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martedì 2 luglio 2013

Taccuini d'artista - I percorsi nascosti della creattività a Campobasso



TACCUINI D’ARTISTA"I PERCORSI NASCOSTI DELLA CREATTIVITA" Archivio Internazionale “Taccuini d'Artista” di Donato Di Poce ( 130 Artisti – in rappresentanza di 13 nazioni) MOSTRA INTERNAZIONALE ITINERANTE c/o Campobasso, AxA – Palladino Company Catalogo, Palladino Editore 07 Luglio al 28 Luglio , 2013 – Inaugurazione Domenica 07 Luglio ore 20,00 Con performance musicale di PEPPE RENNE Installazione LA STANZA DI ARLES e I Taccuini di Van Gogh di Mauro Rea 
A cura di Donato Di Poce e Mauro Rea.
Direttore artistico, Mauro Rea


ESTRATTO DELL'INTRODUZIONE DI DONATO DI POCE

"il "taccuino d'artista" e' tante cose: non solo e non piu' un diario, non sempre e non ancora un libro d'artista, non solo un insieme d'idee o una "poesia visiva", qualcosa di piu' di un "Carnet de voyage" o di uno "Cahier" delle intenzioni, poi potrei dire che e' una lavagna magica di memoria e di desiderio e un feticcio artistico, ma che e' soprattutto:

Una grammatica di icone, segni e scritture 
La genesi inconscia di un fondamentale e nuovo medium comunicativo
Un'azione creativa e un libro di sogni
Un esercizio di liberta', creativita' e d'intimita' con il mondo

Se, poi mi chiedessero: Qual e' l'importanza storica e la novita' estetica dei taccuini? Dovrei rispondere che il taccuino d'artista forse e' la piu' importante novita' stilistica contemporanea, ma e' allo stesso tempo una riscoperta di un medium che gia' nel Rinascimento con Leonardo da Vinci aveva trovato il suo piu' geniale interprete, in cui l'artista ascolta il suo respiro e inventa il suo linguaggio" (Continua...)
Elenco Artisti Partecipanti: Autore Nazionalità

Acquati Wallendorf Elena Germania
Ardau Barbara / Mimmo Di Caterino Italia
Angeli Sergio Italia
Antonucci Alessandro Italia
Apostolo Roberto Italia
Balena Vincenzo Italia
Beeme Josè Spagna
Bello Marisa/Spagnul Giuliano Italia
Bencini Ennio Italia
Blaiotta Gaetano Italia
Boschi Anna Italia
Briganti Catia Italia
Butte Aube Italia
Caremi Angela Italia
Carlotta Carmen Italia
Casiraghy Alberto Italia
Cerri Giovanni Italia
Cibaldi Silvia Italia
Cinini Ferdinando Italia
Classe III F Q.Di Vona (MI) Italia
Colantoni Domenico Italia
Colnaghi Franco Italia
Colucci Gerardo Italia
Conti Carlo Marcello Italia
Conti Paolo Italia
Costanzo Giancarlo Italia
Cotelessa Giuliano Italia
Crisanti Giulio Italia
D'Onofrio Sara Italia
Danelli Maria Elena Italia
De Santis Nico Italia
Di Poce Donato Italia
Di Poce/Fettolini/Mariani Italia
Donorà Luigi Italia
D'Orazio Paolo Italia
Dossi Fausta Italia
Dossi Roberto Italia
Epeo Italia
Falco Marina Italia
Fadini Luciano Italia
Fedi Fernanda Italia
Fehr Gretel Italia
Ferrario Anny Italia
Fettolini Armando Italia
Formenti Raffaella Italia
Franco Manuela Italia
Gallingani Alberto Italia
Gatto Agnese Italia
Gabriele Sergio Italia
Geranio Massimo Italia
Gini Gino Italia
Gismondi Federico Italia
Giunta Valeria Italia
Gregorovich Nevia Italia
Guaricci Enzo Italia
Izumi Oki Giappone
Korporal Maria Olanda
Korzekwa Cynthia America
Lauria Anna Italia
Lee Chen Cina
Lentini Alfonso Italia
Liuzzi Oronzo Italia
Lombardi Mara Italia
LOME ( Lorenzo Menguzzato) Italia
Lorandi Tania Belgio
Magnabosco Nadia Italia
Manzoni Gian Ruggero Italia
Mariani Luigi Italia
Martin Monica Italia
Mastropaolo Cinzia Italia
Massaro Pietro Italia
Medda Italo Italia
Mazzini Manuela Italia
Merini Alda Italia
Mesch Maria Germania
Micozzi Maria Italia
Miglietta Enza Italia
Milot Mirashi Alfred Albania
Minedi Gabi e Maria Patrizio Italia
Mitrano Annalisa Italia
Montenero Riccarda Italia
Taccuino della Mostra di Soncino Italia
Nasseredine Alì Libano
Orazio Gaetano Italia
Pace Achille Italia
Pagani Elisabetta Italia
Pecci Guido Italia
Pezzuco Francesco Italia
Picariello Antonio Italia
Piselli Mario Italia
Plevano Roberto Italia
Porzano Giacomo Italia
Porta Catherine Svizzera
Prota Giurleo Antonella Italia
Ragozzino Luciano Italia
Rea Mauro Italia
Rinaldi Franco Italia
Rizzi Alina Italia
Rosi Chiara Italia
Rossi Di San Polo Claudia Italia
Sacheli Enzo Italia
San Tina Italia
Sangermano Paolo Italia
Savoi Alba Italia
Sergi Stefania Italia
Sergio Gianfranco Italia
Serra Mario Italia
Sbarbati Stefania Italia
Schatz Evelina Russia
Selvetti Miriam Italia
Soddu Stefano Italia
Stradivarius Italia
Tamegaya Fumiyo Giappone
Ubaldi Roberta Italia
Vetrano Marzia Italia

Il taccuino di Achille Pace

martedì 4 giugno 2013

Santoli e Cotelessa all'AxA


Giuliano Cotellessa, Leonardo Santoli e Paolo D’Orazio sono i tre artisti che, sabato sera, si sono presi tutta la scena nella Sala Azienda per le Arti della Palladino Company a Campobasso. I primi due protagonisti della bipersonale ‘Double face’ inaugurata per l’occasione con il supporto di uno sponsor d’eccezione: il professor Paolo D’Orazio appunto.Il box espositivo di Contrada Colle delle Api ha aperto gli oltre duecento metri quadri di spazio a un’altra importante mostra d’arte contemporanea in una serata molto partecipata e calda nonostante le gelide temperature esterne. Sullo sfondo le gradevoli atmosfere jazz del Donato Cimaglia trio, apprezzato e seguito dal pubblico presente come era avvenuto in occasione dell’evento ‘Learning to cheat/sound true’ di Max Papeschi.

I due artisti, amici e a confronto, si sono presentati e hanno raccontato delle loro straordinarie esperienze: di Cotellessa ha parlato in termini lusinghieri anche il grande Ennio Morricone, mentre Santoli ha ricordato il periodo in cui l’amico Lucio Dalla, che è stato il suo più grande collezionista, gli dedicò una canzone. Poi ha preso il microfono Paolo D’Orazio.

“Si tratta di due artisti che interpretano l’arte e il mondo in modo diverso – ha detto il noto e apprezzato artista romano, questa volta con indosso i panni del critico - Cotellessa rappresenta con la luce e il colore il segno e la forma, che diventano ingrandimenti positivi e negativi e che danno sensazioni particolari e diverse di quello che è il micromondo. Invece Leonardo Santoli, l’altro artista di questa bipersonale, porta avanti il discorso della figurazione simbolica. Nel suo mondo ci sono dei segni, ma anche dei messaggi particolari che passano dalla magia del mondo zodiacale, con il cosmo tradotto in figurazioni con animali e cartine geografiche. E ci sono pure simbologie arcaiche. Il colore dà movimento a tutta quanta l’opera. Direi che in Santoli si sente l’influenza dell’arte bolognese e fiorentina, città teatro della sua vita di uomo e di artista. Dall’altra parte Cotellessa esprime i canoni della scuola romana di Forma 1, in particolare quella di Consagra e Accardi. Le opere esposte – ha concluso – sono tutte molto interessanti, complimenti alla Palladino Company per questa ennesima bella esposizione”. Che è stata resa possibile grazie all’importante sodalizio stretto con l’Associazione Culturale “Pescara Art Evolution” con in testa il pittore Giancarlo Costanzo.

Buona la cornice di pubblico, a conferma che, un mattone alla volta, la Palladino Company si è guadagnata l’attenzione e la fiducia dei campobassani e si sta accreditando sempre di più anche a livello nazionale. La mostra resterà aperta tutti i giorni, tranne la domenica, fino al 15 giugno. (Fonte)



domenica 12 maggio 2013

Max Papeschi all'AxA - Learning to cheat/Sound true


LEARNING TO CHEAT / SOUND TRUE (imparare a barare / sembrare veri)
a cura di Roberta D'Intinosante
17-30 maggio 2013 presso AxA Palladino Company

Max Papeschi arriva alla Digital-Art dopo l’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Come artista figurativo il suo approccio con l’Art-World è stato subito d’immediato successo sia di pubblico che di critica. Il suo lavoro Politically-Scorrect, mostra una società globalizzata e consumista ironica e realista. Dal Topolino Nazista al Ronald McDonald Macellaio le icone cult perdono il loro effetto tranquillizzante per trasformarsi in un incubo collettivo. Ha esposto i suoi lavori in molte gallerie in giro per il mondo.

www.maxpapeschi.com



mercoledì 3 aprile 2013

Paolo Emilio Greco - Ri_serve


Si torna a parlare di arte e di riciclo alla Palladino Company. Una nuova mostra a tema apre mercoledì 3 aprile alle 19. Protagonista il molisano Paolo Emilio Greco di Montorio nei Frentani ma operativo a Campobasso dopo le esperienze scolastiche e universitarie rispettivamente a Modena e Foggia (laurea con lode all’Accademia di belle arti). Paolo ha 49 anni, il suo innato spirito artistico, la sua straordinaria sensibilità per l’ambiente e l’arte contemporanea, emergono finalmente appieno nell’open space dell’Azienda per le Arti di Campobasso in un contesto spazio-temporale denominato Ri_serve. In tutto una trentina di opere, sei gli assemblaggi che ridanno vita a oggetti abbandonati, scartati, trovati casualmente in cantina o in spiaggia, le altre sono singolari opere polimateriche in cui Greco sviluppa l’anticonvenzionalità di oggetti ormai desueti e cancellati dalla memoria e ne trae un elemento tutto nuovo. La funzionalità originaria del singolo pezzo di legno o del vestito dismesso viene manipolata intimamente in qualcos’altro, usando il filtro della creatività e donando al lavoro un senso di curiosità e di mistero che assai spesso lascia interdetto e piacevolmente sorpreso il fruitore. Disegnare un nuovo percorso a un oggetto inservibile è la missione di un artista che, dopo aver assimilato senza forzature i canoni propri dell’artista vero, si annuncia al pubblico come una statua cui viene tolto il velo. L’arte del riciclaggio è vissuta da Greco come una tappa necessaria dell’esistenza. L’esigenza di assimilare rapidamente ognuno nel proprio ambito territoriale, professionale e vitale i valori alla base del sistema ecologico mondiale rimette in gioco gli artisti e gli uomini che danno al tempo e alla materia viva un significato profondo che fa da contraltare al culto del possesso proprio di chi avidamente usa, abusa e getta via, intasando lo sfogo naturale di ogni cosa. ‘Cerco un’altra estetica possibile – spiega Greco – Riporto alla luce e riutilizzo oggetti apparentemente morti. Per esempio ferro, viti, chiodi, plastiche, vetro, stracci, pietre. E anche toner e vernici di scarto, pigmenti naturali, catrame liquido, spezie, che acquistano così un valore espressivo, ridiventano materia riscattati nella loro pura potenzialità espressiva. Nel processo di trasformazione lascio a vista le imperfezioni, le spaccature, gli strappi e le bruciature, trasformandoli piuttosto in flusso di sensazioni visive e tattili, nella possibilità di intravedere o scoprire il bello, o semplicemente innescare un altro punto di vista”. Il tentativo di Greco è insomma quello complicato ma necessario e affascinante di togliere erosione al tempo. Perché tutto ri-serve, tutto è ancora vivo e utile. (mc us)

lunedì 21 gennaio 2013

L'arte di Nicola Mastropietro "il poeta dell'acciaio traforato"

Aspettando la pubblicazione che lo rivedrà tra i grandi protagonisti della fortunata epoca dell’acciaio traforato in Molise, Nicola Mastropietro ha ricevuto il meritato omaggio ad opera di chi ha avuto l’intuizione e l’abilità di ricostruire, un pezzo alla volta, la sua vita e la sua impareggiabile arte.

Sabato sera la Sala AxA della Palladino Company ha ospitato la serata dedicata al grande artigiano molisano morto il 20 gennaio di quarant’anni fa. La regìa del “ricordo del poeta dell’acciaio” è stata curata da Vittorio Mancini, 42enne bibliotecario e storico campobassano che è andato a fondo del fenomeno ‘acciaio traforato’ in Molise, tracciando la traiettoria disegnata da Mastropietro in quasi cento anni di vita.“Era doveroso ricordare uno dei più geniali esponenti di questa tradizione tutta molisana – spiega Mancini -Far passare la ricorrenza dei quarant’anni della morte di Nicola Mastropietro sarebbe stato un peccato, invece credo che con l’evento di oggi abbiamo avviato un percorso di ricerca e di riscoperta di questo tipo di lavorazione, passando per il giusto omaggio ai più grandi artigiani che il Molise abbia mai annoverato”.Mancini ha rievocato i fasti di un periodo magico per l’artigianato artistico molisano. La documentazione dell’attività espositiva di Mastropietro, le sue esperienze in Italia e all’estero, sono una traccia incancellabile che oggi viene evidenziata da tutti quelli che hanno a cuore le sorti di una regione che, per ritrovare la propria identità, ha bisogno di specchiarsi nel suo passato più creativo e felice.

All’evento è intervenuto anche il Presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis, che ha patrocinato l’iniziativa: “E’ sempre con grande piacere – ha detto - che sosteniamo tutto quello che ha dato lustro al Molise”. In sala quasi cento persone a dimostrazione del grande interesse che ancora oggi ruota intorno alla figura di un molisano illustre quale è stato Nicola Mastropietro. Presenti numerosi discendenti dell’artista e tutti gli artigiani dell’acciaio traforato tuttora in attività. I primi hanno contribuito a impreziosire la serata, portando a corredo delle immagini, dei documenti e delle belle parole di Vittorio Mancini, una serie di lavori di Mastropietro, oggetti di pregevole fattura e di grande valore affettivo, un patrimonio che il Molise intero ha il diritto dovere di preservare e di promuovere. In mostra anche le lettere del cognome dell’artista che un tempo facevano da insegna al negozio di oggettistica da regalo gestito da alcuni suoi familiari anche dopo che il grande artigiano si ritirò dall’attività.

Bella serata davvero nella Sala Azienda per l’Arte. Nicola Mastropietro, fulgido esempio di un artigianato artistico che metteva d’accordo tutti, pubblico e appassionati d’arte, meritava un approfondimento tanto sentito e dettagliato. E ora l’attenzione si sposta sulla pubblicazione del duo Vincenzo e Vittorio Mancini, che sarà stampata per i tipi della Palladino Editore, e presentata tra alcune settimane. “L’acciaio traforato” sotto la lente di ingrandimento di chi lo ha interpretato, fatto proprio e raccontato. Alla Palladino company si annuncia un’altra grande serata.

AxA



giovedì 13 dicembre 2012

Lutto per l'editoria molisana - morto Francesco Palladino


"E' morto ieri all'età di 87 anni il fondatore della nostra tipografia Francesco Palladino.

A lui si devono i successi di un delle aziende tipografiche più rinomate della regione e l'omonima casa editrice, che ha stampato oltre mille libri, oltre a tantissime innovazioni, compresa l'installazione per la prima volta in Molise dei metodi di stampa offset e lynotype. Senza dimenticare il fortunato
punto commerciale Foto Lampo gestito oggi dalla figlia Marilina. Grande imprenditore, amante del bello e dell'arte, 'Cecchino' ha realizzato il suo ultimo progetto attraverso l'allestimento di una galleria aperta a tutti i possibili esperimenti culturali. Si tratta della Sala Azienda per le Arti gestita con passione dal figlio Gino e dalla nuora Giovanna. 'Cecchino' ha seguito con amore e presenza costante l'attività tipografica ed editoriale fino all'ultimo, nonostante l'aggravarsi delle condizioni di salute. Le sue visite in tipografia e la presenza costante alle iniziative culturali realizzate anche negli ultimi mesi dalla Palladino Company rappresentano oggi un segno di amore per il lavoro e un esempio di straordinaria volontà e desiderio di essere sempre utile alla causa. L'Open space di Via Colle delle Api è la ragione stessa della nostra pagina Facebook che resterà chiusa in segno di lutto fino al termine di questa settimana, con sola apertura ai commenti di questo posto per i messaggi di cordoglio. La grave perdita lascia un vuoto incolmabile nel panorama dell'imprenditoria e dell'editoria regionale. I funerali di Francesco Palladino si svolgeranno oggi alle 15.30 nella chiesa di San Paolo in Via Tiberio a Campobasso".

giovedì 8 novembre 2012

Giacomo Porziano all'AxA



Ho conosciuto Giacomo Porzano nel 1980, quando come giovane studente dell’Accademia partecipavo al “Premio Nazionale Amato Pescosolido”, premio nel quale Porzano ricopriva il ruolo di Presidente della Commissione, composta da Ugo Moretti, Elio Mercuri, Francesco Vaccarone ed Emilio Villa. Esisteva in quegli anni un grande fermento culturale in Ciociaria, nel piccolo paese di Pescosolido grazie alla tenace e vitale attività di Tiziana Monti, capace di portare in quei luoghi pe
rsonalità di rilievo del mondo dell’Arte e della Letteratura come: Sergio Vacchi, Tonino Caputo, Mario Lunetta, Vito Riviello, Liliana Fontana, Ennio Calabria, Piero Fantastichini e molti altri ancora.
Non immaginavo allora che un giorno mi sarei trovato a presentare un’ Antologica di Giacomo Porzano, e forse nemmeno Porzano immaginava che un giorno avrebbe scelto di trascorrere l’ultimo anno della sua vita proprio a Pescosolido.
La mostra che proponiamo (la prima Antologica dopo la morte di Giacomo Porzano avvenuta a Pescosolido il 19 maggio del 2006) presenta al pubblico le opere contenute nell’”Archivio Giacomo Porzano”, costituito nel 2006 per volontà di Tiziana Monti. In esso sono raccolte opere dagli anni 40 fino al 2006, un lungo itinerario dunque, necessariamente esplicativo del percorso storico artistico di questo grande Artista, che speriamo con questa Antologica, si riveli anche a chi ancora non lo conosce, in tutta la sua straordinaria maestria e poetica. 
Porzano è stato innanzitutto un uomo discreto, educato, ironico e colto. Un artista a tutto tondo che ‘aggrediva’ il foglio o la tela in punta di pennino e pennelli, con passione e creatività, attingendo alle tante realtà oggettive del mondo, attraverso il filtro personalissimo della sua sensibile comprensione.Artista di respiro internazionale, a partire dalla giovanile amicizia con Ben Shahn (suo primo collezionista, nello studio americano di Shahn Porzano ebbe la gioia di vedere alle pareti 12 suoi disegni); fino all’amicizia con il grande gallerista romano Gaspare Del Corso e sua moglie Irene Brin; non ultimo, al profondo rapporto con i suoi contemporanei, Bruno Canova, Bruno Caruso, Renzo Vespignani, Ennio Calabria, Alberto Sughi, solo per citarne alcuni. Da questa copiosa trama emerge un Porzano dagli occhi attenti, scrutanti.. capaci di cogliere la realtà fin nelle pieghe più nascoste, una realtà che poi ci restituisce in tutta la sua tangibile concretezza. Quanta ricerca nelle sue opere! quanto lavoro! Dimenticato solo da taluni critici alla moda, miopi, per non dire ciechi, ma invece tanto amato da studiosi e intellettuali di rilievo, noi siamo lieti oggi di presentare: L’antologica di Giacomo Porzano.
Rivolgo un sentito e doveroso ringraziamento a Giovanna e Luigi Palladino, a Tiziana Monti e Maria Maddalena Monti, senza l’aiuto dei quali non mi sarebbe stato possibile mettere in atto questa mostra.

Mauro Rea

Giacomo Porzano è nato a Lerici il 21 novembre del 1925. Dal 1959 ha vissuto e lavorato a Roma. E’ morto a Pescosolido il 19 maggio 2006. La sua prima mostra importante a Roma è stata alla galleria «L’Obelisco» nel 1958. Ha esposto in numerose gallerie in Italia e all’estero. Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private, italiane e straniere. Nel 1968 ha partecipato alla XXXIV Biennale Internazionale di Venezia (sala personale). Nel 1975 la Galleria Civica d’Arte Moderna di Palermo ha ospitato una sua fondamentale mostra antologica. Del suo lavoro si sono occupati i più importanti giornali e critici. Molto rilevante è la sua attività grafica, anche in volumi, e la collaborazione a quotidiani e riviste con illustrazioni.

lunedì 21 maggio 2012

Animaliuomini

Aperta la bipersonale alla sala AxA di Campobasso

Interesse e spunti di riflessione, cultura e senso estetico: la bipersonale di Cinzia Mastropaolo e Mario Serra ha suscitato tutto questo. E solo nel giorno inaugurale. La mostra è stata aperta sabato sera nella sala AxA della Palladino Company dove a parlare, attraverso le intuizioni di relatori, appassionati e operatori culturali di qualità, sono stati i venti quadri esposti, dieci per artista.


Buona l’affluenza, magistrale la presentazione di Antonio Picariello, sempre più efficace nel dare un senso universale alle opere esposte e ben lieto di presentare in anteprima nazionale una mostra che accende gli spot su due artisti campobassani. ‘Serra – ha detto il critico larinese che nelle scorse settimane ha vissuto per la prima volta il passaggio da interprete dell’arte a vero e proprio apostolo divulgatore – è un grande maestro, capace di estrarre dall’inconscio collettivo il lato migliore della luce, attraverso il segno cromatico con l’altro sguardo del sentire, quello solitario e prezioso che si muove silenzioso tra le ombre e le sue magiche figure”. Una degna introduzione per un evento che, come attesta il titolo ‘Animaluomini’, ha un tema ben preciso, che tuttavia gli artisti hanno sviluppato liberamente attingendo dal loro estro sempre avvolgente e, per il visitatore, accattivante. Di Cinzia Mastropaolo hanno parlato sia Picariello sia Fabio Mastropietro, direttore editoriale di AltroVerso. “La contemplazione della doppia, simulata e apparente equivalenza dei ritratti ‘elaborati’ e degli ultimi lavori più allegorici di Cinzia – ha detto Mastropietro – conduce chi guarda in una dimensione onirica, allucinata, fantasmagorica. Nella sua ‘donnanimale’ il corpo è sparito, inghiottito dalla sua rappresentazione, dal suo stesso doppio iconico”. Le parole dei due relatori sono state supportate dalle letture teatrali a cura dello stesso Mastropietro, di Mari Correa e del poeta, nonché direttore responsabile di AltroVerso, Valentino Campo. Ben riuscito l’esperimento, utile per illuminare un’altra sfaccettatura di una mostra che va capita e apprezzata nel suo complesso. (da Movoloco)

lunedì 31 ottobre 2011

Autumn Contamination ... arte e contaminazioni a Campobasso




Dal 24 novembre al 4 dicembre l’AxA, l’open space della Palladino Company, ospiterà la rassegna Autumn Contamination, ideata e organizzata da Luca Basilico. Il progetto, innovativo e al tempo stesso quasi utopico per la realtà campobassana, attraverso la strada della contaminazione cerca di offrire ai visitatori una serie di proposte artistiche che spaziano dall’arte alla musica, dalla moda al cinema, dalla fotografia alle arti sceniche. In quanto piattaforma aperta all’interazione e alla sperimentazione l’evento si strutturerà su più livelli in modo da parlare contemporaneamente alle istituzioni, agli addetti ai lavori e al semplice pubblico chiamato a vivere la manifestazione che, ogni giorno, offrirà spunti diversi. Non solo quindi la semplice esposizione ma anche performance, rassegne di videoarte, dibattiti e incontri, workshop, presentazione di idee e proposte dove l’arte, in senso più esteso, è intesa come realtà liquida che pervade la società contemporanea e che, appunto perché sfuggente e spesse volte non classificabile, è da rinvenire in tutta una serie di fenomeni “di massa” e non. Il secondo principio della termodinamica recita che non si crea dal nulla; assodato questo tutto sta allora nel saper manipolare il materiale offertoci dalla natura e dalla nostra condizione presente irrimediabilmente interrelata con una moltitudine di dinamiche “basse” o “alte”, ovvero saper contaminare. La parola contaminazione è diventata oggi simbolo di creatività, di nuove modalità di produzione di esperienze e il suo inserimento nel titolo della rassegna deriva appunto dal fatto che le differenti espressioni artistiche, muovendosi attraverso vari tipi di media, contribuiscono ad ogni passaggio con nuove e inconsuete informazioni all’esperienza dell’utente. Negli anni Novanta il panorama dell’arte cambia radicalmente in relazione con il mutato clima culturale, sociale, politico. Il rinnovato interesse per le microstorie, per il quotidiano, per ciò che è immediatamente vicino, la riscoperta della dimensione intima e la necessità di tenerne conto parlando del sociale, sono alcuni degli atteggiamenti che, in questi anni, riemergono diffusamente. La pratica artistica contemporanea pertanto è sempre più segnata dal desiderio di lavorare sulla realtà, con strumenti considerati tradizionalmente secondari come fotografia, video e performance. Poiché raccontare l’immaginario e la realtà quotidiana comporta un costante rapportarsi col mondo nella sua interezza, la tendenza a sommare e decostruire è sempre più forte grazie anche alle inedite possibilità offerte dalla tecnologia che, rilanciando l’interazione creativa tra le diverse arti cercata da molte utopie estetiche moderne (dalle performance intermediali alle varie declinazioni dell’arte elettronica), permettono un allargamento della visione con relativo emergere del dettaglio e del particolare decontestualizzato e alterato. Contaminare, dall’accezione negativa, è diventato oggi un termine cardine per decifrare l’arte e l’idea di una “contaminazione estetica”, incentrata sui concetti di pluralità e relazione, può fornire alcune direzioni di senso ad un evento, Autumn Contamination, che si pone quale “avvenimento” di rottura e di confine. Un evento che cerca di superare la rigida dicotomizzazione tra “noi” e gli “altri”, ovvero tra gli addetti, tra virgolette, del settore e il resto della collettività che percepisce l’arte in maniera distratta o se ne sente così distante da evitare qualsiasi confronto. Come scrive infatti lo stesso Luca Basilico, organizzatore della rassegna, “Autumn Contamination è sinonimo di Cultura Contaminata… Esso si propone come un nuovo modo di concepire l’offerta non più radicata a preconcetti schematici con i quali si arriva a categorizzare e delle volte separare drasticamente le discipline, ma al contrario, vuole fare un’operazione che porta ad una totale contaminazione, abbassando tutte le barriere e lasciando che la creatività, la ricerca e la sperimentazione facciano da linee guida per la realizzazione di tale prodotto. Non è solo un’esposizione di opere artistiche ma è anche un momento di crescita, di svago e di socializzazione, grazie alle sue numerose attività collaterali.

Data la molteplicità degli eventi, andando nel dettaglio, cercherò di elencare le proposte più interessanti. Riguardo alla mostra vera e propria nella rassegna troveranno posto le installazioni di Susanne Kessler, artista di livello internazionale che per l’occasione allestirà un lavoro in tema con la condizione “autunnale”, i minimali lavori Andrea Martinucci, i grandi pannelli Giacinto Occhionero, figurativi eppur visionari nel loro sconfinamento nell’onirico, le installazioni di Mariagrazia Colasanto, le ipotesi cromatiche dell’artista americano Joe Bussell, le tele di Luca Pop dall’esuberante grafica desunta dalla street art. Due le performance durante i dieci giorni: due project interattivi di Michele Mariano (Me Myselfi I e Trigger) e l’esibizione di Stefano Cirillo che si cimenterà in un’operazione di live painting con le musiche del duo sound-B color. Il live di Mess too e l’esibizione dell’orchestra Tartini in un Vivaldi project si strutturano come vere e proprie performance audiovisive.

Uno spazio è riservato alla fotografia con Marla Lombardo e gli scatti degli artisti dell’OcchiRossi di Roma, progetto collettivo, declinato anche in festival, che promuove cultura fotografica indipendente.

Tra i fotografi: Baldi e Baciarlini, Gianluca Distante, Federico Cau, Giorgia Pecci, Flavia Culcasi, Daniele Baldi, Alessandra Dinatolo, Miriam Di Domenico. Interessante anche il settore dedicato alla videoarte con un’apposita sezione allestita con i video di Igor Imhoff, Riccardo Arena, Lino Strangis (che per l’occasione proietterà un’opera prima e realizzerà lo spot dell’evento), già direttore del C.A.R.M.A. (centro di arti multimediali di Roma), e altri in via di conferma in quanto selezionati da un’importante festival (Arte Video Roma Festival). Tutti i video durante una serata saranno ricomposti in una vera e propria installazione collettiva che coinvolgerà l’intero spazio espositivo. L’offerta è arricchita dalla presentazione dei progetti Cineama di Roma che per l’occasione in anteprima farà proiettare il film “Una separazione” premiato a Berlino e MoliseCinema con i suoi cortometraggi, ai quali sarà dedicata una serata out door al cinema Alphaville.

Anche la moda non potrà mancare in questo ricco cartellone e una serata sarà dedicata alla presentazione della collezione THESIGN di Luciano Parisi, direttamente dallo IED di Milano.

Altro punto forte della manifestazione sono gli incontri e i workshop, vere e proprie tavole rotonde dove parleranno e si confronteranno gli operatori del settore. Tra le varie tavole rotonde una, sul tema dei nuovi linguaggi dell’arte, metterà di fronte il prof. Lorenzo Canova, docente di arte contemporanea dell’università del Molise, Daniele Ferrara, sovrintendente per i beni Storico-Artistici del Molise, e l’artista molisano Achille Pace.

Molto interessante la serata con l’incontro di diverse realtà molisane che operano nell’arte contemporanea e moderna: la galleria Officina Solare di Termoli, la galleria Limiti Inchiusi di Campobasso, la rassegna Matriceart, la rivista Archeomolise.

La sezione work shop/presenta il progetto mira invece a dar spazio e visibilità a tanti progetti innovativi che si sono realizzati in regione, facendo parlare direttamente gli organizzatori e gli ideatori.

Ecco allora la presentazione al pubblico del riuscito Draw the line, festival di street art messo in piedi dell’Associazione Malatesta, o del mensile free press Zenit Magazine.

Tutto l’evento prodotto da Palladino Company vedrà tra gli sponsor tecnici il pastificio LaMolisana, che si occuperà della gastronomia durante il vernissage, Acqua Sepinia, Caffè Camardo, Centro del Molise, vini Colle Sereno, UniCredit.

Tra gli sponsor istituzionali la provincia di Campobasso e il Comune di Campobasso.

Sponsor tecnico Trenitalia.

Media Partner: Zenit Magazine, Movoloco ed EQUIPèCO.

Il progetto, complesso nel suo insieme ma incredibilmente dinamico, è in realtà un’unica entità organica che mira a crescere e radicarsi sul territorio. La stagione autunnale, spesse volte priva di eventi in quanto mesto periodo di passaggio, si presta a farsi contaminare da questa ricca proposta d’arte e cultura.

GET CONTAMINED!!!

Tommaso Evangelista

p.s. presto il programma definitivo

martedì 3 maggio 2011

Cinzia Mastropaolo all'AxA

Dopo il successo della mostra Made in Italy lo splendido open space AxA Azienda per le arti (via Colle delle Api 170, Campobasso), che la Palladino Company offre ad artisti e critici per promuovere l’arte e la cultura, ospita la personale di Cinzia Mastropaolo. La mostra dal titolo Emersione simbolica + vacanze romane, curata dal critico molisano Antonio Picariello e inaugurata il 28 aprile, resterà fruibile fino al 16 maggio. Cinzia Mastropaolo, campobassana, ha svolto a Roma un corso di moda, partecipando a diversi eventi capitolini di moda con proprie collezioni, e ha frequentato in seguito la Scuola libera del nudo. Sempre attenta al disegno quale mezzo essenziale di espressione, ha realizzato schizzi, bozzetti, ritratti e paesaggi, partecipando anche a numerosi progetti di MailArt nel mondo. Si è cimentata altresì in installazioni dove ha unito fantasia, ricerca della forma e indagine della composizione: la sua “Madonna Rock”, realizzata a Rovere, in Abruzzo, fonde entro schemi barocchi tutta la sua abilità creativa e progettuale. Oltre a dipingere ha pubblicato anche un libro, “Disobbedire al clan”, edito da Filopoli. Nella personale all’AxA sono presenti diverse serie di opere che offrono una visione completa della sua poetica e ricerca personale; l’artista, in generale, partendo da impressioni visive, attraverso un personale studio sulla composizione e una riduzione del segno, in virtù di un uso libero ed emozionale del colore, arriva a configurare brani pittorici estremamente suggestivi dove il mondo e i suoi personaggi, ridotti a tracce e contorni (o silhouette, per restare nel campo della moda), diventano reminiscenze e simboli, tracce della ricerca e svelamento del suo spirito. Analizzando singolarmente i diversi lavori troviamo la serie dedicata ai politici italiani, dall’emblematico titolo "gli evaporati, gli evaporandi e coloro che non vogliono evaporare"; in questi ritratti dai colori pastello e dalle forme sintetiche non è difficile cogliere l’ironia con la quale sono stati raffigurati personaggi pubblici, inconsistenti come vapori e pertanto svelati nella loro insignificanza. Grottesche maschere moderne dell’arte dal perenne atteggiarsi, come l’enigmatico “M.B.”. Se i “Ritratti” si giovano di un’equilibrata sintesi dei volti ridotti a schemi e a smorfie, la serie “Dedicata alle donne” colpisce per le atmosfere oniriche e intime, non prive di elementi simbolici (lo scudo, i dischi) intesi quali armi e qualità allo stesso tempo. Il lavoro dedicato al sisma in Abruzzo, terra cara all’artista, “Il battito veloce del cuore”, si caratterizza per l’abbandono dell’aria trasognata e minimale e per la resa di una violenza reale (cromatica e materica sulla tela) che cerca di rendere la brutalità del sisma sulle cose e sulle persone. I colori si scuriscono, la linea diventa groviglio di movimenti e gesti, le figure spariscono e si nascondono tra le pieghe di una trama pittorica serrata che lascia poco spazio al godimento. Negli ultimi lavori, infine, il segno si piega alla scrittura e alla narrazione capace di trasfigurare anche la nostra Italia. In conclusione segnalo la serie delle “Osvaldine”, singolari figure uscite dalla matita della pittrice e suoi alterego; memore degli studi di moda l’artista realizza questi personaggi dalle linee esili e scattanti e con pochi tocchi grafici ce ne restituisce quasi la personalità spigolosa e controcorrente. Eroine di carta vivono attraverso essa per dissacrare e dissacrarci; in loro tutta la grafica pubblicitaria del Ventennio (penso a Dudreville) e un che di felliniano e da “Dolce vita”. E proprio riguardo alle “Osvaldine” mi piace concludere con le parole della stessa Mastropaolo, tratte dal suo sito: “Mi chiamo Cinzia Mastropaolo, ma molti mi conoscono col nome di Osvalda, altri ancora con quello di Pow-how. Osvalda è il personaggio del mio libro “Disobbedire al clan” di cui ho anche disegnato la copertina. Ed è lo pseudonimo che ho usato per pubblicare il libro, con l’aggiunta del cognome “De Pauau” (esatta pronuncia di Pow-how). Tutto questo che apparentemente sembra un caos, in realtà ha un significato molto lineare e profondo: appartiene al mondo dei simboli e dei significati. “La Osvalda” è una donna contemporanea, informale, che sorride alla vita e che leggera, ironica e libera vola verso orizzonti più ampi ogni qual volta la vita e gli avvenimenti, gli accidenti e le vicissitudini la vorrebbero invece immobile e prigioniera dei dolori, dei capricci, degli intoppi, di tutto quanto insomma la vita riserva a tutti noi esseri umani. E’ un simbolo appunto, e come tale si colloca anche su un piano che appartiene all’immaginario… ed è così che “La Osvalda” può trasformarsi e imbellettarsi di porporina..."

Tommaso Evangelista su Zenit Magazine di Maggio 2011
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