato 26 luglio 2014

Uno sgarbo "gratuito" ad Antonio Pettinicchi


Dato l'affetto che mi lega ad Antonio Pettinicchi, che considero tra i più grandi pittori e incisori che abbia prodotto la nostra regione e che sto studiando da ben quattro anni non posso tacere sul trattamento che gli è stato riservato ultimamente con una "personale" all'ex-Gil di Campobasso. Una retrospettiva che doveva essere, nelle intenzioni degli organizzatori, il primo omaggio ad un mese della sua dipartita ma che si è rivelata invece un'operazione dilettantesca e offensiva che di certo il pittore non meritava. Invito quindi i miei amici ed operatori del settore a prendere visione di questa petizione e nell'eventualità a contribuire all'appello

UNO SGARBO “GRATUITO” AD ANTONIO PETTINICCHI
A poche settimane dalla scomparsa di uno dei più grandi ed evocativi artisti molisani del Novecento, l’Assessorato alla cultura della Regione Molise, ha avuto l’improntitudine di dedicargli una “mostriciattola” senza né capo né coda , rabberciata per spazio e per impalcatura. Senza criterio (senza chiara curatela) , sono state messe in mostra quindici (15) opere del Maestro Pettinicchi, scelte (chissà come e da chi) fra le 87 che illustrano la Divina Commedia, acquistate dalla Provincia di Campobasso nel 1994.
Intanto, sulla facciata dell'ex-GIL, campeggia il manifesto della mostra di Domenico Fratianni che si svolge in contemporanea, mentre è assente del tutto l’indicazione dell’esposizione di Pettinicchi. Le opere di quest’ultimo sono affilate in una saletta di dimensioni modeste quasi fino all’offesa, addirittura di passaggio, per accedere alla mostra di Fratianni, che invece si irradia in tre ambienti ampi e ben strutturati. Tecnicamente, per impianto, quest’iniziativa rappresenta un danno grave per la figura e per l’opera di un vero e proprio caposcuola dell’arte contemporanea molisana, e dunque per l’immagine culturale dell’intera nostra comunità.
I sottoscrittori di questo appello chiedono che sia immediatamente chiuso il “corridoio espositivo” dedicato a Pettinicchi presso il palazzo dell’EX GIL, che siano rimossi dai loro incarichi, per incompetenza manifesta, i responsabili di un’iniziativa tanto improvvida e che ad Antonio Pettinicchi sia dedicato un grande evento espositivo, assegnandone la curatela ad uno dei tanti critici di rilievo nazionale che negli anni si sono occupati del suo lavoro. 
Per sottoscrivere l’appello è sufficiente inviare un’e-mail a redazione@ilbenecomune.it oppure a regiaedizioni@virgilio.it, specificando nome, cognome e ragione sociale e indicando nell’oggetto il titolo dell’appello: “uno sgarbo gratuito ad Antonio Pettinicchi”

PRIMI SOTTOSCRITTORI:
Antonio Ruggieri – direttore de il Bene Comune
Vincenzo Manocchio – direttore di Artes Contemporanea
Paolo Pettinicchi – figlio di Antonio Pettinicchi


giovedì 24 luglio 2014

Museo della ceramica di Pescolanciano


Pettinicchi all'ex-Gil (sic!)

dal  23 luglio al 29 agosto 2014

Palazzo ex-Gil Via Milano

a cura dell'Assessorato Regionale alla Cultura



"Omaggio al Maestro Antonio Pettinicchi, recentemente scomparso, con l'esposizione di 15 opere dal ciclo ispirato alla Divina Commedia e realizzate da Antonio Pettinicchi in buona parte nel biennio 1985 – 1986. La serie fu acquistata dalla Provincia di Campobasso e oggi esposta al pubblico nelle sale e lungo i corridoi di Palazzo Magno. 
È uno dei lavori più noti amati della lunga carriera di Antonio Pettinicchi. Il forte tratto espressionista della sua pittura mette in scena un vero e proprio teatro crudele in cui figure mitologiche incontrano e dialogano con persone reali che rappresentano il Molise più povero e dignitoso, mettendo in mostra, senza giudicare, la condizione dell'uomo passata e presente. E così l’umanità dolorante di Dante si trasfigura e attualizza nell’umanità dolorante di oggi in quella che Gino Marotta definisce una complessa elegia e cognizione della crudeltà e della caducità umana".
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