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martedì 4 giugno 2013

Michele Condrò all'Officina Solare



MICHELE CONDRO'
Voglio dipingere la verginità del mondo ( Paul Cézanne)

A CURA DI
ALESSANDRA SIGNORILE

2 / 14 GIUGNO 2013

OFFICINA SOLARE GALLERY
VIA MARCONI, 2 TERMOLI

Un titolo per sottolineare con una lucida sintesi la purezza, il candore, l’estemporaneità, messe in scena da Michele Condrò, uno degli artisti più attivi del panorama pugliese e non solo. L’idea di verginità implica quella di un terreno non ancora sondato, non ancora precostituito o soggetto a infiniti stimoli, insomma paesaggi e figure di Condrò, si mostrano come realtà appena venute a galla e sembrano portare addosso e a chi le osserva, quel senso di stupore e sorpresa di chi ammira una parte di mondo per la prima volta.

Tali opere evocano estrema leggerezza rappresentativa e immediatezza espressiva, grazie soprattutto alla frequente modulazione da cui sono caratterizzate, ossia molte di esse ( vd Autoritratto) sono dipinte senza creare contrasti, bensì utilizzando sfumature e toni di una stessa gamma; le pennellate di getto permettono a colore e disegno di compenetrarsi a vicenda, esattamente come appaiono compenetrarsi mente e realtà. Michele Condrò, infatti, sembra aver colto nelle sue immagini un sunto semplice ma essenziale per l’arte, ovvero che essa non raffigura le cose ma le idee e in questo caso particolare, l’anima di Condrò appunto. Esso va oltre la percezione di un momento per individuare l’ aspetto duraturo dell’immagine, la sua struttura senza tempo; l’ indagine psicologica è largamente utilizzata, le figure non sono in posa, anzi…Sono catturate all’ improvviso nella loro fresca spontaneità di un momento, in cui esse, sembra quasi che non sappiano ancora di essere rappresentate: insognando un altro Egitto, la donna nuda stesa in terra, evoca una sensualità che non è affatto trasmessa dal suo atteggiamento volontariamente seducente ma piuttosto dallo sguardo scrutatore dell’artista, che coglie quella femminilità di soppiatto, in tutta la sua naturalezza.

Non è un caso se la citazione cui si faceva riferimento all’’inizio è di Cézanne poiché le affinità tra gli acquarelli di quest’ultimo e i lavori di Michele Condrò credo siano significative, basta ricordare un’altra famosa frase di Cézanne: (“La luce è una cosa che non può essere riprodotta ma deve essere rappresentata attraverso un'altra cosa, il colore. Sono stato contento di me, quando ho scoperto questo”.) e poi osservare l’uso del colore in Condrò… Del resto, tuttavia, è significativo anche un allontanamento e una revisione del tardo ottocento romantico e impressionista, si tratta di un figurativo continuamente aggiornato e permeato di contemporaneità, anche se forse, il rapporto con tale contemporaneità vive di conflitto: la freschezza delle opere fanno comunque di Condrò, un artista di altri tempi, tempi in cui vi era ancora spazio per il candore in questione ed è proprio su questo punto che occorre soffermarsi per comprendere il suo rapporto con il contemporaneo…La storia di quest’arte è una storia di protesta e denuncia del nostro tempo decadente disordinato e abusato da troppi virtuosismi, quindi se è vero che la vera arte, come vogliono in molti, vive di non-conformismo e di protesta alle tendenze più in voga, allora il figurativo di Condrò può essere considerato a pieno titolo, un grande esempio di avanguardia culturale.

ALESSANDRA SIGNORILE

venerdì 24 maggio 2013

L'immagine-Cristo



Cos’hanno in comune un giovane sindonico dai tratti mediterranei, un hippy dagli occhi azzurri e i capelli lunghi biondi, un affascinante nevrotico in continuo stato estatico ed un uomo bello e muscoloso? Quella di rappresentare/essere il Cristo a cinema.

A partire dalla sua nascita, la settima arte ha da sempre affermato la propria fascinazione nei confronti dell’immagine cristologica. Sostanzialmente la vita di questo contadino della Galilea, confluita all’interno della cornice filmica, è servita, inizialmente, al cinema delle origini per creare nello spettatore un’immediata affezione nei confronti di una nuova forma d’arte, per divenire poi, nel corso del Novecento, terreno d’indagine, a volte sfociante nella pura ossessione, della macchina da presa di affermati cineasti. Tra questi Pier Paolo Pasolini, con Il Vangelo secondo Matteo, Norman Jewison, con Jesus Christ Superstar, Martin Scorsese, con The last Temptation of Christ e Mel Gibson, con The Passion. Obiettivo di questo studio iconologico circoscritto è quello di, mediante l’utilizzo delle metodologie di analisi filmica applicate a quattro diverse pellicole, far emergere differenti variazioni sul tema, individuando nell’immagine cristologica una vera e propria testualità capace di significare le interazioni del cinema con la religione, la filosofia e la teologia; Le analisi di alcune sequenze, fotogramma per fotogramma, oscilleranno continuamente tra volontà autoriale, esigenze produttive, ricerca storica, Sacre Scritture ed Ebraismo.

Giammario Di Risio (1985) è giornalista e blogger molisano. Ha lavorato presso la “Fondazione Cinema per Roma” e all’Ufficio Stampa dell’Ambasciata italiana in Israele. Ha collaborato, come critico cinematografico, con il quotidiano “Il Riformista” e il mensile di arte e cultura “Il bene comune”. Direttore editoriale del blog di cinema “cineFRAMMENTI.com”, attualmente recensisce film e serie tv per “Close – up” e “Cinespettacolo.it”. Ha pubblicato recentemente una raccolta di interviste dal titolo “Fotogrammi. Frammenti di cinema e dintorni”(ISBN Edizioni).

Recensione di Alessandro Izzi su Close-up

Libertà e costrizione - La mostra dell'Istituto d'arte Manuppella

Presso la sede di Isernia dell'Università del Molise dal 27 al 30 maggio l'Istituto d'arte e liceo artistico Manuppella inaugurerà la mostra "Libertà e costrizione" e una selezione di lavori ed elaborati dei vari laboratori artistici. A conclusione una performance dell'artista brasiliana Helena Manzan.




Incanto nei Musei


Nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Molise, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise e i Cori Jubilate, Quod libet, Coro dell’Università del Molise con i rispettivi direttori Antonio Colasurdo, Vincenzo Lombardi, Gennaro Continillo, si comunica il calendario dei concerti in programma presso i seguenti siti museali del Molise:

Campobasso, Museo di Palazzo Pistilli

26 maggio, ore 20.30 Le Passioni di Zeus - Coro Quod Libet

9 giugno, ore 19.00 Coro e fisarmonica -Coro dell’Università del Molise

Civitacampomarano, Castello di Sangro

9 giugno, ore 19.00 Viva l’Italia – Coro Polifonico Jubilate

16 giugno, ore 19.00 Coro e fisarmonica – Coro dell’Università del Molise

Gambatesa, Castello di Capua

16 giugno, ore 19.00 Viva L’Italia – Coro Polifonico Jubilate

23 giugno, ore 19.00 Coro e fisarmonica-Coro dell’Università del Molise

Venafro, Museo Nazionale del Molise in Castello Pandone

9 giugno, ore 19.00 Le Passioni di Zeus – Coro Quod Libet

23 giugno, ore 19.00 Viva l’Italia – Coro Polifonico Jubilate

L’ingresso ai concerti è gratuito.

Info :

SBSAE Molise sbsae-mol@beniculturali.it tel. 0874/431350 www.molise.beniculturali.it – www.beniculturali.it

venerdì 17 maggio 2013

Forma e urbanistica della colonia latina di Aesernia


I segni innocenti



Leonardo PAPPONE, in arte “LEOPAPP”

Nasce nel 1958 a Montefalcone Val Fortore, piccolo paese di montagna in provincia di Benevento. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli nel 1983, avvocato, revisore dei conti e giornalista pubblicista, si avvicina alla pittura in gioventù partecipando a mostre estemporanee e concorsi nei paesi limitrofi, in modo del tutto istintivo, spontaneo e con una formazione autodidatta.

Usa in particolare modo i colori acrilici unitamente ad altre misture come mezzo, propaggine espressiva di stati d’animo, immagini interiori, rappresentazioni fantastiche, ricostruzioni cromatiche e plastiche allo stesso modo. Dalla fantasia creativa all’immaginazione e alla trasparenza nel tentativo di riempire ogni spazio vuoto, attraversando pianeti, cavalcando frammenti e meteoriti espressivi superando la divisione tra corporeo e psichico .

Svolge, nella vita reale, una professione distante dai concetti artistici e forse questa “assenza”, l’estraneità dalla vita pittorica, lo induce sempre più ad inventarsi pittore per caso, con funzione terapeutica, alla continua ricerca di piacere espressivo, cogliendo tracce di vita reale o fantastica che sia.

Artes contemporanea, viale Elena n. 60 - Campobasso
Sabato 18 maggio a partire dalle 18:00. Ingresso libero.
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