martedì 28 gennaio 2014

Nasce igersmolise - Una regione da fotografare

L’evoluzione degli smartphone ci ha permesso di entrare a far parte di una rete in cui interagire attivamente. Un caso emblematico è quello di Instagram, una semplice applicazione per abbellire le immagini e una piattaforma per condividerle con i propri contatti hanno destato l’attenzione di Facebook che ha acquistato il tutto per un miliardo di dollari. Migliaia di foto caricate al minuto che vedono spesso come protagonista territori, cibi, tradizioni e tutte le emozioni a loro connesse.

Travel and food experience appunto, fenomeni virali in grado di creare una sorta di guida del territorio tramite l’uso delle immagini. Immediate e di facile realizzazione grazie alle ottime capacità tecniche degli smartphone, le fotografie diventano così un mezzo per scoprire anche la nostra regione. Il fiorire delle community italiane ufficiali dedicate ad uno specifico territorio ha portato all’idea di un progetto nostrano che gioca principalmente su alcuni stereotipi.

“Il Molise non Esiste”, una frase usata molto spesso sui social network si trasforma nel punto di partenza del cammino intrapreso dalla community degliInstagrammers molisani, un percorso atto a sgretolare a colpi di hashtag, il carattere ortografico distintivo delle tendenze su instagram, i luoghi comuni sulla regione meno conosciuta d’Italia risvegliando così l’interesse generale nei confronti del Molise sotto diversi aspetti.

Instagram è infatti uno degli strumenti più utilizzati per la promozione turistica online, è versatile, immediato e permette la diffusione di immagini tra gli utenti di tutto il mondo.

Come aderire al progetto? Scarica la app gratuita di Instagram sul tuo smartphone, crea un tuo profilo e segui Igersmolise. Potrai caricare fotografie dei tuoi luoghi preferiti, delle tradizioni locali e di tutto ciò che vuoi far conoscere del Molise ricordandoti di inserire nella descrizione gli hashtag #igersmolise e #destinazionemolise.

Dal 31 gennaio i migliori scatti verranno selezionati e pubblicati nel profilo ufficiale Igersmolise 

lunedì 27 gennaio 2014

Andrea Nicodemo -Vuoto



L’ARATRO inaugura la stagione 2014 con una nuova mostra personale di Andrea Nicodemo (Termoli 1976, vive a Roma), artista che ha al suo attivo un curriculum significativo di mostre nazionali e internazionali e tra i vincitori del Premio Termoli 2011. 
Nicodemo conduce da molti anni una ricerca che riesce a fondere con efficacia il dato iconico e il minimalismo, la pittura a un elemento concettuale, lavorando spesso sull’ambiguità della percezione e sul sovvertimento delle certezze dello sguardo. 
Le opere recenti esposte sono, come dichiara l’artista stesso, sono dedicate al “fascino del poco e dell’essenziale” dove “con il poco si può immaginare tutto” e compiere anche una riflessione sul mondo contemporaneo, dove il vuoto, che dà il titolo alla mostra, si pone anche “come sensazione , come mancanza di ideali e valori. Vuoto lo spazio, vuoto dovuto al troppo.” 
Così ogni opera in mostra all’ARATRO “presenta un’assenza, elementi mancanti, alleggerimento, sospensione. Quando si parla degli ovali in bianco e nero i vuoti presenti, così come i puzzle mancanti si materializzano, ritornano struttura ma solo nella mente di chi osserva.” 
L’allestimento stesso della mostra rifletterà questa idea di vuoto, in una vera e propria installazione formata da un numero serrato di opere in dialogo con le pareti bianche dell’ARATRO, invitando lo spettatore ad avvicinarsi per coglierne le strutture sfuggenti fondate su un rigoroso metodo costruttivo che dà vita a un rinnovato enigma della visione che mette in gioco i meccanismi della mente. 

30 gennaio 2014 alle ore 18 inaugurazione, presentazione della mostra e cocktail.

Andrea Nicodemo, 'Vuoto'
ARATRO- archivio delle arti elettroniche - laboratorio per l’arte contemporanea
2° piano- 2° edificio polifunzionale, università del molise, via de sanctis 86100 campobasso 
Info: +39 3385912482- + 39 333 1530974 ; aratrounimol@gmail.com - 
facebook: Aratro Università del Molise 
Dal 30 gennaio al 3 marzo 2014



ANDREA NICODEMO 

Termoli 1976
Vive e lavora a Roma

Mostre Personali 

2013 SIDE WALL - Galleria Monserrato Arte '900, Roma
2010 CONTRO LA LUCE CRUDA TUTTE LE FORME SONO SAGOME - IPSAR, Roma
2007 A UN AMICO LONTANO - Galleria Ugo Ferranti, Roma 
2006 COLORS ADDICTED - Galleria Ugo Ferranti, Roma
2005 INTIMISMO – Galleria Lion & Lion, a cura di Roy Wilkinson, New Orleans, USA

Mostre Collettive 

2013 AMPLIAMENTO GALLERIA CIVICA FRANCO LIBERTUCCI - Casacalenda (CB)
UNO SGUARDO LATERALE - Loft Rizzordi Art Foudation, San Pietroburgo
UNO SGUARDO LATERALE - 5° Biennale di Arte Contemporanea di Mosca, Galleria delle Arti di Zurab Tsereteli, Mosca 
VENTI PER UNA - Espacio de arte contemporanèo, Montevideo
2012
VENTI PER UNA - Espacio Cultural Museo de las Mujeres – Mumu Cordoba Argentina
AFFORDABLE FAIR - La Pelanda Macro Testaccio, Roma
VENTI PER UNA - Macla Museo de Arte Contemporaneo La Plata, Argentina
ILLUMINANDO LECCE - ex Conservatorio di Sant'Anna, Lecce
2011
DOUBLE ESPACE - Nuova Pesa, Roma
L’INTRECCIO DEI VIAGGI - Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea, vincitore 56° Premio Termoli. Galleria civica
LO STATO DELL’ARTE - 54° Biennale di Venezia – Padiglione Italia, Maci, Isernia
APERITIVO AD ARTES - Bosi Artes, Roma
BIANCO&NERO - Galleria Ugo Ferranti, Roma
2009
COLLEZIONE ARATRO 2010 - Museo Aratro Università’ del Molise, Campobasso
AVVERTENZE ARTISTICHE - Mercati di Traiano (Museo dei Fori Imperiali), Roma
UNA MANO PER AIL - Asta tenuta da CHRISTIE’S, Roma
GROUP SHOW - Galleria Ugo Ferranti, Roma
2008
FLUCHTEN (fughe) - a cura di Christiane Erdmann, Wiesbaden (Germania)
EXPERIMENTA - Collezione Farnesina Giovani, Ministero degli Affari Esteri, Roma
PIANETA TERRA - Museo Aratro Università del Molise, Campobasso
2006
GALÀ ASTRATTE - UNICEF, Repubblica di San Marino
SOTTOVETRO - Galleria Esedra, Roma
FUORILUOGO - Galleria Limiti inchiusi, Campobasso
2004
GENIUS LOCI - Galleria Civica d’Arte Contemporanea Termoli (CB)
INTERIORITÀ - Galleria 9 Via della Vetrina Contemporanea, Roma
COM’È PROFONDO IL MARE - Isole Tremiti
2003
ARCOBALENO DEGLI ANGELI - San Giuliano di Puglia (CB)
2000
IL PAESAGGIO URBANO - Ministero per i Beni e le Attività Culturali (vincitore)

domenica 26 gennaio 2014

I luoghi del contemporaneo in Molise

I luoghi del contemporaneo in Molise tratti da questa ricerca promossa dal Ministero per i Beni Culturali: I luoghi del contemporaneo 2012. Studio e pubblicazione promossi dalla Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee, Servizio Architettura e Arte Contemporanee. Una prima ricognizione importante, sebbene parziale, del contemporaneo sul nostro territorio. Segnaliamo tra le incongruenze la presenza del MACI di Isernia il quale ormai, da più di un anno, non propone mostre e una programmazione culturale e che vede la sua collezione irrimediabilmente chiusa negli scantinati della Provincia di Isernia e non fruibile. Tra le gallerie, invece, sicuramente avrebbe meritato un posto di riguardo l'attività della Komà ArtGallery e dell'Officina Solare di Termoli che, con un ricco panorama di personali e collettive, in quattro anni di attività ha promosso più di centocinquanta artisti tra i quali si segnalano Sergio Lombardo, Marco Fioramanti, Vincenzo Merola, Vincenzo Mascia, Mauro Rea, Pasquale Nero Galante. Tutte le attività e i testi critici dell'Officina stanno finalmente per essere pubblicati in un quaderno di studi che raccoglierà l'attività del triennio 2011-2013.

venerdì 17 gennaio 2014

Manuela Mazzini - Cromo-energie all'Officina Solare


MANUELA MAZZINI
"Cromo-energie"
18 / 30 Gennaio 2014
a cura di Tommaso Evangelista

Officina Solare Gallery
Via Marconi, 2 Termoli

apertura tutti i giorni
18.30 / 20.30


Cromo-energie. Manuela Mazzini

Le strutture cromo-energetiche e psico-dinamiche di Mazzini trasmettono l’impressione di uno spazio ipertecnologico destrutturato in chiave simbolica. La trasfigurazione del particolare geometrico in costruzione macroscopica comporta un forte intervento di semplificazione da parte dell’artista, chiamata a risolvere problematiche di forme e di compenetrazione/fusione tra gli oggetti. Non si arriva mai, del resto, ad un freddo e studiato meccanismo di edificazione dello spazio poiché viene sempre ricercata e ricreata una bellezza minimale, la bellezza che deriva dal ridurre l’universo (o l’immagine che ognuno, individualmente, ha dell’estensione) ad una scena poetica e impersonale allo stesso tempo, una rissa festosa catturata dalla coincidenza degli opposti e che crea, ad un primo sguardo, un paesaggio in evoluzione. Il disagio dovuto al nostro fastidio di rapportarci con un luogo “inumano” e asettico viene stemperato, pertanto, dal sottile rapporto che la pittura viene a creare tra cosmo ed animo. Il tentativo di geometrizzazione dei segni provoca da una parte una fuga, in profondità, delle prospettive divergenti mentre dall’altra conduce in primo piano le bande regolari che creano zone d’appoggio e pause vitali. Nelle tele la conoscenza razionale e regolatrice coesiste con l’intuizione illogica e astratta mentre la materia cromatica e creativa, in bilico tra fughe, direttrici, raggelate esplosioni, scariche, diventa barriera mentale e labirinto. Nell’intuizione quasi ingenua di un trattamento dialettico della superficie, tra segni di interruzione e punti di costruzione, risiede sicuramente il maggior pregio di opere che si aprono ad una fruizione simultanea, in perenne tensione. Dove la ricerca di semplificazione sembra arrivata all’essenza, a linee che s’incontrano ortogonalmente definendo la struttura e l’ambiente, nel momento in cui si compenetrano in una sorta di neoplasticismo di maniera, arriva però il caotico ermetismo dei titoli a complicare la visione.

Tommaso Evangelista

martedì 14 gennaio 2014

Adotta un artista - Il progetto curatoriale all'Atelier Verrilli






Si terrà dal 19 gennaio al 2 febbraio 2014 presso l’Atelier Verrilli in Termoli il Progetto d’arte Contemporanea “Adotta un artista”.

L’evento, organizzato dall’Associazione Artistica “Accademia Libera L’arte” e l’Associazione “Atelier Verrilli” si terrà in via Montecarlo n°7/9 e offrirà agli artisti contemporanei uno spazio espositivo di ricerca, di produzione e di visibilità. Tutti gli interessati potranno iscriversi entro e non oltre il 12 gennaio 2014 contattando l’indirizzo email accademia@liberalarte.org o chiamando al 339 9985029.

Questo il programma dell’evento:

Domenica 19 gennaio 2014, ore 18.00 – Inaugurazione della mostra. (Accoglienza curatori ed artisti).

Domenica 26 gennaio 2014,ore 18.00 – il Curatore presenta l’Artista (Sezione dedicata all’esperienza sul campo per giovani curatori).

Domenica 2 febbraio 2014,ore 18.00 – Diventa “Artista Ospite” (l’Artista e le Testimonianze).

Il Progetto è dedicato alla valorizzazione ed alla promozione delle nuove e non solo generazioni di artisti e curatori con lo scopo di sostenere la giovane arte contemporanea e di offrire un’opportunità a quei giovani e meno giovani che vogliono iniziare o consolidare un percorso professionale nel mondo dell’arte. Le figure di curatore, critico ed organizzatore sono importanti quanto quelle dell’artista. Per sostenere l’arte contemporanea non basta occuparsi solo degli artisti, ma occorre far emergere anche la nuova generazione di critici e curatori.



Flash City 2.0 - Personale di Pappone a Bologna


Leonardo Pappone, in arte Leopapp, è originario della provincia di Benevento ma da diversi anni risiede in Molise dove, nell'ultimo periodo, ha presentato diverse personali.

Comunicato Stampa

BOLOGNA - In concomitanza con l’apertura di ArteFiera, edizione 2014 prevista dal 24 al 27 gennaio, dopo l’ultimo successo ottenuto nella Capitale, dall’artista Leonardo PAPPONE (Leopapp), con la mostra tenuta nell’ambito della manifestazione “Molise un’altra Storia” promossa dall’Associazione Forche Caudine (storico circolo dei molisani a Roma), evento che ha goduto del patrocinio di Expo 2015, approda nel capoluogo emiliano la painting exhibition : “Flash city 2.0” .

La mostra “Flash city 2.0”è l’occasione per il pubblico bolognese di incontrare l’arte di Leonardo Pappone. L’esposizione, sviluppa e focalizza gli esiti più recenti della sua costante ricerca sugli aspetti urban and underground delle grandi metropoli. 

Vernissage: venerdì 24 gennaio 2014 con inizio dalle ore 19,00, alla presenza dell’artista in una location volutamente non convenzionale, per rendere l’esposizione maggiormente fruibile e socializzante, in un luogo pulsante di arte e creatività qual’ è il : Caffè degli Artisti, Via Castiglione, 47/2a - Bologna.

Durante l’evento sarà possibile degustare prodotti dolciari offerti dalla ditta “DOLCEAMARO-CONFETTI PAPA” di Monteroduni (IS) ed assaporare il vino d’eccellenza della azienda vinicola “ TERRESACRE” di Montenero di Bisaccia (CB)

L’allestimento sarà visitabile tutti i giorni (escluso la Domenica ), sino al 28 febbraio 2014.

“ Flash City 2.0 ”

Presenta inedite visioni di paesaggi urbani reali o progettati , prospettive, angolazioni, squarci di città, agglomerati moderni e sperimentazioni astratte. Il percorso, a tema socio-politico, evidenzia le fasi dell’antropizzazione quale processo di colonizzazione del territorio, si colgono in modo massiccio le alterazioni dei rapporti di equilibrio naturali generati dalla attività umana. Si percepiscono le contraddizioni e gli squilibri in atto ed i maggiori rischi a cui è esposto il pianeta terra: sovraffollamento, sfruttamento ed esaurimento delle risorse naturali, inquinamento, globalizzazione, catastrofici scenari da potenziali conflitti atomici. Sono fattori questi che, nella sensibilità artistica, annichiliscono l’aspetto umano che, anonimamente, resta relegato fuori dalla rappresentazione delle stesse opere. L’uomo, l’autore, restano così “fuori” dallo spazio dimensionato per consentire “un fermo immagine" “un flash” sulle frame della vita sempre in movimento.


Della precedente rassegna “Flash City”, tenuta nel mese di novembre 2013, nella Capitale, ha scritto il direttore artistico di NWart Roma, l’architetto Antonietta Campilongo :

“Leonardo Pappone sceglie il mezzo informale per lavorare sul colore e sul significato che esso assume nel momento stesso in cui viene utilizzato. La materia pittorica serve a comporre forme e segni, grazie al continuo processo di sovrapposizioni e sconnessioni. La superficie della tela consente continue sperimentazioni volte ad individuare dimensioni diverse dalla presente, quasi appartenessero al mondo interiore, caratterizzate da spazi, oggetti e luoghi, in cui i pieni e i vuoti, il dentro e il fuori, si misurano e si rimandano reciprocamente. Attraverso un gioco di frammentazioni, di sovrapposizioni di forme e colori, Leonardo Pappone ci parla del continuo evolvere dei pensieri e delle esperienze umane. 

La non figurazione è il mezzo che Leonardo Pappone predilige per meglio rendere gli aspetti di interiorità, per descrivere agevolmente, senza tante distrazioni, l'aggrovigliarsi dei concetti, dei pensieri. Tuttavia non c'è un distacco completo dalla realtà; la forza degli accenti cromatici e l'incisività del segno acquistano spesso una parvenza figurativa che innescano nello spettatore un senso di inspiegabile attrazione e di dejà vu. Colore, dunque, ma anche dinamismo. Tutte le sue tele sono pervase da un dinamismo accentuato che trasmette movimento, ma anche una certa ansia, frenesia, forse quella corsa continua in cui più o meno tutti gli ‘abitanti’ della città contemporanea sono immersi. Uno specchio a mio avviso molto fedele del nostro ‘oggi urbano’, uno sguardo lucido ma allo stesso tempo non pessimista. 

L’artista sbalza la visuale oggettiva dalle angolature di una impressione veloce di linee cromatiche, di forme e tracciati. Impressione, che però è la vera protagonista dello spazio, il vero fulcro di interesse per la ricerca e la sperimentazione creativa. L’artista non li rappresenta in modo realistico, ma attraverso un’interpretazione soggettiva, che richiama immagini mnemoniche e sintetiche di tutte quelle cementificazioni anonime e scomposte che continuano ad essere realizzate, con un processo progettuale generico ed indifferente, ai margini del caos metropolitano.”

Antonio Petrilli ha scritto :

“ Nel vedere per la prima volta i lavori di Leonardo Pappone in mostra mi è apparsa subito evidente la capacità di usare con sapienza il colore attraverso una geometria che spesso sfocia nell'astrattismo. La mia attenzione si è soffermata particolarmente su una serie di lavori che rappresentano paesaggi urbani consistenti in gruppi di palazzi o grattacieli scomposti in moduli che ne accentuano la matrice geometrica. Si tratta di tecniche miste dai colori tenui (sembrano quasi visioni oniriche o vagamente nebbiose) che hanno sicuramente in sé germi di sviluppi futuri di notevole interesse. Qualche critico ha voluto vedervi una specie di allarme sociale e ambientale sottolineando l'assoluta assenza di vita in essi. Io potrei azzardare l'ipotesi che in essi la vita sia solo nascosta e che stia a noi immaginarla. D'altronde l'arte è viva se fa nascere interpretazioni diverse nei vari fruitori“.

Il Prof. Lorenzo Canova , storico d’arte e critico d’arte, ha scritto :

“Nei suoi quadri Leopapp cerca la densità della materia cromatica, la vibrazione delle stesure, l’intensità sintetica della pennellata per restituire la pulsazione vitale della città , il fermento della metropoli elettrica rinnovato nell’intreccio degli azzurri e nella seriale scansione delle geometrie e delle architetture sovrapposte nello spazio”.

lunedì 13 gennaio 2014

Gli Etruschi del lago al museo archeologico di Venafro


Mercoledì 15 gennaio 2014 alle ore 11 inaugurazione al museo archeologico nazionale di Venafro della mostra dal titolo "Gli Etruschi del lago". Un'iniziativa organizzata dalla Soprintendenza del Molise in collaborazione con il Comune di Venafro.

mercoledì 8 gennaio 2014

Macse - Il sacro nell'arte contemporanea


Comunicato stampa-Rete Atelier Molise. Nel silenzio del cuore, quando lasciamo che sia l’anima a parlare, ci inerpichiamo in pensieri che conducono inevitabilmente al bivio della ragione umana. Ma c’è un luogo, qui in Molise, che si pone all’avanguardia rispetto ai tempi storici che stiamo vivendo: il Macse – Museo di Arte Contemporanea di Sant’Elia a Pianisi – che offre spunti di riflessione approfondita nella continua sfida tra Psiche e Anima.

In un contesto più ampio quale quello ideato da Luigi Mastrangelo di creare una rete di musei contemporanei – appunto Rete Atelier Molise - il Macse, vuole essere un esempio di come i grandi nomi dell’arte contemporanea sulla scena internazionale, trovino la loro giusta collocazione in luoghi poco conosciuti alle masse, a volte finanche snobbati dai media. 
La virginea purezza delle nostre terre permette la massima espressività di riflessione su temi di grande attualità storico-culturale. Per la prima volta dopo decenni, la Chiesa riapre i colloqui con signora Arte riconsiderando dannose delimitazioni immaginarie.
Ed ecco che il Macse ospita presso i locali del Convento dei Cappuccini, una mostra dal titolo emblematico: Sacred. 
Il visitatore, salendo le quattro rampe di scale del convento dove soggiornò San Pio, si trova davanti un intreccio di travi portanti che rimandano alle sovrastrutture della ragione umana; ma non appena varca la soglia ha la possibilità di perdersi nella contemplazione di opere di altissimo livello artistico. E lì, in quell’atmosfera surreale dove riecheggiano le note di Bach e Brhams, Psiche e Anima si ritrovano in uno stato contemplativo che quieta il corpo e interroga lo Spirito. 
Una mostra di arte contemporanea che si lascia ammirare dal pubblico provocandolo criticamente sulla sua collocazione emotiva. E si riaprono speranze nella Luce, si quietano dolori, si contesta e critica apertamente o nel silenzio, ma di certo si andrà via dal Macse con una finestra aperta sull’eterno dibattito tra ragione e fede.
La mostra Sacred, rimarrà aperta al pubblico presso i locali del Convento dei Cappuccini fino a marzo. Un’occasione da non perdere.

venerdì 3 gennaio 2014

S.E.C. Servizio Educativo Camusac - L'offerta didattica del nuovo museo d'arte contemporanea di Cassino


Un museo al confine è come se fosse un poco anche molisano. Essendo giovane ha bisogno di tempo e lavoro per partire ma vista la qualità delle opere e dell'offerta didattica va sicuramente segnalato anche su questo blog. La brochure, scaricabile e visionabile, riunisce le varie attività proposte dal museo per diverse tipologie di pubblico.

"Un museo che nasce è come un organismo che ha bisogno di tempo e di forze per svilupparsi ed acquisire riguardo e prestigio. A questo scopo non poco concorre la qualità delle opere esposte e la coerenza della collezione, vi è però bisogno di una linea progettuale e operativa capace di presentare al meglio tutti i lavori, gli artisti e l’idea di fondo del luogo. Trattandosi di una collezione privata, che si caratterizza per gli specifici gusti del committente, il museo ha bisogno ancora di più, per essere compreso, di una mirata azione di mediazione didattica indirizzata a tutte le fasce di pubblico. Il servizio educativo del CAMUSAC, considerando gli spazi e le opere come organismi vitali da comunicare e fruire in maniera attiva, con l’ausilio di diverse tecniche di insegnamento/apprendimento, ha progettato dei laboratori specifici per ogni fascia di età per educare all’arte e comprendere i linguaggi del contemporaneo. L’arte contemporanea come progetto educativo, allora, è lo scopo principale del nostro intervento".

Per info: http://www.camusac.com/ o sui profili Fb e Twitter

Mauro Rea - Senzarteneparte - Personale all'Officina Solare

Attacco animale - polimaterico su tela

"SENZARTENEPARTE
Patafisici e integrati ovvero piccolo manuale di ipocondria fantastica"

a cura di Tommaso Evangelista
4/16 gennaio 2014

INAUGURAZIONE SABATO 4 GENNAIO 2014 ORE18.30

Apertura tutti i giorni 18.30/20.30

Officina Solare Gallery
Via Marconi, 2 Termoli


«L’Apocalisse è un’ossessione del dissenter, l’integrazione è la realtà concreta di coloro che non dissentono». La frase, ripresa dal noto saggio di Eco del 1964,Apocalittici e integrati, testo nel quale si analizza la cultura di massa e i suoi mezzi di comunicazione, apre un ponte su un argomento, quello della semiotica, nel quale si articola parte della produzione di Mauro Rea, quella più prettamente patafisica (da qui il sottotitolo). Nel sottile confine tra accettazione dello status quo e distorsione dalla linea mercantile del “gioco serio” dell’arte, spaziano molte delle forme espressive contemporanee, spesse volte abbassate dalla banalità della “piazza” e dalla riproducibilità. Le opere di Rea sono un complesso dissentire dalla logica e dalla ragione in virtù dell’accettazione eccessiva dell’espressione e dell’ingenuità visiva portate a risultati iconografici complessi e spiazzanti, sul confine di un piano pittorico irrimediabilmente riportato alla luce dalla memoria e per questo carico di “sporcizia”. I (di)segni dell’artista si configurano come grumi materici custoditi da un vortice di forze, spesse volte contrastanti, tra le quali spicca la sempiterna spirale Giduglia, simbolo patafisico per eccellenza e qui trasfigurata nel volto ossuto di un guardone in Vedo nudo. L’uso pratico di personaggi inventati, estremamente caratterizzati da elementi anti-convenzionali, o di animali-uomini, quali ermetici vasi di Pandora di tutti i mali e le angosce della società, concorre a far slittare l’irruenta e spiazzante carica surreale e satirica sul piano del perturbante che agisce sottotraccia come un’ombra risvegliata dal profondo. Rea è abilissimo nel trattare l’Interno e nel comunicarlo come superficie archeologica di visioni tanto materiali da fuoriuscire dal supporto per divenire tracce indipendenti e autonome, come sfuggite dall’integrità della pittura. Il dissentire dalla logica e dall’integrazione non è altro che razionalità alternativa ed infatti, tornando ad Eco, «la funzione degli apocalittici ha una propria validità, nel denunciare cioè che l’ideologia ottimistica degli integrati è profondamente falsa e in malafede». L’artista è un apocalittico nella misura in cui da fondo alle proprie ansie liberandole in perenne sospensione, nel nervosismo di un respiro animale fatto soprattutto di segnali e avvisi minimi che provocano reazioni ed accordi nella materia pittorica la quale per l’occasione accoglie tracce di juta, cera, acrilici, oli e combustioni. E poiché la pittura è un perenne dissotterramento delle forme, più che uno scavo alla ricerca di fantasmi nelle opere percepiamo il processo analitico dell’accumulo per aggregazione in contrasto con l’emersione simbolica autonoma di esseri costruiti da pulsioni. Contro l’integrazione di chi non vuole dissentire, tali figure dell’assenza, richiamate in vita da ossimori e contrasti, cominciano ad agire da soli liberandosi dalle leggi della scienza per progredire solo attraverso ipotetici assiomi. Il collage è il loro mondo mentre la plasticità applicata è solo un tentativo di trasferire all’esterno la spinta interna al disordine e all’eccesso, che diventa monito e richiamo e forse tentativo di un’etica. La distanza dal confine si chiama suggestione e concerne l’integrità del sogno chiamato a relazionarsi con le visioni frantumate del reale, nel tentativo di recupero del senso. Lo struggimento del negativo che attraversano come tensioni intime la collettività diventa impulso di creazione, trasfigurato dal ricorso ad una zoologia fantastica e minimale che diventa ipocondria chimerica in quanto visualizzazione spiazzante dei mali intesi come solenni e possenti allegorie. Ma se l’illusione non si oppone alla realtà e il fare poetico-artistico produce mondi, compresi come soluzioni immaginarie nell’accordo simbolico delle proprietà degli oggetti ai loro lineamenti, allora forse c’è ancora la speranza di una fortuito e grottesco lieto fine.

Tommaso Evangelista

Vedo Nudo - polimaterico su tela

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