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giovedì 28 febbraio 2013

Cor tuum vanitas mea


COR TUUM VANITAS MEA

con

Nicola Macolino
Michele Mariano

gli Allievi di Abraxas Lab

e con la partecipazione di Aldo Gioia

voce fuori campo
Giandomenico sale

testi (voce fuori campo)
Gian Ruggero Manzoni

costumi
Marina Miozza

regia scene e luci
Nicola Macolino


Domenica 17 marzo 2013 - H. 18.00
Auditorium Liceo Classico "M. Pagano"
CAMPOBASSO

Lo spettacolo è uno dei quattro progetti della Rassegna Teatrale di Autori molisani "OFF"  a cura di Incas Produzioni

Le date della rassegna sono 2 - 10 - 17 - 24 Marzo

costo biglietto per spettacolo - euro 8.00
costo abbonamento 4 spettacoli - euro 20.00
info.  328 6044261
per gli abbonamenti rivolgersi a libreria Mondadori Campobasso


lunedì 25 febbraio 2013

Energie Interne all'Aratro


ENERGIE INTERNE
Mingo Iacovino / Paolo Emilio Greco / Massimo Mancini

A cura di Lorenzo Canova e di Piernicola Maria Di Iorio
Inaugurazione giovedì 28 febbraio 2013 ore 18


L’ARATRO presenta una mostra collettiva di tre autori che lavorano all’interno dell’Università del Molise e che da anni svolgono una parallela e professionale attività artistica attraverso gli strumenti della pittura, della fotografia e del disegno. 
La mostra, prima parte di un progetto che periodicamente presenterà le energie creative presenti all’interno dell’Ateneo, è frutto di un lungo lavoro elaborato dai tre artisti come un’installazione a più voci composta da opere pensate per comporre un dialogo costruito attraverso linguaggi diversi che compongono un’armonia difforme.
In questo modo sulle pareti del museo si potranno ammirare il raffinato e paziente talento disegnativo di Mingo Iacovino, con il suo virtuosismo puntinista e iperreale che entra con la sua visione lenticolare nella rappresentazione delle cose; il felice e vibrante cromatismo della pittura di Paolo Emilio Greco con la sua azione polimaterica e spesso tridimensionale, sospesa tra memorie iconiche e la vitalità dell’astrazione; l’intensa opera fotografica di Massimo Mancini con il suo profondo sguardo sul mondo usato in modo interattivo per costruire uno scambio fecondo con gli spettatori coinvolti nella mostra. 
La mostra sarà preceduta da un breve seminario di presentazione con gli studenti e alcuni docenti dell’Università del Molise. 

Dal 28 febbraio al 29 marzo 2013 

ARATRO - Archivio Delle Arti Elettroniche - Laboratorio per l’arte Contemporanea
2° Piano - 2° Edificio Polifunzionale Università Del Molise, Via De Sanctis 86100 Campobasso Info:+39 3385912482; lorenzocanova@gmail.com 
Facebook: Aratro Università del Molise

Sergio Padovani alla Koma' ArtGallery


SERGIO PADOVANI
DEL MAGNIFICENTISSIMO ESILIO DALL'"ORBE CAINA"

A cura di: Michele Mariano
Dal 5 / 3/ 2013 al 28 / 03 / 2013
Inaugurazione: Martedì 5 Marzo Ore 19,30
KOMA’ ArtGallery Corso Umberto I° n°52 86023 Montagano (CB)

One of us! One of us!
Strano posto, il Circo. La gente ci va per divertirsi, passare il tempo, sorridere delle acrobazie di clown e comici vari. Poi ci sono i prestigiatori, i domatori di bestie feroci, ogni tipo di animale. I bambini e le famiglie intere sono da sempre attratte da questo piccolo universo fatto di stranezze e abilità particolari. Ma nello stesso circo, fino agli anni 40 del secolo scorso, c'era anche un'altra attrazione: e il pubblico pagava per vedere anche questo. I freak, gli uomini dall'aspetto "inusuale", si facevano ammirare in tutta la loro unicità. Erano ragazzi senza gambe, donne barbute, acrobate a due teste, vecchi-scheletro. E, fra di loro, anche i nani.
Il circo non barava: la realtà veniva messa in scena così com’era senza nessun bisogno di filtri o traduzioni e soprattutto nessun attore professionista a scimmiottare finte menomazioni.
Questa idea di circo della realtà senza filtri la ritrovo nei palcoscenici/patiboli di Sergio Padovani, e come nel circo l’esibizione di corpi malformi segnava di netto una separazione tra il pubblico e la “diversità” così qui i personaggi buttati in palcoscenico “senza pietà”, esibiscono una separazione consapevole tra loro e gli altri, chi li osserva e quelli che si considerano in via esclusiva esseri umani.
La “parentela” può avvenire solo con chi si pone senza filtri e soprattutto con chi è portatore sano di lacerazioni non finte.
In un crescendo emotivo “DEL MAGNIFICENTISSIMO ESILIO DALL'ORBE CAINA” fotografa la fobia di un'intera comunità. Perché costringe lo spettatore a un ruolo attivo d’immedesimazione per poi sbattergli in faccia le proprie insicurezze, ipocrisie e contraddizioni. Un viaggio interiore non senza conseguenze, ma che non ci si può esimere dal fare, per amore della pittura e della vita. In tutte le sue manifestazioni.


Michele Mariano


KomA’ Corso Umberto I° n°52 86023 Montagano (CB) 

Aperta dal martedì al sabato dalle 19 alle 01 

tel: 347 5624436 mail: komagallery@gmail.com

sabato 16 febbraio 2013

venerdì 15 febbraio 2013

Rivista20

Da un paio di numeri ho una piccola rubrica circa mostre e artisti molisani su questa interessante rivista online che tratta singolarmente ogni regione italiana segnalando eventi importanti di mostre ma anche l'opinione di critici locali. Trovo la formula riuscita anche per sondare che si fa in Italia in realtà meno pubblicizzate. Rivista20, questp è il nome, e' una pubblicazione a cura del Centro Culturale Ariele (Torino) www.galleria-ariele.com

venerdì 8 febbraio 2013

Per Gino Marotta. Incontro di studio alla GNAM

Natura Modulare, 1966

Per Gino Marotta. Incontro di studio alla Gnam_ Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma: Sabato 9 febbraio ore 10. E’ questa l’iniziativa che l’istituzione museale dedica al maestro di Campobasso (20 giugno 1935 – Roma, 16 novembre 2012) dopo la recentissima mostra Gino Marotta, Relazioni Pericolose da poco chiusasi con grande successo nella stessa sede (http://www.gnam.beniculturali.it/index.php?it/94/archivio-mostre/49/gino-marotta-relazioni-pericolose) e a circa tre mesi dall’improvvisa scomparsa dell’artista, a 77 anni. 

La prima mostra personale di Gino Marotta data 1957, quando egli è poco più che ventenne. Si inaugura alla galleria Montenapoleone di Milano. Già in questo periodo egli è presente, insieme a pittori come Burri, Fontana, Capogrossi, Balthus, Licini e Léger, in mostre di grande rilievo internazionale – alla Rome Art Foundation di Roma, per esempio – e a “Pittori d’oggi Francia‑Italia” a Torino, “Modern Italiensk Maleri” a Copenaghen e in numerose altre rassegne estere che documentavano la pittura italiana contemporanea nei Musei e nelle Gallerie del mondo. Sono gli anni dei famosi Bandoni e dei Piombi, quadri realizzati in officina con la fiamma ossidrica. La sua è una vocazione all’uso inconsueto di nuovi materiali: ha persino trovato nuove soluzioni tecniche che furono, in seguito, applicate dalle stesse industrie. Con tale attitudine e materismo realizza opere di grandi dimensioni come il Bosco Naturale‑Artificiale, l’Eden Artificiale e, qualche anno più tardi, la Misura Naturale Cava.

Marotta partecipa a “Lo Spazio dell’Immagine” a Foligno nel 1967, una delle collettive più interessanti sull’arte nazionale contemporanea e che registrò, con altre esposizioni ormai acclarate, un’epoca di grande indagine estetico-concettuale italiana. Inaugurata a Palazzo Trinci, vide esporre - dal 2 luglio al primo ottobre – il fior fiore degli autori più interessanti di quegli anni impegnati per l’occasione in ambienti plastico-spaziali, e pertanto destinati ad essere smontati alla fine della mostra. Organizzata da Bruno Alfieri, Giuseppe Marchiori, Giorgio De Marchis, Stefano Ponti, Lanfranco Radi, Luciano Radi e dallo stesso Marotta, fu presentata da critici e storici dell’arte quali: Umbro Apollonio, Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Maurizio Calvesi, Germano Celant, Giorgio de Marchis, Gillo Dorfles, Christopher Finch, Udo Kultermann, Giuseppe Marchiori e Lara Vinca Masini.

Il Sessantotto lo coglie preparato: partecipa a una straordinaria esperienza romana in quella che fu una galleria tra le più in vista della scena contemporanea: La Tartaruga, di Plinio De Martiis. Questo fotografo, amico di artisti e galleristi sembrò chiudere e aprire un’epoca con ”Il Teatro delle Mostre” dove Marotta installa una originale Foresta di menta, fatta di fili verdi appesi e disposti in più file a creare un ambiente percorribile e vagamente labirintico.

Nel 1969 Marotta è a “4 Artistes Italiens plus que Nature” al Palais du Louvre, Musée des Arts Décoratifs a Parigi, con Ceroli, Kounellis e Pascali.

Nel 1970 prende parte ad altri due momenti importantissimi per l’arte contemporanea in Italia: “Amore Mio” a Montepulciano e “Vitalità del Negativo” al Palazzo delle Esposizioni di Roma – esordio dell’Associazione Incontri Internazionali d’Arte della Graziella Lonardi Buontempo e con Alberto Moravia presidente – entrambe traghettate da Achille Bonito Oliva che portò un approfondimento su postulati visivi e intellettuali assolutamente innovativi.

L’anno dopo, Marotta è presente alla Kunststoffe di Dusseldorf , senza contare gli inviti che avrà dalla Quadriennale. Le mostre si susseguono, infatti, così come non rallenta la sua produzione. A ciò si affianca l’impegno nel campo del Cinema e del Teatro; Marotta portò il suo contributo di ricercatore collaborato sia in grandi produzioni cinematografiche -come la “Bibbia” di John Huston – sia esordendo in teatro, nel 1959, come scenografo nel “Misantropo” di Luigi Squarzina, messo in scena al teatro Olimpico di Vicenza, con i costumi di Corrado Cagli; ha collaborato anche con Carmelo Bene: alla “Salomè” e (per la scenografia teatrale) a “Nostra Signora dei Turchi” e ha realizzato le scene di “Finale di partita” di Samuel Beckett, oltre che, un decennio più tardi, scene e costumi di “Hommelette for Hamlet”, che gli fanno meritare nel 1988 il premio UBU per la migliore scenografia.

Nel 1984 è stato invitato a partecipare con una Sala personale alla XLI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, dove ha esposto Le Rovine dell’Isola di Altilia, un’opera-ambiente di grandi dimensioni.

Questo tributo che la Gnam e molti studiosi dedicano in questa nuova occasione a Marotta è un doveroso omaggio anche della città di Roma che ha accolto l’artista il cui contributo è stato notevole all’interno di una situazione che vide la Capitale emergere come scena della sperimentazione artistica e foriera di crossover tra diverse discipline come raramente era avvenuto prima e si è registrato poi.

Luca Barberini Boffi su Artapartofculture


Per Gino Marotta. Incontro di studio alla Gnam_ Galleria Nazionale d’Arte Moderna, sabato 9 febbraio 2013, ore 10.
Introduce: la Soprintendente Maria Vittoria Marini Clarelli
Relatori: Maria Vittoria Marini Clarelli, Maurizio Calvesi, Laura Cherubini, Bruno Corà
TestimonianzeLorenzo Canova, Barbara Martusciello, Raffaele Gavarro, Giorgio Battistelli e uno studente del liceo artistico di Frosinone.
CoordinaAngelandreina Rorro

Gino Marotta in un ritratto di Ruggero Passeri
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