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venerdì 29 aprile 2016

Flâneur - Residenza d’artista presso la Fondazione Molise Cultura


Flâneur
residenza d’artista presso la Fondazione Molise Cultura
Palazzo ex GIL - Campobasso
2 - 23 maggio 2016

Flâneur è un progetto di residenza per artisti che nasce da una costola del più noto e consolidato Vis à Vis - artists in residence project, il programma ideato dall’associazione culturale Limiti inchiusi arte contemporanea di Campobasso.
A differenza di Vis à Vis che realizza le sue residenze nei piccoli paesi molisani, Flâneur si svolge negli spazi della Fondazione Molise Cultura (Palazzo ex GIL), attualmente l’unica istituzione culturale ufficiale della regione Molise.
Per questa prima edizione del progetto – che prevede almeno altre due annualità – gli ideatori hanno selezionato un artista internazionale, il giapponese Satoshi Hirose che risiederà a Campobasso dal 2 al 23 maggio 2016.
La residenza d’artista è un progetto culturale che prevede la permanenza fisica di un artista visivo in un determinato luogo con lo scopo di realizzare un’opera d’arte basata sull’analisi del contesto in cui è stata concepita; nel caso di Flâneur, Satoshi Hirose avrà a disposizione uno spazio all’interno della Fondazione Molise Cultura da utilizzare come studio, dove approfondirà la storia, gli usi e i costumi del Molise per realizzare, a termine della residenza, un’opera d’arte ispirata alla terra che lo ha ospitato.
Il lavoro ideato e realizzato dall’artista resterà di proprietà della Fondazione Molise Cultura e entrerà a far parte del patrimonio della stessa, trovando contestualmente una sua collocazione all’interno degli spazi del palazzo ex GIL.
Il progetto - ideato dall’associazione culturale Limiti inchiusi di Campobasso e sostenuto dalla Fondazione Molise Cultura – sarà curato da Silvia Valente e Matteo Innocenti.
L’idea di praticare una residenza all’interno di uno spazio istituzionale è un progetto ormai largamente consolidato a livello internazionale: musei di tutto il mondo, gallerie e fondazioni ospitano regolarmente gli artisti nei loro ambienti con lo scopo di condurre attività di ricerca e studio, una pratica imprescindibile per ogni struttura culturale che si rispetti.
Satoshi Hirose, giapponese ma italiano di “adozione”, ha sviluppato una ricerca artistica originale basata su differenti modalità espressive, dall'installazione alla scultura, dalla fotografia alla pittura, all'azione partecipata. Spesso adopera oggetti della vita quotidiana ma li ricombina dandogli nuova forma per stimolare il nostro modo di rapportarci ad essi. Ogni cosa è indice di infinite (ed impreviste) interrelazioni: la componente materiale e spirituale dell'uomo, l'apparente stabilità e la sostanziale “impermanenza” dei fenomeni, la complementare distanza e prossimità tra il naturale e l'artificiale, il rapporto di identità seppur a scala differente tra micro e macrocosmo. Con il termine “deterritorializzare” Hirose suggerisce uno sguardo alternativo che non consideri con fissità alcun limite o confine: da qui l'importanza del viaggio biografico dell’artista (sia immaginario che fisico) atto a soddisfazione di una tendenza al nomadismo. A emergere è un territorio di ambivalenza, rispettoso e propositivo delle differenze e dei punti di incontro (date le premesse, anche di quelli tra Oriente e Occidente) a significare la complessa ricchezza del nostro mondo e della nostra vita. «La banale dimensione quotidiana dell'esistenza, dove si ritiene non si dia mai nulla di nuovo, è in verità un mondo pieno di stimoli. Riproducendo e rimodulando i piccoli fatti della vita di ogni giorno, ci appare la ricchezza insospettata di questa dimensione dell'esistenza umana». (Satoshi Hirose).

Satoshi Hirose (Tokyo, 1963), attualmente lavora tra Milano e Tokyo. Laureato alla Tama Art University di Tokyo si specializza all'Accademia di Brera di Milano; nel corso degli anni, oltre a numerose personali e collettive in gallerie e altri spazi espositivi, è stato invitato da importanti istituzioni museali tra cui: Hiroshima City Museum of Contemporary Art, Mambo (Museo d'Arte Moderna di Bologna), Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato), MCA (Museum of Contemporary Art Australia).

giovedì 21 aprile 2016

Al via oggi CVTà


Al via oggi CVTà – Street Fest. Sotto un articolo uscito su Exibart

Quando si parla di street art la mente rimanda immediatamente al contesto urbano, dove l’arte di strada è nata e si è sviluppata. La città è l’habitat naturale di questa disciplina artistica che nasce come anticonvenzionale, fuori dai circuiti tradizionali, e che sostituisce musei e gallerie con muri, vicoli e treni metropolitani.
La street art ha però fatto molta strada dalla sua nascita e si è evoluta e adattata alle circostanze del momento, spesso istituzionalizzandosi ma anche cercando nuove sfide per i suoi esponenti. È con questo spirito che oggi inaugura "CVTà – Street Fest”, nel piccolo e suggestivo paesino di Civitacampomarano, in provincia di Campobasso.
Dalla grande città al piccolo borgo, questa la scommessa di una cittadina che conta poco più di 500 abitanti e il cui centro storico si è svuotato progressivamente nel tempo, ma che ha visto nella street un’occasione per ridare linfa vitale al suo tessuto sociale.
L’avventura inizia nel 2014 con l’intraprendenza di una civitese lungimirante, Ylenia Carelli, presidente della Pro Loco "Vincenzo Cuoco”, che ha contattato Alice Pasquini per chiederle di abbellire il vecchio borgo dipingendone alcuni muri (nelle foto un paio di interventi ripresi da Jessica Stewart).
Prendendo spunto da foto d’epoca Pasquini, nome d’arte AliCè, ha realizzato una serie di interventi che gli abitanti del posto hanno subito accolto con entusiasmo. Il rapporto tra l’artista e il paese molisano non è però solo artistico: gli abitanti non sapevano che Civitacampomarano è anche il paese di origine del nonno dell’artista, una coincidenza tanto incredibile quanto fortemente simbolica, soprattutto per Pasquini. Inizia così un sodalizio che sfocia nell’organizzazione della rassegna di questo weekend, che vedrà street artist di fama internazionale mettere la loro arte a disposizione degli abitanti del borgo.
Biancoshock (Italia), David de la Mano (Uruguay), Pablo S. Herrero (Spagna), Hitnes (Italia), ICKS (Italia) e UNO (Italia), lavoreranno per valorizzare il centro storico, mentre il paese festeggerà con visite guidate, musica e l’immancabile gastronomia locale. La direzione artistica dell’iniziativa è affidata alla stessa Pasquini, che ha lavorato a stretto contatto con gli abitanti per trovare le location più interessanti e suggestive. (gt)

mercoledì 20 aprile 2016

Sei pittori sei anni dopo - Casalciprano


COMUNE DI CASALCIPRANO

ARATRO archivio delle arti elettroniche -Laboratorio per l’arte contemporanea
Università degli Studi del Molise


Inaugurazione della

GALLERIA CIVICA D'ARTE CONTEMPORANEA PALAZZO MONTALBO'
Con la mostra

SEI PITTORI SEI ANNI DOPO
Francesco Cervelli Marco Colazzo Mauro Di Silvestre
Stefania Fabrizi Adriano Nardi. Marco Verrelli

a cura di Lorenzo Canova e di Gianrico Battista, Piernicola Maria Di Iorio 

Inaugurazione sabato 23 aprile 2016 ore 18

Il comune di Casalciprano (CB), inaugura la sua nuova Galleria Civica d’arte Contemporanea nei suggestivi spazi, da poco restaurati, di Palazzo Montalbò, con una mostra collettiva che dopo sei anni presenta Francesco Cervelli, Marco Colazzo, Mauro Di Silvestre, Stefania Fabrizi, Adriano Nardi, Marco Verrelli, i sei pittori di area romana che nel 2010 hanno realizzato le grandi opere murali del Museo della Tradizione Contadina sulle facciate di diversi edifici cittadini del borgo molisano.
L’esposizione inaugurale raccoglie dunque i bozzetti e i cartoni preparatori per i grandi murali dei sei artisti, insieme a opere della loro recente produzione, per collegare questo nuovo progetto a quello del 2010 e per mettere in evidenza la vocazione per l’arte contemporanea di Casalciprano che con la nuova galleria intende presentare periodicamente artisti italiani e internazionali, anche con progetti site specific realizzati appositamente per gli spazi di Palazzo Montalbò.
La mostra apre tra l’altro una nuova collaborazione tra il Comune di Casalciprano e l’ARATRO, il centro d’arte contemporanea dell’Università del Molise per la realizzazione di progetti congiunti e intende rappresentare il completamento del grande intervento che ha contribuito a valorizzare il bellissimo centro storico di Casalciprano con un imponente lavoro di recupero di molte facciate dei palazzi all’interno del quale si sono inseriti i lavori pittorici murali dei sei artisti.
Il titolo Sei pittori sei anni dopo vuole così sottolineare questa continuità, con una mostra che, con gli stessi sei artisti, riprende proprio sei anni dopo il grande intervento di arte urbana del 2010, in una continuità tra gli spazi esterni del centro civico, che rappresentano un vero e proprio museo all’aperto, e i nuovi spazi interni della galleria civica che ne costituiscono una prosecuzione fisica e concettuale.
Le opere dei sei artisti che, in chiave assolutamente contemporanea, dialogavano con le tradizioni rurali e religiose, con il lavoro dei campi, con le memorie familiari e con la natura di Casalciprano si rapportano dunque con opere più recenti in un allestimento dove ogni artista avrà a disposizione una sala della nuova galleria creando un percorso serrato e affascinante tra le opere d’arte e i suggestivi spazi di Palazzo Montalbò.

Achille Pace e il Premio Termoli - Un documentario


Un documentario intitolato 'Achille Pace e il Premio Termoli' sarà presentato domani 21 aprile in Sala Consiliare.

Verrà presentato domani, 21 aprile 2016 nella Sala Consiliare del Comune di Termoli alle ore 18,00 il documentario intitolato ‘Achille Pace e il Premio Termoli’ prodotto dal Comune di Termoli e realizzato con la collaborazione del regista Simone D’Angelo.

Interverranno il sindaco avv. Angelo Sbrocca, il delegato alla Cultura Michele Macchiagodena, la curatrice del 60° Premio Termoli Anna Daneri, l’art advisor della società Open Care Antonella Crippa, il docente universitario UniMol, storico e critico d’arte, Lorenzo Canova.

martedì 19 aprile 2016

Back Side Of The Blind Spot - Reportage fotografico

Reportage fotografico dal vernissage della mostra Back Side Of The Blind Spot di Luciano Sozio con gli scatti di Paolo Cardone e Gianna Piano (all rights reserved - per qualsiasi utilizzo si prega di citare la fonte - le opere in 3D sono state realizzate dall'azienda Coesum di Pescara)













mercoledì 13 aprile 2016

Back Side Of The Blind Spot - Percorso al buio

INVISIBIL MAN  2015   acrilic on canvas  Cm 140x120

BACK SIDE OF THE BLIND SPOT
Percorso al buio

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ONLUS, sede provinciale di Isernia, e l'I.Ri.Fo.R. ONLUS (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione), sezione Molise, appoggiano e patrocinano il progetto espositivo BACK SIDE OF THE BLIND SPOT dell’artista isernino Luciano Sozio, a cura di Tommaso Evangelista e Serena Ribaudo, col patrocinio del Polo Museale del Molise.

Riflettere sull’aspetto avvertito e non visto delle cose significa indagare anche il tema della percezione, dell’immaginazione e degli angoli nascosti. La personale di Sozio a Museo Nazionale di CastelloPandone – Venafro (IS)-, per la volontà di ricercare tali tematiche, si presta ad un discorso trasversale che coinvolge i luoghi e le persone. In particolare si presta a svolgere una didattica specifica anche per il pubblico di ciechi e di ipovedenti, chiamato a relazionarsi con le opere in mostra.

Per la prima volta nella regione Molise, e in generale per la prima volta in Italia nell’ambito di una personale d’arte contemporanea, sarà coinvolto un pubblico di non vedenti per il quale viene predisposto un parallelo itinerario di visita. La mostra pertanto, viaggerà su due binari paralleli acquisendo senso e completezza dal discorso attuato in dialogo con tale disabilità. L’artista e i curatori, nel predisporre un particolare taglio espositivo e critico specifico ad essere percepito dal tatto e dall’udito, adottano una strada innovativa e, fino ad ora, ancora non pienamente attuata nell’ambito di un evento legato all’arte contemporanea.

Il percorso parallelo dedicato ai non vedenti è parte strutturale della mostra e della ricerca artistica di Sozio e si configura come un’ulteriore e complessa opera d’arte e di senso. È impostato sulla resa 3D delle tele in mostra su apposite lastre, le stesse sono arricchite da una descrizione verbale del soggetto e da un apposito commento musicale ispirato allo stesso. Attraverso l’uso del tatto e dell’udito, il fruitore non vedente accanto a quello vedente “forma il flusso di pubblico integrato ed unito al tempo stesso, senza alcuna distinzione discriminate”, come più volte suggerito dall’esperto in Scienze Tiflologiche Marco Condidorio il quale ha guidato e sostenuto l’intero progetto al fine di includere artisticamente e socialmente anche le persone non vedenti in un’idea curatoriale e culturale nuova. Si viene a determinare pertanto una nuova formula partecipativa che segue la mission dell’esposizione, ovvero l’angolo cieco.

Il progetto, quale mostra innovativa, inoltre, consente anche ai ciechi e agli ipovedenti la fruizione di immagini attraverso l’esplorazione aptica delle opere riprodotte in rilievo, corredate di descrizione audio, e pertanto risulta estremamente stimolante, formativa ed inclusiva. L’evento avrà una valenza didattica anche per alunni in situazione di minorazione visiva, nei processi di apprendimento e di strutturazione dei contenuti mentali, nella verifica e nella restituzione degli stessi.



© Back Side Of The Blind Spot – Percorso al buio
Da un’idea di Luciano Sozio, in collaborazione con Tommaso Evangelista, Serena Ribaudo
Lastre 3 D: Coesum
Descrizioni delle opere: Tommaso Evangelista, Serena Ribaudo
Musiche: Federico Manuppella
Voce: Simone Alberto Grifone

Col patrocinio di
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ONLUS – Sezione Provinciale Isernia
I.RI.FO.R. Molise ONLUS

Partner tecnico

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