lunedì 18 agosto 2014

Arte contemporanea e sport a Capracotta



Quando l’arte dipinge lo sport.

Dal 10 Agosto al 10 Settembre, presso il Comune di Capracotta, sarà in esposizione la collettiva d'arte contemporanea, allestita in occasione del centenario della fondazione dello Sci Club locale. Domenica 10 Agosto ha avuto luogo l'inaugurazione, alla presenza delle autorità locali, che hanno sottolineato quanto sia importante l'evento per il Comune stesso. Poiché la mostra era associata ai Campionati Europei di sci di fondo, previsti nel mese di Marzo e non più svolti a causa della mancanza di neve, il tema delle opere è stato lo sport e la neve.
Nel corso dell'inaugurazione sono stati premiati gli artisti che si sono maggiormente distinti per la qualità dei propri lavori. Il primo premio è stato ricevuto da Mariagrazia Colasanto, mentre tre menzioni di merito sono state conferite a Michele Inno, Paolo Emilio Greco e Barbara De Renzis.
La commissione giudicante è stata composta da due critici d'arte: Gioia Cativa, membro dell'associazione SM'ART, organizzatrice dell'evento, e Grazia Nuzzi, di Mondragone, nel ruolo di critico esterno.
In Molise  le comunità montane sono un insieme di perle paesaggistiche dal forte impatto emotivo e sensoriale: paesaggi mozzafiato che si librano a centinaia di metri d’altezza , scrigni di una natura incontaminata e aria pulita che brillano davanti agli occhi di chi osserva: in particolare, il comune di Capracotta  “festeggia”il centenario dello “SCI CLUB CAPRACOTTA”, da sempre attivo nella promozione culturale e sportiva del paesino altomolisano.
Lo sport è un insieme di valori volti alla collaborazione reciproca  e al rispetto del prossimo: lo sport aiuta a crescere in armonia con noi stessi e con gli altri. L’attività sportiva, come molti altri temi, è stata oggetto di rappresentazione nell’arte, sia in pittura che in scultura; difatti, già nell’antichità, la plasticità di un corpo colto in un gesto atletico è stata oggetto di riproduzione artistica (es. il “Discobolo” del V sec a.c.). L’arte antica, soprattutto quella greca, ha prestato attenzione alle gesta degli atleti ed ai loro movimenti riproducendoli in più occasioni. Non di rado, però, l’attività sportiva si confonde con la pratica guerresca o con la sporadica prova d’abilità: questo ha impedito, in più occasioni, la nascita di una specifica forma di rappresentazione dell’evento sportivo o dell’atleta. Il rapporto fra arte e sport si rafforza nel Novecento, dove, da attività elitaria, divenne una pratica di massa, trovando la sua “manifestazione” artistica nel Futurismo di Marinetti. Nel XX secolo lo sport diventa lo scenario dove la mente dell’artista si muove per cercare nuovi punti di vista; infatti, i Futuristi si concentrarono sulla velocità, i Metafisici sulla statuarietà ed i contemporanei trovarono il pretesto  per dare libero  sfogo ad inedite soluzioni formali. Nel tempo, si hanno ripetuti punti di raccordo fra arte e sport, ora volti ad esaltare vecchi valori, ora proiettati nella modernità o nel futuro nel segno del dinamismo (vd. Enrico Prampolini “Dinamismo di un ciclista”, 1921) e  della velocità (Marco Sironi “Auto in corsa”, 1918). Lo sport nell’arte del XX secolo, trova una sua perfetta dimensione, la sua migliore interpretazione, vigorosa, viva, dinamica: Futurismo e Metafisica sono i movimenti ideali nei quali lo sport trova la massima espressione dei suoi punti vitali, in concomitanza con una società in continua evoluzione e trasformazione, sotto le parole chiave del dinamismo e della velocità (es. Fortunato Depero “Nitriti in velocità”,1934).
La collettiva di Capracotta vuole evidenziare in chiave contemporanea lo sport, invernale nel caso specifico, attraverso i molteplici modi che l’arte mette a disposizione. È l’esaltazione dell’agonismo e della dinamicità: gli artisti sono chiamati a rappresentare lo sport in modo personale cercando di dare una forma alle loro idee. Questa esposizione è in gran parte un trionfo della pittura figurativa rispetto alle nuove sperimentazioni dell’arte; viene privilegiata un’iconografia classica del tema della neve: paesaggi, scorci, piste innevate raccontano le emozioni che si scatenano davanti il “manto bianco”. Assistiamo a rielaborazioni interiori personali  profonde degli stati d’animo degli artisti: questi si raccontano attraverso le pennellate ed i colori e “non colori”, le linee e le idee che “costruiscono” l’opera e le conferiscono una propria identità. Osservare le tele esposte diventa un “catarsi” in una condizione di atarassia, si entra in una condizione di empatia con le intenzioni dell’artista. Diversamente, alcune tele sono l’estensione della contemporaneità dell’arte, alcune vicine allo stile minimale, altre che puntano al figurativo ma con un forte accento metafisico per quanto concerne la forza dei corpi in movimento. È un’implosione della concettualità, “costretta” dentro una tela.

GIOIA CATIVA

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