A Termoli «Flowers», la mostra di Michele Gammieri, che sarà ospitata nelle sale dell’Officina Solare fino a giovedì 27. Il nucleo dell’esposizione è rappresentato dai quattro «Fiori» , dipinti nello scorso mese di marzo. Attorno ad esso si snodano in forma antologica alcuni estratti da varie serie realizzate nell’ultimo decennio, a partire dai paesaggi realizzati «en plein air» nel territorio molisano come i «Castelli» o i «Paesi», passando per le esperienze esplicitamente metafisiche dei «Mari» e le «Nature (ancora) vive», giungendo infine agli «Abstracta» e alle ultime opere, tra cui le interpretazioni pop del sito archeologico di Altilia. «L’apparenza – spiega l’artista campobassano - potrebbe risultare frammentaria e persino caotica, ma il mio lavoro si snoda spesso in progetti molto definiti, risolti, delimitati volta a volta da regole molto precise e cogenti. Questo produce talvolta una sensazione di spaesamento, come se si perdesse un filo, un discorso coerente. Peraltro, in un momento di crisi drammatica quale quella che il Paese sta attraversando, potrebbe apparire persino frivolo cercare di attirare l’attenzione su alcune piccole visioni residuali. Al contrario quello qui messo in mostra è il risultato di un impegno svolto nel tempo con assiduità e disciplina, e potrebbe offrirsi come modello per ciò che più manca al nostro presente perché si torni a guardare al futuro con rinnovata fiducia». Gammieri si dedica alla pittura dal 1980, realizzando un considerevole numero di opere con varie tecniche, come l’acrilico, l’acquerello, la fotografia e la computer grafica. Tra i suoi soggetti principali c’è l’esperienza quotidiana, ma anche la visione metafisica del territorio. Tra le sue mostre più recenti figurano Le Rovine di Altilia (2011), Le Nature (ancora) Vive (2010), i Mari (2008). Attualmente sta lavorando sulla elaborazione pittorica digitale della fotografia di paesaggio. (Fonte: Il Tempo)
martedì 18 giugno 2013
domenica 16 giugno 2013
Lapingra - The Spectaculis
I Lapingra sono una band di origini molisane, formata in maggioranza da Molisani, ma radicata a Roma e operativa sul territorio nazionale ed europeo. Leggiamo un estratto della loro biografia:
È dal 2007 che i Lapingra bazzicano l’universo. Mantenuti in orbita dalla forza di gravità del Molise, da circa sei anni percorrono una traiettoria ellittica attorno a Roma. Da un paio d’anni la traiettoria ha raggiunto la Calabria e Berna e si pensa che tra 6-7 miliardi di anni i Lapingra si espanderanno fino a raggiungere un diametro circa 250 volte superiore a quello di oggi e fagociteranno tutto quello che troveranno sul loro cammino. Per fortuna, quando questo momento arriverà, l’umanità avrà da tempo abbandonato il pianeta Terra.
All’attivo i Lapingra hanno all’attivo diversi EP, un musical (“Orfeo agli Inferi”) e un album (“Salamastra”) molto apprezzati da pubblico e critica, com’è facile appurare leggendo le ottime recensioni (anche on-line) che negli anni hanno collezionato. La band ha anche diretto e prodotto diversi video, tra cui “This is not a test”, il singolo di maggior successo presentato anche al padiglione molisano della Biennale di Venezia di due anni fa.
I Lapingra hanno appena lanciato una campagna di fundraising per il loro prossimo album e per i relativi video, che insieme andranno a formare un film dal titolo accattivante: “The Spectaculis”. Il film racconterà, in chiave fiabesca e post-moderna, un’impossibile storia d’amore, ambientata nella Roma antica, tra un gladiatore e una… Peruviana! Fanta-archeologia in salsa Giacobbo oppure originale forma di bricolage storico-artistico? Non resta che attendere la fine dei lavori nel cantiere di idee Lapingra e scoprire cosa ne verrà fuori!
Il fundraising è una formula innovativa, trasparente e gratificante (tanto per gli artisti che per i sostenitori) di co-produzione, che permette agli artisti piena libertà creativa, e al pubblico la possibilità di seguire e sostenere l’intero processo di produzione, e di raccoglierne i frutti.
Questo è il video di presentazione del progetto:
Questo è il link al sito dove è possibile scegliere nell’ampia gamma di riconoscimenti e “doni” pensati per i sostenitori, e contribuire quindi al lavoro dei Lapingra: http://www.musicraiser.com/projects/1073-the-spectaculis
Il meccanismo è il seguente: tramite il sito promozionale si elargisce un contributo (a scelta tra diverse opzioni) e in cambio si riceve uno o più prodotti della band, a seconda dell’importo versato, e il riconoscimento della co-produzione. Per i più generosi, esiste anche la possibilità di ottenere una performance esclusiva della band: un house concert. (Fonte: Archeomolise)
Arte in Molise sostiene questo progetto.
Alessandro TESTA
ALP - Abraxas lab performance
Stroszek Spazio - S. Croce di Magliano (CB) 16 giugno 2013 ore 19.30
ALP
abraxas lab performance
Alla fine del suo terzo anno accademico, Abraxas Lab, Scuola Interculturale di Pratiche Teatrali con sede a Santa Croce di Magliano presenta pubblicamente il suo terzo progetto:
In questo caso, non si tratta di uno spettacolo come negli altri anni, ma di una serie di performance degli stessi allievi.
Questa volta essi non sono parte di un progetto comune, ma ognuno di loro diventa autore, regista, scenografo, attore del suo lavoro e quindi della sua performance. Ognuno, scelto un "tema", ha poi sviluppato con la supervisione dei responsabi del laboratorio, un proprio progetto.
Questa volta ogni allievo si assume la responsabilità di un proprio progetto, per quanto breve nella sua attuazione: ogni performance durerà da tre a sei minuti.
Le performance saranno presentante al pubblico il giorno 16 giugno 2013 alle ore 19,30 in forma di lezione aperta.
Senza Filtro
Mostra d'arte contemporanea - Castello Svevo Termoli dal 16 al 22 giugno
espongono : Cris Cora - Theretik - Wolfenstein - Michele D'Aloisio - Guix - Mess2
sabato 15 giugno 2013
SeeKing You - Personale di Vincenzo Merola
Testo critico di Silvia Valente per la mostra personale "SeeKingYou".
La parola è la traccia, il percorso di questa esperienza, è il reperto da cui partire e fondare il senso di una ricerca; di essa avvertiamo necessità, è rassicurante la sua veste di custode sincera e il desiderio di consapevolezza ci spinge all'analisi del suo valore, esaminato e scomposto in ogni dettaglio, costantemente rapportato a qualcosa di familiare e, senza sforzo, riconoscibile. Il potere dell'immagine, la sua violenta incidenza sulle coscienze, l'incessante immolarsi quotidiano in nome di inconsistenti e deboli cause violentano gli sguardi attoniti di pseudo-inconsapevoli spettatori e lo sterile sacrificio si rivela in tutta la sua pochezza. Quale, dunque, l'esigenza? Esiste un bisogno? A cosa si vuole tendere nello sforzo di salvaguardare ciò che, coralmente e senza obiezioni, ci vede d'accordo nel definirlo un bene di inestimabile valore? La sobrietà della parola, la sua essenza pura e semplice, la limpidezza della sua funzione: è questa la ricerca di Vincenzo Merola. "Mentre parole liquide e volatili (verba) svaniscono nel flusso ininterrotto di vaniloqui televisivi o dei testi digitati in fretta sulle tastiere di computer e telefoni, parole meditate e solide (scripta) solcano il reale come epigrafi faticosamente incise nella pietra", scrive l'artista.
L'automatismo logico-semiotico è alla radice di un ragionamento che questa mostra ci invita a compiere, attraverso una ricerca verbo-visiva che dall'autore si trasferisce, per vie naturali, ai fruitori. L'immagine esula dallo stereotipo consolidato di matrice occidentale quale mera rappresentazione mimetica (di derivazione platonica) del reale, accostandosi – per tangenza e mai appartenenza – alla sfera letteraria, indagando gli aspetti di quei fenomeni linguistici tesi allo sdoppiamento del senso segnico. Lavori come "SCR170513" seguono le linee proprie di quella "ambiguità semantica" di wunenburgeriana memoria, in cui la funzione stessa dell'immagine è ribaltata e re-indagata in relazione ai concetti di conoscenza e azione, accostando coraggiosamente ad un'idea di "figura" la più concreta immagine di "concetto". I livelli di significazione si moltiplicano annullando, in via definitiva, ogni costipazione, forzatura o dicotomia. Immagine e pensiero si fondono armoniosamente e la comprensione reale è dettata dalla capacità dell'osservatore/lettore di porsi nel mezzo delle due definizioni, valutando ogni possibile sovrapposizione e mescolanza. L'interpretazione è libera perché spontanea è l'indagine dell'artista sul mondo. Parole e forme, solo apparentemente lontane, sconfinano e si invadono concedendosi a trasformazioni e metamorfosi estetiche sorprendenti quanto convincenti; alle icone mass-mediatiche si sostituiscono figurazioni invitanti e lo spirito d'intelletto accoglie serenamente l'offerta ad una riflessione più intima sulla natura del sé.
Tutto è ridotto all'essenza come gli impianti modulari della serie "Travestimenti" ci dimostrano efficacemente: l'accettazione dei nuovi "oggetti" nasce dalla volontà ferma di spogliarsi definitivamente degli abiti contemporanei che, come schemi compositivi rigidi e dalle forme standardizzate, ci sono cuciti addosso impedendoci un libero accoglimento del disturbo, valvola inequivocabile di apertura al significato vero delle cose. Merola rompe ogni schema lasciando coincidere espressione e visione, forma e contenuto; spazia dalla grafica al segno identitario tenendo sempre ben salda la barra della traduzione, il vero leitmotiv della sua ricerca. Le opere non sono, infatti, mere trasposizioni visuali, trascrizioni asettiche di pensieri beccheggianti, ma il contatto si commisura all'espressione artistica nel tentativo di cogliere e stimolare le potenzialità di ogni singolo osservatore. In questo senso la traduzione non ha mai fine e l'"uso pubblico" della ragione enunciato da Kant dimostra la sua efficacia nella definizione di rapporto intellettuale-lettore. L'equilibrio è precario perché il segno, si sa, è per sua natura debole: la forza risiede altrove, in quel limbo ormai noto fra opera e fruitore, nella relazione osmotica che solo un lavoro creativo, se valevole, può innescare; in questo senso non vi è sacrificio estetico perché le opere di Merola sono sempre congiunte alla visualità che diviene, per certi versi, fotografica e si lascia scoprire e riesaminare dallo spettatore alla luce delle personali attitudini.
Esiste perfezione formale come esiste lotta poetica.
Dal 21 giugno al 7 luglio 2013
Museo Dinamico - Palazzo Pietromarchi - Piazzetta San Giovanni - Marsciano (PG)
"SeeKingYou"
Mostra personale di Vincenzo Merola
A cura di Silvia Valente
Inaugurazione venerdì 21 giugno - ore 18.30
Orari:
Dal 21 al 23 giugno, 18.30 / 23.00
24 giugno, 10.30 / 13.00
Dopo il 24 giugno gli orari di apertura saranno quelli del Museo
Per info: +39 075 8741152
giovedì 13 giugno 2013
Termoli boogie-woogie
Cinque artisti e i loro lavori. Esperienza ed esperienze diverse, tenute insieme da una provenienza comune. Termoli è la loro città, l’orizzonte adriatico li accomuna in una luce da levante che tinge e imbeve, e che dà frenesia vitale, immaginativa, creativa.
Nei lavori di questi artisti si può cogliere come una sorta di atmosfera che tutti li avvolge, una specie di ritmo, di sottofondo battente, come una cadenza di realtà comune che dall’uno all’altro si rimanda in giro armonico per variazioni e assoli. È come un bolgie-woogie, musica e movimento, dimensioni e seduzioni che si creano per incidentale incontro e che nella spontaneità del loro interagire riescono a restituire visione e sensazione della vita.
Questa è una mostra da boogie-woogie. Luci, colori, forme che si delineano e si mescolano e si accostano, in una progressione di liberazioni della fantasia, di autonomie dell’estro inventivo. E c’è una sensualità latente, un attaccamento carnale all’ “essere qui e ora”, una passione esistenziale che per l’occasione diventa gioco di richiami fra la lucente severità delle tensioni geometrico-astratte (come in Barone e Marcovicchio) e le contaminazioni Pop (Di Miceli, e di nuovo Barone) e ancora la saldezza formale della plastica tradizionale (Casolino) che si stempera in invenzioni e ibridazioni eclettiche (Carafa).
Nello spazio ridotto di un’esposizione, fra le mura “aretino-americane” di una galleria anch’essa un po’ boogie-woogie, tutte queste energie diventano esplosione, onda leggera e veloce ad accendere sguardi, a diffondere il suono, il gusto, il senso di questo “TERMOLI BOOGIE-WOOGIE”.
(francesco giulio farachi)
"TERMOLI BOOGIE-WOOGIE" NINO BARONE & COMPANY della OFFICINA SOLARE GALLERY
dal 6/22/2013 - 7/3/2103Inaugurazione 6/22/2013 ore 18:00 | at 6pm
VILLICANA D'ANNIBALE GALLERIA D'ARTE
+39 338 6005593
via Cavour 57
Arezzo Arezzo 52100
www.VillicanaDAnnibale.com
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