martedì 3 maggio 2011

Cinzia Mastropaolo all'AxA

Dopo il successo della mostra Made in Italy lo splendido open space AxA Azienda per le arti (via Colle delle Api 170, Campobasso), che la Palladino Company offre ad artisti e critici per promuovere l’arte e la cultura, ospita la personale di Cinzia Mastropaolo. La mostra dal titolo Emersione simbolica + vacanze romane, curata dal critico molisano Antonio Picariello e inaugurata il 28 aprile, resterà fruibile fino al 16 maggio. Cinzia Mastropaolo, campobassana, ha svolto a Roma un corso di moda, partecipando a diversi eventi capitolini di moda con proprie collezioni, e ha frequentato in seguito la Scuola libera del nudo. Sempre attenta al disegno quale mezzo essenziale di espressione, ha realizzato schizzi, bozzetti, ritratti e paesaggi, partecipando anche a numerosi progetti di MailArt nel mondo. Si è cimentata altresì in installazioni dove ha unito fantasia, ricerca della forma e indagine della composizione: la sua “Madonna Rock”, realizzata a Rovere, in Abruzzo, fonde entro schemi barocchi tutta la sua abilità creativa e progettuale. Oltre a dipingere ha pubblicato anche un libro, “Disobbedire al clan”, edito da Filopoli. Nella personale all’AxA sono presenti diverse serie di opere che offrono una visione completa della sua poetica e ricerca personale; l’artista, in generale, partendo da impressioni visive, attraverso un personale studio sulla composizione e una riduzione del segno, in virtù di un uso libero ed emozionale del colore, arriva a configurare brani pittorici estremamente suggestivi dove il mondo e i suoi personaggi, ridotti a tracce e contorni (o silhouette, per restare nel campo della moda), diventano reminiscenze e simboli, tracce della ricerca e svelamento del suo spirito. Analizzando singolarmente i diversi lavori troviamo la serie dedicata ai politici italiani, dall’emblematico titolo "gli evaporati, gli evaporandi e coloro che non vogliono evaporare"; in questi ritratti dai colori pastello e dalle forme sintetiche non è difficile cogliere l’ironia con la quale sono stati raffigurati personaggi pubblici, inconsistenti come vapori e pertanto svelati nella loro insignificanza. Grottesche maschere moderne dell’arte dal perenne atteggiarsi, come l’enigmatico “M.B.”. Se i “Ritratti” si giovano di un’equilibrata sintesi dei volti ridotti a schemi e a smorfie, la serie “Dedicata alle donne” colpisce per le atmosfere oniriche e intime, non prive di elementi simbolici (lo scudo, i dischi) intesi quali armi e qualità allo stesso tempo. Il lavoro dedicato al sisma in Abruzzo, terra cara all’artista, “Il battito veloce del cuore”, si caratterizza per l’abbandono dell’aria trasognata e minimale e per la resa di una violenza reale (cromatica e materica sulla tela) che cerca di rendere la brutalità del sisma sulle cose e sulle persone. I colori si scuriscono, la linea diventa groviglio di movimenti e gesti, le figure spariscono e si nascondono tra le pieghe di una trama pittorica serrata che lascia poco spazio al godimento. Negli ultimi lavori, infine, il segno si piega alla scrittura e alla narrazione capace di trasfigurare anche la nostra Italia. In conclusione segnalo la serie delle “Osvaldine”, singolari figure uscite dalla matita della pittrice e suoi alterego; memore degli studi di moda l’artista realizza questi personaggi dalle linee esili e scattanti e con pochi tocchi grafici ce ne restituisce quasi la personalità spigolosa e controcorrente. Eroine di carta vivono attraverso essa per dissacrare e dissacrarci; in loro tutta la grafica pubblicitaria del Ventennio (penso a Dudreville) e un che di felliniano e da “Dolce vita”. E proprio riguardo alle “Osvaldine” mi piace concludere con le parole della stessa Mastropaolo, tratte dal suo sito: “Mi chiamo Cinzia Mastropaolo, ma molti mi conoscono col nome di Osvalda, altri ancora con quello di Pow-how. Osvalda è il personaggio del mio libro “Disobbedire al clan” di cui ho anche disegnato la copertina. Ed è lo pseudonimo che ho usato per pubblicare il libro, con l’aggiunta del cognome “De Pauau” (esatta pronuncia di Pow-how). Tutto questo che apparentemente sembra un caos, in realtà ha un significato molto lineare e profondo: appartiene al mondo dei simboli e dei significati. “La Osvalda” è una donna contemporanea, informale, che sorride alla vita e che leggera, ironica e libera vola verso orizzonti più ampi ogni qual volta la vita e gli avvenimenti, gli accidenti e le vicissitudini la vorrebbero invece immobile e prigioniera dei dolori, dei capricci, degli intoppi, di tutto quanto insomma la vita riserva a tutti noi esseri umani. E’ un simbolo appunto, e come tale si colloca anche su un piano che appartiene all’immaginario… ed è così che “La Osvalda” può trasformarsi e imbellettarsi di porporina..."

Tommaso Evangelista su Zenit Magazine di Maggio 2011

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