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sabato 9 giugno 2018

Arianna De Nicola - Il Giardino che non c'è


Università degli Studi del Molise
Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione
Galleria Gino Marotta / ARATRO
archivio delle arti elettroniche – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea


ARIANNA DE NICOLA
IL GIARDINO CHE NON C’È
Inaugurazione giovedì 14 giugno 2018 ore 18

L’ARATRO conclude la sua stagione espositiva con la mostra Il giardino che non c’è di Arianna De Nicola, giovane artista attiva tra Italia e Spagna, che realizzerà un’installazione site specific progettata appositamente per gli spazi del museo.
Arianna De Nicola ha concepito uno spazio metaforico dove il giardino viene pensato e decostruito in una tensione dialettica tra l’elemento materico e la smaterializzazione dell’immagine, attraverso i codici formali e intellettuali di una visione dominata dalla monocromia.
La scomparsa del giardino e la s
ua riapparizione trasfigurata costruiscono così un ponte tra la percezione dello spettatore e la sua presenza fisica nello spazio dell’installazione, negli ingranaggi costruttivi di un’opera che cerca di produrre stimoli di conoscenza attraverso un meccanismo di sottrazione fondato sulle coordinate minimali di un lavoro dominato dal bianco.
Con uno sguardo spiazzante, e solo apparentemente raggelato, De Nicola, come un giardiniere paziente o come l’architetto di un paesaggio immaginario, dà forma alla sua vegetazione assente, ricomposta e presente attraverso la sua parafrasi artificiale e oggettuale, ritornando probabilmente alla memoria e alla nostalgia di un giardino perduto e possibile, forse di quel giardino edenico che resta come un archetipo del nostro profondo e che rappresenta il modello ideale di ogni giardino creato o negato.
L’artista immagina e coltiva allora la sua opera come una rappresentazione dell’altrove verso il quale si vorrebbe forse ritornare, in una sospensione concettuale e quasi metafisica che ci riporta al grado zero del rapporto dell’uomo con il mondo, uno spazio dove, nella dialettica incessante tra natura e cultura, il giardino diventa il modello di un nuovo dialogo con il paesaggio e con la storia.

ARATRO- archivio delle arti elettroniche- museo laboratorio di arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, Università del Molise, via De Sanctis 86100 Campobasso
Info: + 39 3385912482- + 39 3331530974; aratro@unimol.it
Facebook: Galleria Gino Marotta- Aratro Università del Molise
Dal 14 giugno al 16 luglio 2018; dal lunedì al venerdì per appuntamento

Arianna De Nicola ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Roma e all’UMH-Universidad Miguel Hernández, Facultad de Bellas Artes, Altea, Alicante, finendo i suoi studi di decorazione nel 2009. Attualmente vive e lavora tra la Spagna e l'Italia, in particolare Roma, dove è nata.
Mostre personali 2018 Aratro Galleria Gino Marotta | UNIMOL Università del Molise | Campobasso | Italy | Curated by Lorenzo Canova & Piernicola Maria Di Iorio 2017 Deep | Fundación Frax | Alfàs del Pi | Alicante | Spain | Texts by Esperanza Durán 2014 Linear | Play Lab | Rome | Italy 2009 I-Foot | Spazio Zip - Spazio giovani delle Scuderie Aldobrandini | Frascati | Rome | Italy
Mostre collettive 2018 Centro de Cultura Contemporánea Las Cigarreras | Alicante | Spain 2018 Centre Cultural Vicente Poveda | Petrer | Alicante | Spain 2018 XXXIX Certamen de Minicuadros | Museo del Calzado | Elda | Alicante | Spain 2018 Bellaguarda Interviene | Urban intervention | Altea | Alicante | Spain 2018 Los artistas vuelven a clase | Centro14 | Alicante | Spain 2018 NoPlace4 | Ex Ceramica Vaccari | Santo Stefano di Magra | La Spezia | Italy 2018 El Tumbao | Collage I | Alicante | Spain 2017 Xicotet Format | Casa Cultura | Altea | Alicante | Spain 2017 Bestiario | Base Galería | Altea | Alicante | Spain 2015/13 Arte & Passione | Rocca Priora | Rome | Italy 2014 Open call | SetUp Contemporary Art Fair | Autostazione di Bologna | Italy 2014 Svincolando | La Rua | Marino | Rome | Italy 2014 Il salotto di Omero | La volpe all'uva | Frascati | Rome | Italy 2013 Identità | Festival Borgo in Arte | Auditorium | Castel Gandolfo | Rome | Italy 2012 Carmina Burana in Jazz | Performance | Auditorium | San Marco in Lamis | Foggia | Italy 2011 Sala de Exposiciones Biblioteca Municipal | Salobreña | Spain 2011 Casa Condesa de Torre Isabel | Motril | Spain 2011 Le forme del bello | Scuderie Aldobrandini | Frascati | Rome | Italy 2010 Quintessenze | Neo Art Gallery | Scuderie Aldobrandini | Frascati | Rome | Italy 2009 LBA2 2ª Muestra de cine experimental y videoarte | Filmoteca de Albacete | Spain 2009 Eccesso | Studi Panama | Rome | Italy 2009 Melide Mail Art | Sala Sanoguera Fotografia Arte y Diseño | A Coruña | Spain 2008 Tra secessione e decò | 4a Biennale dell'Illustrazione | Museo della Memoria Renzo C.Ventura | Colmurano | Macerata | Italy 2008 Oltre le Mura | Accademia del Superfluo | Cappella Orsini | Rome | Italy
Residenze 2017 BoCS Art Intenational Residency | Cosenza | italy | Curated by Alberto Dambruoso & Annalisa Ferraro | I Martedì Critici
Workshop 2018 Encuentro con el artista | Casa Cultura | Altea | Alicante | Spain 2018 Centro14 | Los artistas vuelven a clase | Master class & laboratory | Instituto Jaime II- 2 ESO- E | Alicante | Spain
Premi 2012 Energitismo | Sustainable elegant solutions | Wind garden art | Fiera di Vicenza | Italy

martedì 12 dicembre 2017

Piero Mottola - VOICES conferenza-concerto


Piero Mottola

VOICES conferenza-concerto

introduzione di Lorenzo Canova
esecuzione di tre composizioni per coro a 24 voci:
Voices, 2016
passeggiata emozionale di voci di differenti culture
Chinese Voices, 2017
passeggiata emozionale di voci orientali
Risvegli, 2017
passeggiata emozionale di voci dell'Università del Molise
interpreti: coro di 24 voci dell’Università del Molise diretto da Gennaro Continillo
Delegato del Rettore per le attività coreutiche d’Ateneo Prof. Giuseppe Maiorano

Il progetto VOICES è una ricerca sperimentale itinerante rivolta ad indagare le potenzialità evocative e musicali della voce umana di persone comuni in diverse aree geografiche del nostro pianeta. 
La ricerca, tuttora in corso, è stata realizzata con la collaborazione di studenti universitari cinesi, iraniani, spagnoli, italiani, polacchi, sudamericani, tedeschi e svolta presso le sedi delle Università di Valencia, Lisbona, Cosenza, Campobasso, Tenerife, Roma, Santiago del Cile, Lipsia, Varsavia, Pechino, alla Grande Muraglia e Città Proibita. 

Alle persone è stato chiesto di associare a 10 parametri emozionali - paura, angoscia, agitazione, collera, tristezza, stupore, eccitazione, piacere, gioia, calma - suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo. I 1000 frammenti sonori ottenuti sono stati catalogati e utilizzati per la costruzione di composizioni non contemplative e presentate nel 2016 in ambienti sonori con il sistema multicanale automatico di passeggiate emozionali Autocorrelatore acustico alla IV Biennale Italia Cina ad Art District
798 di Pechino e, al Museo d’arte contemporanea MAC di Santiago del Cile.
Con le stesse sonorità sono state costruite le partiture per coro con 16, 32 e 64 voci VOICES (2016), utilizzando suoni della voce provenienti da diverse culture e, CHINESE VOICES (2017) con suoni della voce esclusivamente orientali.

La poetica e la metodologia di ricerca delle due composizioni è stata introdotta da Attilio Scarpellini su Rai Radio Tre “Qui Comincia” (17 marzo 2016) in occasione di “Libere associazioni di voci comuni a 10 parametri emozionali” al Museo d’arte contemporanea Macro di Roma.
VOICES è stata eseguita per la prima volta dal coro dell’Istituto Superiore EAC Escuela de Actores de Canarias e da un coro di studenti del Beijing Institute of Graphic Communication.
CHINESE VOICES è stata eseguita il 22 giugno al Museo d’arte contemporanea di Macro di Roma - nell’ambito della mostra collettiva “Visioni geometriche. Opere dalla collezione del Macro” a cura di Antonia Arconti e Daniela Vasta – in prima esecuzione assoluta dal coro del Workshop “Ornamento e Musica Relazionale” dell’Accademia di Belle Arti di Roma, diretto da Piero Mottola e, dal coro dell’Università del Molise, diretto da Gennaro Continillo.

Entrambe le composizioni sono state pensate come “un’onda sonora relazionale” che raggiunge nel tempo, senza ripetersi mai, il massimo conflitto emozionale partendo dai minimi valori e con un aumento progressivo del tempo di accadimento degli eventi sonori. La composizione vive delle molteplici e complesse relazioni ottenute sperimentalmente con la “Mappa a 10 emozioni”. 
Da ciascuna emozione è possibile iniziare una passeggiata virtuale dove il valore 1 corrisponde alla
minima distanza e il valore 9 alla massima distanza emozionale.
Il visitatore percepirà una “nuvola sonora” eterogenea composta da voci associate alle emozioni, rumori e suoni del corpo umano, talvolta riconoscibili e talvolta modificati dalla compresenza di più voci che si rinforzano generando addensamenti tonali e dissonanti, e in altri casi, verso la conclusione, si oppongono generando un inedito conflitto emozionale a più voci contrapposte e con un contenuto sempre più riconoscibile.

Scopo dell’opera è invitare il fruitore ad una progressiva immersione psicofisica nel flusso sonoro per la produzione di un immaginario originale, personale e profondo.

L’ascolto dell’opera sonora verrà integrato, in un momento diverso, da una lezione / conferenza che avrà come argomento le ricerche sull’arte relazionale, a partire dagli esperimenti e dai metodi avanzati dall’avanguardia storica futurista, fino alla individuazione di una mappa emozionale, concepita dall’autore nel 1994 sulla base e nell’ambito del metodo sperimentale eventualista, nella quale interagiscono suoni, colori ed emozioni.


Piero Mottola
Artista e musicista sperimentale. Docente di Sound Design, Accademia di Belle Arti di Roma.
Dal 1988 studia la soggettività e la libera interpretazione del fruitore a strutture visive e sonore attraverso esperimenti e misurazioni. I risultati di tali ricerche sono stati pubblicati nel libro Passeggiate emozionali, dal rumore alla Musica Relazionale, presentato in diverse Università italiane e internazionali e nell’ambito di trasmissioni culturali della radiotelevisione nazionale italiana, Rai Uno, Rai Radio Tre e Radio Cultura Argentina. 
Tali ricerche sono state presentate anche in diverse istituzioni museali internazionali: Fiac-Grand Palais Parigi (1992); Palazzo Esposizioni di Roma (1993); Artissima Lingotto Fiere Torino (1994); Hochschule für Musik und Theater di Lipsia (2011 e 2014); 54. Biennale Arte di Venezia (2011); XI Biennale Arte de L’Avana (2012); Galleria OltreDimore Art Basel, Basilea (2012); II Biennale Cina-Italia a Pechino (2013) e Torino (2015); IV Biennale della Fine del Mondo in Cile (2015); Mamba, Museo Arte Moderno di Buenos Aires (2013); Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2013); Macro, Museo d’arte contemporanea di Roma (1999, 2015, 2017); Museo Hermann Nitsch-Fondazione Morra di Napoli (2009 e 2015); Museo MAC di Santiago del Cile (2016); IV Biennale Cina-Italia a Pechino (2016); Beijing Institute of Graphic Communication (2017); Istituto di Cultura Italiano di Pechino (2017); Miami River Art Fair (2017).

martedì 26 settembre 2017

Sconfini - Impressioni dal margine - Peri Robbio Tramontano all'Aratro


niversità degli Studi del Molise
Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione
Galleria Gino Marotta / ARATRO
archivio delle arti elettroniche – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea

invito e comunicato stampa mostra

(S)CONFINI
IMPRESSIONI DAL MARGINE
Michele Peri- Valentino Robbio- Antonio Tramontano
a cura di
Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio, Tommaso Evangelista

Inaugurazione 28 settembre 2017 ore 18.00
Con un intervento musicale di Nicola Graziano

L’ARATRO presenta una mostra collettiva dove sono raccolte le eterogenee ricerche pittoriche, installative e fotografiche dei tre artisti molisani Michele Peri, Valentino Robbio e Antonio Tramontano. La mostra, come scrive Tommaso Evangelista, intende indagare “la dimensione virtuale del margine inteso quale luogo vitale della forma. La costruzione del senso che avviene sul limite di questo confine indefinito comporta un perenne scarto tra visibile e velato, ovvero un senso precario della presenza. La chiusura (incondizionata) dei confini dell’opera d’arte subisce piccole crisi che si svolgono sui margini della rappresentazione. Se limite della forma e limite dello spazio costituiscono il limite dell’opera, ovvero il confine entro il quale si definisce l’oggetto-idea, l’opposizione al margine, inteso anche come frontiera estetica, determina una sorta di lavoro sul continuum (tempo/spazio/memoria). I concetti di transitività e riflessività sono indagati in relazione alla rappresentazione la quale, quando mostra la propria struttura e sutura, rende palese e vitale la condizione di confine. La collettiva è un invito pertanto alla contemplazione dell’inutile, dello (s)confine, della materia che si fa ricordo e corrode lo spazio dello spettacolo attraverso l’indagine scomposta della fine. La collettiva si vuol porre in linea di continuità con due storiche mostre organizzate nel capoluogo molisano negli anni Ottanta, curate da Massimo Bignardi: Il perimetro del vento e I margini del segno entrambe incentrate sull’idea di una rappresentazione espansa e sulla decostruzione dello spazio. Di tali esperienze, legata fortemente al contesto molisano il quale usciva -una prima volta- fuori dai suoi confini con una proposta criticamente strutturata, rimane in collettiva, quale legame e memoria, il lavoro di Peri il quale si arricchisce delle ricerche cromatiche di Tramontano e delle tensioni vitali di Robbio. È il tentativo del territorio di ripensare all’idea di gruppo e di ricerca condivisa, ad una proposta coerente capace di dialogare fuori dai limiti regionali”.

Michele Peri (1947) è nato a Rocchetta a Volturno. Vive e lavora a Rocchetta a Volturno (IS)
Valentino Robbio (1958) è nato a Pietrabairano (CS). Vive e lavora a Isernia
Antonio Tramontano (1965) è nato a Pesche. Vive e lavora a Pesche (IS)

ARATRO- archivio delle arti elettroniche- museo laboratorio di arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, Università del Molise, via De Sanctis 86100 Campobasso
Facebook: Galleria Gino Marotta- Aratro Università del Molise
Dal 28 settembre al 18 ottobre 2017

venerdì 4 novembre 2016

Federico Lombardo alla Galleria Gino Marotta


Università degli Studi del Molise
Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione
Galleria Gino Marotta / ARATRO
archivio delle arti elettroniche laboratorio per l’arte contemporanea


FEDERICO LOMBARDO
SL PROJECT

a cura di
Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio

Inaugurazione 3 novembre 2016 ore 17.30


L’ARATRO inaugura la sua nuova stagione espositiva con una nuova mostra personale di Federico Lombardo dove saranno presentati due nuovi recenti cicli di opere digitali e disegnative esposte per la prima volta, insieme ad alcune opere pittoriche. Lombardo lavora sul limite incerto che separa la pittura tradizionale dalla sua ricreazione mediante i programmi informatici, costruendo una sorta di Second Life della pittura stessa, sospesa tra materialità e immaterialità.
Nelle opere in mostra l’artista riflette così sui temi del ritratto e della copia dai grandi maestri della pittura antica, in opere completamente ricostruite dalla sua mano attraverso pennelli reali o digitali. Lombardo scopre quindi un sistema metodologico posto al limite tra passato e futuro, nello snodo tra la storia, la sua ricostruzione e la sua trasformazione attraverso una visione contemporanea.
Nella sua proiezione futuribile, l’artista cerca tuttavia di tornare costantemente a un nucleo originario e psichico, alla necessità umana di fare pittura anche attraverso media nuovi ma che conservano radici archetipe.
In questo viaggio parallelo, Lombardo dialoga così con il Rinascimento, e con il Barocco, insegue Guido Reni, Caravaggio, Giorgione e Ribera, ricostruisce volti facendoli emergere dalle tenebre del nulla, ridà senso al flusso ininterrotto di un fare pittorico che, nonostante oblii e negazioni, rinasce e fiorisce perennemente dal profondo dell’anima umana.

Federico Lombardo- Nato a Castellammare di Stabia nel 1970, vive e lavora a Ciampino (Roma). Diplomato in scultura col maestro Augusto Perez. Tra le numerose esposizioni si ricordano: 1998 Immagini di donna, Galleria Marazzani Visconti Terzi, Piacenza; 1999 Il nuovo ritratto in Italia , spazio Consolo, Milano; Tre modi di essere donna, Galleria In Arco, Torino; 2000 Sui Generis, PAC, Milano; 2001 V Biennale del Sharajah, Dubai, Emirati Arabi; 2002 Acquerelli, Galleria Alessandro de March, Legnano; D'Italia, Galleria d'arte e moderna e contemporanea Repubblica di S. Marino; 2003 Federico Lombardo, Bonelli arte contemporanea Beel, Guida ,Lombardo, d'AC Ciampino, Roma; Mito Contemporaneo Futurismo ed oltre. Basilica Palladiana, Vicenza. La nuova Scena artistica italiana, nell'ambito della 50° Biennale di Venezia; Parlamento europeo Strasburgo; Promotrice delle Belle Arti, Torino. 2005 The 2Nd Contemporary painting Awards, Frissiras Museum, Atene; 2007 Point of departure, Dean Project, New York; 2008 XV Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni; Sconfinamenti , museo Castel Sant'Angelo, Roma; 2009 Experimenta, Collezione Farnesina, Ministero Affari Esteri, Roma; 2011 54° Biennale di Venezia, L o Stato dell'arte Campania; 2° Biennale di Video fotografia, Alessandria; 2012 Nina, Nuova immagine napoletana, PAN, Napoli; Il corpo trascendente Galleria Ninapì Ravenna; 2013 Il corpo trascendente, personale- MaC museo arte conteporanea Caserta; 2015 48 Premio Vasto, Vasto; Bocs, residenza artistica,Cosenza; 2015 Galleria Nazionale di Parma, digital drawing performance, omaggio a Nattini; 2016 Biennale del disegno di Rimini; BQB Gallery, Federico Lombardo “Ai confini della pittura”.

ARATRO- archivio delle arti elettroniche - laboratorio per l’arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, Università del Molise, via De Sanctis 86100 Campobasso Info: + 39 3385912482; aratrounimol@gmail.com
Facebook: Galleria Gino Marotta- Aratro Università del Molise
Dal 3 novembre al 5 dicembre 2016.



venerdì 29 aprile 2016

Nino Tricarico SPAZIO LUCE COLORE


Università degli Studi del Molise
Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione
ARATRO
archivio delle arti elettroniche laboratorio per l’arte contemporanea


comunicato stampa mostra
NINO TRICARICO
SPAZIO_LUCE_COLORE

a cura di
Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio, Giorgio Patrizi

Inaugurazione 4 maggio 2016 ore 17.30

Nino Tricarico presenta una selezione di opere pittoriche recenti, un gruppo di oli e acquerelli in cui esprime al meglio la sua serrata ricerca sul colore e sulla luce.
Tricarico, che ha avuto una formazione scientifica attraverso studi universitari di chimica, lavora infatti sul colore con il rigore di un ricercatore che lavora sulla percezione visiva, coniugandolo però con la leggerezza di una visione lirica che oltrepassa la materia creando un dialogo intenso tra la stesura cromatica e l’azione intellettuale di un pittore che dà vita ai suoi mondi attraverso un gesto capace di restare arcaico nella sua profonda contemporaneità.
Lo spazio di Tricarico si trasforma così in un territorio in cui la visione viene declinata oltre la ristretta dimensione oggettuale toccando i confini di una sublimazione che sembra voler purificare la realtà estraendone i codici sintetici di una nuova purezza formale.
L’astrazione di Tricarico conserva infatti ricordi della natura, frammenti del suo paesaggio ed echi delle sue terre, trasfigurati però da una vibrazione e da un flusso del colore che incanalano la luce nel quadro per ideare un nuovo spazio costruito attraverso la purezza di una pittura che trova nel segno e nelle raffinate campiture la sua poetica espressione definitiva.
La forza e la levità si uniscono in particolare nel gruppo dei recentissimi acquerelli realizzati da Tricarico appositamente per questa mostra, dove il pittore con una decisa energia compositiva traccia i suoi arcobaleni di luce, tendendoli come strutture architettoniche che tagliano il cielo, intrecciando i segni scuri ai bagliori colorati, componendo con maestria la partitura cromatica di universo sognato e ricomposto perennemente dal gesto del pittore.

NINO TRICARICO
Nato a Potenza, dove vive e lavora, si forma nascono nell'ambiente dell’avanguardia napoletana intorno agli anni Sessanta. La sua prima mostra personale è ospitata nel 1970 nella Galleria PalmsShore di New York. Tiene mostre e interventi in Germania, Olanda, Francia, Svizzera, Svezia e Finlandia. È con alcuni artisti, tra questi Gerardo Di Fiore, Errico Ruotolo, Gianni Sani, Franco Marrocco, Teo De Palma, Carlo Catuogno e con il critico Massimo Bignardi che, a partire dagli anni Ottanta, forma il gruppo del “Nuovo lirismo” che nel 1991 trova il suo primo riscontro con la mostra “The modernity of Lyrism”, tenuta dapprima alla Gummeson’s Gallery, e all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e poi al Joensuun Taidemuseo di Joensuu in Finlandia (1992). Tra le recenti mostre personali si segnalano: “Infinito Bianco”, Palazzo Lanfranchi, Matera, 2009 ; “La Barba e lo Specchio: pastelli”, Galleria Il Vaglio 2, Bari, 2011. Tra le rassegne: “Omaggio a un poeta dell’immagine: Ernesto Treccani”, Fondazione Corrente Museo Treccani, Milano; 54a Biennale di Venezia Padiglione italiano, Regione Basilicata, Galleria Civica di Palazzo Loffredo-Potenza; “Oleum. Tracce nei linguaggi del contemporaneo”, Museo FRAC – Baronissi, tutte del 2011; nel 2012 “Carte contemporanee: esperienze del disegno italiano dal 1943 agli anni Novanta”, Museo FRAC, Baronissi; 53° Premio internazionale Bice Bugatti Giovanni Segantini” Villa Vertua Masolo Nova Milanese, mentre nel 2013 è stato invitato al Premio Sulmona. Nello stesso anno la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Potenza gli ha dedicato una ampia mostra antologica. Nel 2014 espone a Matera 23 dipinti dal titolo Orme di abissi e di rondini. L'evento, organizzato in collaborazione con la Fondazione “Le Monacelle”, è il primo di una serie, curato da Opera Arte e Arti, e finalizzato alla presentazione di progetti realizzati da artisti contemporanei, nel loro coinvolgimento con la città di Matera proposta come Città della Cultura Europea 2019. Nel 2014 e nel 2015 ha tenuto importanti mostre a Napoli, Castel Nuovo (Maschio Angioino) Sala Carlo, e al Museo FRAC di Baronissi.

ARATRO- archivio delle arti elettroniche - laboratorio per l’arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, Università del Molise, via De Sanctis 86100 Campobasso
Info: + 39 3385912482; aratrounimol@gmail.com – Dal 4 al 25 maggio 2016
facebook: Aratro Università del Molise

sabato 12 marzo 2016

Giovanni Albanese - Altalena tra le stelle


L’ARATRO inaugura la stagione espositiva del 2016 con una nuova mostra di Giovanni Albanese (Bari, 1955, vive a Roma), artista e regista cinematografico di fama internazionale che presenta un’installazione ideata come un’immersione leggera contenuta in un misterioso universo parallelo composto da costellazioni luminose e da presenze ludiche ed enigmatiche.
L’opera di Albanese, infatti, è sempre pensata come un gioco colto di trasformazione del senso e della natura delle cose, in una mutazione costante della presenza e del significato degli oggetti declinata mediante una raffinata rielaborazione in cui la visione stessa del gioco dialoga con la grande stagione delle avanguardie storiche all’interno di un’efficace e innovativa azione costruttiva.
In una visione sospesa tra de Chirico e Duchamp, Albanese inserisce dunque la presenza metaforica apparentemente assurda di un’altalena fiammeggiante collocata tra le geometrie cosmologiche dei suoi astri elettrici e delle sue eclissi di ombra e di fuoco. Come il demiurgo di un cosmo alternativo, quasi come il bambino dei frammenti di Eraclito, Albanese gioca così con le orbite e i campi magnetici, facendo ondeggiare la sua altalena tra le stelle, in un passaggio continuo tra presente e futuro dove il tempo stesso sembra annullarsi nel moto ondulatorio di un paradossale e metafisico eterno ritorno.

La mostra è in collaborazione con Cantine D'Uva, Larino; ONAV Campobasso; Olio Pignatelli, Monteroduni.

GIOVANNI ALBANESE
Nato a Bari nel 1955, vive e lavora a Roma. Artista e Regista è docente all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 2002 gli è stato assegnato il prestigioso “Premio Pino Pascali per l’Arte Contemporanea”.
Con l’opera “Costellazione” è presente alla 54^ Biennale di Venezia a Palazzo Bianchi Michiel con La Fondazione Pino Pascali. Nel Giugno/Luglio del 2009 ha esposto al Chelsea Art Museum di New York. Nel 2003 è uscito nelle sale il suo film “A.A.A.Achille” con cui ha vinto il Giffoni Film Festival.
Tra le sue mostre principali ricordiamo le personali al MACRO di Roma nel 2001, al Museo Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare (2002), inoltre la “XII Quadriennale Nazionale d’Arte”(1996). Nel 2011 prodotto da Rai Cinema e Lumiere è uscito nelle sale “Senza arte né parte”, suo secondo lungometraggio ambientato nel mondo dell’arte contemporanea. (due nomination ai Nastri d’Argento e vincitore del Nastro d’Argento per l’interpretazione di Giuseppe Battiston). Nel 2012 per il progetto “Re Place 2” realizza un’istallazione luminosa per la zona rossa della città dell’Aquila.

ARATRO- archivio delle arti elettroniche - laboratorio per l’arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, Università del Molise, via De Sanctis 86100 Campobasso
Info: + 39 3385912482; aratrounimol@gmail.com – Dal 17 marzo al 18 aprile 2016
facebook: Aratro Università del Molise



martedì 13 ottobre 2015

Maurizio Cariati - Ritratti anonimi



Maurizio Cariati 
RITRATTI ANONIMI 

a cura di Lorenzo Canova e di Piernicola Maria Di Iorio

Inaugurazione mostra 2 ottobre, ore 17.30
Dal 02 ottobre al 02 novembre 2015.

L’ARATRO presenta una nuova mostra personale di Maurizio Cariati, artista che attraverso gli strumenti della pittura e del disegno riflette da tempo sul tema dell’identità e della sua perdita, sulla presenza ossessiva del volto umano nella dimensione digitale e mediatica del nostro mondo. 
La pittura di Cariati sottolinea tuttavia come, nel contesto attuale, a questa presenza corrisponda un nuovo tipo di smarrimento della dimensione personale e privata legata proprio ai volti che si rendono anonimi non per la loro assenza, ma per la loro ridondanza nell’intreccio elettronico contemporaneo. 
Cariati opera dunque attraverso una pittura iconica coniugata spesso alle esperienze di avanguardia del secondo Novecento, utilizzando ad esempio la tecnica delle estroflessioni, che segna l’arte italiana da Burri a Castellani e a Bonalumi, con la volontà di mettere in contatto l’opera con lo spettatore in modo diretto e quasi tattile facendo entrare i suoi personaggi così nello spazio della vita e per creare un nuovo dialogo silenzioso con i visitatori.
In particolare sono i social network il terreno di esplorazione analizzato da Cariati nella sua ricerca, lo spazio condiviso dove la privacy viene invasa e violata, anche e soprattutto per volontà dei soggetti che presentandosi nel palcoscenico degli stessi social network si espongono deliberatamente all’azione di “spionaggio” della propria vita e dei propri segreti, in una sorta di azione voyeuristica collettiva che coinvolge l’intero pianeta nella sua rete di intromissioni e di sguardi connessi a livello globale.




mercoledì 17 giugno 2015

Angeli-Delfini La Materia dell'Assenza


Università degli studi del Molise
Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione

ARATRO
ARCHIVIO DELLE ARTI ELETTRONICHE
LABORATORIO PER L’ARTE CONTEMPORANEA


Comunicato stampa

Sergio Angeli- Corrado Delfini
LA MATERIA DELL’ASSENZA


a cura di Lorenzo Canova e di Piernicola Maria Di Iorio


Inaugurazione mostra 25 giugno 2015, ore 17.30

Dopo la mostra dello scorso marzo al Museo Mastroianni di Marino e l’installazione Simmetrie
Industriali da poco inaugurata al MAAM di Roma, l’ARATRO presenta una nuova tappa del
progetto La materia dell’assenza che vede uniti Sergio Angeli e Corrado Delfini, due artisti legati da
affinità di visione e di poetica. Sergio Angeli (Roma 1972) e Corrado Delfini (Roma 1971), entrambi
attivi a Roma, sono attenti, attraverso la pittura, al recupero degli oggetti abbandonati e
dimenticati del mondo contemporaneo, al sentimento lirico e quasi futurista della materia, del
ridare senso a cose che sembravano avere perduto definitivamente il loro scopo.
Tuttavia Delfini e Angeli sono consapevoli di questa perdita e non cercano di restituire piena
funzione a quegli oggetti, ma cercano di scoprirne il lato poetico, l’ombra nascosta delle cose
perdute, lavorano con uno sguardo che scava nelle pieghe mondo industriale trovando affinità con
le opere di Burri, del New Dada e del Nouveau Réalisme, ma differenziandosi nella volontà di
comporre il proprio lavoro più con la spettralità metafisica di quegli oggetti che con il loro
riassemblaggio in un nuovo sistema costruttivo. Così, grazie al gesto fondante dei due artisti, l’arte
riscopre la vita segreta di questi oggetti, il meccanismo nascosto che si fonda sullo smarrimento
della loro funzionalità, celebra cose assenti nella loro fisicità ma ancora più presenti nella fissità
fluida della tessitura cromatica, macchine inutili per l’industria ma esseri pulsanti del sangue
vibrante e misterioso di una materia esistenziale che si fa pittura.
Sergio Angeli nel suo percorso artistico attraversa paesaggi più drammatici e terre più luminose, in
un cammino dove le ombre chiare degli oggetti sono usate per ricomporre un mondo
apparentemente disperato, poi sempre più rischiarato da un sentimento panico dove le forme
sembrano modellate dalla nostalgia lirica di un paesaggio rievocato dalle curve e dalle macchie
colorate intorno alle particelle assemblate dal pittore.
La pittura di Corrado Delfini è invece segnata da un viaggio attraverso la materia e la rarefazione,
in una sublimazione in cui il dato iconico viene declinato in forme nuove, dopo essere stato
inizialmente annullato nel flusso della pittura e nella sua stratificazione concentrata in un acceso
materismo cromatico di matrice informale. Lentamente l’elemento figurativo si è fatto strada
all’interno di una tessitura gestuale e di una visione molto densa della pittura fatta di potenti
campiture.
In occasione della mostra saranno presentati i due cataloghi dedicati agli artisti a cura di Lorenzo
Canova, recentemente pubblicati da Rubbettino Editore. 



giovedì 23 aprile 2015

Palumbo - Utopia

PROGRAMMA

ore 16:30
Vis a Vis - Fuoriluogo 17
Artists in Residence Project
un progetto realizzato da Limiti inchiusi arte contemporanea a cura di Silvia Valente
artisti: Maria Chiara Calvani, David Fagioli
Presentazione catalogo e proiezione del video documentario del progetto di residenza per artisti Vis a Vis - Fuoriluogo 17

ore 17:30
degustazione con la partecipazione delle aziende dell'eccellenza enogastronomina molisana:
CANTINE D'UVA - Larino (CB)
OLIO PIGNATELLI - Monteroduni (IS)
CASEIFICIO BIFERNO di PULSONE FRANCO - Bojano (CB)

ore 18:00

Massimo Palumbo
UTOPIA
A cura di Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio

Massimo Palumbo, artista visivo e architetto attivo tra Latina e il Molise, ideatore del grande progetto MAACK-Kalenarte, il Museo a cielo aperto di arte contemporanea di Casacalenda (Cb).
In questa mostra Massimo Palumbo fonde i suoi diversi campi espressivi in una grande installazione dove i linguaggi delle arti visive e dell’architettura si legano per mettere in scena una riflessione sul tema dell’Utopia come luogo dell’irrealizzato, del possibile e del progetto.
L’Utopia rappresenta, infatti, da secoli uno dei motivi portanti di una certa visione dell’architettura vista non solo come arte ma come strumento di innovazione e di sviluppo, di intervento sul mondo e sulla società.
In questo contesto, si colloca l’azione stessa di Palumbo in Molise, la sua visione dell’arte contemporanea proprio come Utopia (molto spesso realizzata) di una nuova visione del del reale, come sistema di azione per dare un nuovo impulso sociale e culturale al suo territorio di origine.
La scrittura, l’oggetto, il disegno e la luce sono i fili conduttori che ci accompagnano in questa nuova costruzione dell’Utopia, in un allestimento allo stesso tempo lineare e complesso che rappresenta bene il mosaico di interessi e creazioni composto da Palumbo, il suo metodo dove prassi e teoria, progetto, esecuzione e idealità si coniugano in un solo e articolato discorso teso costantemente verso un’azione destinata a dare forma concreta al sogno, non solo estetico, dell’Utopia.

lunedì 9 marzo 2015

Antonio Finelli - L'illusione del corpo


Antonio Finelli 
STRUMENTI DI VIAGGIO

A cura di Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio

Inaugurazione mostra 18 marzo 2014 ore 17,30

L’ARATRO inaugura una nuova mostra personale dell’artista molisano Antonio Finelli (Campobasso 1985, vive tra Roma e Campobasso), un ciclo di diciannove opere recenti accomunate da un disegno rigoroso e corrosivo che unisce leggerezza ed esattezza, da uno sguardo impeccabile che nella sua qualità rappresentativa mette in discussione le nostre certezze.
Antonio Finelli sviluppa la sua attenzione per i volti e il mondo delle persone anziane e il suo stile rendendo ancora più efficace il suo metodo attraverso l’uso di una grafite portata a un grado estremo di nitore formale. Nei suoi ritratti più recenti, Finelli ha scelto di lasciare delle parti incompiute, eliminando volutamente delle zone spesso decisive per il completamento delle immagini e aumentando il senso di inquietante spaesamento generato da opere dove il non-finito mette in crisi le sicurezze dello spettatore generando un vero e proprio cortocircuito visivo elaborato con una raffinata sapienza iconica e costruttiva. Finelli ha quindi rafforzato il suo metodo compositivo, portandolo a una nota più intensa dove il suo gesto paziente fa vibrare sottilmente la materia della grafite depositata sul supporto, infondendo un senso paradossale a queste opere che appaiono allo stesso tempo bloccate in una fissità quasi allucinata e mosse impercettibilmente dalla dialettica tra le zone terminate in modo impeccabile e le parti “risparmiate” che parlano in modo ancora più eloquente attraverso il linguaggio del silenzio e del vuoto. La solitudine e la saggezza, la felicità e il dolore, la consapevolezza e l’assenza si fondono pertanto nella sintesi limpida e incisiva dei suoi ritratti che compongono una galleria di grande rigore che però non evita la una possibile immedesimazione dell’artista in queste opere che, non a caso, intitola Autoritratti, come per calarsi nel corpo e nelle fattezze delle donne e degli uomini a cui dona una nuova esistenza attraverso la sua azione figurale.
Finelli, tuttavia, nel suo personale (iper)realismo lavora ambiguamente sull’idea dell’illusione che lega la percezione dell’opera d’arte e quella del mondo, mettendo simbolicamente in evidenza non solo i limiti della rappresentazione e della nostra visione della realtà, ma anche il limite della nostra stessa fisicità e delle singole identità in dialettica con le dinamiche collettive della vita.
In questo modo le zone bianche, le pause e le cesure di questi ritratti creano un effetto quasi drammatico che mette in rilievo quello che la rappresentazione e la comunicazione non solo mediatiche, ma anche politiche, sociali e interpersonali tendono a occultare creando un velo di illusione dove tutto viene ammorbidito e smorzato in una falsa quiete, in una tranquillità artefatta generata da una volontà di nascondimento.
Gli occhi e le bocche degli anziani sono così cancellati metaforicamente da Finelli per evidenziare forse l’illusione di normalità che tende a celare la loro stessa presenza, l’oblio che li avvolge facendo smarrire il loro sguardo e la loro voce, in un sistema in cui la loro stessa presenza fisica viene dimenticata ed espunta in un meccanismo di occultamento dove il corpo viene illusoriamente trasformato in una presenza irreale e immateriale.

Antonio Finelli (1985), vive e lavora tra Roma e Campobasso
Ha studiato presso il liceo artistico G. Manzù di Campobasso e l’Accademia di Belle Arti di Roma.
si è formato attraverso la conoscenza e la collaborazione con importanti artisti quali Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Giosetta Fioroni, Luigi Ontani, Carla Accardi, Jannis Kounellis, Giuseppe Penone.

http://www.antoniofinelliarte.it/

giovedì 3 luglio 2014

Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri


“Mi permetto di ripetere questo che dice il Profeta, ascoltate bene: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, / delle loro lance faranno falci; / una nazione non alzerà più la spada / contro
un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra». Ma quando accadrà questo? Che bel giorno sarà, nel quale le armi saranno smontate, per essere trasformate in strumenti di lavoro!
Che bel giorno sarà quello! E questo è possibile! Scommettiamo sulla speranza, sulla speranza della pace, e sarà possibile!”
(Papa Francesco, Angelus, Piazza San Pietro, 1 dicembre 2013)

Un uomo la cui azione è costantemente e pervicacemente rivolta alla speranza e alla necessità della pace, un reale costruttore di pace capace di fermare il bombardamento della Siria con la forza del digiuno e della preghiera e di invitare israeliani e palestinesi in Vaticano per una preghiera comune finalizzata alla pace in Medio Oriente: questa mostra composta da quindici artisti contemporanei intende essere un omaggio a Papa Francesco e alla sua azione costante verso l’edificazione della pace nel mondo, troppo spesso vista come una semplice utopia.
Il titolo della mostra è ripreso da un celebre passo di Isaia (2, 1-5)- citato dallo stesso pontefice nell’Angelus del 1 dicembre 2013- che si riferisce alla profezia di una pace universale ed è stato tra l’altro uno dei riferimenti per la stessa scelta del nome del centro di arte contemporanea dell’Unimol, visto come spazio di condivisione multiculturale delle arti viste come strumenti di dialogo, contro ogni forma di odio e di discriminazione.
La mostra vuole dunque trattare il tema della pace legandolo al lavoro degli artisti- costruttori per eccellenza- e di artisti che da tempo nelle loro opere lavorano come “artigiani pazienti che cercano quel che unisce e mettono da parte quel che divide” (come ha detto lo stesso Papa Francesco, citando San Giovanni XXIII, il 15 giugno 2014 nella sua visita alla Comunità di Sant’Egidio), testimoni di un dialogo sempre possibile tra culture, fedi, paesi e visioni differenti, e che va ricercato costantemente allontanando l’odio e cercando l’amicizia. 
Cercando di evitare ogni possibile rischio di banalizzazione, sono stati invitati artisti che da tempo hanno trattato i temi legati alla mostra con una seria visione critica, lavorando in modo diverso ma rigoroso sul tema della pace attraverso ottiche, strumenti e riferimenti diversi, come Alì Assaf, che in un suo video ha trattato in modo metaforico ed efficace la tragedia dei naufragi dei migranti che fuggono dalla guerra per trovare la morte sulle carrette del mare; Paolo Borrelli e la sua mappatura simbolica dei conflitti che formano la dinamica vitale del mondo, in un viaggio per immagini e concetti dove lo scontro e l’incontro possono assumere connotazioni differenti; Bruno Canova, deportato in un lager tedesco durante la seconda guerra mondiale, che sin dalla fine degli anni sessanta ha realizzato un lungo ciclo sui disastri della guerra dove ha una parte importante la persecuzione dei diritti e delle vite degli ebrei sotto i regimi totalitari nazista e fascista;
Sergio Ceccotti con i suoi quadri dove un falciatore allude alla speranza della pace mentre intorno la guerra esplode in un mondo indifferente; Stefania Fabrizi che con il suo velo dove un uomo dagli occhi coperti allude al Cristo bendato e percosso, simbolo di tutta l’umanità torturata e offesa dalla violenza; Susanne Kessler, con il suo albero che da serpente oscuro si trasforma in un ulivo di pace dal simbolico colore dorato; Federico Lombardo con le sue maternità, dove l’abbraccio tra la madre e il figlio compone il primo nucleo di un mondo dedicato non più alla morte, ma allo sviluppo pacifico della vita; Ernesto Morales, giovane artista argentino conterraneo di Francesco, che dipinge cieli simbolici liberi da minacce di guerra; Massimo Orsi che con le sue bandiere riflette sui conflitti in Medio Oriente, in Iraq e nel mondo arabo proponendo però una speranza di pace; Cosimo Paiano con la sua palma metaforica che vuole alludere alla speranza di pace e agli immigrati che giungono in Italia dal nord Africa; Tobia Ravà con il suo simbolico e spirituale bosco-giardino della Torah, fatto di parole di pace; Sandro Sanna con il suo mosaico dorato che allude a una Gerusalemme pacificata e punto di incontro di religioni e culture; Marco Verrelli con i suoi bombardieri disarmati che si trasformano in macchine pacifiche di lavoro benefico proprio come le spade mutate in aratri della profezia di Isaia.

5 luglio - 30 settembre
Dal 5 luglio alle 10.00 al 30 settembre alle 20.00

Unimol
via F. de Sanctis, 1, 86100 Campobasso

sabato 5 aprile 2014

Cosimo Paiano -Views and feelings


ARATRO presenta la personale del giovane fotografo Cosimo Paiano (Campobasso 1982, vive a Campobasso).
Il progetto dal titolo Views and Feelings è la sintesi dei suoi lavori più recenti, una selezione di opere inedite realizzate in analogico, che si sviluppa partendo da un nucleo molto intimo e sensuale per poi aprirsi sempre di più verso l’esterno riversandosi nelle strade e nella formalità dell’architettura che le circonda.
Per Cosimo Paiano fotografare non è solo scattare una fotografia, lo scatto è solamente l’ultima parte, c’è tutto il mondo che lo precede, il pensare, avere una visione e metterla in scena. L’intento è di abbandonare la grammatica compositiva convenzionale ponendo, in secondo piano, la sua funzione utilitaristica e documentaria per approdare verso una realtà espressiva nuova; un percorso necessario per rilevare le idee, catturare i propri sogni e i propri desideri. 
Come in un ritorno alla fotografia d’avanguardia, rigenerata e attuale, Paiano esegue particolari giocati sull’alternarsi della luce e dell’ombra, si affida a linee nette capaci di regolare l’intensità emozionale dei suoi scatti, lavora su sfocature che con determinatezza imprigionano lo spazio e sul close up di particolari decontestualizzati dal tempo; offre alla fotografia nuovi margini di libertà, specifici della loro insita forza espressiva, dell’intensità emotiva, della liricità. 
Un lavoro singolare e complesso, coscienzioso e rispettoso, ma al contempo rappresentante di un’immagine che prosegue nel tempo, filtro di una visione che è propria di chi è consapevole del suo ruolo di autore. 
La percezione di spazio e tempo non sono più un evento esterno – matematico e astratto - ma procedono uniformemente alle visioni divenendone parte, simultanee e legate inesorabilmente alla vista indipendente dell’osservatore. Strutture e architetture statiche e teoricamente salde perdono questa connotazione, primi piani e scene di vita quotidiana coincidono con i nostri pensieri e sensazioni; la bellezza di un volto si moltiplica in pose diverse, un volto si dissolve al suo passaggio e la fluidità del tempo è trascinata e fatta propria nei protagonisti degli scatti. 
Views and Feelings è la chiave di accesso necessaria per entrare in quell’affascinante pozzo nero che è l’essere umano. Si entra in un mondo infinito che si cristallizza in un obiettivo seguendo la ricerca ossessiva del fotografare l’infotografabile anima delle persone e cose.

sabato 22 febbraio 2014

Paolo Borrelli - Egemonia della lotta


Paolo Borrelli
E G E M O N I A D E L L A L O T T A

a cura di Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio

inaugurazione: 6 marzo 2014 - ore 18.00

lunedì 27 gennaio 2014

Andrea Nicodemo -Vuoto



L’ARATRO inaugura la stagione 2014 con una nuova mostra personale di Andrea Nicodemo (Termoli 1976, vive a Roma), artista che ha al suo attivo un curriculum significativo di mostre nazionali e internazionali e tra i vincitori del Premio Termoli 2011. 
Nicodemo conduce da molti anni una ricerca che riesce a fondere con efficacia il dato iconico e il minimalismo, la pittura a un elemento concettuale, lavorando spesso sull’ambiguità della percezione e sul sovvertimento delle certezze dello sguardo. 
Le opere recenti esposte sono, come dichiara l’artista stesso, sono dedicate al “fascino del poco e dell’essenziale” dove “con il poco si può immaginare tutto” e compiere anche una riflessione sul mondo contemporaneo, dove il vuoto, che dà il titolo alla mostra, si pone anche “come sensazione , come mancanza di ideali e valori. Vuoto lo spazio, vuoto dovuto al troppo.” 
Così ogni opera in mostra all’ARATRO “presenta un’assenza, elementi mancanti, alleggerimento, sospensione. Quando si parla degli ovali in bianco e nero i vuoti presenti, così come i puzzle mancanti si materializzano, ritornano struttura ma solo nella mente di chi osserva.” 
L’allestimento stesso della mostra rifletterà questa idea di vuoto, in una vera e propria installazione formata da un numero serrato di opere in dialogo con le pareti bianche dell’ARATRO, invitando lo spettatore ad avvicinarsi per coglierne le strutture sfuggenti fondate su un rigoroso metodo costruttivo che dà vita a un rinnovato enigma della visione che mette in gioco i meccanismi della mente. 

30 gennaio 2014 alle ore 18 inaugurazione, presentazione della mostra e cocktail.

Andrea Nicodemo, 'Vuoto'
ARATRO- archivio delle arti elettroniche - laboratorio per l’arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, università del molise, via de sanctis 86100 campobasso 
Info: +39 3385912482- + 39 333 1530974 ; aratrounimol@gmail.com - 
facebook: Aratro Università del Molise 
Dal 30 gennaio al 3 marzo 2014



ANDREA NICODEMO 

Termoli 1976
Vive e lavora a Roma

Mostre Personali 

2013 SIDE WALL - Galleria Monserrato Arte '900, Roma
2010 CONTRO LA LUCE CRUDA TUTTE LE FORME SONO SAGOME - IPSAR, Roma
2007 A UN AMICO LONTANO - Galleria Ugo Ferranti, Roma 
2006 COLORS ADDICTED - Galleria Ugo Ferranti, Roma
2005 INTIMISMO – Galleria Lion & Lion, a cura di Roy Wilkinson, New Orleans, USA

Mostre Collettive 

2013 AMPLIAMENTO GALLERIA CIVICA FRANCO LIBERTUCCI - Casacalenda (CB)
UNO SGUARDO LATERALE - Loft Rizzordi Art Foudation, San Pietroburgo
UNO SGUARDO LATERALE - 5° Biennale di Arte Contemporanea di Mosca, Galleria delle Arti di Zurab Tsereteli, Mosca 
VENTI PER UNA - Espacio de arte contemporanèo, Montevideo
2012
VENTI PER UNA - Espacio Cultural Museo de las Mujeres – Mumu Cordoba Argentina
AFFORDABLE FAIR - La Pelanda Macro Testaccio, Roma
VENTI PER UNA - Macla Museo de Arte Contemporaneo La Plata, Argentina
ILLUMINANDO LECCE - ex Conservatorio di Sant'Anna, Lecce
2011
DOUBLE ESPACE - Nuova Pesa, Roma
L’INTRECCIO DEI VIAGGI - Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea, vincitore 56° Premio Termoli. Galleria civica
LO STATO DELL’ARTE - 54° Biennale di Venezia – Padiglione Italia, Maci, Isernia
APERITIVO AD ARTES - Bosi Artes, Roma
BIANCO&NERO - Galleria Ugo Ferranti, Roma
2009
COLLEZIONE ARATRO 2010 - Museo Aratro Università’ del Molise, Campobasso
AVVERTENZE ARTISTICHE - Mercati di Traiano (Museo dei Fori Imperiali), Roma
UNA MANO PER AIL - Asta tenuta da CHRISTIE’S, Roma
GROUP SHOW - Galleria Ugo Ferranti, Roma
2008
FLUCHTEN (fughe) - a cura di Christiane Erdmann, Wiesbaden (Germania)
EXPERIMENTA - Collezione Farnesina Giovani, Ministero degli Affari Esteri, Roma
PIANETA TERRA - Museo Aratro Università del Molise, Campobasso
2006
GALÀ ASTRATTE - UNICEF, Repubblica di San Marino
SOTTOVETRO - Galleria Esedra, Roma
FUORILUOGO - Galleria Limiti inchiusi, Campobasso
2004
GENIUS LOCI - Galleria Civica d’Arte Contemporanea Termoli (CB)
INTERIORITÀ - Galleria 9 Via della Vetrina Contemporanea, Roma
COM’È PROFONDO IL MARE - Isole Tremiti
2003
ARCOBALENO DEGLI ANGELI - San Giuliano di Puglia (CB)
2000
IL PAESAGGIO URBANO - Ministero per i Beni e le Attività Culturali (vincitore)

domenica 26 gennaio 2014

I luoghi del contemporaneo in Molise

I luoghi del contemporaneo in Molise tratti da questa ricerca promossa dal Ministero per i Beni Culturali: I luoghi del contemporaneo 2012. Studio e pubblicazione promossi dalla Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee, Servizio Architettura e Arte Contemporanee. Una prima ricognizione importante, sebbene parziale, del contemporaneo sul nostro territorio. Segnaliamo tra le incongruenze la presenza del MACI di Isernia il quale ormai, da più di un anno, non propone mostre e una programmazione culturale e che vede la sua collezione irrimediabilmente chiusa negli scantinati della Provincia di Isernia e non fruibile. Tra le gallerie, invece, sicuramente avrebbe meritato un posto di riguardo l'attività della Komà ArtGallery e dell'Officina Solare di Termoli che, con un ricco panorama di personali e collettive, in quattro anni di attività ha promosso più di centocinquanta artisti tra i quali si segnalano Sergio Lombardo, Marco Fioramanti, Vincenzo Merola, Vincenzo Mascia, Mauro Rea, Pasquale Nero Galante. Tutte le attività e i testi critici dell'Officina stanno finalmente per essere pubblicati in un quaderno di studi che raccoglierà l'attività del triennio 2011-2013.

lunedì 25 febbraio 2013

Energie Interne all'Aratro


ENERGIE INTERNE
Mingo Iacovino / Paolo Emilio Greco / Massimo Mancini

A cura di Lorenzo Canova e di Piernicola Maria Di Iorio
Inaugurazione giovedì 28 febbraio 2013 ore 18


L’ARATRO presenta una mostra collettiva di tre autori che lavorano all’interno dell’Università del Molise e che da anni svolgono una parallela e professionale attività artistica attraverso gli strumenti della pittura, della fotografia e del disegno. 
La mostra, prima parte di un progetto che periodicamente presenterà le energie creative presenti all’interno dell’Ateneo, è frutto di un lungo lavoro elaborato dai tre artisti come un’installazione a più voci composta da opere pensate per comporre un dialogo costruito attraverso linguaggi diversi che compongono un’armonia difforme.
In questo modo sulle pareti del museo si potranno ammirare il raffinato e paziente talento disegnativo di Mingo Iacovino, con il suo virtuosismo puntinista e iperreale che entra con la sua visione lenticolare nella rappresentazione delle cose; il felice e vibrante cromatismo della pittura di Paolo Emilio Greco con la sua azione polimaterica e spesso tridimensionale, sospesa tra memorie iconiche e la vitalità dell’astrazione; l’intensa opera fotografica di Massimo Mancini con il suo profondo sguardo sul mondo usato in modo interattivo per costruire uno scambio fecondo con gli spettatori coinvolti nella mostra. 
La mostra sarà preceduta da un breve seminario di presentazione con gli studenti e alcuni docenti dell’Università del Molise. 

Dal 28 febbraio al 29 marzo 2013 

ARATRO - Archivio Delle Arti Elettroniche - Laboratorio per l’arte Contemporanea
2° Piano - 2° Edificio Polifunzionale Università Del Molise, Via De Sanctis 86100 Campobasso Info:+39 3385912482; lorenzocanova@gmail.com 
Facebook: Aratro Università del Molise

domenica 25 novembre 2012

Heart - Collettiva all'Aratro


Heart 

a cura di Piernicola Maria Di Iorio e del corso di organizzazione di eventi culturali e artistici 

Coordinamento sezione video a cura di Martina Adamuccio

Diego AGULLO' 
Maurizio CARIATI 
Linda CARRARA 
Massimo FESTI 
ICKS 
Marco LAMANNA 
Cosimo PAIANO 
Alessandro PENSO 
Lucia VERONESI 
Andreas ZAMPELLA

ARATRO, centro d'arte contemporanea dell'Università degli Studi del Molise presenta la mostra HEART progetto che intende raccogliere dieci giovani artisti italiani e internazionali che lavorano con la fotografia, il video e la pittura. La mostra nasce all'interno del corso di organizzazione di eventi culturali e artistici del dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociale e della Formazione dell'Università degli Studi del Molise tenuto dal Prof. Lorenzo Canova, storico dell'Arte Contemporanea. Il titolo con un gioco di parole vuole alludere al cuore come metafora possibile di tematiche che vanno dal corpo e la sua fisicità, fino all'identità personale e collettiva, ai temi delle pulsioni espresse o negate, riprendendo il simbolo dell'originaria dualità corpo/anima. La scelta della parola inglese Heart vuole, tra l'altro, richiamare la parola arte, soprattutto nel suo legame con una visione non soltanto razionale, ma anche emozionale e istintuale della vita nella sua complessità di relazioni personali e sociali.

Alle ore 17:00 del 29 novembre, sempre negli spazi dell'Aratro, la mostra sarà preceduta da un seminario in cui interverranno artisti e curatori

ARATRO - archivio delle arti elettroniche - laboratorio per l’arte contemporanea
2° piano - 2° edificio polifunzionale università del molise, via de sanctis 86100 campobasso Info: +39 3385912482;  facebook: Aratro Università del Molise

Il Blog della collettiva Heart


mercoledì 25 gennaio 2012

Cromosafari - Nino Barone all'ARATRO


L’ARATRO presenta una mostra personale di Nino Barone (nato a Termoli nel 1955 dove vive), artista che conduce da molti anni una ricerca su un’astrazione attraversata da un rigoroso senso della geometria e da un sentimento lirico del colore e del movimento delle forme.
La mostra comprende una breve selezione antologica di lavori dal 2005 al 2010 e l’ultimissimo ciclo di opere realizzate negli ultimi mesi dal pittore appositamente per questa mostra.
Il progetto espositivo vuole infatti mettere in risalto il percorso di sublimazione e di rarefazione del colore che Barone ha compiuto negli ultimi anni fino ad approdare ai risultati più recenti, dove, in una sorta di ironico e simbolico safari pittorico di caccia al colore, che dà il titolo alla mostra, le geometrie si condensano in pochi elementi diagonali che attraversano lo spazio bianco del supporto come presenze dinamiche di grande intensità visiva.
In questo senso, Barone ha condensato e reso quasi monumentale l’alfabeto segnico della sua pittura precedente ampliando le dimensioni e la forza delle forme geometrizzanti colorate e delle linee nere che s’intrecciano nello spazio pulsante di queste opere che costituiscono un approdo di grande severità formale e di vibrante felicità cromatica. 

A cura di Lorenzo Canova
Inaugurazione mostra 26 gennaio 2012 ore 18

CROMOSAFARI all'Officina Solare agosto 2011

Cromosafari. Già dal titolo si intuisce come questa mostra non sia altro che un viaggio: viaggio nel colore e, per riflesso, anche nella forma. Viaggio nella poetica degli artisti che, quando non si limitano a proporre maniere standardizzate ed affermate, sono sempre persi nella rielaborazione delle loro idee di fondo, idee che generano poi mutamenti nella struttura delle opere le quali, se osservate da lontano e tutte insieme, rivelano poi i vari passaggi o transiti dell’anima sulle tele in un determinato momento. Cromosafari implica inoltre anche un che di esotico ed avventuroso. Potrei accostare così le tempere di Marini ai paesaggi africani di Klee, realizzati nel 1914, riguardo ai quali scriveva “Il colore mi possiede. Non ho più bisogno di rincorrerlo. Questo è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo tutt’uno. Io sono pittore” o le opere di Barone a piste segnate nel deserto, con l’ora più calda che annulla i colori mentre dal bianco emergono solamente oasi variopinte. Potremmo allora sintetizzare il titolo come “viaggio avventuroso nel colore” e ciò basterebbe a dare una chiave di lettura all’esposizione. Andando più nel particolare, invece, gli spunti da evidenziare sono diversi. Nino Barone compie un altro passo avanti nella sua personale ricerca artistica. Dalle Y dei primi anni ’90, tracce serializzate in bilico tra informale segnico e comunicazione, ai Geocartoon, archetipiche scarnificazioni dell’urbano ridotto a traccia e mappa su fondi ambientali e vitali, fino alle ultime decostruzioni con le linee che, ormai disgregate, proseguono per frammenti di spazio modulato in maniera disorganica, con queste ultime opere ritorna all’interno del supporto anche se qualcosa è cambiato. E’ mutato lo sfondo, diventato ormai neutro e monocromatico, si sono modificati gli inserti cromatici che fungono da scena, diventati geometriche e piatte figure colorate, si sono diradate le linee che organizzavano le mappe. Si avverte pertanto il senso di una perdita ed un certo pessimismo di fondo poiché i lavori, pur impostati su solidi segni linguistici (cifra stilistica personale ormai acclarata) che scavando nell’essenza di un sistema globale veicolano tracce intime sottoforma di comunicazioni, più che aprirsi alla vitalità del colore, unico elemento capace di liberare l’uomo dalla pesantezza dei luoghi, sembrano retrocedere. Il colore è confinato in sporadici moduli geometrici mentre intorno domina un bianco il quale più che purezza appare vuoto, e quindi privazione di spazio. Le poche linee rizomatiche ci raccontano di strade ormai abbandonate, attraversamenti in disuso, sentieri ricavati a forza sulla tela nei quali non viaggia più nessuno. E poiché la comunicazione, e anche il progresso, avviene soprattutto attraverso il viaggio che mette in contatto nuclei (o insiemi) diversi, questa rarefazione del segno e del colore non può che apparire come una sconfitta, paradigma di un’illusione ormai diventata interruzione. Ma siamo pur sempre qui a commentare una traccia e questo è pur sempre un evento positivo. 

Tommaso Evangelista



sabato 24 dicembre 2011

Papiroflexia - interviste agli artisti

Gli artisti parlano delle opere che hanno deciso di esporre alla mostra "Papiroflexia" che si sta svolgendo
all'ARATRO. 

domenica 18 dicembre 2011

Carte contemporanee

La mostra “Carte contemporanee. Esperienze del disegno italiano dal 1943 agli anni Novanta”, è dedicata ed in omaggio allo scultore Ugo Marano scomparso di recente. Curata da Massimo Bignardi è allestita presso il FRAC (fondo regionale d'arte contemporanea) di Baronissi. Nella rassegna, interessante dal punto di vista storico critico, anche i lavori di due artisti molisani: Michele Peri e Ermelindo Faralli e un artista storico, Antonio Venditti. Da questo link è possibile scaricare il comunicato stampa.

La mostra, allestita nei due livelli del complesso museale, è suddivisa in quattro sezioni così ordinate: 

La linea della figura: dagli ultimi ‘inchiostri’ di Novecento al realismo, alla Nuova figurazione: Antonio Donghi, Enrico Paulucci,Orfeo Tamburi, Alberto Ziveri, Mario Carotenuto, Giuseppe Zigaina, Guido Gambone, Titina Maselli, Sergio Vacchi, Tono Zancanaro, Concetto Pozzati, Emilio Tadini, Giosetta Fioroni, Luigi Guerricchio, Errico Ruotolo, Virginio Quarta. 

Segni della scultura: Antonio Venditti, Giuseppe Spagnulo, Carlo Lorenzetti, Giuseppe Uncini, Mauro Staccioli, Gerardo Di Fiore, Ugo Marano, Mimmo Paladino, Luigi Mainolfi, Nicola Salvatore, Nunzio, Iavolella, Enzo Navarra, Angelo Casciello, Luigi Vollaro, Michele Peri, Ermelindo Faralli, Eduard Habicher, Franco Fienga. 

Tra l’inquietudine informale, il rigore astratto e le nuove poetiche degli anni Settanta: Lucio Fontana, Renato Barisani, Sergio Dangelo, Mario Colucci, Mario Persico, Emilio Scanavino, Oscar Staccioli, Pirro Cuniberti, Atanasio Soldati, Mario Radice, Carla Accardi, Mauro Reggiani, Elio Marchigiani, Giorgio Griffa, Rodolfo Aricò, Carmine Piro, Pietro Lista, Antonio Davide, Giuseppe Rescigno. 

Dagli anni Ottanta verso la fin de siècle: Nicola De Maria, Sandro Chia, Giorgio Cattani, Sergio Vecchio, Angelomichele Risi, Bruno Ceccobelli, Cesare Berlingeri, Sergio Ragalzi, Arturo Pagano, Omar Galliani, Stefano Di Stasio, Arcangelo, Enzo Esposito, Franco Marrocco, Teo De Palma, Nino Tricarico, Carlo Catuogno, Luigi Pagano, Ruggero Maggi, Marco Pellizzola, Giovanni Tesauro.

Peri e Faralli

Peri di fronte alla sua opera


E rimanendo nell'ambito del disegno presso l'ARATRO, a Campobasso, si sta svolgendo la mostra PAPIROFLEXIA a cura di Lorenzo Canova e del Corso di organizzazione di eventi culturali e artistici. Il progetto è dedicato al rapporto di alcuni giovani artisti italiani e internazionali con la carta intesa sia come supporto che come strumento espressivo. La volontà è quella di presentare la molteplicità dei linguaggi, sempre più complessi e differenziati, utilizzati dagli artisti delle giovani generazioni attraverso la carta, strumento che da secoli è basilare per la fase ideativa, progettuale ed esecutiva delle opere d’arte e che ancora oggi mantiene intatta la sua centralità. La scelta della carta vuole avere una valenza metaforica per il suo fondamentale ruolo storico di medium di diffusione culturale, particolarmente importante per l’ambito universitario della mostra e, simbolicamente, anche per il limitato budget di cui necessita, particolarmente significativo nell’attuale contesto generale di crisi economica e di tagli alla cultura e alla ricerca. Il progetto comprende molte delle principali tendenze che contraddistinguono l’arte presente: dal neoconcettualismo , alla figurazione, al Pop Surrealismo e alla nuova astrazione. L’ARATRO, per seguire due tra le fondamentali linee guida dell’Università del Molise, quella della valorizzazione delle ricerche espresse dal suo territorio regionale di appartenenza e quella dell’internazionalizzazione, ha scelto dunque di raccogliere nella mostra anche due artiste di origine molisana, un’artista statunitense e un artista spagnolo che emblematicamente vuole rappresentare la stretta collaborazione con le università internazionali dell’Ateneo. In quest’ottica, Papiroflexia, il titolo stesso dell’esposizione, parola spagnola che significa origami, nasce dal dialogo con gli studenti Erasmus spagnoli presenti nel Corso. 

Gli artisti invitati sono:
Erica Calardo (Genova 1980, vive a Bologna); Gianluca Capozzi (Avellino 1973, vive ad Avellino); Barbara Esposito (Isernia 1979, vive a Roma); Andrea Martinucci (Roma 1991, vive a Roma); Gonzalo Orquìn (Siviglia 1982, vive a Roma); Lisa Wade (Washington DC 1972, vive tra Roma e Berlino) 
L’inaugurazione della mostra sarà preceduta da un workshop con gli studenti che hanno curato il progetto, gli artisti invitati e alcuni esponenti del mondo dell’arte contemporanea attivi anche in Molise.
Dal 13 dicembre 2011 al 13 gennaio 2012


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