sabato 19 dicembre 2015

Andrea d'Amore - Dieci passi



Andrea d’Amore
Dieci passi dall’erosione genetica
2015, installazione

Salvare l’umanità dalla distruzione significa biodiversità agricola. 
Scambiare e condividere colture, condannare l’esclusività della produzione, 
sono un atto di resistenza, di sopravvivenza.
Andrea d’Amore

La ricerca di Andrea d’Amore, da sempre incentrata sul rapporto tra cibo, cultura e antropologia, ha trovato nel periodo di residenza a Pesche, in preparazione dell’evento I Presepi nel Presepe, un nuovo filone di esplorazione e di sperimentazione. Il punto di partenza è stato un’indagine sul territorio e sulla sua sommessa e sommersa quotidianità; da qui, dalla banalità di ciò che rimane, l’artista ha rinvenuto una traccia al tempo stesso poetica e di visione, capace di aprire diversi orizzonti di senso e di legarlo in maniera vitale con la comunità. Durante una perlustrazione in montagna, trovandosi di fronte ad un campo di patate turchesche che si evidenziava per la “creatività” col quale era allestito e curato, ha iniziato una ricerca sul tubero che lo ha portato a percorrere l’intero paese e i suoi personaggi cercando un filo comune, una traccia, che potesse configurarsi in struttura.
L’installazione presentata lungo il percorso dei Presepi si inserisce in questo discorso di Memory in progress proprio per il tentativo di crear luogo e di tradurre gli stimoli nascosti, e creativi, del paese visto come insieme e struttura. Ecco quindi, in fase di elaborazione, l’artista utilizza gli oggetti trovati sul posto per riconfigurare la personale percezione di tale micromondo.
Un tavolo rovesciato accoglie, sui suoi piedi, due botole facenti parti un tempo delle urne elettorali. La buca è aperta. Sopra, degli stecchini reggono due tuberi di patata turchesca mentre in basso due contenitori d’acqua servono a richiamare e far sviluppare i germogli. Questi, una volta usciti, passeranno col tempo attraverso la buca, che diventa quindi filtro, per trovare l’acqua e così facendo, con le loro diramazioni, si legheranno al tavolino diventando un tutt’uno col mobile.
Di fronte una panchina è poggiata, sui suoi sei piedi, su delle patate normali. La posizione centrale porta l’attenzione sul paesaggio e sulla veduta attraverso le tre porte di fronte, legando il discorso allestitivo al contesto. Sulla destra una bici donata dalla regione Molise al comune in occasione di uno dei tanti falliti progetti di promozione cicloturistica raccoglie nel suo cestello altre normali patate che lo spettatore è invitato a prendere e portare a casa per (vedi istruzioni) ricreare in proprio, su stuzzicadenti, la struttura progettata dall’artista. La bici poggia su un tavolo in radica spezzato, tenuto inclinato da alcune patate posizionate al di sotto.
Dietro la panchina in una cornice, anch’essa rinvenuta tra i magazzini, la foto del campo di patate turchesche posto sulla montagna alle spalle del paese. La foto nasce da una perlustrazione dell’artista e raffigura una composizione floreale all’ingresso del campo. E’ stata realizzata da Mario, il proprietario, il quale è stato successivamente contattato e intervistato. Da tale incontro è nato un video nel quale Mario, durante i suoi racconti e ricordi, intona l’inno d’Italia con la fisarmonica. Il commento musicale, quindi, fa da colonna sonora all’intera installazione che trova rispecchiamento nelle tre finestre ad arco che si aprono sul panorama molisano.
Il discorso di ricerca si fa ancora più complesso in quanto l’artista, sempre durante ricerche nel paese, ha contattato un birraio locale, Biagio Sannino, che realizza circa una quarantina di birre esclusivamente per la consumazione nella sua pizzeria (Bas e Co.), col quale cercherà di realizzare una birra di patata turchesca presentata nei recipienti realizzati da un ceramista locale. Il tentativo è quello di concretizzare la ricerca con la realizzazione e la produzione di un nuovo alimento, esaltato dall’ideazione di un contenitore artistico.
Discorso complesso e stratificato, certamente in divenire sotto tanti punti di vista (dalla presentazione alla configurazione alla realizzazione della birra), l’opera di Andrea è una riflessione lucida e privilegiata sullo stato delle politiche agricole locali ma anche una denuncia contro la smaterializzazzione della tradizione agricola locale e l’opportunità di salvare specie rare ma capaci, se sfruttate e coltivate opportunamente, di creare ricchezza e soprattutto comunità.
Il tentativo di mettere insieme, come in un puzzle, tutte queste anime racchiuse nel paese, catturate durante perlustrazioni, ricerche e incontri, configura l’opera come un viaggio dinamico nel cuore stesso del territorio che viene interrogato a fondo dall’artista e quindi messo a nudo nelle sue dinamiche relazionali. L’evento è “politico” nel senso che analizza e studia l’intera civitas e si pone su un binario parallelo, speculare ma maggiormente veritativo, alla vera politica che dovrebbe agire sui territori salvaguardandone le proprietà. Anche questo, in fondo, è un modo per creare un “presepe” ragionando sull’idea stessa di luogo vitale.

Tommaso Evangelista


Istruzioni
Prendi una patata dal cestino della bicicletta e portala a casa
Con degli stecchini fa una struttura alla patata che, sospesa sopra un contenitore d’acqua, svilupperà le radici
La patata esposta alla luce e con le radici in acqua germoglierà diventando una pianta ornamentale
Fotografa il processo evolutivo della patata e il suo ambiente e passo passo posta le foto sulla piattaforma www.diecipassi.tumblr.com

Testo estratto dall'evento I PRESEPI NEL PRESEPE XVI edizione “Memory in progress” Percorso Contemporaneo

Il progetto a Villa Romana - Personale di Andrea D'Amore - Giugno 2017









venerdì 18 dicembre 2015

LUVI - Natività - I presepi nel presepe



LUVI 
Natività
2015, pittura su parete

Il murales di LUVI è il primo intervento di arte pubblica del comune di Pesche, e dell’intera provincia di Isernia, ed è legato alla manifestazione de I Presepi nel Presepe. Per l’occasione è stata commissionata la classica iconografia della natività ed è stato individuato nell’opera di un artista molisano il modello che è servito come base di partenza per una interpretazione e trasfigurazione. L’opera in questione è la Natività di Amedeo Trivisonno nella cappella del Convitto Mario Pagano di Campobasso, del 1936, un’opera celeberrima che si configura, probabilmente, come il maggior esempio del periodo classicista e novecentista del pittore. Luvi (questa la sua tag) rimane fedele alla struttura del dipinto ma lo riconfigura in chiave estremamente personale e poetica, con interessanti innesti surreali che lungi dal dissacrare l’opera le infondono un diverso, e quasi parallelo, orizzonte di senso. I canoni della sacra rappresentazione sono rispettati, cambia solo lo sfondo, lo spazio scenico e alcuni elementi tratti dal mondo naturale. L’apporto più originale è nella trasfigurazione dei doni dei re magi, a loro volta posti sopra una balena, in uccelli. Ciò comporta una visione intima e sensibile dell’evento, una visione che rispetta la rappresentazione simbolica dato che gli uccelli raffigurano, secondo la loro tradizione simbolica, proprio ciò che dovrebbero significare i doni. Il pappagallo secondo una leggenda, infatti, grazie alle sue capacità di parlare, saprebbe dire Ave ed è stato legato sia all’Annunciazione sia al riconoscimento della regalità di Cristo, regalità simboleggiata dall’oro. L’oro è inteso come un tributo alla regalità di Gesù, l’incenso è simbolo di devozione, preghiera e sacerdozio; la mirra, un’erba medicinale usata nell’imbalsamazione, simboleggia l’umanità fisica e corporea di Cristo destinato a morire ed essere sepolto. Al posto della mirra l’artista ha raffigurato un corvo, simbolo di morte, mentre la devozione e il sacerdozio è raffigurato da un altro tipo di pappagallo. Sopra la Vergine, che muta il volto dalla Dama con l’ermellino di Leonardo, un enorme pellicano sembra proteggere la scena. Il pellicano simboleggia Cristo che dona il proprio corpo come cibo e il proprio sangue come bevanda durante l’ultima cena. La ragione è legata ad una antica leggenda secondo la quale questo uccello nutriva i suoi piccoli con la propria carne ed il proprio sangue. Pertanto ritorna, in una iconografia della Natività e come spesso avveniva nelle pale d’altare, anche il riferimento alla sofferenza della Passione e al mistero della Morte e Resurrezione, Resurrezione richiamata anche dalla figura della balena. Il riferimento in questo caso è al profeta Giona il quale fuggito dinanzi all'ordine divino di andare a predicare a Ninive, viene scoperto come causa della tempesta che mette a repentaglio la nave e gettato in mare. La sua scomparsa per tre giorni nel ventre di una balena e la sua riapparizione lo hanno fatto assimilare a Gesù Cristo: si è voluto vedere in lui e nell’animale un simbolo della resurrezione, dogma fondamentale della religione cristiana.

Il murales, destinato col tempo ad ampliarsi per rendere l’intera scalinata un presepe dipinto, è certamente un’operazione di riqualificazione degli spazi e un forte riferimento all’evento più significativo del paese. La pittura di LUVI, precisa ma al tempo stesso evanescente, capace di suggerire e raggelare le forme attraverso una colorazione liquida e filamentosa, non si pone come rottura nel contesto urbanistico ma, adattandosi alle superfici, evitando eccessi cromatici e iconografici, sembra un intimo atto d’amore verso il paese e la sua storia.

Tommaso Evangelista

Testo estratto dall'evento I PRESEPI NEL PRESEPE XVI edizione “Memory in progress” Percorso Contemporaneo








giovedì 17 dicembre 2015

Dalip Kryeziu a Isernia


Di origini kosovare, residente in Francoforte. Classe 64. Dalip Kryeziu arriva a Isernia per una personale di pittura e scultura. Lo Spazio Arte Petrecca lancia la sua seconda esposizione nello Spazio Cent8anta, nel centro storico della città pentra, per un mese intero: dal 19 dicembre al 19 gennaio, attraversando tutte le vacanze di Natale, dal martedì alla domenica, dalle 17 alle 20. L’occasione per ammirare tele dipinte con magistrale abilità, dalle notevoli dimensioni; sculture ricercate, contemporanee. Alcune opere rientrano nella collezione ‘Faces’: una serie di raffigurazione di volti, impressi su tela, ‘volti lacrimanti, paragonabili a una moderna Sindone in ostensione. Volti di persone anonime unite dalla sofferenza, dal dubbio, dalla diversità, forse dall’incomunicabilità voluta o subita’ spiega il curatore della mostra l’avvocato Gennaro Petrecca.

Brown Print ad Altilia





La mostra Brown Print prosegue un percorso di studi sulle tecniche alternative di stampa fotografica ideato e condotto dal fotografo Luigi Grassi (www.luigigrassi.com), organizzato dal Centro per la Fotografia Vivian Maier di Campobasso, con la collaborazione di Arte Studio e Me.MO Cantieri Culturali a.p.s.. Durante il corso gli studenti si sono confrontati fotograficamente con il paesaggio archeologico di Altilia e hanno avuto modo di sperimentare una tecnica di stampa artigianale.  

La stampa bruna si colloca indietro nel tempo - precisamente a partire dal 1889 grazie agli studi del chimico inglese W.J. Nichols - e l'obiettivo del corso e di questa mostra è quello di stabilire un legame tra antico e moderno, tra antichi metodi di stampa e tecnologia digitale. La semplicità, intesa come genuinità, insieme a una buona dose di precisione, tempo e concentrazione, della stampa bruna è il presupposto fondamentale per la creazione di immagini fotografiche di rara originalità. Oltre al procedimento tecnico, la bellezza delle immagini è il risultato anche della scelta del soggetto: il sito archeologico di Altilia. La rappresentazione fotografica dell'antico nucleo abitativo romano contribuisce a rendere ancora più singolare l'immagine prodotta attraverso la stampa bruna. Iscrizioni sparse ovunque, colonne che si innalzano verso il cielo, pietre che ancora definiscono i sentieri percorsi, le porte e le mura che invitano a entrare in città: tutti questi elementi sono stati catturati dalle immagini in mostra con lo scopo di rendere visibile agli occhi di chiunque quel valore antico ed eterno che rende unica e autentica anche la stampa bruna.

Per l’occasione Alessandra Capocefalo, archeologa, socia fondatrice dell’Associazione Me.MO Cantieri Culturali, guiderà gli ospiti in un tour virtuale dell’area archeologica di Saepinum - Altilia attraverso le immagini realizzate da Rosso Albino, Chiara Brunetti, Paolo Cardone, Rossana Centracchio, Simone Di Niro, Alexandra R. Ionescu, Lello Muzio.
Il percorso si snoderà tra le immagini sottolineando i particolari più significativi di una città antica scomparsa per secoli e riemersa, in parte, negli anni ’50 del Novecento. Il municipio romano, sorto a cavallo del tratturo Pescasseroli – Candela nel tratto che attraversa la Valle del Tammaro in corrispondenza della montagna di Sepino, ha una lunga storia da raccontare a partire dalla sua prima organizzazione urbana, racchiusa all’interno delle possenti mura, che furono fatte edificare dai figli adottivi di Augusto, Tiberio e Druso. Diversi secoli di transumanza e opere pubbliche, finanziate dai membri illustri di famiglie locali che raggiunsero le più alte cariche dell’Impero, la resero uno dei municipia più importanti del Sannio molisano fino al suo progressivo decadimento che raggiunse il culmine in epoca altomedievale. Da questo momento in poi l’area sarà occupata da piccoli nuclei organizzati intorno alle aree coltivabili che conserveranno la loro fisionomia fino alla seconda metà del ‘900.
Questo percorso storico, umano e sociale, si rivelerà attraverso gli straordinari scatti della mostra Brown Print – Altilia, organizzata dal Centro per la Fotografia Vivian Maier di Campobasso che sarà aperta al pubblico domenica 20 dicembre, dalle ore 18:30, presso Arte Studio, in via Zurlo 22 a Campobasso.

Per informazioni sulla mostra
https://www.facebook.com/events/1156875314339788/
cfcvivianmaier@gmail.com
tel. 349 68 78 280

Per informazioni sui corsi e sulle attività
https://www.facebook.com/centrofotografiavivianmaier/
cfcvivianmaier@gmail.com
tel. 349 68 78 280


giovedì 10 dicembre 2015

I Presepi nel Presepe - XVI edizione "Memory in progress"



I PRESEPI NEL PRESEPE
XVI edizione “Memory in progress”
Centro storico di Pesche (IS)
12 dicembre 2015 – 6 gennaio 2016
Apertura percorso tutti i giorni dalle ore 17.00

L’evento di Pesche, giunto alla sedicesima edizione, si può definire unico nel suo genere e ciò dipende dalle caratteristiche architettoniche e urbanistiche del paese che viene a configurarsi, nell’immaginario collettivo, come una sorta di enorme presepe. Qui lo spazio virtuale del presepe trova rispecchiamento nei luoghi reali in uno scambio osmotico di senso e di impressioni. Il percorso strutturato quest’anno ruota intorno al tema della memoria, da qui il titolo Memory in progress, ovvero memoria/rappresentazione in evoluzione appunto per marcare le peculiarità dell’evento culturale intimamente legato alla bellezza dei luoghi. Un evento che non deve morire ma evolvere per comprendere, nel suo percorso, la tradizione e l’innovazione, con uno sguardo parallelamente all’arte del passato e al contemporaneo. Da tale idea deriva una scelta ricapitolativa, nel voler mostrare cosa è stato realizzato in questi ultimi anni nel paese nel campo della ricerca visiva, una visione antologica nel presentare diversi linguaggi (poesia, artigianato, street art, installazione, scultura, musica) interrelati tra di loro, e una ricerca più prettamente sperimentale la quale, partendo dalla tradizione, svolge uno sguardo interattivo e relazionale sul tema di fondo. Preservando il sacro e la tradizione iconografica della Natività si è voluto realizzare un percorso strutturato, multidisciplinare e multisensoriale sull’idea stessa di “Presepe”.

Tommaso Evangelista, direttore artistico

Percorsi

- Percorso poetico
- Percorso contemporaneo: Michele Peri, Ivana Volpe, Laura LUVI, Andrea d’Amore
- Percorso tradizionale: presepisti Barricella (CB), Cardiero (NA), Fratini (IS), Maddonni (RM), Prudenzano (TA), presepi amatoriali e presepi dalla collezione del Comune
- Percorso musicale: da Hildegard von Bingen ad Arvo Part
- Percorso storico-visivo: banner da “La famiglia in vetrina” 2010, “Quelli che vanno” 2011, “Gloria in excelsis” 2012, “Artisti e bambini” 2013

Itinerario:

Inizio Piazza S. Giovanni, Via S. Maria, Via S. Angelo Vecchio, Via S. Angelo Nuovo, Via Arciprete Biondi, scalinata Proloco, Piazza Roveto, Via S. Michele e di nuovo Via Arciprete Biondi

Col patrocinio di comune di Pesche, Regione Molise, Diocesi Isernia-Venafro
Col contributo di Associati Malatesta, ATOM Onlus
Sponsor: AXA Assicurazioni, Bper Banca, Allianz Assicurazioni Giannini Isernia, B@ricentro Bar, Cadillac Ranch, Eco Green, L.M. Painter Luca Manuppella, Rock Music Shop

Foto di Massimo Palmieri


mercoledì 2 dicembre 2015

Quattro domande ad Alessio Ancillai per il suo Albero della Cuccagna

Alessio Ancillai, vive e lavora a Roma nella zona Pigneto, esprime la sua ricerca nel campo della pittura, videoarte e installazione. Segue una ricerca sulle caratteristiche esclusivamente umane da un punto di vista fisiologico e patologico. Differenziando tra realizzazione delle esigenze e soddisfazione dei bisogni, negli ultimi lavori sta lavorando sia su un progetto che esplora ed approfondisce lo specifico umano (linea come caratteristica umana) che su un secondo progetto in cui esplora le dinamiche di perdita ed assenza di umanità, partendo da un particolare punto di vista sociale (morti sul lavoro). Una sua installazione, Abandoning reason generates fantasy, è fruibile presso il Castello Pandone di Venafro nell'ambito del progetto espositivo diffuso curato da Achille Bonito Oliva 'L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte'. Gli abbiamo fatto alcune domande inerenti la sua installazione e il suo lavoro in regione.



Hai rovesciato l'idea dell'albero della cuccagna, da elemento che va conquistato a oggetto che interagisce spontaneamente col fruitore aprendo orizzonti di senso e spostando l'attenzione dalla valenza apotropaica a una visione progettuale e condivisa. Come è nata questa ricerca che segna un'evoluzione nella tua poetica?

L'arte per affermarsi deve fare appunto delle affermazioni, deve prendere delle posizioni, dare risposte a domande non ancora verbalizzate. Risposte che stimolino infinite domande a cui poi è necessario rispondere, dando il tempo necessario per far prendere forma artistica e consapevolezza collettiva a delle emergenze culturali. Achille Bonito Oliva con il suo progetto ha stimolato una riflessione totalmente aperta, che apparentemente si rifaceva al tema del cibo promosso dall'Expo. Vorrei ricordare che “L'albero della cuccagna. Nutrimenti per l'arte” è la mostra di arte contemporanea dell'Esposizione Universale, che in Italia non era presente dal 1942 e che tra l'altro fu annullata causa la guerra. Ho voluto parlare, ho voluto fare politica, ho voluto proporre che la Cuccagna non ha a che fare con il canale alimentare e con la soddisfazione dei bisogni, ma con ciò che più caratterizza l'essere umano come tale: la Fantasia e per trovarla bisogna abbandonare la ragione; e soprattutto, ho voluto dire che sotto la ragione non c'è la dissociazione, il male radicale o la fantasticheria, che spesso viene confusa con la Fantasia pur essendo tutt’altra cosa. Ma abbandonare la ragione non significa buttarla via, bensì  metterla tra parentesi come cosa necessaria ma non sufficiente. Se pensiamo all'Illuminismo e ancor prima al logos occidentale, ci si può rendere conto come, ancora oggi, siamo in un periodo storico ancora molto legato sia economicamente che filosoficamente ad un riduzionismo materiale che non vede al di là del proprio naso. Nell'istallazione che ho proposto la parola “Fantasy” resta sempre accesa insieme al palo di luce rossa e quella fantasia va conquistata con il movimento, un movimento interno di interesse e di ricerca. Mi spiego meglio: solo avvicinandosi all'Opera, incuriosendosi, la seta, che come una pagina bianca si pone vergine davanti allo spettatore, vibra come una pelle di donna e rivela il resto della frase.  E' un gioco di abilità, di pensiero intuitivo che permette la conoscenza. Oppure si rimane spettatori della fantasia altrui, e poiché chiunque, per il principio di uguaglianza alla nascita, ha una  propria fantasia, la può e la deve tirare fuori o, al limite, se l’ha persa, la può riconquistare, mettendo in crisi il pensiero razionale che troppo spesso inganna autodefinendosi come massima realizzazione dell'essere umano. Forse il sonno della ragione non genera mostri, e l'animalità non appartiene all'essere umano: gli animali sono un'altra cosa, loro fanno solo ciò che utile, noi no.



Parlando di fantasia penso al famoso "binomio fantastico" di Rodari e alla conoscenza/intuizione che nasce dallo scontro dialettico di due poli opposti. In quel caso eravamo nell'ambito del surrealismo ma anche per la tua opera questa conoscenza nasce da uno scontro (elettrico) tra sparizione-apparizione dell'immagine/segno e dalla scrittura invisibile del tuo oggetto/feticcio.

La presenza e l'assenza di suoni fanno la musica, la sparizione e l'apparizione di dinamiche di rapporto generano cambiamento. La scrittura è linea e come tale è una caratteristica esclusivamente umana e forse solo quando nella scrittura è presente un suono interno assume senso, altrimenti rimane mera descrizione di una cronaca, non diventerà mai poesia. Dici che è lo scontro elettrico che genera questo? Grazie, può essere! Però più che scontro forse è un incontro fra due poli diversi, il cambiamento necessita di conoscenza e la conoscenza viene dall'incontro tra diversità.



Come ti sei trovato a lavorare in uno spazio così fortemente storicizzato come il salone grande del castello di Venafro, così pervaso di memorie (visive e pittoriche) e di palinsesti complessi di immagini?

Quando Francesca Franco, la coordinatrice generale del progetto (che ringrazio per la grande disponibilità e professionalità), mi ha proposto come sede espositiva dell'opera il  Castello Pandone di Venafro, devo ammettere che non lo conoscevo e così mi sono andato subito a documentare e con ottima sorpresa ho appreso che l'immagine dominante del Castello era il Cavallo, un'immagine molto rappresentativa proprio di quello di cui avevo necessità, cioè una buona dose di vitalità per affrontare questa nuova ed importante esperienza molto impegnativa. Quindi non mi ha assolutamente disturbato la presenza di testimonianze del passato appartenenti alle varie ristrutturazioni del Castello, anzi, mi sono sentito parte di una storia. Il Conte Enrico Pandone fece affrescare gran parte del piano nobile, dove oggi è presente il mio lavoro, con una serie dei suoi cavalli a grandezza quasi naturale, stuccati e affrescati da una bottega iberico-fiamminga; il Conte Enrico Pandone era conosciuto come uno dei più importanti allevatori di cavalli del Regno di Napoli, uno dei suoi cavalli fu donato addirittura all’Imperatore Carlo V e ha chiesto a degli artisti dell’epoca di rappresentare il proprio mondo, ciò che egli amava. A suo modo, ha mostrato di voler cercare la Fantasia. Mi ha fatto quindi molto piacere inserire la mia opera in questo luogo così pregno di storia in quanto il messaggio che intendo comunicare è qualcosa che non appartiene ad oggi o a ieri o a domani, bensì fa parte della natura umana, senza appartenenze storiche e oggi questa necessità di liberarsi della ragione come idea prerogativa dell'essere umano, è diventata più emergente che mai.



Come ti sei trovato a lavorare in un luogo periferico e quasi di confine come il Molise?

#ilmoliseesiste. A parte gli scherzi, ho avuto modo di relazionarmi con le persone del territorio, con la Sovraintendenza ai beni culturali e con qualche addetto ai lavori molisano e devo dire che ho trovato solo persone generose e di cuore. Il territorio molisano offre già realtà di Arte contemporanea interessanti che in questa occasione ho avuto modo di conoscere meglio come Kalenarte e il Museo di Arte Contemporanea a Casacalenda e l' “Aratro” Centro di arte contemporanea dell’Università degli Studi del Molise a Campobasso. Se il nucleo dei popoli è l'Arte, i confini non possono esistere e la “periferia” sarà sempre la zona più vicina a ciò che non esiste.

Tommaso Evangelista

domenica 25 ottobre 2015

Charles Moulin: analisi di un mito. Convegno a Castel San Vincenzo


IV CONVEGNO DAL CICLO
“OLTRE IL MEDIOEVO”

CHARLES MOULIN : ANALISI DI UN MITO ( Un percorso pluridisciplinare di ri-lettura di un artista di confine )

CASTEL SAN VINCENZO

Sala polifunzionale “ Oscar Notardonato”
30 – 31 Ottobre 2015

Il primo convegno dedicato alla figura dell'artista francese, eremita sulle Mainarde molisane dagli inizi del 900 e grandissima personalità artistica ancora da scoprire e valorizzare. Attraverso differenti contributi che spaziano tra discipline diverse si cercherà di tracciare un quadro quanto più completo possibile dell'uomo e dell'artista, formulando ipotesi e prospettando azioni di ricerca. Un convegno sperimentale che segna uno dei primi passi nello studio del pittore


PROGRAMMA

VENERDI’ 30 OTTOBRE

SALUTO DELLE AUTORITA’
VALENTINA DI MEO : Presentazione
ALESSANDRO MARZULLO : Nascita ed evoluzione di un mito : biografie a confronto
TOMMASO GUALANO : Perizia psichiatrica su Charles Moulin


SABATO 31 OTTOBRE

VINCENZO VISCOSI : Charles Moulin e la natura
ROMINA MAZZOCCO: Lo stato delle arti a cavallo tra ‘800 e ‘900. Il ruolo di Moulin
TOMMASO EVANGELISTA: Lettura critica dell’ opera di un artista atipico
SIMONA CARRACILLO: Proposte didattiche per le scuole
VALENTINA DI MEO: Conclusioni.

Organizzato dal Comune di Castel San Vincenzo col patrocinio della FONDAZIONE MOLISE CULTURA

L'evento su FB

Una stele a Oratino per il Museo nelle cave

Installazione della "Stele" in una cava di pietra calcarea di Oratino, opera realizzata da Renato Chiocchio e Ugo Tarasco. La Stele riprende un dettaglio dello stipite destro del portale centrale della chiesa di Santa Maria Assunta di Oratino datato 1526. La prima testimonianza del Museo nelle cave.
(Foto Dante Gentile Lorusso)





“Riportiamo dignità alle cave”. E’ stato questo  lo slogan scelto per l’iniziativa promossa ieri dalla Fondazione “NONSALAPIETRA”, col patrocinio dell’amministrazione comunale di Oratino e della Regione Molise. Un evento al quale ha preso parte l’intera comunità in segno di  gratitudine alla natura e alle cave che rappresentano la storia, l’identità e sono parte preziosa del patrimonio culturale e civile di Oratino. L’evento ha preso il via nel primo pomeriggio dove, da Piazza Chiesa è partita il corteo di cittadini con la Stele giunto fino alla cava di pietra in località Costa Santa Maria. Sulla sommità della cava è avvenuta l’installazione del manufatto, realizzato dal maestro scalpellino Renato Chiocchio e da Ugo Tarasco.
La Stele riprende un dettaglio dello stipite destro del portale centrale della chiesa di Santa Maria Assunta datato 1526. E’ stato scelto un luogo suggestivo, con l’incantevole Morgia a fare da sfondo, per la posa della prima pietra di quello che diventerà il Museo all’aperto di Oratino. Un progetto importante, unitamente alla creazione della scuola degli scalpellini, a cui  stanno lavorando con impegno e dedizione la  fondazione e l’amministrazione comunale. L’obiettivo è quello di non disperdere il sapere  che deriva dalla ricca  storia del borgo, una storia fatta di bellezza, maestria, dinamismo culturale; elementi questi ultimi che hanno fatto conoscere Oratino ben oltre i confini nazionali e su cui  oggi la comunità intende puntare per valorizzare il borgo in ambito turistico.

Nella seconda parte del pomeriggio si è tenuto un interessante convegno all’Auditorium Altobello, cui hanno preso parte  l’architetto Nicola D’Addio in rappresentanza della fondazione NONSALAPIETRA e i docenti Agostino Catalano ed Ernesto Di Renzo: il primo professore dell’Università degli Studi del Molise  e Presidente CICOP Italia Unesco, il secondo docente di storia delle tradizioni popolari all’Università Tor Vergata di Roma. “Una giornata carica di emozioni – ha affermato Dante Gentile Lorusso, tra i promotori dell’evento - che entrerà nella storia di una comunità caratterizzata da una forte vocazione creativa”.  Sul valore della creatività e sull’indissolubile legame tra natura e sapere umano sono stati incentrati gli interventi dei due docenti universitari, che con il loro contributo scientifico hanno arricchito una giornata salutata con grande gioia dal Sindaco Luca Fatica. Oratino si conferma avanguardia di un possibile rilancio del Molise sotto l’aspetto culturale e turistico. Si spiega così anche l’adesione convinta dell’amministrazione comunale al Parco delle Morge Cenozoiche. Ciò che di straordinario si è ereditato dalla natura, costituisce un oggi un valore aggiunto per la riscoperta, in chiave turistica, dei luoghi simbolo della storia e dell’identità stessa della comunità. (Fonte Moliseweb)

giovedì 15 ottobre 2015

Arte e fede. La potenza della bellezza. Lectio di Rodolfo Papa a Petrella Trifernina

PETRELLA IN FIERA – Chiesa di San Giorgio Martire: potenza della Bellezza Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, una quattro giorni di eventi tra Cultura e Promozione Territoriale organizzati dall’Amministrazione Comunale guidata da Alessandro AMOROSO, insieme alla Pro Loco e alla Parrocchia, con il sostegno della Regione Molise – Sviluppo Italia FSC (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) nell’ambito di Expo e Territori.

Dal 16 al 19 ottobre Petrella Tifernina (CB), e in particolare la chiesa di San Giorgio, scelta dalla Commissione di Expo per rappresentare la potenza della Bellezza italiana nel mondo, sarà il centro di una programmazione in tema con l’Esposizione Universale di Milano, che si innesta su una tradizione centenaria della Fiera dei prodotti agro alimentari e dell’artigianato locale. Si parte da una riflessione sui disturbi alimentari degli adolescenti, a cura del dr. Antonio D’ALESIO, passando per le due serate dell’Oktober Fest Petrellese, fino a “Cuochi per un giorno” destinato alla Scuola dell’Infanzia con il cuoco Angelo PAGANO.

Evento clou della programmazione, la Lectio Magistralis "Arte e fede. La potenza della bellezza" del Maestro Rodolfo PAPA, accademico della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon, moderata dalla giornalista-artista Mina CAPPUSSI che, per l’occasione, porterà il Ciclo Pittorico “Holy Bible: La Gioia della Creazione” già esposto con successo al New York Art Expo 2015. La serata del 18 ottobre si chiuderà con l’esibizione del Coro Polifonico Jubilate di Campobasso, diretto dal maestro Antonio COLASURDO.






Alessio Ancillai e Thorsten Kirchhoff a Castello Pandone per L'Albero della Cuccagna

L’albero della cuccagna
NUTRIMENTI DELL'ARTE
a cura di ACHILLE BONITO OLIVA

Una mostra diffusa in tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, tra musei e fondazioni pubbliche e private che coinvolge oltre 40 artisti, scelti dal critico d’arte per realizzare opere ispirate al tema arcaico dell'albero della cuccagna. Un simbolo di abbondanza eletto dall’arte a monito, per invitare a riflettere sui temi dell'alimentazione e sulle sue implicazioni sociali. In sintonia con EXPO 2015, partner del progetto

IL MOLISE
partecipa al progetto espositivo nazionale con le opere di

ALESSIO ANCILLAI - BALDO DIODATO - THORSTEN KIRCHHOFF

DOMENICA 18 ottobre ACHILLE BONITO OLIVA con il Segretario Regionale per i beni architettonici e paesaggistici del Molise GENNARO MICCIO visiterà a VENAFRO Il Museo nazionale del Molise - Castello Pandone che ospita le opere di Alessio Ancillai e Thorsten Kirchhoff e a CASACALENDA il MAAK Museo di arte contemporanea Kalenarte con la sua Galleria Civica Franco Libertucci con Baldo Diodato.

PROGRAMMA

VENAFRO ore 12 conferenza stampa e visita alle opere

CASACALENDA ore 17.30 Centro storico (via Rinforzi di Borea) - visita
                             ore 18.30 Galleria civica Franco Libertucci - rinfresco


Achille Bonito Oliva chiama a raccolta oltre quaranta artisti internazionali per un grande progetto espositivo dislocato su tutto il territorio italiano. Con il patrocinio di EXPO 2015; e con la collaborazione del MiBACT e del Programma sperimentale per la cultura Sensi Contemporanei dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.
L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte, è una mostra diffusa sul territorio nazionale con la collaborazione di numerose istituzioni pubbliche e private, che costruiscono una rete espositiva in progress, nel tempo e nello spazio. Ogni museo, fondazione, galleria e spazio espositivo partecipante accoglie un'opera ispirata al tema dell’albero della cuccagna: soggetto iconografico che ha alle proprie spalle una lunga tradizione e una altrettanto arcaica memoria popolare, legata all'albero sacro della fertilità di derivazione celtica. Nell’immaginario collettivo l’albero della cuccagna rappresenta il paese dell’abbondanza e il luogo del divertimento per antonomasia. Il coinvolgimento di artisti contemporanei permette di realizzare opere interattive, finalmente non vietate ai minori, che sollecitano l’intervento di un pubblico di diverse età, dando un accento partecipativo e ludico all’evento espositivo. Nello stesso tempo diventa anche il monito attraverso cui l’arte vuole sollecitare una presa di coscienza del pubblico nei confronti del tema dell’alimentazione e della fame nel mondo, in adesione dunque agli ideali perseguiti da EXPO 2015.


ALESSIO ANCILLAI
Abandoning reason generates fantasy di Alessio Ancillai è un’installazione ambientale tecnologica e interattiva, che nasconde in sé un messaggio visibile solo se lo spettatore si fa ricercatore curioso e, avvicinandosi, trova il punto dove la seta “vibra”. Solo allora egli conquista, idealmente, la cima del suo albero, accede al suo bottino proteico, al suo nutrimento della mente. Solo allora, scrive Alessio Ancillai, «Il “segreto” è scoperto. La cuccagna è riuscire a lasciare gli schemi della ragione, senza la paura di non saper immaginare e lasciarsi guidare dall’arte per trovare la propria fantasia, ossia il movimento verso una pagina bianca che verrà scritta solamente se si trova la leggerezza di bambino, che sa “giocare” con l'opera, trasformandola in un luogo inventato.» Gli alberi di Alessio Ancillai compongono una sorta di fiabesca scenografia, dove la rossa verticalità dei LED punta dritta verso una verità invisibile e gioiosa e la seta bianca si muove con la sensibilità di una pelle, che reagisce al minimo spostamento d’aria. Su di lei scivola la luce con rari bagliori, che solo sulla sommità arrivano a comporre forme e ad articolar parole. 


BALDO DIODATO
L'Albero della Cuccagna di Baldo Diodato estenderà i suoi rami a Terravecchia, Casacalenda, verso l'orizzonte, verso la dolce  campagna circostante, che da secoli nutre gli abitanti del paese con la sua bellezza e i prodotti del territorio: grano, olio, verdure. Proprio a loro è dedicata un'altra opera, realizzata anch'essa per questa occasione. Si tratta di un elogio de La Fresella con  olio e pomodoro, forse il “comfort food” più diffuso nel sud Italia. La fresella al pomodoro, uno dei cibi più poveri, è servita su un piatto d'oro, come fosse una raffinata elaborazione di un grande chef. “Signori, si prega di accomodarsi, il pranzo è servito”.


THORSTEN KIRCHHOFF
Nel suo lavoro presentato a Venafro Thorsten Kirkhhoff assembla immagini e materiali come in un montaggio cinematografico. Su un tappeto “pregiato” sono riversati con un gesto risoluto (e generoso) 1000 ombrellini da cocktail con accanto un frullatore e tutto avvolto da un fruscio audio di una radio lontana e distorta. Una gigantesca festa andata troppo male – o forse troppo bene. Si potrebbe parlare di un equilibrio a rischio di  ipertrofia. Un prima o dopo la tempesta. Una situazione drammatica e grottescamente comica. Chi si ferma è perduto.



ORARI MUSEO NAZIONALE DEL MOLISE CASTELLO PANDONE - VENAFRO
Tel.: 0865 904698
Orario di apertura (ingresso gratuito) :
Da Martedì a Sabato: dalle 9.00 alle 13.00; Domenica e festivi: dalle 8.00 alle 19.00; Lunedì: chiuso
L’accesso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura.

ORARI GALLERIA CIVICA D'ARTE CONTEMPORANEA FRANCO LIBERTUCCI - CASACALENDA
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 14.00; Il lunedì e il mercoledì dalle 16.00 alle 19.00. (ingresso  gratuito)
Contatti: comune.casacalenda@libero.it - tel: 0874841456 - fax: 0874844010

_________________________________
Coordinamento generale: Francesca Franco | francescafranco.00@gmail.com
Coordinamento comunicazione: Paola Marino | paola.manual@gmail.com

Produzione e organizzazione tecnica:
Associazione culturale MetaMorfosi  | info@associazionemetamorfosi.com
Associazione culturale Spirale d’Idee | info@spiraledidee.com
                                  

Catalogo Skira

Alessio Ancillai

Thorsten Kirchhoff



Vis à Vis - Fuoriluogo 18 - Presentazione opere


Vis à Vis - Fuoriluogo 18
Artists in Residence Project

Mercoledì 21 ottobre alle ore 11:00

Assessorato alla Cultura - Regione Molise
SALETTA CONFERENZE, Via Milano - Campobasso

Programma:
Presentazione opere realizzate durante le residenze nei comuni di Limosano e Oratino;
Presentazione Catalogo
Edizioni Limiti inchiusi - Limosano (CB) ISBN 978-88-905288-35;
Presentazione Video-documentario.

Saranno presenti:
Domenico Ioffredi - Delegato alla Cultura per la Regione Molise;
Angela Amoroso - Sindaco di Limosano;
Luca Fatica - Sindaco di Oratino;
Deirdre MacKenna - Curatrice del progetto;
Nina Bacos - Artista in residenza;
Luigi Grassi - Artista in residenza;
Fausto Colavecchia - Presidente Associazione culturale Limiti inchiusi (Componente del Gruppo di lavoro);
Silvia Valente - Critico d'Arte (Componente del Gruppo di lavoro);
Paolo Borrelli - Artista - (Componente del gruppo di lavoro).

martedì 13 ottobre 2015

Maurizio Cariati - Ritratti anonimi



Maurizio Cariati 
RITRATTI ANONIMI 

a cura di Lorenzo Canova e di Piernicola Maria Di Iorio

Inaugurazione mostra 2 ottobre, ore 17.30
Dal 02 ottobre al 02 novembre 2015.

L’ARATRO presenta una nuova mostra personale di Maurizio Cariati, artista che attraverso gli strumenti della pittura e del disegno riflette da tempo sul tema dell’identità e della sua perdita, sulla presenza ossessiva del volto umano nella dimensione digitale e mediatica del nostro mondo. 
La pittura di Cariati sottolinea tuttavia come, nel contesto attuale, a questa presenza corrisponda un nuovo tipo di smarrimento della dimensione personale e privata legata proprio ai volti che si rendono anonimi non per la loro assenza, ma per la loro ridondanza nell’intreccio elettronico contemporaneo. 
Cariati opera dunque attraverso una pittura iconica coniugata spesso alle esperienze di avanguardia del secondo Novecento, utilizzando ad esempio la tecnica delle estroflessioni, che segna l’arte italiana da Burri a Castellani e a Bonalumi, con la volontà di mettere in contatto l’opera con lo spettatore in modo diretto e quasi tattile facendo entrare i suoi personaggi così nello spazio della vita e per creare un nuovo dialogo silenzioso con i visitatori.
In particolare sono i social network il terreno di esplorazione analizzato da Cariati nella sua ricerca, lo spazio condiviso dove la privacy viene invasa e violata, anche e soprattutto per volontà dei soggetti che presentandosi nel palcoscenico degli stessi social network si espongono deliberatamente all’azione di “spionaggio” della propria vita e dei propri segreti, in una sorta di azione voyeuristica collettiva che coinvolge l’intero pianeta nella sua rete di intromissioni e di sguardi connessi a livello globale.




giovedì 8 ottobre 2015

L'albero della Cuccagna al MAACK

Baldo Diodato-Cielo e mare-2013


Sabato 10 ottobre 2015

XI Giornata del Contemporaneo
Il MAACK partecipa quest’anno
al grande evento dedicato all’arte contemporanea
Promossa da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte
Contemporanea Italiani, la Giornata del Contemporaneo giunge all’undicesima edizione.

 .....poi  l'albero della cuccagna passò per il Molise fermandosi al MAACK a Casacalenda.

Lo storico dell'arte Achille Bonito Oliva ha invitato Baldo Diodato a partecipare con altri artisti ad un progetto nazionale che si svolgerà in diversi siti Italiani, musei o gallerie di riconosciuta fama ed importanza sul piano culturale.

La presenza di Baldo Diodato in questo progetto si concretizzerà in una location straordinaria come quella del MAACK di Casacalenda_Molise.

 " l'albero della cuccagna: nutrimenti dell'Arte, mostra diffusa sul territorio nazionale" . Gli artisti internazionali chiamati sono trenta e si partirà dal 25 settembre sino alla fine di ottobre nella inaugurazione dei singoli interventi. Il tutto avverrà con la collaborazione e con la presenza di numerose istituzioni pubbliche e /o private che costituiscono una rete espositiva in progress nel tempo e nello spazio ed ogni fondazione, museo o galleria accoglierà un'opera ispirata all'albero della cuccagna. Albero come soggetto iconografico che ha alle proprie spalle una lunga tradizione e una altrettanto arcaica memoria popolare, legata all'albero sacro della fertilità.

Il progetto è realizzato con il patrocinio dell'EXPO2015 e la collaborazione del programma sperimentale per la cultura SENSICONTEMPORANEI e dell'agenzia territoriale del MiBACT.

Gli artisti che partecipano a “L’Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’arte” sono: Giovanni Albanese, Alessio Ancillai, Marco Bagnoli, Per Barclay, Gianfranco Baruchello, Bertozzi & Casoni, Tomaso De Luca, Baldo Diodato, Giuseppe Ducrot, Lara Favaretto, goldiechiari, Innocente, Alfredo Jaar, Thorsten Kirchhoff, Grazia La Padula, Alfonso Leto, Felice Levini, H.H. Lim, Sebastian Lloyd Rees, Franco Losvizzero, Emiliano Maggi, Marzia Migliora, Masbedo, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Shay Frish Peri, Michelangelo Pistoletto, Pedro Cabrita Reis, Paul Renner, Remo Salvadori, Lorenzo Scotto di Luzio, Marinella Senatore, Pascale Marthine Tayou, Patrick Tuttofuoco, Oliviero Toscani, Costas Varotsos, Ben Vautier, Jonida Xherri, Sislej Xhafa.

Baldo Diodato interverrà con una installazione da realizzare tra le pieghe del Museo all'Aperto di Kalenarte e in una delle sale della Galleria Franco Libertucci​

____________________________

BALDO DIODATO

L'albero della cuccagna: nutrimenti dell'Arte, mostra diffusa sul territorio nazionale

sabato10 ottobre 2015

Casacalenda_Molise

Curatore Achille Bonito Oliva Critico d'Arte Contemporanea

Coordinatrice Francesca Franco

per il MAACK  Massimo Palumbo

  MAACK Casacalenda_Molise/ Galleria d'ArteContemporanea Franco Libertucci

COMUNE DI CASACALENDA
REGIONE MOLISE

venerdì 18 settembre 2015

Molise - Giornate Europee del Patrimonio 2015



Comunicato stampa

Apertura straordinaria di musei e monumenti fino a mezzanotte

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo aderisce anche quest’anno alle Giornate
Europee del Patrimonio, manifestazione promossa nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla
Commissione Europea con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio culturale tra le
Nazioni europee.
In tale occasione i musei e monumenti, afferenti al Polo museale del Molise - Direzione Generale
Musei, oltre al normale orario di apertura, in via straordinaria saranno aperti fino a mezzanotte con
la seguente programmazione:

CAMPOBASSO
MUSEO SANNITICO
sabato 19 settembre
ore 20:00 - Concerto musicale 4Reeds Clarinet Quartet, a cura del Conservatorio di musica “L.
Perosi”di Campobasso.
domenica 20 settembre
ore 17:30 - Presentazione volume Musei Molise e inaugurazione sezione tardo antica del Museo
ore 21:00 – Le parole degli antichi. Letture in Museo a cura di Isabella Astorri e Ada Labanca –
Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali, sezione regionale del Molise.

PALAZZO PISTILLI
sabato 19 settembre e domenica 20 settembre
ore 20:00-24:00 - Apertura straordinaria: all’interno della mostra permanente sarà possibile un
percorso tematico relativo alla rappresentazione figurata dell’immagine e all’immaginario del cibo
nelle opere delle collezioni Praitano ed Eliseo.

CIVITACAMPOMARANO
CASTELLO
sabato 19 settembre
ore 20:00 - Letture a corte: Vita di un cavaliere – lettura teatrale su Cola Monforte, reading a cura
di Francesco Vitale; Il Rugbysta di Beit Jala di Roberto Colella, reading a cura di Leontina
Ricciuto.
domenica 20 settembre
ore 10:30 - Inaugurazione mostra : L’anima è la memoria che lasciamo. Memoria individuale e
memoria comunitaria nel paese di Vincenzo Cuoco.
ore 20,00 - “I luoghi del gusto”, a cura della Fondazione Italiana Sommelier Molise.

GAMBATESA
CASTELLO DI CAPUA
sabato 19 settembre
ore 20:00 - Concerto Dolorosa ci fu la partenza e il ritorno per molti non fu a cura della Corale
polifonica Quod Libet e del Coro polifonico Samnium Concentus. Riflessione in viva voce sugli
eventi della Grande Guerra con voce recitante di Aldo Gioia.
Proiezione: Medio metraggio di Pupi Avati - Un viaggio lungo 100 anni
Segretariato Regionale
per il Molise
domenica 20 settembre
ore 20:00 - Presentazione libro Renato Angiolillo, la storia di un grande editore. Salotto e potere -
i segreti di Piazza di Spagna alla presenza dell’autrice giornalista, Giovanna Ruggiero.
ore 21:30- 24:00 - Proiezione :Video - Molise: Festa Rito Convivio

ISERNIA
MUSEO DEL PALEOLITICO
sabato 19 settembre
ore 16:00 - Presentazione video Molise: Festa, Rito, Convivio
ore 22:00 - Concerto musicale di violino e chitarra a cura del Conservatorio di musica “L. Perosi” di
Campobasso.
domenica 20 settembre
ore 20:00-24:00 - Proiezioni:
- Video - Molise: Festa Rito Convivio
- Medio metraggio di Pupi Avati - Un viaggio lungo 100 anni

VENAFRO
CASTELLO PANDONE
sabato 19 settembre
ore 11:30 - Presentazione mostra fotografica Tra me e me stesso lì è la Terra. Di – segni dell’uomo
sulla terra nelle fotografie di Marco Felice e presentazione video “Dal disegno alla luce” che
illustra la ricostruzione virtuale e interpretazione di un frammento dei Cavalli di Enrico Pandone.
sabato 19 e domenica 20 settembre
ore 20:00 – 24:00 – Proiezioni:
- Video “Dal disegno alla luce”
- Video - Molise: Festa Rito Convivio
- Medio metraggio di Pupi Avati - Un viaggio lungo 100 anni

MUSEO ARCHEOLOGICO
sabato 19 settembre
ore 10:30 - Presentazione mostra fotografica Tra me e me stesso lì è la Terra. Di- segni dell’uomo
sulla terra nelle fotografie di Marco Felice che si snoda nei due piani del complesso monumentale
dell’ex monastero di Santa Chiara, prosegue nel centro storico di Venafro lungo il percorso che
risale verso il Castello Pandone dove all’interno seguita il suo itinerario con le ultime installazioni.
ore 20:00 - Concerto musicale, Dmitry Shostakovich : Le canzoni per il fronte - trascrizioni di
autori vari, per violino, violoncello e voce, a cura del Conservatorio di musica”L. Perosi “ di
Campobasso.
Domenica 20 settembre
Ore 20:00-24:00 Apertura straordinaria: visita al Museo e Mostra fotografica Tra me e me stesso lì è
la Terra. Di-segni dell’uomo sulla terra nelle fotografie di Marco Felice.

L’ingresso è gratuito tranne per il Museo del Paleolitico di Isernia e per il Museo
Archeologico di Venafro, istituti statali muniti di bigliettazione, dove è prevista la tariffa
ridotta di 1 euro limitatamente all’apertura straordinaria serale di sabato 19 settembre.

Per ulteriori informazioni consultare il sito ministeriale www.beniculturali.it

giovedì 30 luglio 2015

Write Da Future - Premio Antonio Giordano


LIVE PAINTING
FREESTYLE CONTEST
SHOWCASE
READING
BEERS

31 luglio, 1 e 2 agosto
Via della Stazione, Campomarino


"Premio Antonio Giordano per il Writing e la Street Art" è un evento dedicato alla memoria dell'artista santacrocese Antonio Giordano, scomparso nel 2013.

Antonio Giordano, esponente della Transavanguardia, ha incarnato la figura dell'artista a tutto tondo. Egli ha dedicato la sua vita all'arte e all'insegnamento dell'arte, affrontando tutte le discipline, dalla pittura alla scultura, dall'opera realizzata su strada al cinema d'animazione, dalla ceramica al mosaico, dall'incisione su metallo alle vetrate istoriate, dalla grafica alla fotografia.

Il premio nasce con l'obiettivo di tenere vivo il suo ricordo e continuare a divulgare i risultati delle sue ricerche in campo artistico. A partire da questo presupposto, il premio si propone di riscoprire uno dei suoi campi d'azione e cioè quello dell'opera d'arte realizzata nel contesto urbano, sia essa opera di street art o monumento.

La manifestazione è rivolta ad artisti nel campo del Writing e della Street Art, selezionati nel panorama nazionale. L'iniziativa vuole inserirsi, inoltre, nel filone delle attività lanciate in Europa per la promozione dell'arte e la riqualificazione degli spazi urbani.

Nel 2014, la manifestazione si è svolta nell'arco di due giorni. Gli interventi hanno interessato l'edificio e il muro di contenimento del piazzale del Liceo Scientifico Statale "Raffaele Capriglione". La superficie messa a disposizione (circa 160 mq) è stata completamente ricoperta dalle opere realizzate dai writers e dagli street artists. L'area d'intervento, posta alla periferia del centro urbano, è stata completamente riqualificata, diventando un punto d'attrazione per il passante e gli abitanti della zona.

Quest'anno, la seconda edizione del "Premio Antonio Giordano" si arricchisce con due eventi collaterali: "Write da future", grazie al segretario ACAG Gaetano Piermarino, allo street artist Domee, al delegato alla cultura Cristina Fortunato, al Comune e l'Istituzione Centro Servizi Turistici e Culturali della città di Campomarino; e "Art needs school for urban space", in collaborazione con il Comune di S.Croce di Magliano e il Liceo Scientifico Statale "R.Capriglione" di Santa Croce di Magliano.

"Write da future" (Campomarino (CB), 31 luglio-2 agosto 2015) si propone come prima graffiti jam della città: undici artisti (Bronko, Zhanco, Domee, Smyle, Nohr, Smoh, Sabote, Cheone, Jab, Imack, Emeid) daranno vita ad un' imponente opera su una superficie pari a 147 mq, in pieno centro abitato.

A seguire "Art needs school for urban space" (Santa Croce di Magliano (CB)) progetto dedicato al mondo della scuola, che si propone come opportunità formativa volta alla realizzazione di un intervento di riqualificazione dell'arredo urbano esistente.

E per concludere, dalla prima settimana d'agosto, la seconda edizione del "Premio Antonio Giordano", manifestazione patrocinata dal Comune di Santa Croce di Magliano (CB).

Un gruppo di street artist daranno vita all'evento, realizzando le loro opere su facciate di edifici pubblici e privati. Due settimane che culmineranno nella realizzazione di opere che andranno ad aggiungersi a quelle realizzate l'anno precedente, arricchendo la galleria d'arte all'aperto in formazione.

Il presidente ACAG
Marianna Giordano

www.premioantoniogiordano.tk

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