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lunedì 28 ottobre 2013

La mia seconda patria - Mostra sull'emigrazione molisana


L'Associazione Pro Arturo Giovannitti in collaborazione con la Regione Molise e la Fondazione Molise Cultura è lieta di informarvi che il giorno 25 ottobre alle ore 11.00 sarà inaugurata la mostra sull'emigrazione molisana nel mondo dal titolo “La mia seconda Patria”. La mostra sarà presentata all'interno degli spazi della Fondazione Molise Cultura di Campobasso, in occasione del cinquantenario dalla nascita della Regione Molise. L'obiettivo della mostra è quello di far conoscere ai molisani, ed ai giovani in particolare, le dinamiche, le motivazioni e le implicazioni sociologiche, economiche ed umane connesse ai movimenti migratori, avvenimento nel quale il Molise fu particolarmente coinvolto. 

Attraverso un'esposizione di documenti, fotografie e testimonianze di diversa natura, i visitatori potranno ripercorrere quel processo esemplare ed articolato di integrazione che i nostri correggionali hanno vissuto con sacrificio ed impegno. Parte integrante della mostra sono le attività collaterali, con le quali attraverso spettacoli, dibattiti ed immagini, si è voluto rendere omaggio agli artisti di fama internazionale dell'emigrazione molisana, i quali hanno dato lustro ed onorato l'Italia ed il Molise. 

Ogni settimana sarà dedicata a un personaggio ed a una tematica in particolare: Arturo Giovannitti, Robert De Niro, Mario Lanza, Eddie Lang, Toquinho, Giuseppe Pettine, Tony Vaccaro e Frank Monaco, Steve Martino, Stefano Memma, Nino Ricci insieme a Giose Rimanelli, De Lillo Donald e Pietro Corsi. Si cercherà di far conoscere anche altri personaggi che hanno portato il loro contribuito nel mondo dell'arte, della cultura, dell'economia e della scienza, che, per una strana sorte sono stati rimossi dalla memoria collettiva. Quindi la mostra si approccia al grande pubblico secondo più modalità d'intervento: didattico attraverso il coinvolgimento delle scuole; informativo con i vari dibattiti e la creazione di una sala multimediale ed infine di svago con la realizzazione di spettacoli tematici. 

Associazione culturale Pro Arturo Giovannitti 

Assessorato ai rapporti 
con i molisani nel mondo 

Fondazione Molise Cultura 

ex GIL Via Milano, 15 
Campobasso 

dal 25 ottobre al 30 dicembre 2013 
orari: lun-sab 9.30 -13.00 - 16.00 - 19.00 

Storie per tramandare la storia - Collettiva ad Alfedena



mercoledì 23 ottobre 2013

Oltre la realtà - Personale di Walter Genua


"OLTRE LA REALTA’"
Personale di
WALTER GENUA
a cura di Francesca Della Ventura e Tommaso Evangelista
25 ottobre / 23 novembre 2013
Inaugurazione venerdì 25 ottobre 2013 ore 18.00
Apertura tutti i giorni 10.00-13.000/15.00-19.00
Ingresso libero
Galleria Artes Contemporanea
Viale Elena, 60 – Campobasso


Torna ad esporre a Campobasso, dopo due anni dall’ultima mostra, da venerdì 26 ottobre il maestro Walter Genua in una personale alla galleria Artes Contemporanea di Vincenzo Manocchio. Il pittore molisano, storico esponente del gruppo di artisti campobassani, sempre in prima linea in lotte e scontri per l’affermazione di un’arte libera da dilettantismi e stereotipi, per l’occasione presenterà un ciclo con le nuove pitture di carattere metafisico. Contemporaneamente sarà allestita anche una piccola retrospettiva di lavori storici che farà vedere inedite opere scultoree e del periodo pop. Il rapporto di Genua con la metafisica inizia negli anni Novanta e si sviluppa secondo indirizzi di originalità e individualità, con un’attenzione all’analisi e allo studio degli elementi della storia artistica locale. Affascinanti ed evocative le tele del maestro aprono a nascosti orizzonti di senso, in sospesi equilibri di tempo e di spazio. La mostra, curata dai critici e storici dell’arte Francesca Della Ventura e Tommaso Evangelista, sarà inaugurata da un convegno dove diverse personalità del mondo dell’arte e della cultura indagheranno la vicenda artistica e umana del pittore. Interverranno il prof. Augusto Massa, l’arch. Emilio Natarelli, il dott. Giuseppe Pittà, la prof.ssa Lucia Lagioia, la dott.ssa Francesca Della Ventura.






La vita che gratta - personale di Massimo Antonelli all'Officina Solare


"LA VITA CHE GRATTA"
Personale di
MASSIMO ANTONELLI
a cura di Tommaso Evangelista
26 ottobre / 6 novembre 2013
Inaugurazione sabato 26 ottobre 2013 ore 18.30
Apertura tutti i giorni 18.30/20.30
Ingresso libero
Officina Solare Gallery
Via Marconi, 2 Termoli


PRESENTAZIONE

Le sculture in creta di Massimo Antonelli sono estreme riflessioni materiche che partono da un oggetto ben preciso, una grattugia in questo caso, per mostrare una varietà di forme e configurazioni che annullano il punto di partenza della ricerca per aprire a indefinite sperimentazioni sulla forma. Come per le caffettiere di Riccardo Dalisi o le forchette di Bruno Munari assistiamo all’infinita trasfigurazione dell’utensile che da silenzioso strumento meccanico diventa struttura significante dotata di una propria aura. Proprio il conferimento dello status di opera comporta una percezione diversa, amplificata dall’apparente serialità dei lavori, e una visione analitica, quasi da microscopio, sulla struttura. Nell’ossessione del bene di consumo c’è sicuramente un clima “pop” (celebre la frase di Wahrol “Gli artisti producono cose inutili che alcuni apprezzano e sono disposti a comperare) anche se le impressioni possono essere eterogenee poiché il trattamento della superficie e la scarnificazione dei profili ci rimandano alle dinamiche dell’informale mentre i buchi e gli squarci alle tensioni spaziali di Fontana. Dall’esaltazione della ripetizione differenziata, col libero gioco dialettico tra riconoscibilità e assemblaggio-scavo, arriviamo così alla fine di Dio e ad un nichilismo di maniera nell’agitazione spaziale del collasso violato. Il modulo esaltato nelle sculture in metallo, e chiaramente in riferimento a forme architettoniche disumanizzanti e seriali, eccessivamente antinaturalistiche nella replica infinita, diventa ossessione dell’interno nei lavori in creta poiché i tagli e le ferite sono potente metafora di scavo interiore. Dalla rilettura della forma quasi divina, come fosse un’architettura sacra, della grattugia emerge una sensibilità che cerca nelle pieghe dell’oggetto insolito una critica ironica e spietata allo stesso tempo. Come ha riferito in diverse interviste, per l’artista i buchi delle grattugie sono le tensioni disumanizzanti dell’organico diventato numero: “Sono stato a New York e sono salito sull'Empire State Building: ho visto milioni di grattugie! Un vespaio che mette paura, che non ha rapporto con l'uomo. È la vita che ti gratta dentro; i buchi della grattugia sono tutti gli eventi tristi della vita: la solitudine, l'alienazione, la paranoia, la mia ulcera perforata. Se chiedi aiuto da una finestra di un grattacielo, non ti sente nessuno”. Le manipolazioni della creta diventano le dinamiche spietate della vita e sono gli occhi, inversi, dell’esistenza che guardano l’apparato umano dal profondo di una materia. La grande bellezza dell’estetica superficiale contemporanea, quindi, viene ad implodere e collassare nella monumentalità invisibile di un utensile letto come abitazione ma vissuto come corpo di confine, da manipolare fino all’eccesso del buco. Nel sistema che schiaccia l’individuo la refrattarietà della superficie della grattugia, graffiante appunto e capace di segnare, diventa il racconto di un mondo segnato fin nel profondo dai tagli e dal dolore. Una visione trasversale della vita che ha molto poco di dadaista, come potrebbe sembrare ad una prima lettura, e tanto di esistenziale poiché ogni segno, o stappo o fessura, è in fondo una mancanza e un’assenza non colmata dal desiderio ma solo da inutili paranoie.

Tommaso Evangelista

domenica 20 ottobre 2013

Vis a Vis - Fuoriluogo 16


VIS a VIS
fuoriluogo 16
Oratino, residenze d’artista

Patrocinio:
Provincia di Campobasso
Soggetto proponente e partner tecnico-scientifico:
Associazione culturale “Limiti inchiusi arte contemporanea
Comune ospite delle residenze:
Oratino (CB)

Presentazione progetto e artisti
venerdi 25 ottobre 2013
Auditorium “L. Altobello”, Oratino (CB) – ore 10:30
Interverranno:
Rosario De Matteis – Presidente della Provincia di Campobasso
Nico Ioffredi – Consigliere Regionale con Delega alla Cultura
Domenico Di Nunzio – Consigliere Regionale con Delega al Turismo
Luca Fatica – Sindaco del Comune di Oratino
Fausto Colavecchia – Presidente dell’Associazione culturale Limiti inchiusi
Silvia Valente – Curatrice del progetto
Artisti selezionati:
Barbara Esposito (Italia) - Martin Elden (Sudafrica) - Morwenna Kearsley (Scozia)



“Vis a Vis – artists in residence project” è un programma di residenza per artisti che ha come obiettivo principale la promozione dell’arte contemporanea unitamente alla valorizzazione del contesto territoriale di riferimento. L’Associazione culturale Limiti inchiusi arte contemporanea – ideatrice del progetto e partner tecnico/scientifico – ha immaginato di fondere la decennale esperienza della mostra internazionale “Fuoriluogo” (appuntamento a cadenza annuale dal 1996) a “Via a Vis” giunto, quest’anno, alla sua seconda edizione, con l’intento di dare continuità e sviluppo a due importanti progetti di ricerca nell’ambito dei nuovi linguaggi del contemporaneo.

Il progetto avrà durata triennale e, per l’anno 2013, la location individuata per ospitare le residenze sarà il comune diOratino (CB), un vero e proprio “caso” nella geografia culturale molisana. In questi ultimi anni, infatti, la ricerca storico-artistica ha ricostruito un mosaico complesso e articolato di personalità che dalla fine del Cinquecento ai nostri giorni testimoniano una spiccata vocazione degli abitanti del piccolo borgo verso attività legate alla creatività, all’ingegno e alla fantasia. Nessun altro centro del Molise può vantare una simile schiera di professionisti nelle arti applicate.

La residenza d’artista è una pratica largamente consolidata e ha dimostrato di essere un efficace modus operandi specie se attuato in contesti territoriali di modeste dimensioni. L’artista ospitato dalla comunità è invitato allo studio e alla riflessione sul contesto di riferimento, analizzando aspetti di variegata natura attraverso un’azione diretta e partecipata, priva di filtri e caratterizzata da una reale presenza fisica sul territorio. Gli aspetti analizzati possono spaziare dal dato paesaggistico a quello storico, dallo studio delle tradizioni alla sfera del sociale. A seguito della residenza, l’artista dovrà realizzare un’opera d’arte che resterà di proprietà del comune ospitante ed essa sarà il risultato, la sintesi e la rielaborazione delle analisi condotte durante il periodo di permanenza sul territorio. L’arte contemporanea diventa, dunque, la chiave di accesso alla riscoperta del patrimonio locale, favorendo una continuità creativa in linea con la tradizione ma, al contempo, caratterizzata dai tratti propri del linguaggio contemporaneo. L’obiettivo è inserire l'artista contemporaneo e suoi lavori in un contesto organico, non autoreferenziale, ma capace di innescare una serie di sinergie con il territorio e i fruitori, auspicando alla costruzione, nel tempo, di una vera e propria “rete” di opere d’arte contemporanea collocate sul territorio.

Gli artisti selezionati per questa edizione sono la molisana Barbara Esposito la cui residenza avrà inizio il giorno 5 novembre, a seguire la scozzese Morwenna Kearsley e il sudafricano Martin Elden per la durata di un mese circa. A conclusione del periodo di residenza gli artisti presenteranno al pubblico i lavori prodotti che saranno realizzati con l’ausilio tecnico e strumentale (se richiesto dall’idea progettuale) di artigiani e imprese locali, al fine di incentivare relazioni sinergiche con il territorio. Durante la residenza saranno organizzati laboratori didattici d’arte contemporanea con le scuole, open studio, incontri, dibattiti e conferenze i cui contenuti saranno resi noti in una pubblicazione a conclusione del progetto.

Con Vis a Vis – Fuoriluogo 16 s’intende creare un collegamento tra i luoghi periferici interessati dal progetto e le realtà artistiche già evolute e operanti in tali contesti, oltre a determinare la possibilità di inserire questo comune nel circuito delle residenze d’arte contemporanea con l’opportunità di essere per questo visitato, dandogli una maggiore visibilità nel circuito artistico nazionale.

Il Museo Domestico

Con questa edizione del Fuoriluogo s’inaugura anche un progetto parallelo, quello del Museo Domestico, l’idea prevede l’acquisto di opere d’arte da destinare alle famiglie del comune di Oratino, i cittadini che si candideranno a custodire negli anni i lavori parteciperanno alla collezione permanente. Le abitazioni che ospiteranno i lavori saranno inserite in un itinerario percorribile in determinati periodi dell’anno o su appuntamento. Nasce, dunque, un nuovo modo di fare Museo, un contenitore partecipato e sollecitato dai cittadini fruitori a disposizione di chiunque voglia visitarlo.

sabato 19 ottobre 2013

Un contributo del critico Picariello per il Forum sulla Cultura

Si parla di Stati Generali della Cultura in Molise e mi sento di condividere questa riflessione

SPECIALE CULTURA, “lettera a Michele Mignogna”, per un contributo al Forum Regionale sulla Cultura

Caro Michele mi chiedi qualche cartella per parlare della cultura e del solito stancante ritornello che ogni anno, dal dopoguerra ad oggi, celebra nei luoghi accademici della politica, delle università delle scuole delle amministrazioni di ogni genere e grado, il rito melanconico quasi mitologico saturnale della mancata rinascita artistica e culturale del Molise. Ogni anno la fotocopia identica e sbiadita del precedente copione si rimette in mostra con facce diverse e forse diversi sinceri impegni, ma con il certo unico risultato da rendere la partecipazione, di solito polemica e conflittuale dei partecipanti istintivi ( nessuno si preoccupa di revisionare gli atti storici o leggere qualche libro di riferimento che pur esistono sulla storia dell’architettura, dell’arte, della musica del teatro della danza e della letteratura pascolata dal ‘900 ad oggi nei territori molisani e abruzzesi e compararle con altre culture, non dico straniere, ma regionali) come un atto stancante continuativo a guisa delle fatiche di Sisifo “pre-Camus”. Ogni generazione qui è condannata, se non riesce a occupare una poltrona politica, a subire la dominanza della classe di mezzo ( di solito burocrati di computisteria) che la furbizia della classe colta e preparata, pone come una mantella ruvida sullo strato arcaico-pop-o(n)lus (gli antichi contadini di una volta quelli tanto amati da Antonio Pettinicchi o da Segantini, Previati, i macchiaioli e il realismo russo oggi tutti infilati come icone dimenticate nel quarto stato del figlio di agricoltori Giuseppe Pellizza da Volpedo) che a lungo andare ha perso il senso della vita. Ha perso l’identità radicale che tu racconti nella rappresentazione di rito etnico antropologico e che ben definisce la conoscenza della ricerca seria distribuita in forma di donazione sociale da personaggi umanistici (qualità che va ad estinguersi) come Mauro Gioielli e Franco Valente che considero persone colte e preparate del Molise.“[…]Prendiamo ad esempio le bellissime feste Patronali che si tengono in Molise tra la primavera e l’estate, non è forse cultura pure quella? La festa del grano di Ielsi, i carri di San Pardo a Larino, le Carresi dei comuni albanesi e di San Martino in Pensilis, i Misteri di Campobasso, non sono forse l’espressione di quella cultura popolare che ci portiamo da presso e che ci ha fatto crescere e sviluppare una serie di conoscenze diffuse sul territorio, e mi scuso con quelle che non ho citato. Possibile che questi, che io chiamo eventi, dobbiamo conoscerli solo noi molisani e nessun’altro?[…]”. Ti sbagli caro Michele, non sono eventi, sono riti antropici conosciuti molto bene ovunque esiste ricerca e verità del sapere. Esiste oltre Oceano, nella preziosa memoria dei documenti umani emigrati dal 1911 e che oggi si ripropone nelle discendenze che appena maggiorenni scelgono la sorte dell’autoemigrazione intellettuale alla ricerca di chi sa bene avvantaggiarsi di un prezioso prodotto gratuito formato a caro prezzo dalle strutture scolastiche molisane e poi regalate (per sindrome di follia imprenditoriale di massa) allo sfruttamento di investitori seri che selezionano e manovrano il bestiame-intellettuale di razza che noi abbiamo allevato e istruito a perfezione. Forse è l’archetipo rito del Ver Sacrum che si ripete inconsciamente nello spirito sannitico e barbaro germanico longobardo e italo molisano di qui? Chi può saperlo come si genera questo incredibile fenomeno. Chi può saperlo…Qui caro Michele il ‘900 deve ancora arrivare e nel frattempo si gioca sull’archeologia rinnegando ci sia mai stato un “impressionismo- espressionismo, un romanticismo, un futurismo (cui riferire i monumenti di V. Puchetti e le architetture artistiche magnifiche cimiteriali, di cui prima o poi, se non lo fa Valente, qualcuno se ne dovrà pure occupare) una POP art un Concettualismo, un Post- Modernismo, fino ai nuovi movimenti che inneggiano al Nuovo Realismo e, per fortuna, agli anni Settanta. Mi chiedi cosa si può fare? Ti rispondo: valorizzare i linguaggi, valorizzare le traduzioni, valorizzare qualunque forma di editoria sia cartacea che informatica,valorizzare la fantasia giovanile con qualunque mezzo e a costo di qualunque impegno sacrificale, valorizzare il paesaggio nei suoi aspetti sublimi e di segreto agrario, valorizzare il viaggio come forma di conoscenza geografica e di formazione, uscire dalla gabbia del vecchiume che uccide per dare aria ai polmoni giovani che meglio di qualunque generazione ha incamerato l’istinto di difesa contro chi li vuole morti e inutili. Rimandare a scuola (non è mai troppo tardi) le classi decisionali perché apprendano che sapienza e bellezza formano lo spirito di un popolo e che le arti sono l’anima del mondo che gira continuamente in un universo ancora sconosciuto. Il denaro serve, ma solo per creare valori di vita, non per la bramosia di qualche vecchio taccagno che ha imparato l’odore delle casseforti bancarie e non riesce più a vedere la primavera. Questo so dirti. Altro non mi viene facile… Antonio Picariello

P.S. riprendere dalle biografie degli artisti 1 Gémito e R. Viviani così perché mi sono simpatici e poi passare ai molisani scomparsi per dare senso alle loro vite di santi creativi – e.saquella, l. mastropaolo, antonio giordano, scarano g. marotta per dare esempio alle nuove generazioni che il senso della vita ha un senso solo se si è capace di credere in dei valori che altri prima di noi hanno difeso e amato.
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