mercoledì 25 ottobre 2017

S)Confini – Impressioni al margine: Peri, Robbio e Tramontano


È terminata pochi giorni fa, lo scorso 18 ottobre, la mostra (S)Confini – Impressioni al margine, organizzata e promossa da ARATRO – archivio delle arti elettroniche – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Università degli Studi del Molise – Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione e dalla Galleria Gino Marotta, che ha visto protagonisti gli artisti molisani Michele Peri (1947), Valentino Robbio (1958) e Antonio Tramontano (1965) fra le sale del 2° edificio Polifunzionale dell’UniMol di Campobasso.

Curata da Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio e Tommaso Evangelista l’esposizione ha voluto stimolare, attraverso le eterogenee ricerche dei tre artisti, riflessioni sul tema del confine e del suo superamento...

(continua su Rivista Segno)

martedì 24 ottobre 2017

Itinerario nei luoghi del contemporaneo a Cassino. Da Sol LeWitt a Mimmo Paladino


Itinerario nei luoghi del contemporaneo a Cassino. Da Sol LeWitt a Mimmo Paladino

Per due giorni, il 26 e il 27 ottobre, l’arte contemporanea sarà protagonista a Cassino, grazie alle manifestazioni legate al progetto “Itinerario nei luoghi del contemporaneo a Cassino. Da Sol LeWitt a Mimmo Paladino” dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, coordinamento scientifico di Ivana Bruno, Giulia Orofino e Caterina Toschi. Il progetto, promosso dal Dipartimento di Lettere e Filosofia e dalla Delega alla Diffusione della cultura e della conoscenza, è finanziato dal Consiglio Regionale del Lazio (“Programma per la concessione di contributi a sostegno d’iniziative idonee a valorizzare sul piano culturale, sportivo, sociale ed economico la collettività regionale- annualità 2017”) e cofinanziato dal CAMUSAC-Cassino Museo Arte Contemporanea. Le manifestazioni, oltre alla collaborazione del Comune di Cassino,  hanno il patrocinio del Museo della Città di Aquino e della Fondazione Mastroianni di Arpino.

Le due giornate prevedono conferenze, eventi, presentazioni di libri, mostre e visite itineranti tra le opere d'arte contemporanea collocate in diversi punti del territorio cittadino, dalle sedi di Ingegneria, Campus Folcara e Rettorato, fino al centro e al CAMUSAC.

Per la prima volta si costruisce un percorso d’arte dentro la città che valorizza - anche con pannelli informativi permanenti destinati a ogni tipo di pubblico - un patrimonio ancora poco conosciuto ma di enorme importanza, di cui verrà pubblicata anche una guida-catalogo. Nel quadro del progetto pilota di comunicazione e accessibilità culturale “Museo Facile” nasce così a Cassino il primo museo diffuso di arte contemporanea, che assicurerà ricadute di informazione e sensibilizzazione sulla comunità locale e sul turismo ed è destinato ad allargarsi a tutto il territorio. Sarà inoltre un’occasione per approfondire una serie di altri argomenti collegati: si parlerà di restauro e di interessanti iniziative didattiche (Ricerche dal margine) per educare studenti e cittadini al rispetto delle opere d’arte contemporanea. Per l’occasione la Biblioteca “Giorgio Aprea” (la biblioteca dell’area umanistica dell’ateneo cassinate) si arricchirà di una notevole collezione di volumi generosamente donati dallo storico e critico d’arte Enrico Crispolti e dalla Fondazione Passaré di Milano.

L’itinerario nei luoghi del contemporaneo tocca anche l’Abbazia di Montecassino, dove è conservato uno dei più celebri manoscritti illustrati del Medioevo occidentale, l’Enciclopedia di Rabano Mauro. Le miniature eseguite nel monastero benedettino all’inizio dell’anno Mille hanno infatti ispirato Mimmo Paladino, tra i massimi esponenti della Transavanguardia e della cultura artistica contemporanea italiana, che sarà invitato a presentare la sua opera grafica Rabanus Maurus-De Universo, esposta per l'occasione presso il CAMUSAC  insieme a una selezione di lavori realizzati dall'artista con Sol LeWitt, protagonista delle ricerche concettuali e minimaliste statunitensi, in una mostra curata da Bruno Corà, Direttore artistico del CAMUSAC.



ENTI PROMOTORI: Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Consiglio Regionale del Lazio, Camusac – Cassino Museo Arte Contemporanea

PATROCINIO: Fondazione Mastroianni Arpino; Museo della Città di Aquino

COMITATO SCIENTIFICO: Ivana Bruno, Bruno Corà, Giulia Orofino, Caterina Toschi

COORDINAMENTO SCIENTIFICO: Ivana Bruno, Giulia Orofino, Caterina Toschi


Cento anni dalla nascita di Leo Paglione


martedì 26 settembre 2017

Sconfini - Impressioni dal margine - Peri Robbio Tramontano all'Aratro


niversità degli Studi del Molise
Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione
Galleria Gino Marotta / ARATRO
archivio delle arti elettroniche – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea

invito e comunicato stampa mostra

(S)CONFINI
IMPRESSIONI DAL MARGINE
Michele Peri- Valentino Robbio- Antonio Tramontano
a cura di
Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio, Tommaso Evangelista

Inaugurazione 28 settembre 2017 ore 18.00
Con un intervento musicale di Nicola Graziano

L’ARATRO presenta una mostra collettiva dove sono raccolte le eterogenee ricerche pittoriche, installative e fotografiche dei tre artisti molisani Michele Peri, Valentino Robbio e Antonio Tramontano. La mostra, come scrive Tommaso Evangelista, intende indagare “la dimensione virtuale del margine inteso quale luogo vitale della forma. La costruzione del senso che avviene sul limite di questo confine indefinito comporta un perenne scarto tra visibile e velato, ovvero un senso precario della presenza. La chiusura (incondizionata) dei confini dell’opera d’arte subisce piccole crisi che si svolgono sui margini della rappresentazione. Se limite della forma e limite dello spazio costituiscono il limite dell’opera, ovvero il confine entro il quale si definisce l’oggetto-idea, l’opposizione al margine, inteso anche come frontiera estetica, determina una sorta di lavoro sul continuum (tempo/spazio/memoria). I concetti di transitività e riflessività sono indagati in relazione alla rappresentazione la quale, quando mostra la propria struttura e sutura, rende palese e vitale la condizione di confine. La collettiva è un invito pertanto alla contemplazione dell’inutile, dello (s)confine, della materia che si fa ricordo e corrode lo spazio dello spettacolo attraverso l’indagine scomposta della fine. La collettiva si vuol porre in linea di continuità con due storiche mostre organizzate nel capoluogo molisano negli anni Ottanta, curate da Massimo Bignardi: Il perimetro del vento e I margini del segno entrambe incentrate sull’idea di una rappresentazione espansa e sulla decostruzione dello spazio. Di tali esperienze, legata fortemente al contesto molisano il quale usciva -una prima volta- fuori dai suoi confini con una proposta criticamente strutturata, rimane in collettiva, quale legame e memoria, il lavoro di Peri il quale si arricchisce delle ricerche cromatiche di Tramontano e delle tensioni vitali di Robbio. È il tentativo del territorio di ripensare all’idea di gruppo e di ricerca condivisa, ad una proposta coerente capace di dialogare fuori dai limiti regionali”.

Michele Peri (1947) è nato a Rocchetta a Volturno. Vive e lavora a Rocchetta a Volturno (IS)
Valentino Robbio (1958) è nato a Pietrabairano (CS). Vive e lavora a Isernia
Antonio Tramontano (1965) è nato a Pesche. Vive e lavora a Pesche (IS)

ARATRO- archivio delle arti elettroniche- museo laboratorio di arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, Università del Molise, via De Sanctis 86100 Campobasso
Facebook: Galleria Gino Marotta- Aratro Università del Molise
Dal 28 settembre al 18 ottobre 2017

Ritratto di donna -Granier Janigro



RITRATTO DI DONNA

1 Ottobre dalle ore 11 alle ore 20

Performance pittorica: Luc-françois Granier e Michelangelo Janigro realizzano in tempo reale un ritratto, illustrando ai presenti la tecnica e le caratteristiche del proprio stile pittorico.

Luc-Francois Granier
Luc-François Granier, è soprattutto pittore ma anche scrittore di testi drammaturgici, regista teatrale e traduttore. Come pittore ha esposto fra l’altro nelle seguenti gallerie: Galleria Loeb (Bern), Galleria Sprovieri (mostra ideata da Bonito Oliva a Roma), all’Istituto francese di Salonico, alla Fondazione Gulbenkian di Parigi, al Museo Mélik di Cabriès (F), al Lavoir Moderne Parisien, alla Galleria Donguy di Parigi, al Museo Sammlung Friedrichshof in Austria,
alla Fondazione Emily Harvey à New-York e a Venezia, alla galleria Carte d’Arte e alla Fondazione Delfino di Cuneo, alla Bibliothèque Polonaise di Parigi… Performance e installazioni a Amburgo, Colonia, Parigi, New-York, Roma, Montréal, Cuneo e Varsavia… Ha
partecipato fra altre collettive nel 2015 alla mostra (IM)MATERIALI ideata nella chiesa di San Francesco a Cuneo, da Roberto Baravalle. Eccetera. Nel 1999 ha passato un mese in residenza
d’artista al Monte Athos. E nel 2007 è stato invitato due mesi a Venezia dalla Fondazione Emily Harvey.

Michelangelo Janigro
Pittore e scenografo, si dedica anche alla grafica, all’illustrazione, alla fotografia e alla progettazione video ed ha esteso i suoi interessi alla musica e all’arte urbana. Negli anni ‘70 inizia l’attività espositiva: personali di rilievo a Roma (1972), Berna (1982),Torino (1986), Campobasso (1978 - 2014), Bologna (1992), Firenze (1992, 1995), Parigi (1997), Ferrara (2009), Roma (2010 e 2011), Faifoli/Montagano-CB (2016). Lavora come scenografo dal ‘78: a Roma collabora con il gruppo di ricerca teatrale ‘Presenze’ in molti spettacoli ideati e diretti da Angiola Janigro; a Campobasso con l’associazione ‘Artisti Molisani Associati’, in molti spettacoli prodotti e/o diretti da Stefano Sabelli. Nota: sue opere sono in collezioni private in USA (New York), Norvegia (Oslo), Francia, Svizzera (Berna) e in Italia (Roma, Milano, Pescara). Molte sue opere sono soprattutto in collezioni private soprattutto a Campobasso, e
in alcune collezioni pubbliche in Molise.

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I diversi eventi in programma sono promossi dall’Associazione Culturale Nuovemuse e presentati dal 24 Settembre al 1° Ottobre 2017 presso la Casa Del Curato in contrada Santa Maria di Faifoli -
Montagano (CB).

Ingresso libero.

mercoledì 20 settembre 2017

Ernesto Saquella. Filosofo per mezzo del colore


Ernesto Saquella. Filosofo per mezzo del colore.

Organizzazione: Officina Solare Arte Contemporanea, Fondazione Molise Cultura, Assessorato alla Cultura della Regione Molise.

Palazzo Ex GIL, Campobasso

23 settembre / 18 ottobre 2017

Conferenza Stampa: sabato 23 settembre ore 17.00 EX GIL campobasso

Inaugurazione: sabato 23 settembre ore 18.00

Orario di apertura: 10.00/13.00 17.00/20.00, lunedì chiuso

Curatori: Nino Barone e Giuseppe Siano

Testi critici e testimonianze in catalogo di: Nino Barone, Giuseppe Siano, Rino Cardone, Tommaso Evangelista, Antonio Gasbarrini, Antonio Picariello, Antonio Porpora Anastasio.

Catalogo: Cm Stampa, Campobasso

PRESENTAZIONE CRITICA

Mistico creativo e distruttivo, Ernesto Saquella, tra i primissimi artisti italiani ad aver approfondito le potenzialità offerte dalla realtà virtuale, dal cyberspazio e dalla multimedialità, presentano una parabola di ricerca estremamente complessa e in parte ancora da decifrare. Da analizzare è il passaggio dall’ipermediale all’alchimia, dalla ricerca di una forma reticolare e flessibile di rappresentazione allo studio della Tradizione, verso immagini simboliche profondamente strutturate e meditate. Il passaggio dal technikòs all’artifex è pertanto un punto fondamentale sul quale ragionare.

Le prime opere legate all’astrattismo lirico presentano tracce geometriche in campi cromatici più o meno definiti. Triangoli acuti, reiterati e strutturati in insiemi, come anche falci e mezzelune, permettono già di leggere una relazione magica tra colori e forme secondo i principi elaborati da Vasilij Kandinskij per i quali colori squillanti s’intensificano se posti entro forme apicali. L’arte, per comunicare contenuti spirituali, e per riuscirvi, come teorizzato da tendenze di stampo spiritualista, deve essere libera dalla rappresentazione realistica e comunicare prettamente, attraverso l’occultamento, l’interiorità spogliata dell’artista. La forma, infatti, anche se è completamente astratta e orientata verso figurazioni geometriche, conserva un suono interiore che la lega all’autore, il solo che può comprendere la struttura nella sua totalità di complesso d’elementi. In tali opere si avverte una profondità per contatto e lo sforzo di creare un flusso continuo di materia, quasi violento, per cui la trascendenza dell’organismo/forma tende a persistere oltre il limite fisico del supporto. In tale tentativo di orientamento, le forme e i segni tendono all’instabilità e mutabilità con accentuato vigore fisico, per il timbro coloristico estroverso e aggressivo.

Con la serie Storyboard dei primi anni novanta emerge il concetto di "testo aperto" per cui il palinsesto, formato da molteplici blocchi di parole e d’immagini connesse secondo plurimo percorsi digitali, riporta all’idea di Tempo delle avanguardie storiche. L’opera diventa linguaggio mentre la sua lontananza è dettata dall’aura la quale decade immediatamente in un sistema di rappresentazione numerico dove è assente il rapporto creazione-materializzazione, sostituito dal ricorso a sequenze di calcoli. La questione della forma dell’informazione in relazione alla tecnologia diventa per l’artista un argomento di riflessione in quanto l'immagine generata dal computer è il risultato di una sintesi automatica che parte da un progetto astratto tradotto in una serie di operazioni computazionali. La riproduzione diventa un’operazione eseguita dal computer, indipendentemente dalla presenza dell'artista, e può essere reiterata indefinitamente, ed in qualsiasi luogo.

Il passaggio dal virtuale al figurale, nel senso di simbolico ma anche di figurativo, riprendendo concetti più complessi di periodizzazione e generazione quali postulati da Wölfflin e da Riegl, può richiamare, nell’ambito del percorso conoscitivo di Saquella, il passaggio dal segnale lineare al segno pittorico ovvero da una pittura (digitale) tattile/connettiva a una rappresentazione/descrizione ottica.

Nell’acceso simbolismo dell’ultimo periodo vi è una perenne osmosi tra il dentro e il fuori, tra l’io e il noi, tra la luce e l’oscurità ovvero tra il colore e la sostanza. L’interno dell’oggetto descritto ed evocato, e in ciò si avvicina all’elaborazione digitale, non viene però posseduto dalla materia bensì dalla memoria e l’artista, giocando su questo incantamento, cerca di superare il limite dell’opera comunicando l’universalità dell’immagine. Così nella sua arte viene gradualmente sempre più in primo piano l’elemento dell’astratto che è interiorità legata al simbolo, infografico nel caso degli storyboard, alchemico nel caso dell’ultima produzione.

(da Tommaso Evangelista)

BIOGRAFIA

Ernesto Saquella, artista e saggista italiano (Campobasso, 25 agosto 1958 - 1 marzo 2008)

Si dedica all’arte da giovanissimo, dipingendo paesaggi e soggetti dal vero, e parallelamente conduce studi regolari che si completano con la laurea in Giurisprudenza presso l’Università “Federico II” di Napoli.

Durante il soggiorno partenopeo, dal 1977, nasce il ciclo Griglie. Dal 1983 al 1987 realizza linoleografie e xilografie, singole o raggruppate in cartelle, che ritraggono figure, paesaggi e scene simboliche.

Dopo alcuni viaggi di studio nelle principali capitali europee, nella prima metà degli anni Ottanta lavora al ciclo Città.

Nel 1985 con altri artisti molisani fonda il “Gruppo di Orientamento”.

Segue il ciclo Apici, un’esplosione di colori e contrasti scanditi talvolta dalla presenza di materiali compositi, che “narra” per sottrazione e decantazione la fortissima spinta ascendente individuale in opposizione all’incertezza e allo spaesamento dell’uomo tecnologico dinanzi alla moltitudine e all’immensità.

Nominato Accademico Associato all’Accademia Tiberina di Roma, nella capitale frequenta gli ambienti che gravitano intorno ai cenacoli di Filiberto Menna e Giulio Carlo Argan. Nel 1987 fonda l’Associazione Culturale Nazionale “Il Quadrato e la Luce”.

Gli anni Ottanta si chiudono con il ciclo Astrattismo lirico, una serie di opere di grande formato che racchiude e porta a compimento le esperienze tecniche e concettuali elaborate nei cicli precedenti aprendo, contemporaneamente, la via alle successive.

Nei primi anni Novanta abbandona i tradizionali medium e si dedica all’universo digitale. È fra i primissimi operatori culturali italiani ad approfondire le potenzialità offerte dalla multimedialità, dal ciberspazio e dalla realtà virtuale. Entra in contatto con artisti, docenti di prestigiose università americane, imprenditori e tecnici delle nascenti società private nate sull’onda del cambiamento (Apple, Microsoft etc.). Nasce il ciclo Story board.

Nel 1994 decide di rientrare in Molise e si dedica alla divulgazione artistica e teorica: organizza conferenze e collabora con quotidiani, settimanali e mensili regionali.

Nel gennaio 1994 pubblica il saggio Dallo spazio euclideo al ciberspazio. Quale cultura per il terzo millennio? (in: Nino Barone, Rino Cardone, Ernesto Saquella: Angeli e Macchine. 2000 giorni al 2000), un testo in cui descrive e analizza il passaggio “dalla materia alla funzione”, ovvero il passaggio dalla tecnologia pesante alla tecnologia leggera.

Oltrepassando i confini imposti da un testo di conferenza, nel settembre 1994 riprende ed approfondisce gli stessi temi in: Verso il Millennio virtuale. La rivoluzione tecno-antropologica prossima ventura.

Chiude il cerchio con il saggio, inedito, Il cavaliere del ciberspazio. La creativita’ nell’era di internet, nel quale ripercorre il proprio processo artistico e intellettuale dagli inizi fino a giungere ai nuovi assunti digitali.

Nel 1996, firma il manifesto del movimento internazionale “Archetyp’art”.

Nel 1997 avviene l’incontro con l’Alchimia.

Seguono anni di profondi cambiamenti che lo porteranno ad esplorare nuovi, e al tempo stesso antichissimi, sentieri.

Nel 2002 scrive il “racconto autobiografico”, pubblicato postumo, La rosa rossa. Arte e iniziazione, la testimonianza di un’esperienza straordinaria e incomunicabile ambientata fra tessere musive, boschi sacri e rivelazioni neoplatoniche.

Riprendendo la tecnica dei “retouché”, altro ciclo di opere al quale si dedica negli anni intorno al 2000, nel 2006 realizza, in collaborazione con il fotografo Giuseppe Terrigno, il progetto “Il Mistero”, un ciclo di opere dedicato alla processione del Corpus Domini di Campobasso. Ventisei opere, tredici scatti in bianco e nero e tredici interventi pittorici su altrettante fotografie, che mirano a sublimare le valenze sacrali e tradizionali delle macchine sceniche rapportando l’evento cattolico e il suo aspetto folcloristico al significato originario della festa e della rituaria ad essa collegata.

Nello stesso periodo inizia la stesura di A regola d’Arte, un testo al quale Ernesto Saquella lavora ininterrottamente fino all’ultimo giorno di vita, uno scritto motivato con chiarezza: “Non leggete questo libro con l’unico intento di ottenere nuove informazioni, ma provate a utilizzare subito, nella pratica, quanto vi trovate d’utile”.

Il volume, pubblicato nel giugno 2008 per i tipi della Libreria Editrice Filopoli di Campobasso, è un’opera letteraria che non ha precedenti in Molise. In essa sono trattati, con mano sicura ed esiti sorprendenti, i temi della Tradizione, che non ha nulla a che vedere con il folclore, e della Spiritualità, che non ha nulla a che vedere con la religione. L’opera, dalla struttura ciclica, è suddivisa in dodici capitoli, più premessa (“Ordo ad chao”) ed epilogo (bibliografia). Tutti gli argomenti trattati sono da considerarsi come affluenti di un unico grande fiume dal quale al tempo stesso tutti provengono. L’alveo di questo fiume è la vita stessa. L’alfabeto della Tradizione è costituito dai simboli e dagli archetipi della mai interrotta catena sapienziale che ha la sua essenza nello studio profondo della Natura.

Dal 1974 ha esposto in mostre personali e collettive in Italia (Campobasso, Pescara, Napoli, Ferrazzano, Termoli, Roma, Campolieto, Bari, S. Croce di Magliano, Macerata, Ischia, Bologna, Monteroduni, Busso, Campomarino, Foggia, Ripalimosani, Vallata, L’Aquila, Oratino, Bojano, Ferrara, Petrella Tifernina, Isernia, San Giuliano di Puglia, Spoltore, Casacalenda, Macchiagodena, Lapio, Guardialfiera, Larino, Quadrelle) e all’estero (Montreal, Ginevra).

Le sue opere sono presenti in istituzioni museali, collezioni private e gallerie d’arte italiane e straniere.

Hanno scritto di lui e della sua arte responsabili d’istituzioni pubbliche e private, artisti, giornalisti, intellettuali, critici e storici dell’arte, fra cui: Achille Pace, Leo Strozzieri, Maria Augusta Baitello, Daniela Comandini, Hugo Orlando, Massimo Bignardi, Enzo Santese, Giuseppe Pittà, Rino Cardone, Antonio Picariello, Antonio Gasbarrini, Alessandro Masi, Giuseppe Siano, Francesco Gallo, Camillo Viti, Stefano Manocchio, Giacoma Maria Pagano, Anna Lombardi, Silvana De Gregorio, Lorenzo Canova, Antonio Porpora Anastasio.

È presente nelle pubblicazioni:

“ Il Segno” notiziario internazionale di arte contemporanea 1989

Massimo Bignardi, Itinerari eccentrici, Edizioni Enne, Campobasso 1992

Massimo Bignardi, Contemporanea. Appunti per una storia delle arti visive nel Molise dal 1945 al 1992, IRRSAE Molise 1997

Barbara Bertolini e Rita Frattolillo , Molisani. Milleuno profili e biografie, Edizioni Enne, Campobasso 1998.

Antonio Picariello, Molise mon amour. Diario di un critico d’arte, Archetyp’art - Edizioni Enne 2000

Massimo Bignardi, la pittura contemporanea in italia meridionale 1945-1990, Electra Napoli 2003

Antonio Mario di Nunzio, Daniele Muccilli, Lucia Petrucciani Lagioia, Novecento letterario molisano con appunti sull’arte e spunti sul fumetto, graus editore 2008



mercoledì 6 settembre 2017

Exhibited Frequency “Ostinati e contrari”



Frequenze Esibite
Seconda edizione della rassegna di documentari e video d’arte in Molise

Exhibited Frequency One-night video art and projection show

A cura di: Tommaso Evangelista, Donato Giannini
Isernia, Piazza Annunziata_09 settembre 2017

PROGRAMMA
L’evento è in collaborazione Comune di Isernia, il Comune di Venafro e il Comune di Rocchetta a Volturno e la Pro Loco Isernia con il settembre Isernino.

ore 19.45 Saluti: Giacomo D’Appollonio (sindaco di Isernia), Antonio Sorbo (sindaco di Venafro), Mike Di Paolo (assessore alla Cultura di Rocchetta a Volturno), Donato Giannini (presidente Le Cose Associazione Culturale) Tommaso Evangelista (critico d’arte), Enrica Orlando e Pasquale Passarelli. Presenta Enzo Di Gaetano.

/ Exhibited Frequency / One-night video art and projection show /

 “Ostinati e contrari”

PART I MOLISE art doc

Pasquale Passarelli
ARGENTO RITROVATO FRANCO DI STAZIO, FOTOGRAFO
21’ – color – stereo – 2017

Enrica Orlando
M'SSIU’ MULA’ - IL MITO DI CHARLES MOULIN
24’ – color – stereo – 2011

Telemolise
VINCENZO UCCIFERRI - IL TEATRO DELLA MEMORIA
8’ 34’’– color - VHS – stereo – 1990
VINCENZO UCCIFERRI - ESPOSIZIONE PALAZZO SAN FRANCESCO
6’ – color - VHS – stereo – 1995
VINCENZO UCCIFERRI - OPERE
14’ – color - VHS – stereo – 1995
Comunicato stampa
/ Exhibited Frequency / One-night video art and projection show /


PART II SPONZ interference


Andrea d’Amore
HOPE
8’ 03’’- color – stereo – 2016

Virginia Zanetti
I PILASTRI DELLA TERRA
1’ 15’’- color – stereo – 2015

Michele Mariano
TEATRO DEGLI ALBERI UOMO E DEGLI UOMINI CERVO
5’ 16’’- colore – stereo – 2016

Michele Giangrande
ODISSEA DANDY
26’ 03’’- color – stereo – 2015

Collettivo FX
L'EVOLUZIONE DELLA PARTENZA: IL RITORNO
2017


Exhibited Frequency è la dimensione d’una visione trasversale, esibita e nascosta, periferica come i territori di confine, celata in luoghi interrotti e velati nei quali l’arte assaggia la terra confinando lo sguardo ad uno stimolo minimo. L’immaginazione del tempo, della memoria e del frammento di Ucciferri, la grandezza del silenzio di Moulin, la sintesi fotografica di Di Stazio bloccati nei frame raccontano di linguaggi perduti, storie lievissime di vita, che sono stati e che collassano nel ricordo. Videoarte, antologia e documentario si scambiano frammenti e amplificano la dimensione virtuale e resiliente del Molise, regione capace di generare spazi di coscienza da traumi e cesure. In tale antologico disordine si collocano i video degli artisti che hanno partecipato all’ultima edizione dello SponzFest, nella sezione SponzArti, per il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela in alta Irpinia. ‘All’incontrè’ è stato il filo conduttore di questa edizione: «È, per esempio, -come scrive Vinicio- andare proprio in quei luoghi da cui la gente se ne è andata. Già questo è un rovesciamento del mondo, un piccolo atto che può generarne altri». La rivoluzione, ovvero il rovesciamento, attraverso il rito la festa la ricerca, del mondo precostituito, l’andar contro, il divenire, la persistenza della memoria, le nuove forme di visione, l’assemblaggio sono tutti spunti che gli artisti invitati hanno voluto declinare anche in specifici progetti di videoarte. D’Amore attraverso la traccia silenziosa e fosforescente lasciata sul sentiero di Ventimiglia per i migranti, Zanetti con il capovolgimento dei mondi e del controllo, Mariano utilizzando lo spazio naturale come luogo del contrario e della pausa da sé stessi, Giangrande ricercando l’ironica struttura di senso delle cose, Collettivo FX indagando la dimensione sociale e comunitaria dell’immagine-storia. Tutti questi artisti, a Calitri, hanno trasformato l’azione installativa e performativa in pratica vitale, in sentimento del contrastante che ha creato nuova comunità e relazione, riconquistando i luoghi e suggerendo diverse ipotesi di crescita. L’immagine in movimento che presentano nella seconda parte della serata fluttua nella proiezione, sopravvive e resiste, esiste adattandosi allo spazio virtuale dello schermo indagando situazioni di rischio e di perdita di controllo, quasi sforzandosi di riconquistare una dimensione razionale del contrario, cercando una cura del reale che, quale frequenza, attualmente ci appare eternamente ostentata e mai vissuta.
Lo scopo di Exhibited Frequency nella sua solitaria e unica notte di visione/i è anche quello di contrastare (salvare?) il tempo mostrando il processo, ma anche di riciclare, ricreare, rianimare, ricostruire generando senso inverso ostinato contrario.

Tommaso Evangelista

Luogo di concentrazione SIMONA PALADINO



Vis à Vis - Fuoriluogo 19
Artists in Residence Project

SIMONA PALADINO
Luogo di concentrazione

Sabato 9 settembre 2017 - ore 18.00

MAFALDA (CB)
Piazza Libertà

"Luogo di concentrazione"
sabato 9 settembre alle ore 18,00 in piazza della Libertà a Mafalda sarà inaugurata l'opera di Simona Paladino realizzata durante la residenza d'artista.
Il lavoro è il risultato di circa un mese di soggiorno dell'artista nel piccolo borgo molisano.

"Luogo di concentrazione" - è uno stato di attenzione mentale, una situazione di convergenza, di raggruppamento verso un punto ben preciso: raccolto al centro.
L’atto di concentrarsi, del fissare il pensiero con intensità su qualcosa è un’azione privata e intima che richiede
raccoglimento. Un momento di intensità che esige un certo sforzo energetico. Al contempo, la concentrazione è anche
l’azione di riunire in un unico punto più persone, generando una situazione di socialità, dove gli individui, prima
dispersi, sono radunati in una zona ristretta.

Lettere di metallo formano la parola ‘concentrazione’, dilatate tra loro a formare un perimetro, una soglia che invita al passaggio ad una diversa condizione fisica e mentale. Un invito a un moto centripeto, verso il centro, dove si è avvolti dalla parola stessa, interamente leggibile ruotando su se stessi.
Si crea quindi un luogo di concentrazione in tutti i sensi: uno spazio in cui far convergere l’attenzione mentale, ma anche le persone. Una condizione di simultaneità tra la dimensione individuale e quella sociale della ‘concentrazione’. - (S. Paladino)

Un progetto di Limiti inchiusi arte contemporanea
a cura di Matteo Innocenti e Silvia Valente

patrocinio
Regione Molise - Assessorato alla Cultura
Comune di Mafalda
Comune di San Giuliano del Sannio

giovedì 3 agosto 2017

Migrazioni al Momu


La seconda edizione di Migrazioni, al Momu Molino Museo di Montenero Valcocchiara (Is)
apre sabato 5 agosto 2017 ore 18,00.

In un’epoca di grandi cambiamenti climatici, geofisici e sociali, di risorse condivise e frammentate tra nuovi paesi emergenti, la Land Art, corrente dell’arte concettuale, nata negli Stati Uniti negli anni ’70, è sempre più spesso caratterizzata dall’attenzione per la natura e dall’interesse per l’ecologia, che contraddistinguono la ricerca artistica nella sua relazione con il paesaggio. Tra le principali caratteristiche della Land Art, c’è quella di essere effimera e provvisoria. Una sorta di rituale mistico che sprigiona energia fisica e mentale e va ad impattare con la natura come in una danza simbiotica di fusione totale. Gli artisti parteciperanno alla rassegna con le loro opere pensate e realizzate site-specific, invadendo i giardini del Momu Molino Museo a Montenero Valcocchiara in Molise, un antico mulino restaurato e funzionante, e le zone limitrofe, attraverso installazioni tridimensionali, realizzate prevalentemente con materiali naturali reperiti in loco, biodegradabili, in totale sintonia con l’ambiente circostante.

Un percorso a cielo aperto, per scoprire la magia dell’arte e del paesaggio, attraverso opere collettive, individuali e performance. I lavori di Daniela Gorla e Maya Pacifico realizzati nel corso di una residenza artistica nel luogo, educano al confronto con la natura, offrono l’opportunità di scoprire nuove relazioni tra ambiente e comunità, rafforzano i legami che il territorio instaura con i suoi abitanti.
“La natura – spiega Pacifico – è un mistero per noi come noi siamo un mistero a noi stessi. L’analogia paradossale con la natura è la sensazione di tale mistero. Tale mistero si esprime in un senso di impenetrabilità. Nell’installazione intitolata A living book ho inserito il ramo di un albero inchiodando il libro alla terra e destinandolo alla trasformazione degli elementi che lo circondano. Con il passare del tempo le componenti del libro come oggetto si deterioreranno a contatto con gli agenti atmosferici creando una nuova scultura modellata solo dalla forza della natura”.
Nell’installazione site-specific di Gorla, invece, il luogo natale degli antichi utensili rurali è la Casa Madre e gli oggetti non sono mai lì per caso: osservarli appesi su pareti, accoglienti come oggetti museali, ordinati e classificati secondo un ordine di artigianale memoria, è come guardare i soggetti di un teatro ancestrale, mentre la Natura esterna, circostante alla Casa, è come una folla che attende dialoghi possibili, una moltitudine vivente di silenziose parole, profondi respiri e profumi. L’installazione intitolata MeMORY- Oggetti migranti prevede una contaminazione tra i confini, una migrazione di un oggetto rurale, collocato all’interno del Molino, verso l’esterno, “protetto”, avvolto in forme di reti a spirale, arcaiche come antichi simboli d’infinito, in dialogo con i fiori, l’erba e gli alberi, integrati nella Natura e tolti dall’alienazione di luoghi reclusi. Un ponte simbolico di forme tra la Terra e il Cielo.
Il progetto di Gorla e Pacifico, nell’ambito della seconda edizione di Land Art al Momu, intitolata MIGRAZIONI, a cura di Daniela Ricci, intende evidenziare “la relazione che intercorre tra l’io e il tu, tra il noi e gli altri, la natura e il cosmo infinito. Uscendo dal dominio dell’individualità narcisistica, le due artiste, interagiranno all’unisono, senza schemi prestabiliti, mettendo in campo le abilità pregresse, i frutti delle proprie ricerche artistiche, le poetiche e le scelte esistenziali. Si muoveranno intorno a intime corrispondenze, profonde convinzioni nate dall’idea di un’arte che arrivi ai sensi e quindi alle emozioni, che sussurri e non urli ai desideri inespressi, alla psiche e ai sogni, all’indicibile e all’invisibile, a quelle aree di essenza spesso sepolte. Un’arte anni luce lontana dalle grevi rappresentazioni dei mali contemporanei, che vuole porsi nello slancio utopistico di trascendenza, respirare aria in altri modi, mondi e possibilità di esistere”. La natura sarà guida e ispiratrice delle azioni creative e il prodotto di questa sinergia sboccerà come un fiore, il cui frutto sarà l’incontro tra le artiste e il pubblico nella verde magnificenza di un laboratorio artistico a cielo aperto. Scoprire che nel territorio dove viviamo esiste un mondo quasi invisibile ma così complesso ed importante per la nostra sussistenza ci rende tutti più consapevoli, responsabili e coscienti di doverlo proteggere e tutelare.
La mostra sarà allestita e visitabile fino a fine agosto 2017.
Il progetto ha ricevuto oltre il patrocinio della Regione Molise anche il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli.
Ufficio Stampa “Momu”

mercoledì 2 agosto 2017

terravecchiaventiquattro


terravecchiaventiquattro

installazione

2017

Massimo Palumbo & Michele Porsia

CASACALENDA_MOLISE   3 AGOSTO 2017   VIA TERRA VECCHIA


Pietro Corsi, uno degli scrittori italo-americani più noti nel panorama internazionale è di recente scomparso lasciando un vuoto incolmabile a Casacalenda, il paese delle radici, sradicate e ripiantate ogni estate, quando, “seguendo il sole”, trascorreva quattro mesi nella sua casa in “terravecchia” , la parte più antica del paese, forse la più bella.

Il 3 agosto 2017 lo scrittore avrebbe compiuto ottanta anni.

Massimo Palumbo e Michele Porsia,  hanno pensato di celebrare alle ore 21.30, al crepuscolo, questo compleanno mancato con un happening, un atto poetico, un'istallazione effimera che coinvolgerà la popolazione locale e gli amici d'oltremare. L’evento terminerà con un aperitivo offerto da Biosapori.

 “Via terravecchia è una via stretta, le macchine non possono passare: appartiene ai gatti e ai bambini che giocano tracciando talvolta dei segni con il gesso sull'acciottolato o traiettorie d'aria, tirando una palla da una parte all'altra. Appartiene a chi ama passeggiare nel pensiero. La porta di terravecchia è aperta, viene varcata dal vento di terra e più di rado dagli abitanti che preferiscono la parte ottocentesca del paese.

Questo homage a Pietro Corsi tenta di ricucire le smagliature di questa area con un atto di disperata vitalità. Le persone presenti potranno liberamente  citare stralci tratti dalle opere di Pietro Corsi, mentre da via terravecchia ventiquattro, cercheremo di ricostruire i percorsi, i discorsi, le tracce invisibili lasciate nei vicoli del borgo, le parole forse raccontate alle pietre, la narrativa degli sguardi delle finestre, i legami tra il trauma, l'abbandono e la cura. Prenderà una forma quella necessità di andare via e il bisogno di ritornare. La vita.”

Massimo Palumbo & Michele Porsia

Questi percorsi partiranno da via terravecchia 24

L’amministrazione Comunale di Casacalenda ha colto l'occasione per presentare alle ore 18.00 nella Galleria Libertucci, presso la sala “il filo di Achille Pace”, un concorso letterario dedicato a Pietro Corsi.

Iconico - Aniconico


Sabato 5 agosto alle 18, nella sede di Palazzo Maucieri a Bonefro sarà inaugurata la mostra di arte contemporanea "Iconico Aniconico Luigi Mastrangelo e Vincenzo Mascia". L’esposizione sarà aperta fino al 24 agosto e rientra nel calendario dell’estate di Bonefro.

LUIGI MASTRANGELO
Nasce nel 1958 a Santa Croce di Magliano. Si trasferisce a Bologna nel 1984. Numerose le mostre e le esperienze di ricerca dell’artista, costantemente legate ad una visione del tutto moderna di temi culturali classici e contemporanei e realizzate nelle tecniche più diverse, dalla pittura al mosaico al vetro. Mastrangelo è inserito fra le figure di spicco del movimento della pittura mediale di Gabriele Perretta. I suoi soggetti sono principalmente autoritratti edonistici, in forme e colori surreali, inseriti in contesti naturalistici o decorativi, che attingono spesso al mito ricreandolo modernamente. Fra le fonti d’ispirazione della sua originale ricerca la pittura preraffaellita e simbolista, ma anche l’immaginario New Age degli anni ottanta e l’estetica più attuale. Tra le mostre più significative a cui ha partecipato, ricordiamo ‘Il cangiante’ al Pac di Milano nel 1986, ‘Spunti di giovane arte italiana’ a cura di Corrado Levi a Milano e Madrid nel 1987, la personale alla Galleria Massari di Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 1988, ‘Icastica’ alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna nel 1994, nella stessa sede ‘Officina Italia’ a cura di Renato Barilli nel 1997 e ‘Arte italiana, ultimi quarant’anni – Pittura iconica’ a cura di Danilo Eccher e Dede Auregli nel 1997, ‘Codici virtuali’ a cura di Peter Weiermair e Alice Rubbini alla Salara di Bologna nel 2000.

VINCENZO MASCIA
Nasce nel 1957 a Santa Croce di Magliano, ove attualmente vive e lavora.
Artista e architetto si è formato negli anni Ottanta a Roma, allievo, nel corso di istituzioni di storia dell’arte della facoltà di Architettura di Valle Giulia, di Filiberto Menna, attento indagatore dei sistemi linguistici dell’arte contemporanea e teorico della pittura analitica. Fin dagli esordi la ricerca di Mascia si è indirizzata verso l’arte non figurativa, sulla scia di una naturale inclinazione per gli esiti del neoplasticismo olandese, delle Avanguardie russe, dell’arte concettuale e del Concretismo.
Il contatto con l’ambiente milanese, soprattutto con la Galleria Arte Struktura diretta da Anna Canali, ha favorito l’adesione al movimento Madì nel 1996, ed è proprio all’interno della galleria milanese, sede espositiva italiana del Madì, che nelle sue opere si è realizzata quella sintesi complessa tra istanza culturale del movimento, nato a Buenos Aires nel 1946 e la personale aspirazione a un’arte in grado di produrre oggetti con un’identità propria e indipendente dall’interpretazione mimetica o simbolica della realtà, oggetti estroflessi, articolati con incastri e geometrie insolite.
“Non mi sento pittore, designer piuttosto. I miei lavori li concepisco come prototipi di una produzione seriale.
Un oggetto di design è tanto più vero quanto più esso entra nella nostra quotidianità senza stravolgerla.
Nei miei lavori allo stesso modo ricerco la banalità.
L’oggetto accompagna la nostra vita con la sua anonima, muta e rassicurante presenza”.
Vincenzo Mascia, 1995

mercoledì 21 giugno 2017

Dieci Passi dall'erosione genetica - Andrea D'Amore a Villa Romana


Comunicato stampa

Nel corso della sua storia, il nostro pianeta non è mai stato altrettanto plasmato dagli esseri umani come negli ultimi cinquanta o sessanta anni della nuova era, detta antropocene. Mai l’umanità ha avuto altrettanta influenza sui processi biologici, geologici e atmosferici della terra. L’uomo stesso è divenuto un fattore geologico mentre lo sfruttamento selvaggio della varietà delle specie minaccia la sua stessa esistenza. L’anno scorso il WWF ha appurato che delle oltre 14.000 popolazioni di vertebrati registrate, negli ultimi anni è avvenuta una riduzione dei patrimoni genetici pari quasi al 60%: una vera erosione genetica. 

Da Andrea d’Amore, artista che vive in Toscana, ci giunge un ammonimento: salvare l’umanità dall’estinzione significa biodiversità agricola. Condannare la privativa della produzione, scambiare colture, sono un atto di resistenza, di sopravvivenza.  

I suoi lavori plastici scaturiscono da processi di scambio tra corpi naturali che si nutrono. Il loro fondamento è la terra. L’artista ha collocato umidi blocchi d’argilla nel territorio casentinese, dai quali animali selvatici scavano e mordono in cerca di nutrimento. In Molise si è fatto carico di custodire la patata Turchesca, minacciata di estinzione e ha collaborato con il mastro birraio Biagio Sannino per ricavarne una birra conservata in cubi di terra. Ha riprodotto con le sue mani  l’orma del vuoto di cadaveri di animali e ha segretamente raccolto le tracce grafiche dei suoi ospiti durante le cene e in vari contesti sociali. Ha creato un salume che richiama simbolicamente la portata rituale del cibo. In Abruzzo insegue l’odore del brigantaggio.

"Camminare con senso verso di sè nell’intento di reperire argilla in campagna. Scavare, trovare, setacciare, disidratare, esporre al sole, impastare con acqua, bere e spalmare. Defecare. Riproporre il ciclo su carcasse di animali. Sacrificare la propria caccia, il proprio lavoro, la propria ricchezza, per restituire un’anima, per rientrare in un ciclo naturale fatto di prede predatori di equilibri tesi e simbiosi, per assicurarsi una cura". 

In occasione della mostra verrà pubblicata un’edizione con testi critici sulla biodiversità che, dopo la lettura, si trasformerà in compost. È serigrafata con inchiostro di estratto di acacia e di robbia su carta prodotta in Sri Lanka, ricavata per l’80% da sterco di elefante e per il 20% da risone.


Tutto è partito da qui: 




venerdì 5 maggio 2017

Catalogo Vis a Vis - Fuoriluogo 19


Vis à Vis - Fuoriluogo 19
Artists in Residence Project

PRESENTAZIONE DEL CATALOGO E DEL VIDEO-DOCUMENTARIO

progetto di residenza per artisti
San Giuliano del Sannio / Castelbottaccio.

Martedì 9 maggio 2017 - ore 17.00
SAN GIULIANO DEL SANNIO (CB)
Palazzo Marchesale - Piazza Libertà, 21

Il catalogo edito dalle Edizioni Limiti inchiusi ed il video-documentario del progetto di residenza per artisti dell’edizione 2016, realizzato nei comuni di San Giuliano del Sannio e Castelbottaccio, sarà presentato martedì 9 maggio alle ore 17.00 nel Palazzo Marchesale di Piazza Libertà n. 21 a San Giuliano del Sannio.
Saranno presenti all’evento il Sindaco Angelo Codagnone, il Consigliere Regionale con delega alla Cultura Domenico Ioffredi, l’artista che ha realizzato la residenza Anna Maria Tina, la curatrice Silvia Valente ed i rappresentanti dell’Associazione Culturale Limiti inchiusi Paolo Borrelli e Fausto Colavecchia.
Il progetto, giunto alla sua quinta edizione, è finanziato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Molise ed è realizzato dall’associazione culturale Limiti inchiusi arte contemporanea. 
Hanno partecipato alle residenze 2016 le artiste Anna Maria Tina nel comune di San Giuliano del Sannio e Federica Gonnelli nel comune di Castelbottaccio. Le opere realizzate dagli artisti durante le residenze, come di consueto, sono di proprietà dei comuni ospiti e sono allestite in spazi visitabili. 

Le altre opere realizzate nelle precedenti edizioni sono visitabili presso i comuni di Acquaviva Collecroce (CB), Carpineto Sinello (CH), Guilmi (CH), Montemitro (CB), Limosano (CB), Oratino (CB).
Si segnala inoltre la possibilità di visitare presso la Fondazione Molise Cultura in via Milano 15 a Campobasso l’opera dell’artista giapponese Satoshi Hirose, realizzata nell’ambito del progetto di residenza Vis à Vis – Flâneur a cura di Matteo Innocenti e Silvia Valente.

*A tutti i partecipanti sarà consegnata gratuitamente una copia del catalogo.

info:
www.limitinchiusi.jimdo.com / limitinchiusi@gmail.com / 328.1413929 / 392.9999001

Crowdfunding per il premio Antonio Giordano



LA QUARTA EDIZIONE DEL PAG VI CHIAMA!!

3 anni, 14 artisti, 17 opere su strada visitabili gratuitamente giorno e notte, 2 workshop, decine di articoli su riviste di settore ed un nuovo modo di vivere e far conoscere la nostra cittadina ed il mondo dell’arte,interagendo con gli artisti ed assistendo dal vivo alla nascita di un’opera! L’arte per noi è “utile”, è linfa vitale di un popolo, suscita interrogativi, interesse, genera bellezza, è veicolo di conoscenza e soprattutto è in grado di far uscire dall’isolamento fisico e culturale …. Tutto questo è il PAG!.

"L’ARTE È UN MESTIERE FATTO A REGOLA D’ARTE”(B.MUNARI), ha bisogno di studio, capacità e risorse economiche; il PAG, quindi, è diventato una realtà grazie all’azione corale di più individui.... DAL PIÙ PICCOLO AL PIÙ GRANDE, OGNI TIPO DI CONTRIBUTO HA FATTO LA DIFFERENZA!

Quest’anno, la possibilità di contribuire economicamente alla realizzazione della quarta edizione del festival è rivolta a tutti!! In che modo?....Semplicemente regalandovi un’opera d’arte! Basta acquistare qui una delle ricompense (visibili tra le immagini in alto) ideate per il PAG grazie al contributo degli artisti Camilla Falsini e Guerrilla Spam.

Grazie al vostro contributo compreremo i materiali necessari alla realizzazione delle opere (vernici, pennelli, scale) e saremo in grado di fornire il compenso per l'importante lavoro degli artisti e delle imprese edili che ci affiancheranno.

Noi contiamo sul vostro aiuto e vogliamo che entriate a far parte della comunità di questo festival perché tutti possano dire: QUEST'OPERA D'ARTE E' STATA REALIZZATA GRAZIE AL MIO CONTRIBUTO!

La quarta edizione è alle porte…vi aspettiamo numerosi!!!

https://www.facebook.com/profile.php?id=100008207836841
https://www.instagram.com/premiogiordanoforstreetart/

Per il crowdfunding LINK



martedì 2 maggio 2017

Numero monografico di ArcheoMolise su Carpinone




Comunicato stampa
Numero monografico su Carpinone di ArcheoMolise

Il comune di Carpinone è lieto di segnalare la pubblicazione e la distribuzione del numero 28 maggio/agosto di ArcheoMolise interamente dedicata al paese: Carpinone tra arte, storia e archeologia. Si tratta di un numero monografico, a cura della prof.ssa Gabriella Di Rocco e del prof. Tommaso Evangelista, voluto e sostenuto dall’amministrazione la quale, attraverso l’autorevole redazione della rivista, il coordinamento dei curatori e i contributi scientifici dei diversi studiosi di settore, ha voluto realizzare uno strumento al tempo stesso di approfondimento e divulgazione. Si tratta della prima pubblicazione a carattere monografico, di stampo storico-artistico, realizzata su Carpinone. L’idea della monografia, che segue un ordine cronologico, è quella di creare focus su determinati periodi o specifiche evidenze, organizzando e raccogliendo ciò che già era emerso nel corso del tempo e proponendo, al contempo, inediti dati. Il suo scopo, quindi, è quello di creare un nuovo punto di partenza per gli studi sul paese, presentando contemporaneamente un’agile lettura di approfondimento. Per il sindaco Pasquale Colitti: “L’idea, sottesa alla realizzazione della pubblicazione è quella di valorizzare e far apprezzare e conoscere a quante più persone possibile, compresi noi cittadini che lo abitiamo, la storia ed il patrimonio artistico e culturale del paese”. 
I diversi contributi sono: Carpinone. Appunti di topografia e archeologia di Biagio Giuliani e Bruno Sardella; Carpinone e il suo castello di Gabriella Di Rocco; Antonio Caldora, il castello di Carpinone e la battaglia di Sessano del 1442 di Franco Valente; La scultura lignea devozionale a Carpinone tra XVII e XIX secolo di Francesco De Nicolo; Il 1860 a Carpinone di Gabriele Venditti; La linea ferroviaria Carpinone-Sulmona di Carmine Mastropaolo; Il Novecento molisano a Carpinone e i capolavori di Leo Paglione di Tommaso Evangelista; Il gruppo folk Ru Maccature di Monica Castrilli. 
La rivista ArcheoMolise, nata nel 2009, è una delle pochissime riviste dedicate al patrimonio culturale della regione. È interamente gestita da studiosi molisani specializzati nei seguenti settori: archeologia, storia, storia e critica dell’arte, cultura letteraria, discipline demoetnoantropologiche. Il suo principale scopo è la divulgazione di studi scientifici rivolti tanto agli specialisti che al grande pubblico. Ad oggi sono stati pubblicati 27 numeri grazie al contributo di più di 100 autori, non solo molisani e non solo italiani, e alla supervisione di un comitato scientifico di chiara fama internazionale. La rivista è quadrimestrale. In questi anni di attività sono state distribuite più di 15.000 copie che hanno dato rinomanza anche ai siti, ai borghi, ai musei meno conosciuti della nostra regione. Attraverso tale operazione culturale, con il prestigio della pubblicazione, l’amministrazione comunale vuole rilanciare l’immagine del paese, stimolando interesse, nuove ricerche e rinnovato senso di appartenenza; a tal fine sarà distribuita una copia per ogni famiglia, mentre altre copie saranno distribuite dal comune e si potranno richiedere in municipio. Nel mese di agosto, nell’ambito delle iniziative legate all’estate carpinonese, verrà organizzato un convegno di presentazione del numero monografico con il coinvolgimento dei diversi studiosi che hanno contribuito alla sua realizzazione.

L’amministrazione comunale

Il castello Caldora

domenica 23 aprile 2017

Vincenzo Ucciferri - Retrospettiva - 2007 -2017

Il teatro della memoria - Autoritratto

Dal 15 aprile al 15 maggio, in corso Marcelli 180,  la mostra dedicata all’artista molisano. Opere degli anni ‘70, ‘80 e ‘90, insieme a lavori inediti e mai esposti, usciranno dall’atelier dell’artista per mostrarsi ancora una volta, a distanza di dieci anni dall’ultima personale, nella loro profondità e intramontabile potenza artistica.

Giorni e orari d’apertura: dal 15 aprile al 15 maggio dal martedì alla domenica - 10:00/13:00 – 17:00/21:00
Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società
Corso Marcelli 180, Isernia
Info: 329 5860586; arte@lecose.org

Comunicato stampa

Con la curatela del critico Tommaso Evangelista, il supporto de Le Cose Associazione Culturale e lo Spazio Arte Petrecca, lo Spazio Cent8anta-Galleria d’arte, cultura e società, ospiterà dal 15 aprile una mostra dedicata all’artista molisano per la durata di un mese, fino al prossimo 15 maggio. Opere degli anni ‘70, ‘80 e ‘90, insieme a lavori inediti e mai esposti, usciranno dall’atelier dell’artista per mostrarsi ancora una volta, a distanza di dieci anni dall’ultima personale, nella loro profondità e intramontabile potenza artistica.

ISERNIA. Simboli, paesaggi, oggetti, figure umane, maschere umanizzate e codici. L’immaginario archetipico di Vincenzo Ucciferri torna a farsi protagonista e a far parlare di sé con una retrospettiva che intende celebrare la dimensione più intima e inedita del pittore. Attraverso una lettura attenta dei suoi scritti e diari, il critico e la sua famiglia hanno rintracciato la matrice concettuale dei suoi lavori, partendo proprio da questa retrospettiva, per condurre e sviluppare una ricerca più approfondita della poetica ultima del pittore.

Nessuno come Ucciferri è riuscito a far entrare la vita nei suoi lavori, creando un incessante scambio tra la componente umana e quella artistica. “Ma c’è anche un sentimento più concreto -  scrive il critico Tommaso Evangelista - legato al reale, alla ricerca non solamente formale ma anche sociale: ‘Mi sono rimesso al lavoro. Naturalmente ora solo a livello di concetto. Mi interessa molto il bel mondo. Sto guardando delle foto, mi sembrano tutti pupazzi, manichini tutti ben colorati e sorridenti. Li voglio dipingere come se fossero una massa di pagliacci stanchi del bel vivere’ scriveva Ucciferri nei suoi diari.” Una ricerca, dunque, che travalica il moto interiore per volgere lo sguardo e scrutare il mondo che ci circonda, decifrandolo attraverso i suoi codici. Codici a barre per la precisione, che campeggiano e predominano nelle sue ultime produzioni: opere in via di evoluzione, poco conosciute, molte delle quali inedite, mai uscite dallo studio del pittore.

A disposizione del visitatore, vi sarà un itinerario intimo ma eloquente, che parte dai lavori pop, metafisici e dal vago sapore surrealista, per approdare a un’indagine più recente e matura, frutto di una riflessione sul sociale che assorbe tutta la sua ricerca. L’artista dunque si fa profeta, o semplicemente acuto lettore di una società dei consumi che tutto divora, incasellando ogni aspetto del reale in categorie fisse, sbaragliando qualsiasi possibilità di creazione e riducendo tutto a meri codici: “Verso l’ultimo periodo, così, le figure ieratiche e dolenti, sporche e imprecise, perdono i loro tratti e, ormai incomunicabili e racchiuse in sé stesse, diventano codici. L’idea che tutto debba essere formalizzato e debba avere un codice (a barre) determina la mancanza del significante, del limite, perché tutto è già disponibile per il sistema” scrive Evangelista. 

Un ultimo tributo, riservato in postfazione del catalogo, lo ritroviamo nel testo dello scrittore Giambattista Faralli, amico fraterno e figura sempre presente nel lavoro dell’artista, che attraverso una lettera indirizzata all’artista/amico, si abbandona in toni confidenziali, come se non fosse mai scomparso: “Tu hai voluto con la tua arte armonizzare le dissonanze: paradiso e inferno, cielo e letamaio, amore e sesso, pace e rivoluzione, natura e monnezza. Nobile impresa! Ti vedo incedere lungo Corso Marcelli, lento e con l’occhio assorto. Così la gente ti ricorda, e ti vuole bene. La comunità della vecchia Isernia ti abbraccia in questa ricorrenza, e ti riconosce come figlio prediletto”.

La vernice di apertura è prevista per sabato 15 aprile dalle ore 18:00 nello Spazio Cent8anta in Corso Marcelli 180 a Isernia, un luogo assai caro all’artista dove, per anni, nella piazzetta Annunziata, si è ispirato e ha dipinto decine di opere. L’evento prevede un saluto da parte degli organizzatori con uno spunto critico del curatore Evangelista. A seguire buffet offerto e intrattenimento musicale con il trio acustico di Stefano Gasperi, Loris Durante e Silvio Fiorelli.

VINCENZO UCCIFERRI è nato a Isernia nel 1953, l’artista frequenta l’istituto d’arte “Manuppella” per poi iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Successivamente, trasferitosi a Napoli, si diploma all’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Armando De Stefano. Dal 1972 espone ininterrottamente. Da allora continua ad esporre le sue opere in Italia e all’estero, in centinaia di mostre personali o collettive. Alcune sue opere sono esposte alla Pinacoteca Civica di Pianella (PE) e al Museo d’Arte Sacra di Treia (MC), al Museo MACI di Isernia e in molte collezioni private in Italia e all’estero (Boston, New York).

Dalla mostra




Dal vernissage









mercoledì 4 gennaio 2017

Sostieni ArcheoMolise


Il Molise che esiste è anche questo: una delle pochissime riviste dedicate al patrimonio culturale della regione.
Con una donazione puoi sostenere ArcheoMolise, la rivista che dal 2009 ha fatto conoscere le bellezze della nostra regione, anche quelle meno note.
28 numeri finora pubblicati e 15000 copie distribuite, che hanno dato voce a più di 100 autori non solo molisani.
Tutto questo è ancora poco e per questo ti chiediamo un piccolo aiuto per continuare in questa opera di divulgazione e - ancora meglio - per ampliarla, considerando inoltre che la rivista vive solo del lavoro della redazione (tutta molisana) e senza aiuti pubblici.

Il link per donare è: http://kapipal.com/projects/archeomolise/
La donazione, dopo aver cliccato su "Support Now", può essere libera scrivendo l'importo desiderato (da € 1 a € 100.000) oppure riscattando dei premi (abbonamaneto omaggio, numeri arretrati, ecc...) con donazioni che variano dai10 ai 100 euro.
Donare 10 euro (meno di 1 euro al mese) significa aiutare a far conoscere la nostra regione perché il Molise esiste (ed è vivo e vegeto).

P.S.: il crowdfunding termina il 31 marzo 2017
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