pagine

martedì 2 luglio 2013

Taccuini d'artista - I percorsi nascosti della creattività a Campobasso



TACCUINI D’ARTISTA"I PERCORSI NASCOSTI DELLA CREATTIVITA" Archivio Internazionale “Taccuini d'Artista” di Donato Di Poce ( 130 Artisti – in rappresentanza di 13 nazioni) MOSTRA INTERNAZIONALE ITINERANTE c/o Campobasso, AxA – Palladino Company Catalogo, Palladino Editore 07 Luglio al 28 Luglio , 2013 – Inaugurazione Domenica 07 Luglio ore 20,00 Con performance musicale di PEPPE RENNE Installazione LA STANZA DI ARLES e I Taccuini di Van Gogh di Mauro Rea 
A cura di Donato Di Poce e Mauro Rea.
Direttore artistico, Mauro Rea


ESTRATTO DELL'INTRODUZIONE DI DONATO DI POCE

"il "taccuino d'artista" e' tante cose: non solo e non piu' un diario, non sempre e non ancora un libro d'artista, non solo un insieme d'idee o una "poesia visiva", qualcosa di piu' di un "Carnet de voyage" o di uno "Cahier" delle intenzioni, poi potrei dire che e' una lavagna magica di memoria e di desiderio e un feticcio artistico, ma che e' soprattutto:

Una grammatica di icone, segni e scritture 
La genesi inconscia di un fondamentale e nuovo medium comunicativo
Un'azione creativa e un libro di sogni
Un esercizio di liberta', creativita' e d'intimita' con il mondo

Se, poi mi chiedessero: Qual e' l'importanza storica e la novita' estetica dei taccuini? Dovrei rispondere che il taccuino d'artista forse e' la piu' importante novita' stilistica contemporanea, ma e' allo stesso tempo una riscoperta di un medium che gia' nel Rinascimento con Leonardo da Vinci aveva trovato il suo piu' geniale interprete, in cui l'artista ascolta il suo respiro e inventa il suo linguaggio" (Continua...)
Elenco Artisti Partecipanti: Autore Nazionalità

Acquati Wallendorf Elena Germania
Ardau Barbara / Mimmo Di Caterino Italia
Angeli Sergio Italia
Antonucci Alessandro Italia
Apostolo Roberto Italia
Balena Vincenzo Italia
Beeme Josè Spagna
Bello Marisa/Spagnul Giuliano Italia
Bencini Ennio Italia
Blaiotta Gaetano Italia
Boschi Anna Italia
Briganti Catia Italia
Butte Aube Italia
Caremi Angela Italia
Carlotta Carmen Italia
Casiraghy Alberto Italia
Cerri Giovanni Italia
Cibaldi Silvia Italia
Cinini Ferdinando Italia
Classe III F Q.Di Vona (MI) Italia
Colantoni Domenico Italia
Colnaghi Franco Italia
Colucci Gerardo Italia
Conti Carlo Marcello Italia
Conti Paolo Italia
Costanzo Giancarlo Italia
Cotelessa Giuliano Italia
Crisanti Giulio Italia
D'Onofrio Sara Italia
Danelli Maria Elena Italia
De Santis Nico Italia
Di Poce Donato Italia
Di Poce/Fettolini/Mariani Italia
Donorà Luigi Italia
D'Orazio Paolo Italia
Dossi Fausta Italia
Dossi Roberto Italia
Epeo Italia
Falco Marina Italia
Fadini Luciano Italia
Fedi Fernanda Italia
Fehr Gretel Italia
Ferrario Anny Italia
Fettolini Armando Italia
Formenti Raffaella Italia
Franco Manuela Italia
Gallingani Alberto Italia
Gatto Agnese Italia
Gabriele Sergio Italia
Geranio Massimo Italia
Gini Gino Italia
Gismondi Federico Italia
Giunta Valeria Italia
Gregorovich Nevia Italia
Guaricci Enzo Italia
Izumi Oki Giappone
Korporal Maria Olanda
Korzekwa Cynthia America
Lauria Anna Italia
Lee Chen Cina
Lentini Alfonso Italia
Liuzzi Oronzo Italia
Lombardi Mara Italia
LOME ( Lorenzo Menguzzato) Italia
Lorandi Tania Belgio
Magnabosco Nadia Italia
Manzoni Gian Ruggero Italia
Mariani Luigi Italia
Martin Monica Italia
Mastropaolo Cinzia Italia
Massaro Pietro Italia
Medda Italo Italia
Mazzini Manuela Italia
Merini Alda Italia
Mesch Maria Germania
Micozzi Maria Italia
Miglietta Enza Italia
Milot Mirashi Alfred Albania
Minedi Gabi e Maria Patrizio Italia
Mitrano Annalisa Italia
Montenero Riccarda Italia
Taccuino della Mostra di Soncino Italia
Nasseredine Alì Libano
Orazio Gaetano Italia
Pace Achille Italia
Pagani Elisabetta Italia
Pecci Guido Italia
Pezzuco Francesco Italia
Picariello Antonio Italia
Piselli Mario Italia
Plevano Roberto Italia
Porzano Giacomo Italia
Porta Catherine Svizzera
Prota Giurleo Antonella Italia
Ragozzino Luciano Italia
Rea Mauro Italia
Rinaldi Franco Italia
Rizzi Alina Italia
Rosi Chiara Italia
Rossi Di San Polo Claudia Italia
Sacheli Enzo Italia
San Tina Italia
Sangermano Paolo Italia
Savoi Alba Italia
Sergi Stefania Italia
Sergio Gianfranco Italia
Serra Mario Italia
Sbarbati Stefania Italia
Schatz Evelina Russia
Selvetti Miriam Italia
Soddu Stefano Italia
Stradivarius Italia
Tamegaya Fumiyo Giappone
Ubaldi Roberta Italia
Vetrano Marzia Italia

Il taccuino di Achille Pace

lunedì 1 luglio 2013

Le pitture rupestri di Civitanova del Sannio

E così in Molise abbiamo anche una serie di pitture rupestri scoperte recentemente a Civitanova del Sannio


Promosso dal Comune di Civitanova del Sannio (IS), in collaborazione con la Direzione Regionale del Molise (MBC) e l’Università degli Studi di Ferrara, il 5 luglio 2013, a partire dalle ore 10, nell’Auditorium comunale, avrà luogo la presentazione delle risultanze della ricerca, coordinata dall’Università degli Studi di Ferrara e condotta in Località Morricone del Pesco di Civitanova del Sannio dalla Cooperativa archeologica “Le Orme dell’Uomo”, dal titolo “Pitture rupestri Preistoriche e Protostoriche nel Riparo Morricone del Pesco a Civitanova del Sannio”. Vi prenderanno parte il Sindaco Lidia Iocca, il Presidente della Provincia di Isernia Luigi Mazzuto, il Presidente del Consiglio regionale Vincenzo Niro ed il Direttore regionale dei Beni Culturali del Molise Gino Famiglietti. A relazionare saranno invece Gino Lastoria, civitanovese cui si deve la segnalazione nella primavera del 2011 di un’ampia parete rocciosa recante incisioni e pitture rupestri, appartenenti probabilmente al tardo Paleolitico, ed i professori Dario Sigari e Carlo Peretto dell’Università degli Studi di Ferrara. Media partner la Volturnia Edizioni di Cerro al Volturno (IS), alle 11.30 è prevista anche una escursione-visita al sito, raggiungendo, nelle adiacenze del Tratturo Lucera-Castel di Sangro e nella citata Località Morricone del Pesco, la parete rocciosa che funge da “riparo” (lunghezza 8 metri circa e profondità massima 2) per quattro raggruppamenti principali di pitture di colore nero ed incisioni, che sono state oggetto di indagine.

ALL’OMBRA DEL RIPARO (dalla relazione della Cooperativa archeologica “Le Orme dell’Uomo”, che ha condotto la ricerca)

Pur se in cattivo stato di conservazione, sulla parete rocciosa si riconoscono almeno quattro figure dipinte di animali, che consentono un confronto cronologico e culturale con altri ritrovamenti europei. Nello specifico è possibile ricondurre ad una probabile fase del tardo Paleolitico una figura zoomorfa, tracciata a linea di contorno di dimensioni ridotte (12x8 cm) con pigmento anche interno al dorso, che ne accentua il carattere naturalistico. Inoltre si annovera la traccia di una raffigurazione schematica ad andamento obliquo (4,5x5,5 cm), con un asse centrale da cui dipartono quattro coppie di segmenti tra loro subparalleli , il cui riferimento a contesti neolitici è possibile grazie al confronto con quanto rinvenuto nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco in provincia di Lecce. Altre pitture, sempre su base stilistica, possono essere ricondotte all’Età del Ferro, in particolare, almeno tre figure di animali (mediamente di 20x20 cm), di cui una è palesemente un equide. Analisi spettroscopiche sui pigmenti consentono di affermare che la figura più arcaica è stata realizzata con ematite. Dunque […] il riparo Morricone del Pesco, oltre ad essere il primo con attestazioni di arte rupestre trovato in Molise, allargherebbe ulteriormente i confini delle manifestazioni artistiche dei nostri antenati nell’Italia centro-meridionale, segnalando testimonianze artistiche già in una fase del Paleolitico superiore.

venerdì 28 giugno 2013

Renato Marini - Il lirismo della forma



RENATO MARINI
"IL LIRISMO DELLA FORMA"

A CURA DI TOMMASO EVANGELISTA

29 GIUGNO / 11 LUGLIO 2013

Inaugurazione sabato 29 giugno 2013 ore 22.00

OFFICINA SOLARE GALLERY
VIA MARCONI, 2 TERMOLI


Il lirismo della forma

Era di poesia che si aveva bisogno quando nel 1912 Apollinaire aveva impiegato il termine “orphisme” a una conferenza in occasione del Salon della Section d’or. Gli artisti in quel periodo a Parigi si riconoscevano tutti figli di Picasso e Braque ma il loro cubismo analitico, costruito con calcoli e dimostrazioni come un assunto spaziale, limitava la visione. Mancava il colore, la “pittura pura”, e quella voglia di destrutturare il reale senza appellarsi alle regole dell’analisi. Ci pensò soprattutto Robert Delaunay la cui serie delle Finestre simultanee presentava per la prima volta un cubismo dinamico (écartelé, esploso) frutto di forme geometriche “energizzate” dalla luce e dal colore.

Prima di stabilire che la pittura fosse il suo destino, il giovane Paul Klee era stato anche poeta e musicista, si era interessato di letteratura, scriveva versi ed era entrato come violinista nell’Orchestra Sinfonica di Berna. Era il 6 aprile del 1914 quando a Marsiglia Klee, il suo amico Louis Moillet e August Macke si imbarcavano a bordo del Carhage per raggiungere la Tunisia, seguendo il perenne sogno dell’invito al viaggio. L’anno prima aveva tradotto l’articolo «La Lumière» di Delaunay e proprio l’artista francese ebbe su di lui l’influenza maggiore nella scoperta del colore. Solo in Tunisia però tutte le intuizioni e le idee di Delaunay sulla forma e sulla luce presero consapevolezza e Klee cominciò a lavorare direttamente con lo spettro dei colori (complementari e in contrasto) applicato ad un reticolo geometrico serrato e movimentato, come può essere uno sguardo che sfugge alla definizione. Dinamicità della fruizione e rapporto tra energia interiore ed energia luminosa del reale si compenetrano perché se il colore è intuizione ed emozione è anche e soprattutto ricerca teorica sulla visione empirica.

L’arte vive di revival che non sono semplici riproposizioni di movimenti bensì ulteriori e personali indagini su singole modalità di visione. Nei primi vent’anni del Novecento si è sperimentato, con le avanguardie, quasi tutto in relazione alla forma e alla rappresentazione pertanto queste due brevi premesse ci servono per presentare e inquadrare storicamente i nuovi lavori di Renato Marini. Marini da sempre, negli acquerelli e nelle pitture, si è interessato all’utopia della costruzione di uno spazio strutturato in assenza però di contorni di definizione, in mancanza cioè di relazione tra le varie parti dell’opera che acquistano spazialità e distanza solo in virtù della contrapposizione armonica delle masse cromatiche. Se nei precedenti lavori l’immagine ha una forte componente di immaterialità, evanescente ed evocativa, quasi spenta perché leggerissima nelle sfumature, come una visione interrotta, nelle opere presentate in mostra leggiamo un maggior interesse per la forma che si traduce in una riflessione sulla struttura. Tutto sembra partire da alcune prove grafiche degli anni Novanta, dei piccoli formati realizzati a penna dove l’artista geometrizza, conferendole solidità e profondità, la sua personale poetica dello spazio. Complesse strutture regolari vengono smembrate e riassemblate in configurazioni plastiche che ricordano quasi, in piano, i primi collage cubisti. Anni dopo Marini, ricordando tali sperimentazioni, ricerca con il colore di ottenere gli stessi effetti di sovrapposizione e compenetrazione di aree giungendo a una rappresentazione al tempo stesso lirica e rigorosa. E’ proprio su questo sottile equilibrio tra poesia dei piani cromatici e serrata definizione della scena che organizza il proprio mondo facendoci percepire luoghi o ipotesi paesaggistiche “per smontaggio”, solo quindi come ipotesi cromatiche. E’ proprio l’idea dell’ipotesi, che si sostituisce al confine della definizione e che trova nel colore l’essenza dell’espressione, affascina in tali lavori poiché i pochi attimi di reale che percepiamo (una finestra, un colonnato, delle case in lontananza) non sono altro che una delle tante infinite possibilità compositive che forma e colore possono strutturare, anche inconsciamente e per engrammi. Il colore dato a corpo e l’assenza di linee di contorno rendono ogni profilo incastonato sul successivo, con il risultato che la profondità viene ad annullarsi facendo emergere un accumulo, ora dinamico ora immoto, di costituenti. L’elemento cromatico, in tutto ciò, è sempre il punto di partenza per approfondire un personale mondo creativo in composizioni astratte, basate sulla realizzazione di tasselli geometrici di colore in cui si possono riconoscere, in sintesi, le forme di elementi naturali, geometrici o urbanistici. Ma non bisogna parlare di pura astrazione bensì di una figurazione complementaria antinaturalistica che usa la sintesi come principale poetica. «Io sono astratto con qualche ricordo» diceva Klee di sé stesso. E’ in effetti questa può essere una giusta espressione per descrivere il concetto di astrattismo di Marini, così fortemente connesso alla realtà che determina una reazione emotiva capace di rielaborare e filtrare gli oggetti fino alla loro essenza, fino a farli diventare forme nuove. Le immagini ci vengono suggerite attraverso le associazione che hanno con le strutture contigue ma sono anche espressione di un impulso, quasi sonoro, che proviene dall’interno delle cose. Una visione come scavo lirico nella forma e nel colore nel tentativo di relazionare le figure tra di loro e creare così il moto dal silenzio della sintesi. 

Tommaso Evangelista



Palazzo Pistilli - ampliamento orario


Per promuovere la valorizzazione e la fruizione delle opere delle Collezioni di Giuseppe Ottavio Eliseo e Michele Praitano e della recente donazione di Giovanni Eliseo, il Museo di Palazzo Pistilli sarà aperto la domenica, la mattina dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e il pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 19.00. L’ampliamento dell’orario di apertura è reso possibile dalla Convenzione tra la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise e l’Associazione “Auser” Regionale Molise. Dipendenti del Ministero e volontari dell’ “Auser” accoglieranno il pubblico per introdurlo in un interessante viaggio nella pittura dal XVI al XX secolo.

mercoledì 26 giugno 2013

La Cripta dell'Abate Epifanio - Il libro con un secolo di studi (1896-2007)



Con piacere riporto questo comunicato stampa circa l'uscita di un libro che reputo fondamentale per la conoscenza degli affreschi della Cripta di Epifanio a San Vincenzo al Volturno, un libro che raccoglie un secolo di studi dei più prestigiosi nomi della storia dell'arte che aiuteranno a fare chiarezza sulla complessa iconografia del ciclo pittorico altomedievale unico in Europa.


È in vendita nelle librerie e nelle edicole della Regione Molise e sul web il volume “La Cripta dell’Abate Epifanio a San Vincenzo al Volturno – Un secolo di studi (1896-2007)”

Il volume, edito dalla Volturnia Edizioni in collaborazione con L’IRESMO (Istituto Regionale degli Studi Storici del Molise “Vincenzo Cuoco”), è stato dato alle stampe nel giugno 2013.

La Cripta dell’Abate Epifanio - con il ciclo di pitture al suo interno custodite - è il gioiello d’arte più prezioso dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno ed uno dei monumenti più importanti della pittura altomedievale europea. Scoperta nel 1832, dalla fine dell’800 ad oggi è stata oggetto di studio da parte di alcuni dei maggiori storici dell’arte medievale attivi nel corso del XX secolo. La provenienza internazionale di tali studiosi testimonia meglio di ogni altra cosa la rilevanza del sacello vulturnense e l’interesse che esso da sempre ha suscitato per la comprensione della sensibilità estetica e della cultura figurativa dell’età carolingia.

In questo volume si riuniscono pertanto per la prima volta i maggiori contributi scientifici dedicati allo studio stilistico, iconologico e conservativo delle raffigurazioni pittoriche presenti nella Cripta, ma anche all’architettura di questo singolare spazio di culto, proponendo quindi uno sguardo d’insieme preziosissimo sulle letture critiche di cui nel tempo esse sono state oggetto. Insieme ai saggi già apparsi in altre sedi editoriali nel periodo compreso fra il 1896 e il 2007, il libro propone anche due contributi inediti, uno ad opera di Federico Marazzi e l’altro di Francesca Dell’Acqua, incentrati rispettivamente sulla storia degli studi e su una nuova lettura del ciclo pittorico legata principalmente alle riflessioni teologiche dell’Abate vulturnense Ambrogio Autperto.

Autori Vari, La Cripta dell’Abate Epifanio a San Vincenzo al Volturno – Un secolo di studi (1896-2007), a cura di Federico Marazzi, Volturnia Edizioni, Cerro al Volturno (IS), 2013

Pagine 544 con illustrazioni a colori e in b/n. Collana Studi Vulturnensi (vol. III)


La Collana
STUDI VULTURNENSI 
La collana, la cui cura scientifica è affidata al prof. Federico Marazzi (coadiuvato da un Comitato scientifico formato da importanti nomi del mondo accademico italiano ed europeo), vuole costituire una sede accreditata ove far confluire in primo luogo gli studi sul Monastero di San Vincenzo al Volturno, ma anche ricerche che abbiano per oggetto i territori su cui si è proiettata la presenza del Monastero medesimo (ad esempio, la Valle del Volturno, le dipendenze monastiche poste in altri territori, etc.), ovvero che trattino, più in generale, di storia, cultura, arte e archeologia dei monasteri medievali. Per quanto concerne nello specifico l'abbazia vulturnense, il fine è anche quello di riportare alla luce e di rendere quindi nuovamente fruibili studi e ricerche condotti da studiosi che, in passato, si sono interessati del sito e della sua storia.

Nella stessa collana:
1 - Chronicon Vulturnense del monaco Giovanni
a cura di Massimo OLDONI

2 - Archeologia della Parola
a cura di Federico Marazzi

3 - La Cripta dell’Abate Epifanio a San Vincenzo al Volturno, 1896-2007: Cento anni di Studi
a cura di Federico Marazzi

In uscita:
4 - L’Abbazia benedettina delle isole Tremiti e i suoi documenti dall’XI al XIII secolo
a cura di Erica MORLACCHETTI

5 - San Vincenzo Maggiore - Scavi anni 2000-2007
a cura di Federico Marazzi
Doc. grafica A. Frisetti - A. Gobbi

In preparazione:
I libri dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno nella loro storia
a cura di Madre Agnese Shaw O.S.B.

giovedì 20 giugno 2013

Museo Nazionale del Molise - Il sito ufficiale





















Veramente ben fatto e degno di segnalazione il sito ufficiale del Museo Nazionale del Molise Castello Pandone, da poco messo online. Si tratta, in effetti, del primo portare realizzato con un certo criterio sui beni culturali della regione e presenta tanto materiale informativo e un ottimo corredo fotografico.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...